PALERMO (ITALPRESS) – Nuovo calo dei contagi in Sicilia. Nelle ultime 24 ore, secondo i consueti dati forniti dal Ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.370 (-80), sebbene un maggiore numero di tamponi processati, 33.300, dato che determina un tasso di positività in decremento al 4,1%. Tornano a crescere i decessi: da 6 a 21. I guariti sono 1.248, gli attualmente positivi aumentano di 101 persone con un numero complessivo di 24.875. Flessione dei ricoveri nei reparti ordinari, 1.210 (-8), leggera crescita nelle terapie intensive, 189 (+5) con 9 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 23.476 persone.
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In Sicilia 1.370 nuovi casi di Covid e 21 decessi
Lupo “un rebus ristori in Sicilia, il governo Musumeci non c’è più”
PALERMO (ITALPRESS) – Momento complicato per il Governo della Regione Siciliana, immerso tra lo scandalo che ha colpito la Sanità e le difficoltà a rispondere alle esigenze di cittadini e imprese che chiedono dei sostegni economici per provare a sopravvivere e ripartire nei prossimi mesi, con l’auspicio che la pandemia da Covid-19 allenti la sua morsa. In sede di Finanziaria nel Parlamento siciliano ci sono state diverse tensioni, a tal punto che non sono state neppure discusse le ultime norme ed è stato preferito stralciarle, per non restare impantanati: “Il governo ha perso l’occasione di una finanziaria che avrebbe potuto aiutare le imprese, il lavoro e le famiglie – ha detto ai microfoni dell’Italpress Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars -. Purtroppo, la scelta di Musumeci di decidere per l’utilizzo dei fondi europei per i ristori in giunta, quindi a Palazzo d’Orleans e non in sede di finanziaria a Palazzo dei Normanni, ha svuotato la Finanziaria della sua utilità reale. Io credo che questo sia un errore di miopia politica del Presidente che non aiuta la Sicilia”.
Tra le tematiche più calde e impellenti c’è sicuramente quella legata ai ristori, con il Governo che ha deciso di aiutare alcune categorie tramite la manovra finanziaria e altre attraverso 250 milioni di risorse europee: “In realtà questi 250 milioni verranno distribuiti tra le categorie produttive con atti unilaterali della Giunta di governo – ha sottolineato l’esponente Dem -. E’ stato presentato un ordine del giorno che non c’è stato neppure sottoposto perchè quando è arrivato in Aula era già stato sottoscritto dalla maggioranza. Gli ordini del giorno li presenta il Parlamento, non il Governo per impegnare se stesso. E’ stata una contraddizione. Ovviamente non potevamo accettare quelle che erano le decisioni unilaterali prese dal governo”.
“Al momento – ha aggiunto Lupo – nessuno sa quando arriveranno questi ristori per aiutare commercianti, artigiani e tutti coloro che giornalmente affrontano la crisi economica dovuta al Covid”. Tra norme in cui è andato sotto e vari litigi interni, con Musumeci che ha anche affermato di avere ‘ascarì nella maggioranza, il periodo per il Governo regionale non è certamente florido e sereno: “Il Governo regionale non c’è più perchè non produce risultati utili per l’economia e la sanità siciliana, la maggioranza è andata a pezzi, non c’è più – ha evidenziato Lupo -. Lo scontro tra Miccichè e Musumeci è sempre più evidente. Non è uno scontro tra persone, ma di opinioni e di un modo diverso di intendere anche come portare avanti una compagine di Governo. Il Governo arriva in Aula senza avere concordato i provvedimenti con la maggioranza, con gli stessi colleghi di maggioranza che quando si vota si sentono liberi di potersi esprimere senza vincoli”.
“Errore ancora più drammatico – ha aggiunto – è che il Governo rifiuta ogni tipo di confronto con i gruppi parlamentari di opposizione. Una pandemia è come una guerra e in tempo di guerra i partiti hanno il dovere di parlarsi, non sempre potranno condividere, ma almeno provarci sì. Musumeci si rifiuta di dialogare con le opposizioni, ha chiuso i canali di comunicazione e si è chiuso in una stanza a Palazzo d’Orleans e da lì pretende di dare ordini a tutti, ma certamente non a noi”.
