TRAPANI (ITALPRESS) – “Il Mediterraneo è uno snodo fondamentale su molti piani, come quello culturale e commerciale, ma lo sta diventando sempre di più anche dal punto di vista energetico, come ponte tra Europa, Africa e Asia. L’Italia ha la fortuna di trovarsi al centro del Mediterraneo e può davvero consolidarsi come ponte energetico tra Nord e Sud, Est ed Ovest del bacino”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo al quarto Workshop dei Presidenti MEDREG (Associazione dell’Energia del Mediterraneo) in corso presso il sito archeologico di Selinunte, nel Trapanese.
“Il Mare Nostrum è già sede di molte infrastrutture energetiche, come collegamenti elettrici, gasdotti e terminali LNG – aggiunge -. La sfida che abbiamo davanti è rafforzare ed espandere le infrastrutture, in ottica di maggiore sicurezza energetica e decarbonizzazione, per raggiungere il traguardo della neutralità climatica entro la metà di questo secolo. Sfida che per il Mediterraneo è ancora più importante e significativa, perchè è una delle aree più vulnerabili ai cambiamenti climatici”.
“La cooperazione energetica – sottolinea il Ministro – è essenziale per mettere a fattore comune i punti di forza di ciascuno dei Paesi che aderiscono al MEDREG. In questo contesto, il ruolo dei Regolatori è fondamentale per stimolare l’integrazione regionale e lo scambio di energia tra i Paesi, favorendo il processo di transizione energetica”.
“In questi giorni – aggiunge Pichetto Fratin – stiamo ultimando l’aggiornamento del Piano Nazionale Energia Clima (PNEC), che definirà gli impegni energia-clima sull’orizzonte 2030, un passo cruciale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Dovremo consegnare la versione aggiornata del Piano alla Commissione Europea entro la fine di questo mese, partendo dal documento che abbiamo consegnato a luglio 2023. Nel processo di aggiornamento del Piano è stato seguito un approccio realistico e basato sulla neutralità tecnologica, che prevede comunque una forte accelerazione su: fonti rinnovabili elettriche; produzione di gas rinnovabili (biometano, idrogeno e altri biocarburanti compreso l’HVO – olio vegetale idrotrattato); ristrutturazioni edilizie, efficienza energetica, inclusa l’elettrificazione dei consumi finali”.
“L’Italia – prosegue il Ministro – sta inoltre valutando il ricorso alla fonte nucleare. Abbiamo avviato la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile e recentemente abbiamo deciso di aderire come Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica all’Alleanza Industriale Europea sui piccoli reattori modulari (SMR – Small Modular Reactors), per confermare il sostegno del sistema Paese e dare un segnale concreto di interesse allo sviluppo di nuove tecnologie all’avanguardia, che possono dare un importante contributo alla decarbonizzazione”.
“Una parte di grande rilievo nel Piano Nazionale Energia e Clima italiano è la cooperazione regionale in termini di infrastrutture energetiche”, sottolinea il Ministro, facendo riferimento ad alcuni importanti progetti.
“Il corridoio Sud dell’idrogeno – spiega – è già stato selezionato a livello europeo come Progetto di interesse comune (PCI) contribuirà a raggiungere l’obiettivo di importazione di 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030 a livello UE. Il progetto è stato fortemente sostenuto dall’Italia sin dall’inizio e rientra pienamente nello spirito del piano Mattei per l’Africa. L’Italia, anche in veste di Presidenza G7, ha posto grande attenzione sulla cooperazione con l’Africa e ha ribadito l’importanza di rafforzare la collaborazione con i Paesi africani e di cooperare insieme per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica a livello globale. Il continente africano offre grandi potenzialità che l’Italia vuole sostenere attraverso la creazione di partenariati mutualmente vantaggiosi su base paritaria, con l’obiettivo di rendere l’Italia un hub energetico del Mediterraneo, con la funzione di ponte tra l’Europa e l’Africa”.
