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BLUTEC, CIG PER 6 MESI A LAVORATORI TERMINI

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La cassa integrazione sarà anticipata per sei mesi ai lavoratori di Termini Imerese. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al tavolo convocato sulla vertenza Blutec nel comune del palermitano. L’incontro si è tenuto nella sala Vincenzo La Barbera del palazzo municipale, in piazza Duomo.

Durante la riunione, il sindaco di Termini, Francesco Giunta, si è complimentato con il ministro “per essere stato in visita in città due volte, nell’arco di quattro mesi, per il caso Blutec”.

Di Maio era accompagnato dal suo vice capo di Gabinetto, Giorgio Sorial. Presenti al tavolo anche il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con l’assessore Mimmo Turano; il prefetto Antonella De Miro; il deputato del M5S Giancarlo Cancelleri; il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta; i primi cittadini del comprensorio, oltre ai rappresentanti sindacali e ad alcuni parlamentari nazionali e regionali del Movimento 5 Stelle.

“Ci sono dei lavoratori che aspettano di essere riassunti nello stabilimento ex Fiat, oggi Blutec, e allo stesso tempo hanno il diritto di ricevere degli ammortizzatori sociali, un reddito attraverso la Cig, in attesa che Blutec rispetti gli impegni – ha sottolineato il ministro Di Maio -. Quando abbiamo iniziato ad affrontare questa questione, ci siamo resi conto che la legge non consentiva al ministero del lavoro di erogare gli ammortizzatori sociali dal 1 gennaio. Lunedì modifichiamo la legge con un emendamento che verrà presentato al decreto che contiene il reddito di cittadinanza e quota 100, un emendamento già bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato che quindi entra nelle leggi dello Stato entro i prossimi 15 giorni”.

“Come ministro erogherò direttamente ai lavoratori gli ammortizzatori dei due mesi che non hanno avuto e dei prossimi mesi fino a giugno”, ha aggiunto. “La Blutec deve rispettare gli impegni che ha preso”, ha proseguito Di Maio. “Ed allo stesso tempo Fiat, Fca, per me resta Fiat, deve fare la sua parte perchè si è impegnata, attraverso un’azienda fornitrice di Fiat per tanti anni, alla transizione”.

DIVENTERÀBELLISSIMA, MUSUMECI ELETTO PRESIDENTE

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Al termine del congresso regionale di Diventera’Bellissima, che si e’ tenuto a Catania, sono stati
eletti per acclamazione Nello Musumeci, Gino Ioppolo e Giuseppe Catania, rispettivamente presidente, coordinatore regionale e presidente della assemblea regionale.

Dal congresso è emersa anche la posizione del movimento in vista delle elezioni europee.

“La nostra posizione politica rispetto alle imminenti elezioni europee non puo’ che essere la neutralita’, non solo nel rispetto del delicato ruolo di garante della coalizione del Presidente Musumeci, ma soprattutto perche’ se la nostra ragione sociale e’ la Sicilia, nulla puo’ essere piu’ importante di accompagnare l’azione di governo nella difficile impresa che ci
attende in questi mesi”.

APPALTI SANITÀ, ARRESTATO PRIMARIO A CATANIA

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La Guardia di finanza del Comando provinciale di Catania ha eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su appalti nella sanità pubblica. Due degli indagati sono finiti agli arresti domiciliari mentre nei confronti di altri quattro sono stati disposti provvedimenti interdittivi.

Tutti devono rispondere, a vario titolo, dei reati di turbata libertà degli incanti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, istigazione alla corruzione, concussione e riciclaggio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale etneo.

Tra gli indagati finiti ai domiciliari c’è il primario di urologia dell’ospedale Policlinico ‘Vittorio Emanuele’ di Catania, il professore Giuseppe Morgia.

Con un contestuale provvedimento, il gip ha fissato gli interrogatori nei confronti di ulteriori 3 dirigenti medici, all’esito dei quali valuterà se applicare la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di pubblico servizio.

L’appalto oggetto dell’indagine è la gara del 17 luglio 2018 bandita dal Policlinico Universitario Vittorio Emanuele di Catania avente quale oggetto “l’approvvigionamento triennale, con opzione di rinnovo semestrale, di dispositivi medici per urologia occorrenti alle aziende sanitarie, ospedaliere e universitarie del Bacino della Sicilia Orientale, suddivisa in 209 lotti per complessivi 55.430.178 euro”.

