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LeBron trascina i Lakers, Miami elimina i Pacers

Miami vola in semifinale, LeBron trascina i Lakers, mentre la serata in chiaroscuro di Danilo Gallinari non impedisce ai Thunder di trovare il punto del 2-2 contro i Rockets. Nella notte Nba è arrivato un altro verdetto a Est, dove era già definita la semifinale tra Boston e Toronto. Gli Heat chiudono alla quarta partita la serie con Indiana, vincendo 99-87 trascinati da Goran Dragic (23 punti) e Bam Adebay (14 punti e 19 rimbalzi). I Pacers chiudono invece la stagione con i 25 punti di Victor Oladipo, i 22 con 14 rimbalzi di Myles Turner e i 21 di T.J. Warren. Miami attende ora la prossima avversaria, probabilmente i Bucks che, grazie al successo ottenuto ieri sera, conducono 3-1 sugli Orlando Magic e sembrano pronti a chiudere i giochi. A Ovest, invece, con una maglia speciale in onore del Kobe Bryant Day i Lakers mettono una salda ipoteca sulla sfida con i Blazers portandosi avanti 3-1. Gara-4 è un monologo della squadra di Los Angeles, avanti di 18 al termine del primo quarto e addirittura di 29 a metà partita. Finisce 135-115: LeBron James protagonista assoluto con 30 punti, 10 assist e 6 rimbalzi, con un’ottima prova anche per Anthony Davis (18 punti, 5 rimbalzi), pur frenato da un dolore alla schiena nel terzo quarto.
Trova il prezioso punto del pareggio, infine, Oklahoma, che batte 117-114 Houston in un’altra gara punto a punto. In una serata per una volta opaca di Danilo Gallinari, che chiude con 9 punti e 3/10 al tiro, i Thunder si affidano soprattutto alle guardie: 30 punti per Dennis Schroder, che segna il canestro del +3 a 35 secondi dalla fine, 26 per Chris Paul e 18 per Shai Gilgeous-Alexander impreziositi da 12 rimbalzi e 6 assist. Ai Rockets non bastano i 32 punti di James Harden, con 8 rimbalzi e 15 assist: la serie resta in totale equilibrio e ora Mike D’Antoni spera di recuperare Russell Westbrook per trovare la svolta.

Al via l’era Pirlo alla Juventus, Bonucci “Una nuova avventura”

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Inizia l’era di Andrea Pirlo alla guida della Juventus. Il neo tecnico dei campioni d’Italia è stato uno dei primi a varcare i cancelli della Cortinassa, dove oggi è previsto il raduno dei bianconeri in vista della nuova stagione. L’ex centrocampista della Nazionale, campione del mondo nel 2006, si è sottoposto alle visite mediche assieme ai suoi collaboratori al JMedical. Una prassi che toccherà anche a Ronaldo e compagni. Nel pomeriggio, poi, prima seduta in campo. A mandare idealmente un augurio alla Juventus prossima a ripartire è Leonardo Bonucci: “Ed oggi inizia un nuovo percorso. Una nuova avventura, con grande entusiasmo, per far si che i sogni di questo bambino possano continuare a diventare realtà”, le parole del centrale bianconero su Instagram.
(ITALPRESS).

Bolt positivo al Covid-19 “Non ho sintomi ma sono in isolamento”

Usain Bolt è risultato positivo al Covid-19. Il fuoriclasse dell’atletica leggera, capace di vincere in carriera otto ori olimpici e 14 medaglie mondiali, è già in isolamento nella propria abitazione e, come riferiscono i media giamaicani, le autorità sanitarie hanno avviato l’indagine epidemiologica visto che il detentore dei record mondiali dei 100 e dei 200 metri piani ha festeggiato pochi giorni fa il suo 34° compleanno in una festa a cui hanno partecipato molte persone. “Mi sono svegliato e ho visto sui social la notizia che sono risultato positivo al Covid-19 – ha raccontato Bolt in un video messaggio pubblicato su Twitter e Instagram – Voglio essere responsabile e quindi starò in isolamento, lontano dagli amici. Non ho sintomi, ma sono in quarantena e aspetterò di avere la conferma e sapere qual è il protocollo da seguire. L’importante è restare al sicuro, prenderò la cosa con calma e responsabilità. Fate lo stesso anche voi”

Moratti “Messi all’Inter? Suning ci ha provato o ci proverà”