“Gli interventi – prosegue il Ministro – avranno al centro il nesso clima-energia, punteranno a rafforzare l’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili, con azioni volte ad accelerare la transizione dei sistemi energetici, inclusa la generazione elettrica da fonti rinnovabili e le infrastrutture di trasmissione e distribuzione, nonchè lo sviluppo delle capacità e professionalità necessarie. Nel settore della finanza climatica, e in congiunzione con le finalità del Piano Mattei, vorrei sottolineare che l’Italia intende indirizzare una quota estremamente significativa del Fondo Italiano per il Clima – la cui dotazione complessiva è di oltre 4 miliardi di euro – su Africa e Medio Oriente. L’Italia ha inoltre lanciato il Processo di Roma, a cui aderiscono diversi dei Paesi che fanno parte anche del MEDREG. Lo spirito che anima tale iniziativa è quello di costruire partneriati su base paritaria al fine di elaborare risposte comuni alle sfide attuali ed urgenti che interessano i Paesi dei due continenti, dalle migrazioni alla transizione energetica. A conclusione di questo mio intervento ribadisco ancora una volta la centralità del Mare Mediterraneo nello scenario energetico globale e il ruolo fondamentale dei Regolatori per favorire la cooperazione energetica dei Paesi del Bacino e realizzare una transizione energetica socialmente equa che non lasci nessuno indietro”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Pichetto Fratin “L’Italia ponte energetico del Mediterraneo”
Vecchio “Potenziare infrastrutture e rilanciare decontribuzione Sud”
PALERMO (ITALPRESS) – Il Ponte dello Stretto “non è un’opera solo
per i siciliani o i calabresi”, ma “per il Paese”. Lo ha detto
Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia, in
un’intervista all’agenzia Italpress. “Il Ponte è certamente utile, ma deve essere realizzato in parallelo a una serie di infrastrutture che in questo momento in Sicilia mancano” o devono essere potenziate, come “la tangenziale di Catania che è al collasso da decenni, la circonvallazione di Palermo è utilizzata come strada cittadina. Il Paese deve avere la percezione del fatto che il Ponte non può essere realizzato se non in parallelo alla ricucitura delle infrastrutture in Sicilia”.
Ai neodeputati europei, Vecchio vuole sottolineare che “far crescere il sud Italia in abbinata con la crescita del nord è un interesse del Paese e dell’Europa”, mentre “il mancato rinnovo della decontribuzione Sud, che permetteva uno sgravio progressivo fino al 2029 al personale sarà una debacle. Non era un regalo al Sud, ma è un tema di coesione del Paese”, ha spiegato. “Se non diamo al sud del paese in questo momento storico la possibilità di riconnettersi alla capacità produttiva del resto del Paese, freniamo l’intera Europa”.
Uno dei temi su cui lavorare è proprio l’occupazione. “Abbiamo speso tante risorse sulla formazione professionale, ma non l’abbiamo mai indirizzata sulle vere esigenze del Paese: vedo ancora molti corsi per parrucchieri ed estetiste e non vedo corsi per escavatoristi o saldatori. In Sicilia avremo miliardi di opere, ma ci manca la manodopera specializzata. per secoli siamo stati grande fonte di emigrazione di personale, negli ultimi decenni abbiamo “regalato” al nord Italia e al nord Europa manodopera intellettuale: oggi c’è l’occasione perchè questa manodopera possa rientrare, possiamo attrarre tutti quei siciliani che abbiamo in giro per l’Italia e in Europa con delle con delle conoscenze che oggi possono esserci molto utili”, ha spiegato. “Il tema del disallineamento fra ciò che chiede l’impresa E ciò che c’è sul mercato c’è ed è forte, si può colmare solo con la formazione che deve essere mirata alle esigenze delle imprese”. Le imprese siciliane “non solo sono più piccole, ma sono anche più deboli: stiamo lavorando col supporto del governo regionale da una parte per tentare di rendere meno faticoso lavorare in Sicilia dal punto di vista bancario, perchè è noto che le imprese al Sud pagano interessi passivi più alti solo per il fatto di essere maggiormente rischiose. L’idea una normativa proposta dal presidente Schifani per abbattere gli interessi passivi pagati dalle imprese, ovviamente con un parametro che cercherà di tutelare i virtuosi”.
