Per agevolare le famiglie, in previsione delle due giornate festive di chiusura (domenica e lunedì), i negozi alimentari, già autorizzati, potranno prolungare l’orario di apertura di domani fino alle ore 23. Lo ha disposto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, con una circolare a firma del capo della Protezione civile regionale, Calogero Foti.
(ITALPRESS).
Coronavirus, sabato negozi alimentari aperti fino alle 23
Sicily by Car e Croce Rossa insieme contro il coronavirus
La Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Sicilia e Sicily by Car hanno stretto un accordo per garantire, su tutto il territorio regionale, una maggiore mobilità di risorse e volontari.
“In questo momento di emergenza – si legge in una nota – le attività della CRI si sono intensificate, adattandosi a nuove esigenze per offrire supporto e assistenza alla persone più vulnerabili. In tutta la Sicilia i Comitati CRI hanno attivato una serie di servizi a supporto delle persone anziane sole, persone fragili o immunodepresse: spesa a domicilio, consegna farmaci e beni di prima necessità, trasporti sanitari, grazie all’attività senza sosta di migliaia di Volontari CRI che in questo momento non dimenticano chi è solo o in difficoltà”.
“Per supportare le attività della CRI nel territorio, Sicily by Car – sottolinea la nota – metterà a disposizione, gratuitamente per 30 giorni, otto vetture station wagon e due furgoni. Gli automezzi verranno presi in consegna presso le strutture di Palermo e Catania, e serviranno ad implementare la disponibilità di mezzi messi a disposizione dal Comitato Nazionale della CRI con altri operatori del settore”.
“Sono onorato – ha commentato Tommaso Dragotto, presidente Sicily by Car – per la realizzazione della partnership con la Croce Rossa Italiana. Questa iniziativa è motivo d’orgoglio e di privilegio per Sicily by Car ma, ritengo ancor più, sia anche nostro assoluto dovere. Poter contribuire alla lotta al Covid-19, con la messa a disposizione gratuita dei nostri mezzi, è un segnale per esprimere la mia personale vicinanza, e l’apprezzamento di tutti i collaboratori dell’azienda, allo sforzo eroico di tutti gli operatori sanitari, e del lavoro della Croce Rossa in particolare”.
“Solo con la collaborazione e le buone pratiche di tutta la società civile – aggiunge Dragotto – potremo sconfiggere questo terribile male. Sicily by Car non può quindi sottrarsi a quella che oggi è una chiamata alle armi contro un comune nemico. Sono certo che, grazie alla grande unità dimostrata dal popolo italiano, usciremo presto da questa gravissima situazione con un rinnovato senso di orgoglio nazionale e di responsabilità sociale d’impresa”.
“Ho accolto con gioia – ha dichiarato Luigi Corsaro, presidente della Croce Rossa in Sicilia – la realizzazione di questo accordo con un partner importante strategicamente in questo momento di emergenza. Il Comitato Regionale con tutti i Comitati CRI della Sicilia sono impegnati a pieno per portare avanti #iltempodellagentilezza e dare assistenza a quante più persone riusciamo a raggiungere. Un ringraziamento al Presidente Tommaso Dragotto per la sensibilità dimostrata che ci permetterà di implementare ancora di più i nostri servizi a favore delle fasce più deboli delle nostre comunità”.
(ITALPRESS).
In Sicilia 1967 casi di coronavirus, 187 guariti
In Sicilia, dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 31.156 (+2.414 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.302 (+70), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.967 persone (+25), 187 sono guarite (+35) e 148 decedute (+10).
Degli attuali 1.967 positivi, 630 pazienti (+1) sono ricoverati, di cui 62 in terapia intensiva (-1), mentre 1.337 (+24) sono in isolamento domiciliare.
È quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
(ITALPRESS).
Le colombe Fiasconaro in tutti i Covid hospital
Colombe di Pasqua in tutti i Covid hospital italiani. E’ l’iniziativa di solidarietà dell’azienda Fiasconaro di Castelbuono (Palermo), che invierà i suoi prodotti anche in Spagna, Australia e nello Stato di New York.
“In un momento così drammatico e inaspettato, chi non ha voglia di fare un minimo di solidarietà? Con un accordo ufficiale con la Protezione civile e il ministero della Salute – dice all’Italpress il Maestro pasticcere Nicola Fiasconaro – in Italia in tutti i Covid hospital sono arrivate le nostre colombe: saranno migliaia”. Non solo in Italia, però, “siamo già in Spagna, a Madrid tramite i nostri venditori e le nostre piattaforme. Ora – aggiunge – aspettiamo dallo Stato di New York e dall’Australia la possibilità di poter fare questo gesto. Le colombe le stiamo vendendo e donando: è questo il cuore della famiglia Fiasconaro. Le nostre armi sono le dolcezze, vogliamo fare in modo che in un momento del genere tutti possano avere un attimo di gioia”.
E’ anche un modo per l’Italia per riacquistare fiducia nel mondo dell’agroalimentare perchè, sottolinea Fiasconaro, “si è creata titubanza nei confronti del prodotto alimentare italiano. Alcuni sono convinti che l’Italia abbia portato in giro questo maledetto virus. Bisognerà studiare politiche future per far trionfare nuovamente il made in Italy, l’agroalimentare è oggi più che mai a rischio”.
