“Una nuova fase di rilancio della Giunta. Questa è una Giunta che cerca di dare una risposta ai palermitani che va oltre il mandato dell’attuale sindaco. Pensare al presente con l’obiettivo del futuro. Le responsabilità di queste scelte sono soltanto mie”.
Lo afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando presentando la nuova Giunta a Palazzo delle Aquile. Confermati soltanto in due, Giuseppe Mattina al Sociale e Giovanna Marano alla Scuola. Sei volti nuovi: Fabio Giambrone, sarà vicesindaco e avrà la delega al Personale; il medico palestinese Adham Drawsha, ex presidente della Consulta delle Culture, avrà la delega alla Cultura; Leopoldo Piampiano di Sicilia Futura andrà alle Attività Produttive; Giusto Catania, capogruppo di Sinistra Comune all’Ambiente, Mobilità e Urbanistica; Maria Prestigiacomo, attuale presidente dell’Amap, all’Edilizia privata e alla rigenerazione urbana; infine Roberto D’Agostino, tecnico vicino al Pd, al Bilancio.
PALERMO, ORLANDO VARA LA NUOVA GIUNTA
A PALERMO ALTRI 51 NUOVI BUS AMAT
A Palermo da domani cominceranno ad entrare in servizio altri 51 nuovi bus dell’Amat. Si completa così la fornitura di 89 autobus destinati a rinforzare il parco dei mezzi circolanti dell’azienda palermitana di trasporto pubblico.
I nuovi bus sono stati presentati nell’hub di piazzale Giotto, alla presenza del sindaco, Leoluca Orlando, e dell’amministratore unico dell’Amat, Michele Cimino.
Dopo i 38 bus arrivati lo scorso gennaio (da 12 metri a metano, “UrbanWay”, forniti dalla IrisBus – 10.241.000 euro), sono stati presentati 39 autobus a gasolio di 10 metri denominati “CityMood 10”, forniti dalla Industria Italiana Autobus (8.385.000 euro); 10 snodati da 18 metri a gasolio, “CityMood 18”, forniti dalla Industria Italiana Autobus (3.005.000 euro) e 2 autobus a gasolio di circa 7 metri, Iveco “50C18 Car Ind”, forniti dalla Sivibus (207.800 euro).
L’importo per l’acquisto dell’intera fornitura di 89 bus, è stato spiegato, ammonta a circa 22 milioni di euro, di cui l’80 per cento è finanziato dal ministero dei Trasporti mentre il restante 20 per cento, circa quattro milioni di euro, con risorse di Amat.

Al momento il parco macchine dell’Azienda è composto da 403 autobus, con un’età media di 12,5 anni. Con la nuova fornitura, quasi il 50 per cento dei bus in circolazione ogni giorno saranno nuovi. Entro il 2019 si aggiungeranno 139 nuovi bus, in sostituzioni di altrettanti mezzi che saranno alienati, che faranno scendere l’età media a poco meno di 7 anni.
L’Amat, è stato sottolineato nel corso della presentazione dei nuovi bus, “è ormai a un passo dal completamento del sistema di bigliettazione elettronica, con l’introduzione definitiva del biglietto magnetico. I nuovi titoli di viaggio hanno sostituito i vecchi biglietti. Le nuove validatrici sono state installate su buona parte della flotta e sono in dotazione in tutti i nuovi autobus”.
In tema di sicurezza del personale alla guida dei bus, secondo quanto è emerso dalle riunioni con il prefetto Antonella De Miro, l’Azienda ha predisposto il primo ordine che riguarda l’acquisto di 11 cabine blindate, che saranno installate nella prossima fornitura di nuovi autobus.
ALLA SICILIANA CARUSO IL PREMIO MICHELIN CHEF DONNA
E’ Martina Caruso, chef stellata del ristorante Signum a Salina, in Sicilia, la vincitrice del Premio Michelin Chef Donna 2019. Il premio – assegnato al The Yard Hotel di Milano in occasione della quarta edizione del progetto Atelier des Grandes Dames – è il riconoscimento alla sua cucina “strutturata, ma allo stesso tempo fresca e delicata con proposte originali che esaltano i sapori e i profumi dei prodotti locali”, ma anche alla sua “grande volontà e capacità di progredire e di rappresentare la sua isola raggiante, attraverso una grande tecnica e il tocco femminile di una giovane donna appassionata e determinata”. Martina Caruso, 29 anni, ha mosso i primi passi in cucina nella struttura di famiglia, che offre una meravigliosa vista su Stromboli e Panarea. Nei mesi di chiusura invernali ha lavorato al fianco di diversi chef stellati che hanno segnato il suo percorso di crescita e che l’hanno arricchita. Stella Michelin dall’edizione 2016, propone una cucina locale e mediterranea aperta a contaminazioni interregionali e internazionali alla cui base troviamo gli aromi dell’isola.
