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INTERNET, TUTTI A SCUOLA CON TIM. TAPPA A MILAZZO

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Fa tappa a Milazzo, in provincia di Messina, l’iniziativa “Operazione Risorgimento Digitale” di Tim, progetto che ha l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di diventare ‘cittadini di Internet’ e accelerare in questo modo il processo di digitalizzazione del Paese. Sul Lungomare Marina Garibaldi è arrivato il ‘truck’ di Tim, una vera e propria ‘scuola mobile’ che funzionerà da ‘sportello digitale’ in cui i cittadini potranno richiedere informazioni, attivare i servizi che abilitano alla vita digitale e partecipare a brevi lezioni.

“Con il progetto ‘Operazione Risorgimento Digitale’, Tim manifesta ancora una volta massima attenzione al territorio, coinvolgendo sia i privati cittadini, sia le pubbliche amministrazioni, e – sottolinea Marco Battisti, responsabile Operations Area Sud di Tim – guidando la collettività verso lo sviluppo delle competenze digitali che rappresentano la base per diventare cittadini di Internet e poter in tal modo usufruire delle molteplici opportunità per migliorare la propria vita quotidiana”.

La ‘scuola mobile’ anticipera’ l’avvio dei corsi in aula, che si terranno in diverse location cittadine dal 3 al 21 febbraio, attraverso lo svolgimento di attivita’ didattiche articolate su
diversi livelli con un team di formatori pronti a spiegare al pubblico come Internet possa migliorare concretamente la vita quotidiana.

La tappa di Milazzo, che segue Marsala, dove è partito il progetto, Bagheria, Sciacca, Enna, Niscemi, Modica, Noto e Acireale, è l’ultima della Sicilia. Da febbraio il tour toccherà la Calabria.

(ITALPRESS).

ALLEANZA ASSICURAZIONI RIQUALIFICA GLI ARREDI DI UNA SCUOLA DI CORLEONE

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Giornata di festa per gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Vasi” di Corleone, che hanno incontrato Davide Passero, Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni, alla presenza del vicesindaco, Maria Clara Crapisi, dell’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, del dirigente scolastico Vincenzo Di Salvo, dell’ispettore territoriale nazionale Salvatore Pennisi e dei responsabili territoriali di Alleanza Pietro Lombardo e Mario Midulla.

È stata l’occasione, per oltre 300 ragazzi dell’Istituto “Vasi”, per ringraziare la compagnia assicurativa che ha riqualificato banchi, cattedre, sedie e armadi, per arredare cinque aule del plesso, andate distrutte a causa del violento nubifragio che si è abbattuto sulla città nel novembre del 2018. Alleanza Assicurazioni ha, inoltre, donato all’istituto una lavagna interattiva multimediale, per agevolare e semplificare il processo di apprendimento dei ragazzi.

Per Davide Passero, amministratore delegato di Alleanza Assicurazioni, “educare i bambini di oggi significa garantire un futuro migliore agli adulti di domani. Per questo abbiamo voluto offrire agli alunni gli strumenti per affrontare il mondo ma anche la speranza di avere un impatto su di esso. Un’impresa che vuole essere rilevante deve saper dare il suo contributo per lo sviluppo delle comunità in cui opera”.

“Avere raccolto l’invito dei giovani studenti corleonesi – dice il dirigente scolastico Vincenzo Di Salvo – rappresenta un atto di grande generosità da parte di un’azienda che, con la donazione dell’arredo scolastico andato distrutto, ha sentito l’esigenza di sostenere i ragazzi nel percorso formativo in una terra già difficile. Garantire il diritto allo studio lascerà un ricordo indelebile al nostro Istituto, ai nostri ragazzi e alla città intera”.
L’Istituto Giuseppe Vasi aderisce a “Ora di Futuro”, un progetto di educazione per i bambini che coinvolge insegnanti, famiglie, scuole primarie e reti no profit in tutta Italia, promosso da Generali Italia, Alleanza Assicurazioni e dalla fondazione The Human Safety Net.