ROMA (ITALPRESS) – “Messi all’Inter? Penso che la società ci abbia già provato. Ho visto quella pubblicità di Suning con la sagoma dell’argentino sul Duomo: questo mi fa pensare che già sia successo qualcosa. In caso contrario, penso che l’Inter si muoverà presto. Non è un’operazione semplice economicamente, è chiaro, ma il più grande ostacolo è rappresentato dalla volontà di Messi: bisogna capire se lui vuole davvero lasciare il Barcellona”. Questa l’idea dell’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. Intervistato dal quotidiano sportivo spagnolo “As”, l’ex numero uno nerazzurro ha parlato anche della situazione di Antonio Conte: “Le sue capacità non si possono discutere, ha fatto molto bene in questa stagione, conquistando ottimi risultati – ha ricordato Moratti – ma ora tutto dipende dal suo rapporto e dall’incontro con il presidente”.
Moratti si è poi soffermato sulla rosa dell’Inter. “Lukaku? Sinceramente non mi aspettavo un rendimento così positivo. Ha dimostrato di essere un ragazzo intelligente, capace di adattarsi molto bene al calcio italiano, superando qualsiasi aspettativa. Mi piace – ha ammesso l’ex presidente nerazzurro – come Lautaro, che possiede un enorme potenziale, è un talento: sta dimostrando ottime cose ed è destinato ancora a crescere. Eriksen? Il danese ha una classe enorme, forse ha bisogno di tempo per adattarsi alla Serie A. E’ comunque cresciuto molto negli ultimi mesi, bisogna avere pazienza”.
(ITALPRESS).

La Supercoppa di basket a Bologna dal 18 al 20 settembre

Dal 18 al 20 settembre Bologna ospita la Final Four della Supercoppa del Cinquantenario di Lega Basket. “Per noi è un motivo di grande orgoglio”, ha commentato il presidente della Regione Stefano Bonaccini presentando l’evento insieme al presidente di Lega Basket serie A, Umberto Gandini, e a Giammaria Manghi, capo della Segreteria politica della Presidenza della Regione. La Supercoppa è “uno degli eventi – ha spiegato Manghi – che impreziosiscono il calendario di eventi sportivi che da ora a fine 2020 saranno ospitati in Emilia-Romagna”, ma soprattutto è occasione “per riproporre gli sport indoor, perché fino ad ora abbiamo avuto eventi outdoor come il Giro dell’Emilia la scorsa settimana”. “Nelle prossime ore – ha assicurato il presidente Bonaccini – definiremo il tema della capienza”, in particolare con le autorità sanitarie si definirà “quale possa essere la percentuale di spettatori che possano stare dentro all’impianto con la massima sicurezza, ben distanziati”. In attesa di conoscere quanti spettatori potranno assistere alle giocate dei giganti del basket, il programma è già pronto. “Venerdì 18 settembre ci saranno le semifinali – ha spiegato il presidente Gandini, la finale il 20 e sabato 19 si terrà una cena di gala al PalaDozza” per celebrare i 50 anni della Lega basket. “La Supercoppa ha un main sponsor – ha aggiunto Gandini – e si chiamerà Eurosport Supercoppa 2020”.
La Supercoppa, che apre ufficialmente la nuova stagione 2020-21, vedrà impegnate da giovedì 27 agosto tutte le 16 partecipanti alla prossima Serie A, che si affronteranno in 4 gironi eliminatori che porteranno le 4 vincitrici del girone alla Final Four di Bologna. Il capoluogo emiliano, che vanta una storica tradizione cestistica, è una delle città più coinvolte dal torneo, con un Girone B da cui scaturirà una serie di derby emiliani, con Reggio Emilia, Virtus e Fortitudo Bologna impegnate alla conquista del posto per la Final Four insieme alla Vanoli Cremona. La prima stracittadina si giocherà prima in casa Fortitudo, il 4 settembre, con ritorno in casa Virtus tre giorni dopo, il 7 settembre. “Per come è costruita sembra un vero e proprio campionato”, ha commentato Bonaccini.

(ITALPRESS).

Pregliasco “Niente allarmismi, ma gli stadi restino chiusi”

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“Niente allarmismi e tanto buonsenso. Il calcio sta semplicemente dimostrando che chi vive e lavora in quell’ambito è a rischio tanto quanto noi”. Lo dice, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e Direttore Sanitario dell’Istituto Galeazzi. “Come mai questa esplosione di casi nel mondo del calcio? Di fatto è un andamento normale se applicato a ciò che sta accadendo nella nostra società – spiega Pregliasco – I calciatori hanno viaggiato, si sono spostati e hanno corso il rischio di essere contagiati. Se siamo in una situazione simile a quella degli scorsi mesi quando comparve il virus? In parte sì, è come se si stesse affacciando nuovamente il virus. Ora però l’andamento è endemico e starà a noi riuscire a convivere con il Covid-19. Dovremo aiutare chi lavora per studiarlo e limitarlo tracciandolo”. La diffusione dei contagi tra calciatori è legata all’abbassamento dell’età: “Certo, gli anziani adesso restano più ‘coperti’ rispetto a prima. Le occasioni di essere contagiati ora sono più aderenti al mondo giovanile perché si sposta maggiormente e ha più opportunità di entrare a contatto con diverse persone”. I calciatori colpiti dal virus in questi giorni risultano, secondo i comunicati ufficiali delle società, asintomatici: “Ci sta, non è così strano. Anche se non dimentichiamo che, pur essendo uno sportivo amatoriale, il paziente 1 era un maratoneta, quindi sano e abituato all’attività fisica”. Il campionato di Serie A si avvicina e per qualcuno esiste un rischio di ripartenza: “Esiste sicuramente uno stress test per tutto il Paese. Non uno stress test così profondo come la riapertura delle scuole, ma comunque un passaggio interessante dal punto di vista della reazione. E più che allo sport professionistico penso a quello amatoriale dove non ci sono tutti questi protocolli”. “Cosa dovrebbero fare calciatori e società professionistici in generale? Lo sport e il calcio dovranno essere più morigerati. Sono come tutti noi, fanno parte della stessa società civile. Quindi allenamenti e utilizzo del buonsenso come qualunque altro cittadino”. Circa la riapertura degli stadi, Pregliasco è perentorio: “Credo che in questo momento non ci siano le condizioni. Non si tratta di andare a teatro o al cinema dove si resta in silenzio e seduti. Allo stadio c’è una commistione nella natura stessa del tifo, un movimento naturale nel seguire una partita”. In sintesi, per il virogolo il mondo del calcio è “anche più fragile di altri perché è fatto di viaggi e incontri fisici. Per questo deve avere tanto buonsenso”.
(ITALPRESS).

