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SDA consegna 14.750 dosi di vaccino Janssen in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – E’ atterrato stamattina all’aeroporto militare di Sigonella lo speciale carico contenente 14.750 dosi del vaccino Janssen. Si tratta della prima fornitura di fiale anti-Covid prodotte dalla Johnson & Johnson destinata alle strutture siciliane.
I furgoni del corriere espresso SDA di Poste Italiane, attrezzati per il trasporto delle dosi vaccinali, sono in marcia in queste ore per le consegne presso le farmacie ospedaliere di Giarre (3.250), Milazzo (1.850), Enna (500), Palermo (3.700), Erice Casa Santa (1.250), Siracusa (1.200), Ragusa (950), Agrigento (1.300) e Caltanissetta (750).
Raggiungono così quota 470 mila sull’Isola, e oltre 3 milioni 700 mila sul territorio nazionale, le forniture di vaccini anti-Covid recapitate da SDA dall’inizio della campagna vaccinale.
Poste Italiane ricorda che in Sicilia l’appuntamento con l’inoculazione è prenotabile dai cittadini rientranti nei target interessati attraverso la piattaforma web prenotazioni.vaccinicovid.gov.it, il numero verde 800.009.966, via SMS al numero 339.9903947, presso gli sportelli ATM Postamat e tramite i portalettere in servizio sull’Isola.
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Insegnante morta a Palermo dopo vaccino, disposto sequestro degli organi

PALERMO (ITALPRESS) – La Procura di Palermo, su istanza dei legali della famiglia, ha disposto il sequestro degli organi e di alcuni campioni prelevati dal corpo di Cinzia Pennino, la professoressa palermitana morta pochi giorni dopo essersi sottoposta alla prima dose di vaccino AstraZeneca. Il provvedimento è stato firmato dal pm Giorgia Spiri, che ha nominato la professoressa Antonietta Argo e delegato il commissariato Oreto Stazione per le indagini. I consulenti di parte, incaricati dalla famiglia, sono invece il professor Paolo Procaccianti dell’Università degli Studi di Palermo e il professor Lucio Di Mauro dell’Università degli Studi di Catania, che è anche il medico legale di Stefano Paternò, il sottufficiale della Marina militare di Augusta, morto i primi di marzo dopo la prima somministrazione sempre del vaccino AstraZeneca.
“E’ una prima risposta concreta – commentano gli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano – rispetto alle richieste dalla famiglia e alla necessità di fare chiarezza sulla vicenda. Per quanto ci riguarda e per quello che abbiamo ricostruito – continuano gli avvocati – Cinzia Pennino era in ottima salute fino alla data della somministrazione e risulterebbe quindi evidente un rapporto causa-effetto tra il vaccino e la trombosi che ne ha causato la morte”.
Nei giorni seguenti il decesso dell’insegnate, gli avvocati avevano presentato un esposto e un’istanza di accesso all’Aifa e all’Asp di Palermo per conoscere sia le determinazioni sulla distribuzione del vaccino, sia le procedure mediche e le terapie seguite a partire dalla fase della somministrazione dell’AstraZeneca fino al momento della morte.
In attesa di ulteriori sviluppi, emergono nuove vicende simili. Un’altra docente, la professoressa Rosaria Cortegiani, infatti, si è rivolta allo studio legale Palmigiano per un episodio che per fortuna ha avuto un epilogo diverso, nonostante la perdita di tempo prezioso causata dai vari rimpalli ospedalieri. La professoressa, lo scorso 12 marzo, ha ricevuto alla fiera del Mediterraneo la prima dose di vaccino AstraZeneca, con una fiala appartenente al lotto ABV5811 (poi sequestrato). Dopo circa una settimana dalla somministrazione sono comparsi i primi sintomi, con un forte dolore e un edema alla gamba destra. La docente è arrivata al Pronto Soccorso dell’ospedale Civico il 26 marzo e da lì è stata costretta a vagare per reparti e ambulatori chiusi fino a tornare al punto di partenza – ovvero all’area di emergenza – dove alla fine è stato disposto il ricovero d’urgenza e il trasferimento al reparto di Ematologia del Policlinico Paolo Giaccone.
