PALERMO (ITALPRESS) – Sono 362 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, 186 meno di ieri quando furono 548. Un calo dovuto in parte alla diminuzione del numero di persone sottoposte a tampone, che nelle ultime 24 ore sono state 3.252, quasi la metà delle 6.390 del giorno precedente. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino del Ministero della Salute appena pubblicato. Sono tre, invece, le vittime dell’ultima giornata con il totale dei decessi dall’inizio della pandemia che sale a quota 368. Il totale dei positivi attuali è pari a 7.019, dei quali 6.426 in isolamento domiciliare. I ricoverati in ospedale con sintomi sono 521. Sono invece 72 i pazienti ricoverati in terapia intensiva.
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In Sicilia 362 nuovi casi di coronavirus e 3 vittime
Ballottaggi in Sicilia, bassa l’affluenza al 40,13%
PALERMO (ITALPRESS) – Bassa l’affluenza per i ballottaggi nei quattro comuni chiamati al voto, ieri e oggi, in Sicilia. Alle urne, chiuse alle 14, si è recato il 40,13% dei votanti, -17,91% rispetto al 58,04% del primo turno.
Ad Agrigento la percentuale dei votanti è stata del 42,62% (-20,37%), a Carini del 32,05% (-14,53%), ad Augusta del 42,95% (-18,84%) ed a Floridia del 43,68% (-17,80%).
Le operazioni di scrutinio hanno avuto inizio subito dopo il completamento delle operazioni di voto.
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Unipa, ritrovata la tesi di laurea di Gesualdo Bufalino
PALERMO (ITALPRESS) – Durante i lavori di trasferimento del materiale custodito nell’Archivio Storico di Ateneo dell’Università di Palermo nei nuovi locali del convento seicentesco di Sant’Antonino è stata ritrovata la copia destinata alla Segreteria della tesi di laurea di Gesualdo Bufalino (1920-1996). Il dattiloscritto di 90 pagine reca sul frontespizio il titolo Gli studi di archeologia e la formazione del gusto neoclassico in Europa (1738 – 1829) e l’indicazione dell’anno accademico 1945-1946. In realtà lo scrittore comisano si sarebbe laureato a Palermo nel marzo del 1947, dopo avere ripreso gli studi intrapresi a Catania e interrotti bruscamente per la chiamata alle armi, sotto la guida del noto antifascista toscano Silvio Ferri (1890-1978), che dal 1° dicembre del 1940 insegnava archeologia nell’Ateneo palermitano.
Nel titolo del dattiloscritto sono già riconoscibili i segni della più autentica cifra letteraria dell’autore di Diceria dell’untore, pubblicato nel 1981 ma pensato negli anni e negli ambienti in cui Bufalino era impegnato nella stesura della propria tesi di laurea – commenta il professore Mario Varvaro, delegato del Rettore all’Archivio Storico di Ateneo – La tesi si annuncia come l’incunabolo del gusto per la rievocazione e il recupero di ciò che è stato, proprio di uno scrittore educato e cresciuto al culto della memoria intesa come ‘spontaneo sortilegio di ombre cinesi, teca di magiche epifanie, cinematografo di larve dissepolte dalla sabbia del tempò (Museo d’ombre). In questo, l’archeologo e lo scrittore sono simili: entrambi restituiscono luce all’ombra, rinominano i segni muti del passato e lo fanno rivivere nel sortilegio della teogonia dell’essere. Lo studio di questo unico esemplare finora noto della tesi di laurea di Bufalino – continua – potrà gettare luce dunque sulla scaturigine più antica dell’autentica cifra della sua scrittura, che si rispecchia nella centralità del tema della memoria come racconto del ricordo e della parola come Riessere, come miracolo del Bis (Cere perse), come analgesico contro la tentazione del nulla”. “Una coincidenza davvero singolare, questa del ritrovamento della tesi di laurea di Bufalino, se si considera che cade proprio nel centenario della nascita dello scrittore, e che mostra ancora una volta la vitalità di un luogo della memoria e dell’identità come l’Archivio Storico sul quale la governance dell’Università di Palermo è tornata in questi ultimi anni a investire, con convinzione, risorse ed energie. E’ questa – conclude – senza dubbio un’occasione feconda per la comunità scientifica di studiosi e di lettori dell’opera di Bufalino, per riscoprire l’europeismo e l’originalità di uno scrittore d’eccezione che ha fatto della biblioteca e del dialogo con le voci dei libri la metafora più eloquente della propria attività letteraria”.
