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Caso Gregoretti, il 14 maggio la decisione del gup su Salvini

CATANIA (ITALPRESS) – Dovrà attendere fino al 14 maggio il leader della Lega ed ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per sapere se andrà a giudizio per sequestro di persona o se per lui sarà disposto il non luogo a procedere, nell’ambito del procedimento scaturito dal caso dei 131 migranti lasciati a bordo della nave Gregoretti nel luglio del 2019 ad Agusta, nel Siracusano. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Catania, Nunzio Sarpietro, che oltre a stabilire le date delle prossime udienze non ha accolto la richiesta fatta dalle parti civili di sentire in aula Luca Palamara ex presidente dell’Anm ed ex consigliere del Csm.
Nella memoria depositata ieri, per chiedere il rinvio a giudizio dell’ex ministro Salvini, gli avvocati di ‘AccoglieRetè, ‘Legambientè ed ‘Arcì hanno fatto riferimento ad una domanda del gup Sarpietro all’ex premier Giuseppe Conte, lo scorso 28 gennaio, durante la deposizione a Palazzo Chigi. E che ha riguardato proprio Palamara.
Oggi, nell’aula bunker del carcere di Bicocca, il giudice Sarpietro ha ascoltato la testimonianza dell’ambasciatore Maurizio Massari, in qualità di rappresentante permanente dell’Italia nell’Ue all’epoca dei fatti.
La prossima udienza è stata fissata per sabato 10 aprile (la discussione procederà il 23 aprile se sarà necessario) con la decisione finale attesa per il 14 maggio, data in cui, appunto, il giudice deciderà se mandare l’ex ministro dell’Interno a giudizio o se disporre il non luogo a procedere.
“Ci rivedremo il 10 aprile – ha detto Matteo Salvini al termine dell’udienza di oggi – e poi si chiude il 14 maggio. Non faccio pronostici, continuo a ritenere di aver fatto il mio dovere e di avere salvato vite. Non chiedo medaglie al petto, ma rispetto. L’ambasciatore – ha aggiunto Salvini – ha ricordato la realtà, le politiche sull’immigrazione erano le stesse prima, durante e dopo. Anzi, noi abbiamo avuto il merito storico di avere svegliato l’Europa. Se nel 2021, gli sbarchi continueranno con i ritmi di gennaio e febbraio rischiamo di superare quota 120 mila arrivi clandestini in un anno. Impensabile in un anno di Covid e di difficoltà economica”.
Soddisfatto, per la testimonianza dell’ambasciatore Massari, anche il legale di Salvini: “La testimonianza di Massari – ha sottolineato l’avvocato Giulia Bongiorno – è stata particolarmente efficace perchè ha chiarito che c’è stata continuità politica tra il Conte uno e Conte, Salvini-Lamorgese ed in particolare ha fatto riferimento che a partire dal caso Diciotti ci fu una scelta politica italiana da parte del Premier e dei ministri degli esteri e interni, ovvero, di fare una pressione politica sull’Europa per la redistribuzione dei migranti ‘ex antè cioè prima che avvenissero gli sbarchi. Da ciò – ha aggiunto Bongiorno – si desume che c’era una linea di governo ben precisa che prevedeva di sollecitare e invitare l’Ue a fare una redistribuzione dei migranti. Le nostre conclusioni sono che alla luce di questa ricostruzione è evidente che il caso Gregoretti si colloca in maniera coerente con quella che era la linea del Governo a sollecitare l’Europa”.
E sul ‘caso Palamarà sollevato dalle parti civili Bongiorno ha spiegato: “Per me adesso ci sono altri problemi e non si sta parlando di Palamara per come si dovrebbe. Di quello che ha detto e probabilmente anche sul processo di Salvini. Ma noi siamo concreti, abbiamo il processo e si deve concludere. In questo processo non posso fare un altro processo che probabilmente ci sarà e ci sarà in altra sede. Noi abbiamo chiesto espressamente al giudice di chiudere”.
(ITALPRESS).