In questo caso le diagnosi era di trombosi venosa profonda femoro-poplitea-tibiale posteriore destra, trombosi venosa giugulare destra, parziale trombosi della vena giugulare interna sinistra e un’embolia polmonare acuta bilaterale asintomatica. “Il lotto in questione – spiega l’avvocato Alessandro Palmigiano – è stato sequestrato dai carabinieri del Nas il 15 marzo in tutti gli Hub e i centri di vaccinazione e successivamente è stato oggetto di sospensione da parte dell’Aifa. Dunque alla data di vaccinazione, il 12 marzo, c’erano già stati episodi di trombosi ed evidenze che potevano – o forse è più corretto dire dovevano – essere segnalate nei moduli per il consenso informato”.
La professoressa ha dato quindi mandato allo Studio Palmigiano di diffidare l’Aifa, l’azienda che produce il vaccino AstraZeneca, l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, l’Azienda Sanitaria Provinciale e l’Arnas Civico. Secondo il legale ci sarebbero profili di responsabilità da accertare e possibili criticità, soprattutto sul tema di un adeguato e completo consenso informato. Solo il 25 marzo, infatti, il Ministero della Salute, con propria circolare, ha trasmesso l’aggiornamento del modulo di consenso alla vaccinazione Covid, mentre l’Asp di Palermo continuava senza indugi l’attuazione del piano vaccinale. “Oggi – conclude l’avvocato Palmigiano – la signora per fortuna è in ripresa, è riuscita a superare la fase critica e adesso si trova in via di guarigione ma decisa a chiedere giustizia, anche alla luce del fatto che le conseguenze erano note e che avrebbero potuto informarla preventivamente”.
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Tumore al seno, la Carovana della Prevenzione fa tappa a Messina

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La pandemia ha determinato una riduzione media del 35% negli screening e già ora oltre 3.000 delle 56.000 donne che affronteranno un tumore del seno in Italia nel 2021 arriveranno alla diagnosi più in ritardo. Anche le cure sono state fortemente rallentate e rese più difficili. C’è bisogno quindi di un impegno straordinario ed è in quest’ottica che la Komen Italia ha scelto di rafforzare le proprie attività per dare risposte concrete all’emergenza sanitaria da Covid-19. La Carovana della Prevenzione – il programma nazionale itinerante di protezione della salute femminile che da ottobre 2017 ha già offerto gratuitamente con le sue 4 Unità Mobili più di 33.000 prestazioni mediche ai territori e alle comunità più in difficoltà – verrà ulteriormente accelerato. Entro la fine dell’anno saranno organizzate 50 giornate aggiuntive per offrire a più di 2.500 donne esami gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori del seno e ginecologici nelle aree dove la prevenzione è rimasta più indietro. La Carovana ha fatto tappa in Calabria, a Roccella Ionica, lo scorso 17-18-19 aprile per poi arrivare in Sicilia a Messina e a Palermo il 21-22-23 aprile. Per celebrare il ritorno di Komen Italia sull’isola, il Teatro Massimo di Palermo ieri sera e stasera si illuminerà eccezionalmente di rosa per sostenere il messaggio di promozione della Prevenzione portato dalla Carovana. Le giornate si inseriscono nel progetto accolto e sostenuto dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. Il progetto è stato presentato nell’ambito dello Sportello della Solidarietà programma della Fondazione che mira al sostenimento di iniziative di natura sociale volte alla valorizzazione di tematiche come quelle dell’assistenza, della solidarietà, della mutualità, dell’inclusione e della promozione sociale. “Da sempre mi prodigo per supportare i protocolli di prevenzione, assistenza e cura che riguardano le patologie più gravi e diffuse della nostra epoca, e quella del tumore