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Al Sicilia Jazz Festival protagonista l’Orchestra Jazz Siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Al Sicilia Jazz Festival 2024 protagonista l’Orchestra Jazz Siciliana con i big del panorama internazionale.
Tra gli ospiti stelle internazionali come Arturo Sandoval, Arisa, Ron Carter, Noemi, Veronica Swift, Philip Lassiter, Cory Henry, Take 6. Ampio spazio anche ai Conservatori presenti anche quest’anno con svariate esibizioni i dipartimenti jazz dei conservatori ‘Alessandro Scarlattì di Palermo, ‘Arcangelo Corellì di Messina, ‘Antonio Scontrinò di Trapani, ‘Arturo Toscaninì di Ribera e l’Istituto superiore di Studi di Musica ‘Vincenzo Bellinì di Catania, protagonisti con le classi di jazz e le loro orchestre al Ridotto dello Spasimo, allo Steri e al Real Teatro Santa Cecilia.
‘Carissimi fan italiani e tutti coloro che si trovano a breve distanza dall’Italia, il 25 giugno 2024 farò una tappa di appena un giorno nella bellissima città di Palermo per suonare al Teatro di Verdura. Con me sul palco ci sarà l’Orchestra Jazz Siciliana, una stimata big band italiana la cui storia risale ai primi anni ’70, quando fu fondata da Ignazio Garsia come Brass Group Big Band’ con queste parole, Ron Carter, monumento vivente della storia del jazz, annuncia la sua presenza al Sicilia Jazz Festival, che vedrà protagonista l’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, e che per la quarta edizione avrà in cartellone la presenza di stelle internazionali e Grammy Awards.
Dal 23 giugno al 7 luglio, per il quarto anno consecutivo dopo i grandi numeri delle precedenti edizioni, saranno realizzati diversi concerti, in totale 72 di cui 8 produzioni con la big band OJS, in scena in alcuni siti del centro storico tra i più affascinanti di Palermo e al Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo (XVIII Secolo).
Sono previste, quali peculiarità del festival, prime assolute di produzioni inedite appositamente commissionate, tanti concerti esclusivi con solisti di fama internazionale e le eccellenze dei conservatori siciliani costituite da altre big band e da tanti nostri giovani musicisti. Si susseguiranno così spettacoli tra big, musicisti non soltanto siciliani, maestri e giovani talenti dei conservatori della nostra Isola.
Il Festival, promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, la cui consulenza artistica e tecnica è stata affidata alla Fondazione The Brass Group, braccio operativo della Regione, istituito per legge, 1° febbraio 2006, n. 5, aprirà i battenti nel mese di giugno ma sono già online le prevendite della biglietteria. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group e i Conservatori di Musica del territorio regionale, e si pone come ulteriore obiettivo il coinvolgimento e la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche regionali, i musicisti del territorio e le maestranze locali.
Sull’iniziativa interviene l’assessore regionale al Turismo Sport e Spettacolo, Elvira Amata: ‘Ritornano a breve le forti emozioni musicali che per il quarto anno consecutivo il Sicilia Jazz Festival offrirà al grande pubblico e alla vasta platea di turisti grazie al ricco e pregevole calendario artistico e alla sinergia fortemente consolidata tra le diverse Istituzioni coinvolte nella organizzazione della rassegna.
Ancora una volta e con l’entusiasmo sempre più crescente assisteremo a concerti e spettacoli di altissimo livello artistico con protagonisti di fama internazionale. Una conferma dell’impegno fortemente voluto dal Governo regionale e dall’Assessorato che rappresento di consolidare e rafforzare gli strepitosi successi già registrati nelle precedenti edizioni, che fanno del Festival – possiamo affermarlo con orgoglio – un evento di punta del Calendario delle manifestazioni di questo Assessorato.
Voglio davvero augurare la migliore riuscita del Festival formulando, al contempo, alla Fondazione ‘The Brass Group’ il mio più vivo compiacimento per l’impegno costante, la collaborazione sempre profusa e per le scelte artistiche che attestano la rassegna come un’eccellenza internazionale della nostra offerta musicale e turistica in piena coerenza con la mission e le competenze dell’Assessoratò.
Un cartellone, quello del Sicilia Jazz Festival 2024, ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perchè la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici. E la musica sicuramente avvicina, unisce, inebria, conforta e riesce a far scoprire nuovi luoghi valorizzando il territorio e la storia come è già accaduto per le prime due edizioni del Sicilia Jazz Festival che grazie alle attività concertistiche dislocate lungo il centro storico della città, ha dato modo di far conoscere i luoghi e le caratteristiche turistiche della città.
