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Morto Fino Fini, medico dell’Italia campione del mondo 1982

E’ morto all’età di 92 anni Fino Fini. Lunga e significativa la carriera nel mondo del calcio per il dottore, che è stato fra il 1962 e il 1982 il medico della Nazionale italiana, mentre fra il 1967 ed il 1996 ha ricoperto l’incarico di direttore del Centro tecnico di Coverciano. Fu ideatore del Museo del Calcio di Coverciano, inaugurato nel 2000, di cui per anni ha ricoperto il ruolo di direttore, ed era tutt’ora presidente dell’omonima fondazione. “E’ un giorno triste per Coverciano, l’Azzurro e il calcio italiano. La scomparsa di Fino Fini – ha ricordato il presidente federale Gabriele Gravina – è una grave perdita per il nostro movimento, per quello che ha fatto da medico della Nazionale e poi da segretario del Settore Tecnico, e come ideatore del Museo del Calcio; ma anche per la sua passione, il suo entusiasmo e la sua infinita cultura. Voglio ricordarlo con la cura, che sconfinava quasi nella gelosia, con cui si prendeva cura dei cimeli del Museo, di cui conosceva benissimo l’origine e l’epica che amiamo celebrare. In questo atteggiamento, che per anni gli abbiamo anche scherzosamente criticato, c’è il suo più grande lascito: l’unico modo per conquistarci un futuro radioso è conoscere e tutelare la nostra storia. Grazie di tutto, ciao Fino!”.
“Perdiamo una persona unica – ha sottolineato il presidente della Lnd Cosimo Sibilia – nonchè uno dei più grandi amici del calcio italiano, Fini è stato senza dubbio un punto di riferimento per tutti quelli che amano questo sport. Grazie alla sua intuizione di fondare il Museo, tantissimi ragazzi possono rivivere tutti i successi della Nazionale e conoscere la grande tradizione calcistica italiana”. “E’ una grande perdita umana e di valore – ha dichiarato il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli – Fino Fini ha fatto molto per la storia del nostro calcio, prima con il suo ruolo di medico della Nazionale, poi con la direzione del Centro Tecnico federale e col Museo del Calcio. Restano impresse le sue parole legate alla storia come base della vita. Elemento da custodire e trasmettere alle giovani generazioni. Il museo era il suo sogno da far conoscere, in particolare, ai giovani e il suo racconto partiva dal cuore e dalla grande passione per il calcio. Resta il ringraziamento che gli rivolgiamo per tutto quello che ha fatto e anche per il supporto prezioso per la nascita del Museo Franchi. Partecipò al taglio del nastro del nostro piccolo museo, il 16 luglio 2019. Ci disse: ‘Questa è la storia del nostro calcio e del nostro Paese. E’ anche slancio per il futurò”. “Oggi lo sport italiano, in particolare il calcio, perde una figura storica come Fino Fini – ha scritto il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora – E’ stato il medico della nazionale italiana di calcio, direttore del Centro Tecnico Federale di Coverciano, ideatore del Museo del Calcio. Un giorno triste per tutto il movimento sportivo italiano. Mi unisco al dolore dei familiari e di tutti gli sportivi”.

Berrettini e Sinner agli ottavi di finale degli Internazionali

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Matteo Berrettini e Jannik Sinner si qualificano per gli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia, in corso sulla terra battuta del Foro Italico di Roma. Il tennista romano, testa di serie numero 4 e ottavo del ranking Atp, dopo il bye all’esordio ha sconfitto al secondo turno l’argentino Federico Coria con il punteggio di 7-5 6-1. Prossimo avversario, per un derby tutto azzurro, Stefano Travaglia, che ha battuto il croato Borna Coric per 7-6(2) 7-5. Il ‘Next Gen’ altoatesino firma invece l’impresa di giornata, fermando il greco Stefanos Tsitsipas, terza forza del seeding, per 6-1 6-7(9) 6-2. Salvatore Caruso esce invece di scena al secondo turno: il tennista siciliano si e’ arreso per 6-3 6-2 al serbo Novak Djokovic, numero uno del ranking Atp e del tabellone. E anche un altro isolano, il palermitano Marco Cecchinato, deve salutare il Foro Italico, messo al tappeto per 6-4 6-1 al serbo Filip Krajinovic. Out al secondo turno, tra le donne, anche Jasmine Paolini, eliminata per 6-3 6-4 dalla rumena Simona Halep, testa di serie numero 1.
(ITALPRESS).

