Sottoposto ieri, giorno di riposo del Giro d’Italia, a un test PCR, il 26enne velocista colombiano dell’Uae Team Emirates Fernando Gaviria è risultato positivo al Covid-19. Tutti gli altri ciclisti e membri dello staff del team hanno ricevuto un esito negativo e proseguiranno oggi la Corsa Rosa. Lo staff sanitario della squadra sta seguendo la situazione con attenzione, mettendo in opera tutto quanto necessario per assicurare un sicuro proseguimento. Dopo aver ricevuto il responso del test, Gaviria è stato immediatamente posto in isolamento: è in buona salute e completamente asintomatico. Già a marzo, Gaviria era risultato positivo al virus. Sono stati 492 i test svolti in totale nella carovana rosa tra il 18 e 19 ottobre ed è risultato positivo anche un membro dello staff del team Ag2R-La Mondiale.
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Gaviria positivo al Covid-19 e asintomatico
Finisce senza gol il posticipo fra Verona e Genoa
VERONA (ITALPRESS) – L’ombra del Covid spegne lo spettacolo al Bentegodi ed Hellas Verona e Genoa devono accontentarsi di un pareggio a reti inviolate nel posticipo della quarta giornata di Serie A. La squadra di Maran, falcidiata dai casi di coronavirus, si presenta senza i positivi Destro, Criscito, Zappacosta, Cassata, Lerager e Males. Tanti assenti – ma solo due (Gunter e Barak) per contagio – per Juric che deve fare a meno anche dei titolari Benassi, Cetin e Miguel Veloso. Nella prima frazione di gioco sono i ritmi bassi e la noia a regnare. Maran schiera un 3-5-2 con un fronte d’attacco composto da Pandev e dal nuovo acquisto Shomurodov. La prima occasione da gol però è del solito macedone che al 33′ sfrutta un filtrante di Ghiglione per penetrare in area e calciare col destro costringendo Silvestri a deviare in calcio d’angolo. La risposta dell’Hellas Verona c’è al 41′ con Favilli – ex della partita preferito a Kalinic – con un colpo di testa insidioso sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un solo episodio da moviola nell’arco della prima frazione quando Pandev, al 43′, entra a martello sulla caviglia di Vieira e rischia il rosso: Rapuano lo grazia ed estrae solo il giallo. Al 60′ è il momento di Kalinic: l’ex Milan e Roma prende il posto di Favilli ma fatica ad incidere nell’ultima mezz’ora di gioco. Tre minuti più tardi c’è la risposta di Maran dalla panchina: fuori Shomurodov e dentro Scamacca che all’83’ non sfrutta un cross tagliato dalla destra di Ghiglione. L’ultima chance da gol arriva sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra, quando Faraoni svetta più in alto di tutti e costringe Perin a prendersi la scena con la parata che vale lo 0-0.
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Pirlo “Fondamentale vincere la prima in Champions”
“Sono tranquillo, non posso più giocare e quindi lascio un pò più di tensione ai giocatori. Non vedo l’ora di iniziare, sarà la mia prima partita da allenatore in Champions e la prima partita è fondamentale, è da vincere per avere un prosieguo del girone con più sicurezze e tre punti in più. Sappiamo quello che dobbiamo fare, è una partita da cercare di vincere ma siamo tranquilli”. Andrea Pirlo mette da parte l’emozione per il suo esordio da tecnico in Champions. La sua nuova avventura inizia da Kiev, contro il maestro Lucescu (“è stato il mio primo allenatore, mi portò in prima squadra a 15 anni e mi ha fatto esordire a 16. Ho un bellissimo ricordo di lui come allenatore e come persona, gli sarò sempre grato”) e senza Ronaldo, fermato dal coronavirus. “Ma abbiamo altri giocatori che possono giocare in quella posizione come ha fatto Morata sabato a Crotone. Non credo che cambieremo, il resto dell’attacco lo decideremo domani”. Scalpita Paulo Dybala, ancora in attesa di scendere in campo in questa stagione. “Ho parlato ieri con lui, era un pò arrabbiato perchè sabato non è entrato ma viene da tre mesi di inattività, è stato dieci giorni in camera in Argentina prendendo antibiotici per un virus intestinale ed è tornato ad allenarsi solo venerdì. Volevo fargli fare qualche minuto a Crotone ma siamo rimasti in dieci e non è stato possibile inserirlo. E’ a disposizione, prima o poi dovrà entrare in campo, vedremo domani il da farsi”. Ma non c’è nessun caso. “E’ un giocatore fondamentale per noi, è un campione e non lo scopro certo io. Non ha potuto allenarsi con continuità, non è ancora al top della condizione. Il suo ruolo? I giocatori bravi in campo la posizione giusta la trovano da soli, lui è un attaccante e deve giocare vicino alla porta o fra le linee”. E per quanto riguarda le ambizioni della Juve in Europa, Pirlo mette in chiaro: “Siamo una squadra costruita per vincere, come lo è sempre stata la Juve, e giochiamo tutte le competizioni per vincere. Se poi saremo più bravi degli altri, bene. A Roma e Crotone abbiamo perso dei punti ma siamo una squadra in costruzione e dobbiamo avere il tempo di lavorare, crescere e mettere in campo quello che proviamo durante le settimane”.
