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PERIFERIE, ALLARME ANCISICILIA

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“Le periferie urbane delle grandi città siciliane sono fra le più pesantemente colpite dal previsto blocco del bando per le periferie, votato nell’ambito del cosiddetto ‘Decreto Milleproroghe’ che, dopo il via libera del Senato, verrà esaminato dall’aula di Montecitorio nelle prossime settimane e, se il provvedimento dovesse essere confermato anche alla Camera, si tratterebbe di un danno complessivo che supera certamente i 300 milioni di euro, se si tiene conto delle risorse aggiuntive pubbliche e private che tutti gli enti coinvolti avevano già reperito e messo a disposizione”. Così Leoluca Orlando, presidente di AnciSicilia, intervenendo sulla sospensione dei finanziamenti al Bando alle periferie avvenuta nelle scorse settimane e sulla quale l’Anci sarà ascoltata in commissione Bilancio, alla Camera.

“L’Anci Sicilia, chiede la revoca di questa norma e auspica che su tutto quanto riguarda gli interventi per e con i comuni, vi sia un dialogo e una concertanzione fra Governo, Parlamento ed Enti locali – continua Orlando – perchè si tratta di un danno che colpirebbe in modo indiscriminato le tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina, moltissimi comuni delle tre province che avevano preso parte attiva ai progetti  mettendo a serio rischio impegni già sottoscritti e creando una conseguente emergenza sociale in zone che sono già ad alto rischio”.

“Siamo certi – conclude Orlando – che oggi i componenti della Commissione bilancio sapranno tenere nella giusta considerazione l’interesse delle comunità locali e lo sviluppo dei loro territori”.

ETNA, ALLERTA “GIALLA” PER IL VULCANO

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Il Dipartimento della Protezione Civile, come si legge in una nota, “dalle valutazioni emerse durante la riunione del 29 agosto scorso con i Centri di Competenza e il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, ha disposto il passaggio di livello di allerta per scenari di rilevanza nazionale per il vulcano Etna da ‘verde’ a ‘giallo’ e l’attivazione della fase operativa di attenzione”.

“Tale valutazione – prosegue la nota del Dipartimento della Protezione Civile – è basata sui dati di monitoraggio a oggi disponibili e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza che per il vulcano Etna sono l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente”.

“L’innalzamento del livello di allerta – sottolinea la nota – determina un incremento delle attività di monitoraggio, e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile. La Protezione Civile della Regione Siciliana, in relazione agli scenari di impatto locale, a partire dalla giornata del 24 agosto scorso, ha innalzato per i comuni dell’area sommitale la fase operativa locale da ‘base’ ad ‘attenzione’, allertando le strutture territoriali di Protezione Civile al fine di adottare eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali locali”.

“Indipendentemente dalle fenomenologie vulcaniche di livello locale, che possono avere frequenti variazioni, persiste una situazione di potenziate disequilibrio del vulcano – conclude la nota -. Occorre quindi tener presente che i passaggi di livello di allerta possono non avvenire necessariamente in modo sequenziale o graduale, essendo sempre possibili variazioni repentine o improvvise dell’attività”.

LIVATINO, SI CHIUDE FASE DIOCESANA DELLA CANONIZZAZIONE

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Dopo sette anni, si chiude la fase diocesana del processo di canonizzazione di Rosario Livatino, il magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990, all’eta’ di 38 anni, sullo scorrimento veloce Agrigento-Caltanissetta. Tutta la documentazione sara’ adesso inviata a Roma. 

Il 3 ottobre, alle 10,30, ad Agrigento, nella chiesa di Sant’Alfonso, si terra’ una cerimonia. Ad annunciarlo e’ stato l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro.

“La notizia della conclusione, dopo 7 anni, del processo diocesano di canonizzazione del giudice Rosario Livatino arriva a pochi giorni dal 28mo anniversario del suo martirio, il 21 settembre. Il grande lavoro istruttorio svolto per la causa, oltre 4 mila pagine, verrà trasmesso alla Congregazione Romana per le canonizzazioni in Vaticano – dice il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto -. Nell’attesa, un momento di preghiera e di riflessione sulla figura di un nostro conterraneo, esempio di grande rigore morale e profondo senso delle istituzioni”.