A fine mese assemblea soci Popolare Ragusa, c’è il nodo azioni

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Continua a essere molto caldo il clima attorno alle azioni della Banca Agricola popolare di Ragusa. Il Consiglio di amministrazione ha convocato ieri l’assemblea dei ordinaria dei soci per il 31 marzo in prima convocazione e il giorno dopo in seconda. All’ordine del giorno, oltre alla presentazione del bilancio consolidato e approvazione del progetto di bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2020, anche un punto sulle azioni proprie ed in particolare le determinazioni sul valore di rimborso delle azioni per i casi di scioglimento del rapporto sociale e le deliberazioni inerenti e conseguenti in tema di acquisto e disposizione delle stesse.
I risparmiatori sono sul piede di guerra perché in tasca hanno azioni non liquidabili nonostante la banca goda di buona salute e ottimi bilanci.
Nell’ultimo documento approvato il 26 febbraio, Bapr ha comunicato l’approvazione del progetto di bilancio 2020 individuale e di Gruppo. L’utile di Gruppo al netto delle componenti non ricorrenti e straordinarie è cresciuto del 33,2%. La Banca ha anche confermato il medesimo dividendo approvato lo scorso anno ma non erogato. Il prossimo mese saranno distribuiti sei centesimi, e dopo il 30 settembre i sei centesimi in sospeso.
Sul tema del riacquisto delle azioni diverse denunce da parte delle associazioni sono arrivate nel tempo e si è anche formato un Comitato che rappresenta i 18 mila azionisti della banca che, dal 2016, tenta di sbloccare la situazione. E’ cambiata la norma sul riacquisto delle proprie azioni, infatti, che ha reso più stringenti le misure ma è anche mancata la fiducia nei confronti di questo tipo di forma di risparmio dopo gli scandali che hanno coinvolto altre Popolari in Italia.
Pur trattandosi di una realtà molto diversa rispetto ai casi finiti alle cronache, le azioni della Popolare di Ragusa sono poco appetibili. E gli scambi che si realizzano nel mercato Hi-Mtf destinato alle popolari sono pochissimi. Le azioni totali che compongono il capitale sono 5.774.370. Di queste, oltre 1.900.000 sono in vendita. Le associazioni ritengono che il prezzo delle azioni sia mantenuto elevato in maniera artificiosa solo grazie agli interventi del liquidity provider incaricato dalla Banca che interviene nelle aste utilizzando le somme che la stessa Banca mette a disposizione (2,6 mln nel 2020).
Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc lancia l’allarme: “Il prezzo espresso dal mercato, attualmente 15,40 euro, risulta ancora altissimo rispetto al valore dell’istituto se comparato con altri analoghi quotati” (l’altra Popolare siciliana, la Sant’Angelo, ad esempio quota ogni azione 8,95 euro secondo i dati forniti nel primo bimestre dell’anno). Il liquidity provider incaricato da Bapr è Equita Sim che, dalle relazioni periodiche al mercato, acquista tra la metà ed i due terzi dei titoli che passano di mano.
“Sulla carta l’incarico di Equita Sim è quello di supportare la liquidità, ma nella sostanza non fanno altro che comprare una piccolissima parte delle azioni in vendita utilizzando le somme che la stessa Bapr mette a disposizione. Per il 2020 la somma è stata di 2,6 milioni di euro. Presto o tardi, Bapr non avrà più la possibilità di sborsare a vuoto milioni di euro, ed a quel punto inizierà il tracollo del prezzo che ad oggi ancora non si è compiuto se non in parte”, dice la legale.
Il prezzo massimo delle azioni fissato dal C.d.A. è stato di 23,48 euro, valido dall’esercizio 2015 a quello 2018. La perdita attuale è pertanto del 34,4%. “Da notare come dal 2008 (anno della grande crisi) e fino al 2015, il CdA abbia stabilito valori dell’azione sempre crescenti. Come se l’area di operatività della banca non fosse stata toccata”, nota ancora D’Antuono.
“Gli acquisti di Equita Sim, tra l’altro, riescono a far sì che il prezzo delle azioni non tracolli come sarebbe logico – spiega ancora la legale dell’Aduc -. Alla fine di ogni bimestre, infatti, all’Hi-Mtf si verifica se il totale dei pezzi scambiati ha raggiunto o meno la soglia minima di negoziazione stabilita. Si tratta di una soglia che, se non raggiunta, comporta l’ampliamento dei Limiti di Inserimento Ordini e di Validazione Asta. In altri termini, in caso di mancato raggiungimento a fine bimestre del controvalore previsto, la banda di oscillazione viene allargata ed il prezzo delle azioni messe in vendita può calare. Ebbene, sono proprio gli acquisti di Equita Sim a consentire al prezzo di rimanere fermo e non calare ogni due mesi”.
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Siciliano Andrea Nucita con Peugeot per la stagione Cir 2021