Nel primo anno di Ora di Futuro sono stati coinvolti oltre 30.000 bambini di 2.500 classi della scuola primaria in tutta Italia, sono stati inaugurati undici centri Ora di Futuro per i bambini di 0-6 anni in collaborazione con le Onlus, sostenute anche dai dipendenti di Generali Country Italia con 10.000 ore di volontariato di impresa e 10.000 viaggi solidali.

VIABILITÀ, MARCIA DI PROTESTA NELL’AGRIGENTINO

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Una marcia per la viabilità, contro l’isolamento della provincia di Agrigento. Oltre duemila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione promossa dai sindacati, dalla Curia, da associazioni e dai sindaci e amministratori del comprensorio.

Un corteo è partito dalla rotonda Giunone e si è snodato fino alla strada statale 640 che collega Porto Empedocle a Caltanissetta. Presenti alla manifestazione anche numerosi studenti. All’iniziativa ha aderito anche l’AnciSicilia.
(ITALPRESS).

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI IMPUGNA LA LEGGE SUI VITALIZI

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Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge sul taglio dei vitalizi approvata lo scorso 28 novembre dalla Regione siciliana in quanto, si legge in una nota di Palazzo Chigi al termine della riunione di ieri sera, “alcune disposizioni riguardanti i trattamenti previdenziali e i vitalizi del presidente della Regione, dei consiglieri e degli assessori regionali violano il principio di uguaglianza e ragionevolezza, sancito dall’art. 3 della Costituzione, nonché i principi di coordinamento della finanza pubblica e di leale collaborazione”.
(ITALPRESS).

ALL’ISMETT UN NUOVO LABORATORIO ALL’AVANGUARDIA

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Attrezzature all’avanguardia per avviare progetti di Radiomica, la più innovativa branca di ricerca nella medicina dell’Imaging. Ismett, Rimed e Upmc si preparano ad avviare progetti di medicina di precisione grazie al nuovo Laboratorio di Imaging, inaugurato alla presenza del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e dell’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, a Palermo.

“Un ulteriore passo avanti sul piano della qualità per la sanità siciliana – sottolinea il governatore Musumeci -. L’Ismett, grazie a una risorsa della programmazione finanziaria della Regione Siciliana, si dota di tre importanti strumenti di diagnostica, uno dei quali addirittura il primo in Italia. Questo consente davvero di potere guardare con buona prospettiva al futuro. L’obiettivo del governo regionale, infatti, è quello di riqualificare il servizio sanitario offrendo strumenti di diagnosi all’avanguardia, così da non dovere più invidiare le regioni del Nord. È un obiettivo non ancora raggiunto, ma passo dopo passo stiamo lavorando affinché la Sicilia possa competere presto con tutti sul fronte della qualità sanitaria”.

La Medicina di Precisione ha come obiettivo quello di realizzare percorsi di cura personalizzati, grazie all’acquisizione di dati clinici, di genomica, di proteomica e di imaging che analizzati con sistemi di intelligenza artificiale consentono di indicare il percorso terapeutico più adatto per il singolo paziente. La Radiomica rientra all’interno della grande sfida della Medicina di Precisione.

“Fa molto piacere che Palermo abbia a disposizione nuove e moderne tecnologie, acquistate grazie al contributo della Regione e del Programma Operativo – spiega l’assessore alla Salute, Ruggero Razza -. Non si tratta della prima volta, visto che già dallo scorso anno, il presidente ha potuto inaugurare tantissime nuove strumentazioni tecnologiche ed altre saranno finanziate dal governo nella prossima giunta. Fa piacere, infine perché Ismett rende onore alla Regione Siciliana ed ai tanti pazienti che raggiungono la Sicilia da ogni parte d’Italia. Tutto ciò dà l’idea che non siamo un popolo con le valigie in mano, ma c’è una sanità capace di affrontare le esigenze di quanti si trovano ad averne bisogno”.

