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In Sicilia 1.200 casi di Covid e 22 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sicilia sempre prima per numero di nuovi
casi nonostante il calo dei contagi rispetto alle 24 ore precedenti. I nuovi positivi – secondo i dati forniti dal ministero della Salute e contenuti nel bollettino giornaliero – sono 1.200, in flessione di 148. I tamponi effettuati sono 18.260, numero che determina un tasso di positività in lievissima crescita al 6,57%. Decessi quasi stabili, 22 (+1), ma su questo numero la Regione Sicilia comunica invece che i deceduti sono avvenuti 1 ieri, 7 giovedì, 11 il 2 settembre, 1 il 22 agosto, 1 il 20 agosto e 1 il 12. I guariti sono 1.023, gli attualmente positivi crescono di 155 toccando il numero totale di 28.285. Lieve ricrescita dei ricoveri nei reparti ordinari (+6) a 848, e nelle terapie intensive (+2) a 117 con 12 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 27.320 persone.
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Maltempo, primo temporale con allagamenti e disagi nel palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – La città di Palermo si è svegliata questa mattina sotto il primo temporale della stagione. Alcune strade si presentano allagate come alcuni tratti della via libertà. Particolarmente monitorati i sottopassaggi di viale regione Siciliana. L’intensità della pioggia, comunque, è sensiblmente diminuita. Nella notte di Santa Rosalia non si è svolto, a causa del covid, il consueto pellegrinaggio verso il Santuario.
Disagi anche in provincia. Un tratto della strada statale 188 Dir/C “Centro Occidentale Sicula” è stato temporaneamente bloccato a causa di un albero caduto sul piano viabile all’altezza del km 22, a Corleone, in provincia di Palermo. Sul posto è presente il personale Anas per la gestione dell’evento in piena sicurezza e per consentire la rimozione dell’arbusto e la riapertura della strada nel più breve tempo possibile.
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Palermo, Comune conferisce cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri

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PALERMO (ITALPRESS) – Il Comune di Palermo ha conferito, nel giorno in cui si ricorda il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a 39 anni dalla sua morte per mano di un vile attentato della Mafia, la cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri. La consegna al Comandante Generale Teo Luzi, presente alla commemorazione in via Carini.
“E’ per me una grande emozione e un grande privilegio conferire nelle mani del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri la cittadinanza onoraria della città di Palermo a tutti i carabinieri d’Italia, per dire loro grazie – ha commentato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – Perché è proprio a loro che si deve il cambiamento di questa città”.
Il comandante generale delll’Arma dei Carabinieri, generale Teo Luzi, ha voluto sottolineare l’importanza di questo gesto: “Sono contento che l’amministrazione comunale abbia voluto offrire all’Arma dei Carabinieri la cittadinanza onoraria. E’ un gesto simbolico, ma come tutti i gesti simbolici ha una lunga visione. E’ un modo per riconoscere un’istituzione che da oltre 150 anni opera a favore della città di Palermo – ha concluso -. E poi soprattutto è uno stimolo per i nostri carabinieri per lavorare sempre di più per la gente”.
A ritirare la pergamena il Comandante Generale, alla presenza del Comandante Interregionale Generale di Corpo d’Armata Gianfranco Cavallo e del Comandante della Legione Sicilia Generale di Brigata Rosario Castello oltre alle più importanti autorità militari e civili palermitane.
La cittadinanza è un riconoscimento “per l’attività di contrasto del fenomeno mafioso operata dall’Arma dei Carabinieri, pagata al costo altissimo della perdita di tanti uomini sacrificatisi per l’affermazione dei valori della nostra Costituzione e dei principi di libertà, giustizia e legalità”.
E ancora, “per le numerose operazioni, che oltre ad esercitare una funzione repressiva, producendo numerosi arresti, hanno contribuito fortemente allo smantellamento continuo degli assetti organizzativi di Cosa Nostra, producendo inoltre sequestri e confische di ingenti patrimoni illecitamente acquisiti e facendo crescere nella cittadinanza e tra gli operatori economici uno spirito di fiducia nella legalità e collaborazione con le Istituzioni”.
Infine, “per il servizio svolto al fine di garantire il mantenimento dell’ordine pubblico e il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza da Covid-19, previste dai Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalle Ordinanze territoriali, in forte sinergia con gli Enti Locali”.
Orlando ha voluto sottolineare le motivazione del conferimento soggiungendo: “Questo riconoscimento è un modo per esprimere il profondo ringraziamento da parte di tutta la città alle donne e agli uomini dell’Arma dei carabinieri impegnati quotidianamente nel rispetto della legalità, del diritto e dei diritti di tutti, elementi fondamentali per costruire un futuro migliore. Inoltre conferma il rapporto stretto tra la città e l’Arma. Ho voluto conferire la cittadinanza onoraria in un giorno simbolico di memoria e impegno nel ricordo del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, punto di riferimento nazionale dei valori repubblicani, che ha realizzato una vera e propria rivoluzione. Perché Dalla Chiesa è venuto a Palermo con l’obiettivo di far applicare la legge in anni feroci e violenti in cui lo Stato aveva il volto della mafia. A distanza di 39 anni dal suo omicidio possiamo affermare che il suo sacrificio non è stato vano”.
Gli ha fatto eco il Comandante Generale che nel ringraziare per la non comune onorificenza ha evidenziato il suo personale amore e legame con la città di Palermo, nella quale è stato Comandante Provinciale per un lustro dal 2007 al 2012, assistendo ad un progressivo incremento del riscatto di un’intera cittadinanza che prende ogni giorno di più le distanze da fenomeni mafiosi e antisociali. Dalle denunce degli imprenditori alle manifestazioni delle scolaresche sono palesi le manifestazioni di vicinanza della popolazione all’Arma che ha saputo frapporsi fra il cittadino e coloro che volevano subissarne i diritti.
La fase introduttiva della cerimonia ha visto la proiezione di un video con momenti della vita dell’eroe caduto e delle più importanti operazioni di servizio con le quali sono stati assestati duri colpi alla criminalità organizzata.
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In Sicilia 1.348 nuovi casi di Covid e 21 decessi ma calano i ricoveri