Champions al Bayern, Psg battuto 1-0 decide Coman

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Trionfa il Bayern Monaco. La squadra di Flick all’undicesima finale si prende tutto: vince la Champions League per la sesta volta della sua storia e realizza il secondo triplete dopo quello della stagione 2012/13. Alla prima finale disputata, il Psg cade sotto il colpo di un prodotto del suo vivaio: Kingsley Coman, autore dell’1-0 decisivo. Per la squadra di Tuchel restano i rimpianti per le troppe occasioni sprecate nel primo tempo. La prima mezz’ora di gioco è in effetti uno spettacolo di occasioni e ribaltamenti di fronte. Per Psg e Bayern due chance da gol a testa. Sul fronte della squadra di Tuchel i protagonisti sono Neymar e Di Maria: il primo si scontra con il muro di Neuer dopo un assist di Mbappé, il secondo calcia alto col mancino da buona posizione dopo essere stato liberato dal brasiliano. Per il Bayern Monaco l’uomo più pericoloso è anche il capocannoniere con 15 gol di questa edizione: Lewandowski prima colpisce il palo al 22’ con un tiro strozzato in area, poi impegna Navas con un colpo di testa in caduta tra Kimpembe e Thiago Silva. Al 25’ la prima nota stonata della partita per il Bayern Monaco: Boateng, in dubbio fino alla vigilia, non ce la fa e lascia il posto a Sule. L’assenza del centrale titolare lascia la difesa bavarese in balia dell’incertezza. Ma nel finale di primo tempo il Psg getta via un’altra chance da gol: Alaba regala palla ad Herrera che offre a Mbappé la palla dell’1-0 ma il francese spreca tutto e calcia debolmente tra le braccia di Neuer. La finale di Orsato offre al 46’ il primo grande episodio da moviola per l’arbitro italiano: Coman sfugge a Kehrer in area e si lascia cadere, non c’è rigore e il fischietto di Schio fa proseguire. Al 59’ il Bayern Monaco passa in vantaggio in un momento positivo dei francesi e con l’uomo meno atteso: Kimmich scodella la palla in area, Kehrer si dimentica di Coman che di testa batte Navas. La reazione del Psg è affidata all’orgoglio e alla classe di Di Maria: al 69’ l’argentino inventa dal nulla un assist per Marquinhos che da due passi calcia addosso a Neuer. Al 72’ un altro episodio da moviola: Kimmich tocca in area Mbappé che cade, Orsato lascia ancora giocare e i dubbi restano. Al 91’ l’ultima chance: Mbappé inventa per Neymar che col mancino sfiora il palo dopo aver circumnavigato Alaba. La situazione non cambia: il Bayern Monaco alza la Champions League, al Psg resta solo l’esperienza della prima finale.
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Prima vittoria del portoghese Oliveira al Gp di Stiria

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Miguel Oliveira vince il Gran Premio di Stiria, quinto appuntamento del calendario mondiale di MotoGP. Sulla pista di Spielberg il pilota portoghese della Ktm trionfa per la prima volta in carriera davanti all’australiano Jack Miller. Chiude il podio in un finale da brivido lo spagnolo Pol Espargaro (Ktm), in testa fino a poche curve dal termine. Quinto posto per Andrea Dovizioso (Ducati) dietro a Joan Mir (Suzuki), sceso in classifica dopo la seconda partenza. Combatte e ottiene il nono posto Valentino Rossi (Yamaha), sesto invece lo spagnolo Alex Rins (Suzuki). Giornata disastrosa per la Yamaha: a 12 giri dal termine Maverick Vinales ha rischiato tantissimo per un problema ai freni in curva 1. Lo spagnolo, accortosi che la moto non frenava più, si è provvidenzialmente lanciato dalla moto senza conseguenze. Nel frattempo la Yamaha dell’iberico è andata a sbattere contro le barriere prendendo fuoco e costringendo la direzione di gara ad alzare bandiera rossa. Chiude 13mo Fabio Quartararo, che rimane leader del mondiale con 3 punti di vantaggio su Dovizioso. Lotta ma non rientra in top-10 il francese Johann Zarco, terzo tempo in Q2, partito dalla pit lane per la sanzione ricevuta nello scorso GP.
(ITALPRESS).