 

STRADA INTERROTTA DA TREDICI ANNI, SINDACO SI INCATENA

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Il sindaco di Polizzi Generosa, Giuseppe Lo Verde, si è incatenato davanti al Municipio. Protesta perché da tredici anni è chiusa la strada che collega il suo comune con la localita’ turistica madonita di Piano Battaglia.

“Le Madonie sono incatenate da una politica delle poltrone – dice il primo cittadino – che non risolve i problemi del territorio. I madoniti sono bloccati da una burocrazia che sta distruggendo la nostra economia costringendo ormai da anni i giovani a lasciare questa terra. I nostri comuni delle Madonie sono incatenati da un campanilismo che impedisce di mettere mano a veri progetti organici di sviluppo territoriale”.

“Mi incateno in questa piazza – dice Lo Verde – per denunciare pubblicamente che senza un perché da tredici anni si tiene chiusa la strada che collega Polizzi Generosa con Piano Battaglia. Perché da tredici anni si tiene chiuso il percorso più breve che collega un comune madonita con Piano Battaglia? Perché da tredici anni si tiene Polizzi isolato da Piano Battaglia? Perché da tredici anni si distrugge l’economia turistica del comune di Polizzi Generosa impedendoci di accedere ad una parte importante del nostro territorio quale Piano Battaglia?”.

La protesta di Lo Verde andrà avanti nei prossimi giorni. “Mi incateno in questa piazza perché sulle Madonie accade che nevica come domenica scorsa e a Piano Battaglia non si può andare per sciare. Mi incateno per gridare forte che in questo territorio una risorsa economica come Piano Battaglia non si riesce a farla decollare. Mi incateno in questa piazza per dire a tutti che il nostro territorio è incatenato perché abbiamo un sistema viario da terzo mondo. Mi incateno in questa piazza perché oggi spostarsi sulle Madonie è diventato impossibile. Mi incateno in questa piazza perché voglio dire a tutta l’Italia che in questo nostro sud è diventato un vero e proprio inferno spostarsi per lavorare”.

 

GIUSTIZIA TRIBUTARIA, OPEN DAY A PALERMO

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Palermo è la città con più cause pendenti in Italia nella giustizia tributaria. Alla commissione Tributaria Regionale di Palermo, al 30 settembre 2018, si contano 42.821 cause, con un aumento del 5,62% rispetto al 2017. È questo uno dei dati emerso nel corso dell’Open day dedicato alla giustizia tributaria e organizzato dall’Uncat, l’Unione nazionale delle camere degli avvocati tributaristi.

Gli avvocati si sono riuniti nell’aula Borsellino del Dems, a Palermo. In primo piano anche la riforma fiscale ma soprattutto la presentazione della quinta edizione del corso di alta specializzazione di formazione specialistica per mettere in campo giudici tributari e professionisti sempre più specializzati e formati, a tutela dei diritti dei contribuenti.

“L’Uncat per sua missione è da sempre impegnata per garantire un equo sistema tributario che garantisca i diritti dei contribuenti – spiega Angelo Cuva, docente di Diritto Tributario all’Università di Palermo, codirettore della scuola Uncat di Palermo -. Siamo giunti in un particolare e delicato momento del nostro ordinamento in cui la riforma della giustizia tributaria appare urgentissima ed indifferibile. Il sistema della giustizia tributaria, che come emerge dai dati emersi dalla inaugurazione dell’anno giudiziario, gestisce più di 30 miliardi di contenzioso, va immediatamente riformato nell’ambito processuale e in quello sostanziale”.

“Per questo l’Uncat – aggiunge Cuva – ha presentato in questi giorni un articolato progetto di riforma della Giustizia tributaria che si aggiunge ad altri progetti depositati di recente in Parlamento. È necessario che tale riforma venga legislativamente realizzata in tempi brevissimi. Non sono tollerabili ulteriori rinvii. Il nostro ordinamento tributario ha necessità di una adeguata tutela giudiziale dei contribuenti, un abbassamento significativo dei costi della compliance e di una adeguata formazione degli operatori vista la complessità della materia fiscale”.

E proprio per l’esigenza di affidare questa grande mole di contenziosi a professionisti specializzati, è stata presentata la quinta edizione del corso biennale di alta specializzazione di formazione specialistica con l’obiettivo di creare un’offerta formativa professionale post universitaria a favore di avvocati ed anche a laureati in giurisprudenza ed economia e commercio. Quello della giustizia tributaria, così come lo ha definito nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Giovanni Tria, “è un settore nevralgico per il bilancio statale”.