La premiazione è stata preceduta da un dibattito sul ‘significato della femminilità in cucina’ nell’alta ristorazione in Italia: non solo differenza di genere, ma sfaccettatura nell’approccio lavorativo, emozionale e caratteriale nel mondo dell’alta ristorazione. Per sviluppare questa tematica, Veuve Clicquot ha scelto di utilizzare una serie di immagini fotografiche, per far emergere visivamente il significato della femminilità in cucina. Tra i soggetti Martina Caruso ritratta da Lido Vannucchi, Antonia Klugmann fotografata da Francesca Brambilla/Serena Serrani, Katia Maccari da Andrea Moretti, Solaika Marrocco da Marco Varoli. “Le foto parlano del mio legame con Salina, di cui ho una conoscenza profonda dei luoghi ma anche delle persone.La mia femminilità in cucina è espressione della mia terra”, ha spiegato Caruso. “Il cuoco comunica attraverso il prodotto del proprio lavoro, come un artigiano, e viene valutato in base alla bontà del proprio piatto. Null’altro”, ha sottolineato Antonia Klugmann. “Non penso ci sia una differenza nell’approccio tecnico al lavoro ma penso che uomini e donne abbiano modalità diverse di comunicare e relazionarsi con le persone con cui lavorano”.
Per Katia Maccari “tenacia, perseveranza, fatica, ottimizzazione, amore” gli ingredienti che servono a una donna “per gestire una famiglia, e lo stesso serve ad una donna che arriva a gestire una cucina nel mondo dell’arta ristorazione”. “La femminilità in cucina è in primis un traguardo, un percorso fatto di tanti ostacoli, prove, sfide. E l’aver finalmente superato, o almeno il tentativo di superare, la distinzione di genere”, ha ricordato Solaika Marrocco.
Il network Atelier des Grandes Dames, ideato dalla Maison Veuve Clicquot con lo scopo di sostenere e celebrare i talenti femminili dell’alta ristorazione, raccoglie 16 chef, legate da talento e passione. Ha rinnovato per il terzo anno la partnership con Michelin Italia, supportando il premio. “Sono onorato di far parte di una Maison che da anni prende le parti delle donne con questo importante progetto” ha affermato Carlo Boschi, senior brand Manager Veuve Clicquot. “Il lavoro di Veuve Clicquot ha lo scopo di creare un network in grado di supportare e valorizzare le grandissime potenzialità di queste donne, di renderle sempre più consapevoli delle loro capacità e di metterle in relazione l’una con l’altra, perché possano stimolarsi e aiutarsi a vicenda”.
102 MILIONI PER LE STRADE PROVINCIALI
La Regione Siciliana vara un Piano straordinario di manutenzione delle strade provinciali da oltre 102 milioni, destinato alle 9 province dell’Isola. Sono settanta gli interventi previsti. I fondi provengono dal Patto per il Sud e dell’Apq e si tratta di una prima tranche. Il prospetto è stato presentato questa mattina a Palazzo d’Orleans dall’assessore l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone e dai dirigenti generali dei dipartimenti interessati.
Nella città metropolitana di Palermo sono 11 gli interventi previsti per una spesa stimata in 17 milioni 275 mila euro; nel Catanese previsti 8 interventi e fondi per 16 milioni 610 mila euro; nella città metropolitana di Messina 9 interventi per 17 milioni e 243 mila euro; per il libero consorzio comunale di Trapani 9 interventi, da realizzare con 13 milioni 556 mila euro; per il libero consorzio comunale di Agrigento 4 interventi e una spesa prevista di 3 milioni e 400 mila euro; per il libero consorzio comunale di Caltanissetta 10 interventi con 6 milioni 580 mila euro; per il libero consorzio comunale di Enna 8 interventi con 8 milioni 100 mila euro; per il libero consorzio comunale di Ragusa in programma 6 interventi e 5 milioni 240 mila euro di somme stanziate; per il libero consorzio comunale di Siracusa 5 interventi e 11 milioni 133 mila euro.
