PALERMO (ITALPRESS) – “La criminalità organizzata dispone di capitali che può immettere nelle imprese sane”, quindi “c’è il rischio” che alcune fasce della popolazione, quelle più colpite dalla pandemia, finiscano per alimentarla. E per questo “c’è grande attenzione verso la tutela dei commercianti e delle imprese, con cui c’è un rapporto di grande collaborazione”. E’ il quadro disegnato dal Generale di brigata Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, nel corso di un’intervista all’Agenzia Italpress. “Molte delle operazioni che abbiamo svolto – evidenzia – sono frutto delle denunce presentate da commercianti e imprenditori: questa parte della popolazione guarda alle istituzioni con grande interesse e fiducia, e tutto questo ha finito per aiutarci nelle operazioni che hanno riguardato le ingerenze delle criminalità nelle imprese”.
Castello, da quasi un anno alla guida dell’Arma nell’Isola, ha trovato una Sicilia “sofferente” per la pandemia ma che ha avuto nei carabinieri un alleato a livello di “presenza sul territorio, prevenzione e controllo in ogni comune, borgo e città”.
“L’Arma – spiega il Generale Castello – è stata impegnata in primo piano a sostenere le popolazioni e le comunità affidate alla nostra istituzione, con una presenza attiva di ogni stazione quale punto di riferimento e di ascolto, ma anche di indirizzo e consiglio per ogni tipo di problematica. Voglio ricordare le pensioni portate a domicilio ai più anziani, gli aiuti economici, i consigli dati ai cittadini. Un riferimento importante per tutte le comunità in ogni parte della Sicilia”.
Fari ovviamente accesi sulla criminalità che, specie in momenti così duri come quelli legati all’emergenza Covid, “si organizza per trovare il famoso ‘consensò dalla popolazione anche distribuendo generi alimentari, come abbiamo accertato allo Zen di Palermo per opera di esponenti malavitosi”.
Anche in tempi di pandemia, insomma, i Nuclei investigativi hanno lavorato “per contrastare in maniera efficace e tempestiva ogni forma di invadenza sul piano delle estorsioni, del traffico di droga, dei danneggiamenti legati al racket. Arresti importanti, lavorando a stretto contatto con Autorità giudiziaria e forze di polizia”, afferma il Comandante Castello. “Abbiamo lavorato profondamente, senza sosta, senza un attimo di tregua e i risultati sono arrivati e continuano ad arrivare”.
Anche sul piano del sequestri di beni. “Contestualmente alle attività repressive, sono stati effettuati accertamenti patrimoniali che hanno consentito di sottrarre patrimoni illecitamente acquisiti dai clan. Nell’ultimo anno – osserva – siamo a circa 180 milioni di euro sequestrati alle organizzazioni criminali. Voglio ricordare le ultime che hanno riguardato dei clan del Catanese vicini a Santapaola, con il sequestro di aziende dedite al commercio di generi alimentari; nella zona del Trapanese, invece, è avvenuto il sequestro di società attive nel settore dei giochi on line e delle scommesse risultate vicine al noto latitante Matteo Messina Denaro”. Il cui arresto, conclude Castello, rientra anche “nel contesto di queste attività, svolte d’intesa con le Procure interessate, con forte sinergia con le altre forze di polizia”.
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Generale Castello “In Sicilia ora gli imprenditori denunciano”
Purification, le opere di Bill Viola a Palazzo Reale di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Dal 10 luglio 2021 al 28 febbraio 2022 a Palazzo Reale di Palermo, dopo quasi un anno di lavoro preparatorio, apre al pubblico Purification (From Bill Viola to the Palatine Chapel), un’esperienza, di cui il fruitore diventa co-protagonista, posto in relazione con le opere recuperando il significante attraverso contenuti di valore universale. La Fondazione Federico II affronta il tema dei temi: la spiritualità, l’esistenza, la salvezza, la vita, la morte e ancora la vita.
