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Aggressioni a operatori 118, telecamere su ambulanze

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Tutte le 200 nuove ambulanze della Seus 118 saranno dotate di telecamere. Con sistema di registrazione protetto e nel rispetto della normativa relativa alla privacy, avranno l’obiettivo di scoraggiare il fenomeno delle aggressioni agli operatori dell’emergenza-urgenza, sempre più di cronaca in tutta Italia, Sicilia compresa. Saranno situate all’esterno dei mezzi di soccorso, in ognuno dei quattro lati: una anteriore, una posteriore e le restanti due nelle fiancate. Lo rende noto Davide Croce, presidente del Cda della Seus, composto anche da Gaetana Pontrelli e Pietro Marchetta.

“Questa misura anti-aggressione, prevista all’interno del bando pubblicato alcune settimane fa, è stata concertata insieme all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per tutelare i nostri operatori – spiega -. Siamo orgogliosi della professionalità e della dedizione che contraddistinguono gli autisti-soccorritori, i medici e gli infermieri a bordo delle ambulanze del sistema di emergenza-urgenza siciliano. É paradossale, assurdo e intollerabile che nell’atto di assolvere alla propria mission, cioè quella di salvare vite umane, siano talvolta oggetto di minacce o addirittura aggressioni fisiche”.

“Proprio un paio di notti fa a Siracusa – aggiunge Davide Croce – si è verificato l’ultimo caso, con due autisti-soccorritori picchiati e minacciati. A loro va la nostra solidarietà, siamo al loro fianco: oltre alla dotazione di telecamere nelle ambulanze, infatti, sono allo studio ulteriori misure per salvaguardare l’incolumità di tutti gli operatori dell’emergenza-urgenza siciliana”.
(ITALPRESS).

La Regione stanzia 2.5 mln per interventi su A20

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Migliorare la sicurezza sulle strade siciliane. E’ questo l’obiettivo, si legge in una nota, del governo Musumeci che ha destinato, su proposta degli assessori alle Infrastrutture, Marco Falcone, e all’Economia, Gaetano Armao, due milioni e mezzo di euro per interventi sull’autostrada “A20” Messina-Palermo, essendo di competenza del Cas, controllato dalla Regione. In particolare si procederà alla realizzazione di impianti di supervisione, telecontrollo e radio nelle gallerie “Tindari” e “Capo d’Orlando”.

Negli ultimi tre anni, i due tunnel sono stati oggetto di opere per la messa in sicurezza, per il consolidamento delle pareti e delle calotte, nonché per la riqualificazione e l’adeguamento degli impianti tecnologici. E proprio sei mesi fa sono stati riaperti completamente al traffico, in entrambi i sensi di marcia.

“Proseguono gli investimenti della Regione – evidenzia il presidente Nello Musumeci – per rendere più sicure ed efficienti le arterie stradali dell’Isola, da anni ormai abbandonate dalle Province e in parte trascurate dall’Anas. Siamo intervenuti sulla viabilità cosiddetta secondaria, la cui manutenzione dovrebbe essere in carico alle ex Province. E proprio su questi ultimi 15 mila chilometri di strade, oltre alle risorse già stanziate (100 milioni di euro), stiamo pensando di destinare un’altra corposa fetta di finanziamenti derivanti dalla rimodulazione dei Programmi di spesa europei e nazionali. Ma non può bastare. Al governo nazionale (che con una legge folle, la Delrio ripresa da Crocetta, ha devastato gli enti provinciali) continuiamo a chiedere: restituisca le Province alla loro originaria funzione, dotandole di risorse, oppure istituisca in Sicilia un commissariato con poteri speciali e almeno due miliardi di euro per rimettere in sesto una parte delle strade provinciali disastrate. Nessuno a Roma può far finta di non sapere”.
(ITALPRESS).

Sbloccati lavori per la viabilità, firmati contratti

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“Oggi a Vicari, firmati i contratti di affidamento dei lavori di alcuni lotti della Palermo-Agrigento”. Ad annunciarlo il viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, che a Vicari, nel palermitano, presso il Teatro della Libertà, ha firmato dei contratti di affidamento dei lavori, da parte di CMC, di alcuni lotti della strada statale 121 Palermo-Agrigento. Erano presenti alcuni sindaci del comprensorio.