COOP AL FEMMINILE, SICILIA PRIMA TRA REGIONI
Donne al comando in quasi 1 cooperativa su 4 (24%) in Italia nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in occasione dell’8 marzo data che celebra l’importanza della figura femminile nel mondo.
Sono quasi 19 mila su un totale di oltre 80 mila le imprese cooperative gestite da donne in Italia a fine 2018, di cui il 7% straniere. Negli ultimi cinque anni – sottolinea Uecoop – i settori dove le cooperative in rosa hanno registrato la crescita più marcata sono l’assistenza sociale residenziale (+61%), l’istruzione (+18%) e la ristorazione (+40%).
I ‘capi’ donna sono passati da 17mila a 19mila con un incremento del 9% in cinque anni in particolare a Cremona (+80%), Trento (+44%), Rieti, Trapani, Cagliari e Lecce (+30%). Mentre le province dove le “coop in gonnella” rappresentano circa un terzo del totale sono Nuoro, Rieti, Sassari, Terni, Benevento, Cagliari, Ascoli Piceno, Campobasso e Siracusa.
A livello regionale – evidenzia Uecoop – l’incidenza delle donne è più alta in Sardegna con 1.065 cooperative su 3.280 imprese (32,5%), in Molise con 161 su 523 (30,8%) e in Abruzzo con 461 su 1.586 (29%).
Le prime regioni al femminile sono la Sicilia con 3.231 su 12.122 (27%), Lazio con 2.324 su 9.103 (26%), Campania con 2.064 su 8852 (23%), Lombardia con 2.023 su 10.969 (18%).
I primi tre settori cooperativi dove è più forte la presenza femminile sono l’assistenza sociale, i servizi per edifici e paesaggio e l’istruzione. Ma la rappresentanza rosa è forte anche nell’edilizia, nella ristorazione, nel commercio, nei servizi di magazzinaggio e nei trasporti.
“Il contributo delle donne alla crescita del lavoro nel settore cooperativo è strategico – conclude Uecoop – sia in termini di gestione sia per una capacità di relazione sempre più importante in un mondo che ha nelle persone il proprio cardine principale”.
MICCICHÈ “TAGLIO I VITALIZI MA NON COME HA FATTO FICO”
“Sono disponibile a studiare un taglio dei vitalizi ma non può essere come quello che Fico ha imposto alla Camera dei Deputati. Ci sono persone perbene che hanno dato il meglio di se stessi per questa regione: se dovesse essere effettuato il taglio previsto a livello nazionale, questi ex deputati riceverebbero 600 euro al mese”. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, a margine della presentazione, a Palazzo dei Normanni, del “Radicepura Garden Festival”.
“Se l’Assemblea regionale siciliana riterrà che deve essere fatto in Sicilia ciò che è stato deciso alla Camera, mi sfiducino pure – ha aggiunto Micciche’ -, ma non posso consentire che venga penalizzato chi ha avuto l’unica colpa di adoperarsi per questa terra. Verrebbero danneggiate solo le persone oneste. Chi ha rubato, invece, non ha bisogno del vitalizio, perché i soldi li ha già”.
E’ MORTO PINO CARUSO
E’ morto, all’età di 84 anni, Pino Caruso. I funerali si terranno domani a Roma. Nato a Palermo, inizia in Sicilia come attore drammatico, debuttando al Piccolo Teatro del capoluogo siciliano il 16 marzo 1957 con un breve ruolo in Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello. Nel 1968 lo scrittura la RAI per la trasmissione di varietà Che domenica amici dove tiene una rubrica settimanale “Diario siculo”. Per la televisione seguono Gli amici della domenica (1970), Teatro 10 (1971), e Dove sta Zazà di Castellacci, Pingitore e Falqui. Nel 1975 partecipa a Mazzabubù (Rai Uno), sempre di Castellacci e Pingitore, per la regia di Falqui.