Sullo scandalo che ha coinvolto la Sanità, Lupo, pur non soffermandosi sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto l’ex assessore Ruggero Razza, non ha dubbi: “Avevamo presentato una mozione di censura all’assessore Razza mesi prima che scoppiasse la vicenda giudiziaria, che per quanto ci riguarda farà il suo corso, ma avevamo già un’opinione politica totalmente negativa della gestione della Sanità dell’assessore Razza – ha spiegato il capogruppo del PD -. Ho fatto ieri una domanda al presidente Musumeci, con un’interrogazione parlamentare e spero mi risponda”.
“Il generale Figliuolo ha chiesto per la Sicilia di raddoppiare gli hub vaccinali e i centri di vaccinazione per potere somministrare, non 20 mila vaccini al giorno, obiettivo che tra l’altro non è neppure raggiunto, ma 50 mila vaccini al giorno – ha proseguito Lupo -. Vorremmo sapere se Musumeci ha predisposto questo piano di potenziamento delle vaccinazioni. Sappiamo che a Palermo l’obiettivo è 12.500 inoculazioni giornaliere e non i 5 mila attuali, a noi interessa questo: tutelare la salute dei siciliani in un momento in cui purtroppo ci sono troppi morti tutti i giorni”.
Per quanto riguarda, infine, le elezioni regionali del 2022, Lupo ha preferito glissare: “In questo momento preferisco parlare di vaccini e di ristori. La preoccupazione della gente è questa, mi sembra inopportuno parlare oggi di elezioni. Dobbiamo concentrarci sulla priorità delle priorità: la pandemia, la salute dei cittadini e il sostegno economico alle categorie produttive e ai lavoratori”, ha concluso il capogruppo del PD all’Assemblea regionale siciliana.
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Slittano in autunno le elezioni amministrative per 42 Comuni siciliani
PALERMO (ITALPRESS) – Slitteranno all’autunno le elezioni amministrative nei 42 Comuni siciliani che sarebbero dovuti andare al voto in primavera. Il permanere del contagio nell’Isola, oltre all’aumento della diffusione delle varianti, ha convinto il governo Musumeci ad approvare un disegno di legge con il quale, così come a livello nazionale, si rinviano le consultazioni in una data compresa tra il 15 settembre e il 17 ottobre. Slittamento delle consultazioni anche per i Comuni sciolti per mafia.
Per armonizzare le elezioni con quelle delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi comunali è stato previsto, inoltre, che queste ultime si tengano entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti nella tornata delle comunali.
La proposta dell’assessore alle Autonomie locali Marco Zambuto, adesso, verrà inviata all’Assemblea regionale siciliana per essere esaminata prima dalla Commissione di merito e poi dal Parlamento.
Nella provincia di Agrigento, cinque i Comuni alle urne: Canicattì, Favara e Porto Empedocle che contano più di 15 mila abitanti e dunque votano col sistema proporzionale; Montallegro e Montevago che votano con il sistema maggioritario.
Nel Nisseno, al voto gli abitanti di San Cataldo (sciolto per infiltrazioni mafiose, voterà col sistema proporzionale) e Vallelunga Pratameno (maggioritario).
Cinque i Comuni del Catanese: Adrano, Caltagirone e Giarre (proporzionale), Grammichele e Ramacca (maggioritario).
Barrafranca e Calascibetta sono i due Comuni dell’Ennese alle urne con il sistema maggioritario.
Ampia la rosa dei Comuni messinesi al voto col sistema maggioritario: Antillo, Capo d’Orlando, Caronia, Falcone, Ficarra, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Mistretta (sciolto per infiltrazioni mafiose), Patti, Rodì Milici, San Marco D’Alunzio, Sant’Angelo di Brolo, Terme Vigliatore e Torregrotta.
Cinque invece i Comuni palermitani: Alia, Montelepre, San Cipirello (sciolto per infiltrazioni mafiose), San Giuseppe Jato e Terrasini (tutti col maggioritario).
Ferla, Sortino, Lentini, Noto e Pachino (sciolto per infiltrazioni mafiose) i Comuni della provincia di Siracusa che andranno alle urne, i primi due con il sistema maggioritario e gli altri con il proporzionale.