La quarta edizione del Sicilia Jazz Festival vuole dare prevalenza alla scoperta dei luoghi per valorizzarli tutti nella loro pienezza storica e culturale perchè la musica è un linguaggio universale, da tutti compreso senza limiti di età e di genere, senza limiti di appartenenza e di razza. Nel cartellone scorrono così grandi nomi del mondo artistico internazionale che si esibiranno tutti con l’Orchestra Jazz Siciliana come Arturo Sandoval che inaugura il Festival il 23 giugno al Teatro di Verdura, ed ancora Ron Carter il 25 giugno, Philip Lassiter il 27 giugno, Arisa il 29 giugno, Noemi il 1° luglio, Cori Henry il 3 luglio, Veronica Swift il 5 luglio, i Take 6, con ben dieci Grammy Awards chiudono il SJF 24 il 7 luglio.
La musica jazz come strumento di rinascita e crescita culturale
Così il Sicilia Jazz Festival si afferma come uno dei più importanti festival mondiali. La musica jazz è lo strumento, sposato da 50 anni dal Brass Group, di sviluppo e di crescita del dialogo interculturale volto ad una rinascita territoriale. Con questo proposito viene ripetuta l’esperienza del Sicilia Jazz Festival, giunto già al quarto anno, la cui peculiarità è anche quella di essere l’unico festival nato durante la pandemia a dimostrazione che la musica e la cultura è simbolo di rinascita e forza interiore. Inoltre, il Sicilia Jazz Festival si vanta di essere una kermesse musicale con produzioni inedite e progetti esclusivi jazz rispetto a tanti altri festival mondiali.
Ricordiamo che grazie all’impegno dell’Ambasciatore di buona volontà dell’UNESCO e leggenda del Jazz, Herbie Hancock, il Jazz, è stato riconosciuto nel 2011 dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità, per condividere i valori di un genere musicale profondamente significativo. Un messaggio di creatività e riscoperta della propria identità che viene suonato con le note in JAZZ da tantissimi artisti e produzioni inedite musicali che rappresentano esclusive mondiali.
Saranno presenti anche quest’anno con svariate esibizioni i dipartimenti jazz dei conservatori ‘Alessandro Scarlattì di Palermo, ‘Arcangelo Corellì di Messina, ‘Antonio Scontrinò di Trapani, ‘Arturo Toscaninì di Ribera e l’istituto superiori di studi di musica ‘Vincenzo Bellinì di Catania. Oltre ai momenti musicali, sono previste delle presentazioni di libri e delle rappresentazioni video che avranno come tematica l’importanza della musica jazz quale strumento di espressione artistica e territoriale. Il SJF inoltre è sicuramente divenuto strumento di veicolazione della produzione di musica jazz siciliana quale volano turistico, culturale ed artistico della nostra terra, che vede protagonisti non solamente l’Orchestra Jazz Siciliana ma soprattutto gli studenti dei conservatori siciliani.
Talenti emergenti si esibiscono sui palchi storici della città di Palermo
Largo spazio, dunque, alle giovani leve che hanno la possibilità di esibirsi in uno dei palcoscenici più importanti che per la terza edizione si consacra tra gli eventi dell’estate come quello dei grandi numeri con un programma ricco di concerti di musicisti residenti e la presenza di stelle internazionali. Dal 23 giugno al 7 luglio, saranno realizzati più di un centinaio di concerti, di cui diverse produzioni orchestrali originali in scena in alcuni siti del centro storico di Palermo quali Palazzo Chiaramonte Steri, il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, il Real Teatro Santa Cecilia e il Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo.
Sono previste, quali peculiarità del festival, prime assolute di produzioni inedite appositamente commissionate, tanti concerti esclusivi con solisti di fama internazionale e le giovani eccellenze dei conservatori siciliani costituite da altre big band e da tanti allievi delle istituzioni musicali AFAM.
Un cartellone, quello del Sicilia Jazz Festival 2024, ancora una volta ricco e variegato con attività concertistiche continue e da vivere, perchè la musica è sinonimo di vita, crescita sociale, culturale e aggregazione per possibili sviluppi turistici ed economici ma anche uno spazio dedicato ai giovani dei Conservatori a cui va un particolare plauso per l’impegno costante nello studio della musica e per una affermazione di un futuro professionale di alto livello. E la musica sicuramente avvicina, unisce, inebria, conforta e riesce a far scoprire nuovi luoghi valorizzando il territorio e la storia come è già accaduto per le prime due edizioni del Sicilia Jazz Festival che grazie alle attività concertistiche dislocate lungo il centro storico della città, ha dato modo di far conoscere i luoghi e le caratteristiche turistiche della città.
-Foto ufficio stampa Sicilia Jazz Festival 2024-
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A Petralia Sottana inaugurato il primo ospedale di comunità