Bill Viola, il maestro indiscusso dell’Universo figurativo e della videoarte, esporta a Palermo le sue opere e traccia il solco della ripartenza. Una tappa storica per Palazzo Reale e ricca di significati per un grande artista che ha esposto alla Cattedrale di Saint Paul di Londra, alla National Gallery di Londra, alle National Galleries of Scotland di Edimburgo, al MoMA di New York, al Jean Paul Getty Museum di Los Angeles, al Grand Palais di Parigi. La Fondazione Federico II dal 2018 ormai approfondisce i contenuti culturali del Palazzo Reale e della Cappella Palatina e adesso porta fino in fondo questa missione svelando ai visitatori, oltre alla magnificenza esteriore, anche il grande significato simbolico-spirituale. Questo metodo ha indotto la Fondazione a far leva sull’apparato teorico di un grande artista contemporaneo come Bill Viola per esprimere il rapporto tra materiale e immateriale.
A Palazzo Reale, allora, le Sale Duca di Montalto, sede dell’evento, fanno “reset” per accogliere la mostra e si trasformano nel luogo dell’introspezione. Un luogo in cui il buio è spezzato da lame di luce che fondono, in un unico “luogononluogo”, le opere di Viola con una selezione di preziosissime opere e reperti, intrisi di storia e spiritualità, scelti minuziosamente dalla Fondazione Federico II. Opere e reperti che rappresentano simbolicamente l’acqua come elemento cosmico concepito nei vari contesti storici e culturali. Bill Viola è chiamato così a dialogare (in invio e ricezione) con la storia. Una sfida che ha colto con rigore ed entusiasmo. È lo stesso Viola a ribadire, con la sua azione tecnica e creativa, che nei secoli le tematiche esistenziali e la funzione emotiva dell’arte non sono cambiate nella loro sostanza. Variano certamente lo strumento, il mezzo, la tecnica attraverso cui gli artisti esprimono quella dimensione. Antichità e contemporaneità sono poste in dialogo perché “tutta l’arte è contemporanea”. Insieme per “fluire”, come l’acqua, dal passato al presente. Viola trasporta il visitatore in quel “luogononluogo” dove convivono Oriente e Occidente, morte e vita, laici e credenti. Un “luogononluogo” da sperimentare a Palazzo Reale, il cui scrigno, la Cappella Palatina, è “luogo” della spiritualità per eccellenza, tra le icone mondiali della sacralità. L’acqua diviene, nella sua estrema accezione simbolica, correlazione tra l’uomo e il sacro, tra la dimensione terrena e la dimensione ultraterrena. L’acqua, da ogni angolo prospettico, sia spirituale che sacro, rappresenta il simbolo attraverso cui l’uomo colma il desiderio innato di aspirare a comprendere la creazione, la nascita e la morte. Ecco allora il martirio e l’ascensione, temi focali delle cinque celebri opere che Viola porta in Sicilia, su invito della Fondazione Federico II: Tristan’s Ascension e Air Martyr, Earth Martyr, Fire Martyr e Water Martyr. Il simbolismo colto e complesso di Bill Viola introdurrà il visitatore alla riflessione e alla ricerca del senso profondo della vita. Come lo stesso Viola ha affermato “l’arte è un processo di risveglio dell’anima”.
La ricerca introspettiva ed espressiva sull’essere umano parte proprio dagli elementi fondamentali costitutivi del mondo. Il più forte tra questi è certamente l’elemento acqua. Il richiamo, nelle opere di Bill Viola, sia alla tradizione classica occidentale sia a quella orientale crea un linguaggio universale. La potenza del linguaggio contemporaneo delle opere di Viola esalta e vivifica il simbolismo dei manufatti antichi che divengono anch’essi simbolo dirompente dell’elemento acqua. Nell’ambito di questa visione le quattro video-installazioni della serie Martyrs (Earth, Air, Fire, Water) affidano la rappresentazione della sofferenza e della lotta contro di essa a quattro personaggi, quattro “martiri”, ognuno dei quali si trova ad affrontare una diversa “prova” rappresentata da uno dei quattro elementi cosmici: terra, aria, fuoco e acqua. Tristan’s Ascension mostra invece un uomo immerso nel flusso di una cascata, ma è un fluire inverso, l’acqua non cade verso il basso ma si solleva in alto. È un ritratto surreale della trascendenza, che mostra l’ascesa dell’anima dopo la morte, riuscendo a rendere giustizia a una nozione così alta e complessa. P u r i f i c a t i o n è organizzata da Fondazione Federico II e Bill Viola Studio – a cura di Kira Perov e Patrizia Monterosso – in raccordo con l’Assemblea Regionale Siciliana, con la dimensione museale regionale siciliana, con l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, col FEC (Fondo Edifici di Culto), con numerosi Enti Ecclesiastici e l’Eparchia. La Fondazione rifiuta il sistema dell’importazione delle mostre pacchetto e produce uno sforzo senza precedenti per creare mostre che a Palazzo Reale di Palermo prendono vita, mai viste prima e mai ripetibili altrove.