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Ballottaggi in Sicilia, si vota in 4 comuni tra cui Agrigento
PALERMO (ITALPRESS) – Urne aperte dalle 7 in Sicilia per i ballottaggi. Si vota oggi e domani in quattro comuni: Agrigento, unico capoluogo di provincia; Carini, nel Palermitano; Augusta e Floridia nel Siracusano.
Nella città dei Templi a contendersi la poltrona di primo cittadino sono il sindaco uscente Lillo Firetto, sostenuto da liste di centro, che al primo turno ha ottenuto il 27,8% dei consensi, e Franco Miccichè, appoggiato da Vox e liste civiche, che ha ottenuto il 36,6% dei voti.
A Carini la sfida è tra l’uscente Giovì Monteleone del centrosinistra, che ha ricevuto il 37,5% delle preferenze, e Totò Sgroi del centrodestra, che ha ottenuto il 33,5% dei consensi.
Ad Augusta la contesa è tra l’ex sindaco Pippo Gulino che ha conquistato il 31,4% delle preferenze e Giuseppe Di Mare che si è fermato al 27,1%.
A Floridia il duello sarà tra Marco Carianni che ha ottenuto il 26,1% dei voti, sostenuto da liste civiche, e Salvo Burgio, che ha conquistato il 17,2% dei consensi, sostenuto da FdI e lista civica.
I seggi saranno aperti, oggi, fino alle 22; domani dalle 7 alle 14. Durante le operazioni di voto saranno pubblicate, così come per il primo turno, quattro rilevazioni sull’affluenza degli elettori al voto; alle 12,30, alle 19,30 e alle 22,30 di oggi; e alle 15,30 di lunedì.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio domani, subito dopo il completamento delle operazioni di voto.
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In Sicilia 475 nuovi casi di covid e 2 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – Sono 475 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia. Nelle ultime 24 ore sono stati anche registrati due decessi che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 362 da inizio pandemia. Secondo quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile di oggi, i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 5.739, per un totale 589.079 da inizio emergenza. Il numero degli attualmente positivi segna 6.281(+347), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 479 e i ricoverati in terapia intensiva 61. In isolamento domiciliare ci sono 5.741 persone. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono ad oggi 5.101.
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Avvocati tributaristi, il 23 ottobre convegno Uncat
Giorno 23 ottobre, alle ore 9,30, in videoconferenza sulla piattaforma Zoom, si terrà il Convegno sul tema “20 anni dello statuto dei diritti del contribuente. E’ il tempo della riforma tributaria?” organizzato dall’Uncat e dalle Camere siciliane insieme all’Assessorato per l’Economia della Regione Siciliana. A venti anni dall’entrata in vigore dello Statuto dei Diritti del contribuente ci si interroga sui tempi di una riforma tributaria che appare sempre più urgente. Dopo i saluti di Gaetano Armao, Vice Presidente della Regione Siciliana, Antonio Damascelli Presidente Uncat, Daniele Vitello, Presidente Cat Agrigento e Giuseppe Sapienza, Presidente Cat Catania, interverranno: Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Francesco Tundo, Docente di Diritto Tributario dell’Università di Bologna, Benedetto Mineo, Dirigente Generale dell’Assessorato per l’Economia delle Regione Siciliana, Renato Torrisi, Vice Presidente Uncat e Andrea Parlato, Decano dei Tributaristi Italiani. Introdurrà l’incontro Angelo Cuva, Docente di Diritto Tributario dell’Università di Palermo e Vice Presidente Uncat. Modera Marino Longoni, Direttore di Italia Oggi Sette. L’evento è accreditato per la formazione professionale degli Avvocati e dei Dottori commercialisti ed esperti contabili.
Mafia, approvata da 190 nazioni risoluzione “Falcone”
PALERMO (ITALPRESS) – Ci sono le idee e le intuizioni di Giovanni Falcone, il suo metodo investigativo, la sua visione della lotta alle mafie nella risoluzione italiana approvata all’unanimità, a Vienna, dalle 190 nazioni che hanno partecipato alla Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale (Convenzione di Palermo). Delegazioni diplomatiche di tutto il mondo, esponenti delle istituzioni e della società civile, ong tra le quali la Fondazione Falcone, per quattro giorni, sotto l’egida dell’Unodc (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), hanno discusso dello stato della lotta alle mafie nel mondo e di come migliorare e rendere più efficace la Convenzione di Palermo, il primo strumento legislativo universale contro la criminalità organizzata transnazionale ratificato nel 2000 e fortemente voluta dal magistrato ucciso dalla mafia il 23 maggio del 1992 a Capaci.