PALERMO (ITALPRESS) – “Il mio governo sarà sempre vicino a chi non ce la fa e ai più deboli, saremo sempre sensibili alle richieste di solidarietà, questo è il dovere delle istituzioni. Qui oggi si parla di medicina di prossimità, di ricoveri brevi o post intervento, di malati che, loro malgrado, si ritrovano ad appesantire il lavoro dei pronto soccorso e che qui, invece, potranno avere risposte di assistenza sanitaria adeguate ai loro bisogni». Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani all’inaugurazione del primo ospedale di comunità a Petralia Sottana, attivato dall’Asp di Palermo secondo le linee guida dell’Agenas, e ospitato al secondo piano del Presidio “SS. Madonna dell’Alto”. “Per la prima volta la riduzione delle liste d’attesa è un problema finito sul tavolo del governo nazionale e noi in Sicilia stiamo affrontando il tema con particolare attenzione e rigore. Abbiamo inserito nei contratti dei direttori generali l’obiettivo annuale della riduzione della lista d’attesa con un monitoraggio su base trimestrale, mentre sul fronte della carenza dei medici, stiamo lavorando a bandi rivolti a medici stranieri e al reclutamento in un paese dell’est europeo di oltre 100 medici”.
Abbiamo avviato la sperimentazione della casa di comunità al San Luigi di Catania e dell’ospedale di comunità oggi a Petralia – dice l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo – oltre all’attivazione delle Cot, le 12 Centrali operative territoriali. Anche grazie alla collaborazione fra l’assessorato della Salute e l’Agenas, che fornisce le linee guida, stiamo costruendo il nuovo modello territoriale dell’offerta di salute in ogni provincia, il tutto in una logica di sperimentazione per concretizzare il concetto di assistenza territoriale che è il modo migliore per garantire l’assistenza. Lo strumento del decreto ministeriale 77 ha permesso di dare alla Sicilia quello che in altre regioni si fa da molto tempo, ovvero un territorio in grado di rispondere in maniera congrua e adeguata al bisogno di salute e assistenza. Il rivolgersi agli ospedali in casi di non necessità ha determinato e determina quell’ingolfamento continuo delle strutture di pronto soccorso e le lunghe attese di ore ed ore che portano ulteriori disagi”. Alla cerimonia di inaugurazione della struttura sanitaria presenti oggi anche il dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, il dirigente generale del Dasoe, Salvatore Requirez, il direttore generale Asp Palermo, Daniela Faraoni, e i sindaci del comprensorio madonita.