al seno è una problematica molto seria che investe un gran numero di donne, tanto da indurmi di recente a realizzare, in provincia di Latina, un Polo Sportivo di Prevenzione Oncologica dedicato proprio a questa patologia – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, Emanuele – Sono pertanto lieto di supportare un’eccellenza come la Komen Italia in questo importante percorso di prevenzione – reso ancora più indispensabile dall’emergenza Covid-19 che ha purtroppo rallentato, nel nostro Paese, gli usuali protocolli di screening e cure – pensato in particolare per il Centro-Sud Italia, dall’Abruzzo fino alla Sicilia”. La tappa di Messina è organizzata presso l’Istituto Antoniano Cristo Re dalle 9.00 alle 16.00 grazie alla partecipazione dell’ASP 5 Messina e della Caritas Diocesana Messina Lipari S.Lucia del Mela, l’Istituto Antoniano Cristo Re, l’Associazione di solidarietà sociale Rogazionisti onlus e Per Te Donna ODV, con l’aiuto del Centro di Aiuto alla Vita – Vittoria Quarenghi Messina, e Croce Rossa. “Per superare in modo efficace l’emergenza che si è determinata sul fronte della prevenzione e della cura dei tumori del seno servono azioni concrete ed immediate ed è indispensabile ripartire insieme – dichiara il Prof. Riccardo Masetti, Presidente di Komen Italia e direttore del Centro di Senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma – Per questo stiamo facendo uno sforzo ulteriore con la Carovana della Prevenzione e i Villaggi della Salute e stiamo lavorando alacremente per consentire al maggior numero possibile di persone di ritrovarsi in qualche modo nelle Race for the Cure 2021.” Solo unendo le forze si può vincere una sfida così impegnativa: da qui il claim “Insieme più forti” scelto per questo nuovo impegno, al quale hanno già assicurato la loro adesione Città Metropolitana di Roma Capitale e altre istituzioni, oltre Fondazione Johnson&Johnson, Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, Procter&Gamble, Pfizer, Aveeno, Autostrade per l’Italia, Todis e Fidal. (ITALPRESS).

In Sicilia 1.288 nuovi casi di Covid e 10 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Si incrementano i contagi in Sicilia, un aumento che fa dell’Isola la terza per numero di nuovi positivi. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute i nuovi contagiati sono 1.288 (+140). I tamponi effettuati sono 29.049, numero che stabilizza il tasso di positività al 4,4%. Crollo dei decessi, 10 (-26). I guariti aumentano di 989 unità, e gli attuali positivi di 289 toccando quota 25.188. In controtendenza i ricoveri: 1.274 (+19), lieve la crescita nelle terapie intensive, 182 (+2), con 10 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ad oggi vi sono 23.732 persone.
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Accordo ENGIE-Amazon, in Sicilia due nuovi parchi agro-fotovoltaici

ROMA (ITALPRESS) – Due parchi agro-fotovoltaici in Sicilia che forniranno energia verde ad Amazon. La loro realizzazione rientra in un progetto di ENGIE, gruppo energetico mondiale impegnato nella transizione verso un’economia carbon neutral.
I due parchi agro-fotovoltaici si aggiungono al portafoglio di impianti di ENGIE in Italia che conta un totale di 23 parchi di energia rinnovabile in Sicilia, Molise, Umbria, Lombardia, Basilicata, Puglia, Calabria e Campania.
La strategia di ENGIE nelle rinnovabili ha visto una forte accelerazione dal 2020, che ha portato a triplicare la capacità installata grazie ad acquisizioni mirate: l’azienda ha aggiunto, ai 165MW di impianti in produzione, ulteriori 150 MW di parchi eolici operativi in Italia e 170 MW di progetti eolici e fotovoltaici in costruzione nel 2021/2022, di cui 142MW in Sicilia (comprendenti i parchi agro-fotovoltaici in collaborazione con Amazon).
