Resta infuocata la lotta a Ovest per l’ultimo posto nei play-off Nba. La notte italiana nella bolla di Orlando regala l’ennesima super prestazione di Damian Lillard, che con 61 punti a referto trascina i Trail Blazers al successo per 134-131 sui Dallas Mavericks, una vittoria che proietta Portland all’ottavo posto. La sfida tra i due migliori marcatori nella bolla, Doncic e appunto Lillard, non delude, ma neppure le magie dello sloveno (25 punti) in coppia con un super Porzingis possono nulla di fronte alla serata da record personale per Lillard, che eguaglia il massimo in carriera mettendo a segno nove triple e diventando l’unico giocatore insieme a Wilt Chamberlain a segnare più di 60 punti nella stessa stagione Nba. Nella corsa per l’ultimo posto play-off a Ovest non si ferma neppure la cavalcata dei Phoenix Suns, che grazie ai 35 punti di Devin Booker battono 130-117 i rimaneggiati Sixers e fanno 7-0 all’interno della bolla di Disney World.
Al trenino dell’ottavo posto restano aggrappati anche gli Spurs, che nel derby texano superano 123-105 i Rockets. Dopo un primo quarto equilibrato, San Antonio approfitta al meglio delle assenze di Harden e Gordon. Tredici punti in 21 minuti per Marco Belinelli, con la squadra di Gregg Popovich trascinata dal duo Johnson-DeRozan, 47 punti insieme. Passo falso pesante invece per i Grizzlies, sconfitti 122-107 da Boston. Prestazione super di Jayson Tatum: 29 punti, 6 rimbalzi e 2 assist per lui e 48esima vittoria in stagione per i Celtics, che si confermano terza forza a Est, mentre Memphis incassa la 39esima sconfitta stagionale e vede più lontano l’ottavo posto a Ovest. Le ultime tre partite della giornata Nba regalano una prova di forza dei Nets che senza LeVert, Harris e Allen si affidano alle riserve e battono 108-96 Orlando, confermando il settimo posto a Est. I Kings superano invece 112-106 i Pelicans con Harrison Barnes autore di 25 punti, 8 rimbalzi e due assist, mentre i Bucks battono 126-113 i Wizards con una grande prova di Brook Lopez (24 punti).
Lillard trascina Portland con 61 punti, Suns e Spurs non mollano
Gasperini sogna “C’è fiducia di poter fare bene”
“Il Paris Saint Germain è una grande squadra con grandi giocatori, in Francia domina da anni, nelle coppe nazionali e in campionato. Ma siamo arrivati fin qua superando squadre molto difficili e per quanto sia una partita complicata abbiamo la fiducia di poter fare bene”. Gian Piero Gasperini e la sua Atalanta si presentano a testa alta a Lisbona, dove domani al “Da Luz” affronteranno il Psg nei quarti di Champions. “Ormai ci siamo – confessa ai microfoni di Sky Sport – Man mano che si avvicina la partita c’è maggiore adrenalina. Questo è uno stadio meraviglioso, bellissimo, non ci eravamo mai stati. E’ il tempio del Benfica, peccato che non ci sarà pubblico, è il rammarico di tutti noi”. “Tutta l’Italia tiferà per noi? E’ una cosa che ci riempie d’orgoglio e ci dà una carica in più – continua – Siamo un pò come la Nazionale, speriamo di rappresentarla bene. Dietro ci portiamo anche tante emozioni e tante motivazioni, in campo contano tecnica, qualità, ma ci potranno comunque essere utili. C’è soddisfazione per essere qui e dovessimo passare il turno sarebbe ancora più grande. Abbiamo avuto un pizzico di fortuna, con la concomitanza di certi risultati, soprattutto il pari fra Shakhtar e Dinami Zagabria che ci ha permesso di rimanere in corsa, ma siamo stati capaci di pareggiare col City, abbiamo battuto la Dinamo e poi siamo andati a vincere in casa dello Shakhtar per poi battere due volte il Valencia. Abbiamo avuto un pò di fortuna ma i risultati li abbiamo fatti”. Gasperini ammette anche che “dispiace essere l’unica italiana. Pensavamo che la Juve avesse grandi chance per arrivare qui, il Napoli ha fatto un’ottima partita col Barcellona e deve essere comunque soddisfatto, ma aveva l’impegno più difficile. Siamo rimasti noi, cercheremo di fare molto bene. Sorpreso dall’eliminazione della Juve? Per tradizione, capacità e forza si pensava che arrivasse fra le prime 8”. Tornando alla gara di domani, detto che non esclude sorprese nel Psg (“Penso che Mbappè e Verratti abbiano delle chance”), il tecnico nerazzurro ritiene che a livello di condizione “non c’è grandissima differenza. Noi abbiamo giocato 13 partite in pochissimo tempo, loro hanno fatto due finali di coppa e delle amichevoli. Non ci saranno vantaggi particolari per nessuno”.
