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Cater vince discesa Val d’Isere, Paris decimo

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Martin Cater sgancia la sorpresa e si aggiudica la prima discesa libera stagionale in Val d’Isere, gara della Coppa del Mondo di sci alpino maschile 2020/2021. Lo sloveno ottiene il primo successo in carriera, come avvenuto con Mauro Caviezel nel Super-G di ieri, e ferma il cronometro in 2’04″67. L’austriaco Otmar Striedinger (secondo a 0″22) e lo svizzero Urs Kryenbuehl (terzo a 0″27) completano il podio. Dominik Paris si migliora rispetto a ieri con un convincente decimo posto a 62 centesimi dalla testa. Punti importanti anche per Matteo Marsaglia, diciannovesimo con un ritardo di 1″12. Fuori dai primi 30 gli altri italiani: Guglielmo Bosca (39°), Riccardo Tonetti (49°), Christof Innerhofer (50°) e Davide Cazzaniga (51°). Non arriva al traguardo invece Emanuele Buzzi, autore di una caduta senza conseguenze fisiche.

Per le forti nevicate è stato, invece, posticipato a lunedì 14 il secondo gigante femminile di Courchevel. Nella notte è continuata una fitta nevicata che si è accumulata sulla superficie della pista francese, rendendola scivolosa e non sicura per le atlete. L’organizzazione ha scelto così di utilizzare il giorno di riserva già previsto nel programma e rinviare tutto a lunedì, per avere il tempo di liberare il tracciato dalla neve di riporto. Gi orari saranno leggermente modificati; ore 10 prima manche e ore 13 seconda manche. “Non me l’aspettavo, però visto che c’è la possibilità di farla meglio domani perché no? Visto che ne abbiamo la possibilità” ha dichiarato Federica Brignone. “Non va male, me lo prendo come un giorno di recupero. Ci siamo rimaste un po’ male perché eravamo pronte per la ricognizione. C’erano alcune porte al limite” ha detto la trionfatrice del gigante di sabato Marta Bassino.
(ITALPRESS).

Al “Curi” l’ultimo saluto dei perugini a Pablito

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Anche Perugia ha dato l’ultimo saluto a Paolo Rossi, con una commemorazione all’interno dello Stadio Curi. La bara è stata accolta da tanti tifosi, presenti all’esterno dell’impianto, dove poi la cerimonia i è tenuta a porte chiuse, riservata alla stampa e alle autorità. Commossa la moglie, la giornalista perugina Federica Cappelletti, che ha ricordato come “il legame tra Paolo e questa città è sempre stato stretto.
Ringrazio i perugini, sono orgogliosa di esserlo ed infatti le mie figlie sono nate a Perugia. Grazie a tutti per questo affetto in un momento così particolare per noi. Mi sto rendendo conto in queste ore che si viene ricordati dalla gente per essere un campione in campo, ma per entrare nel cuore delle gente bisogna esserlo anche fuori con la propria generosità, la propria disponibilità e il proprio amore”.
La moglie di Paolo Rossi, che aveva 64 anni ed aveva giocato con il Perugia nella stagione 1979/80, ha preferito non commentare, pur mostrando le proprie lacrime, il furto avvenuto ieri sera nella loro casa di Bucine, ad Arezzo. “E’ stato un dolore aggiunto al dolore – ha detto – ma preferisco non parlarne perché questo deve essere il momento dedicato a Paolo”.
Presente il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, insieme ad altri esponenti dell’amministrazione comunale, non è voluto mancare.
“Tra Paolo Rossi e Perugia – ha detto – c’è sempre stato un rapporto stretto. Per questo abbiamo voluto fargli questo omaggio, dargli un abbraccio simbolico da parte di tutti i cittadini che, per ragioni di sicurezza, non sono potuti venire”.
Alla cerimonia ha assistito il presidente Massimiliano Santopadre, oltre ad alcune autorità civili e il cappellano della squadra Padre Mauro Angelini, che nella propria omelia ha voluto ricordare anche Renato Curi. Nel pomeriggio lo stesso stadio Curi tornerà ad ospitare il calcio giocato, con il tributo a Pablito impresso sulle maglie dei grifoni nella gara contro la Virtus Vecomp Verona, il minuto di silenzio (osservato in tutti gli stadi italiani) e il lutto al braccio. La salma di Paolo Rossi era arrivata ieri poco dopo le 18 al cimitero monumentale di Perugia. Sopra la bara, la maglia della nazionale con il numero 20 e una sciarpa del Vicenza. Per sua volontà, il campione sarà cremato e poi le ceneri ritorneranno in Toscana, appunto a Bucine, il paese dove viveva con la moglie e le figlie.