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia sempre prima per numero di nuovi casi. I nuovi positivi rilevati dal ministero della Salute attraverso il suo consueto bollettino sono 1.348, in crescita rispetto ai 1.182 di ieri. Il tasso di positività, calcolato su un numero di tamponi processati pari a 21.978, sale al 6,13%. Calano invece i decessi, 21 (-2), ma su questo dato la Regione siciliana informa che tra i decessi comunicati in data odierna 2 sono deceduti ieri, 6 giovedì, 12 il primo settembre e 1 il 3 agosto. I guariti sono 1.322, gli attualmente positivi crescono lievemente di 5 unità raggiungendo il numero complessivo di 28.130. In leggera discesa la pressione sugli ospedali con 842 degenti ricoverati nei reparti ordinari (-7), e 115 nelle terapie intensive (-3) con 12 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 27.173 persone.
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39 anni fa l’omicidio Dalla Chiesa, Palermo ricorda il Generale

PALERMO (ITALPRESS) – A trentanove anni dalla morte per mano della mafia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – ucciso da Cosa nostra il 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini, in un attentato nel quale persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo – Palermo ricorda una delle figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata, il generale dei Carabinieri spedito in Sicilia e divenuto martire dopo poco più di tre mesi. Quel 1982 è passato alla storia come uno degli anni peggiori dal punto di vista degli omicidi di mafia e la contabilità delle vittime si aggiornava quasi giornalmente. E il 3 settembre toccò proprio a Dalla Chiesa, raggiunto all’uscita della Prefettura da un commando mafioso che, adoperando una tecnica quasi militare, aprì il fuoco con un KalaUnikov ak-47 verso il generale e sua moglie, non risparmiando neanche l’agente che li seguiva a bordo di un’Alfetta.
I progressi nella lotta contro Cosa nostra avevano portato a un vero e proprio bagno di sangue in quegli anni così tremendi in cui la mafia aveva dichiarato guerra allo Stato. Cento giorni appena di mandato per Dalla Chiesa, che non ricevette i mezzi richiesti per agire come avrebbe voluto, prima di essere ucciso dalla vile mano della criminalità. Palermo si risvegliò ferita e la scritta che apparve all’indomani della strage nel luogo dell’assassinio, “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”, risuonò come la summa dello stato d’animo di un’intera città. Capace però di risollevarsi dopo l’ennesimo sangue versato, già fin dalle parole del cardinale Salvatore Pappalardo che nel giorno dei funerali usò frasi forti e di condanna nei confronti delle istituzioni citando Tito Livio e il suo discorso su Sagunto, che in questo caso divenne una Palermo lasciata sola ed espugnata dai nemici, vale a dire la mafia.
Trentanove anni dopo il capoluogo siciliano è cambiato, la mafia stessa è cambiata, ma resta immutato il sentimento di legalità di gran parte dei cittadini, che passa attraverso la commemorazione di figure come il Generale Dalla Chiesa.
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39 anni fa l’omicidio Dalla Chiesa. Mattarella “Diede nuovo vigore alla lotta alla mafia”