Ma bisogna anche vincere, e subito, come sottolinea capitan Giorgio Chiellini. “Per quanto tempo sarà ancora una Juve in costruzione? E’ impossibile dirlo adesso ma già domani sera sarà importante fare risultato. Non abbiamo avuto ancora modo di lavorare veramente tutti insieme e l’importante è continuare a migliorare, ad amalgamarci sempre di più con i nuovi arrivati, e vincere, fare risultati”. “Essere fra i primi favoriti o in seconda fascia, terza o quarta a noi non interessa – prosegue Chiellini – Ogni stagione si parte sempre per provare a vincere, siamo consapevoli dei cambiamenti che erano necessari ma c’è la volontà e la convinzione di poter ambire a grandi traguardi. Il tempo ci dirà dove possiamo arrivare”.
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Inzaghi “Tornare in Champions è una bellissima emozione”
“E’ sempre una bellissima emozione tornare in Champions. Incontriamo subito una delle otto migliori squadre in Europa perché lavora da tanto con lo stesso tecnico e ha dei giocatori di qualità. E’ un esordio tosto contro una squadra molto forte”. Queste le parole del tecnico della Lazio Simone Inzaghi alla vigilia del match di Champions League contro il Borussia Dortmund, in programma domani alle 21 allo stadio Olimpico. “Avremmo voluto l’esordio in Champions davanti ai nostri tifosi perchè sappiamo quanto hanno aspettato questo giorno. Cercheremo di fare una grande gara soprattutto per loro – ha proseguito l’allenatore biancoceleste in conferenza stampa – Veniamo da una brutta prestazione e domani dovremo avere un altro atteggiamento. In questi anni abbiamo dimostrato grande cattiveria e dovremo metterla in campo”. “In difesa abbiamo delle problematiche a livello numerico e dovrà valutare bene Luiz Felipe – ha proseguito il mister piacentino – L’ho visto bene ieri, dopo questi due giorni vedrò chi scegliere. Senza Radu, Vavro e Bastos le rotazioni sono limitate. Circa la partita di sabato ne abbiamo parlato con i ragazzi: sappiamo dove abbiamo sbagliato e domani voglio vedere una grande risposta. Pereira? Sono cinque giorni che è indisponibile, ha una sindrome influenzale. Non ci sarà con il Borussia. Anche Cataldi oggi ha accusato problemi intestinali e speriamo di recuperarlo”. Infine, sul rinnovo del suo contratto: “Sono abituato a vedere nomi, è normale tra gli allenatori. Se con il presidente (Lotito, ndr) ci fosse qualche malessere me lo avrebbe detto”.
