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In Sicilia 3870 nuovi casi di Covid nell’ultima settimana, 0,9% in più

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 3.870, lo 0,9% in più rispetto alla settimana precedente. Si deve rilevare però che 109 nuovi positivi sono riferiti a periodi precedenti. E’ diminuito il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dal 2,3% al 2,1%. Lo rende noto l’ufficio Statistica del Comune di Palermo, evidenziando in una nota i dati relativi all’andamento della pandemia da Covid in Sicilia e diffusi ieri dal Dipartimento della Protezione Civile.
“Nella settimana appena conclusa – si legge nella nota dell’ufficio Statistica – si è registrata una sostanziale stabilità nel numero dei nuovi positivi e anche nella situazione ospedaliera (con un aumento dei ricoveri ordinari ma una diminuzione nei ricoveri in terapia intensiva)”.
Il numero degli attuali positivi è pari a 10382, 1305 in più rispetto alla settimana precedente. Le persone in isolamento domiciliare sono 10003, 1302 in più rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 379, di cui 40 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 3 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono diminuiti di 10 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 18 nuovi ingressi in terapia intensiva (il 5,3% in meno rispetto ai 19 della settimana precedente). Il numero dei guariti (300983) è cresciuto di 2509 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 94,5% (94,9% domenica scorsa). Il numero di persone decedute registrato nella settimana è pari a 56 (14 in più rispetto alla settimana precedente).
A causa di alcuni riconteggi, il numero provvisorio di persone decedute attribuibili alla settimana appena conclusa è però pari a 34. Complessivamente le persone decedute sono 7146, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari al 2,2% (2,3% la settimana scorsa). I ricoverati complessivamente rappresentano il 3,7% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,4%).
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Efebo d’Oro, l’impegno di Banca Popolare S.Angelo e Fondazione Curella

PALERMO (ITALPRESS) – La Banca Popolare Sant’Angelo e la Fondazione Curella hanno sostenuto la 43esima edizione dell’Efebo D’Oro, Premio Internazionale di Cinema e Narrativa, proseguendo una collaborazione che dura da anni. La Banca, infatti, ha legato il suo nome al premio già dalla sua prima edizione nel 1979. Sono stati due i premi assegnati nel corso della manifestazione appena conclusa: il primo a nome della Banca, il secondo della Fondazione.
In questa edizione, su proposta della direzione artistica e del Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema, la Banca ha assegnato il premio Efebo d’Oro alla Carriera al grande regista greco naturalizzato francese Costa Gavras.
“Il nome dell’Efebo D’Oro è da sempre legato alla Banca Popolare Sant’Angelo, sin dalle sue origini”, dice l’Amministratore Delegato, Ines Curella “avendo la banca contribuito in modo determinante alla nascita stessa della manifestazione, concepita per approfondire il profondo rapporto tra cinema e letteratura. Nel corso della sua intensa e prestigiosa attività, l’Efebo d’Oro è ormai assurto al rango di autentico Festival cinematografico, di cui siamo felici di essere i promotori”.
La manifestazione appena conclusa ha anche segnato il ritorno alle attività della Fondazione dopo lo stop imposto dalla pandemia, con l’assegnazione di un premio studiato appositamente che è andato alla scrittrice Ornella Sgroi autrice del libro “E’ la coppia che fa il totale” (Harper Collins, 2020) sul cinema della coppia palermitana Ficarra e Picone.
“La Fondazione Curella, fin dalla sua costituzione nel lontano 1985, ha voluto porsi come polo propulsivo di riflessione e di confronto al fine di contribuire ad una migliore conoscenza dei principali fenomeni socio-economici del nostro tempo. Oggi, la Fondazione Curella unisce alla visione lungimirante del proprio fondatore, Nicolò Curella, una rinnovata volontà di sostegno del territorio siciliano e tutela dell’ambiente”, spiega Carmelo Piscopo alla guida della “Curella”. “Per questo”, aggiunge, “abbiamo deciso di sostenere, in qualità di main sponsor, la 43sima edizione dell’Efebo d’Oro, per sottolineare la nuova mission della Fondazione Curella: la valorizzazione della cultura e della Sicilia. E per questo motivo abbiamo scelto il libro di Ornella Sgroi che racconta i film e le opere di Ficarra e Picone con la professionalità e creatività che contraddistingue un approccio giornalistico”.
“Ficarra e Picone, nella loro carriera ventennale, hanno fatto di questa comicità un marchio di fabbrica, raccontato nel libro attraverso il concreto racconto del “dietro le quinte” del cinema, attraverso i contributi di interviste e sceneggiature originali”, si legge nella motivazione del premio assegnato dalla Fondazione, “l’autrice con questo espediente non solo trasporta tutti noi appassionati di cinema in un mondo che solitamente immaginiamo, su cui fantastichiamo alla visione del risultato finale in sala, ma rende anche un omaggio ai “mestieri del cinema”, un comparto professionale particolarmente colpito dalla pandemia”.
“La Banca Sant’Angelo e la Fondazione Curella sono da sempre in prima linea nella promozione e nel sostegno delle iniziative culturali più valide, anche in campo editoriale” aggiunge ancora l’amministratore delegato della Banca Popolare Sant’Angelo, Ines Curella “per questo oggi siamo molto felici di premiare il lavoro di Ornella Sgroi, che inquadra la biografia artistica di Ficarra e Picone nel racconto del territorio siciliano e diventa espressione perfetta degli obiettivi, anche culturali, che ci animano”.
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Matteo Renzi candida Faraone a sindaco di Palermo