In occasione della commemorazione, la moglie Federica Cappelletti ha mostrato in lacrime l’ultimo messaggio che Paolo le aveva inviato prima di morire dal letto dell’ospedale di Siena, dove era ricoverato. “Purtroppo non riesco a dormire e sono agitato, guardo le foto che mi invii e penso al nostro grande amore. Vorrei solo dirti grazie per quello che stai facendo, per me e per le nostre meravigliose bambine. Sei davvero unica per le energie che profondi e per l’amore che riesci a dare in ogni cosa. Spero che il Signore ti possa riconoscere tutto questo. Darti tutto quello che meriti”.

(ITALPRESS).

A Vicenza l’ultimo saluto a Paolo Rossi

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Sulle spalle dei suoi compagni, dei campioni del 1982. Il feretro di Paolo Rossi ha varcato le porte del Duomo Santa Maria Annunciata di Vicenza, sorretto dagli azzurri di Spagna ’82, in prima fila Marco Tardelli e Antonio Cabrini, poco dietro gli altri tra cui Antognoni, Galli, Altobelli, Marini, Bergomi, Franco Baresi, Massaro, Bruno Conti. Galderisi, Bettega. Anche Roberto Baggio presente per l’ultimo saluto. Ad accogliere Pablito il coro della gente all’esterno della chiesa: “Rossi-gol” e “Paolo Paolo”, in un’atmosfera di grande commozione per tutti. In prima fila la moglie Federica con le figlie e il figlio Alessandro. Presenti, tra gli altri, il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina e il segretario generale dell’Aic Gianni Grazioli. Sulla bara la maglia della Nazionale con il numero 20. Era quello il numero che Pablito portava ai Mondiali di Spagna ’82, quelli che l’Italia vinse trascinata dai suoi gol. Toccanti gli interventi degli amici di una vita, in particolare Antonio Cabrini:”Non mi sembra vero, non sei più tra di noi, non ho perso un compagno di squadra, ma un amico, uno di quelli che incontri sul tuo cammino e diventano amici per sempre, un fratello” le parole dell’ex terzino juventino. “Già mi manchi, mi mancano le tue parole di conforto, le tue battute, i tuoi stupidi scherzi, le nostre litigate, le tue improvvisate e il tuo sorriso, mi manca proprio tutto di te, perche’ sono quelli come te che rendono bella l’amicizia. Oggi voglio ringraziarti, se io sono quello che sono lo devo anche al meraviglioso amico che sei stato. Ciao Paolo, sappi che non ti lascio andare, sarai sempre dentro di me, ti prometto di stare vicino a Federica e ai tuoi figli, ma tu stammi vicino, rimani vicino a tutti noi”.

 

“Ti affideremo agli angeli perche’ tu possa continuare il viaggio, qui davanti c’e’ la maglia della Nazionale, gli angeli ti condurranno nella Coverciano del cielo, ora ti allenerai e giocherai con la Nazionale di lassu'” le parole più significative dell’omelia di Don Pierangelo Ruaro.

