PALERMO (ITALPRESS) – Hanno preso il via le attività di ricerca di SEArcularMINE, primo progetto in cui l’Università degli Studi di Palermo svolge il ruolo di coordinatore generale nell’ambito del programma Horizon 2020.
Un finanziamento di circa 6 milioni di euro da parte della UE consentirà ad UniPa di coordinare le attività di un consorzio di 12 partners tra università, istituti di ricerca, PMI e multinazionali di 9 differenti paesi Europei e del bacino del Mediterraneo. Il progetto vedrà anche la partecipazione dello spin-off accademico ResourSEAs SrL, che mira ad implementare l’idea di business che, già nel 2017, era stata votata come migliore idea di start-up innovativa in occasione del Premio Nazionale dell’Innovazione.
“Il progetto ha come obiettivo l’implementazione a scala prototipale di un innovativo processo integrato volto al recupero di energia e materie prime critiche per la UE, come magnesio, litio, rubidio ed altri elementi in tracce, da salamoie di scarto provenienti dalle saline del bacino mediterraneo” spiega il professore Andrea Cipollina, responsabile scientifico del progetto.
“La qualità della ricerca di UniPa è confermata dal ruolo di coordinatore di questo importante progetto, indubbiamente un riconoscimento di prim’ordine di cui siamo orgogliosi – sottolinea il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari – Il nostro Ateneo partecipa ad oltre 45 progetti di ricerca nell’ambito del progetto Horizon 2020”.
L’inizio del progetto segna il raggiungimento di un altro importante traguardo dell’Università di Palermo sul fronte dello sviluppo di tecnologie per la valorizzazione di salamoie di scarto, portando all’implementazione su scala pilota dei risultati delle ricerche che già da anni il gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria porta avanti sotto la guida del professore Giorgio Micale e dei professori Michele Ciofalo, Andrea Cipollina (coordinatore del progetto SEArcularMINE) ed Alessandro Tamburini (CEO di ResourSEAs).
Il primo settembre prenderanno il via altri due progetti Horizon 2020 che mirano allo sviluppo di tecnologie per il riutilizzo di salamoie di scarto da dissalazione, con la realizzazione di un impianto pilota anche sull’isola di Lampedusa.
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UniPa, Al via il progetto di ricerca europeo “SEArcularMINE
Mafia gestiva scommesse sportive, otto arresti a Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Le mani della mafia sulle scommesse sportive. La Guardia di Finanza ha arrestato otto persone con l’accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. In cinque sono finiti in carcere, tre agli arresti domiciliari, mentre per altre due persone è stata
applicata la misura del divieto di dimora nel Comune di Palermo.
Il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo: dell’intero capitale sociale e del relativo complesso aziendale di 8 imprese, con sede in Sicilia, Lombardia, Lazio e Campania, cinque delle quali titolari di concessioni governative cui fanno capo i diritti per la gestione delle agenzie scommesse.
Nove tra Palermo, Napoli e provincia di Salerno per un valore complessivo stimato in circa 40 milioni di euro.
I finanzieri di Palermo, Milano, Roma, Napoli e Salerno, stanno inoltre effettuando decine di perquisizioni.
Le indagini svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, esami dei flussi finanziari, hanno consentito, secondo chi indaga, di fornire una dimostrazione della sistematica ricerca del potere economico da parte di “Cosa Nostra”, con particolare riferimento all’acquisizione del controllo del lucroso settore economico della gestione dei giochi e delle scommesse sportive.
Negli anni gli indagati hanno acquisito la disponibilità di un numero sempre maggiore di licenze e concessioni per l’esercizio della raccolta delle scommesse, fino alla creazione di un “impero economico” costituito da imprese – formalmente intestate a prestanomi compiacenti che complessivamente nel tempo sono giunte a gestire volumi di gioco per circa 100 milioni di euro.