“Noi siamo sereni, l’azienda Fiasconaro sta lavorando esclusivamente come logistica, nel fare in modo che queste meravigliose colombe pasquali, simbolo della rinascita, possano essere davvero presenti non solo nelle tavole degli italiani, ma davvero in tutto il mondo”, sottolinea. “Nel nostro piccolo abbiamo fatto un lavoro strepitoso e incredibile, le nostre perdite sono limitate. Non ci piangiamo addosso e vogliamo stare accanto alle istituzioni, al Governo: tutti insieme – conclude Fiasconaro – per una rinascita importante”.
(ITALPRESS).
Castello Utveggio a Palermo illuminato dal tricolore
Il Castello Utveggio, a Palermo, sì è illuminato con il tricolore. L’iniziativa e’ stata
promossa dalla Regione Siciliana.
Dopo Palazzo d’Orleans, quindi, anche il castello che domina da Monte Pellegrino il capoluogo siciliano si è illuminato con i colori della bandiera italiana, come segno di unità e di coesione nazionale in questo periodo di grande incertezza determinato dalla pandemia da coronavirus.
(ITALPRESS).
In Sicilia 1942 casi di coronavirus, 152 guariti
Non si arresta l’aumento dei casi di coronavirus in Sicilia. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 28.742 (+1.304 rispetto a ieri). Di questi sono risultati positivi 2.232 (+73), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.942 persone (+49), 152 sono guarite (+19) e 138 decedute (+5).
Degli attuali 1.942 positivi, 629 pazienti (+1) sono ricoverati – di cui 63 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.313 (+48) sono in isolamento domiciliare.
È quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
(ITALPRESS).
Regione dichiara “stato di crisi” per agricoltura e pesca
“Stato di crisi” per il settore dell’agricoltura, agroalimentare, ittico e agrituristico, conseguente all’emergenza che il Covid-19 ha arrecato e continua ad arrecare al settore primario. Lo ha dichiarato il governo Musumeci.
Lo rende noto la Presidenza della Regione siciliana, sottolineando in una nota che il provvedimento specifica che la pandemia in corso ha determinato: l’azzeramento del canale Horeca (hotel, ristoranti e catering) e delle mense scolastiche e universitarie; la chiusura di agriturismi, enoturismi, mercati storici e rionali, nonché di quelli dell’agricoltore e del pescatore; l’azzeramento della domanda di cibo da parte dei turisti in Sicilia; la difficoltà lungo tutta la filiera alimentare, in termini di approvvigionamento di materie prime e di spedizione e consegna dei prodotti; il ridotto funzionamento dei servizi di logistica, soprattutto internazionali, che ha già messo in difficoltà le imprese per il reperimento di materiali di consumo, di servizi e i prezzi di ricambio dei macchinari. Situazione ancora più grave per il settore florovivaistico, che trattando un prodotto no food ha registrato un azzeramento totale delle commesse e del fatturato, anche a seguito della chiusura di negozi e mercati, nonchè della sospensione di cerimonie civili e religiose.
Con la dichiarazione dello “stato di crisi” la Regione siciliana chiede che siano definiti gli strumenti finanziari finalizzati alla ripresa economica, che saranno attivati nell’ambito delle disposizioni nazionali e comunitarie.
“Con questo atto – afferma l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera – intendiamo manifestare, chiaramente, dinanzi a quale catastrofe di carattere economico ed occupazionale ci troviamo e chiedere un’immediata accelerazione dei provvedimenti a sostegno dei settori duramente colpiti. Occorre limitare, con tempestività, gli impatti negativi economici, sociali e ambientali del tessuto produttivo siciliano, fatto per l’80 per cento da piccole e medie imprese, oggi falciato dalla chiusura del canale Horeca, degli agriturismi, enoturismi e delle frontiere, che rappresentano la parte più considerevole del sistema produttivo agricolo siciliano”.
(ITALPRESS).
Al Sud il lockdown costa 10 miliardi al mese
Il lockdown costa 47 miliardi al mese, 37 al Centro-Nord, 10 al Sud. Considerando una ripresa delle attività nella seconda parte dell’anno, il Pil nel 2020 si ridurrebbe del -8,4% per l’Italia, del -8,5% al Centro-Nord e del -7,9% nel Mezzogiorno. E’ quanto emerge dal report Svimez sull’impatto economico e sociale del Coronavirus, secondo cui l’emergenza sanitaria colpisce più il Nord, ma gli impatti sociali ed economici “uniscono” il Paese; il Sud rischia di accusare una maggiore debolezza rispetto al Centro-Nord nella fase della ripresa, perché sconta inevitabilmente la precedente lunga crisi, prima recessiva, poi di sostanziale stagnazione, dalla quale non è mai riuscito a uscire del tutto. Inoltre, per Svimez, occorre completare il pacchetto di interventi per compensare gli effetti della crisi sui soggetti più deboli, lavoratori non tutelati, famiglie a rischio povertà e microimprese.
(ITALPRESS).