Il ricordo finale, al termine delle esequie, è della moglie Federica:”Paolo si dava molto alle persone, era un uomo semplice e generoso e ho ritenuto opportuno aprire il mio dolore che racconta anche la grandezza di Paolo, i suoi sentimenti, la sua voglia di essere uno tra i tanti. Ho ritenuto giusto non chiudermi, anche se a volte mi costa fatica  perche’ sento un dolore forte, e’ doloroso ricordare certe cose, fa male perche’ sono ancora tanto fresche, ma e’ giusto cosi’ perche’ Paolo era della gente, e’ giusto che lo ricordino per la sua grandezza, ma anche in questa fase di profonda sofferenza che ha avuto nell’ultimo periodo, amava il lavoro che faceva, apprezzava voi giornalisti, quindi e’ giusto cosi’ – dice la moglie di Pablito -. E’ giusto dare a tutti come avrebbe fatto lui, io sono un po’ quello che ha creato Paolo, perche’ lui mi ha cambiato tanto, mi ha insegnato tanto, mi ha insegnato ad avere coraggio e ad affrontare anche i problemi con il sorriso”. Al rientro da Vicenza dopo aver partecipato in mattinata alle esequie del marito, Federica Cappelli ha trovato l’agriturismo dove vive insieme alle proprie figlie a Bucine messo a soqquadro. Sono già in corso i rilievi da parte della Polizia scientifica della provincia di Arezzo ed i carabinieri, che avrebbero trovato una finestra rotta, usata dal ladro per introdursi all’interno della residenza dell’ex attaccante nell’aretino, e fra gli oggetti mancati vi sarebbe oltre che uno degli orologi di proprietà di Paolo Rossi, anche alcuni gioielli.


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Colpaccio Verona, Lazio battuta 2-1 e sesto posto in classifica

ROMA (ITALPRESS) – L’Hellas Verona espugna l’Olimpico e vola al sesto posto. Battuta una Lazio che paga gli errori dei singoli (Lazzari nel primo e Radu nel secondo tempo) e viene sorpassata proprio dai veneti rimanendo a quota 17 punti. La squadra di Inzaghi non riesce a trasformare in energia positiva la qualificazione agli ottavi di Champions League e compie una battuta d’arresto importante. Non basta il solito Caicedo: finisce 1-2. Juric sorprende tutti e non dà punti di riferimento in avanti, schierando Tameze come punta, con Zaccagni e Salcedo a sostegno. La prima vera chance della partita ce l’ha sui piedi Ciro Immobile che scippa il pallone a Barak in area e calcia a lato da posizione favorevole. Risponde l’Hellas al 18′ con un contropiede potenzialmente letale, non rifinito a dovere da Salcedo che conclude alto dal limite. Attorno alla metà della prima frazione Acerbi avverte un dolore muscolare: inizialmente stringe i denti, poi Inzaghi decide di evitare infortuni peggiori e lo rileva mettendo Hoedt. Sembra profilarsi un pari dopo i primi 45′, ma proprio a ridosso del duplice fischio Lazzari è autore di uno sfortunato e goffo autogol: conclusione col mancino di Dimarco che trova la deviazione dell’ex Spal per lo 0-1. Potrebbe addirittura raddoppiare qualche secondo dopo il Verona, ma Reina si supera a tu per tu con Zaccagni. Nella ripresa la Lazio dà segnali di reazione e si affida al suo ‘uomo della provvidenzà. Spalle alla porta, Caicedo gira improvvisamente col sinistro e batte Silvestri al 56′. Il pareggio dura però pochi minuti. Una follia di Radu riconsegna il vantaggio ai veneti: retropassaggio sbagliato del difensore su cui si avventa Tameze, il quale scarta Reina e posa nella porta sguarnita al 67’. I padroni di casa si innervosiscono, faticando sempre più a imbastire azioni da gol con un Immobile poco ispirato. Regge il muro issato da Juric nel finale e il Verona fa il colpaccio.
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Nestorovski condanna il Torino, l’Udinese vince per 3-2