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Mattarella “Giornale di Sicilia testata storica legata al territorio”
“Il Giornale di Sicilia è una delle testate più antiche del panorama editoriale del nostro Paese, testimonianza della feconda vivacità culturale dell’Isola. I suoi 160 anni costituiscono una ricorrenza significativa non soltanto per la redazione, per il direttore, per l’editore, per chi lavora all’impresa, per chi vi ha lavorato e per i suoi lettori, ma per tutto il giornalismo italiano, che ha nel radicamento territoriale una sua matrice vitale. La nascita del Giornale di Sicilia è legata allo spirito risorgimentale e al processo storico che portò all’unità d’Italia. Una unione profonda con Palermo e il territorio regionale, con la vita dei siciliani, con i loro problemi e le loro aspirazioni, nella forte coscienza di essere italiani, partecipi di un destino comune, portando allo sviluppo del Paese il contributo indispensabile della Sicilia e del Mezzogiorno”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un intervento sul quotidiano siciliano per i 160 anni della nascita. “Questo anniversario cade in un contesto inedito, potremmo dire inimmaginabile fino a pochi mesi or sono: dopo aver combattuto la battaglia più dura contro una pandemia temibile, che ha seminato morti e sofferenze, e che ha bloccato tante attività, siamo ora incamminati sulla strada della ripresa. Ma occorre essere prudenti, usare cautela per evitare di vanificare i risultati ottenuti grazie alla responsabilità e al sacrificio di cui siamo stati capaci. Se questa condizione ci porta ancora a dover compiere qualche rinuncia, tutt’altro che ridotta è invece la responsabilità del mondo della cultura – e in esso del sistema dell’informazione – nel pensare, progettare, preparare il domani”, osserva il capo dello Stato. “Un domani che è già cominciato. Un domani che non sarà il semplice ritorno alla quotidianità di prima, ma che diventerà tanto più proficuo per gli italiani quanto più saremo capaci di innovare, di colmare squilibri antichi, di accrescere le opportunità delle generazioni più giovani. Il giornalismo e la cultura della Sicilia e del Mezzogiorno si trovano a svolgere un ruolo, se possibile, ancora più impegnativo per contribuire, in questa stagione di cambiamento, a promuovere uno sviluppo sostenibile ed equo, per una società fortemente ancorata a principi di legalità. Anche l’informazione – sottolinea Mattarella – esce cambiata dalla pandemia: la carta stampata – e in genere tutto il comparto dell’editoria – affronta oggi un tornante assai arduo, che ne aggrava le difficoltà nel processo di trasformazione in atto. La ricchezza, il pluralismo dell’informazione sono parte integrante e irrinunciabile di quel principio di libertà, che è alle fondamenta della nostra Costituzione e della nostra vita civile e democratica. In questo panorama un ruolo essenziale appartiene alla editoria locale, la più legata alle comunità territoriali. Vogliamo guardare con fiducia al domani, e alle straordinarie opportunità che le nuove tecnologie ci offrono, ma al tempo stesso intendiamo entrare nel tempo nuovo con i valori che costituiscono la spina dorsale del nostro modello sociale”, conclude il presidente della Repubblica.
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Lampedusa, Provenzano “Lo Stato non si lascia intimidire”
LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Il Ministro per il Sud, Peppe Provenzano ha trascorso un’intera giornata a Lampedusa per osservare da vicino il momento di grave tensione che si respira sull’isola. Provenzano, insieme al vicepresidente della Commissione LIBE al Parlamento Europeo, Pietro Bartolo, e al sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, ha visitato l’hotspot che accoglie i migranti giunti dalle coste del Nord Africa. Nel pomeriggio Provenzano e Bartolo si sono recati alla porta d’Europa, opera dell’artista Mimmo Paladino, “impacchettato” nei giorni scorsi in segno di protesta contro gli sbarchi nelle coste lampedusane. Il Ministro sta inoltre incontrando, in due distinti momenti, l’amministrazione comunale e gli imprenditori dell’Isola per ascoltare le difficoltà legate al rilancio del turismo dopo il lockdown imposto dalla pandemia.
“Sono venuto a Lampedusa – ha dichiarato il Ministro Provenzano – per portare la vicinanza delle istituzioni a una comunità offesa da questi gesti, una comunità che ha tenuto alti in questi anni l’onore e la dignità dell’Italia intera e dell’Europa. Lo Stato non si lascia intimidire da questi gesti, la magistratura assicurerà i colpevoli alla giustizia. Ma lo Stato italiano ha un debito nei confronti di quest’isola, che deve essere riconosciuto con vicinanza, attenzione, soprattutto in questa fase difficile di ripartenza. Anche Lampedusa deve ripartire, assicurando collegamenti e condizioni di sicurezza e vivibilità a chi viene da fuori, e a chi ci vive ogni giorno. Quest’Isola deve tornare a splendere. Questa è un’isola di luce, non l’isola dei roghi”.
Ancora, a proposito dei gravi incendi che la scorsa notte hanno coinvolto i siti di stoccaggio delle imbarcazioni dei migranti, Bartolo ha ribadito come si sia trattato di un “gesto vile e inaccettabile che non fa parte della storia di Lampedusa e dei lampedusani”.
“Noi chiediamo – ha aggiunto Bartolo – che ci sia un’attenzione particolare per questo clima di tensione che si respira sull’isola e ci rincuora la risposta immediata del governo, che nella persona del Ministro Provenzano, ha voluto essere vicino al disagio dei lampedusani che vogliono semplicemente ripartire, lavorare con dignità e rialzarsi sulle proprie gambe”.
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In Sicilia un solo caso di Coronavirus e nessun decesso
PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 160.639 (+2.771 rispetto a ieri), su 136.155 persone: di queste sono risultate positive 3.448 (+1), mentre attualmente sono ancora contagiate 872 (-7), 2.300 sono guarite (+8) e 276 decedute (0). E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Degli attuali 872 positivi, 60 pazienti (-3) sono ricoverati – di cui 6 in terapia intensiva (0) – mentre 812 (-4) sono in isolamento domiciliare.