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Catania, nell’ex ospedale Vittorio Emanuele sorgerà il museo dell’Etna
CATANIA (ITALPRESS) – L’Etna avrà finalmente il suo museo. Sarà realizzato a Catania, nell’ex ospedale Vittorio Emanuele, secondo i più moderni standard museali, suddiviso in sei diversi settori, con installazioni e tecnologie interattive e spazi didattici. La struttura, su una superficie di ottomila metri quadrati, consentirà un’immersione a 360 gradi nel mondo del vulcano attivo più alto d’Europa. Questa mattina, al PalaRegione di Catania, il presidente della Regione Nello Musumeci ha presentato il progetto vincitore della procedura pubblica curata dal Dipartimento regionale tecnico tramite il Genio civile etneo. L’elaborato selezionato è firmato dallo studio Guicciardini & Magni di Firenze, che vanta un’ampia esperienza nella progettazione museale. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, il direttore del Dipartimento regionale tecnico, Salvatore Lizzio e i progettisti Piero Guicciardini, Marco Magni e Giuseppe Lo Presti, associati dello Studio che ha redatto il progetto. “Il museo dell’Etna – detto il presidente Musumeci – è l’infrastruttura culturale più importante per la città da venti anni a questa parte, da quando nel 2001 furono realizzati il museo dello Sbarco e il museo del Cinema. L’idea di realizzare un grande museo dedicato al vulcano rientra nella programmazione di nuovi spazi museali della Regione Siciliana. Abbiamo deciso di ospitarlo, d’accordo con il Comune di Catania, nel luogo che ci sembrava più adatto non solo dal punto di vista architettonico ma anche filologico, perchè lambito dalla colata lavica del 1669: l’ex ospedale Vittorio Emanuele II. La struttura, dismessa da un anno, sarebbe potuta diventare un luogo di degrado e, invece, abbiamo subito deciso di destinarlo a spazio culturale e luogo di aggregazione per visitatori e per la città. A questo obiettivo – ha aggiunto Musumeci – abbiamo lavorato con l’assessore comunale all’Urbanistica, Enrico Trantino, con la commissione consiliare Urbanistica, con i nostri tecnici del Genio civile e con l’assessorato regionale ai Beni culturali, guidato da Alberto Samonà”. Il governo regionale ha destinato 13 milioni di euro per la realizzazione del museo dell’Etna nella parte centrale dell’edificio prospiciente la via Plebiscito. Altri 12 milioni sono destinati ai due corpi laterali, che saranno destinati a campus universitario e laboratori dell’Accademia di Belle Arti. Lo studio di architettura vincitore della procedura entro novembre dovrà consegnare il progetto esecutivo, così da bandire e aggiudicare la gara entro la primavera 2022. Da allora si prevede di avviare i lavori e completare l’opera in circa due anni. “Per la città – ha aggiunto il sindaco di Catania, Salvo Pogliese – si avvia un percorso di eccezionale valenza. Voglio ringraziare il presidente Musumeci per avere fortemente voluto la realizzazione del museo dell’Etna, che potrà determinare nuovi flussi turistici. Questa nuova realtà sarà motivo per valorizzare ulteriormente l’incredibile patrimonio Unesco di Catania, col suo barocco, e lo stesso vulcano”. Il Museo dell’Etna, concepito come spazio di conoscenza e di socialità, sarà un unicum irripetibile, un viaggio affascinante alla scoperta del territorio del vulcano. Il percorso espositivo sviscera i diversi aspetti legati alla ‘Muntagnà, da quelli scientifici a quelli mitologici, artistici e antropologici e prevede sei settori: L’Etna tra scienza e mito; L’uomo e il vulcano; Musica, letteratura e cinema; Osservando il vulcano; Usi e costumi del territorio etneo. Le due corti interne, “La corte del Vulcano” nell’ala Est e la “Corte dei Liotri” nell’ala Ovest, costituiranno i fulcri espositivi del museo. Nella prima verrà realizzato un modello sospeso del vulcano, videomapping e giochi di luce mostreranno i processi che avvengono all’interno dei condotti magmatici, mentre tappeti interattivi riprodurranno lo scorrimento di un fiume lavico; la seconda corte vedrà l’installazione interattiva “In volo sul paesaggio etneo”: un pavimento con video led simulerà un volo sopra l’Etna, in alto ci sarà un’istallazione con piccoli liotri sospesi, sulle pareti multiproiezioni immersive con immagini del paesaggio etneo. La grande corte interna del Museo, con una copertura leggera in acciaio e vetro, sarà uno spazio aperto alla città. L’edificio, al piano più alto, sarà rivestito da una nuova ‘pellè che si ispira alla muratura a vista in mattoni e pietra lavica dell’ex Monastero dei Benedettini. Nelle ore serali, il rivestimento sarà illuminato con una luce calda e morbida, dall’intensità regolabile a seconda degli eventi, diventando una lanterna che irradia la propria luce sulla città.