Denver rimonta i Clippers e vola in finale a Ovest

I Denver Nuggets centrano una storica rimonta ai danni dei Los Angeles Clippers e conquistano la finale della Western Conference dei play-off Nba. A trascinare la squadra di coach Malone sono ancora una volta Nikola Jokic e Jamal Murray: il serbo chiude con una tripla doppia (16 punti, 22 rimbalzi e 13 assist, più 3 stoppate e 2 recuperi per un eccezionale +22 di plus/minus), mentre il canadese segna 40 punti con 15/26 al tiro, 5 assist e 4 rimbalzi. Primo tempo equilibrato alla AdventHealth Arena, chiuso dai Clippers avanti di 2 punti. Poi però la squadra di Doc Rivers sparisce, tradita dai suoi big: Kawhi Leonard chiude gara-7 con 6/22 al tiro e 14 punti, Paul George fa addirittura peggio con 10 punti e 4/16 al tiro. Al contrario i Nuggets cambiano passo: con un parziale di 50-33 nella seconda parte della gara vincono senza offrire per 104-89. Dopo la serie decisa in gara-7 con Utah, Denver diventa dunque la prima squadra nella storia Nba a rimontare per due volte negli stessi play-off dopo essersi trovata sotto 3-1: nella finale di Conference, al via nella notte italiana tra venerdì e sabato, i Nuggets andranno a caccia di una nuova impresa con i Lakers.
E’ già cominciata, invece, la finale della Eastern Conference e Miami è partita col piede giusto. Per decidere gara 1 contro Boston è stato però necessario un tempo supplementare e la compartecipazione dei Celtics, avanti di 12 alla fine del terzo quarto in una sfida dai continui ribaltamenti. Gli Heat ringraziano Goran Dragic, autore di 29 punti, e le giocate nel finale del duo formato da Jimmy Butler e Bam Adebayo: il primo piazza il gioco da tre punti del sorpasso, mentre il secondo stoppa Jayson Tatum mettendo in cassaforte il successo di Miami per 117-114. Decisivo anche l’apporto di Tyler Herro, autore di 12 punti, 11 rimbalzi e 9 assist, ma soprattutto sempre presente nei momenti decisivi. Ai Celtics, invece, non bastano i 30 punti con 14 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi di Jayson Tatum.

Kamna vince la 16^ tappa del Tour, Roglic resta in giallo

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Lennard Kamna si è aggiudicato la sedicesima tappa del Tour de France 2020 da La Tour du Pin a Villard de Lans di 164 chilometri. Una frazione ricca di asperità, seppur nessuna di queste di eccessiva difficoltà, che sorride così al corridore tedesco della Bora-Hansgrohe, protagonista di un allungo nel finale che gli vale il successo di giornata, ottenuto staccando Richard Carapaz nel tratto finale del Montee de Saint Nizier du-Moucherotte. Primoz Roglic (Jumbo-Visma) difende agevolmente la maglia gialla e resta invariato il distacco nei confronti dell’altro sloveno Tadej Pogacar: per lo scalatore dell’Uae Emirates sono 40″ i secondi da recuperare in classifica generale; resta in terza posizione Rigoberto Uran. Nuove difficoltà per il campione in carica Egan Bernal, che dopo essere saltato domenica si stacca anche oggi. Domani in programma la 17esima tappa dell’edizione numero 107 della Grande Boucle, la Grenoble-Meribel Col de la Loze. Due le ascese di giornata, ma entrambe di Hors Categorie: prima il Col de la Madeleine, quindi la salita finale fino al traguardo posto in quota. Sarà senz’altro una delle ultime opportunità per assistere a degli scossoni nella lotta tra i big.
(ITALPRESS).