Nella risoluzione si rende un “omaggio speciale al giudice Giovanni Falcone, il cui lavoro e sacrificio ha aperto la strada all’adozione della Convenzione” e si afferma “che la sua eredità sopravvive attraverso l’ impegno globale per la prevenzione e la lotta alla criminalità organizzata”. E’ la prima volta che in una risoluzione internazionale si fa riferimento al contributo di una singola personalità.
La delegazione italiana era costituita dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dall’ambasciatore italiano Alessandro Cortese, dal consigliere giuridico Antonio Balsamo, e dal primo segretario Luigi Ripamonti.
“Giovanni Falcone credeva fermamente nella necessità di creare un fronte comune, una mobilitazione mondiale contro le mafie – dice Maria Falcone, sorella del giudice ucciso a Capaci e presidente della Fondazione che del magistrato porta il nome. Al centro della sua visione c’è sempre stata la necessità di investire sulla cooperazione internazionale nel contrasto al crimine organizzato. Nella risoluzione approvata a Vienna, frutto del prezioso lavoro del nostro Paese, sono recepite molte delle sue idee: dalla necessità di colpire i patrimoni illegali e di seguire i flussi di denaro, al potenziamento della cooperazione giudiziaria internazionale, alla costituzione di pool investigativi comuni a più Stati che potrebbero essere decisivi nella lotta alle organizzazioni transnazionali di trafficanti di uomini. Quello raggiunto alla Conferenza delle Parti è un traguardo di cui essere orgogliosi”.
Tra i “suggerimenti” indicati nel documento italiano agli Stati: l’adozione delle misure patrimoniali – sequestri e confische – che dal 1982 in Italia si rivelano uno strumento utilissimo nella lotta ai clan, l’uso sociale dei beni tolti alle mafie, l’invito alla costituzione di corpi investigativi comuni che facciano uso delle più moderne tecnologie, l’estensione della Convenzione di Palermo a nuove forme di criminalità come il cybercrime e i reati ambientali ancora non disciplinati da normative universali e il potenziamento della collaborazione tra gli Stati, le banche e gli internet providers per il contrasto alla criminalità transnazionale.
La Convenzione di Palermo, che il 15 novembre compirà 20 anni, è l’unico strumento legalmente vincolante a livello mondiale contro la criminalità organizzata transnazionale. La ratifica da parte di 190 Paesi segnò un traguardo importantissimo nella lotta alle mafie e l’avverarsi del sogno di Giovanni Falcone che dagli anni 80 aveva compreso il rischio che la criminalità organizzata diventasse un problema globale l’importanza di un impegno corale degli Stati.
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Università di Palermo, laurea honoris causa a Tommaso Dragotto
PALERMO (ITALPRESS) – “Non voglio paragonare la laurea normale ad una honoris causa, ma quest’ultima è per chi ha fatto una vita di lavoro. Nel mio caso 57 anni che sono tanti, ma ancora non ho finito. Sarò sempre all’avanguardia fino alla fine”. Lo ha affermato il presidente di Sicily by Car, Tommaso Dragotto, cui l’Università di Palermo ha deciso di conferire la laurea honoris causa in Scienze Economico-aziendali. “L’emozione c’è, sono felicissimo perchè si premia una persona che ha dato tanto alla Sicilia e all’Italia. Diamo lavoro a 250 famiglie di cui la maggior parte siciliane – ha aggiunto -. I giovani? Non so se la mia vita può esser da insegnamento, però io penso di sì. Credo che i giovani devono cercare di fare meglio di quello che ho fatto. Sicuramente non sarà semplice, però è possibile farlo”.
“La laurea honoris causa è sempre un momento di grande festa per l’ateneo. E’ il momento in cui riconosciamo una figura importante come Tommaso Dragotto, che potremo quindi annoverare tra i laureati Unipa”, ha sottolineatore il rettore, Fabrizio Micari, in occasione della cerimonia.
“Questa è una laurea diversa rispetto alle precedenti, stiamo dando una laurea ad un gigante dell’imprenditoria. E’ una figura imprenditoriale difficile da trovare nel territorio siciliano – ha sottolineato Micari -. E’ una persona che ha costruito un impero economico parte di praticamente dal nulla che è diventato anche estremamente moderno in tutti i suoi aspetti, riuscendo a creare lavoro. Per questo motivo è giusto che venga dato questo riconoscimento”.
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