– Foto: ufficio stapa Regione Siciliana –

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A Palermo gli Innogea Talks, focus sulla sanità del futuro

PALERMO (ITALPRESS) – Un tavolo di confronto sulla sanità del futuro alla luce dei recenti provvedimenti messi in campo dalla politica, purchè al centro vi siano strutture di qualità e prestazioni di livello: questo lo scopo del primo ‘Innogea Talks’, organizzato al Palermo Marina Yachting alla presenza di numerosi esponenti provenienti dal mondo delle istituzioni, della politica e della sanità.
Il titolo del talk, promosso da Innogea a vent’anni dalla sua istituzione, è ‘Qualità e sicurezza delle curè: una strada che tanto le strutture del territorio quanto il Servizio sanitario nazionale puntano a percorrere, utilizzando momenti di confronto come questo per tracciare insieme possibili soluzioni che abbiano come priorità il benessere dei cittadini.
L’evento è stato introdotto dal saluto del sindaco Roberto Lagalla, per tanti anni operativo in ambito sanitario con molteplici competenze: “Il sistema pubblico non sempre è in grado di sostenere la battaglia dell’innovazione. La sanità si è profondamente trasformata negli ultimi decenni, diventando una condizione sostenibile di benessere: non guardiamo alla salute in sè, ma alle sue condizioni di interazione con l’ambiente attraverso strategie di prevenzione. Oggi accanto alla qualità della prestazione medica e sanitaria bisogna avere un’organizzazione ottimale: confido che il governo regionale possa impiegare grandi energie e risorse per la tutela del comparto sanitario”.
Lagalla evidenzia poi come “l’attivazione di buone pratiche su modelli organizzativi e razionalizzazione della spesa diventano elementi fondamentali perchè il processo di avanzamento della sanità si possa consolidare. In Sicilia, in particolare, l’incertezza è legata a un piano di rientro risalente a 18 anni fa: è necessario un ripensamento e un adeguamento alla realtà attuale, ma al contempo servono certezze a livello nazionale per quanto riguarda l’applicazione dell’autonomia differenziata, quindi sulla possibilità di non avere arretramenti sul piano dei finanziamenti e del riconoscimento delle pari opportunità”.
Per il presidente di Innogea Marco Lampasona il miglioramento della qualità delle cure passa anche da appuntamenti come quello odierno, fatti di “confronto e condivisione di esperienze tra ospedali. Spero che in futuro possano esserci più omogeneità e uguaglianza nel Servizio sanitario nazionale, che spesso invece ha prestazioni ed esiti a macchia di leopardo: auspico inoltre che la concorrenza in ambito sanitario assuma sembianze completamente diverse dagli altri settori, al fine di raggiungere in un disegno armonico gli obiettivi di salute del nostro paese. Per vent’anni siamo stati al fianco degli ospedali di tutta Italia, riteniamo giusto che i cittadini abbiano accesso a cure uguali nell’intero territorio”.
Presente a Innogea Talks anche la presidente di Aiop Sicilia Barbara Cittadini, la quale solleva perplessità nei confronti del ddl concorrenza in quanto “penalizza le strutture di diritto privato. Se è finalizzato a misurare la qualità delle strutture mi chiedo perché questo avvenga per la componente di diritto privato e non anche per quella pubblica: è una normativa che nasce in contrasto con tutto ciò che regolamenta la componente privata e non prevede una programmazione sanitaria, né in termini di investimenti”.
Cittadini si sofferma poi sul problema delle liste d’attesa: “Il nostro paese non ha investito tantissimo in sanità durante la fase pandemica, soprattutto se si fa il confronto con realtà come Francia e Germania: già nel 2019, prima del Covid, denunciammo il problema delle liste d’attesa, poi nel 2021 è esploso e oggi ci troviamo ad affrontare la questione con risorse insufficienti”.
Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, rilancia invece le perplessità sull’autonomia differenziata, evidenziando come la posizione della Federazione nazionale dei Medici “è stata molto critica: ovviamente la accettiamo e ci adegueremo, ma presseremo parecchio per avere chiarezza su quali siano le responsabilità delle regioni. Vigileremo anche sulla qualità e sicurezza delle cure: in una regione che non ha bilanci floridi è quantomeno importante che si possa garantire un’assistenza adeguata a chiunque ne abbia bisogno”.
Altra questione delicata per Amato è la carenza di medici che, soprattutto in Sicilia, “è un problema serio, su cui non potremo assolutamente fare le nozze con i fichi secchi: chiediamo con forza che si possa rivedere la situazione dei nostri medici, sia del territorio sia ospedalieri, affinchè possano partecipare attivamente alla programmazione”.
All’appuntamento ha preso parte anche l’Associazione religiosa istituti sociosanitari (Aris) con il presidente nazionale Virginio Bebber e il presidente regionale Domenico Arena. Il primo sottolinea come “la sanità è un servizio e come tale deve mettere al centro l’uomo: la concorrenza va bene per offrire un servizio di massima qualità, ma non si smetta mai di considerare l’uomo come riferimento”.
Più netto il giudizio di Arena, secondo il quale “la concorrenza al nostro settore non serve, l’umanizzazione delle cure non deve mai essere messa in discussione: siamo aperti a un confronto con il ministero per le modifiche normative che possano migliorare il settore sanitario, non chiediamo la luna ma solo che si torni a dare giustizia a un settore fondamentale per l’Italia”.
In particolare, spiega, “sul decreto concorrenza abbiamo proposto un emendamento che chiedesse da un lato la soppressione della pubblicazione da parte delle regioni di criteri oggettivi di selezione, dall’altro la contrattualizzazione al posto della selezione dei soggetti privati chiamati a valorizzare le prestazioni sanitarie”.

– Foto xd8/Italpress –

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Ad Acireale Banco dell’Energia con JTI Italia, sostegno per 70 famiglie