FIRENZE (ITALPRESS) – “Caro Davide Faraone abbiamo bisogno di te e noi siamo convinti che la tua candidatura a sindaco di Palermo non sarà figlia di qualche accordicchio con qualche forza politica, ma sarà una candidatura che parlerà alla città di Palermo. Noi a Palermo non stiamo con Miccichè, stiamo con Davide Faraone che è una cosa diversa”. Lo ha detto il leader e senatore di ‘Italia Vivà Matteo Renzi dalla kermesse della ‘Leopoldà, in svolgimento a Firenze. “Poi Miccichè faccia lui – ha aggiunto Renzi – poi Provenzano faccia lui, ma noi a Palermo ci candidiamo per guidare una città che negli ultimi anni non è riuscita neanche a seppellire i propri morti-ha aggiunto Renzi-. Su questi non facciamo gli accordi alla meno, non ci mettiamo a fare gli accordi a tavolino. Diciamo a Davide Faraone comprati un bel paio di scarpe, alte, gira per i quartieri, gira per le periferie come sai fare, fallo portando non soltanto la tua innegabile abilità tattico-politica, sulla quale ti sei anche esercitato in questi anni, ma portando la passione anche quello che sei stato, che sei e che sarai, il ragazzo che è arrivato alla Leopolda qualche anno fa e che continua a guardare al futuro con gli occhi di Sara, tua figlia, con la voglia, il coraggio e l’orgoglio di pensare che fare politica significa pensare innanzitutto a chi ha più diritti e deve averne sempre di più”.
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Miccichè “Nessuno contro Musumeci ma lui continua ad attaccare”

PALERMO (ITALPRESS) – “Se c’è una cosa che mi dispiace di Musumeci è questo continuo attacco al Parlamento. Se venisse più spesso si renderebbe conto che tutto quello che è passato è solo grazie a un Parlamento disponibile perchè noi non abbiamo mai la maggioranza. Se non ci fosse un atteggiamento responsabile, opposizione compresa, non passerebbe niente”. Lo ha detto all’Italpress Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars, commentando le dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Ieri, il governatore siciliano ha tracciato durante la convention di Catania il bilancio dei quattro anni di attività del Governo regionale con il suo movimento “Diventerà Bellissima”.

