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Ok da giunta Napoli “Sarà Stadio Diego Armando Maradona”

“Con una delibera approvata oggi, lo stadio è stato intitolato a Diego Armando Maradona. La delibera è stata proposta dal sindaco, Luigi de Magistris, dall’assessore alla Toponomastica, Alessandra Clemente, e firmata da tutta la Giunta comunale, che si è riunita a Palazzo San Giacomo”. Lo rende noto il Comune di Napoli.
Poco prima della seduta di Giunta la Commissione Consultiva per la Toponomastica Cittadina aveva approvato la proposta del Sindaco, dell’Assessore alla Toponomastica e della Giunta Comunale di intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona con la denominazione “Stadio Diego Armando Maradona”.
Nell’atto ufficiale approvato all’unanimità dall’Amministrazione comunale di Napoli Diego Armando Maradona viene ricordato come “il più grande calciatore di tutti i tempi, i cui altissimi meriti sportivi sono stati tra l’altro riconosciuti con la nomina ad ambasciatore della Fifa, che con il suo immenso talento e la sua magia, ha onorato per sette anni la maglia della squadra del Napoli, regalandole i due scudetti della storia e altre coppe prestigiose, e ricevendo in cambio dalla città intera un amore eterno e incondizionato”.
La delibera ha sancito “l’intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona con la denominazione Stadio Diego Armando Maradona, subordinatamente all’autorizzazione del Prefetto della Provincia di Napoli, così come previsto dalla legge e dal Regolamento Comunale per la Toponomastica e la Numerazione Civica”.
(ITALPRESS).

Conte “Tante gare importanti a distanza ravvicinata”

E’ un Antonio Conte ermetico ma fiducioso quello che ha parlato oggi, dopo le belle vittorie esterne contro Sassuolo e Borussia Moenchengladbach, in vista della sfida di campionato di domani, in casa, contro il Bologna, e dell’ultimo e decisivo match del girone di Champions League, previsto mercoledì sera, a San Siro, contro lo Shakhtar. “Turnover? Vediamo, vediamo. Prima delle ultime gare ci siamo tappati le orecchie e abbiamo pensato soltanto a giocare e a fare del nostro meglio. Barella può e deve migliorare: lui ha margini di miglioramento importanti. Sa bene dove deve lavorare e dove deve migliorare. Sensi non è ancora pronto. Nainggolan? Anche lui non ha ancora recuperato”, ha detto il tecnico dell’Inter.
“Abbiamo giocato quattro partite in undici giorni: è inevitabile che ci sia un pò di stanchezza. Questa è la difficoltà maggiore: giocare tante gare importanti a distanza ravvicinata. Abbiamo poco tempo per preparare le varie sfide al meglio e per recuperare le energie”, ha spiegato poi Conte.
“Il Bologna è una squadra forte, che gioca ad alti ritmi e che ha avuto una settimana per preparare il match. Dovremo prestare la massima attenzione e fare bene: vogliamo continuare il nostro percorso”, ha aggiunto l’allenatore dell’Inter.
“Sicuramente il risultato finale di ogni gara condiziona i giudizi e tante altre situazioni. Detto questo, noi cerchiamo di migliorare in tutto, sia da un punto di vista dell’organizzazione tattica che sotto il profilo dello spirito, dell’approccio e della gestione”, ha concluso Conte.
(ITALPRESS).

Caso Suarez, prime misure della Procura di Perugia

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PERUGIA (ITALPRESS) – Arrivano i primi provvedimenti a Perugia per il caso-Suarez. E’ stata infatti sospesa per otto mesi dall’esercizio del pubblico ufficio la rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli nell’indagine sull’esame “farsa” di Luis Suarez, che era arrivato nel capoluogo umbro per sostenere il test di italiano, necessario per ottenere la cittadinanza in vista di un possibile passaggio alla Juventus. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza le ha notificato un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva. Ma sono scattati anche altri provvedimenti, con la stessa sanzione comminata al direttore generale Simone Olivieri, alla professoressa Stefania Spina e al componente della commissione “Celi Immigrati”, Lorenzo Rocca. Vengono ipotizzati i reati di violazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e falsità ideologiche in atti pubblici. Secondo il procuratore Raffaele Cantone “è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito e il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno d’immagine, tanto personale quanto per l’Università”. Ma nel mirino degli inquirenti c’è anche la società bianconera: “Gli accertamenti investigativi hanno consentito di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per ‘accelerare’ il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo quindi ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’Università, tuttora in corso di approfondimento”.
(ITALPRESS).

