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MAXI SEQUESTRO DI MARIJUANA A PARTINICO

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Maxi sequestro di marijuana a Partinico, nel Palermitano. La guardia di finanza ha scoperto un deposito di infiorescenze di marijuana nelle campagne della cittadina.

Già in passato le Fiamme Gialle avevano scoperto nella zona piantagioni di marijuana, pianta che richiede caratteristiche climatiche presenti nel Partinicese. Sulla base di queste esperienze, i baschi verdi hanno intensificato i controlli nell’area, incentrando l’attenzione su un casolare disabitato.

Il forte, inconfondibile odore proveniente dall’immobile ha spinto i finanzieri a un’ispezione. All’interno della struttura sono stati trovati circa 166 kg di infiorescenze di marijuana.

Le piante erano appese ad alcuni fili di ferro pendenti dal soffitto, per facilitare l’essiccazione.

Oltre a sequestrare il consistente quantitativo di stupefacente, i baschi verdi hanno individuato, rintracciato e denunciato il proprietario del casolare e del terreno. Si tratta di un professionista del luogo.

 

L’OCCUPAZIONE FEMMINILE ARRANCA

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L’occupazione femminile arranca in Sicilia, regione che occupa addirittura l’ultimo posto in Europa con solo il 29,2% di donne che lavorano, in totale di 493 mila di cui 333 mila a tempo pieno e 160 mila a tempo parziale. 

Il divario con la media italiana, 48,9%, è grande, enorme poi quello con la media Ue, pari al 62,3%. Se n’è parlato nel corso di un convegno della Flai Cgil Sicilia, in memoria di Lia Pipitone, la giovane donna figlia di un boss uccisa dalla mafia 35 anni fa perché ritenuta colpevole di disonorare la famiglia. Il dibattito è stato l’occasione per fare il punto sul lavoro femminile nel settore agricolo che, per il segretario generale della Flai Sicilia, Alfio Mannino, “può fare da traino all’occupazione femminile, sfruttando soprattutto le opportunità offerte dall’Europa, che stanzia al proposito cospicui investimenti”. 

In agricoltura sono occupate oggi 25 mila donne, su un totale di 120 mila addetti. Il 90% è lavoro stagionale, in linea con l’andamento del comparto. Si aggiungono le 11 mila lavoratrici dell’industria agroalimentare, il 10% del totale degli addetti. “La riforma del collocamento agricolo, che rivendichiamo da tempo – ha sottolineato Mannino – favorendo l’incontro da domanda e offerta in una condizione di trasparenza e legalità può favorire l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la qualità del lavoro, evitando forme di sfruttamento e abusi di cui spesso sono vittime le donne”.

Il convegno è stato l’occasione anche per discutere della lotta alla violenza di genere che vede la Cgil in prima fila. Nel 2017 in Sicilia ci sono stati 7 femminicidi. 

“L’occupazione femminile – ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro – è uno snodo fondamentale anche della lotta contro la violenza di genere. Il nostro impegno per il lavoro, contro disuguaglianze, stereotipi, segregazione occupazionale e per il giusto valore alle competenze femminili continua in tutte le sedi – ha aggiunto – in quelle della contrattazione  e in tutti i luoghi dove occorre fare valere  le pari opportunità e contrastare la violenza  e le molestie. Analogamente prosegue la nostra battaglia contro la mafia”.

 

3,5 MLN PER AMMODERNARE 40 KM DI LINEE ELETTRICHE

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E-distribuzione, società del gruppo Enel che gestisce la rete di distribuzione dell’energia elettrica, ha investito 3,5 milioni di euro per ammodernare 40 km di linee elettriche e 90 cabine secondarie di trasformazione a Carini, in provincia di Palermo, e in sette comuni vicini. 

Questo il “progetto Carini” che è stato presentato questa mattina al Castello di Carini e che vede coinvolti i comuni di Isola delle Femmine, Capaci, Torretta, Cinisi, Terrasini, Partinico e Balestrate oltre alla stessa Carini. 

La società ha anche realizzato un nuovo centro satellite, un impianto in media tensione (20 mila volt) che contribuisce al miglioramento della qualità del servizio elettrico. La presenza di questo impianto garantirà una maggiore disponibilità di energia, oltre che una maggiore flessibilità e stabilità di esercizio del servizio della rete elettrica in un’area a forte vocazione turistica e con un’importante presenza di attività del settore terziario e commerciale, non ultimo l’aeroporto di Palermo. 

Per realizzare i lavori sono state adottate delle tecniche innovative. Cio’ ha consentito di ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla viabilità: le nuove linee di scavo interrato sono state realizzate con la trivellazione orizzontale controllata. E’ stato anche utilizzato un elicottero per la posa dei nuovi sostegni nelle aree più difficili e impervie e sono utilizzati dei droni per assistere il personale operativo dei nuovi elettrodotti aerei. 