ROMA (ITALPRESS) – Sarà il 31enne pilota siciliano Andrea Nucita, affiancato dal fratello Giuseppe alle note, a condurre la Peugeot 208 Rally 4 ufficiale nel Campionato Italiano Rally 2021. Come sempre, a supportare Peugeot Italia dal punto di vista tecnico la F.P.F. Sport di Fabrizio e Michele Fabbri con tutto il team di meccanici. L’impegno della Casa del Leone si articolerà su cinque rally (Rally Ciocco, Rally Sanremo, San Marino Rally, Rally di Roma Capitale e Liburna Terra) e sarà supportato da Total, Pirelli, Sparco, Gen-Art e PSA Banca. “Avere raggiunto un accordo con Peugeot è senz’altro motivo di orgoglio – spiega Nucita – è un Brand con una tradizione sportiva estremamente vincente, non nascondo che essere il pilota di questa squadra per il 2021 mi stimola tantissimo. Proprio con Peugeot ho debuttato e vinto il Peugeot Competition nel 2009 con la 106 N2. Da lì è partita la mia carriera e ricordo ancora con molto piacere ed orgoglio la stagione 2014…”. “Con la mia 207 Super 2000 privata ho ottenuto risultati importati che hanno contribuito a far vincere al team ufficiale il Tricolore Piloti e Costruttori. La nuova 208 Rally 4 ha già dimostrato di essere solida e veloce per cui si tratterà soltanto di adattare la vettura alle mie caratteristiche di guida e provare ad essere tra i più veloci tra le vetture due ruote motrici. Manca poco al nostro debutto – ha concluso il pilota siciliano – e noi non vediamo l’ora di iniziare”.
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Palermo, la Caserma “Dalla Chiesa” si rifà il look

PALERMO (ITALPRESS) – Alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Marco Falcone, sono stati presentati i lavori per la ristrutturazione della Caserma ‘Carlo Alberto Dalla Chiesà a Palermo, sede del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”. Iniziati già a partire dall’11 gennaio con la consegna alla ditta esecutrice, gli interventi di restauro e ristrutturazione della struttura puntano al recupero degli ambienti sia dal punto di vista architettonico, con l’adeguamento dei locali sul fronte delle recenti normative sul risparmio energetico e il recupero del patrimonio edilizio per mezzo dell’ottimizzazione degli spazi, che per quanto concerne il versante archeologico e storico-artistico della struttura che, alla chiusura dei lavori prevista entro circa due anni, porterà alla fruizione al pubblico e alle visite di tipo turistico e culturale del complesso.
L’iter ha preso il via nel marzo 2016 in sinergia tra Regione Siciliana, Città Metropolitana di Palermo e Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri – con la collaborazione della Soprintendenza ai Beni Culturali – e si inserisce nel solco di un progetto da parte della regione di riqualificazione e recupero delle strutture pubbliche. Per il progetto definitivo sono stati investiti complessivamente 7.100.000 di euro, uno sforzo economico importante da parte della Regione.
“Nel governo regionale vi è ampia disponibilità nel recupero delle caserme – sottolinea il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei lavori – sia nei capoluoghi che nei centri più piccoli. Per una logica condotta di razionalizzazione ed economicizzazione dei costi, ma anche perchè le caserme sono presidi di legalità. Quando ho compiuto i sopralluoghi e ho capito che senza il nostro tempestivo intervento questi luoghi sarebbero stati soggetti all’abbandono e all’inesorabile degrado, mi sono convinto della necessità di procedere su questa strada”.
“E’ una straordinaria iniziativa che la regione siciliana sta portando avanti con funzione vicariante nei confronti dello Stato – aggiunge l’assessore regionale Falcone – e che ha valore duplice, sia per quanto riguarda la messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione dei locali, ma anche legato all’intervento di recupero degli spazi di interesse culturale”.
La gara d’appalto è stata espletata il 21 agosto 2020, aggiudicata dalla ditta Re.Co.Ge di Paternò, che si occuperà dei lavori di recupero e di adeguamento di una struttura di rilevanza storica, sede del Comando Legione dei Carabinieri sin dal 1861 e ospitante al suo interno tre chiese di grande valore artistico.
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Covid, Omceo e Regione Sicilia varano progetto di Protezione civile