Infine, nel Trapanese, elezioni per Alcamo (proporzionale) e Calatafimi-Segesta (maggioritario).
A questi si aggiungono altri due enti sciolti per infiltrazione mafiosa, per i quali le elezioni erano state già indette per il 2 e 3 maggio: Vittoria in provincia di Ragusa (che vota con il proporzionale) e San Biagio Platani, nell’Agrigentino.
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All’Ismett già 600 pazienti trapiantati hanno ricevuto il vaccino
PALERMO (ITALPRESS) – Sono quasi 600 i pazienti trapiantati, in lista d’attesa per trapianto o donatori d’organo che hanno già ricevuto la loro prima dose di vaccino all’Ismett di Palermo. La campagna di vaccinazione presso l’Istituto è iniziata lo scorso 6 aprile ed è ormai entrata nel vivo: sono già 800 i pazienti che hanno effettuato la prenotazione del loro vaccino.
Per prenotare il proprio appuntamento è necessario collegarsi al portale messo a punto da ISMETT, a questo link tutte le informazioni necessarie: https://www.ismett.edu/it/covid-19-prenotazione-vaccinazioni-per-pazienti-trapiantati-e-in-attesa-di-trapianto/ Covid – 19: come prenotare lavaccinazione in ISMETT – Ismett IRCCS Ismett IRCCS; Covid 19: i pazienti trapiantati, candidati a trapianto o donatori di organo possono prenotare in via esclusiva la vaccinazione presso ISMETT www.ismett.edu
La campagna è rivolta a tutte le persone trapiantate, candidate a trapianto o che hanno donato un rene o parte del fegato, anche in strutture differenti rispetto a ISMETT.
Il primo step della campagna si concluderà il 15 maggio quando tutte le persone che hanno già prenotato la vaccinazione riceveranno la seconda dose. Come da indicazioni nazionali, i pazienti trapiantati, candidati a trapianto stanno ricevendo tutti il vaccino Pfizer-Biontech.
Le operazioni di vaccinazione si svolgeranno in un apposito spazio antistante l’Istituto da lunedì a venerdì dalla 13.00 alle 19.00 e il sabato dalle 9 alle 13.
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Coronavirus, accordo Regione-Federfarma Sicilia per test in farmacia
PALERMO (ITALPRESS) – Un accordo per poter eseguire direttamente in farmacia tamponi antigenici rapidi e test sierologici. E’ quello firmato a Palazzo Orleans, a Palermo, dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e dal presidente di Federfarma Sicilia, Gioacchino Nicolosi.
In base all’accordo, le farmacie associate che aderiranno all’iniziativa, potranno allestire al proprio interno, o in un luogo aperto nelle immediate vicinanze, uno spazio per l’esecuzione dei test nel pieno rispetto della normativa igienico-sanitaria e garantendo, allo stesso tempo, la riservatezza degli utenti. Per sottoporsi ai test, i cittadini dovranno comunque prenotare un appuntamento.
Ad eseguire i test, secondo quanto previsto dall’accordo, dovranno essere operatori opportunamente formati e le farmacie potranno avvalersi anche di personale sanitario autorizzato. Subito dopo il tampone o il sierologico, le strutture forniranno l’esito ai cittadini. Il risultato sarà poi trasmesso all’Asp territoriale di competenza. Il prezzo, in base all’accordo, non potrà superare i 15 euro proprio per andare incontro alle esigenze di tutte le fasce di popolazione.
“Con questo accordo facciamo un passo avanti, avvicinandoci alla periferia e al territorio, cercando di convincere sempre più siciliani a sottoporsi ai test. Sono contento dell’ampia disponibilità che hanno voluto dare i farmacisti della nostra Isola”, ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
“L’accordo per i tamponi in farmacia permette di dare una risposta immediata alle esigenze della popolazione: potranno essere così raggiunti attraverso le nostre strutture, in maniera diretta, quei cittadini che abitano nei centri più piccoli e che, diversamente, sarebbero costretti a spostarsi”, ha aggiunto il presidente di Federfarma Sicilia, Gioacchino Nicolosi.