TORINO (ITALPRESS) – L’Udinese sa solo vincere, il Torino sembra essersi invece dimenticato come si fa. La terza vittoria consecutiva della squadra di Gotti coincide con l’ottava partita casalinga senza successi per i granata. All’Olimpico Grande Torino termina 3-2 per i friulani nella notte della centesima rete in maglia granata di un Andrea Belotti che è l’ultimo a smettere di crederci. Dopo un avvio di gara all’insegna dello studio reciproco, la prima rete del match coincide con il primo episodio da moviola: al 24′ Deulofeu lancia Pussetto che a tu per tu con Sirigu non sbaglia. Grandi proteste per il Torino a causa di un contatto sospetto ad inizio azione di Walace su Meitè ma l’arbitro Massa fa giocare e il var conferma la decisione. Ma il primo tempo non è tutto rosa e fiori per l’Udinese che al 43′ deve fare i conti con l’infortunio di Nuytinck costretto ad uscire in barella: al suo posto spazio a Becao. Per i granata è un momento delicato e lo conferma la decisione di Belotti di radunare in cerchio la squadra all’intervallo per caricarla in vista del secondo tempo. Ma il ‘Gallò azzurro è un predicatore nel deserto. E chi dovrebbe supportarlo è una comparsa in un match che viene presto ricondotto sui binari della qualità tecnica. E sotto quell’aspetto la squadra più forte in campo è l’Udinese come evidenziato al 54’: Pereyra si muove in area e scarica per De Paul che col destro di prima intenzione dal limite dell’area lascia di stucco Sirigu e firma il 2-0. Ma il Torino c’è, è vivo e sfrutta un errore di Samir per riaprire tutto: Bonazzoli ruba palla al difensore friulano e serve Belotti che da pochi passi mette in rete. L’Udinese subisce il contraccolpo e pochi istanti dopo c’è il pareggio: Linetty verticalizza, Belotti col tacco restituisce il favore a Bonazzoli che col mancino fulmina Musso. Tutto lascerebbe pensare ad un finale all’assalto per il Torino ma il terzo gol nel giro di cinque minuti è dell’Udinese: Pereyra – tra i migliori – corre sulla fascia e serve il suo secondo assist della serata per il tiro vincente del neo entrato Nestorovski. L’ultima chance del Torino è una beffa che riassume il momento granata: Rodriguez si incarica di un calcio di punizione e col mancino colpisce l’incrocio dei pali.
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Prima vittoria in campionato del Crotone, Spezia battuto 4-1

CROTONE (ITALPRESS) – Il Crotone si sblocca e ottiene la prima vittoria in campionato. All’undicesima giornata gli uomini di Stroppa conquistano i tre punti superando per 4-1 lo Spezia nella sfida tra neopromosse. Messias (doppietta), Reca ed Eduardo regalano una boccata d’ossigeno al peggior attacco della Serie A e provano a far decollare la rincorsa dei calabresi, ancora fanalino di coda con i suoi 5 punti. Gli aquilotti, al contrario con un ottimo bottino di 10 punti in altrettante giornate, peccano ancora una volta di concentrazione nell’impatto con la gara e per la sesta volta in campionato subiscono una rete nel primo quarto d’ora. Al 7′ è Messias ad accendersi in campo aperto, puntare Terzi e piazzare con l’interno sul palo più lontano della porta difesa da Provedel. Il Crotone, però, rovina tutto con le proprie mani: al 18′, nel tentativo di costruzione dal basso, Zanellato regala il pallone a Farias che, dopo lo stop, lascia immobile Cordaz per l’1-1. Il match si assesta dunque sulle caratteristiche più consone al dna delle due squadre: lo Spezia costruisce palla a terra e sfiora il vantaggio con Piccoli, i calabresi attendono il varco giusto e pungono con le ripartenze, pur sciupando un paio di potenziali occasioni. Nella ripresa Italiano decide di cambiare l’ammonito Salva Ferrer con Sala ma l’ex Spal si presenta con una brutta figura al 49′, quando viene messo a sedere da Reca nell’azione del gol che riporta il Crotone in vantaggio. Lo Spezia accusa il colpo, perde le distanze tra i reparti e al 56′ viene spaccato in due sull’illuminante palla di Messias per Pereira, che confeziona un cross solamente da spingere per Eduardo per il 3-1. La reazione dei liguri non arriva, pochi i grattacapi per la difesa del Crotone (la peggiore fin qui con 25 reti incassate) e un finale in gestione per i ragazzi di Stroppa, con la doppietta personale del migliore in campo Messias allo scadere che fissa lo score sul 4-1.
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Conte “Eliminazione in Champions dolorosa”