Luque si difende “Non ho mai abbandonato Maradona”

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Leopoldo Luque non ci sta a fare da capro espiatorio per la morte di Diego Armando Maradona e mentre continuano gli omaggi al Diez, fra i figli comincia la battaglia per l’eredità.
Il neurologo che ha operato alla testa a inizio novembre il Pelusa ha presentato una difesa scritta in cui sostiene di non aver mai abbandonato il suo paziente, essendosi recato in tre occasioni nell’appartemento di San Andres dove è poi morto l’ex Pibe de Oro. “Nessuno poteva immaginare che il suo cuore potesse cedere all’improvviso”, la versione di Luque, che ‘scaricà sulle figlie di Maradona la decisione di affidare a un altro medico la responsabilità delle cure. Non solo: a detta del neurologo, proprio questo medico – la cui presenza è una novità assoluta nell’indagine – avrebbe rifiutato la sua presenza nella casa dove poi Diego è spirato. “Il nostro cliente – scrivono poi i legali del neurologo – non ha mai messo in pericolo la vita o la salute del suo amico, è stato lui a portarlo in clinica per fare un check-up completo e sottoporlo a una Tac”, il riferimento agli esami che hanno poi portato all’intervento alla testa. “Diego è stato poi assistito anche da una psichiatra e da uno psicologo perchè tutti avevano consigliato di curare la sua dipendenza. Non permetteremo che si arrivi a un’incarcerazione solo per offrire un colpo a effetto. Tutti abbiamo bisogno di conoscere la verità. Luque c’è sempre stato quando hanno avuto bisogno di lui e se si parla di negligenza, devono specificare di che tipo”. Quella di Luque è una mossa per cercare di evitare il carcere preventivo, prospettiva di fronte alla quale lo stesso giudice è in pressing sugli inquirenti perchè formalizzino le eventuali accuse e la configurazione del reato mentre per i risultati degli esami tossicologici su sangue e urine di Maradona bisognerà aspettare 10-15 giorni.
La battaglia per l’eredità del Pibe de Oro, intanto, sembra già cominciata. Sia sui media, con scambi d’accuse (“sono distrutta e non so come andare avanti”, lo sfogo di Dalma, che a detta della zia Ana avrebbe abbandonato il padre a se stesso), che in tribunale: la figlia Jana avrebbe già avviato le pratiche legali mentre Dalma e Giannina si sarebbero rivolte all’avvocato Fernando Burlando per rappresentarle. Il primo passo sarà stabilire l’ammontare del patrimonio di Maradona (si parla di 40-50 milioni di dollari) e quanto spetta a ciascuno dei cinque figli riconosciuti, mentre parallelamente andranno avanti anche i procedimenti avviati dagli altri presunti figli del Diez fra La Plata, Cuba e Spagna e di cui si occuperà Matias Morla, ultimo legale dell’ex fuoriclasse del Napoli. Nelle prossime ore in Argentina è atteso anche Diego jr. E mentre l’ex compagna Rocio Oliva continua ad accusare Dalma e Giannina di non averle consentito di dare l’ultimo saluto al Pelusa, Jorge Bilardo, fratello di Carlos, rivela che ancora all’ex ct della Seleccion – da anni sofferente per la sindrome di Hawking-Adams – non è stato detto della morte di Maradona. “Ho parlato con Oscar Ruggeri, assieme ad altri due-tre giocatori di quella nazionale gli faranno visita, vediamo come reagisce e cosa succede”. Commovente l’ennesimo omaggio, stavolta via social, di Carlos Tevez, che già in campo aveva ricordato Maradona sfoggiando la maglia del Boca Juniors indossata dall’ex Pibe de Oro nel 1981. “Ovunque tu sia, mi dai la forza di continuare – ha scritto l’Apache – Non so se sarò all’altezza ma di una cosa sono certo: darò il mio cuore per farti felice. Mi manchi amico”. “La Nacion” rivela infine che molti tifosi provano a visitare la tomba spacciandosi per familiari: “Sapevamo che sarebbe successo ma noi veniamo avvisati prima se viene qualcuno, ci passano i dati per telefono e se qualcuno chiede di accedere chiediamo i documenti”, fanno sapere dal cimitero.
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Mertens non basta, il Napoli fa 1-1 contro l’Az Alkmaar