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Pioli “Grande inizio del Milan ma Juve resta favorita”
Il Milan in testa alla classifica dopo quattro giornate non fa venire le vertigini ad un uomo concreto e pragmatico come Stefano Pioli, ormai autentico condottiero di una squadra, quella rossonera, che ha appena messo al tappeto nel derby della Madonnina l’Inter di Antonio Conte. “Il nostro è stato un inizio di campionato importante, siamo soddisfatti, ma dovremo incontrare tante difficoltà: per me essere ambiziosi significa pensare alla prossima partita. Ora siamo concentrati per l’Europa League, poi si vedrà – ha sottolineato il 54enne allenatore parmigiano ai microfoni di “Radio anch’io sport” su Rai Radio 1, commentando il gran momento del ‘Diavolo’ – Il nostro è un gruppo che lavora bene, che si è rodato ulteriormente durante la pausa forzata, migliorando i propri meccanismi e ottenendo risultati positivi”. Uno dei segreti del Milan ha il volto da guerriero di Zlatan Ibrahimovic: “Ogni squadra, dal campione che ha, cerca di portare a casa dei vantaggi, ma è evidente anche la crescita di tutto il gruppo. Stiamo cercando di prendere il massimo da ogni nostro giocatore. Ibra punto fermo per il futuro? Non penso che nemmeno lui ci stia pensando, credo sia giusto pensare al presente. E’ bello vederlo contento e allenarsi con i compagni a Milanello, non è questo il momento per guardare avanti”. Questo Milan, ha assicurato l’ex coach di Inter, Lazio e Fiorentina, “è nato nel gennaio del 2020, con gli arrivi di Ibra, Kjaer Saelemaekers. Da lì siamo cresciuti, è un percorso iniziato da qualche mese ed ora i risultati stanno arrivando. Abbiamo cambiato modulo e modo di giocare, con Ibra che non dà punti di riferimento e si scambia spesso posizione con Calhanoglu. I ragazzi ora si conoscono meglio, hanno più fiducia, ovviamente i risultati positivi aiutano ad avere maggiore consapevolezza nei nostri mezzi”. Sandro Tonali, giunto dal Brescia, sembra trovare qualche difficoltà: “Ha avuto un’estate difficile ed è arrivato negli ultimi giorni di mercato: è un giocatore di prospettiva e qualità. Per me è un titolare, ma ho la fortuna di avere più titolari e tante partite da disputare”. Sicuro che la società farà di tutto per rinnovare i contratti di big come Donnarumma, Calhanoglu e Ibrahimovic, Pioli avverte che il Milan, in vista del debutto di giovedì sera in Europa League contro il Celtic, “ci terrà a far bene in Europa, che è il giardino del Milan. Siamo nell’Europa che conta meno ma cercheremo di vincere, anche se siamo finiti in un girone molto equilibrato: il Lille è primo in Francia, dobbiamo cercare di iniziare bene il nostro percorso”. Una battuta sulla Juventus di Pirlo, reduce dal pari esterno a Crotone: “Credo sia una persona molto intelligente e troverà ogni soluzione possibile. Siamo all’inizio della stagione, hanno avuto le loro assenze e difficoltà, e quando si inizia un nuovo ciclo si ha bisogno di tempo, anche se il calcio non ne da’. Sono però sicuro che restano i favoriti per lo scudetto”. Infine, sul protocollo anti-Covid e sulla possibilità che si assista a nuovi casi simil Juve-Napoli: “La situazione non è semplice ma siamo in mano a dei professionisti, abbiamo un protocollo preciso e siamo dei privilegiati, visto che super controllati. Anche noi, come ogni cittadino, dobbiamo rispettare le regole: mascherine e distanziamento sociale”.