ROMA (ITALPRESS) – “A trentanove anni dal tragico agguato del 3 settembre 1982 a Palermo, rendo commosso omaggio al ricordo del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della signora Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della ferocia mafiosa”. Così, in una dichiarazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La loro barbara uccisione – aggiunge – rappresentò uno dei momenti più gravi dell’attacco della criminalità organizzata alle Istituzioni e agli uomini che le impersonavano, ma, allo stesso tempo, finì per accentuare ancor di più un solco incolmabile fra la città ferita e quella mafia che continuava a volerne determinare i destini con l’intimidazione e la morte”. “A quell’odiosa sfida – prosegue – la comunità nazionale nel suo complesso, pur se colpita e scossa, seppe reagire facendosi forte della stessa determinata e lucida energia di cui Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva già dato esempio, durante il suo brillante percorso nell’Arma dei Carabinieri, nell’impegno contro organizzazioni criminali e terroristiche. Pur nella brevità dell’incarico svolto a Palermo, il sacrificio del Prefetto Dalla Chiesa e il suo lascito ideale contribuirono ad orientare molte delle scelte che, negli anni successivi, hanno consentito un salto di qualità nell’azione di contrasto ai fenomeni di infiltrazione mafiosa nell’economia e nella Pubblica Amministrazione. Norme e poteri di coordinamento più incisivi diedero nuovo vigore alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata e rafforzarono la fiducia degli apparati pubblici che la combattevano; mentre, nella società civile, cresceva un sentimento di cittadinanza attiva, portatore di una cultura dei diritti contrapposta alle logiche dell’appartenenza e del privilegio. Nel ricordo di quell’estremo sacrificio, rinnovo alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo i sentimenti di vicinanza e partecipazione miei e dell’intero Paese”.
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Covid, In Sicilia “Zona arancione” in altri 9 comuni e 2 proroghe

PALERMO (ITALPRESS) – Prorogata fino a giovedì 9 settembre la “zona arancione” a Barrafranca, nell’Ennese, e a Niscemi, in provincia di Caltanissetta.
Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, appena firmata. In questi due Comuni continuerà a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di quattro persone al tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di green pass per i locali al chiuso.
Con la stessa ordinanza viene introdotta, da sabato 4 a martedì 14 settembre (compreso), la “zona arancione” in altri nove Comuni siciliani, di cui otto nel Siracusano. Si tratta di Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, Francofonte, in provincia di Siracusa, e Catenanuova in provincia di Enna.
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In Sicilia 1.182 nuovi casi di Covid e 23 decessi, salgono i ricoveri

ROMA (ITALPRESS) – Ancora una volta la Sicilia si conferma prima regione per numero di nuovi casi covid, anche se l’incremento rispetto a ieri è lieve: i nuovi positivi – secondo quanto reso noto dal ministero della Salute – sono 1.182 (ieri erano stati 1.155), ma con un numero di tamponi processati superiore, 22.696. Il tasso di positività flette al 5,2%. A calare sono anche i decessi, 23 (-4), ma su questo dato la Regione siciliana riporta che i decessi di oggi si riferiscono ai seguenti giorni: 8 a ieri, 12 a martedì, 3 a domenica scorsa. I guariti oggi sono 1.334, gli attualmente positivi calano di 175 attestandosi su un numero complessivo di 28.125. Prosegue la salita dei ricoveri nei reparti ordinari, +13 a 849, crescono pure le terapie intensive a 118 (+4) con 12 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 27.158 persone.
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