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Musumeci “Se zero contagi a maggio chiederò di riaprire”

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“Se arriviamo entro il mese di maggio a zero contagi noi chiederemo al governo nazionale di riaprire la Sicilia”. Lo ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, partecipando a Cento Città su Radio Uno. Sul numero dei contagi contenuto nell’Isola Musumeci sottolinea che “vogliamo capitalizzare questo risultato che è frutto di un gioco di squadra con una programmazione sana e improntata sulla chiusura. Pensiamo che la Sicilia possa giocarsi una bella partita nel settore del turismo: questo tasso assolutamente basso del contagio può consentire una certa sicurezza almeno per un turismo locale che muove comunque alcuni milioni di persone”. “Stiamo consentendo agli stabilimenti di fare la manutenzione e regaliamo alcune notti in albergo e visite guidate”, spiega.
(ITALPRESS).

Confapi “non si sottraggano fondi a investimenti”

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La Regione non sottragga fondi europei per investimenti e formazione. A raccomandarlo la presidente di Confapi Sicilia, Dhebora Mirabelli, che attraverso una lunga lettera inviata ai vertici della Regione punta l’attenzione proprio sui soldi che arrivano da Bruxelles.
“I 100 milioni di euro sottratti ad investimenti e formazione sono un lusso ed uno spreco improduttivo che non ci si può permettere – sottolinea -. Evitare eventuali ulteriori disapplicazioni di principi e regole comunitarie sui fondi strutturali a noi assegnati oggi è più che mai un dovere. Per noi, che rappresentiamo sul territorio la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese, così come per Anci e tutti i sindaci dei Comuni coinvolti, è un grave errore non far ricorso a risorse regionali per spese correnti di cui hanno urgente e quotidiano bisogno famiglie e cittadini post covid-19”. Mirabelli esprime preoccupazione per via di “provvedimenti e richieste all’Ue per rendere operativa la distrazione di risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE) e del Fondo per lo Sviluppo Regionale (FESR) a favore di voucher per la spesa e beni di prima necessità a famiglie e cittadini. Provvedimenti che, sia i sindaci di diversi Comuni sia l’Anci, hanno provveduto a contestare, preoccupati di dover dar riscontro, senza certezze, alle tante istanze e richieste di spiegazioni che arrivano dai loro cittadini”.

“Ancora una volta non si comprende appieno la portata di alcune decisioni”, riflette la presidente siciliana di Confapi, affermando di non potere “che sollevare dubbi sulle modalità e la scelta da un punto di vista tecnico-operativo e di opportunità. Innanzitutto, i fondi strutturali, Fse e Fesr, sono risorse aggiuntive e rispondono al principio dell’addizionalità, anche per questo la loro spesa mal si concilia con la tempestività propria di un provvedimento avente carattere di urgenza”.

Nella missiva si rimprovera alla Regione che “nulla è previsto ai futuri attuatori in merito nella prima deliberazione relativa ai circa 30 milioni di euro a valere sui Fondo Sociale Europeo. Siamo solo ai primi 30 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo, non osiamo immaginare le problematiche che le amministrazioni comunali saranno chiamate ad affrontare sui restanti 70 milioni di euro destinati ad investimenti che dovrebbero convertire in spesa corrente senza una precisa nuova regolamentazione alla quale far riferimento. Un provvedimento che più che salva famiglie, si preannuncia diventare una messa in pericolo di risorse comunitarie per sottrazione e/o mancato rispetto di principi e regole a danno di imprese, giovani e lavoratori. In questo modo, i cittadini che ancora una volta dopo mesi non vedranno un euro sui loro conti, privati della loro dignità, così come le imprese dei fondi per gli investimenti, i lavoratori e i giovani della formazione, torneranno a farsi la guerra tra poveri”.