“Negli ultimi anni abbiamo investito molto in energie verdi e oggi abbiamo l’obiettivo di aumentare la capacità dei nostri impianti rinnovabili in Italia da circa 500MW attuali fino a oltre 1 GW, entro i prossimi anni – dichiara Damien Tèrouanne CEO di ENGIE Italia. Vogliamo continuare a sviluppare progetti greenfield sul territorio, sia in ambito eolico sia agro-fotovoltaico, investendo in asset già operativi e in progetti autorizzati, abbinandoli a sistemi di stoccaggio dell’energia che produciamo. ENGIE è tra i protagonisti della transizione energetica in Italia – prosegue Damien Tèrouanne – e l’innovativo progetto con Amazon in ambito agro-fotovoltaico ne è la conferma. Guardiamo con aspettative positive al nuovo Ministero della Transizione Ecologica per un approccio più collaborativo da parte di tutti gli attori e auspichiamo una maggiore chiarezza e semplificazione del quadro normativo di riferimento. Ciò permetterà una forte accelerazione per lo sviluppo delle FER in Italia, in linea con gli obiettivi del PNIEC”.
L’accordo siglato da ENGIE e Amazon permetterà di produrre energia rinnovabile per alimentare le sedi di Amazon in Italia e contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo Amazon di gestire il 100% del business con energia pulita entro il 2025. Il progetto permetterà inoltre di risparmiare all’ambiente ogni anno oltre 62.000 ton di CO2, l’equivalente raggiungibile piantumando oltre 3,1 milioni di alberi.
“Amazon sta accelerando i suoi investimenti in energie rinnovabili per contribuire a realizzare il Climate Pledge, il nostro impegno a raggiungere zero emissioni nette di CO 2 entro il 2040 – dichiara Giorgio Busnelli, Director Consumer Goods di Amazon Italia e Spagna – Siamo i più grandi acquirenti aziendali di energia rinnovabile nel mondo, con una capacità produttiva di 8,5 GW e 206 progetti attivi. Tra questi si inseriscono i primi due parchi fotovoltaici in Italia, che rappresentano una pietra miliare per il nostro percorso. E siamo orgogliosi che questo viaggio parta dalla Sicilia, con questo progetto innovativo realizzato insieme ad ENGIE, che coniuga energia pulita e coltivazioni agricole”.
“Il nostro governo è impegnato a fare della transizione ecologica uno dei pilastri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea, e il Sud – in particolare – sarà destinatario di una parte consistente delle risorse: circa la metà del totale nazionale riservato ad agricoltura sostenibile, trasporto urbano e tutela del territorio, il 60 per cento di quanto destinato alla sperimentazione sull’idrogeno – dice Mara Carfagna, Ministro per il Sud e la Coesione territoriale – Gli investimenti condotti da ENGIE in Italia per valorizzare le risorse naturali in chiave energetica ne fanno già un player importante in questo campo e l’innovativa partnership con AMAZON nel progetto che presentate oggi è un esempio della volontà condivisa di contribuire alla decarbonizzazione del sistema economico italiano. L’utilizzo della tecnologia agri-fotovoltaica, in particolare, rappresenta un’occasione molto interessante per la Sicilia e per tutto il Mezzogiorno. Il mio augurio è che questo possa essere solo un esempio della capacità del nostro Meridione di attrarre investimenti rivolti alla transizione energetica in chiave moderna e innovativa. Io personalmente e tutto il governo siamo impegnati perchè questo accada”.
“Un progetto pionieristico che va nella direzione giusta, quella dello sviluppo sostenibile – commenta Vannia Gava, Sottosegretario di Stato per la transizione ecologica, MITE – Ha una doppia valenza positiva perchè non solo consentirà ad una grande azienda come Amazon di compensare il consumo di energia e di fornire servizi digitali a emissioni zero in Italia, ma rappresenta anche un importante investimento di un’altra grande azienda internazionale come ENGIE in una Regione italiana che ha sofferto – come e più delle altre – la crisi economica. Ci auguriamo che questa iniziativa possa diventare un ‘modellò e possa essere replicata da altre aziende”.
Gli impianti agro-fotovoltaici, tra i primi in Italia, saranno realizzati sul territorio dei Comuni di Mazara del Vallo e Paternò e avranno nel complesso una capacità produttiva di 104MW Peak. L’energia prodotta verrà destinata per l’80% ad Amazon e per il 20% verrà immessa sul mercato contribuendo al fabbisogno energetico di circa 20.000 utenze domestiche.