“Diciamo la verità sulla legge dei rifiuti – ha aggiunto Miccichè – se è lì da tre anni è perché fa schifo, appena viene portata in aula è bocciata da tutti. Ieri ha confermato di fatto il suo pessimo rapporto con i partiti: se decide di continuare a presentare leggi che nessuno conosce e che non vengono apprezzate, così non andrà da nessuna parte. Ha fatto un’elencazione dell’ordinaria amministrazione gestita, ma dal presidente della Regione ci aspetteremmo qualcosa in più. La sua ricandidatura, per me, è possibile se il metodo di quattro anni fa non viene ripetuto. Ma se il metodo sarà questo, non tutti saranno disponibili a seguirlo. Il fatto che lui dica che sono gli assessori a decidere le linee guida del Governo, è un’altra di quelle frasi che rischiano di allontanarlo dalla ricandidatura: sono i partiti a deciderla”.

Musumeci “continua a passare per vittima contro la partitocrazia, ma i partiti e il Parlamento sono le due fondamentali istituzioni che garantiscono la democrazia – osserva Miccichè -. Il Parlamento si è comportato in modo esemplare”.

Per il presidente dell’Ars, infine: “Sul Pnrr non se ne parla con nessuno, cosa pensano di fare? Che saranno davvero gli assessori a decidere? Le cose vanno studiate, devono essere fatte proposte di riforma. Sull’acqua rischiamo di perdere un sacco di soldi perché non ci sono gli affidamenti: di quello dobbiamo parlare. Nessuno è contro Musumeci, invece lui continua ad attaccare il Parlamento, i partiti e l’opposizione”.

A Miccichè replica la deputata Giusi Savarino, portavoce di  diventeràbellissima, ricordandogli che “il successo del governo Musumeci, in questi 4 anni, è frutto anche del lavoro fatto dai quattro assessori in giunta, proposti proprio da Miccichè, ai quali assessori fanno capo ben nove dipartimenti, fondamentali per la vita della Regione: dalle finanze alla
economia, dagli enti locali alla funzione pubblica, dalle infrastrutture ai trasporti, dall’agricoltura allo sviluppo rurale e alla pesca”.

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Covid, don Ciotti “Mafia più forte con la pandemia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Tra coltura e cultura cambia solo una vocale, ma entrambe richiedono costanza e impegno e per trovare nutrimento devono piantare radici. La coltura nella terra, la cultura nelle coscienze”. Lo ha detto, in un’intervista a Repubblica, don Luigi Ciotti, secondo cui Palermo è “una città con cui ho un rapporto vivo, viscerale, che fa parte della mia anima, del mio paesaggio emotivo ed esistenziale”. Oggi che città si trova di fronte? “Una città più consapevole, capace anche di guardare nelle proprie ferite e contraddizioni, dunque capace di evolversi anche attraverso la memoria viva di quella stagione di sangue”. La pandemia ha in qualche modo modificato l’allarme sociale sulle mafie? “Ha rischiato di far abbassare l’attenzione. Tanto più che già da molti anni i clan avevano scelto una strategia di basso profilo, contagiando un tessuto economico già caratterizzato da zone grigie o torbide. Per fortuna in questi quasi due anni c’è chi – come il procuratore capo della Dna, Federico Cafiero De Raho, e altri – ha puntualmente richiamato l’attenzione sul rischio che le mafie traessero dalla pandemia occasione di arricchirsi e potenziarsi, come accaduto in altre emergenze e crisi del passato. Tra queste voci, c’era anche Libera”. Quanto il potere delle mafie può incidere nella ripartenza? “Dipende dalle basi su cui si costruisce. Se si procede sulla base di logiche esclusivamente economiche, si ripropone un modello che ha rappresentato un terreno fertile per mafie e malaffare. La ripartenza presuppone un cambiamento di prospettiva culturale e politica, altrimenti sarà un ritorno a vie che hanno già mostrato di non portare a nulla di buono e costruttivo. Come dice papa Francesco, questo è un sistema ingiusto alla radice…”.
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Musumeci “Mi ricandido, cambieremo la Sicilia”