ALKMAAR (OLANDA) (ITALPRESS) – Il Napoli fallisce la prima opportunità per archiviare il girone di Europa League. Dopo la sorprendente sconfitta dell’andata, gli azzurri non vanno oltre l’1-1 (in gol Mertens e Martins Indi) in casa dell’indigesto AZ Alkmaar e rinviano il verdetto all’ultima giornata in programma il prossimo giovedì. Al ‘San Paolò – che potrebbe diventare ufficialmente lo ‘Stadio Maradonà – ai partenopei, ancora primi, basterà evitare la sconfitta contro la Real Sociedad, indipendentemente dal risultato di Rijeka-AZ, per staccare il pass per i sedicesimi. Gli olandesi bussano alla porta di Ospina dopo dieci secondi con la conclusione di Gudmundsson ma il Napoli non resta a guardare e incanala il match su binari favorevoli con la zampata di Mertens. Il belga fredda al 6′ Bizot con il tocco sotto misura sulla bella palla messa dalla fascia destra da Di Lorenzo. Sotto la fastidiosa pioggia di Alkmaar, il ritmo dell’incontro si abbassa vertiginosamente e nella ripresa l’AZ ne approfitta e ristabilisce la parità. Dopo la chance sprecata da Stengs, gli olandesi trovano l’1-1 con la deviazione di Martins Indi sul filo del fuorigioco sul diagonale di Koopmeiners. Ed è proprio quest’ultimo ad avere sui piedi il pallone per ribaltare lo score. I partoneopei sbandano pericolosamente, Bakayoko stende in area Aboukhlal e per l’arbitro non ci sono dubbi. Dagli undici metri si presenta Koopmeiners ma il capitano dell’AZ, tra i migliori in campo dei suoi, si fa ipnotizzare da uno strepitoso Ospina che salva il punteggio con l’aiuto del palo. Gattuso muove dunque la panchina, si affida alla freschezza di Lozano e gioca la carta Petagna. L’ex Spal, però, manca una buona occasione sul cross di Mario Rui e poi sfiora il palo all’86’ sul filtrante di Insigne per l’ultimo brivido dell’incontro.
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Calvario Marquez, terza operazione al braccio destro

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il calvario di Marc Marquez non ha fine. Le indiscrezioni di giornata diventano realtà e come conferma la Honda in una nota, il 27enne di Cervera si è sottoposto oggi a un terzo intervento al braccio destro “a causa della lenta guarigione dell’osso dell’omero”: il trattamento con onde d’urto adottato per il pilota spagnolo non ha infatti dato gli esisti sperati. Già da tempo si parlava di un possibile nuovo intervento e le voci erano diventate più insistenti nelle ultime ore, quando il Cabroncito è stato scovato a Madrid per quello che sembrava solo un consulto. Alla fine, però, Marquez è andato sotto i ferri all’Hospital Ruber Internacional per la pseudoartrosi dell’omero destro: operazione durata otto ore, durante le quali l’equipe medica ha rimosso la placca precedente e ne ha inserito una nuova “con l’aggiunta di un innesto osseo di cresta iliaca con lembo libero corticoperiostale”. Il calvario del Cabroncito è iniziato il 19 luglio scorso, nel Gran Premio di Spagna che ha inaugurato il motomondiale 2020, quando a causa di una caduta ha riportato una frattura all’omero destro. Sottoposto a una prima operazione, Marquez ha provato a bruciare le tappe tornando in pista a Jerez a pochi giorni dall’intervento ma dopo aver preso parte alle libere ha dovuto gettare la spugna. Una follia pagata però a caro prezzo, perchè a inizio agosto è stato necessario finire di nuovo sotto i ferri: inizialmente si pensava che potesse tornare in sella nel giro di 2-3 mesi ma alla fine l’otto volte iridato è stato costretto a saltare l’intera stagione. I dolori al braccio, però, non sono spariti, da qui il consulto e l’operazione di oggi. Dalla Honda bocche cucite sui tempi di recupero ma secondo la stampa spagnola Marquez resterà fermo per sei mesi, perdendosi i test invernali e le prime tre gare del 2021 (Qatar, Argentina e Americhe) per provare a rientrare proprio a Jerez il 2 maggio. Stando così le cose, alla HRC dovranno trovare un sostituto e il candidato numero uno per affiancare Pol Espargarò sembra Stefan Bradl, che già nella stagione appena conclusa ha fatto le veci di Marquez. Occhio però anche all’opzione Andrea Dovizioso, libero dopo l’addio alla Ducati, mentre è difficile che venga richiamato Alex Marquez, che dunque dovrebbe regolarmente salire in sella alla Honda LCR.
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La Roma blinda il primo posto nel girone di Europa League