ACIREALE (ITALPRESS) – Sostegno economico, percorsi formativi ad hoc e sostituzione degli elettrodomestici per le famiglie in condizioni di povertà energetica: arriva anche ad Acireale il progetto Energia in Periferia, promosso da Banco dell’energia, che darà sostegno a circa 70 famiglie del territorio in condizioni di vulnerabilità economica e sociale.
Gli interventi, realizzati sul territorio grazie al contributo di JTI Italia, fra i principali player del mercato italiano del tabacco e da sempre in prima linea sui temi della sostenibilità, e il coordinamento di Banco dell’energia in collaborazione con la ODV Società di S. Vincenzo Dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale, prevedono azioni concrete quali il pagamento delle bollette energetiche, emesse da qualunque operatore, la promozione di un percorso di formazione e di educazione all’efficienza e al risparmio energetico e la sostituzione degli elettrodomestici ad alto consumo per alcuni dei beneficiari, oltre alla partecipazione di alcuni volontari della Società di S.Vincenzo dè Paoli al corso per diventare TED – Tutor per l’Energia Domestica al fine di acquisire competenze che potranno essere messe al servizio delle famiglie in difficoltà.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Palazzo Municipale di Acireale, alla presenza del Sindaco della città Roberto Barbagallo e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, Politiche Sociali e Salute, Porti e Beni Demaniali Valentina Pulvirenti.
Intervenuti nel corso dell’inaugurazione anche Mons. Agostino Russo, Vicario Generale della Diocesi di Acireale; Silvia Pedrotti, Responsabile di Fondazione Banco dell’energia;
Alessandra Goretti, Corporate Affairs & Communication Manager di JTI Italia e Rosario Russo, Presidente della ODV Società di San Vincenzo Dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale.
“La costruzione di reti, la solidarietà e la collaborazione tra importanti aziende e il mondo del volontariato sono gli ingredienti di questo progetto” ha osservato il sindaco Roberto Barbagallo. “Questo progetto non si propone solo di dare un aiuto immediato e concreto, ma di migliorare in modo definitivo il futuro di tante famiglie del nostro territorio. A Banco dell’Energia, JTI Italia e alla Società di San Vincenzo De Paoli vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per il loro impegno”.
Il progetto, infatti, ha il supporto del Comune di Acireale nel sensibilizzare sul tema della transizione energetica nell’apertura di uno sportello Energia che possa affiancare cittadini e famiglie sulle tematiche della consapevolezza energetica. Preziosa anche la collaborazione sul territorio con la ODV Società di S. Vincenzo dè Paoli – Consiglio Centrale di Acireale, ente attuatore che ha già individuato gran parte dei beneficiari del progetto e continuerà l’attività in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Acireale.
L’iniziativa, avviata nel mese di aprile, avrà durata di circa otto mesi e prevederà una fase finale di misurazione dell’impatto e dell’efficacia dell’iniziativa al fine di replicare nuovi progetti nell’ambito dell’efficienza e della transizione energetica accessibile.
“Energia in Periferia Acireale” rinnova inoltre la partnership tra Banco dell’energia e JTI Italia, in continuità con quanto messo in campo nelle precedenti iniziative, come la tappa umbra del progetto. Oltre ai soggetti già citati, sono coinvolte nell’iniziativa anche figure accademiche, aziende private e istituzioni, in un’ottica di networking che permetta di dare un contributo tangibile e duraturo al contrasto della povertà energetica.
“Siamo orgogliosi di proseguire la collaborazione con JTI Italia, ed ampliare l’attività di Banco dell’energia in Sicilia, questa volta nella provincia di Catania. Si tratta di un segnale tangibile dell’efficacia di questo progetto che permette il sostegno dal punto di vista energetico alle famiglie vulnerabili o a rischio di scivolamento verso situazioni più gravi. Grazie a questa iniziativa, 70 famiglie del comune di Acireale avranno la possibilità di affrontare le spese dell’energia, e potranno disporre nelle proprie abitazioni di elettrodomestici maggiormente efficienti, di gran lunga meno impattanti sui consumi – questo l’intervento di Silvia Pedrotti, Responsabile di Banco dell’energia – E’ doveroso ringraziare le realtà che ci sostengono, come JTI Italia, e le associazioni come la ODV Società di San Vincenzo Dè Paoli, fondamentali nel dare concretezza ad obiettivi e mission della Fondazione”.
“Essere qui oggi, insieme al Banco dell’Energia, per un’iniziativa così importante ci rende estremamente orgogliosi – ha dichiarato Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs e Communication Director di JTI Italia. “Da sempre per noi di JTI, impegnarci attivamente nel sostegno alle comunità in cui operiamo rappresenta un elemento centrale della nostra filosofia aziendale e grazie a progetti come questi riusciamo a darne una concreta realizzazione. E’ quindi un piacere e un onore, dopo aver contribuito alla messa in opera di Energia in Periferia Umbria, progetto che ha dato supporto a numerose famiglie del territorio, rinnovare la nostra collaborazione anche qui ad Acireale”.
Energia in periferia rappresenta uno strumento molto importante, a maggior ragione in riferimento ai numeri della povertà energetica in Italia; un fenomeno che, secondo l’OIPE – Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, interessa il 7.7% della popolazione totale, pari a 2 milioni di famiglie a rischio scivolamento verso la vulnerabilità energetica, con un’impennata che in Sicilia arriva al 14.6%. L’iniziativa, già attiva a livello nazionale, è promossa da Banco dell’energia al fine di dare supporto alle famiglie in situazioni di povertà energetica residenti nelle zone periferiche delle città italiane e nei piccoli comuni.
“Da sempre, la nostra Associazione è vicina alle famiglie vulnerabili con un supporto che va oltre l’aiuto economico,” ha sottolineato Rosario Russo, Presidente della ODV Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale di Acireale. “Accompagniamo queste famiglie in un cammino di crescita personale, mirato a farle uscire dalla condizione di bisogno. Questo progetto incarna perfettamente il carisma della nostra associazione, offrendo una prospettiva di miglioramento duraturo e tangibile”.
“Quella che avete presentato è un’iniziativa preziosa e lodevole”, ha concluso Mons. Agostino Russo, Vicario Generale della Diocesi di Acireale. “Affiancare le famiglie più povere, aiutandole a raggiungere uno stile di vita più sostenibile, è un bene che avvantaggia non solo i beneficiari diretti del progetto, ma l’intera comunità. Esprime inoltre quell’attenzione alla salvaguardia del Creato che risponde pienamente all’appello di Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Sì”.
-foto ufficio stampa JTI Italia –
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A Messina tutto pronto per 1^ tappa Campionato Regionale Beach Soccer