“Un altro segnale concreto, la risposta tangibile ad un territorio che da anni assiste a cantieri fermi e che ha sopportato fin troppi disagi – sottolinea Cancelleri -. In visita con Danilo Toninelli, qualche mese fa, ho promesso al Sindaco di Vicari, che proprio qui sarei tornato per dare una bella notizia e oggi sono davvero contento di essere riuscito a mantenere quella promessa. Ringrazio Cmc, Anas e le imprese che insieme ai sindaci di questo meraviglioso territorio sono sempre rimasti compatti per riuscire tutti a raggiungere l’importante risultato di oggi! A breve inizieranno i lavori e presto questi cantieri consegneranno uno stato normale alla viabilità”.

“La collaborazione tra le istituzioni è l’unica strada che porta ad importanti traguardi – aggiunge il Viceministro -. Il buon senso di lavorare ogni giorno per il bene dei cittadini!”.

Cancelleri si è poi spostato in località Petrusa, nell’agrigentino, per il varo del Ponte Petrusa, sulla Caltanissetta-Agrigento, la Strada degli scrittori.

“Oggi si sono conclusi i lavori di varo del Ponte Petrusa ad Agrigento – dichiara con soddisfazione Cancelleri -. Da settimane manifesto grande attenzione per la provincia di Agrigento e periodicamente torno per dimostrare che sono determinato a mantenere ogni promessa fatta”.

“Era un ponte – spiega – che da tre anni era stato dismesso, il cemento non era più buono, così era stato demolito e si aspettava la ricostruzione. Era tutto fermo. I cittadini indignati erano scesi in piazza, insieme a preti, sindaci e parti sociali per accendere i riflettori su un’opera importante”.

“Adesso – sottolinea Cancelleri – siamo riusciti a fare riprendere i lavori. Voglio ringraziare l’Anas e l’azienda che sta eseguendo i lavori. Lo Stato c’è”. “Tra fine primavera ed i primi giorni dell’estate – aggiunge il viceministro – riapriamo la strada al traffico, alla normale viabilità. Risultati, fatti, non chiacchiere”.
(ITALPRESS).

Trapianti, nuovo modello per rilancio Centro regionale

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Un nuovo modello organizzativo del Centro Regionale Trapianti Sicilia per far crescere le donazioni di organi. Create due macro aree di funzioni: quella di coordinamento e governance della rete regionale e quella di coordinamento operativo del processo di donazione-trapianto. “La prima si occuperà della sezione divulgativa, mentre la seconda della gestione delle attività: dalla rianimazione fino alla donazione”. E’ quanto ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, nel corso di una conferenza stampa.

“E’ un modello che vede la Regione siciliana ricalcare quello che hanno fatto anche altre regioni – ha sottolineato – e che ha l’obiettivo di far crescere il numero di donatori e fare arrivare la Sicilia al livello delle altre grandi regioni italiane. Ma anche riuscire a comunicare ai cittadini, ai familiari, l’importanza di far diminuire il numero di opposizioni alla donazione. I dati dicono che nel mese di gennaio la Sicilia ha staccato gli ultimi posti della classifica a livello nazionale, adesso siamo nelle prime cinque posizioni per numero di donazioni e trapianti”.

Con l’occasione è stato presentato anche il nuovo coordinatore del Crt – Centro Regionale Trapianti, Giorgio Battaglia. “Il nuovo modello organizzativo è fondamentale per un rilancio anche sul piano nazionale – ha dichiarato Battaglia -. Sarà anche un rilancio del ruolo delle rianimazioni, che verranno anch’esse riorganizzate con dei compiti ben specifici. Inoltre, bisognerà cercare di rendere meno oppositiva la popolazione alla donazione. Per quanto riguarda i numeri, stiamo andando bene, questo ci fa ben sperare per il futuro. In Sicilia abbiamo tre importanti centri trapianti che vanno sfruttati a pieno”.