Le attrezzature da oggi in uso nel nuovo Laboratorio di Imaging di Ismett consentiranno a medici e ricercatori di avere esami sempre più precisi e dettagliati e soprattutto di disporre di dati non visibili dall’operatore ma utilizzabili mediante l’immagazzinamento degli stessi in sistemi di grande capacità in grado di accoglierli e analizzarli mediante algoritmi matematici di intelligenza artificiale quali l’apprendimento automatico (Machine Learning) e l’apprendimento profondo (Deep Learning).

“In tale modo – sottolinea Angelo Luca, direttore di Ismett – potranno essere svelate informazioni sempre più preziose non solo sulle patologie gravi come le neoplasie, ma anche sulla previsione di risposta dei pazienti al trattamento terapeutico cui sono sottoposti. Ciò, in futuro, potrà permettere di indicare nuovi approcci clinici personalizzati su gruppi di pazienti o individuare nuove cure o metodiche di prevenzione”.

E’ questa la nuova frontiera della medicina, ovvero passare da terapie uguali per tutti a percorsi di cura indicati per gruppi sempre più ristretti di pazienti, dando maggiori possibilità di guarigione ed evitando trattamenti inutili che espongono i pazienti a rischi non giustificati e inutilmente aumentano i costi delle cure. Il progetto avrà il pieno supporto di Upmc che all’Hillman Cancer Center di Pittsburgh ha già realizzato una piattaforma di Big Data per la Business Intelligence e la Ricerca.

Le attrezzature dei laboratori sono state acquistate grazie ad un cofinanziamento della Regione Siciliana, Dipartimento Attività Produttive, tramite le risorse del PO FESR Sicilia 2014-2020. Un investimento, è stato sottolineato, finalizzato a potenziare e consolidare l’Infrastruttura di Ricerca già esistente all’Ismett, attraverso l’acquisizione di nuove tecnologie in grado di migliorare la componente infrastrutturale, organizzativa e collaborativa.

“E’ il perfetto connubio tra innovazione ricerca, sperimentazione – afferma l’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano -. L’Ismett è la sede ideale. Questi macchinari saranno al servizio del cittadino e fanno registrare una sanità diversa, che si evolve e offre una nuova qualità di servizi”.

Tre le attrezzature innovative in uso da oggi presso l’Irccs Ismett – Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione la Tac Dual Source-Dual Energy in grado di eseguire lo studio dell’intera aorta in meno di un secondo, la TC Spect che associa la tecnologia della Medicina Nucleare con quella della Tac, ed un Angiografo digitale di ultima generazione con tomografia computerizzata cone beam, il primo con queste caratteristiche installato in Italia.

Si tratta di un investimento importante, è stato evidenziato, che vede coinvolti Ismett, la Fondazione Rimed e la Regione Siciliana e che prevede tra l’altro il potenziamento dei laboratori della ricerca, la realizzazione di una nuova GPM facility per le terapie cellulari, la creazione di un laboratorio di stampa 3D per personalizzare sempre di più gli interventi chirurgici e uno di sensoristica che consentirà di sviluppare e raccogliere non solo dati clinici e di laboratorio ma anche dati ambientali, di inquinanti, di stili di vita e salute.

(ITALPRESS).

PACE “IL 9 FEBBRAIO EVENTO AD AGRIGENTO”

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“E’ l’anno iniziale della sperimentazione a seguito dell’accordo stato-regioni che ha sdoganato il progetto di legge partito nel 2009”. Maurizio Pace, segretario nazionale di Fofi (Federazione Ordine Farmacisti Italiani), fa il punto sulla fase di partenza della sperimentazione sulla farmacia dei servizi. “Oggi la sperimentazione diventa realtà – spiega Pace nel corso di un forum nella sede romana dell’Agenzia di stampa Italpress – con l’attività che verrà ad essere fatta in sinergia dalle componenti sindacali, Federfarma e Assofarma, e dagli ordini assieme alle Regioni, che seguiranno la fase formativa dove il farmacista verrà riconsiderato in una logica di formazione professionale su tematiche che prevedono la farmacia dei servizi, cioè la ricognizione terapeutica, il fascicolo sanitario elettronico, l’aderenza sulla terapia per quanto riguarda Bpco, cardio-vascolari e diabete. Il cittadino si ritroverà ad avere la farmacia come momento di vera presa in carico di tutte quelle che sono le patologie presenti in ambito territoriale”.