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Spadafora “Prevalso il buon senso nell’ultimo Dpcm”
“Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti! Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società e associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale, come le squadre di serie A all’inizio della fase due. Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite. Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il Cts e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso”. Lo scrive su Facebook il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora. “Nelle prossime ore, insieme ai rappresentanti del settore, studieremo ulteriori misure di sicurezza per una maggiore tranquillità di tutti e scongiurare possibili chiusure – sottolinea ancora Spadafora – Vi rivolgo però un appello accorato: fate attenzione e rispettate al massimo le regole, in palestra come in qualsiasi altro luogo. È un momento davvero critico, non abbiamo ancora vinto la nostra guerra contro il coronavirus”. “Ho combattuto per arrivare a questa scelta ma dobbiamo essere tutti consapevoli del momento difficile per il Paese, che ci deve obbligare ad un rispetto rigoroso dei protocolli. Abbiamo chiesto già tanti sacrifici al mondo dello sport, tra i settori più colpiti dall’epidemia, e soprattutto abbiamo chiesto ai gestori investimenti cospicui per il rispetto doveroso di rigide misure”. “Non è facile assumere certe scelte ma ho pensato non solo ai tanti gestori e ai lavoratori sportivi e a quanti frequentano le palestre per il proprio benessere psico-fisico ma anche ai tantissimi giovani, ragazze e ragazzi, che sono messi a dura prova dalle regole imposte dall’emergenza sanitaria e che trovano proprio nelle ore che trascorrono facendo sport un momento importante di sfogo e relax, essenziale per il loro equilibrio. Del resto, nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati. Sarebbe stato peggio spingere migliaia di appassionati e di giovani nei parchi cittadini piuttosto che proseguire in luoghi che rispettano regole e protocolli”. “Ringrazio il presidente Conte, i parlamentari che si sono espressi chiaramente, i presidenti di Regione che col loro coordinatore Bonaccini hanno rivendicato con nettezza la volontà di tenere aperte palestre, piscine e centri sportivi con i loro rigorosi protocolli e in tutta sicurezza. Un’ultima cosa – conclude Spadafora – non mettete mai in dubbio che io stia facendo l’impossibile, giorno e notte, per lo Sport!”.
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Djokovic e Barty ancora sul trono del tennis mondiale
L’ulteriore ascesa di Andrey Rublev (per la prima volta sull’ottava poltrona) è l’unica variazione della top ten mondiale, che vede in vetta sempre Novak Djokovic, salito di nuovo sul trono dopo l’ottavo trionfo a Melbourne lo scorso gennaio. Per il 33enne serbo si tratta della 291esima settimana complessiva da numero uno e, dopo il sorpasso ai danni di Pete Sampras al secondo posto nella speciale classifica all time, ora il suo obiettivo è il record di Roger Federer, leader con 310 settimane al vertice. Restano 1890 i punti di vantaggio di ‘Nole’ su Rafael Nadal, a sua volta seguito dall’austriaco Dominic Thiem, davanti a Federer (dopo il doppio intervento al ginocchio destro lo svizzero ha dato appuntamento direttamente al 2021). Stabile in quinta posizione il greco Stefanos Tsitsipas, con una manciata di punti (35) sul russo Daniil Medvedev, un po’ avvicinato dal tedesco Alexander Zverev, vincitore del primo dei due consecutivi tornei a Colonia. Il titolo nel “500” di San Pietroburgo, il quarto stagionale, consente al russo Rublev di salire altri due gradini e portarsi all’ottavo posto (nuovo best ranking), facendo scivolare indietro l’argentino Diego Schwartzman e Matteo Berrettini, che chiude la top ten dove il 24enne romano è entrato lo scorso novembre (215 i punti di margine sul francese Gael Monfils). Per quanto riguarda l’Italtennis, è stabile al 16esimo posto Fabio Fognini, da poco rientrato nel tour dopo la doppia operazione alle caviglie. Alle spalle dei due migliori azzurri, conferme per Lorenzo Sonego, al numero 42, e Jannik Sinner, 46esimo. Tre passi indietro per Stefano Travaglia, ora numero 73, mentre grazie alla finale al “Forte Village Sardegna Open” guadagna 26 