Per Mirabelli “assisteremo così, post Covid-19, all’ennesima fuga di giovani e forza lavoro, chiusura di attività imprenditoriali e commerciali, incremento di disoccupazione. Ben vengano aiuti alle famiglie e ai cittadini per buoni alimentari e spese necessarie ma si faccia ricorso a risorse di bilancio regionale e con coraggio e determinazione si deliberino procedure in deroga alla legge sugli appalti per essere tempestivi ed efficaci. E, allora riprendendo la citazione di uno storico sindacalista, fatta dal nostro presidente Confapi Maurizio Casasco, facciamo nostro il motto: prima le fabbriche poi le famiglie, perché con le fabbriche le famiglie possono tornare a mangiare”.

Dhebora Mirabelli ribadisce la “disponibilità per collaborare e trovare soluzioni efficaci a favore della ’sburocratizzazione’. Rappresentiamo tantissime eccellenze imprenditoriali che orgogliosamente mettiamo al servizio del lavoro comune, perché ci piace identificarci con il nostro logo e la nostra tradizione: 83 mila imprese su tutto il territorio nazionale operose che lavorano insieme per costruire l’alveare della loro casa”.
(ITALPRESS).

Uno studio. In Sicilia le misure anti-covid hanno funzionato

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In Sicilia le misure di contenimento del coronavirus hanno funzionato bene. E’ quanto emerge da uno studio di Livia Maria Amato, Stefania Candiloro, Claudio Costantino, della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Palermo e del Laboratorio di Riferimento Regionale per la diagnostica molecolare del SARS-CoV-2 Al 25 Aprile 2020 sono 2272 (-48 rispetto al giorno precedente) i soggetti attualmente positivi su un totale di 658251 tamponi eseguiti (con un numero di tamponi eseguiti per numero di abitanti tra i più alti tra le Regioni Italiane e tra quelle del Sud in particolare), si evidenzia nello studio. Ma perché l’aumento dei casi in Sicilia non è stato vertiginoso come in altre Regioni d’Italia? Cosa ha contribuito a contenere il dilagare dell’epidemia? Un ruolo determinante è stata probabilmente la precocità negli interventi di contenimento, distanziamento fisico e delle misure di “lockdown” volute dal Governo Regionale. Sin dall’inizio dell’epidemia di SARS-CoV-2 in Italia, dal confronto con i dati relativi alle altre regioni e province autonome (rapportati a 100 mila abitanti), emerge per la Sicilia e in generale per le regioni del Mezzogiorno un impatto più contenuto della diffusione del contagio e dei tassi di letalità. La Sicilia è infatti, in rapporto alla popolazione residente, la seconda regione con il minor numero di tamponi positivi: 58 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto la Calabria con 54,8). Il dato medio nazionale è pari a 311 positivi ogni 100 mila abitanti, e nelle regioni più colpite si superano i 500 positivi ogni 100 mila abitanti come ad esempio: Valle d’Aosta 873,9; Lombardia 684,9; Provincia Autonoma di Trento 672,3. Sicuramente un ruolo determinante ha avuto l’iniziale diffusione del SARS-CoV-2 nelle Regioni del Nord Italia ma di certo le misure del DPCM dell’8 Marzo 2020 ci hanno permesso di contenere notevolmente i danni e magari, tra qualche settimana di vincere la battaglia. L’11 Marzo 2020 il numero totale dei casi positivi nell’intera Isola ammontava a 83, un numero apparentemente insignificante se confrontato con i 3020 di oggi. Di certo i numeri non sarebbero stati questi se non si fosse intervenuto in tempo con le misure di distanziamento sociale e chiusura delle attività imposta delle ordinanze del Governo Nazionale e Regionale, si sottolinea ancora nello studio. L’11 Marzo 2020, mentre l’OMS dichiarava lo stato di Pandemia e in Italia entrava in vigore il DPCM che estendeva le misure di contenimento a tutto il territorio Nazionale, la diffusione del SARS-CoV-2 in Sicilia era ancora contenuta: ciò ha permesso di confinare precocemente i focolai e un più efficace controllo nella gestione dell’epidemia risparmiandoci gli scenari drammatici che si sono verificati nelle Regioni del Nord Italia. “Un vantaggio temporale non indifferente che ci ha permesso di riconvertire per tempo interi reparti all’assistenza dei soggetti COVID+ e di non sovraccaricare le terapie intensive che hanno potuto continuare a prendersi cura di altri pazienti”, viene evidenziato. Nonostante la precocità degli interventi siciliani i laboratori reclutati per l’analisi dei tamponi oro-faringei hanno attraversato momenti vicini al collasso. Ad oggi, grazie all’estensione della rete di Laboratori a livello Regionale e grazie all’inizio della sorveglianza sierologica non si assiste più anche nei grandi Comuni e Province Siciliani a ritardi nella catena di richiesta, prelievo e analisi dei campioni che in certi momenti, a causa di una domanda a volte nettamente superiore rispetto alle risorse disponibili, erano stati consistenti. “Nonostante sia forte il desiderio generale che questa Pandemia sia un lontano ricordo è opportuno un ritorno progressivo alla quotidianità nel rispetto del distanziamento sociale, che ci accompagnerà fino all’immissione in commercio di un nuovo vaccino – si legge ancora nello studio -. È opportuno fare tesoro anche dell’esperienza di altri stati” dove pochi giorni dopo la fine del lockdown è stato necessario inasprire nuovamente le misure di contenimento. “In Sicilia i dati sono a nostro favore ma dobbiamo essere in grado di non perdere questo vantaggio ottenuto nei confronti di un nemico che non è ancora del tutto sconfitto”.