La Sicilia, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa, ha l’importante obiettivo di riuscire a rilanciarsi nel numero di donazioni e trapianti, visto che attualmente la situazione vive di alti e bassi: “L’attività va in maniera altalenante per diversi fattori, ma abbiamo professionisti e requisiti per far sì che questa attività decolli – ha dichiarato la responsabile dell’Area Coordinamento del processo di donazione e trapianto del Centro Regionale Trapianti, Bruna Piazza -. Problema del personale? Questo è il primo punto che c’è nel mio promemoria. Naturalmente il precariato del Crt è una nota dolente e la volontà dell’assessore è di risolvere la questione per potere andare avanti al meglio”.

In merito all’attuale situazione della Regione siciliana si è espresso anche il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Massimo Cardillo: “La Sicilia ha delle strutture di eccellenza, però, ha un problema che è quello del numero dei donatori. I numeri non sono adeguati alle potenzialità, quindi il lavoro più grande che ci aspetta è quello di fare in modo che tutti i potenziali donatori possano essere individuati e utilizzati. Questa è la sfida. Ci sono tanti pazienti che aspettano il trapianto, che non si può fare se non ci sono i donatori. Quindi questo assetto organizzativo del Centro regionale ha l’obiettivo di raggiungere questi risultati. I numeri ci dicono che c’è un potenziale di donazioni inespresso che faremo in modo di far venir fuori”, ha sottolineato Cardillo.

(ITALPRESS).

Vecchi immobili a Mussomeli diventano distretti produttivi

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Un accordo tra Confapi Sicilia e l’amministrazione comunale di Mussomeli (Caltanissetta). La firma venerdì 14 febbraio alle ore 11 in comune alla presenza del sindaco Giuseppe Catania e del presidente di Confapi Sicilia Dhebora Mirabelli. In straming saranno collegati un rappresentante del dipartimento cultura del parlamento russo e l’assessore regionale alle Attività Produttive Girolamo Turano.
L’accordo è rivolto volto a promuovere concretamente lo sviluppo di distretti produttivi nei settori del turismo culturale e dell’agroalimentare. Questo tramite l’impegno di Confapi Sicilia ad acquistare immobili ad un euro, all’interno del comune, ristrutturandoli integralmente e trasformarli in realtà economiche produttive realmente operanti sul territorio. Questo grazie alle proprie filiere produttive sia locali che nazionali ed internazionali creando interconnessionii produttive reali sia per tutti quei giovani che hanno un idea imprenditoriale e che non vogliono lasciare obbligatoriamente la sicilia per svilupparla ma anche per dare luoghi fisici a chi vuole creare, espandere o ricollocare in sicilia la propria attivita’ imprenditoriale.

L’amministrazione comunale si impegna a favorire ed estendere alle imprese associate a Confapi Sicilia relazioni con partner economici internazionali come: Russia, Cina, India, già sottoscritti o in via di sottoscrizione per attrarre investimenti esteri e rilanciare l’intero tessuto economico produttivo dei distretti produttivi di confapi sicilia nell’ambito del suo piu’ ampio progetto “Pensiamo a Sud”.
“Un progetto che non è solo sulla carta ma già trova concretezza come testimonieranno alcuni giovani che sono stati costretti a impiantare la propria attività innovativa in Germania ma che sono pronti a rientrare con una start up, associata a Confapi, che valorizza le eccellenze nel campo dell’agroalimentare proprio nel territorio di Mussumeli e che coinvolge circa 1500 produttori di olio – spiega il presidente di Confapi Sicilia Dhebora Mirabelli – come associazione datoriale, ci prendiamo in carico anche il problema della anticontraffazione dei prodotti made in Sicily e tuteleremo le nostre eccellenze attraverso l’introduzione di un’innovazione digitale che utilizza la blockchain e che è stata sviluppata dalla società 1trueid, leader internazionale. Insieme introdurremmo sul mercato un’etichetta nfc/app e sito ‘1truied per confapi sicilia’ che ha il triplice compito di riconoscibilità, rintracciabilità e valorizzazione delle bellezza e del valore della nostra terra che si esprimono con i prodotti, la cultura e le tradizioni”.
(ITALPRESS).