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Confintesa Sanità, Federazione festeggia 5 anni di attività
PALERMO (ITALPRESS) – “Cinque anni sono passati dal primo congresso nazionale in cui nasceva la Federazione Confintesa Sanità. Oggi, per la nostra Federazione è un giorno importante, il 5 giugno del 2015 nasceva infatti con un congresso democratico e partecipato”. Così il segretario nazionale Confintesa Sanità, Domenico Amato, in merito ai primi cinque anni dalla nascita della Federazione.
“Avrei voluto festeggiare questa giornata con un evento, ma le circostanze, per ovvi motivi, non me lo hanno consentito, ma naturalmente ci rifaremo il prossimo anno – aggiunge -. Voglio ringraziare uno ad uno quelli che hanno creduto a questo progetto e con un pizzico di amarezza pure quelli che non ci hanno creduto, ma che all’inizio erano i paladini di questa nuova realtà, diventata importante nel cotesto Nazionale. Voglio ricordare, inoltre, tutti i successi ottenuti in questi anni, come la stipula per adesione dei Ccnl Aris ed Aiop, e la rappresentatività cresciuta in maniera esponenziale in varie strutture. Voglio inoltre ricordare l’espansione che vi è stata sul territorio nazionale anche rispetto a quel primo Consiglio Nazionale, dove già vi erano esponenti di Confintesa Sanità della Lombardia, del Piemonte a cui si sono recentemente aggiunti il Lazio e l’Emilia Romagna, la Calabria e il Veneto”. “Questi primi 5 anni – sottolinea – li voglio dedicare a una persona cara che non c’è più, che si è speso e ha dato tanto al nostro sindacato, il dottore Franco Baldi”.
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Disabili, governo Musumeci approva piano da 38 milioni
PALERMO (ITALPRESS) – Un Piano da 38 milioni di euro per le non autosufficienze a favore delle persone affette da disabilità gravissima e grave. Lo ha approvato il governo Musumeci, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone. In particolare, si legge in una nota, metà delle risorse verrà destinata ai disabili gravissimi, comprese le persone affette da Sla e con stato di demenza molto grave. Mentre la parte restante è per i disabili gravi: 4 milioni di euro andranno all’Oasi di Troina per interventi complementari all’assistenza domiciliare e 15 milioni per l’adozione di Piani personalizzati.
Tra i servizi che potranno essere finanziati: l’attivazione o il rafforzamento del supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia attraverso l’incremento dell’assistenza domiciliare, anche in termini di assistenza tutelare e personale per favorire l’autonomia e la permanenza a domicilio; la previsione di un supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia sia con trasferimenti monetari che con interventi complementari all’assistenza domiciliare a partire dai ricoveri di sollievo in strutture socio sanitarie.
Il cinquanta per cento delle risorse sarà destinato ai minori gravissimi e gravi. Ai fondi accedono, oltre ai disabili gravissimi, i disabili gravi non autosufficienti ai sensi del comma 3 articolo 3 della legge 104/92 che contestualmente siano in possesso di indennità di accompagnamento erogata dall’Inps.
“Dopo avere recuperato a dicembre scorso circa 63 milioni di euro relativi ai trasferimenti del ministero delle Politiche sociali relativamente alle annualità 2016 e 2017 – ha dichiarato l’assessore Scavone – la giunta ha programmato le risorse del 2018, mentre per il 2019 stiamo attendendo una integrazione delle risorse (in atto per la Sicilia 47 milioni) del Fondo nazionale per la non autosufficienza prevista nel decreto rilancio”.
I dettagli del Piano e la programmazione triennale verranno definiti dal Tavolo tecnico di co-progettazione con il terzo settore e le forze sociali.
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Coronavirus, Musumeci “Abbiamo vinto la battaglia, non la guerra”
LEONFORTE (ENNA) (ITALPRESS) – “La linea del rigore e della fermezza sul Covid-19 alla fine ha pagato. Enna è la provincia più colpita in Sicilia, abbiamo dovuto dichiarare due zone rosse. Oggi sappiamo che quella brutta esperienza è passata. Ma a dobbiamo sapere che è la battaglia che abbiamo vinto, non la guerra”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, al termine della sua visita all’ospedale Ferro Branciforti Capra di Leonforte con l’assessore Ruggero Razza, dove è stato accolto dal sindaco Carmelo Barbera, dagli assessori e dalle autorità sanitarie.
“Ora dobbiamo sperare che gli scienziati riescano a trovare prima possibile il vaccino – ha aggiunto – così ci liberiamo da questo incubo. Noi avevamo già tanti problemi prima dell’epidemia e questo non ci voleva. Ora l’economia rischia di essere la nuova epidemia da affrontare”.
Su una possibile nuova ondata di contagi a settembre, Musumeci ha sostenuto che la Sicilia non si farà trovare impreparata. “Abbiamo capito che bisogna rivedere il sistema sanitaro regionale – ha sottolineato – che era stato concepito senza tenere conto del rischio di eventuali calamità. Riguardo all’ospedale di Leonforte, serve qualche potenziamento strumentale soprattutto nella diagnostica e serve personale specializzato, ma purtroppo non riusciamo a trovarne, ma il problema riguarda tutte le regioni d’Italia”.
(ITALPRESS).












