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Coronavirus, Musumeci allenta restrizioni

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Attraverso un videomessaggio il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato l’allentamento delle misure di contenimento contro il contagio adottate in queste settimane a causa del Covid-19.

“Lo avevo promesso ai siciliani”, esordisce nel messaggio il governatore. “Consentiamo – ha fatto sapere Musumeci – l’attività motoria nelle vicinanze della propria abitazione per una corsetta, ai disabili con accompagnatore consentiamo di potere fare una breve passeggiata nei pressi della propria abitazione, consentiamo pure la consegna dei generi alimentari a domicilio anche nei giorni festivi e nelle domeniche, la cura dell’orto e del podere e la manutenzione per creare i viali tagliafuoco nelle campagne in vista della stagione degli incendi”.

“Consentiamo agli stabilimenti balneari – prosegue il presidente siciliano – di potersi organizzare con la manutenzione, l’allestimento delle cabine, la pulizia della sabbia, dell’arenile, mentre rimane invariata l’ordinanza che blinda l’accesso alla Sicilia. Consentiamo soltanto una corsa in più, da 4 a 5 corse giornaliere sullo Stretto di Messina per evitare i disagi ai pendolari, al personale sanitario che in questo momento fa uso dei mezzi di collegamento”.

Musumeci ha spiegato la scelta di allentare le restrizioni come di un “atto di fiducia al popolo siciliano che ha mostrato grande senso di responsabilità, che ha sorpreso per la lezione di civismo a quanti considerano noi siciliani con giudizi approssimativi. E’ la risposta migliore”.
(ITALPRESS).

In Sicilia 2171 casi di coronavirus, 305 guariti

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In Sicilia, dall’inizio dei controlli per l’emergenza coronavirus, i tamponi effettuati sono stati 47.715 (+2.543 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.672 (+47), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.171 persone (+32), 305 sono guarite (+9) e 196 decedute (+6).

Degli attuali 2.171 positivi, 568 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 42 in terapia intensiva (-4) – mentre 1.603 (+31) sono in isolamento domiciliare.

E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
(ITALPRESS).

In Sicilia liquidità a imprese fino a 100 mila euro

PALERRMO (ITALPRESS) – Interventi finanziari da parte della Regione siciliana, e in particolare dall’assessore all’Economia Gaetano Armao, per aiutare le imprese ad affrontare meglio l’emergenza economica provocata dall’epidemia di Covid-19.
Adesso, in Sicilia le piccole e medie imprese danneggiate dal “lockdown” e che hanno urgente bisogno di liquidita’ possono rivolgersi anche ai due consorzi fidi “106” della Sicilia vigilati dalla Banca d’Italia, cioe’ Fidimed e Confeserfidi – che sono autorizzati alle erogazioni finanziarie dirette – per dotarsi di una provvista di circolante o di cassa fino ad un massimo di 100mila euro usufruendo di un notevole abbattimento del costo del denaro.
L’Irfis-FinSicilia ha sottoscritto una convenzione anche con i confidi Fidimed e Confeserfidi grazie alla quale le imprese che ottengono un finanziamento hanno diritto ad un contributo regionale a fondo perduto, pari ad un minimo del 5% dell’importo (fino a 5mila euro) – che sale all’8% (fino a 8mila euro) se il preammortamento e’ di almeno 12 mesi – , ad abbattimento dei tassi di interesse o del capitale da restituire.
“L’Irfis e’ impegnato accanto ai consorzi fidi siciliani per garantire liquidita’ alle imprese dell’Isola in questo momento di forte difficolta’ – spiega l’Istituto regionale – .La possibilita’ di abbattere fino a 11mila euro il costo del finanziamento e’ una misura unica in Italia”.
“La sottoscrizione della convenzione con l’Irfis – aggiunge Fabio Montesano, A.d. di Fidimed – rappresenta un riconoscimento fondamentale del nostro ruolo di confidi siciliani vigilati”.
“Abbiamo colto – conclude Bartolo Mililli, A.d. di Confeserfidi – l’opportunita’ offertaci dal governo regionale, dall’assessore Armao e dall’Irfis di assistere al meglio le imprese, che grazie a questa convenzione hanno una prima risposta immediata alla loro esigenza di liquidita’”.
(ITALPRESS).