MESSINA (ITALPRESS) – Parte oggi a Messina la prima tappa del
campionato regionale di beach soccer di Serie B, denominato Sabbie di Sicilia. Iniziativa fortemente voluta dal presidente Sandro Morgana e condivisa in toto dall’associazione I Soci del patron Fabio Nicosia. Da oggi a domenica si giocherà a Torre Faro. Sarà la tre giorni messinese la gustosa anteprima della finale di Coppa Italia che animerà il prossimo weekend a Messina. Evento attesissimo perchè radunerà sulla sabbia peloritana le migliori squadre italiane di beach soccer e i più forti giocatori al mondo. La formula è definita da tempo, come da indizione pubblicata dalla Lnd, con un campionato che prevede tre tornei Open (Messina Capo Faro, 21-23 giugno; San Vito Lo Capo, 12-14 luglio; Marina di Modica 26-28 luglio).
Il master finale si disputerà a Marina di Ragusa, dal 9 all’11 agosto 2024. Ad ogni torneo partecipano le prime 8 squadre iscritte maschili e le 4 femminili. La formazione prima in Sicilia parteciperà alla tappa di Genova per la promozione in Serie A Poule Promozione. Otto le squadre in corsa nel maschile, molte le locali, confermando la grande aspettativa da parte del presidente Sandro Morgana e da Fabio Nicosia. Si parte oggi pomeriggio con la partita che vedrà in campo il Catania BS – Asd Pgs Luce Messina (ore 18): i catanesi scenderanno in campo con la formazione Under 20 che avrà la possibilità di poter vivere un’esperienza formativa importante (ore 18). A seguire, nell’ordine, Villafranca beach soccer-Virtus Messina (18.45). Nella penultima partita giocheranno Siac-Riviera Nord. Il gran finale dei quarti di finale vedrà in campo Ronin-Fair Play. Le formazioni vincenti guadagneranno l’accesso alla semifinale. Domenica 23, alle 21.15, si sfideranno, invece, le finaliste che si contenderanno la vittoria di tappa. Sabato e domenica si giocheranno le partite femminili. La prima vedrà in campo Virtus Femminile Marsala contro l’Unime. Domenica pomeriggio toccherà a Catania Fc e il Vittoria contendersi l’accesso all’ultimo atto.
– Foto ufficio stampa Figc-LND Sicilia –
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Autonomia, Schifani “Il Sud sarà più efficiente”