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Porto di Palermo, 180 assunzioni tra Portitalia e Clp
PALERMO (ITALPRESS) – Le nuove assunzioni sono 81 subito e altre 14 nel prossimo biennio. Ma al di là dei numeri, comunque significativi in un momento di grande crisi economica e occupazionale, l’operazione che si è perfezionata in questi giorni rappresenta una rivoluzione per il porto di Palermo e per centinaia di lavoratori.
“Da oggi – spiega infatti Giuseppe Todaro, presidente di Clp e amministratore unico di PortItalia – la famiglia delle nostre società si allarga ulteriormente raggiungendo il numero di 300 dipendenti se contiamo anche Osp. Un risultato impensabile, appena pochi anni fa, grazie al quale decine di lavoratori potranno adesso guardare al futuro con maggiore fiducia e con più serenità. Ma c’è un altro aspetto che mi piace sottolineare – aggiunge Todaro – perchè questo traguardo è anche il frutto di una perfetta sinergia con l’Autorità portuale e dell’intesa col presidente Pasqualino Monti, con cui negli ultimi anni è stato dato uno slancio importante a quest’area in grande discontinuità con il passato”.
Nel dettaglio, si legge in una nota, le operazioni che si completano oggi sono essenzialmente due. La prima riguarda il passaggio di 99 dipendenti della Clp (Compagnia Lavoratori Portuali della Sicilia Occidentale, società cooperativa che gestisce la manodopera temporanea nei porti) a Portitalia srl, concessionaria esclusiva del Terminal container all’interno dello scalo di Palermo e di numerosi altri servizi sia nel capoluogo siciliano che a Termini Imerese. Il trasferimento in massa dei lavoratori di Clp – che manterranno i livelli di inquadramento e gli scatti di anzianità, col vantaggio di non essere più inquadrati e pagati a giornate ma a tempo pieno – è stato possibile innanzi tutto grazie al mantenimento dell’attività e delle commesse nonostante il Covid, ma anche in virtù dei pensionamenti programmati da Portitalia nei prossimi 18 mesi (complessivamente 40 unità lavorative) e quelli già avviati negli ultimi due anni (una trentina in tutto).
La seconda operazione, prosegue la nota, è legata invece all’assunzione nella Compagnia Lavoratori Portuali della Sicilia Occidentale di 81 unità subito e altre 14 nell’arco dei prossimi due anni. In questo caso si tratta di interinali che saranno chiamati per far fronte alle necessità delle aziende che orbitano nel sistema porto. Clp, sottolinea la nota, è una società che garantisce manodopera qualificata alle imprese portuali per far fronte ai picchi di attività stagionali o in particolari giornate in cui sono necessari rinforzi o un maggiore impiego di risorse. A differenza di altri settori in cui si fa ricorso a personale esterno per i cosiddetti extra, per i porti è possibile attingere solo agli elenchi di società specializzate come Clp.
In entrambi i casi, il confronto avviato con i sindacati è culminato il 17 settembre scorso con l’approvazione all’unanimità di un accordo, firmato poi il 30 ottobre, che prevede la possibilità per PortItalia di assorbire tutta la forza lavoro di Clp e a quest’ultima società di inserire in organico, con contratti a tempo indeterminato, gli interinali periodicamente impiegati, a condizione che entrambe le iniziative fossero economicamente e finanziariamente sostenibili per entrambe le società.
L’accordo – che prevede anche una fase di start up in cui saranno valutati i criteri di sostenibilità economica e la possibilità di prevedere forme di incentivi correlati al raggiungimento dei risultati di carattere economico – ha avuto il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la sua applicazione sarà sottoposta alla vigilanza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
“Stiamo rivoluzionando i nostri scali, non solo dal punto di vista della dotazione infrastrutturale e della sistemazione funzionale – commenta il presidente dell’Adsp, Pasqualino Monti – ma anche completando un quadro già in continuo movimento con l’accordo siglato lo scorso ottobre con i sindacati e le conseguenti risposte sull’occupazione. Un risultato concreto, nonostante il momento di incertezza che attraversiamo, che sottolinea le potenzialità del porto nel progettare e realizzare, passo dopo passo, il futuro in cui desideriamo vivere. Il lavoro delle persone è ciò che rende gli investimenti un cambiamento reale”.