Il corso si propone di fornire agli iscritti le conoscenze teoriche e pratiche e l’addestramento all’uso degli strumenti tecnico giuridici per l’esercizio della consulenza e difesa tributaria nelle diverse fasi del procedimento amministrativo e di quello contenzioso. Il corpo docente è formato da avvocati tributaristi cassazionisti, professori universitari, magistrati e componenti dell’amministrazione finanziaria.

Il superamento dell’esame finale consentirà l’accesso al percorso per il conseguimento del titolo di avvocato specialista in diritto tributario una volta che la disciplina regolamentare attuativa verrà formalizzata.

Inoltre, è stato anche presentato il nuovo e-book “Giustizia Tributaria – Doveri e Diritti del Contribuente”, a cura di Daniele Baldassare Giacalone e Angelo Cuva, che esamina diverse tematiche riguardanti la realizzazione dell’equità fiscale.

Sono intervenuti Claudia Giurintano, del dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali; Giuseppe Di Stefano, presidente dell’ordine degli avvocati di Palermo; Fabrizio Escheri, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Palermo; Alessandro Paino, presidente della Camera degli avvocati tributaristi di Palermo; Francesco Leone, presidente Agius; Giuseppe Miria, presidente Aiga Palermo;
Salvatore Forastieri, garante del contribuente della Sicilia; Andrea Parlato, benemerito dell’Università di Palermo.

L’incontro è stato coordinato da Angelo Cuva, insieme a Daniele Baldassare Giacalone, professore a contratto di Economia Internazionale presso Link Campus University di Catania, codirettore della scuola Uncat – sede di Palermo.

RIFIUTI, INTESA REGIONE E CONAI

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Catania al 9,18 per cento, Palermo e Messina di poco al di sopra del 14 per cento. I Comuni più virtuosi sono: Giardinello, nel Palermitano e Zafferana Etnea, nel Catanese, con oltre il 79 per cento mentre Catenanuova, Cerami e Sperlinga, nell’Ennese, sono ancora ferme a zero. I dati sulla raccolta differenziata, gli ultimi finora a essere stati ufficialmente certificati, sono aggiornati al 31 dicembre 2017 e fotografano una situazione critica.

Da qui la necessità per la Regione Siciliana di tentare di imprimere una sterzata al servizio affidandosi al Conai con il quale è stata raggiunta un’intesa per lo sviluppo e il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti d’imballaggio: vetro, plastica, carta, legno, acciaio e alluminio.

L’Accordo di programma è stato siglato nella sala Alessi di Palazzo d’Orleans, a Palermo, dal governatore Nello Musumeci e dal presidente del Conai – Consorzio nazionale imballaggi, Giorgio Quagliuolo, alla presenza dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon e del dirigente del dipartimento Acqua e rifiuti Salvo Cocina.

I primi interventi coinvolgeranno i Comuni con più di cinquantamila abitanti che, in forma singola o associata, gestiscono i servizi e che alla fine del 2017 non hanno raggiunto la soglia del 25 per cento (Trapani e Bagheria), oltre le Città metropolitane di Palermo, Catania, Messina. Conai, attraverso i Consorzi di filiera, garantirà il ritiro e il conseguente avvio a riciclo e recupero riconoscendo alle amministrazioni locali i corrispettivi previsti dall’Accordo quadro siglato con l’Anci.

“Per quanto riguarda la raccolta differenziata – evidenzia il presidente Musumeci – la Regione, in un anno, è passata dal 21 per cento a circa il 35 per cento: un vero miracolo, considerando che non abbiamo mandato all’estero nemmeno un chilo dei nostri rifiuti. E siamo riusciti a scongiurare anche il rischio del collasso del sistema delle discariche accompagnando, poco a poco, l’Isola fuori dall’emergenza. E’ ovvio che rimane ancora tanto da fare, ma la legge e il Piano sono già pronti ed entro un anno potremo affermare di essere al sicuro. La collaborazione con il Conai per i materiali di riciclo segna un’ulteriore tappa di questo percorso nel quale, però, l’atteggiamento del cittadino resta fondamentale: la gente deve imparare a scartare il vetro, la plastica, il metallo e tutti quegli altri materiali che non devono assolutamente arrivare mai più in discarica. E’ una scelta razionale ma, allo stesso tempo, economica e remunerativa”.