“Dall’altra parte, stiamo cercando di ragionare perchè si possa trasferire Pil dalle infrastrutture che si faranno in Sicilia – miliardi di opere già in appalto – all’industria dell’Isola: oggi abbiamo una serie di componenti che vengono realizzati al Nord e potrebbero invece essere fatti al Sud”. Questo “significa trasferire PIL stabilmente all’industria in Sicilia, perchè vogliamo un’Isola che sviluppi il turismo e l’agricoltura, ma non possiamo dimenticare che oggi la maggior parte del Pil viene dall’industria”.
– Foto Italpress –
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Tre città siciliane nel piano straordinario di Conai per 7 comuni del centro-sud
PALERMO (ITALPRESS) – Tre città della Sicilia sono incluse nel piano straordinario di CONAI da un milione di euro per la raccolta differenziata in sette grandi città del Centro-Sud. Si tratta di Palermo, Messina e Catania. Le altre città che rientrano nel progetto sono Roma, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Un investimento di quasi un milione di euro solo nel primo anno, per un’attività che potrà estendersi su più anni e che vuole migliorare qualità e quantità delle raccolte differenziate dei rifiuti di imballaggio.
Nei sette Comuni su cui CONAI interverrà risiede il 30% degli abitanti delle cinque Regioni coinvolte (Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia): circa sei milioni su diciotto milioni.
“E in questi sette Comuni si produce il 30% dei rifiuti prodotti nelle cinque Regioni – spiega Ignazio Capuano, presidente CONAI -. Intervenire su queste città, quindi, può significare un miglioramento dei tassi di intercettazione dei rifiuti di imballaggio, e del loro riciclo, a livello nazionale. L’Europa ci mette di fronte a obiettivi sempre più sfidanti, ma è soprattutto il Pianeta a chiederci un impegno serio e concreto per migliorare ulteriormente i nostri risultati di circolarità: tutelarne le risorse è diventato urgente ed essenziale”.
“I Comuni coinvolti si trovano in cinque Regioni in cui ancora oggi la raccolta differenziata ha ampi margini di miglioramento, e si assesta su percentuali comprese fra il 51% e il 58% – commenta Fabio Costarella, vicedirettore CONAI -. Numeri che devono crescere e avvicinarsi a quelli di molte regioni del Centro e del Nord. Anche per questo l’investimento economico è importante: servirà sia alla progettazione sia alla formazione degli operatori, oltre che alle analisi merceologiche e ovviamente a tutte le campagne di comunicazione necessarie a informare e coinvolgere i cittadini”.
Il totale degli abitanti complessivi di Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania e Reggio Calabria supera i cinque milioni. Il piano straordinario di CONAI, nel primo anno, ne coinvolgerà oltre un milione e duecentomila. E, nelle città più popolose come Roma, Napoli e Palermo, l’idea è quella di procedere per Municipi.
Il progetto, condiviso con Anci, coinvolge anche tutti i Consorzi di filiera del sistema CONAI (Ricrea, CiAl, Comieco, Rilegno, Corepla, Biorepack, CoReVe), e ha la supervisione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
La sua fase operativa coprirà tutti gli step della gestione dei piani di raccolta. “Si partirà dalla mappatura delle criticità con analisi merceologiche puntuali e dalle valutazioni delle performance del territorio – spiega Fabio Costarella -. Per ogni Comune, poi, sarà effettuata un’analisi di costi e fabbisogni ad hoc, pianificando modelli attuativi e dimensionamento dei servizi sulle specifiche esigenze. CONAI e i Consorzi seguiranno tutte le fasi, da quella di start-up, che includerà la formazione di tutto il personale dedicato e dei facilitatori, fino alla creazione del materiale informativo e a tutta la campagna di comunicazione, oltre che l’assistenza alla fase di startup”.
Ambiziosi gli obiettivi comunali di aumento della raccolta differenziata in un orizzonte annuale, anche in questo caso differenti per Comune. Nei Municipi coinvolti, l’obiettivo per Roma è di passare dall’attuale 45,8% di raccolta al 47,6%, per Napoli dal 40,4% al 43,1%, e per Bari dall’attuale 40% al 45,5%.
Superiori i margini di crescita attesi nelle città più piccole e meno complesse. A Reggio Calabria, dal 41% di oggi, si mira a superare il 55% di differenziata. A Catania, che oggi sfiora il 22%, si vuole al 35%. A Palermo si vuole passare dal 15,1% al 27% circa. E a Messina, che oggi mette a segno il 53,4%, si mira a superare il 63%.