Coronavirus, in Sicilia sempre più guariti e calano i ricoveri

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In Sicilia, dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 68.251 (+3.086 rispetto a ieri), su 64.892 persone: di queste sono risultate positive 3.020 (+39), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.272 (-48), 524 sono guarite (+81, di cui 24 ricoverati e 57 in isolamento domiciliare) e 224 decedute (+6).

E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Degli attuali 2.272 positivi, 485 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (+1) – mentre 1.787 (-40) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).

25 aprile, celebrazione “silenziosa” a Palermo

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Una celebrazione diversa dalle solite, quella a Palazzo delle Aquile, dove il sindaco Leoluca Orlando, ed il presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Orlando, hanno accolto il prefetto Antonella De Miro e una delegazione dell’Anpi per la commemorazione dei caduti e deportati durante la lotta al nazifascismo a 75 anni dalla Liberazione, nella ricorrenza del 25 aprile.

Il Sindaco ha anche ricevuto da Armando Sorrentino dell’Anpi la bandiera dell’Associazione dei Partigiani, che è stata esposta accanto alle bandiere istituzionali.

“Una celebrazione sobria e silenziosa – sottolinea il Sindaco Orlando – a perenne ricordo dei caduti per la libertà di tutti, nella consapevolezza e nell’impegno che oggi come ieri restano fermi ed imprescindibili quei valori di democrazia e antifascismo, di solidarietà e umanità”.
(ITALPRESS).

Corsaro riconfermato presidente Cri Sicilia

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Luigi Corsaro è stato riconfermato Presidente della CRI Sicilia. Lo rende noto il Comitato Regionale Sicilia della Croce Rossa Italiana.

“L’emergenza Covid-19 e l’eccezionalità della situazione – si legge in una nota – non hanno fermato nè soffocato l’espressione democratica della Croce Rossa Italiana, così come espresso dal Presidente Nazionale CRI, Francesco Rocca. Per realizzare tutto questo è stata elaborata una piattaforma elettronica dotata di alti livelli di sicurezza per garantire la procedura degli aventi diritto al voto, vista la limitazione allo spostamento delle persone sul territorio disposto dall’autorità pubblica”.

“Un risultato importante quello ottenuto da Luigi Corsaro, Volontario del Comitato CRI di Scordia – sottolinea la nota -. Quanto maturato nei precedenti anni nei rapporti con il territorio ha avuto conferma nella sua rielezione da parte dei Presidenti dei Comitati CRI della Sicilia”.

Insieme a Corsaro sono stati eletti anche i consiglieri Dario Bagnato, del Comitato di Messina, Alessandra Bellavia del Comitato di Caltanissetta, Maria Concetta Falletta del Comitato di Mussomeli e il rappresentante dei giovani, Alessandro Treffiletti, del Comitato di Roccalumera e Taormina.