Nel 1981 è protagonista insieme a Milva di Palcoscenico, regia di Antonello Falqui. Nel 1982 è protagonista e autore dei testi di Che si beve stasera? (Rai Due), per la regia di Paolo Poeti. Nel 1983 scrive e dirige per Rai Tre Lei è colpevole, si fidi (da un’idea di Vittorio Sindoni), un film satirico sul caso Enzo Tortora e sulla cattiva giustizia, interpretato oltre che dallo stesso Caruso, da Renzo Arbore, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Gigi Proietti, e Luciano Salce, tutti nei panni di se stessi.
Nel 1990-91 su Rai Due presenta assieme a Claudia Mori il programma musicale Dudu dudù. Nella stagione 1995-1996 è conduttore per il circuito Cinquestelle della rubrica settimanale Il ballottaggio.
A partire dal 2002 è tra i protagonisti della fiction Carabinieri Canale 5 per due stagioni, interpretando il maresciallo Giuseppe Capello, uscendo di scena andando poi in pensione. Nel 2003 è protagonista del Tutto per bene di Luigi Pirandello e nel 2004 de Le Vespe di Aristofane, al Teatro Greco di Siracusa. Interpreta inoltre il mafioso nel film tv L’onore e il rispetto di Salvatore Samperi; il prete nel film La matassa di Ficarra e Picone e Giambattista Avellino.
CRESCE FIDUCIA IN MUSUMECI +43%
Un’indagine condotta dall’Istituto Demopolis sulla percezione dell’azione del Governo regionale e sulle priorità dei siciliani per il 2019 fotografa il contesto sociale in cui si trova ad operare la Giunta Musumeci. Dall’ascolto dei cittadini emerge una radicata insoddisfazione per la qualità dei servizi pubblici sul territorio, bocciati dal 73 per cento degli intervistati. E pesa la crisi che dal 2011 ha investito il Paese e il Mezzogiorno: il 45 per cento riscontra un peggioramento, negli ultimi 5 anni, della propria situazione economica familiare.

“Segni positivi – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – vengono ravvisati oggi nello sviluppo turistico dell’Isola e nel miglioramento della produzione agroalimentare. Negativo, per la maggioranza assoluta dei siciliani, è il bilancio dell’ultimo quinquennio sulle opportunità di lavoro, sullo sviluppo economico, sullo stato della viabilità e dei trasporti nell’Isola”.
Sono dati che confermano la pesante eredità ricevuta dal Governo Musumeci e che hanno intaccato la fiducia dei siciliani nell’istituzione “Regione”, crollata nel 2017 al 12 per cento, il valore più basso di sempre, ampiamente inferiore rispetto alla media nazionale rilevata dal Barometro Politico Demopolis.
Con una inversione del trend, la fiducia nella “Regione” dei siciliani risale oggi al 18 per cento, con una crescita di 6 punti negli ultimi 12 mesi: un segno importante, sia pur in presenza di un valore che rimane ancora molto basso.
Differisce la valutazione dei cittadini sull’operato dell’amministrazione regionale: dopo circa 15 mesi dall’insediamento, le opinioni positive sull’azione complessiva del Governo si attestano al 38 per cento, con quasi un quinto degli intervistati che, per il momento, sospende il giudizio, dichiarando di ritenersi poco informato sull’attività dell’esecutivo regionale.
Decisamente più alta, al 43 per cento, è la fiducia nei confronti del presidente Musumeci, con una tenuta non scontata dopo oltre un anno di Governo, in un contesto “simbolico” di diffidenza complessiva: quella dichiarata in Nello Musumeci da parte dei siciliani è una fiducia “personale”, radicata ed in lieve aumento rispetto al giorno dell’elezione a Palazzo d’Orleans. Particolarmente apprezzate sono state alcune recenti prese di posizione del presidente della Regione sullo stato delle infrastrutture e della viabilità nell’Isola contro Anas e Rete ferroviaria italiana o la denuncia sul dissesto idrogeologico.

A 15 mesi dalla nascita dell’esecutivo, l’Istituto Demopolis ha misurato un altro dato significativo: la notorietà tra i siciliani dei componenti del Governo regionale, che – con alcune eccezioni – risulta nel complesso piuttosto bassa. Accanto al presidente, risultano conosciuti dalla maggioranza assoluta dei siciliani tre membri della Giunta: Gaetano Armao, Ruggero Razza e Roberto Lagalla. Gli altri assessori risultano più conosciuti nella propria area di appartenenza: Marco Falcone, in provincia di Catania, Toto Cordaro, nel Palermitano, Mimmo Turano, in provincia di Trapani, Bernadette Grasso, nel Messinese, Edy Bandiera, in provincia di Siracusa.