La fase di partenza della sperimentazione sulla farmacia dei servizi sarà ufficializzata a breve: “Il 9 febbraio si terrà ad Agrigento un evento a cui parteciperà il presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, l’onorevole Mandelli, e l’assessore Razza, che potranno incontrare i farmacisti per chiarire insieme al Cefpas e agli ordini quella che dovrà essere la fase di arruolamento delle farmacie e di formazione sul campo dei farmacisti, per poi dare seguito all’attività che verrà svolta dalle 1600 farmacie siciliane”.
(ITALPRESS).

TRAPANI, UNA TASK FORCE ABBATTERÀ LE ATTESE NELLA SANITÀ

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Ridurre drasticamente o addirittura azzerare le liste d’attesa, incrementare le assunzioni e rendere gli ospedali ancora più moderni e a portata di cittadino. Sono alcuni degli obiettivi che l’Asp di Trapani si pone per il 2020. Per farlo è già pronto un piano di investimenti da 20 milioni di euro, destinati principalmente alla ristrutturazione dell’ospedale San’Antonio Abate e alla fornitura di attrezzature all’avanguardia per gli altri nosocomi della provincia. “I soldi non mancano, puntiamo adesso a spenderli tutti”, dice il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Fabio Damiani, ospite di un forum dell’Agenzia Italpress.

Tra le priorità c’è anche la riduzione delle liste d’attesa nella radiologia di Trapani: “Per fare una Tac o una risonanza magnetica non si possono aspettare 10 mesi o un anno”, osserva Damiani. Per questo nascerà una task force di cui faranno parte dirigenti medici e radiologi.

“Stiamo completando le procedure per le assunzioni, lunedì convocheremo i medici per iniziare dal 15 febbraio – spiega il manager -. Si tratterà di una mini equipe che non va in corsia, non è dedita al degente, ma sarà dedicata esclusivamente alle attività ambulatoriali. Inoltre, firmeremo contratti con orari non classici, si lavorerà i pomeriggi e certamente tutto il sabato. Vedremo l’effetto, ma potremo cosi’ azzerare le liste d’attesa”.

Altra iniziativa che va nella stessa direzione è stata quella di “acquistare dai dipendenti delle prestazioni aggiuntive, lavorare oltre l’orario di lavoro, in modo da aumentare le agende delle visite”, dice Damiani. Resta però ancora critica la situazione nei piccoli ospedali per pediatria e neonatologia: “Purtroppo di pediatri e neonatologi non ce ne sono o preferiscono altre mete, ne abbiamo assunti meno dei posti messi a bando – dice Damiani -. Ma siamo riusciti a mantenere i servizi: a Mazara del Vallo, per esempio, attraverso immissioni con concorso ma anche con due contratti libero-professionali per medici in pensione. Assumere 70enni, a livello personale mi crea qualche pensiero, per questo nei prossimi mesi faremo un altro concorso per sostituire queste figure”.

Le criticità riguardano anche ortopedia, anestesia/rianimazione e medici di pronto soccorso. “Ci siamo inventati due soluzioni per salvare i pronto soccorso – racconta Damiani -. Dall’1 febbraio, a Marsala, avvieremo una gara d’appalto per il servizio domiciliare. Il paziente a cui viene assegnato un codice verde, se accetta, viene rimandato a casa e nel giro di 40-60 minuti riceve la visita del nostro medico. Questo perché circa il 30% di prestazioni richieste è inappropriato. Al pronto soccorso si dovrebbe andare per le vere emergenze”. A metà febbraio, invece, sara’ inaugurata la “sala verde” al pronto soccorso del Sant’Antonio Abate. Sara’ una sala per i codici verdi: “Nel bando di concorso abbiamo specificato che il turno sarà solo diurno e che i medici non vedranno mai né codici gialli né rossi. A Trapani 13 candidati verranno selezionati la prossima settimana, speriamo di contrattualizzarne almeno 5 per l’avvio in maniera sperimentale”.