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Europa League: Shakhtar sfiderà l’Inter in semifinale, Siviglia ok
Sarà lo Shakhtar Donetsk l’avversario dell’Inter nella semifinale di Europa League in programma lunedì prossimo a Dusseldorf. Nel quarto di finale giocato alla Veltins-Arena di Gelsenkirchen gli ucraini superano con un netto 4-1 il Basilea. In vantaggio dopo neppure cento secondi con il colpo di testa di Junior Moraes, che sfrutta al meglio il corner battuto da Marlos, la squadra di Luis Castro controlla agevolmente la gara e al 22′ trova il raddoppio al termine di una splendida ripartenza: sulla conclusione di Taison c’è la deviazione di Frei che rende imparabile il tiro per Nikolic. Nel finale del primo tempo Moraes sfiora il tris con un gran destro che colpisce la traversa, ma nella ripresa lo Shakhtar chiude i giochi con il rigore guadagnato da Taison e trasformato da Patrick. Nel finale arrivano anche il poker di Dodò e la rete della bandiera per il Basilea segnata da van Wolfswinkel.
Molto più equilibrato il quarto di finale tra Siviglia e Wolverhampton: a Duisburg gli inglesi hanno una grande occasione al 12′ quando Diego Carlos stende in area Traorè: Raùl Jimènez si fa però parare il rigore da Yassine Bounou. Gli spagnoli giocano comunque meglio e si rendono pericolosi con gli ex milanisti Ocampos e Suso che impegnano Rui Patricio, ma per trovare il gol vittoria devono aspettare il minuto 88: Banega mette al centro e proprio Ocampos anticipa i difensori avversari regalando la semifinale al Siviglia, che tornerà in campo domenica contro il Manchester United.
Al Sette Colli Quadarella battuta, la Pellegrini si scalda
La prima giornata del Trofeo Sette Colli a Roma va in archivio con diverse conferme e qualche sorpresa. Federica Pellegrini torna a gareggiare e coglie un buon terzo posto in una gara come i 50 stile libero che di certo non è quella a lei più congeniale. La Divina parte in sordina, ma con una buona progressione nel finale riesce a strappare il gradino più basso del podio della gara vinta con merito da un’ottima Silvia Di Pietro in 24″91 davanti alla francese Henique (capace di vincere alcuni minuti prima nei 50 metri farfalla). La campionessa veneta, in ogni caso, si prepara con crescente fiducia per i 200 stile in programma giovedì. “I 50 li faccio sempre perchè giorno dopo giorno è uno step per avvicinare i 200 – ha spiegato la Pellegrini – Domani i 100, poi giovedì la ‘mià gara. Ho fatto il mio tempo in una gara in cui ho avuto spesso difficoltà”.