PALERMO (ITALPRESS) – La formazione al centro di un progetto per rafforzare la capacità istituzionale e amministrativa delle istituzioni pubbliche e di tutti i soggetti coinvolti in situazioni emergenziali con un obiettivo prioritario: un’amministrazione pubblica efficiente in tempi di Covid. Un percorso che non solo sarà utile nell’immediato – vista l’emergenza sanitaria – ma anche più avanti in maniera tale da formare sempre più personale altamente specializzato.
“Finalmente parte un progetto che è stato studiato e pensato tre anni fa, oggi siamo finalmente al punto di partenza”, sottolinea Toti Amato, presidente dell’ordine dei medici di Palermo e componente della federazione nazionale FNOMCeO, a margine della presentazine del progetto, a Villa Magnisi, sede dell’Ordine, nel capoluogo siciliano.
“Nel momento in cui interviene la Protezione civile – spiega -, i referenti dei comuni talvolta non sono pronti e preparati per ricevere e dare le opportune indicazioni su chi deve operare sul campo, allora abbiamo pensato assieme alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici, insieme anche ai medici di famiglia che hanno anche loro un ruolo, ed assieme ad altre figure fra cui il responsabile dell’Anci nazionale, di fare un percorso formativo nelle diverse regioni più a rischio fra cui la Sicilia”.
Un progetto avallato e condiviso anche con la Regione Siciliana, nello specifico con l’assessorato alla Formazione: “Questo progetto – aggiunge l’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla – darà un contributo concreto al generale miglioramento del contesto generale socio-sanitario. Forniremo ai discenti tutti gli strumenti tecnici e pratici declinati alle situazioni di grande emergenza in modo che il personale possa prendere le decisioni più efficaci anche in situazioni di grande stress”.
“E’ un’iniziativa lodevole – sottolinea il Referente sanitario ragionale per le grandi emergenze, Isabella Bartoli -. Spero che sia una cosa continuativa e che iniziamo un percorso che possa essere poi ripetuto, in modo tale che diventi come se fosse una formazione continua quella che tutti gli operatori sanitari e non devono avere per poter affrontare una situazione difficile come quelle emergenziali”.
Ruolo centrale nel progetto ha la Protezione Civile, rappresentata dal dirigente responsabile della relativa Accademia, Calogero Di Chiara: “Aderiamo con immenso piacere all’iniziativa. L’emergenza Covid è il filtro di questa formazione che toccherà quello che è il cuore del sistema di Protezione civile, cioè gli Enti locali responsabili della Protezione civile, oltre che il sistema sanitario, imprescindibile, a supporto del quale operiamo quotidianamente ormai”.
Il progetto è realizzato nell’ambito dei Fondi sociali europei (Fse) grazie ad una convenzione operativa mirata alla protezione civile siglata tra l’Ordine dei medici di Palermo e l’assessorato regionale della Formazione professionale con la collaborazione della Protezione civile regionale e nazionale e dell’Anci – Associazione nazionale dei comuni italiani.
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Vaccini al personale dell’Università di Palermo, ha aderito 90% docenti