Si guarda al futuro. L’Asp di Trapani ha attivato una serie di Cup che permettono prenotazioni semplici e intuitive da casa ma anche in farmacie e sanitarie: “E’ questa la direzione che stiamo seguendo e che stiamo cercando di trasmettere con un’adeguata comunicazione. Fare la coda negli sportelli, che sono sempre meno, è incomprensibile al giorno d’oggi”, sottolinea Damiani.

“Margini di miglioramento però ce ne sono tantissimi – conclude il manager -: l’ospedale di Trapani è brutto, con sale di degenza non adeguate, con la chirurgia senza bagni in camera. Assolutamente inaccettabile”. Per questo il Sant’Antonio Abate verrà sottoposto quest’anno a un ampio restyling per il quale verranno investiti 4-5 milioni. Un impegno di spesa che rientra in un investimento complessivo di 20 milioni di euro, già pianificati, parte dei quali saranno utilizzati anche per fornire attrezzature moderne a strutture sanitarie di tutta la provincia.

L’EUROPARLAMENTO RICORDA ROCCO CHINNICI

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Rocco Chinnici, il magistrato che ideò il pool antimafia e che fu ucciso a Palermo il 29 luglio 1983, il 19 gennaio avrebbe compiuto 95 anni. Per ricordarlo è stata organizzata oggi al Parlamento europeo una conferenza sulla lotta alla criminalità organizzata, su iniziativa di Caterina Chinnici, eurodeputata Pd e figlia del giudice. Il capo dell’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo fu ucciso in un attentato mafioso il 29 luglio 1983 insieme ai carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile di via Pipitone Federico, dove viveva il magistrato. “L’evento nasce dall’idea di dedicare un momento sulle tematiche legate alla criminalità organizzata. Il mio impegno è stato fin dall’inizio quello di tramandare il lavoro iniziato 40 anni fa a Palermo da mio padre. Lui è stato tra i primissimi a comprendere la pericolosità della mafia a capire cosa fosse realmente”, spiega Caterina Chinnici, aggiungendo che nonostante allora le intuizioni del magistrato non fossero comprese, hanno portato “al pool antimafia, al contrasto patrimoniale, e al dialogo con i giovani”.

Si è inoltre “creato un vero e proprio codice delle norme anti-mafia e la cooperazione è diventata elemento fondamentale del contrasto alla criminalità”. Oltre alla stessa Caterina Chinnici, componente della commissione europarlamentare per Libertà, Giustizia e Affari interni (Libe), sono intervenuti il fratello Giovanni, presidente della Fondazione Rocco Chinnici, il presidente della Libe Juan Fernando López Aguilar, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, e Vera Jourová, vicepresidente della Commissione Europea con deleghe ai valori e alla trasparenza. “Prendiamo sul serio il diritto alla sicurezza, il che significa combattere insieme la criminalità transfrontaliera, che è soprattutto criminalità organizzata”, ha detto López Aguilar, che ha aggiunto: “La criminalità di stampo mafioso la conosciamo dappertutto in Europa. Per questo bisogna condividere non solo il problema, ma anche la risposta”.

“Quello che può fare l’Europa oggi è togliere le frontiere, togliere gli ostacoli a un’immediata utilizzazione di dati, per una possibilità di lavorare meglio assieme”, ha affermato De Raho, sottolineando che “è importante aumentare il contrasto al riciclaggio, uno dei primi settori in cui le mafie si muovono, per questo è necessario un accesso aperto a tutti alle segnalazioni per operazioni sospette, grazie alle quali ogni Paese potrebbe trarre dalle segnalazioni raccolte in Europa elementi utili per approfondire e indirizzare ulteriori indagini sulle mafie”. Dopo la conferenza si è tenuto il “Concerto per la legalità” della Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia, diretta dal maresciallo maggiore Paolo Sena, che hanno suonato, tra l’altro l’inno italiano e quello europeo.

(ITALPRESS).