“Negli anni del precedente mandato – evidenzia la nota – il presidente Luigi Corsaro ha lavorato costantemente con il Consiglio Direttivo, i Delegati Tecnici e i Referenti attività con un occhio attento e scrupoloso al territorio e con l’aiuto di tutti i volontari che, scendendo in campo ogni giorno, hanno cercato di trasformare in meglio ciò che era possibile”.

“Il mandato della CRI è da oltre 150 anni quello di prevenire ed alleviare le sofferenze umane – ha dichiarato Luigi Corsaro – contribuire alla tutela e alla promozione della dignità della persona, rafforzare la cultura della non violenza, della pace e della solidarietà tra le comunità. In linea con gli obiettivi Strategici 2020 – 2030, vogliamo consolidare in sinergia e collaborazione con tutti i Comitati CRI il nostro impegno sul territorio, in continuità con quanto svolto fino ad oggi. Le varie emergenze nazionali e regionali che abbiamo affrontato in questi anni a seguito di calamità naturali, nonché sanitarie, come quella che stiamo vivendo in questo momento, evidenziano più che mai la necessità di avere Volontari sempre adeguatamente formati e preparati per essere pronti ad intervenire su tutto il territorio regionale e nazionale in quanto parte integrante del Sistema Nazionale e Regionale della Protezione Civile”.

Nel suo precedente mandato, fanno sapere dal Comitato Regionale, “il Presidente Corsaro, insieme alla propria squadra e ai Comitati CRI territoriali, ha rafforzato sempre più le competenze dei volontari promuovendo l’organizzazione di corsi di formazione, aggiornamenti, workshop e giornate tematiche. I prossimi anni, gli permetteranno di mettere a frutto questo bagaglio esperienziale e di crescita accumulato nei diversi settori di intervento”.

Nel presentare il suo programma, Corsaro ha posto l’attenzione sulla necessità di una sempre più stretta sinergia e collaborazione tra i Comitati territoriali e il Comitato Regionale, sottolineando come i primi siano la “voce del territorio e come sia sempre più di fondamentale importanza di lavorare insieme al settore pubblico e privato per migliorare le condizioni di salute delle nostre comunità, a conferma del ruolo della CRI quale principale fornitore di servizi di assistenza socio-sanitari destinati ai gruppi più deboli della popolazione”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, in Sicilia sempre meno ricoveri e più guariti

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Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 65.165 (+3.015 rispetto a ieri), su 63.626 persone: di queste sono risultate positive 2.981 (+55), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.320 (+19), 443 sono guarite (+31) e 218 decedute (+5). Degli attuali 2.320 positivi, 493 pazienti (-17) sono ricoverati, di cui 32 in terapia intensiva (-2), mentre 1.827 (+36) sono in isolamento domiciliare.

E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani, fa sapere la presidenza della Regione Siciliana.
(ITALPRESS).

Musumeci “lavoriamo a piano ricostruzione per la Sicilia”

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“Varare con urgenza un Piano regionale per la ricostruzione economica e sociale dell’Isola e per l’efficientamento burocratico. E’ questo l’obiettivo del mio governo per accompagnare la ‘Fase 2’ in Sicilia, a sostegno delle imprese, dei settori produttivi e dei lavoratori, ma anche per accelerare la spesa pubblica destinata agli investimenti e alle infrastrutture”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Deve essere un Piano frutto di concertazione, asciutto, essenziale, attuabile in tempi celeri – aggiunge il Governatore -. Per questo, dopo l’approvazione della legge di Stabilità, che contiene provvedimenti emergenziali, in questi giorni in discussione all’Ars, il governo regionale vorrà confrontarsi con le organizzazioni di categoria e sindacali che incontreremo nel pomeriggio di martedì 5 maggio a Palazzo Orleans. La Sicilia produttiva deve ripartire, nel rispetto delle norme di sicurezza, più determinata che mai”.
(ITALPRESS).