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Covid, nella prima settimana in ‘zona bianca’, in Sicilia 784 contagi
PALERMO (ITALPRESS) – L’ufficio Statistica del Comune ha reso noti i dati relativi all’andamento della pandemia in Sicilia e diffusi ieri dal Dipartimento della Protezione Civile. La settimana appena conclusa, prima in zona bianca ha fatto registrare risultati molto favorevoli, come già la settimana precedente: sono sensibilmente diminuiti i nuovi positivi e i ricoverati. Sono diminuiti anche i ricoverati in terapia intensiva, i nuovi ingressi in terapia intensiva e le persone decedute. I nuovi positivi in Sicilia sono 784, il 37,1% in meno rispetto alla settimana precedente, quando già si era registrata una diminuzione del 31,3%. E’ l’incremento settimanale più basso dallo scorso mese di settembre. Il numero degli attuali positivi è pari a 4368, 1192 in meno rispetto alla settimana precedente.
3) Le persone in isolamento domiciliare sono 4183, 1112 in meno rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 185, di cui 23 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono diminuiti di 80 unità (i ricoverati in terapia intensiva invece sono diminuiti di 3 unità). Si sono registrati 9 nuovi ingressi in terapia intensiva (-18,2% rispetto agli 11 della settimana precedente). Il numero dei guariti (221038) è cresciuto di 1947 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 95,5% (era il 95,0% domenica scorsa). Il numero di persone decedute registrato nella settimana è pari a 29 (la settimana scorsa 31). Complessivamente le persone decedute sono 5965 e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari al 2,6% (come ormai dal 17 aprile). I ricoverati complessivamente rappresentano il 4,2% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,5%).
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A Filicudi un pronto soccorso per le tartarughe marine
MILANO (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato il pronto soccorso per tartarughe marine sull’Isola di Filicudi.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra E.ON, uno dei principali operatori energetici in Italia, e Filicudi Wildlife Conservation, associazione no profit impegnata nello studio e conservazione delle risorse marine dell’Arcipelago Eoliano, con una forte attenzione verso le popolazioni di cetacei – ossia tursiopi, stenella striata, capodoglio – e le tartarughe marine.
La sede operativa del Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine è situata in località Pecorini Mare, sull’isola di Filicudi, a circa 40 metri dal mare, così da rendere agevole il trasporto delle tartarughe marine e le attività di ricerca e di educazione ambientale dell’Associazione. E’ operativo tutto l’anno, 24 ore su 24, ed è sempre presidiato da almeno due operatori scientifici.
Il ruolo di questo centro non è solo quello di monitorare lo stato delle tartarughe marine a mare e favorire il recupero degli esemplari in difficoltà, ma anche quello di promuovere il turismo naturalistico e l’educazione ambientale attraverso una serie di iniziative ed un programma integrato di azioni concrete sul territorio proprio per la cura e la salvaguardia delle tartarughe marine.
Il pronto soccorso di Filicudi, operativo per tutte le isole Eolie, è coordinato da un’eccellenza italiana, la biologa Monica Blasi, che ricopre il ruolo di presidente e indirizza tutte le attività del Centro.
“Il supporto di E.ON è davvero prezioso per le attività dell’associazione Filicudi Wildlife Conservation e in particolare per la realizzazione di questo progetto.