Gravina “Cts conceda meno tamponi, così insostenibile”

“Il tampone ogni quattro giorni è diventato insostenibile, chiediamo oggi di ottenere nell’immediato, perchè non è più procrastinabile, di rendere più sostenibile la
pratica dei tamponi. Mi auguro che il Comitato tecnico scientifico possa concederci almeno questo in partenza”. Lo ha dichiarato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine del consiglio federale. “Con il Premier Conte abbiamo condiviso un percorso: la priorità è la scuola, se poi questo percorso dovesse dare risultato positivo e con il senso di responsabilità
che il calcio ha già dimostrato, la riapertura degli stadi potrà essere una conseguenza naturale” ha detto sul tema della riapertura degli stadi. “Non vogliamo insistere, abbiamo ripresentato la nostra idea progettuale, sperando che possa trovare condivisione dal Cts e che la parte politica possa poi autorizzarci ad aprire agli spettatori”. Gravina si è anche espresso in merito all’idea di istituire i play-off al termine dei campionati, come sollecitato dalla stessa Fifa alle federazioni nazionali. “L’incontro con il presidente della Fifa Infantino è stato un momento molto utile di riflessione. Ne abbiamo parlato, ho espresso la mia personale idea sull’ipotesi di un rinnovamento del prodotto ormai datato e non più appetibile”. Sulle riforme ha concluso:”Non si possono più rinviare alcune proposte in un sistema che vive di criticità e di innegabile sofferenza. Serve avviare un confronto sempre più intenso con tutte le componenti per l’applicazione di idee innovative e per intraprendere una nuova strada. Questo – ha sottolineato Gravina – porterà a un progetto di riforma al passo con i tempi. Il mio auspicio è che, prima del rinnovo delle cariche federali, ci sarà condivisione del percorso e si potrà arrivare a svolgere l’assemblea con tutte le componenti per dare attuazione alle idee” ha concluso il presidente della Federcalcio. Il Consiglio federale ha votato all’unanimità di concedere alla Lega Pro, come già avvenuto per la Lega di Serie A, di usufruire delle cinque sostituzioni a partita per il campionato 2020/2021. La decisione verrà estesa anche alla Lega di Serie B.
(ITALPRESS).

Neymar “Reazione sbagliata, ma avanti a testa alta”

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“Ho reagito. Sono stato punito col cartellino rosso perche’ volevo colpire qualcuno che mi aveva offeso. Ho pensato di non poter lasciar passare tutto senza fare nulla, perche’ ho realizzato che chi di potere non avrebbe fatto nulla. Che non se ne sarebbe accorto o avrebbe ignorato quello che e’ accaduto. Nella partita, avrei voluto rispondere come sempre, giocando a calcio. I fatti dimostrano che non ci sono riuscito. E che ho reagito”. Neymar torna sui fatti della gara contro il Marsiglia di domenica. Alla fine del match (terminato 1-0 per
l’OM), un classico della Ligue 1, e’ nata una rissa che ha portato a cinque espulsioni (3 del Psg e 2 del Marsiglia), tra cui anche Neymar. Il brasiliano si e’ difeso, sostenendo di avere ricevuto
insulti razzisti dal giocatore avversario Alvaro Gonzalez che ha poi schiaffeggiato sulla nuca. Questo gesto ha portato all’espulsione di Neymar. Su Instagram il brasiliano ha scritto un lungo post in cui continua a sostenere la sua tesi, pur ammettendo di aver sbagliato a reagire: “Gli insulti, le brutte parole sono parte del gioco – scrive Neymar -. Non puoi fartene condizionare. Capisco in parte questo ragazzo. Tutto fa parte del gioco. Ma il razzismo e’ inaccettabile. Io sono nero, figlio di un nero. Nipote e bisnipote di un nero. Ne sono orgoglioso e non mi vedo diverso da chiunque altro”.
“Dopo aver riflettuto e aver visto tutto, mi sento triste per il sentimento di odio che possiamo provocare quando abbiamo una reazione a caldo. Avrei dovuto ignorarlo? Non lo so. Oggi, a mente fredda, dico di si’. Ma sul momento io e i miei compagni abbiamo chiesto aiuto agli arbitri e siamo stati ignorati – prosegue il post di Neymar -. Questo e’ il punto. Noi, coinvolti nell’industria dell’intrattenimento, dobbiamo riflettere. Un’azione puo’ portare a una reazione: accetto la mia punizione perche’ avrei dovuto seguire un’altra strada, quella del campo. Spero, d’altra parte, che anche chi ha offeso venga punito. Il razzismo esiste, ma dobbiamo fermarlo. Ne abbiamo avuto abbastanza. Lui non si e’ comportato bene. Neanche io, per essermi fatto coinvolgere. Ma almeno posso girare ancora a testa alta. Dobbiamo riflettere, perche’ non tutti i bianchi e i neri sono nella stessa situazione. Non scegliamo il colore della pelle e davanti a Dio siamo tutti uguali”. Infine la promessa ad Alvaro Gonzalez, di risolvere la questione giocando: “Ci vedremo ancora, e succedera’ a modo mio, sul campo. Stai tranquillo. Sai cosa hai detto, io so cosa ho fatto”. Al momento, la Commissione
disciplinare della Lfp (Ligue de Football Professionnel) sta acquisendo i filmati della gara per fare chiarezza sull’accaduto.
(ITALPRESS).