“Pensiamo ad una autonomia energetica della nostra Regione scommettendo sullo sviluppo di tecnologie innovative nel settore delle fonti rinnovabili – dice Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana – L’obiettivo è ambizioso, ma alla portata.
In particolare, gli impianti con tecnologia agri-fotovoltaica che si stanno realizzando nell’Isola, oltre a scongiurare il consumo di suolo, soddisfano la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. E’ un processo virtuoso, uno dei tanti avviati in questi anni, che permetterà di evolvere le politiche energetiche della Sicilia”.
“La produzione dell’energia sostenibile – spiega ENGIE – sarà coniugata con lo sviluppo del territorio, attraverso un’integrazione virtuosa con le attività agricole che permetterà coltivazioni di piante autoctone, quali mandorli, ulivi, lavanda, oltre alle colture aromatiche e officinali. Sarà possibile garantire la salvaguardia del paesaggio rurale e della biodiversità e assicurare una ricaduta positiva anche per le realtà agricole coinvolte nelle coltivazioni. Sul territorio inoltre, il progetto avrà un’ulteriore ricaduta positiva grazie all’indotto in termini di occupazione, durante i lavori di realizzazione degli impianti e alle convenzioni tra ENGIE Italia e i Comuni, le quali permetteranno alle amministrazioni locali di implementare progetti di sostenibilità ambientale a beneficio dei cittadini, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro”.
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Trapianti, la collaborazione tra 8 ospedali salva paziente siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Otto strutture ospedaliere e tre differenti regioni coinvolte per dare una speranza ad una paziente siciliana. La donna affetta da una rara malattia ematologica causa di una cirrosi epatica ed un carcinoma al fegato, aveva una sola speranza di vita: il trapianto. Per salvarle la vita è stato mobilitato il reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello, ben 4 Banche del Sangue (Centro Trasfusionale di Cefalù, Ospedale Civico, Ospedale Maggiore di Ragusa, Banca del Sangue Raro di Milano), la rianimazione del Policlinico di Bari dove è avvenuto il prelievo ed appunto l’ISMETT di Palermo dove è stato eseguito il trapianto. Un vero e proprio circuito di sinergia e collaborazione ancora più straordinario in periodo pandemico.
La paziente era affetta fin dalla nascita da una rara malattia che la costringeva a ripetute e frequenti sedute di eritroexchange, una procedura che consiste nella rimozione, mediante un apparecchio denominato separatore cellulare, dei globuli rossi malati del paziente che vengono sostituiti con globuli rossi di un donatore. A causa della frequenza con cui è stata sottoposta a questa procedura, la donna aveva sviluppato degli anticorpi resistenti che prevedono per la stessa la possibilità di aver trasfuso un solo ed unico tipo di sangue. Un evento molto raro che rende il trapianto ancora più difficile e complicato.
“La donna – sottolinea il professor Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali e dei Trapianti di ISMETT – è stata sottoposta a trapianto di fegato alcune settimane fa grazie ad una donazione di organi che si è resa disponibile presso il Policlinico di Bari. Le sue attuali condizioni sono buone ed ha già potuto lasciare l’ospedale e tornare a casa”.
Una donazione ancora più straordinaria perchè effettuata da un donatore Covid positivo. Il prelievo di organi salva vita come il fegato, provenienti da donatori deceduti positivi al COVID 19, è possibile quando gli stessi vengono poi trapiantati in riceventi selezionati SARS-CoV-2 positivi, o con pregressa infezione COVID-19 poi superata, come nel caso della paziente di ISMETT.