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Insegnante morta a Palermo dopo dose AstraZeneca, esposto dei familiari
PALERMO (ITALPRESS) – Le domande sono tante, le risposte ancora poche, ma il dolore non ferma la sete di verità dei familiari di Cinzia Pennino, la docente di scienze morta a 44 anni due settimane dopo avere ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Martedì, con l’assistenza degli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano, i parenti della professoressa del Don Bosco Ranchibile di Palermo hanno depositato un esposto e un’istanza di accesso all’Aifa (per conoscere le determinazioni sulla distribuzione del vaccino) e all’Azienda Sanitaria Provinciale (per conoscere le procedure mediche e le terapie seguite a partire dalla fase della somministrazione del vaccino AstraZeneca fino al momento del decesso). I legali intendono verificare se ci siano profili di responsabilità ma anche criticità legate al consenso informato. Ma soprattutto, i familiari vogliono capire perchè “la loro Cinzia era stata in un primo tempo (il 7 marzo) rimandata indietro e poi invece vaccinata da un secondo medico (4 giorni dopo) che non si è posto gli stessi problemi del primo”.
“La professoressa Pennino – si legge in una nota che ricostruisce l’intera vicenda -, come tutto il personale dalla scuola, era stata inserita con priorità nel piano vaccinale strategico e, considerate le sue perfette condizioni di salute, dopo avere prenotato tramite il portale riservato al corpo insegnanti, si era presentata alla Fiera del Mediterraneo il 7 marzo 2021. Tuttavia il medico al quale era stata assegnata, pur non riscontrando patologie pregresse, in quell’occasione ha deciso di non somministrarle il vaccino AstraZeneca (tipologia di vaccino prevista in ragione dell’età e dell’assenza di patologie rilevanti), probabilmente perchè ha ritenuto che la professoressa fosse in sovrappeso, conclusione a cui è giunto tuttavia solo attraverso una visita a occhio nudo ma che ha portato l’operatore sanitario a decidere di non somministrare il vaccino AstraZeneca, nè il Pfizer o un altro tipo di siero comunque riservato alle categorie dei soggetti fragili. Inoltre, sempre in quella sede, il medico ha deciso di non riprogrammare l’appuntamento”.
“Trascorso qualche giorno – prosegue la nota -, Cinzia Pennino ha tentato una nuova prenotazione, stavolta attraverso il call center dedicato al personale scolastico, ottenendo un appuntamento per l’11 marzo. Quella mattina alla Fiera del Mediterraneo, Cinzia ha trovato un medico diverso che le ha somministrato AstraZeneca, senza sollevare questa volta alcun dubbio o incertezza legati al peso”.
Purtroppo già dall’indomani sono apparsi i primi sintomi: la professoressa ha iniziato ad accusare mal di testa e febbre seguiti, nei giorni successivi, da dolori addominali e vomito che anzichè diminuire crescevano progressivamente. Dopo avere chiesto un consiglio a una sua cara amica, che di professione fa il medico, il 23 marzo Cinzia Pennino si è presentata al Pronto Soccorso del Buccheri La Ferla, dove in seguito a una serie di esami (tra cui una Tac con mezzo di contrasto) è emersa una trombosi addominale in atto. Nonostante l’immediato trasferimento al reparto di Ematologia del Policlinico di Palermo, la situazione è peggiorata e la professoressa è stata intubata e posta sotto anestesia. Ma tutte le terapie si sono rivelate vane e il 28 marzo è stato comunicato il decesso alla famiglia.
Sulla vicenda il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Giorgia Spiri hanno aperto un fascicolo.
“Secondo il parere dei familiari – riportato nell’esposto presentato con l’assistenza degli avvocati Raffaella Geraci e Alessandro Palmigiano – la professoressa Cinzia Pennino era in ottima salute fino alla data della somministrazione del vaccino AstraZeneca e risulterebbe, quindi, evidente un rapporto causa/effetto tra il vaccino e la trombosi mortale”.
Non è solo una questione di consenso, di terapie o di quali sono i casi in cui AstraZeneca non va somministrato: i familiari vogliono infatti vederci chiaro su tutta questa storia e capire “come mai il primo medico si era astenuto dalla somministrazione e se la tragica morte poteva essere evitata”.