posizioni balzando al numero 77 Marco Cecchinato, così da sopravanzare l’altro siciliano Salvatore Caruso, 79esimo. Scivola di cinque gradini Gianluca Mager, 96esimo e ottavo azzurro in Top 100, e di uno Andreas Seppi, 103esimo. Da segnalare poi l’ulteriore progresso del 18enne Lorenzo Musetti, che in virtù della sua prima semifinale Atp in Sardegna si porta al 123esimo posto della classifica, ritoccando ancora il suo best ranking. Nessun torneo disputato e di conseguenza nessuna variazione nella top ten del ranking femminile pubblicato stamane dalla Wta. Sul trono c’è sempre l’australiana Ashleigh Barty, in vetta per la trentasettesima settimana consecutiva (la quarantaquattresima complessiva), seguita dalla rumena Simona Halep (a 1.462 punti dalla vetta) e dalla giapponese Naomi Osaka, tornata sul podio grazie al secondo trionfo a Flushing Meadows a metà settembre. Al quarto posto, a soli venti punti dalla nipponica e dal best ranking, c’è la statunitense Sofia Kenin, finalista a Parigi, che precede l’ucraina Elina Svitolina e la ceca Karolina Pliskova, rispettivamente quinta e sesta. Settima posizione per la canadese Bianca Andreescu mentre in ottava c’è la ceca Petra Kvitova, tornata nell’elite mondiale grazie alla semifinale al Roland Garros. Al nono posto l’olandese Kiki Bertens, che precede la statunitense Serena Williams, che chiude la top ten. Camila Giorgi conferma la leadership tricolore nella classifica Wta: la 28enne di Macerata è stabile al numero 74. Invariate anche le posizioni delle altre azzurre con Martina Trevisan, che grazie ai suoi primi quarti Slam al Roland Garros è approdata tra le prime cento per la prima volta in carriera, al numero 83 e Jasmine Paolini, 95esima. Stabili anche Elisabetta Cocciaretto (130), Sara Errani (137), Giulia Gatto Monticone (164), Martina Di Giuseppe (189), Jessica Pieri (292), Martina Caregaro (303) e Stefania Rubini (311).
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Pokerissimo della Roma contro il Benevento, doppietta di Dzeko
ROMA (ITALPRESS) – La Roma fatica più di quanto non dica il risultato finale contro il Benevento e conquista tre punti grazie al ritorno al gol di Edin Dzeko (doppietta). All’Olimpico termina 5-2 una partita con due rigori e tanti episodi da moviola. Fonseca – senza Smalling – sceglie il 4-2-3-1 con Pedro, Pellegrini e Mkhitaryan a supporto di Dzeko. Filippo Inzaghi schiera un attacco con Lapadula sostenuto da due ex: Iago Falque e Caprari. E la squadra di Inzaghi va in vantaggio al primo tiro in porta proprio con un’iniziativa del prodotto del settore giovanile giallorosso: al 5′ Caprari si accentra e col destro trova la deviazione decisiva di Ibanez nell’ingannare Mirante. La Roma però è viva e batte due colpi con due uomini che stanno vivendo due momenti radicalmente diversi della stagione: Pedro, autore dell’1-1 al 31′ con un rigore in movimento che vale la seconda rete consecutiva dello spagnolo dopo il gol vittoria contro l’Udinese. E Dzeko che al 35′ si sblocca e sigla il vantaggio giallorosso dopo un contropiede avviato grazie ad un grande rinvio di Mirante per Mkhitaryan.
Al 47′ la Roma trova anche il tris con l’armeno ma il gol è annullato per un fuorigioco di Spinazzola ad inizio azione. La squadra di Fonseca è timida ad inizio ripresa e al 53′ si fa male da sola. Veretout sbaglia uno stop in area e stende Ionita spingendo l’arbitro Ayroldi a concedere il penalty. Dagli undici metri Mirante ipnotizza Lapadula che in seconda battuta deposita in rete per il 2-2. Come in occasione dello 0-1, però, la Roma riesce a reagire: Dzeko lancia Pedro che in area è travolto da Montipò. Anche in questo caso Ayroldi non ha dubbi e indica il dischetto: Veretout si conferma capocannoniere della squadra e riscatta l’errore in occasione del 2-2 siglando il gol del nuovo vantaggio giallorosso. Un parziale ampliato al 78′: il neo entrato Villar si mette in mostra con un passaggio che rende la vita facile al tandem Mkhitaryan-Dzeko: ancora assist dell’armeno e doppietta del bosniaco che nel finale lascia il posto all’esordio di Borja Mayoral. Ma l’ultimo gol della serata è di un altro spagnolo: all’89’ Carles Perez salta tutta la difesa del Benevento ed esplode un mancino che fredda Montipò per il definitivo 5-2.
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