PALERMO (ITALPRESS) – L’autonomia differenziata “è una scommessa a spendere meglio. La mia esperienza è che le risorse per il Sud ci sono, ma fatica a spenderle”. Lo dice in un’intervista a Libero Quotidiano il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
“Una settimana fa abbiamo siglato un accordo di programma con il governo per i Fondi sociali di coesione: 6 miliardi e 800 milioni, di cui 1 miliardo e 300 milioni al ponte sullo Stretto, il resto distribuito su vari progetti – prosegue -. Ma la scommessa è spenderli. Il Mezzogiorno si distingue per non riuscire a utilizzare i fondi. Le risorse si perdono perchè le procedure sono complesse, farraginose, la pubblica amministrazione non ce la fa”.
La riforma “spingerà il Mezzogiorno ad essere più efficiente, a non piangersi addosso – aggiunge il presidente della Regione Siciliana -. Nessun partito di maggioranza vuole dividere il Paese. Peraltro secondo gli ultimi dati dello Svimez, il Sud è cresciuto più del Nord. C’è un Sud che ha voglia di farcela”.
“L’opposizione dovrebbe ricordare che questa legge dà attuazione alla riforma del Titolo V, approvata nel gennaio 2001 dal centrosinistra con 3 voti di maggioranza – afferma Schifani -. Fu quella riforma a introdurre il principio dell’Autonomia in Costituzione, modificando l’articolo 116 e prevedendo che le regioni possano chiedere competenze diverse da quelle che hanno ora”.
“Viene garantito il principio che disciplina i Livelli essenziali delle Prestazioni, così che è assicurato che le prestazioni siano omogenee e paritarie – prosegue -. Nessuna regione può essere svantaggiata, per un motivo semplice: finchè non si individuano non solo i Lep ma anche le risorse per realizzarli, nessuna riforma entrera in vigore. Se non ci sono i soldi per i Lep, non si può attuare la riforma”.
E sulle differenze di vedute sull’autonomia con il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, Schifani spiega: “C’è stato un dibattito all’interno del nostro partito. Forza Italia è stata protagonista di varie modifiche, a cominciare dall’individuazione dei Lep. Ognuno può avere le proprie idee, ma si tratta di attuare un percorso nel quale Fi ha creduto. La competizione tra Nord e Sud pud essere uno stimolo per il Sud, per renderlo più efficiente”.
Alla domanda se sia sicuro che il Sud non ci rimetterà, il governatore siciliano risponde così: “Vigileremo, ma siamo fiduciosi che il percorso parlamentare e di governo sara attento a evitare diseguaglianze e che le intese non potranno pregiudicare l’entità delle risorse delle regioni che non si avvarranno di queste competenze, perchè restano misure perequative proprio per evitare la divisione del Paese”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Unicredit, alla Camera di Commercio Palermo-Enna forum sull’Healthcare