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Archeologia, il Parco di Himera avvia stagione di studi e ricerche
PALERMO (ITALPRESS) – Nell’area archeologica di Solunto tornano a risuonare le voci degli studenti e dei ricercatori. Sono i primi risultati del protocollo d’intesa, sottoscritto tra il direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Jato, Stefano Zangara, e il direttore del Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, Michele Cometa, che apre a una nuova stagione di ricerca nei tre siti archeologici.
L’accordo, che sancisce la collaborazione tra i due enti, consentirà di approfondire la storia dei luoghi, grazie all’attività di studio svolta dai docenti e ricercatori di istituti universitari siciliani e nazionali. In particolare, diversi approfondimenti riguardano l’area di Himera e l’analisi dei sistemi e delle installazioni idrauliche di Solunto.
E proprio a Solunto, in questi giorni, alcuni studenti e dottorandi dell’Università di Palermo stanno approfondendo importanti aspetti dell’insediamento di età arcaico-classica della città ellenistico-romana che sono oggetto di tesi di laurea, di specializzazione e di dottorato.
“Nonostante la chiusura dovuta alle norme restrittive sull’emergenza covid – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – nei luoghi della cultura siciliani l’attività continua senza sosta, per offrire, alla riapertura, le migliori condizioni di fruizione e di visita. La ripresa della collaborazione con l’Università di Palermo, poi, apre a una nuova stagione di ricerca e approfondimento che, auspico, possa portare interessanti sviluppi. La messa in sicurezza dei parchi archeologici, inoltre, soprattutto in prossimità dell’estate,- evidenzia ancora l’assessore Samonà – è necessaria sia per preservare i luoghi stessi dal pericolo di incendi che per garantire la buona conservazione dei beni culturali”.
E infatti, in attesa della riapertura, continuano le operazioni di diserbo, pulitura e manutenzione delle tre aree archeologiche di Solunto, Himera e Monte Jato, che si rendono necessarie sia a garantire il decoro dei luoghi che a prevenire il rischio incendi.
I lavori sono eseguiti dagli operai dell’Ente di Sviluppo Agricolo, in attuazione di un’apposita convenzione sottoscritta con il Parco. Nelle scorse ore, dopo aver concluso gli interventi a Solunto, gli operai hanno avviato i lavori di ripulitura nell’area archeologica di Himera a partire dalla zona degli scavi, che si trova nella parte bassa sulla piana, per poi proseguire verso l’Antiquarium, sul fianco della collina. Una volta completati, si sposteranno nell’area archeologica del Monte Jato.
“Nel giro di pochi giorni – aggiunge il direttore del Parco archeologico, Stefano Zangara – lavori di radicale intervento hanno riportato l’area di Solunto alle normali funzioni operative, igieniche e di sicurezza, restituendo la completa fruibilità a visitatori, studenti, studiosi e allo stesso personale che giornalmente presta servizio nel Parco. Per queste operazioni fondamentale si è rivelata la collaborazione dell’ESA che, insieme alla supervisione del geometra Antonio Librizzi, infaticabile funzionario del Parco, hanno proceduto alla bonifica dell’area, compresi gli spazi antistanti i fabbricati, rendendo accessibili i camminamenti e le stradelle di accesso”.
Intanto, sempre nell’ambito della collaborazione con l’Università di Palermo, si stanno svolgendo le attività relative a due progetti. Il primo, coordinato da Elisa Chiara Portale, riguarda il rilievo architettonico, l’analisi archeologica, la georeferenziazione e geolocalizzazione di tutto l’impianto urbano, al fine di realizzare una ricostruzione della città antica da proporre attraverso un percorso didattico-esplorativo che aiuti i visitatori a orientarsi meglio nella visita di Solunto.
Il secondo progetto, finanziato dal MIUR attraverso il PON ricerca, vede impegnato Massimo Limoncelli insieme a un gruppo di ricercatori dell’Università di Palermo e ad alcuni specialisti di architettura antica e di archeologia greco-romana, nella realizzazione di un innovativo progetto di restauro virtuale, che sarà completato alla fine del 2022.
(ITALPRESS).