Traffico di sostanze dopanti, coinvolte palestre e preparatori

Operazione dei Carabinieri del N.A.S. a Palermo contro il traffico di sostanze dopanti. Quattro persone sono agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e commercio di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, al fine di alterare le prestazioni agonistiche di atleti gravitanti nel mondo del bodybuilding e delle palestre
Perquisizioni domiciliari sono state eseguite nei confronti di altre 21 persone di cui 16 anch’essi indagati per gli stessi reati. Sei sono ritenuti responsabili di esercizio abusivo della professione sanitaria, in quanto dispensavano terapie mediche e piani nutrizionali, somministrando anche farmaci per curare gli effetti collaterali provocati dalle sostanze dopanti. Il gruppo utilizzava come base operativa e di copertura due palestre e un negozio di integratori alimentari del palermitano. I rispettivi titolari, tutti preparatori atletici, assieme ad un altro preparatore e body builder, attivo collaboratore in una delle palestre, avevano intrapreso un’intensa e ben avviata associazione dedita al commercio di anabolizzanti. Le sostanze
venivano vendute al dettaglio o spediti nascosti all’interno di plichi veicolati da corrieri per consegne in città e in altre località italiane. Il volume di affari dell’organizzazione si aggirava sui 300 mila euro annui. Molti degli acquirenti erano atleti che praticano il body-building a livello agonistico e partecipavano regolarmente a numerose manifestazioni, anche di livello nazionale e internazionale, classificandosi quasi sempre ai primi posti delle competizioni. Venivano utilizzati anche medicinali ad uso veterinario.
(ITALPRESS).

Coronavirus, porti e aeoroporti monitorati

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“Patologie infettive tra vecchi e nuovi nemici – Coronavirus & Co.” Sul tema Polizia, istituzioni e infettivologi hanno fatto il punto alla caserma Lungaro di Palermo per definire procedure operative, condividere informazioni, responsabilità e formazione per bloccare in Sicilia l’epidemia globale da coronavirus partita dalla città cinese di Wuhan.

Ad aprire i lavori sul ruolo della Polizia il primo dirigente medico, Roberto Asaro dell’ufficio sanitario provinciale – Questura di Palermo, che fa parte anche del comitato scientifico organizzativo del convegno insieme al medico superiore Gaspare Cusumano dell’Ufficio sanitario provinciale dell’XI reparto mobile di Palermo.

In una lontanissima possibilità di diffusione in Sicilia del coronavirus scattano le procedure di soccorso pubblico. “Siamo i primi ad intervenire – ha detto Asaro -, e in un nuovo potenziale scenario epidemico sul territorio il nostro compito è di attualizzare le informazioni e trasmetterle alle istituzioni coinvolte, fornendo anche direttive univoche su procedure e percorsi aderenti al nostro protocollo. Una concertazione indispensabile e tempestiva su più livelli per evitare la diffusione di informazioni distorte e fuorvianti”.

Per l’infettivologo Antonio Cascio, ordinario dell’Università di Palermo, nonché direttore dell’Unità di Malattie infettive e tropicali del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo “è assolutamente improbabile un’epidemia da coronavirus nel nostro Paese. Ritengo giusta però la misura della quarantena per tutti coloro che arrivano da territori dove sono stati accertati focolai di infezione, anche per i bambini”. “La sanità pubblica italiana è fra i migliori al mondo – ha proseguito – ma servono maggiori dotazioni organiche nei reparti di malattie infettive, più igienisti e assistenti sanitari. Ci sono aspetti della malattia che ancora non conosciamo, sulla base dei dati disponibili non è semplice prevedere la fine dell’emergenza, perciò prudenza. Nell’ ipotesi remotissima di un’epidemia, probabilmente anche la Sicilia dovrà considerare la possibilità di utilizzare caserme abbandonate e ospedali militari”.

Nel frattempo “nell’ipotesi di un contatto con un caso sospetto o accertato – ha aggiunto Cascio – è opportuno informare il proprio medico curante, che valuterà l’opportunità della segnalazione al 118. Non bisogna decidere in autonomia, andare in ospedale se affetti dal coronavirus potrebbe comportare il contagio delle persone presenti in quel momento al pronto soccorso”.