Gela, nessun rischio di contagio Covid al Santabarbara Hospital

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“Nessun rischio di contagio Covid per i pazienti del Santabarbara Hospital di Gela”. Lo assicura l’ospedale in una nota, evidenziando che “nelle ultime ore ha fatto discutere la notizia della paziente positiva al Covid, arrivata al pronto soccorso di Gela e poi trasferita al Santabarbara Hospital. Giunta al pronto soccorso del Vittorio Emanuele per un forte mal di pancia, la paziente non è stata sottoposta al tampone in quanto priva dei classici sintomi riconducibili al Covid 19. In conformità agli accordi siglati fra le due strutture ospedaliere, la donna è stata trasferita al Santabarbara Hospital, che da circa un mese ha predisposto 30 posti letto proprio per accogliere i degenti non covid provenienti dal Vittorio Emanuele, unico covid center della città. Arrivata al Santabarbara, la paziente è stata subito visitata dagli specialisti di medicina generale che, insospettiti da alcuni sintomi, hanno deciso di effettuare il test sierologico per il coronavirus”.
Risultata positiva al Covid, la donna “è stata immediatamente rimandata al Vittorio Emanuele” e “pertanto, non ha avuto accesso ai reparti del Santabarbara e non è entrata in contatto con i pazienti lì ricoverati. Non sussiste quindi alcun rischio di contagio Covid per i degenti del Santabarbara Hospital”.
Nella nota, vengono sottolineate “la prontezza e la diligenza dei medici che, dopo un’attenta anamnesi del racconto clinico della paziente, hanno fatto disporre il test sierologico, evitando che una persona asintomatica venisse ricoverata lì e contagiasse gli altri pazienti della clinica, fra cui gli ospiti della RSA. Attualmente la donna è ricoverata al Vittorio Emanuele e tenuta sotto controllo per monitorare l’evolversi dei sintomi”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Psicologia UniPa attiva interventi gratuiti

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Il Servizio di Psicologia (SdP) del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione dell’Università degli Studi Palermo durante l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19, propone un’azione di public engagement mirata a mettere a disposizione della cittadinanza la professionalità e le competenze degli psicologi e degli psicoterapeuti che compongono lo staff del servizio.
“Le condizioni restrittive imposte a tutela della salute della cittadinanza, stanno facendo emergere una condizione di disagio e di stress psicologico diffuso caratterizzato da ansia, stress, confusione, rabbia, disturbi del sonno e altre importanti sintomatologie – spiegano dallo staff del Servizio di Psicologia UniPa – I cambiamenti nella vita quotidiana e la radicale modifica delle abitudini, oltre alla paura del contagio dal COVID-19, e la condizione costrittiva di ‘rimanere a casa’ dentro una gestione a volte difficile delle relazioni familiari, possono diventare importanti fattori di rischio per la salute psichica e per il benessere soggettivo”.

“Le rigide disposizioni governative possono, inoltre, essere particolarmente gravose per le famiglie di persone portatrici di particolari condizioni e problemi pregressi alla pandemia quali soggetti con patologie somatiche o problemi psicologici, minori con disturbi dello sviluppo o comportamentali, anziani con particolari fragilità, persone che necessitano di supporto domiciliare, personale sanitario. In queste famiglie, durante questo momento di estremo disagio, i sentimenti di frustrazione, di inadeguatezza, di sconforto, di abbandono rischiano di prendere il sopravvento e il venir meno degli aiuti riservati ai caregiver può alla lunga prosciugare le loro risorse in quanto la gestione del paziente dipende totalmente dal suo familiare, con ricadute importanti sulla salute sia dei caregivers che dei malati stessi”.
Per fare fronte a queste difficoltà diffuse, il Servizio di Psicologia UniPa propone tre interventi gratuiti di supporto psicologico: Supporto psicologico di gruppo online, Supporto psicologico ai caregivers di soggetti affetti da patologie neurologiche e Supporto psicologico ai familiari di studenti (scuola primaria e secondaria) con BES e DSA.
I destinatari potranno accedere direttamente al servizio attraverso una linea dedicata in cui sarà possibile concordare un primo appuntamento o potranno essere indirizzati da tutti i Servizi pubblici che svolgono un intervento di supporto psicologico telefonico.
(ITALPRESS).

In Sicilia 2108 casi di coronavirus, 284 guariti e 187 morti

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In Sicilia, dall’inizio dei controlli per l’emergenza coronavirus, i tamponi effettuati sono stati 42.405 (+2.538 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.579 (+44), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.108 persone (+27), 284 sono guarite (+11) e 187 decedute (+6).

Degli attuali 2.108 positivi, 573 pazienti (-17) sono ricoverati – di cui 48 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.535 (+44) sono in isolamento domiciliare. È quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
(ITALPRESS).

Dl Cura Italia, Uncat “Misure fiscali inadeguate”