“L’uscita in Champions è stata dolorosa per me e per i calciatori perchè comunque ci credevamo”. A dirlo è Antonio Conte, allenatore dell’Inter, intervenuto in conferenza stampa in vista della sfida contro il Cagliari, match in programma domani alle 12.30 alla Sardegna Arena. L’allenatore dei nerazzurri ha poi proseguito: “Avevamo rimesso in piedi una situazione che dopo il ko col Real Madrid era diventata difficile – ha sottolineato Conte -. E’ brutto uscire in questa maniera senza riuscire a fare gol. Il morale non è alle stelle è giusto che ci sia dolore, dobbiamo metabolizzare e bisogna subito affrontare un’altra partita nella migliore maniera possibile. “Mi aspetto una gara difficile. Quando giochi contro il Cagliari devi aspettarti sempre questo tipo di partite. Noi dobbiamo essere bravi a giocare nella maniera più giusta fin dal fischio d’inizio”. Per la gara contro la formazione di Di Francesco, per Conte, anche il ‘problemà di sostituire Arturo Vidal: “Ha un fastidio muscolare, sta lavorando. I tempi di recupero non sono lunghissimi ma quando c’è un problema muscolare bisogna fare attenzione”, ha dichiarato Conte che poi si rivolge ai tifosi.
“Non prestiamo il fianco a chi vuole distruggere qualcosa di importante che si sta costruendo, che potrà dare frutti in futuro. Bisogna stare compatti e uniti. Questo percorso l’anno scorso ha portato un secondo posto, una finale di Europa League, una semifinale di Coppa Italia, abbiamo guadagnato credibilità, c’è stata una valorizzazione di giovani. Capisco che c’è impazienza ma quando inizi a lavorare il tempo più importante da spendere è quello per costruire le fondamenta, poi si può costruire un grattacielo che è quello che meritano i tifosi dell’Inter ma bisogna essere uniti. Dobbiamo farci trovare compatti, noi stiamo lavorando per crescere”. Conte vuole togliere pressioni ai suoi ragazzi e spiega che lo scudetto non deve essere avvertito come un obbligo perchè così non è. “Quando ho intrapreso questo percorso la società è stata molto chiara, mi ha parlato di un percorso di crescita, valorizzazione di giovani, e di aiutare a fare crescere giocatori e top player. Sapevamo che sarebbe stato difficile quest’anno anche a causa delle conseguenze del covid ma c’era bisogno di stare uniti. Le parole del presidente che avete letto credo rispettino quello che ho detto. A me è stato detto questo e credo di essere in linea con quanto detto. L’eliminazione in Champions brucia e chi mi conosce sa come la sto vivendo”.

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Marta Bassino vince Gigante Courchevel, Brignone 5^

COURCHEVEL (FRANCIA) (ITALPRESS) – Marta Bassino si aggiudica lo slalom gigante di Courchevel, gara della Coppa del Mondo di sci alpino femminile 2020/2021. L’azzurra trionfa in Francia davanti alla svedese Sara Hector (+0″46) e alla slovacca Petra Vlhova (+0″59) che resta ferma a tre successi in stagione: crono di 2’19″03 per la piemontese. Buon quinto posto per Federica Brignone che recupera qualche posizione ed è quinta dietro a Mikaela Shiffrin con un ritardo di 1″93 da Bassino. Conquistano punti importanti Elena Curtoni e Sofia Goggia: la prima chiude al diciassettesimo posto, mentre la bergamasca è diciottesima. Non si sono qualificate per la seconda manche e sono state eliminate in mattinata le altre italiane in gara: Laura Pirovano, Roberta Melesi, Luisa Matilde Maria Bertani e Valentina Cillara Rossi.
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