 

SALVINI INDAGATO PER SEQUESTRO DI PERSONA

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La Procura di Palermo ha richiesto al Tribunale del capoluogo siciliano – Collegio speciale per i reati cosiddetti ministeriali “di procedere alle indagini preliminari nei confronti del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il reato di sequestro di persona aggravato, commesso nel territorio siciliano fino al 25 agosto scorso, in pregiudizio di numerosi stranieri; ciò, in ossequio alle disposizioni di legge”. E’ quanto si legge in una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale Palermo, in merito alla vicenda della nave Diciotti. 

“Dell’avvio di tale procedura, sottolinea la nota, è stato dato avviso al senatore Salvini ed è in corso la notifica degli avvisi ai soggetti da ritenersi persone offese del reato ipotizzato, come previsto dalla Legge costituzionale”. Ai sensi delle disposizioni di legge, prosegue la nota, “la competenza a svolgere le indagini appartiene al cosiddetto Tribunale dei Ministri; nessun atto di indagine è stato quindi compiuto da questa Procura, che ha pertanto proceduto esclusivamente sulla base degli atti ricevuti e degli elementi, in fatto ed in diritto, allo stato dagli stessi ricavabili”. 

“Penso che la maggioranza degli italiani per bene abbia qualche perplessità. Un organo dello Stato indaga un altro ordine dello Stato. Con la differenza che un organo è eletto e l’altro no”, commenta il vicepremier Salvini.

“Sono una persona per bene. Non mollo di un millimetro, se domani dovesse arrivare un’altra nave carica di clandestini non sbarca. Dico grazie al procuratore di Palermo, al procuratore di Agrigento, al procuratore di Genova. Fate in fretta il vostro lavoro, mi date solo più forza”, ha aggiunto.

MAFIA, GABRIELLI “C’E’ E CONTINUA AD OPERARE”

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“Cosa nostra c’è e continua ad operare, anche se sono diverse le modalità con cui continua ad operare. Sono diversi i modi con i quali cerca di affermarsi nel territorio”. Lo ha dichiarato il Capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, in questura, a Palermo, a margine della presentazione del “Programma Borse di Studio”, promosso dall’associazione Quarto Savona 15.

“Il fatto che, per fortuna, non ci siano fatti di sangue come quelli che questa città ha vissuto nella prima e nella seconda guerra di mafia e nella stagione stragista, non significa che Costa nostra ha abbassato i bandoni – ha aggiunto Gabrielli -. In realtà Cosa nostra ha cambiato strategia, come ha detto lo stesso perfetto Manganelli. Non lo ha fatto per un libero convincimento ma perché c’è stata una risposta forte delle istituzioni e della società civile”.

“Oggi Palermo è molto diversa – ha sottolineato il Capo della polizia -. Anche i palermitani sono cambiati. La mafia si sta attrezzando e la sua operatività va ben al di là dei territori siciliani. Non a caso ci sono consigli comunali che vengono sciolti in giro per l’Italia perché sono collusi con la ‘Ndrangheta, con cosche della mafia siciliana o con la camorra. Questo ci dimostra che il percorso da fare è ancora lungo. Una eccessiva rappresentazione quasi edulcorata di un passato che deve sostanziarsi nella scoperta di lapidi o di qualcosa che non appartiene al presente, sarebbe un rischio da non correre. Io credo che noi non corriamo questo rischio perché l’impegno delle istituzioni è massimo”.

 

AL VIA L’ECOTOUR DELLE DIMORE STORICHE SICILIANE

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Prende il via il progetto “Donna Sicilia”, prima iniziativa in Europa di ecomobilità diffusa a livello regionale. 

Grazie al progetto, ideato e realizzato da Sicily by Car, “il noleggio di auto a mobilità elettrica si sposa per la prima volta con la ricettività siciliana storica e d’eccellenza creando un sistema tra privati che credono nel futuro del turismo green – spiega la compagnia di autonoleggio -. Castelli, bagli antichi, masserie di charme aprono le loro porte mettendo a disposizione degli ospiti le colonne di ricarica elettrica volute e posizionate da Sicily by Car in ciascuna delle strutture ricettive”.

Sicily by Car ha dotato una serie di dimore e palazzi storici delle colonne di ricarica elettrica. Il turista vi pernotta o vi fa una sosta per il pranzo o per una visita, se cliente di Sicily by Car, avrà la possibilità di ricaricare la propria vettura Renault Zoe usufruendo a titolo gratuito della ricarica.