ROMA (ITALPRESS) – La Roma vince e si mette in tasca il primo posto nel girone A di Europa League. Gli uomini di Fonseca rimontano per 3-1 lo Young Boys conquistando l’obiettivo con una giornata d’anticipo: a Nsema rispondono Mayoral, una perla assoluta di Calafiori, al primo gol con i capitolini, e la rete di Dzeko. Riscattato in parte il pesante ko con il Napoli, potrebbe esserci spazio per qualche seconda linea nell’ultima ininfluente sfida contro il Cska in programma tra sette giorni. Giallorossi che anche stasera si presentano in campo con un undici parecchio rimaneggiato, lasciando inizialmente in panchina alcuni tra i propri gioielli come Dzeko, Spinazzola e Pellegrini. Tra i giovani spazio e fiducia a Calafiori, protagonista della prima azione dei padroni di casa con un esterno velenoso al 2′. Al 7′ invece è Bruno Peres ad andare vicino al vantaggio, ma il suo calcio di punizione è neutralizzato da Von Ballmoos. Le occasioni sono quasi solo per la Roma, fermata dalla sfortuna e dall’ottimo rendimento dell’estremo difensore dello Young Boys nella prima mezz’ora. Gli svizzeri però sono più cinici e al primo tiro in porta segnano: Cristante si fa beffare sull’uno contro uno da Nsame che incrocia battendo Pau Lopez al 34′. Gol a sorpresa che non disunisce la squadra di Fonseca, anzi la carica. Villar e Carles Perez fraseggiano e mettono paura agli ospiti, ma è Pedro a instradare l’1-1: l’ex Barcellona e Chelsea imbuca centralmente e dopo una respinta del portiere arriva l’incornata di Borja Mayoral al 44′. Nella ripresa l’ingresso in campo di Mkhitaryan aumenta la qualità del reparto offensivo dei capitolini. A ribaltare il risultato però è un gol d’autore firmato dal diciottenne Riccardo Calafiori: un mancino perfetto che si stampa sotto l’incrocio al 59′ per il meritato 2-1. Fonseca inserisce uomini d’esperienza e il 2-2 non è mai una paura concreta. Il quarto gol arriva ma è il 3-1 di Edin Dzeko che torna a segnare all’81’ e mette al sicuro il primo posto. Nel finale spazio anche per il rosso diretto a Camara per una brutto fallo di reazione ai danni di Mkhitaryan.
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Celtic ribaltato, Milan ai sedicesimi di Europa League

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan batte il Celtic 4-2 e, grazie anche alla vittoria del Lille sullo Sparta Praga, si qualifica per i sedicesimi di Europa League. A decidere il match, dopo il doppio vantaggio scozzese firmato Rogic ed Edouard, ci pensano Calhanoglu, Castillejo, Hauge e Diaz che consentono a Pioli, di ritorno in panchina dopo la guarigione dal Covid-19, di festeggiare con un turno d’anticipo il passaggio del turno. Primo tempo scoppiettante a San Siro. A regalare le prime emozioni ci pensa il Celtic che al 7′ è già in vantaggio con Rogic che ruba palla al limite dell’area a Krunic e fredda Donnarumma. Passano sette minuti e gli scozzesi raddoppiano con Edouard, bravo a sfruttare l’assist di Christie e a beffare ancora il portiere rossonero con un tocco da dentro l’area di rigore. Il Milan, colpito nell’orgoglio, reagisce. A suonare la sveglia è Hakan Calhanoglu che al 24′ disegna una punizione perfetta che si insacca all’incrocio dei pali lasciando Barkas immobile, poi, due minuti dopo, mette in mezzo dalla sinistra un pallone che Castillejo raccoglie e scaglia sotto la traversa. Allo scadere del primo tempo è ancora il Celtic a rendersi pericoloso con McGregor dal limite, ma Donnarumma risponde presente bloccando la sfera. La rimonta rossonera si completa dopo 5 minuti del secondo tempo con Hauge che va in slalom sulla sinistra, supera tre avversari e, appena entrato in area, calcia sul palo lungo con il destro trovando il gol che porta avanti la squadra di Pioli. Il Celtic non ci sta e prova a reagire con il sinistro di Frimpong prima e con la punizione dal limite di Christie poi che costringe Donnarumma a volare sotto l’incrocio dei pali per salvare il risultato. A far calare il sipario sulla sfida ci pensa Diaz, servito ottimamente da Hauge, che con un tocco sotto scavalca Barkas regalando vittoria e qualificazione al Milan ai sedicesimi di finale di Europa League.
(ITALPRESS).