“L’impegno di e-distribuzione – ha detto Vincenzo Ranieri, ad della società – continuerà per assicurare la massima affidabilità delle reti e un elevato livello di qualità del servizio su tutto il territorio nazionale, grazie ad un impegno costante di rinnovamento tecnologico dei nostri impianti. Il progetto Carini rappresenta un ulteriore sviluppo del nostro piano di intervento per rendere la rete elettrica siciliana sempre più affidabile e resiliente. Progetto che abbiamo completato in stretta collaborazione con autorità, enti ed istituzioni locali”.  

 

ALLARME PER IMPORT ARANCE SPAGNOLE

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I presidenti di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi, della Cia Sicilia orientale Giuseppe Di Silvestro, Confcooperative Sicilia Gaetano Mancini e Distretto produttivo Agrumi di Sicilia Federica Argentati hanno scritto una lettera al Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, esprimendo “preoccupazione per le notizie che circolano circa la richiesta sui mercati agricoli di grandi quantità di arance bionde spagnole da parte di commercianti italiani”. 

“Dai mercati spagnoli ci giunge la notizia che in vista dell’apertura della campagna di raccolta del Navel nel paese iberico, sono giunte massicce prenotazioni dall’Italia di agrumi in foglia – si legge nella missiva -. La richiesta maggiore arriva dal Lazio, Sicilia e Campania e Calabria ma anche dalle regioni del nord vi sono numerose prenotazioni di arance estere. Tale massiccia e anomala richiesta ci allarma e ci auguriamo che questi agrumi non siano poi etichettati e venduti come prodotto italiano”.

“Chiediamo dunque al Ministero e alla Regione Siciliana di intervenire con controlli a tappeto per evitare frodi, falsificazioni e imbrogli che danneggerebbero i produttori siciliani”, continuano Di Silvestro, Selvaggi, Mancini e Argentati. “Sottolineiamo, inoltre, che questo tipo di commercializzazione può creare seri problemi dal punto di vista fitosanitario con il timore che si possono introdurre parassiti che attaccano gli agrumeti. Si auspica che i controlli da parte degli enti preposti siano efficaci affinché sia scongiurato qualsiasi pericolo per gli agrumeti siciliani”.

TASCA D’ALMERITA PUNTA SUI MERCATI ESTERI

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L’azienda Tasca d’Almerita sceglie Iccrea BancaImpresa per l’emissione di un minibond del valore di 3 milioni di euro che servirà a sostenere un importante piano di crescita sui mercati internazionali. Lo rende noto l’Azienda vitivinicola, con sede a Palermo, “attiva fin dal 1830 nella produzione e vendita di vini di qualità grazie all’impegno di una famiglia giunta ormai alla ottava generazione, che da sempre ha rappresentato uno dei simboli del vino siciliano – si legge in una nota -. Dal 2010 al 2017 ha visto una crescita del suo fatturato pari al 34%”.

“Queste risorse serviranno per supportare l’espansione internazionale e valorizzare ulteriormente il nostro progetto sull’Etna, una delle nuove tenute di riferimento della azienda, con i vini a denominazione Doc Etna, considerata oggi una delle aree di maggiore interesse per il mercato internazionale  –  spiega Alberto Tasca, ceo dell’azienda -. Il progetto ‘Tascante’ (Tasca ed Etna appunto) è la sintesi esatta della nostra idea di vigneto sul vulcano più alto d’Europa: 30 ettari complessivi di cui 17 vitati, quasi 200 muretti a secco, oltre 100 terrazzamenti, 5,5 ettari di castagni, 355 piante di ulivo. Questa nuova sfida è una delle tante che l’azienda ha previsto nel suo piano di sviluppo con l’obiettivo di una forte crescita all’estero”.

L’emissione, seguita da Iccrea BancaImpresa, è la ventesima operazione di minibond sottoscritta dalla banca corporate del Gruppo bancario Iccrea.

“A seguire la nuova operazione, insieme a Iccrea BancaImpresa, come co-arranger e co-advisor, ADB – Corporate Advisory – sottolinea la nota -. Deal counsel dell’operazione per quanto concerne gli aspetti legali lo studio R&P legal con il partner avvocato Giovanni Luppi. Tasca d’Almerita si è avvalsa della consulenza dello Studio Tana”.

“Il minibond è quotato sul mercato ExtraMOT PRO di Borsa Italiana, il segmento di Piazza Affari riservato ai soli investitori professionali, dopo che si è chiusa con successo l’emissione del prestito obbligazionario senior secured della durata di 7 anni, con un tasso fisso del 3,90% e rimborso amortizing a partire dal terzo anno – conclude la nota -. Il forte interesse da parte degli investitori qualificati ha permesso a Tasca d’Almerita di fissare il tasso cedolare ben al di sotto rispetto all’attuale media dei tassi di mercato dei minibond”.