Poter prestare soccorso alle tartarughe marine e contribuire alla salvaguardia della fauna marina studiandone i comportamenti in un’area così cruciale come quella del Mediterraneo ha un valore inestimabile. Così come assume grande importanza l’impegno di E.ON nell’affiancare i giovani ricercatori impegnati nei progetti di tutela dell’ambiente”, ha affermato Monica Blasi, responsabile dell’Associazione e specializzata nella Conservazione della Biodiversità animale.
Il sostegno di E.ON all’associazione Filicudi Wildlife Conservation rientra nel più ampio progetto “Energy4Blue”, intrapreso dall’azienda nel 2019 con l’obiettivo di combattere l’inquinamento da plastica nei fondali e sulle coste italiane, preservando gli habitat naturali, inclusi gli animali in via di estinzione, come le tartarughe marine, i capodogli e altre specie. “Il coinvolgimento attivo di associazioni radicate sul territorio come Filicudi Wildlife Conservation è uno degli scopi del progetto Energy4Blue, iniziativa nella quale crediamo profondamente. Riteniamo di fondamentale importanza continuare ad attivare progetti con realtà internazionali, nazionali e locali impegnate in prima linea nella salvaguardia della fauna e della flora marina, dando al tempo stesso un supporto alla scienza affiancando gli studiosi esperti di biodiversità”, ha spiegato Davide Villa, Chief Customer Officer di E.ON Italia. “Ciò ci permette, ancora una volta, di dimostrare come ogni nostra azione e iniziativa possa dar vita ad un circolo virtuoso in grado di contribuire a costruire un mondo migliore per tutte le specie che lo popolano”, ha concluso Davide Villa.
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Musumeci “Siciliani sappiano che Regione lavora per rimuovere macerie”
PALERMO (ITALPRESS) – “I siciliani devono sapere che, nonostante quanto dicano certi giornali, c’è un governo attivo giorno e notte per riscattare questa terra. Abbiamo lavorato contro tutto e tutti per rimuovere le macerie lasciate da chi ci ha preceduto e costruire quel modello Sicilia in cui crediamo. Abbiamo deciso di andare in giro per la Sicilia e incontrare la gente, proprio per raccontare quello che abbiamo fatto in questi tre anni”.
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci aprendo l’evento ‘Il governo della Regione. Tre anni di lavoro per la Sicilià, in corso nell’ex chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo. Si è da poco conclusa la prima delle quattro sessioni di lavoro previste sul tema ‘La Sicilia per le imprese, con una nuova burocrazia motivata e competentè. Al dibattito, moderato dal direttore di Italpress Gaspare Borsellino, hanno partecipato gli assessori regionali all’Economia, Gaetano Armao e alla Funzione pubblica e agli enti locali, Marco Zambuto.
“In questi anni abbiamo ottenuto un risparmio di circa un miliardo di euro – ha detto l’assessore Armao – passando da quasi 8 a 6,9 miliardi di debiti. Un miliardo in meno che grava sul futuro dei nostri figli. Ma il vero problema è che con le risorse che lo Stato oggi riconosce alla Sicilia non si riesce a coprire le prestazioni rese ai cittadini. Occorrono nuove norme di attuazione in materia finanziaria e il riconoscimento dello stato di insularità. Altrimenti i bilanci saranno sempre in sofferenza”. Snellire la macchina amministrativa, attraverso la digitalizzazione e l’informatizzazione, e condurre in porto la nuova contrattazione dei regionali sono invece i temi sui quali si è soffermato Marco Zambuto. “Nell’ultima finanziaria – ha evidenziato l’assessore alla Funzione pubblica – abbiamo stanziato 52 milioni per il rinnovo dei contratti. Noi ce la stiamo mettendo, tutta nonostante il periodo di ristrettezza economica che stiamo vivendo a causa della pandemia. Il nostro obiettivo è quello di modernizzare la Sicilia e avere una Regione con le carte in regola”. Alle 17.30 è previsto l’intervento del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
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Covid, a Palermo vaccini al museo con visita omaggio
PALERMO (ITALPRESS) – Passeggiata in centro, vaccino anti-Covid, ingresso gratis al museo: in 155 hanno colto l’occasione al volo. Tanti sono stati gli immunizzati, ieri sera, al museo Salinas di Palermo nell’ambito di “VACCINArte: scopri, emozionati, vaccinati”, l’iniziativa voluta dalla Regione Siciliana e dai commissari Covid delle Città metropolitane per coniugare salute, cultura e bellezza. Un appello al vaccino, nel segno dell’arte e del sapere, che ha richiamato una platea mista: adolescenti, anziani, turisti. Zhiyuan Li, studente cinese di 22 anni in vacanza a Palermo, ha ricevuto al Salinas la sua seconda dose di vaccino: “Cool experience!”, ha esclamato felice dopo l’iniezione e prima di ammirare gli antichi reperti in mostra, col biglietto di ingresso omaggio riservato ai vaccinati.