CATANIA (ITALPRESS) – “Abbiamo istituito un tavolo di confronto con lo Stato che ha preteso di ridurre il disavanzo sin dal primo giorno, con una situazione disastrosa raccolta nel novembre del 2017. E’ difficile comprendere cosa è stato realizzato se non si pensa a cos’era la Regione Siciliana quattro anni fa. Abbiamo trovato una montagna di macerie, abbiamo lavorato e stiamo lavorando tuttora per dare dignità ai comuni, pur non avendo autonomia sulla finanza locale. Abbiamo dato vigore e continuano a darlo alle piccole e medie aziende, per la loro modernizzazione e fare fronte alle criticità dettate dalla pandemia”. Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, in chiusura dell’evento di #DiventeràBellissima “4 anni per la Sicilia”, a Catania.
“Abbiamo speso tutti i soldi europei che dovevamo spendere in questi anni, come Bruxelles richiedeva per chiudere il cerchio e dare un segno tangibile del nostro lavoro – ha aggiunto -. Ebbene, abbiamo superato il target del 2018, del 2019 e del 2020 e siamo prossimi a superare quello del 2021. Musumeci è ricandidato e non è una notizia”.
E sulle parole di Giorgia Meloni, per la quale sulla sua ricandidatura deve confrontarsi la coalizione, ha sottolineato: “Nessuno vuole disintegrare il centrodestra, resto convinto che questa sia stata la stagione della semina. Chiunque deve sapere che il presidente della Regione Sicilia non è attaccato a nessun filo. Sciolgo l’incantesimo, mi ricandido e vorrò vincere. Cambieremo questa terra”.
“Sui rifiuti abbiamo varato un piano regionale e operato come dovevamo, pur con le difficoltà riscontrate a inizio mandato e le criticità dettate dalla pandemia”. Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, in chiusura dell’evento di #DiventeràBellissima “4 anni per la Sicilia”, a Catania.
“Sulla materia non abbiamo trovato nulla se non la lettera del Presidente del Consiglio che chiedeva di portare fuori i rifiuti dalla Sicilia e le ordinanze del centrosinistra che conferiva la medesima autorizzazione. Solo con i Termoutilizzatori – prosegue Musumeci – possiamo tagliare il cordone ombelicale con la precedente gestione. La Sicilia segua l’esempio di Bolzano e Brescia: tutto ciò che si può differenziare si differenzia, tutto quello che è indifferenziabile si porta al Termoutilizzatore”.
“Lo sappiano tutti, abbiamo messo alla porta i mafiosi e gli affaristi – sottolinea il governatore -. Questa isola ha il dovere di credere in un futuro migliore e diverso, quando nei prossimi sei anni arriveranno 20 miliardi di euro. La garanzia di #diventeràbellissima è quella del lavoro, questa è una squadra che consegnerà alla Sicilia il diritto alla certezza, non alla speranza”.
(SEGUE).
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Miccichè “Il modo di fare di Musumeci lo allontana dalla ricandidatura”

PALERMO (ITALPRESS) – “A un anno dalle elezioni ancora attraverso la stampa riceviamo informazioni sulle future scelte del Presidente Musumeci. Quattro anni fa la sua fuga in avanti fu accettata da un centrodestra che non fu facile rimettere insieme. Oggi insisto nel dire che il candidato sarà scelto dalla coalizione così come affermato anche dai leader nazionali.
Allora il centrodestra veniva da un periodo difficile e quella mossa ci trovò impreparati, oggi il centrodestra è fortissimo e può serenamente lavorare per individuare il miglior candidato che potrebbe anche essere lo stesso Musumeci, se non fosse che il suo modo di fare lo allontana sempre più dall’obiettivo”. Lo afferma il presidente dell’Ars e coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè.
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Centinaia di Alberi Falcone donati alle scuole