Gasly socio onorario ACI “Vincere Monza un sogno”

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“Sognavo di vincere un GP di Formula 1 e farlo a 20 chilometri da dove vivo è stato fantastico”. Dopo le emozioni di Monza Pierre Gasly ne assapora altre. Questa mattina il pilota francese dell’Alpha Tauri, milanese d’adozione, ha ricevuto la tessera d’oro come socio onorario dell’ACI. “E’ un modo per ringraziarlo della gioia che lui, milanese di adozione e a bordo di una monoposto italiana, ha donato a tutti noi appassionati del Motorsport su un circuito storico come quello dell’Autodromo Nazionale Monza – ha spiegato il presidente dell’Automobile Club Geronimo La Russa – Un gesto per dargli il benvenuto nella nostra città e per rafforzare ulteriormente la sua milanesità, il suo legame con la metropoli dove vive, con la Lombardia e con l’Italia”. Prima della firma, Gasly ha rivissuto ai microfoni di Sky Sport le emozioni dello scorso 6 settembre al Gp Italia. “Per me Monza è stato qualcosa di incredibile, vincere un GP di Formula 1 era il mio sogno da quando avevo 5 o 6 anni guardando Schumacher. Farlo con l’Alpha Tauri a 20 chilometri da dove vivo è qualcosa di incredibile, questa vittoria resterà nel mio cuore fino alla fine della mia carriera”.
Aver realizzato il sogno di una vita, non vuol dire limitare le ambizioni che anzi crescono ancor di più. “Voglio vincere ancora, voglio essere ancora più competitivo e in questa stagione voglio raccogliere il più possibile. Mi piacerebbe un giorno essere competivo e lottare per la vittoria del Mondiale”, dice il socio onorario ACI che poi parla del Mugello, dove le cose per lui e il suo team non sono andate benissimo: “E’ un circuito velocissimo per le macchine di F1, è una pista molto tecnica, sfortunatamente la nostra gara non è durata molto. Spero ci sia nel calendario nella prossima stagione. L’italiano? Lo capisco bene, devo impararlo un po’ di più”.
(ITALPRESS).

Accordo Inter-Barça, Vidal ormai nerazzurro

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Arturo Vidal torna in Italia. Secondo RAC1 il Barcellona e l’Inter hanno raggiunto l’accordo che sancisce la chiusura di una trattativa avviata da tempo. Il centrocampista cileno, dunque, ritrova Antonio Conte con cui ha vinto e stretto un forte legame ai tempi della Juventus. Secondo la radio catalana Vidal già oggi sarà a Milano per sostenere le visite mediche. Il club nerazzurro verserà 500mila euro più bonus per il cartellino del giocatore che, da parte sua, rinuncerà a una parte dei soldi che dovrebbe ricevere dal Barça e firmerà un contratto di due anni (con opzione per il terzo) da sei milioni a stagione con l’Inter.
(ITALPRESS).