PALERMO (ITALPRESS) – Un confronto tra diversi attori istituzionali per riflettere su ruolo e sfide della filiera dell’Healthcare: a promuoverlo è Unicredit, in un incontro tenutosi alla Camera di commercio Palermo-Enna per approfondire le opportunità di crescita non solo delle aziende, ma anche del sud in uno scenario che nei prossimi mesi rischia di vedere allargarsi il gap con il nord. Le preoccupazioni principali sono legate alla scadenza della decontribuzione sud e dall’entrata in vigore dell’autonomia differenziata: l’auspicio è che vengano trovate le soluzioni migliori per il Mezzogiorno, soprattutto in ambito sanitario. Accanto ai provvedimenti della politica, un altro elemento al centro del confronto è la fuga dei giovani verso il nord, per cercare lavoro o proseguire lì il proprio percorso di studi. All’evento hanno preso parte il Regional manager di Unicredit Salvatore Malandrino, il presidente della Camera di commercio Palermo-Enna Alessandro Albanese e il presidente di Confindustria Sicilia Gaetano Vecchio; dopo gli indirizzi di saluto si è svolta una tavola rotonda sul “Futuro della filiera dell’assistenza sanitaria in Sicilia”, moderata dal giornalista dell’Italpress Salvatore Trapani.
“Questo è il primo forum che organizziamo in Sicilia riponendo l’attenzione sulla filiera dell’Healthcare, che qui ha numeri significativi – spiega Malandrino, – Parliamo di 3mila realtà profit e 4mila non profit, dimensione inferiore rispetto alla media nazionale ma anche al Mezzogiorno. Ciò determina una minore capacità in termini di efficienza e investimenti, nonchè nel cogliere le opportunità che derivano dalla transizione ecologica e digitale: c’è comunque da dire che tra queste realtà ci sono delle eccellenze, perchè le grandi realtà sono più profittevoli anche rispetto alla media nazionale”. Due, per il Regional manager di Unicredit, gli aspetti da tenere d’occhio: “Il minor tasso di natalità e le migrazioni dei giovani verso il nord avranno un impatto significativo sulla crescita della popolazione anziana e inevitabilmente sulle sue esigenze di assistenza sanitaria: il nostro gruppo è pronto a cogliere sfide e opportunità di questo scenario, attraverso un supporto finanziario alle imprese”.
Per Albanese “in un momento in cui si parla concretamente di autonomia differenziata la sanità diventa ancora più centrale, perché tratta in maniera puntuale la vita del cliente: ci vogliono organizzazione e visione, senza approcci demagogici o ideologici che finiscono inevitabilmente per trasformarsi in tasse per i cittadini. Le recenti leggi sulle liste d’attesa ci hanno fatto capire che la sanità pubblica ha fallito, non tanto per l’incapacità dei manager o per assenza di risorse ma perché gli investimenti sono notevolmente inferiori rispetto al privato: dobbiamo invertire questo trend per fare in modo che soprattutto in Sicilia, al di là delle polemiche sull’autonomia differenziata, si abbia un approccio diverso. Lasciare più spazio alla sanità privata significa anche dare la possibilità di erogare più prestazioni”.
Ancora più netto il giudizio di Vecchio: “Le imprese del sud Italia stanno vivendo un’emergenza senza precedenti e nessuno sta facendo nulla: il 30 giugno scadrà la decontribuzione sud, facendo venire meno quel tentativo di colmare il gap tra territori. Bisogna rendere il paese coeso, ma con l’autonomia differenziata il nord potrà continuare ad andare veloce e il Mezzogiorno no”. Il rischio, per il presidente di Confindustria, è che il sud d’Italia diventi anche sud d’Europa: “Il tema della coesione è centrale in chiave sia nazionale che internazionale: aver dato la maggior parte dei fondi Pnrr al Mezzogiorno non è un regalo, ma un tentativo di compensare il gap a livello economico. L’Europa ha capito prima dell’Italia che per avere uno sviluppo complessivo bisogna partire dalle aree meno sviluppate: o colmiamo questa differenza o il divario tra territori si allargherà sempre di più. Al sud ci sono meno infrastrutture e un reddito pro capite più basso, se non si rende il paese omogeneo continueremo a essere un bacino di manodopera intellettuale: faremo laureare i nostri figli nel nord Italia e poi li manderemo a lavorare lì o nel nord Europa. Dobbiamo piuttosto creare sviluppo al sud. facendo crescere le imprese e non spostare le persone”.
All’evento ha partecipato anche la presidente di Aiop Sicilia Barbara Cittadini, la quale sottolinea come “la nostra sfida è dare una risposta puntuale ed efficiente alla domanda di salute dei siciliani: in questo senso il governo Schifani sta facendo un’azione significativa e anche noi vogliamo dare il nostro contributo. Gestire la fase della pandemia mi ha messo di fronte un’Italia capace di fare squadra sul fronte sanitario: in quel momento ho sperato in un cambio di approccio ideologico e culturale, ma di quella sinergia è rimasto ben poco. Il bilancio sociale Aiop attesta che il comparto crea un valore aggiunto, che potremmo ulteriormente incrementare per promuovere una sanità pubblica efficiente, solidale ed equa attraverso una virtuosa sinergia con la componente di diritto pubblico”.

foto: xd8/Italpress

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La siciliana Bellia la più votata al Consiglio Superiore Istruzione

PALERMO (ITALPRESS) – Affermazione della Cisl Scuola a livello nazionale che moltiplica la propria rappresentanza da 2 a 5 seggi e ottiene di avere componenti in tutti gli ordini di scuola (Infanzia, Primaria, Secondaria di primo e secondo grado). “Si tratta di una bella soddisfazione, ci viene riconosciuto un largo consenso come risultato di un lavoro di squadra e di impegno comune sempre orientato a contribuire con proposte e spirito di partecipazione anche nei momenti più difficili per la scuola”, è quanto afferma Francesca Bellia che con 12.760 voti raccolti in tutta Italia ottiene la riconferma nella Consulta Ministeriale. “Negli ultimi cinque anni della mia prima esperienza nel CSPI abbiamo sviluppato un lavoro enorme in un contesto caratterizzato dall’emanazione di norme e direttive di emergenza per fronteggiare la crisi pandemica e le costanti rivisitazione organizzative del sistema scolastico/formativo”.
“Adesso con una squadra della Cisl Scuola più ampia e competente – continua la Segretaria siciliana della Cisl Scuola – possiamo sicuramente migliore il nostro concreto apporto sul merito delle direttive e dei provvedimenti legislativi su cui saremo chiamati da Ministro ad esprimere pareri e proposte. Sarà una bella sfida portare l’interesse del mondo lavorativo scolastico su questioni di rilevanza prioritaria come i processi di trasformazione e i piani riorganizzativi che interesseranno la scuola italiana. Con il nostro impegno punteremo ad affermare e garantire l’unitarietà ed universalità della scuola italiana, ancor più adesso visto il percorso parlamentare dell’Autonomia Differenziata”.

foto: ufficio stampa Cisl Scuola

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