Un percorso suggestivo fin dall’ingresso, snodato tra i chiostri e le fontane del più antico polo espositivo siciliano. Nel primo cortile porticato le postazioni di anamnesi, per i colloqui dei vaccinandi con i medici della struttura commissariale; nel secondo, un gioiello di giardino con banani monumentali, il corridoio vaccinale sotto il colonnato, tra le statue di Tindari, i sarcofagi fenici e il tetto del cielo sopra le teste. Un’atmosfera ancor più invitante al calar della sera, all’ora in cui in genere il museo chiude i battenti per riaprire l’indomani. Ieri il via vai tra la sala del santuario della Malophoros, l’agorà, le metope e gli altri magnifici resti dei templi di Selinunte è proseguito fino a mezzanotte, cerotti al braccio e negli occhi la meraviglia.
Tra i vaccinati anche la direttrice del museo Caterina Greco, le archeologhe del museo che hanno accompagnato i visitatori, l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà e il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro. Presente alla serata anche il direttore generale del Dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, Mario La Rocca.
“Siamo felici di trovarci in questo luogo unico – ha detto l’assessore Samonà -. Abbiamo sposato questa idea con entusiasmo, insieme all’assessorato alla Salute. Il concetto è tornare alla vita a partire dai musei. E’ un’iniziativa che abbiamo già ripetuto a Catania e Messina e che coniuga la prevenzione con la cura dello spirito, nel nome della bellezza. Un progetto che ci è sembrato importante, specie in una fase in cui speriamo di essere finalmente sul punto di lasciarci alle spalle la pandemia”.
“VACCINArte”, immunizzazione in un polo culturale e biglietto d’ingresso omaggio, ha preso il via il 10 giugno dal Museo regionale di Messina; seconda tappa al Museo diocesano di Catania e, infine, V-day conclusivo al Salinas di Palermo. Un’iniziativa congiunta e fortemente voluta dagli assessorati regionali della Salute e dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, con il supporto delle strutture commissariali per l’emergenza Covid e dei musei partecipanti.
“Un’esperienza straordinaria – commenta il commissario Covid della Città metropolitana di Palermo, Renato Costa -. Abbiamo unito l’esigenza umana della bellezza con la sua riconquista. Il vaccino è la strada per riprenderci la bellezza. La possibilità della rinascita e di tornare a vivere passa necessariamente attraverso il vaccino. Facciamolo tutti e facciamolo in tantissimi”.
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Innovazione e transizione green, a Catania Expo del Mediterraneo
CATANIA (ITALPRESS) – Dal Villaggio delle Acque Potabili all’agorà delle Startup Innovative, passando per il Villaggio dell’Università e della Ricerca e l’Edil Green Expo, saranno tanti i luoghi d’incontro e dibattito, all’interno dei quali i visitatori di “CATANIA 2030: ECOMED – PROGETTOCOMFORT – Green Expo del Mediterraneo” potranno scoprire e approfondire gli scenari della transizione green, non più futuro ma presente. Grazie anche alla presenza di numerose aziende, italiane e non, che hanno già trasformato in realtà diversi obiettivi di sviluppo sostenibile per il pianeta, definiti dall’Agenda 2030 dell’ONU.
Anteprime assolute, esperti, istituzioni e ospiti nazionali e internazionali, saranno quindi protagonisti tra pochi giorni della fiera mediterranea della green economy, ideata e organizzata da Amazing Events, che aprirà le sue porte in presenza dal 14 al 16 luglio prossimi al Centro fieristico di Catania “Le Ciminiere”.