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono molto soddisfatto della campagna vaccinale anti Covid-19 dedicata al personale del nostro Ateneo realizzata in collaborazione con l’Assessorato Regionale della Salute e l’Aoup ‘Paolo Giacconè. Rappresenta un importante successo sotto numerosi aspetti, a partire da quello organizzativo”. E’ quanto ha dichiarato il rettore dell’Università degli Studi di Palermo,Fabrizio Micari, che ha aggiunto: “Di fatto costituisce una delle prime iniziative di questo tipo a livello nazionale, la maggior parte delle quali sono ancora in fase di avvio, anche nelle realtà regionali tradizionalmente più virtuose”.
La campagna vaccinale si è svolta nei giorni 20, 21, 27 e 28 febbraio rispettivamente presso i locali del Policlinico universitario e l’Edificio 19 del Campus universitario di Viale delle Scienze.
Secondo le indicazioni pervenute dal Ministero, si legge in una nota, la campagna vaccinale è stata riservata, in questa prima fase, al personale docente, ricercatore, agli assegnisti di ricerca e docenti a contratto (titolari d’insegnamento dei corsi dell’offerta formativa 2020/2021) e al personale tecnico amministrativo e bibliotecario dell’Ateneo.
Ha aderito oltre il 90% del personale docente ed oltre il 74% del personale tecnico amministrativo e bibliotecario.
In ossequio alle vigenti prescrizioni di natura sanitaria non ha potuto aderire alla campagna vaccinale il personale di età superiore ai 65 anni o affetto da specifiche patologie, non compatibili con la somministrazione del vaccino Oxford/AstraZeneca. Per tali unità di personale l’Ateneo ha avviato le necessarie interlocuzioni con le Autorità sanitarie competenti, al fine di consentire la somministrazione di vaccini compatibili e garantire, quindi, la massima partecipazione dell’intero personale universitario.
Inoltre, sottolinea la nota , considerata la peculiarità del mondo universitario e la pluralità di ulteriori figure (interne ed esterne) che operano quotidianamente nell’ambito delle strutture didattiche, di ricerca e amministrative, l’Ateneo si sta facendo parte diligente insieme all’AOUP “Paolo Giaccone”, per includere anche tali ulteriori figure nella vaccinazione promossa.
(ITALPRESS).

Mafia, clan catanese gestiva scommesse on line per 32 mln

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CATANIA (ITALPRESS) – Era sulla piattaforma di gioco on Line denominata ‘Raisebet24.com’ che il clan Santapaola-Ercolano faceva affari con le scommesse illegali. È quanto ricostruito dai finanzieri di Catania che hanno arrestato 14 persone (12 in carcere e due ai domiciliari) e disposto l’interdizione per altre nove persone. Tra gli indagati raggiunti dalla misura cautelare ci sono i fratelli Carmelo e Giuseppe Placenti, già arrestati a novembre 2018 con l’operazione ‘Revolution Bet’, affiliati del gruppo di Lineri (frazione di Misterbianco) del clan. Inchiesta che portò allo scioglimento del Comune di Misterbianco per mafia. La piattaforma di gioco non autorizzata a operare in Italia era di proprietà di una società maltese per nascondere il legame con il territorio nazionale e le connessioni con la criminalità organizzata. È stata poi organizzata, sempre a cura dell’associazione criminale, la raccolta illegale di scommesse da banco sull’intero territorio nazionale, attraverso una rete di agenzie,collegate, quali centri di trasmissione dati, alla piattaforma di gioco. Le indagini hanno permesso di accertare che solo una parte minimale delle scommesse avveniva on line, mentre la maggior parte delle puntate è stata fatta in presenza e pagate in contanti.