Per permettere di svolgere in sicurezza il trapianto è stata, dunque, messa in atto una particolare procedura che ha previsto il coinvolgimento delle Banche del Sangue, di Ismett e del reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello. Una procedura che per funzionare deve seguire una sincronia perfetta. “La preparazione per eseguire questo tipo di intervento è durata alcuni mesi – dice Gaetano Burgio, anestesista dell’Ismett – Sono state diverse le video call e le riunioni fra gli operatori delle diverse strutture effettuate per stilare un piano operativo da attivare al momento della disponibilità di un organo per la signora. E’ stato un esempio virtuoso di collaborazione secondo le specifiche professionalità di ognuno che ha permesso di raggiungere un difficile traguardo. La buona sanità siciliana che eccelle anche in questi tempi difficili dell’assistenza sanitaria a causa del Covid”.
La paziente è stata sottoposta presso il reparto di Ematologia dell’Ospedale Cervello ad un ciclo di eritroexchange e poi ha trasferito la paziente all’Ismett. Contemporaneamente presso la Banca del Sangue di Cefalù è iniziato lo scongelamento delle sacche di sangue precedentemente raccolto dalla Banca del Sangue di Ragusa, una delle due Banche del sangue dei gruppi sanguigni rari presenti in Italia, assieme a quella di Milano. Tutto in perfetto sincronismo e permettendo di andare in sala operatoria secondo l’orario previsto.
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Sicilia quarta regione per Covid, 1148 nuovi casi e 36 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sicilia quarta regione per numero di nuovi positivi in Italia nelle ultime 24 ore. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute il numero dei nuovi contagiati è di 1.148, in lieve crescita rispetto a ieri, quando erano stati 1.123. I tamponi effettuati sono stati 25.779, facendo crollare il tasso di positività al 4,4% (ieri era al 7,7). Impennata dei decessi, 36 (+26). Il numero degli attuali positivi è di 24.899 con un decremento di 1.423 casi rispetto a ieri; i guariti sono 2.535. Lieve decremento dei ricoveri nei reparti ordinari, 1.255 (-7), altrettanto lieve la crescita nelle terapie intensive, 180 (+4), con 14 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ad oggi vi sono 23.464 persone.
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Musumeci “Via ai lavori per riaprire la riserva Monte Cofano”

PALERMO (ITALPRESS) – «Ci siamo: partono i lavori su Monte Cofano e, come mi assicurano i tecnici, se non ci saranno imprevisti già a giugno il versante est della Riserva naturale che ricade nel territorio di Custonaci, a metà strada tra San Vito Lo Capo e Trapani, potrà finalmente essere riaperto dopo oltre tre anni, consentendo ai visitatori di raggiungere la tonnara».
L’annuncio è del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che da commissario dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico ha comunicato la conclusione di tutte le verifiche post gara e ufficializzato l’assegnazione dell’intervento di consolidamento all’impresa romana Co.Ge.M.: si può, dunque, cominciare a operare sulle pareti rocciose che sovrastano l’ingresso dell’area protetta. Da quel pendio, nel 2017, si staccò un grosso masso che, dopo avere sfiorato una villetta, fermò la propria corsa a pochi passi dal sentiero che porta alle calette. L’episodio fece scattare l’allarme e, con esso, un’ordinanza di chiusura.
«Considerata l’assoluta bellezza di questi luoghi – spiega Musumeci – abbiamo voluto che il progetto fosse assolutamente compatibile con l’ambiente circostante e ciò ha richiesto un pò di tempo in più. Ma adesso siamo pronti a restituire alla gente anche questo splendido tratto di costa. Si tratta di una delle tante perle di un territorio che chiunque ha potuto apprezzare anche attraverso una recente fortunata fiction televisiva e che, sicuramente, già questa estate raddoppierà il proprio appeal. Noi stiamo facendo di tutto per farci trovare pronti».
L’appalto, aggiudicato per un importo di 643 mila euro, prevede le stesse soluzioni adottate nella vicina Macari con strutture di contenimento e di protezione a bassissimo impatto visivo. Grazie anche alle riprese effettuate con un drone, sono stati individuati ben dodici punti nei quali è presente una frana attiva. Sarà dunque indispensabile, in via preliminare, compiere una capillare operazione di disgaggio e di stabilizzazione dei blocchi pericolanti.
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