“Credo sia importante trasmettere un segnale chiaro e incisivo sul potenziale siciliano e sulla sua capacità di fare sistema attraverso il patrimonio storico, artistico e naturale in favore di una riqualificazione ecologica, turistica e urbanistica”, dice Tommaso Dragotto, presidente e fondatore di Sicily by Car, che aggiunge: “Grazie al posizionamento delle colonne di ricarica elettrica nelle dimore storiche, il visitatore potrà realizzare il tour dell’intera regione a impatto zero, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. Essere i primi a realizzare un progetto simile in favore della tutela ambientale della Sicilia, mi rende particolarmente orgoglioso: un atto a favore della mia isola che compensa il grande impegno di risorse profuse”.

“Sostengo con grande convinzione questo progetto perché, da Ingegnere Meccanico quale sono, ho la ferma convinzione che la mobilità del futuro sia elettrica – commenta il rettore dell’Univerista’ di Palermo Fabrizio Micari -. Negli ultimi cento anni si è assistito a una ricerca sempre più approfondita sui motori a combustione interna, sui quali è ormai molto difficile potere assistere ad ulteriori livelli di innovazione, che  non siano meramente incrementali, sui consumi e sull’impatto ambientale. Al contrario, credo che ci siano grandi spazi di ricerca ed innovazione nel settore della mobilità elettrica, ad esempio per quanto riguarda le batterie, i materiali ed i sistemi di ricarica. Le prestazioni di questi motori devono essere ottimizzate e ci sono certamente grandi opportunità. Ma per poter programmare un futuro elettrico bisogna rafforzare e valorizzare i beni complementari, tra cui le colonnine di ricarica elettrica. Il nostro Ateneo farà la sua parte con i suoi corsi, i suoi laboratori, i suoi programmi e con la diffusione delle best practices anche al di fuori delle proprie mura. E’ in questa ottica che UniPa ha aderito alla Rete delle Università per la Sostenibilità, promossa dalla CRUI, per incentivare questa cultura proprio a partire dal nostro campus.”

Una eco-guida, Donna Sicilia, illustra tutte le caratteristiche di ciascuna location raccontandone la storia ed i servizi offerti in italiano e inglese.

Alla presentazione del progetto ha partecipato anche il presidente della Regione, Nello Musumeci.

80 MILA FEDELI A PALERMO PER BERGOGLIO

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Ottantamila fedeli da tutta la Sicilia e dal resto d’Italia; 500 pullman; 40 vescovi; 700 sacerdoti, diaconi e religiosi; 200 seminaristi; 4500 giovani presenti a Piazza Politeama; 350 giornalisti e cine operatori accreditati. Sono alcuni dei numeri per la visita di Papa Francesco a Palermo.

La visita di Pontefice è in programma per sabato prossimo e ricade nel venticinquesimo anniversario della morte di don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel quartiere palermitano di Brancaccio. 

“L’arrivo del Papa in mezzo a noi è un momento di festa, coinvolgente, per chi è credente ma anche per chi non lo è. È una visita che trasversalmente coinvolge tutti. Decine e decine di persone in maniera volontaria e gratuita, hanno lavorato di giorno e di notte per organizzare questa visita”, dice monsignor Giuseppe Oliveri, vicario generale dell’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, incontrando la stampa nel Palazzo arcivescovile. 

“Il Papa ha scelto di venire nel venticinquesimo di un assassinio, che per noi cristiani è diventato un martirio: quello di don Pino Puglisi. Il Papa viene come pellegrino a visitare i luoghi del martirio di un testimone che ha versato il sangue in questa martoriata terra di Sicilia – afferma l’arcivescovo Corrado Lorefice -. Il Papa sa che giunge in una città fecondata da martiri della giustizia e della fede, di questo ha piena consapevolezza”.

  

SCUOLA, PRIMO GIORNO IN SICILIA

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Primo giorno di scuola, oggi, in Sicilia. Anche se con l’autonomia scolastica alcuni istituti hanno aperto le porte già da lunedì scorso.

Secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Istruzione sono 4.129 i plessi in funzione nell’isola, venti in meno dello scorso anno, e 728 mila gli alunni, di cui oltre 26 mila disabili, ospitati in 36 mila classi.

E non mancano i problemi.  E’ ancora caos per l’assegnazione di cattedre, supplenti e insegnati di sostegno. A mancare all’appello sono anche i presidi.