L’analisi dell’operatività del sito internet – verso cui affluivano tutte le puntate – ha permesso di evidenziare che il totale della raccolta delle scommesse è stata pari a 32 milioni di euro, mentre la società maltese, che in realtà ha operato come stabile organizzazione sul territorio nazionale, ha evaso le imposte sui redditi per oltre 30 milioni di euro. Gli importi delle scommesse, raccolte dalle varie agenzie sul territorio nazionale, e i proventi dell’evasione, complessivamente pari a oltre 62 milioni di euro sono poi affluiti nei conti della società maltese e, da lì, ulteriormente riciclati nell’acquisito di terreni, fabbricati, società in Italia (Puglia ed Emilia-Romagna) e in Germania.
Durante le perquisizioni i finanzieri hanno sequestrato quasi 180 mila euro in contanti, nascosti nel doppio fondo di un’autovettura. Sequestrato anche il rilevante patrimonio dell’associazione: disponibilità finanziarie, disponibili su conti correnti in Italia, Malta e Polonia, per un valore di 62 milioni di euro, fabbricati e terreni in Emilia Romagna e Puglia, una società in Germania, operante nel settore della ristorazione,
per un valore complessivo di 80 milioni di euro.
(ITALPRESS).

Orlando al Governo: “Adesso risorse al Sud, basta con l’alibi mafia”

PALERMO (ITALPRESS) – “In Sicilia, nel Mezzogiorno, la criminalità non è più al potere: non c’è più alcun alibi per giustificare le disuguaglianze”. Lo ha scritto nero su bianco, in una lettera al premier Mario Draghi, il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, come riporta il quotidiano la Repubblica.
“La criminalità c’è a Palermo, come a Roma e a Milano, e in nessuna di queste città è al potere – evidenzia Orlando -. Oggi chi non vuole sostenere il Sud deve avere il coraggio di non usare aggettivi: è contro il Meridione, e non perchè il Sud è mafioso. E’ vero invece il contrario: se non arrivano i soldi si favorisce il malaffare, perchè se dal malato non arriva il medico arriverà lo stregone, lo stesso che al Nord rileva con pochi spiccioli le fabbriche in crisi”.
“L’Italia di oggi – secondo il sindaco di Palermo e presidente dell’Anci Sicilia – è la Germania del 1989, quando cadde il Muro. Il cancelliere Kohl unificò due mondi. La stessa sfida che tocca oggi a Draghi”. “Sento molto parlare del grande Nord e ne sono contento: ma è un Nord che ha i piedi d’argilla se non c’è un Sud che avanza – aggiunge -. Se Milano è la città più europea d’Italia, Palermo è la più mediterranea”.
“C’è un divario di cittadinanza – sottolinea Orlando -. Chi abita nel Mezzogiorno non ha gli stessi diritti nè gli stessi servizi di chi vive al Nord: asili e mense, strade e ferrovie. All’Europa che dice di colmare le distanze verrebbe da rispondere: fate pagare meno tasse al Sud. Ma io credo che un modello da seguire ci sia”. E per il sindaco di Palermo è “quello sanitario: l’Italia ha un livello di assistenza che funziona, anche se poi il centralino dell’ospedale è in tilt e il medico arriva in ritardo. Possiamo pensare di applicare lo stesso modello ad altri settori, fissando uno standard minimo compatibile con il tempo che viviamo e con le risorse che abbiamo? Tutti i bambini hanno diritto al tempo prolungato e alla mensa a scuola: poi la Regione ricca darà per pranzo il salmone e la più povera la sardina”. In merito al Recovery fund, “io sono certo che le risorse arriveranno grazie all’autorevolezza di Draghi – dice -. Ma mi chiedo: riusciremo a spenderle entro sei anni, che è oggi il tempo medio in Italia per aggiudicare un appalto? L’Europa chiede riforme: ma quali? Sono prioritarie quelle elettorali o quelle per progettare e realizzare le opere? Serve un provvedimento urgente di semplificazione. E un alleggerimento immediato dei vincoli del patto di stabilità per i Comuni, che non possono spendere i soldi che hanno”.
(ITALPRESS).