– foto ufficio stampa Conai –
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Humanitas Catania, esperti di senologia a confronto
MISTERBIANCO (CATANIA) (ITALPRESS) – Il tumore al seno è quello che viene diagnosticato più frequentemente in Italia, con un’incidenza in continuo aumento (+3% per anno) e con una sopravvivenza a 10 anni del 70% in tutti gli stadi. Un tumore, quello alla mammella, su cui si concentrano le forze della Ricerca e della Medicina, per terapie sempre più efficaci e conservative, che guardano alla qualità della vita della donna a 360° senza trascurare gli aspetti psico-fisici nel percorso di guarigione. Humanitas Istituto Clinico Catanese, con il suo Breast Centre, anche quest’anno trasforma Catania nella capitale nazionale della Senologia con l’appuntamento scientifico multidisciplinare dal titolo Catania4Senology, in programma dal 13 al 15 giugno all’Hotel Plaza di viale Ruggero di Lauria 43.
L’appuntamento con il confronto, la formazione (l’evento è accreditato ECM), la presentazione di novità nel campo della Senologia, vede il contributo di esperti di livello internazionale e nazionale, tra cui gli specialisti di Humanitas Catania, a cominciare dai referenti scientifici. A coordinare le tre giornate e le tre diverse sessioni sono Carlo Carnaghi (responsabile Oncologia Medica), Francesco Caruso (direttore Dipartimento Oncologico e Breast Centre), Michele Caruso (responsabile Ricerca clinica), Gaetano Castiglione (responsabile Chirurgia Oncologica Generale e Coordinatore Breast Centre), Antonio Rizzo (responsabile Anatomia patologica) e Paolo Vigneri (responsabile Oncologia Medica Universitaria) di Humanitas Istituto Clinico Catanese. Con loro anche Silvia Deandrea, presidentessa del Gisma.
Nel corso della prima giornata, dedicata al percorso diagnostico preoperatoio delle lesioni mammarie, verrà fatto il punto della situazione sulle procedure diagnostiche per un’adeguata caratterizzazione pre-opeatoria delle lesioni mammarie, per un’ottimale gestione delle risorse in un’ottica di miglioramento continuo della qualità. Verrà inoltre presentato il documento di consenso redatto da specialisti di 7 diverse società scientifiche, con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale Screening, che potrà fungere da riferimento per i dipartimenti di prevenzione e per le commissioni regionali delle Breast Uniti nel definire i proprio PDTA.
Focus sulle novità terapeutiche neoadiuvanti del carcinoma mammario, con la definizione delle migliori strategie di trattamento attraverso la valutazione critica delle evidenze disponibili su molteplici tematiche controverse, nella seconda giornata (venerdì 14 giugno), un obiettivo che negli anni si è potuto raggiungere grazie alla scesa in campo di un gruppo multidisciplinare che possa personalizzare il percorso di ciascuna paziente, sia in fase adiuvante che neo-adiuvante.
Quattro le tematiche per la terza e ultima sessione, sabato 15 giugno, quella dedicata alla Chirurgia: mastectomia o chirurgia oncoplastica, studi clinici sulla preservazione dell’ascella, ricostruzione mammaria con protesi o ricostruzione autologa, tecniche alternative di localizzazione. Nel corso della giornata sono previste lectio magistralis e la possibilità, per i partecipanti, di interagire con gli specialisti presenti.
– foto ufficio stampa Humanitas Istituto Clinico Catanese –
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LinkedIn come strumento di marketing, Albanese “Un webinar per le imprese”
PALERMO (ITALPRESS) – “Il profilo LinkedIn: strumento di marketing e vendita” è il tema dell’incontro formativo online gratuito, organizzato dal Punto impresa digitale della Camera di Commercio di Palermo Enna, che si svolgerà venerdì prossimo, alle 10, e che ha l’obiettivo di approfondire argomenti di fondamentale importanza per accrescere il business delle imprese. Verrà spiegato come trasformare il proprio profilo LinkedIn in un efficace strumento di marketing e vendita, in particolare verrà illustrato come ottimizzare ogni sezione del proprio profilo per attrarre e coinvolgere i clienti ideali, aumentare la rete professionale e migliorare i risultati di business attraverso tecniche testate di social selling.