PALERMO (ITALPRESS) – Entra nel vivo il progetto nazionale di educazione alla legalità ambientale “Un albero per il futuro”, promosso in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e voluto dalla Fondazione Falcone e dall’Arma dei Carabinieri, che prevede la donazione e messa a dimora nelle scuole italiane di circa 50 mila piantine nel triennio 2020-2022.
Oggi, a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone che fu teatro del primo maxiprocesso alla mafia istruito dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, sono state consegnate le prime 100 “piantine di Falcone” agli istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa.
La distribuzione è stata effettuata nel corso della manifestazione organizzata in accordo con la Fondazione Falcone, alla quale sono stati invitati a partecipare, oltre ad autorità locali e nazionali, alcuni istituti scolastici siciliani in rappresentanza di tutti gli aderenti al progetto, ai quali sono state simbolicamente donate le piantine.
All’evento hanno partecipato, tra gli altri, Ilaria Fontana, sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, il generale Pietro Antonio Marzo, comandante delle Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, Maria Falcone, Presidente della Fondazione Falcone, e Don Luigi Ciotti, Presidente Libera.
Lo scorso 15 aprile, nell’ambito dell’iniziativa “Un Albero per il futuro”, il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e la Fondazione Falcone, in accordo con il Comune e la Soprintendenza ai Beni Ambientali di Palermo, hanno avviato le procedure per la duplicazione e la distribuzione dell’Albero Falcone, il ficus che si trova davanti all’abitazione del magistrato e della moglie Francesca Morvillo, divenuto simbolo di riscatto civile.
Le talee prelevate dal famoso “Ficus macrophilla columnaris magnoleides” sono state curate presso il moderno Centro Nazionale Carabinieri per la Biodiversità Forestale (CNBF) di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, dove, dopo complesse procedure di laboratorio, è stato finora possibile portarne a radicazione circa 1000 con lo stesso genoma della pianta madre.
L’offerta di specie vegetali autoctone da consegnare agli studenti si arricchisce pertanto di un albero simbolo dell’impegno delle Istituzioni per l’affermazione della legalità, da donare alle scuole o agli Enti che ne faranno richiesta.
Al momento sono oltre 300 gli istituti italiani che hanno chiesto di avere l’Albero di Falcone e di queste, oltre 200 sono in Sicilia.
A tutt’oggi sono quasi 1000 gli Istituti scolastici che hanno aderito e intrapreso questo percorso verso la consapevolezza dell’importanza degli alberi per il contenimento dei cambiamenti climatici e la conservazione ambientale con il supporto dei Carabinieri della Biodiversità e oltre 5.000 le piante già messe a dimora.
Le piante messe a dimora vengono automaticamente geolocalizzate sul sito www.unalberoperilfuturo.it dove un algoritmo calcola in tempo reale il quantitativo di CO2 che ogni pianta assorbe.
Per esaltare il connotato di inclusività del progetto, i Comandi Regione Carabinieri Forestale hanno inoltre messo a dimora oggi un Albero Falcone da geolocalizzare e inserire nel portale www.unalberoperilfuturo.it in un’area verde adiacente al carcere dell’Ucciardone. Con la riflessione che suscita l’Albero Falcone come simbolo di legalità e di lotta alla criminalità si intende contribuire ad incrementare la consapevolezza delle nuove generazioni sull’indispensabilità dell’impegno sociale e della salvaguardia ambientale.
Domani, Giornata Nazionale degli Alberi, le attività continueranno in tutta Italia con una campagna diffusa di messa a dimora di piante forestali da effettuare coinvolgendo in tutte le località le comunità cittadine, le autorità, le associazioni ambientaliste e in particolare gli studenti e i rappresentanti del mondo della Scuola con il quale i Carabinieri forestali hanno da tempo un solido e proficuo rapporto di collaborazione nel campo dell’educazione ambientale.
Tutte le piante saranno fornite dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e saranno corredate di fascetta con QR CODE necessario per la loro geolocalizzazione ed il conseguente inserimento nel portale www.unalberoperilfuturo.it . L’obiettivo è quello di superare le 1000 piante messe a dimora contemporaneamente in altrettante località del territorio nazionale.
(ITALPRESS).