“L’evento – ha dichiarato Salvatore Peci, CEO di Amazing e organizzatore di Catania 2030, grazie alla presenza dei massimi rappresentanti delle Istituzioni, di esperti di livello internazionale e delle aziende maggiormente innovative del settore, riporterà il dibattito politico, economico e scientifico su temi strategici per il futuro delle nostre città, e non solo, sia con riferimento alla transizione ecologica, energetica e digitale, sia in relazione alle nuove tecnologie e infrastrutture”.
“I momenti d’incontro e di confronto – ha aggiunto Giusy Giacone, Direttore Marketing di Catania 2030 – saranno complessivamente 28, tra convegni, workshop e conferenze internazionali, e focalizzeranno il dibattito – come tutto il salone – intorno ai quattro focal point individuati dal Comitato Scientifico organizzatore: Acqua&Clima, Rifiuti&Risorse, Energia&Mobilità, Ecoarchitettura&Rigenerazione”.
La conferenza internazionale “What do you really know about waste and health: he risks of the NIMBY Sydrome”, organizzata in partnership con NTUA (National Technical University of Athens) e il Comitato Interdisciplinare Rifiuti e Salute, vedrà esperti e scienziati di fama internazionale confrontarsi e fare luce sulle reali connessioni tra la salute e la gestione dei rifiuti. Mentre l’altra conferenza internazionale “The future of the Oceans: rethinking plastics management” investirà il tema della lotta alle plastiche in mare. Avrà testimonianze da tutto il mondo e offrirà una rassegna delle principali azioni, sia tecnologiche che di prevenzione, adottate a livello globale.
L’Agenzia per la Coesione Territoriale – insieme con il Ministero della Transizione Ecologica, l’ENEA, l’ISPRA e l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale – presenterà il seminario “Ambiente, energia e territorio: Amministrazioni più forti per politiche più efficaci”.
L’obiettivo è quello di raccontare, attraverso le esperienze realizzate da alcuni progetti finanziati dal PON Governance, come gli interventi sulla capacity building siano una condizione di efficacia nell’attuazione delle policy legate all’ambiente, al territorio, all’energia e come l’azione sin qui condotta dai progetti realizzati attraverso il supporto del Programma Operativo abbia contribuito a rendere le amministrazioni coinvolte più forti e capaci di affrontare le sfide immediate e future poste dagli obiettivi della politica di coesione 2021-2027 e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Si parlerà di dissalazione e di come dal mare possa arrivare la materia prima per resistere al “climate change”, grazie al dibattito e agli interventi dell’Università di Catania e dell’Associazione Ingegneri per l’Ambiente e il Territorio e dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile). Lo stesso tema sarà poi ripreso e approfondito con ACCIONA (azienda leader nel settore del trattamento delle acque attraverso la progettazione, costruzione e gestione di impianti di trattamento dell’acqua potabile), che curerà il workshop “Dal mare l’acqua per resistere al climate change. Le opportunità della dissalazione e il riutilizzo delle acque in Italia”.
Con il panel “Agrivoltaico sostenibile: un’opportunità di sviluppo per produttori elettrici e agricoltori” condotto da TEP Renewables Energies (multinazionale anglosassone con sedi dislocate in Italia, Stati Uniti e Cipro che pone le sue radici all’interno del settore delle energie rinnovabili ed è attiva nella progettazione e realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici) si parlerà agrivoltaico sostenibile (che consente di produrre energia elettrica da fotovoltaico e, al tempo stesso, di coltivare i terreni) e delle opportunità di sviluppo per produttori elettrici e agricoltori, in un momento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, associazioni di categoria e operatori del settore. Si parlerà di agrivoltaico anche con la multinazionale Falck Renewables (specializzata nello sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di impianti di produzione di energia pulita tra eolico, solare, biomasse e WTE) promotrice del convegno “Fotovoltaico e agricoltura: un protocollo per la certificazione volontaria degli impianti agrivoltaici”.
Ma tra i temi affrontati non potranno mancare la rigenerazione urbana finalizzata all’inclusione sociale e le strategie per la mobilità sostenibile, la lotta alla desertificazione, il green deal, l’economia circolare e la bonifica dei territori su cui insistono discariche abusive. Così come ci sarà spazio di confronto tra le diverse alternative di gestione dei rifiuti, prendendo esempio dalle migliori esperienze a livello mondiale.
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