“Attraverso questo webinar le imprese potranno comprendere le potenzialità che Linkedin offre ed il modo con cui utilizzare al meglio questa piattaforma, per costruire e consolidare la propria reputazione professionale e creare una rete di contatti qualificati”, dice Alessandro Albanese, presidente della Camera di commercio di Palermo Enna.
“Il webinar – sottolinea il segretario generale della Camera di Commercio Palermo Enna Guido Barcellona – ha l’obiettivo di mettere in evidenza l’importanza di LinkedIn ed il fatto che sia diventato uno strumento indispensabile per gli imprenditori che cercano di espandere la loro rete e aumentare le vendite. Si tratta di una piattaforma ormai essenziale per costruire e mantenere nel tempo una o più reti di relazioni professionali, ma anche per rimanere aggiornati su trend e novità di settore, spostamenti e cambiamenti di ruolo all’interno delle aziende di proprio interesse”.
Saranno presenti il presidente della Camera di commercio di Palermo Enna Alessandro Albanese ed il segretario generale Guido Barcellona. Interverrà come relatore del webinar Mirko Saini, LinkedIn & Social Selling specialist – Formazione e Strategie. Il webinar sarà moderato da Antonella Petrancosta, digital promoter del Punto impresa digitale della Camera di Commercio di Palermo Enna.
– foto ufficio stampa, Alessandro Albanese, presidente Camera di commercio di Palermo Enna –
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Operazione antimafia tra Catania e Ragusa, 16 arresti
CATANIA (ITALPRESS) – Operazione antimafia dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ragusa e dei Finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catania. Sedici persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli indagati, operanti tra le province di Ragusa e Catania, devono rispondere di associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, tentato omicidio, illecita concorrenza con minaccia o violenza. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Catania, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia etnea.
– foto ufficio stampa Carabinieri e Guardia di Finanza –
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Musica fino alle 2 di notte a Mondello e all’Addaura, il Tar pone dei paletti
PALERMO (ITALPRESS) – Musica fino alle 2 di notte a Mondello e all’Addaura, a Palermo, il Tar respinge il ricorso dei residenti ma pone dei paletti tutelando la loro quiete. Nonostante il rigetto, che avviene comunque con compensazione delle spese (visto che il Tar ha riconosciuto “la scarsa chiarezza del dato normativo, che realizza una distinzione, meramente apparente, tra esercizi pubblici menzionati in inesistenti distinti capoversi dell’articolo 6, comma 4, del regolamento impugnato”), la sentenza chiarisce alcuni aspetti applicativi importanti del regolamento. Lo rende noto lo studio Palmigiano e Associati che con gli avvocati Alessandro Palmigiano, Marco Cassata e Ornella Sarcuto, ha assistito i residenti.
“Leggiamo positivamente il provvedimento – ha dichiarato Palmigiano – perchè il nostro obiettivo era quello di accendere i riflettori su una vicenda che necessitava di paletti e specifiche, così come ha fatto il Tar”.
Nel provvedimento, infatti, fanno sapere dallo studio legale, viene specificato che i locali insistenti sulla fascia costiere sono comunque sottoposti alla disciplina di cui ai commi da 5 a 8 del regolamento, prevedendo una minima deroga riguardante unicamente la diffusione sonora all’interno del locale e che per la diffusione all’aperto dovrà in ogni caso essere rispettato l’orario posto dal comma 8 del regolamento. La diffusione sonora per i locali di tipologia C in fascia costiera sarà quindi vietata dall’1 di notte nei giorni feriali e solo nei week end sarà possibile la diffusione sonora fino alle 2.
Inoltre, viene precisato, nonostante l’articolo 6, comma 9 del regolamento non lo preveda espressamente, che anche i locali della fascia costiera saranno tenuti a dotarsi di una perizia fonometrica attestante il rispetto dei limiti di emissione individuati dal piano di zonizzazione comunale e che gli impianti dovranno essere dotati di limitatori che garantiscano il contenimento delle emissioni. Da ultimo, viene valorizzata la previsione di cui all’articolo 6, comma 10, che prevede la possibilità per i cittadini di richiedere al Comune l’adozione di atti con i quali individuare ulteriori limitazioni per garantire il riposo notturno dei residenti, qualora vi siano delle lesioni.