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“In termini generali e relativi agli effetti economici, dobbiamo osservare che le misure fiscali contenute nel decreto cura Italia e nel successivo decreto ‘liquidità’ risultano assolutamente inadeguate. Si rileva una continuità negativa dei due decreti; infatti gli appelli lanciati per l’adozione di provvedimenti più incisivi ed idonei a fronteggiare sotto tale profilo la epocale emergenza sanitaria non sono stati raccolti”. Ad affermarlo Angelo Cuva, tesoriere Uncat e docente Diritto tributario Unipa, nel corso del seminario “Le disposizioni fiscali del decreto cura Italia. Prime interpretazioni”, organizzato dalle Camera degli Avvocati Tributaristi di Agrigento, Catania e Palermo con il patrocinio dell’Uncat e dell’Unione Ordini forensi della Sicilia. “Sembra che non si voglia comprendere che i disastrosi effetti economici della pandemia debbano essere comparati non tanto a quelli dei più recenti sismi ma a quelli degli eventi bellici che hanno devastato l’intera nazione”, aggiunge Cuva durante la videoconferenza sulla piattaforma Zoom aperta dai saluti di Antonio Damascelli, presidente Uncat.
“Per tale ragione – evidenzia Cuva – il blocco generalizzato delle attività economiche non può essere affrontato con anodine sospensioni di due mesi degli obblighi tributari (con la ripresa a giugno dei pagamenti), tra l’altro non riferite a tutte le scadenze fiscali e a tutti i soggetti passivi, ma necessita, come già evidenziato, di una generale sospensione degli adempimenti tributari che copra un periodo molto più lungo (almeno sei mesi, ulteriormente prorogabili) e di una, eventuale successiva riduzione (e rateizzazione) dei tributi sospesi, che consenta alle attività produttive – sostenute da strumenti di finanziamento straordinari – di rimanere in vita e riprendere solo successivamente a contribuire alle spese pubbliche sulla base di una ricostituita capacità contributiva attualmente insistente e, in ogni caso, fortemente compromessa”. “Per quanto attiene poi alla tecnica normativa – sottolinea Cuva – dobbiamo poi rilevare che le disposizioni fiscali appaiono poco chiare, asistematiche determinando di conseguenza notevoli problemi interpretativi ed applicativi; siamo ancora una volta in presenza di una ipernomia legislativa, una legislazione a getto continuo che appare particolarmente inadeguata in un periodo emergenziale nel quale, invece, sono necessarie norme chiare, puntuali e di facile interpretazione e non foriere di perplessità”.

Per Daniele Vitello (Cat Agrigento) “anche in tempi di emergenza il legislatore dimentica i diritti del contribuente tant’è che la normativa emergenziale non gli riconosce alcuna sospensione per l’esercizio dei propri diritti in fase amministrativa; di contro il legislatore si è preoccupato e premurato di sospendere tutti i termini delle attività degli uffici degli enti impositori, sia amministrativi che processuali. È manifesta una incomprensibile disparità di trattamento”. La relazione di Giuseppe Sapienza (Cat Catania) si è incentrata “sull’attuale sostanziale blocco della giustizia tributaria a seguito dell’emergenza sanitaria, destinato a protrarsi a lungo, con consequenziale grave pregiudizio alla tutela del diritto di difesa dei contribuenti, ove il Ministero delle finanze non emetta le necessarie disposizioni regolamentari attuative per lo svolgimento delle udienze in videoconferenza nel pieno contraddittorio delle parti, fornendo alle Commissioni tributarie gli strumenti tecnologici idonei”.
Secondo Giuseppe Giamportone (Cat Palermo) “emerge la scarsa attenzione che il legislatore ha mostrato nei confronti della giustizia tributaria, la quale viene considerata soltanto in una disposizione dell’articolato normativo, accostandola alla magistratura militare. Come se la giustizia tributaria non impegnasse circa il 50% del contenzioso pendente presso la Corte di Cassazione e non interessasse, in termini economici, un giro di miliardi considerevole. Ancora una volta – conclude – la giustizia tributaria viene relegata ad un ruolo ancillare nel sistema giudiziario italiano e il legislatore mostra di non comprenderne appieno l’importanza centrale che assume nei rapporti tra fisco e contribuente”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Musumeci “Dati positivi ma avanti con prudenza”

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“Procediamo con prudenza, i risultati positivi non ci fanno andare in euforia anzi ci invitano a procedere gradualmente. Diminuiscono i ricoveri e i contagi, abbiamo eseguito quasi 40 mila tamponi, da oggi cominciano i test sierologici dopo il parere favorevole del comitato tecnico-scientifico. Abbiamo 590 ricoveri, di cui 49 in terapia intensiva, meno 4 rispetto ai giorni passati, aumenta il numero dei guariti, siamo a 273. Ma tutto questo ci invita alla prudenza, intanto perchè abbiamo seguito fin dal primo momento la linea del rigore e poi perchè aspettiamo di capire se questa curva si mantiene su una posizione orizzontale”. A dirlo, ospite di Mi manda Raitre, il governatore della Sicilia Nello Musumeci.
“La Sicilia – ha poi aggiunto – ha un’economia in ginocchio, era un’economia fragile è questo è stato il colpo di grazia. Il settore turistico si era rivelato lo scorso anno quello maggiormente in crescita tra le regioni del Mezzogiorno. Possiamo quest’anno, dopo l’epidemia, lanciare l’idea della Sicilia sicura, dire di venire in Sicilia e dire ai siciliani di restare qui a fare le vacanze”. Per Musumeci “si può recuperare negli ultimi mesi dell’anno anche perchè si può fare turismo anche in autunno”.
(ITALPRESS).