Conai curerà anche la fase progettuale delle campagne di comunicazione attraverso le quali i Comuni dovranno sensibilizzare la popolazione sulla necessità di un corretto smaltimento dei rifiuti.

“L’impegno di Conai per la Regione Siciliana – ha spiegato il presidente del Consorzio, Giorgio Quagliuolo – non si ferma al solo supporto tecnico ed economico, ma ne prevede anche uno rivolto alla fase di comunicazione dei nuovi sistemi di raccolta differenziata. Coinvolgere i cittadini e sensibilizzarli sul tema della corretta separazione degli imballaggi è fondamentale per aumentare il loro coinvolgimento e la loro partecipazione attiva, elementi sostanziali per alzare la quantità e la qualità della raccolta differenziata”.

L’Accordo incentiva, inoltre, la promozione di incontri formativi e informativi rivolti alle amministrazioni comunali. Verrà costituito, infine, un apposito Gruppo di lavoro per la realizzazione di una capillare mappatura del sistema impiantistico regionale a supporto dello sviluppo della raccolta differenziata.

L’obiettivo è quello di uniformare il modello di raccolta differenziata a livello regionale e, quindi, i flussi in ingresso agli impianti, individuando una linea comune che privilegi la raccolta monomateriale dei rifiuti di imballaggio a base cellulosica, in vetro e in multimateriale leggero.

L’assessore Pierobon ha spiegato che “si tratta di un accordo su cui abbiamo lavorato a lungo e che costituisce un primo tassello al quale ne stiamo aggiungendo altri per dare un concreto aiuto ai Comuni impegnati nella raccolta differenziata. Nei prossimi giorni – ha annunciato – i Consorzi di filiera del riciclo incontreranno i sindaci per trovare altre soluzioni e dare risposte operative agli enti locali”.

 

 

 

MAFIA, CONFISCATI BENI A ESPONENTE CLAN NIZZA

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La Dia di Catania ha confiscato beni per 1.5 milioni di euro riconducibili a Daniele Nizza, 42 anni, indicato come esponente di spicco dell’omonimo clan mafioso.

Il provvedimento ha riguardato sei unità immobiliari nel comune di Catania, tra cui una villa con piscina, e due motoveicoli intestati a Daniele Nizza ed ai propri familiari conviventi, oltre che a terze persone.

Inoltre, è stata applicata al pregiudicato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, nella misura di 4 anni, con obbligo di presentazione bisettimanale all’autorità di pubblica sicurezza, con il versamento, a titolo di cauzione, di 3 mila da versare entro novanta giorni dall’esecuzione del provvedimento in questione.

Daniele Nizza, insieme ai fratelli Salvatore, Andrea Luca, Giovanni e Fabrizio, quest’ultimo collaboratore di giustizia, annovera a vario titolo numerose condanne in primo e secondo grado di giudizio per estorsione, associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, violazioni alla normativa in materia di armi e omicidio.

Peraltro, sia nei confronti di Salvatore e Andrea Luca Nizza erano stati già eseguiti analoghi provvedimenti che disponevano la confisca dei rispettivi patrimoni, consistenti in numerosi beni immobili, mobili registrati e rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa 2,3 milioni di euro.

I fratelli Nizza vengono indicati come appertenenti all’omonimo clan, articolazione della famiglia di cosa nostra catanese “Santapaola – Ercolano”, attivo nel quartiere Librino.

 

REGIONE, VIA LIBERA AL CONTRATTO DEL PERSONALE

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Il governo Musumeci ha ratificato, durante la riunione della Giunta di ieri sera, il nuovo Contratto di lavoro per i dipendenti del comparto della Regione Siciliana. Il documento era stato sottoscritto qualche settimana fa dall’Aran e dalla quasi totalità dei sindacati, a seguito di una lunga contrattazione. Adesso, l’ultimo passaggio sarà quello della registrazione da parte della Corte dei conti.

“Un altro passo avanti – dice il governatore Nello Musumeci – per l’effettiva applicazione. A oltre dieci anni dall’ultimo rinnovo, i dipendenti regionali avevano il diritto di vedersi applicare un nuovo contratto di lavoro, come nelle altre Regioni italiane. Per questo motivo, fin dal nostro insediamento, abbiamo accantonato le risorse necessarie e impartito le direttive all’Aran perché si arrivasse il prima possibile al risultato finale, restituendo così valore all’impegno dei lavoratori”.