Quarto per notorietà è risultato l’assessore ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, tecnico conosciuto anche per le sue apparizioni da archeologo sulle reti nazionali. Significativi gli incrementi, rispetto all’insediamento, di Sandro Pappalardo (Turismo) e Alberto Pierobon (Energia e rifiuti). La valutazione sulla notorietà del neo assessore Antonio Scavone è anch’essa legata al bacino di provenienza (Catania), ma condizionata dalla sua recente nomina.
Delle attività del Governo regionale i siciliani ricordano spontaneamente alcune “uscite” del presidente Musumeci e apprezzano in particolar modo la scelta di avviare un’azione di rilancio della sanità siciliana e di investire sul sistema di viabilità nell’Isola. Altre importanti decisioni del primo anno di Governo rimangono meno note, anche a causa di una precisa scelta di lavoro silenzioso e di basso profilo nella comunicazione, rivendicata dalla presidenza della Regione.
Nella fase di indagine demoscopica quantitativa, realizzata analizzando l’opinione degli intervistati sulle specifiche scelte di Governo, si rileva un’adesione di massima dell’opinione pubblica – sebbene poco informata – ad alcune iniziative e proposizioni programmatiche della Giunta Musumeci.

Il massimo dell’apprezzamento lo conseguono, con il 68 per cento, i licenziamenti dei dipendenti pubblici assenteisti e l’incremento degli organici nella Sanità pubblica, indicato dal 63 per cento dei siciliani. 6 cittadini su 10 segnalano gli investimenti di messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico. Superano il 54 per cento di citazioni anche 3 interventi di respiro ambientalista: lo stop alla plastica negli stabilimenti balneari e al bollo per auto elettriche o ibride per tre anni, il nuovo piano rifiuti per l’incremento della differenziata. La maggioranza assoluta segnala positivamente anche l’avvenuta certificazione dei fondi Ue alla fine del 2018.
“Sull’attività di Governo – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – incidono pesanti eredità, nella percezione dei siciliani: le responsabilità di Crocetta e delle precedenti amministrazioni regionali; la consapevolezza di un divario di sviluppo rispetto ad altre aree del Paese, sul quale poco hanno inciso le politiche nazionali e comunitarie. L’85 per cento valuta negativamente le politiche di sviluppo del Sud attuate negli ultimi 10 anni dai Governi nazionali: nelle convinzioni dei cittadini, il divario vero con il centro nord non è nel Pil, ma nella dotazione infrastrutturale della Sicilia e nella qualità dei servizi pubblici”.
Demopolis ha rilevato inoltre l’Agenda dei cittadini sugli interventi prioritari da attuare per il futuro dell’Isola: i siciliani chiedono politiche per l’occupazione, maggiore efficienza nella sanità regionale, investimenti per migliorare per la rete stradale e ferroviaria. La richiesta è che “si faccia qualcosa” per arrestare la fuga dal Mezzogiorno dei più giovani che non trovano spazio nel fragile tessuto produttivo locale. L’urgenza di interventi per l’occupazione e il lavoro, indicata dall’81 per cento, resta in testa alle priorità dei siciliani. Sette cittadini su 10 confermano l’attesa di una sanità pubblica più efficiente; il 67 per cento chiede investimenti per migliorare la rete stradale e ferroviaria. Si dimostra pregnante, per quasi 6 su 10, anche il nodo della gestione dei rifiuti.
“Il 56 per cento dei siciliani – conclude il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – chiede infine al presidente Musumeci una autentica svolta nella capacità di programmazione e gestione dei fondi europei, un segno concreto di innovazione e di cambiamento, rispetto al passato, nelle scelte e nella qualità degli interventi”.
L’indagine demoscopica è stata condotta dall’Istituto Demopolis dal 18 al 24 febbraio 2019, per la presidenza della Regione Siciliana, su un campione stratificato di 2.008 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Sicilia. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa di colloqui aperti, finalizzati a una analisi degli orientamenti dell’opinione pubblica sulle tematiche di ricerca.