– foto ufficio stampa studio legale Palmigiano –
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Esami di maturità, in Sicilia coinvolti oltre 46 mila studenti
PALERMO (ITALPRESS) – In Sicilia sono migliaia le studentesse e gli studenti che affronteranno quest’anno la Maturità. Nell’Isola sono 46.292 i giovani di licei, istituti tecnici e professionali statali (41.952) e di scuole paritarie (4.340) che martedì 19 giugno, alle 8.30, affronteranno la prima prova scritta dell’Esame di Stato per l’anno scolastico 2023/24. L’anno scorso i candidati erano 48.580, 2.288 in più rispetto a quest’anno. Lo rende noto l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.
Le modalità per la prima prova scritta sono identiche in tutti gli istituti con una durata di sei ore. Giovedì 20 giugno è fissata la seconda prova scritta. Per le sezioni Esabac, Esabac techno è prevista una terza prova scritta. Gli esami si concluderanno con i colloqui orali multidisciplinari.
Le commissioni sono composte da commissari interni ed esterni e presiedute da un presidente esterno. In Sicilia sono 1.318 commissioni, di cui 333 a Palermo, 285 a Catania, 155 a Messina, 122 ad Agrigento, 112 a Siracusa, 109 a Trapani, 79 a Ragusa, 76 a Caltanissetta, 47 a Enna.
Dei 46.292 candidati siciliani – 44.679 interni e 1.613 esterni – sono 23.009 quelli che si presenteranno alla prova nei licei, 14.469 negli istituti tecnici e 7.928 nei professionali.
Dei quasi 42 mila maturandi delle scuole statali, Palermo e Catania sono le province in cui si concentra il maggior numero, con rispettivamente 9.948 (erano 10.168 l’anno scorso) e 9.537 (9.821 nel 2023) giovani. Seguono Messina con 5.020 (5.207 nel 2023), Trapani 3.898 (4.023 nel 2023), Agrigento 3.896 (4.050 nel 2023). A Siracusa e provincia se ne presenteranno 3.253 (3.375 nel 2023), Caltanissetta 2.529 (erano 2.733 nel 2023), Ragusa 2.548 (2.715 nel 2023) e infine Enna 1.323 (stesso numero di candidati dell’anno scorso).
Tra i licei, è anche quest’anno lo scientifico che conta il maggior numero di maturandi (6.381), seguono classico (3.951), linguistico (3.043), scienze umane (3.038), scientifica opzione scienze applicate (2618), scienze umane opzione economico sociale (1.124), scientifico – sezione a indirizzo sportivo (504), liceo delle arti figurative, plastico- pittorico (489).
Si presenteranno all’Esame di Stato 301 studentesse e studenti della sezione musicale del liceo musicale e coreutico e 77 della sezione coreutica triennio.
Tra gli istituti tecnici è l’indirizzo amministrazione, finanza e marketing ad avere il maggior numero di maturandi (2.754) ai quali vanno aggiunti i 1.805 dell’articolazione sistemi informativi aziendali, Segue turismo con 1.828, informatica e telecomunicazioni articolazione informatica con 1.788.
Il picco tra gli istituti professionali si trova nell’indirizzo enogastronomia e ospitalità alberghiera con 3.803 maturandi. Seguono: manutenzione e assistenza tecnica con 853 candidati; servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera – articolazione enogastronomia con 619 candidati; agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane con 486 candidati.
“Auguro buono studio e un ottimo risultato finale alle studentesse e agli studenti del secondo ciclo di istruzione che si apprestano ad affrontare le prove dell’Esame di Stato, traguardo importante del percorso scolastico di ognuno di loro – dice Giuseppe Pierro, Direttore Generale dell’USR Sicilia -. Colgo l’occasione per ringraziare tutto il personale della Scuola per la dedizione e il lavoro svolto durante l’intero anno scolastico”.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).