In applicazione delle nuove direttive stabilite dal Commissario per l’emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, di concerto con la task force del Ministero della Salute “sono stati implementati anche in Sicilia i controlli sanitari – ha spiegato il direttore regionale del ministero della Salute Claudio Pulvirenti -. Oggi monitoriamo la temperatura di tutti i passeggeri che arrivano con voli internazionali e da Roma con il coordinamento della sanità aerea del Ministero della Salute e la collaborazione dei volontari della Protezione civile per l’aeroporto di Catania Fontanarossa. Per l’aeroporto Falcone- Borsellino di Palermo siamo supportati dalla Croce rossa italiana. Lo stesso avviene nei porti con le navi, per le quali il regio decreto della cosiddetta libera pratica sanitaria è stato allargato a tutte le imbarcazioni, soprattutto alle navi crociera. Qualora un passeggero rientrasse nei casi sospetti previsti dalle linee guida del Ministero scattano subito tutte le procedure sanitarie di biocontenimento”.

Oggi il biocontenimento è una procedura consolidata che isola i soggetti infettivi. “Lavoriamo su questo fronte già dal 2015 – ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato – perché le malattie infettive non sono un evento episodico, ma un parte importante della medicina e della sanità pubblica con ricadute che cambiano in base ai progressi della ricerca e della conoscenza. Oggi l’Omceo di Palermo è l’ente attuatore di un progetto ministeriale mirato alla definizione di processi e possibili misure di contenimento in situazioni d’emergenza. Oltre alle attività formative attraverso un pool di esperti (focal point) altamente qualificati e in possesso di specifiche competenze in materia di biocontenimento, il progetto prevede anche un addestramento ‘realistico’ periodico per validare i Piani di preparazione e di risposta. Una formazione sul campo affiancata da format educativi per il personale sanitario delle Aziende sanitarie regionali, del personale laico e non afferente alle pubbliche amministrazioni che a vario titolo intervengono nella gestione delle emergenze riconducibili al biocontenimento”.
(ITALPRESS).

Palermo celebra i 30 anni dell’indipendenza lituana

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Saranno le note della NI&CO-New Ideas Chamber Orchestra a Palazzo delle Aquile ad accompagnare i festeggiamenti organizzati a Palermo per celebrare il trentennale dell’indipendenza lituana. Per l’occasione il Consolato onorario per la Regione siciliana, guidato da oltre dieci anni dall’avvocato Alessandro Palmigiano, ha organizzato il concerto che si terrà mercoledì 11 marzo, alle 20.
La NI&CO è un’orchestra di fama internazionale, nata nel 2006 dall’idea del compositore Gediminas Gelgotas, che voleva fondare un ensemble che parlasse il linguaggio classico con elementi della musica popolare. Grazie a un perfetto connubio di strumenti a corda, offre una forma di comunicazione moderna che si rivolge a ogni generazione.
L’appuntamento, che ha il patrocinio del Comune di Palermo, si unisce ai diversi eventi organizzati in tutto il mondo per celebrare la Lituania, la prima tra le repubbliche baltiche a conquistare l’indipendenza dal regime sovietico.
“Un evento di grande valore culturale e artistico – spiega il console Palmigiano – ma anche un momento importante per celebrare l’intenso rapporto di collaborazione e di amicizia che si è consolidato in questi anni tra la Sicilia e la Lituania”.
Dal 2009 a oggi, infatti, grazie alla presenza del Consolato sul territorio siciliano, sono stati avviati scambi culturali e diverse iniziative, tra cui la firma di un protocollo di intesa tra Vilnius e Palermo, un gemellaggio tra Palazzo dei Normanni e il Palazzo dei Granduchi di Lituania e una serie di mostre in partnership, come quella di San Casimiro, nate dalla collaborazione tra Palazzo Abatellis e il Museo di Arte Sacra di Vilnius. Sono aumentati i flussi turistici, sono stati alimentati i programmi di scambio tra studenti e organizzati incontri economico-commerciali tra la Regione Siciliana e la Lituania.
(ITALPRESS).