FIASCONARO E LE ECCELLENZE DELLE MADONIE

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Termina nell’incantevole Cefalù il 12esimo itinerario dell’iniziativa ‘Treni storici del gusto’ che, promossa da Fondazione FS Italiane e Regione Sicilia, propone una serie di percorsi sulla scia del bello e del buono dell’isola a bordo di una carrozza anni ’30.

Un viaggio nella memoria alla riscoperta dei tesori artistico culturali ma anche delle tradizioni enogastronomiche del territorio, sotto l’egida di Slow Food.

Sono infatti proprio i rappresentanti della condotta Slow Food delle Basse Madonie, insieme agli studenti dell’Istituto Professionale Statale Alberghiero “A. Florena” di Santo Stefano di Camastra, ad accogliere i passeggeri in arrivo a Cefalù proponendo loro assaggi e laboratori del gusto delle eccellenze del territorio per poi ‘affidarli’ alle guide turistiche pronte ad accompagnarli in un tour lungo le vie della cittadina.

Ed anche l’azienda dolciaria Fiasconaro, che ha sede a Castelbuono, proprio nel cuore delle Madonie, è fra i protagonisti della giornata. Il giovane pasticcere Mario Fiasconaro, che del padre Nicola sta seguendo con successo le orme, dietro un desk allestito appositamente alla stazione, si esibisce in una serie di show cooking in diretta dispensando ai viaggiatori appena scesi dal ‘Treno storico del gusto’ dolci leccornie e, ovviamente, piccoli assaggi gourmand dei famosi panettoni che hanno reso nel mondo il brand di famiglia un’icona del food Made in Italy.

CLASS ACTION, SICINDUSTRIA “RIFORMA CONTRO IMPRESE”

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“La riforma della class action che approderà in Aula dalla prossima settimana sembra essere stata concepita per punire le imprese”. È il commento del vice presidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese, dopo il via libera della Commissione Giustizia della Camera al testo.

“È per questo – aggiunge Albanese – che ci appelliamo a tutti i deputati siciliani affinché intervengano urgentemente su tre principali criticità: la possibilità di aderire dei singoli all’azione giudiziaria dopo la sentenza di condanna dell’impresa favorisce comportamenti opportunistici da parte di chi sta a guardare e poi decide di salire sul ‘carro del vincitore’ a giochi fatti; imporre alle imprese il pagamento di un compenso ‘premiale’ agli avvocati, che andrebbe a sommarsi alle normali spese legali, è una scelta che evoca tanto il concetto dei danni punitivi; norme così incisive e destinate a produrre effetti sostanziali dovrebbero applicarsi solo per il futuro e non anche per il passato. Il rischio della retroattività è quello di esporre le imprese a contenziosi anche per fatti accaduti 10 anni prima. Noi non siamo contrari per principio né al provvedimento né allo strumento, ma alcune scelte sembrano inspirate a quella cultura anti-industriale che sempre più spesso siamo costretti a denunciare”.

“Confidiamo pertanto che in Parlamento, data la rilevanza trasversale di questi temi per il mondo delle imprese – conclude Albanese -, i deputati siciliani possano impegnarsi affinché questioni che definirei di buon senso trovino riscontro nel testo normativo”.

 

MESSINA, SI È DIMESSO IL SINDACO

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Con un post su Facebook il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha reso noto di avere firmato le sue dimissioni da primo cittadino “a far data dall’8 ottobre”, “in osseguio a quanto precedentemente annunciato”. 

Nella lettera De Luca chiede al presidente del Consiglio Comunale la convocazione di una seduta straordinaria per sabato 6 ottobre, con all’ordine del giorno le dimissioni e “misure indifferibili e urgenti a salvaguardia degli equilibri economico-finanziari del Comune e del sistema delle partecipate comunali”.

“Il sottoscritto – scrive il sindaco dimissionario – continuera’ svolgere compiutamente le funzioni fino al 7 ottobre con la medesima intensita’ e impegno gia’ profuso nell’espletamento del mandato ricevuto il 25 giugno scorso”.

De Luca terra’ un “comizio di commiato” domenica prossima alle 18 in piazza municipio. 

Alla base della decisione del sindaco c’è  la “situazione che abbiamo trovato”, aveva affermato ieri De Luca preannunciando le dimissioni, “peggiore di quella che ci aspettavamo. Soprattutto i profili finanziari e il piano di riequilibrio evidenziano degli elementi di forte preoccupazione che stiamo cercando di affrontare”, “un quadro che è molto complesso ed è stato in parte volutamente occultato in questi anni”.