Ritorno in vasca da protagonista per Gabriele Detti, che vince nei 400 metri stile libero con un tempo davvero importante chiudendo in 3’43″73 e nuotando per tre vasche sotto il record italiano. Il livornese classe 1994 conquista il titolo nazionale in questa edizione particolare che ingloba anche i campionati assoluti e non nasconde la sua soddisfazione: “Ho fatto una fatica bestiale, ma va benissimo. Chiudere in 3’43” dopo appena tre mesi che nuotiamo è un ottimo punto di partenza – ha osservato Detti ai microfoni di Rai Sport – ora abbiamo altre gare da fare, ma sono contento”. La sorpresa della serata arriva nell’ultima gara in programma, vale a dire i 1.500 metri stile libero femminile: la campionessa del mondo in carica Simona Quadarella deve arrendersi dopo un lungo testa a testa con Martina Rita Caramignoli, che la stacca nelle ultime vasche e chiude per la prima volta in carriera sotto i sedici minuti.
Per la giovane campionessa romana, però, nessuna sorpresa: “Non sono delusa – ha dichiarato la Quadarella – Non pensavo di fare tanto meglio, siamo stati fermi più di un mese ed è tanto. Sono contenta per Caramignoli, ha una bella testa e sarà uno stimolo per me”. Terzo posto per Giulia Salin, che precedentemente si era imposta nei 400 metri stile libero davanti a Egorova e Dumont. Nei 100 rana femminili vince invece a sorpresa la svizzera Mamie, che batte Arianna Castiglioni – suo il titolo di campionessa italiana – e Martina Carraro, con la classe 2005 Benedetta Pilato giù dal podio. Nei 100 rana maschili un Nicolò Martinenghi incontenibile precede Fabio Scozzoli e Federico Poggio. Si laureano campioni italiani anche Silvia Scalia nei 50 metri dorso, Simone Sabbioni nei 50 dorso con il secondo posto dietro al vincitore francese Mewen Tomac, Federico Burdisso nei 100 metri farfalla e Alessandro Miressi che domina i 50 metri stile libero in cui Luca Dotto non va oltre il sesto posto.
Terminato a Parma il secondo raduno estivo dell’Italrugby
Terminato presso la Cittadella del Rugby di Parma il secondo raduno estivo dell’Italrugby. Quarantotto i giocatori coinvolti nelle due tappe – a Treviso ieri e nella città ducale oggi – dallo staff tecnico dell’Italrugby guidato da Franco Smith, che ha avuto un primo momento di verifica con numerosi giocatori emergenti, unitamente ad un gruppo di atleti che hanno già vestito in passato la maglia della Nazionale. Allenamento in palestra nella prima parte della mattinata a cui ha fatto seguito un lavoro collettivo sul campo prima e cura delle skills al termine, sotto l’occhio vigile dello staff tecnico al completo che ha potuto seguire da vicino un nutrito gruppo di atleti di interesse nazionale. “Sono stati due giorni intensi – racconta il ct Smith – Riunioni, palestra, campo, skills: non vogliamo lasciare nulla al caso. Tutti i giocatori che saranno convocati devono conoscere il tipo di lavoro che abbiamo programmato con lo staff al completo, secondo le competenze di ciascuna persona, in modo da avere in futuro una rosa allargata, con tutti i componenti consapevoli degli obiettivi prefissati. Tutti questi passaggi sono fondamentali: chiunque entra a far parte della famiglia azzurra deve avere gli strumenti adatti per rendere al meglio e contribuire alla costruzione, e in futuro consolidamento, del nostro Dna”. “In entrambi i giorni abbiamo lavorato con giocatori interessanti. Ognuno, secondo le proprie caratteristiche, potrebbe essere sicuramente utile alla causa azzurra. Ma è chiaro che per raggiungere determinati obiettivi e cercare di entra a far parte in pianta stabile della rosa dell’Italia c’è bisogno di tanto lavoro. Questo raduno per molti ragazzi è stato un primo punto di contatto con la Nazionale Maggiore: tutti devono essere consapevoli che non bisogna accontentarsi e, creando una rosa sempre più vasta, di pari passo può venirsi a creare una sana competizione interna utile ad alzare la famosa asticella per aumentare il livello tecnico della rosa”, ha sottolineato Giampiero De Carli, allenatore degli avanti azzurri.
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Immobile “Pazzesco, ho interrotto il duetto Messi-CR7”
“Pazzesco, io davanti a Ronaldo e Lewandowski, se rileggo l’albo d’oro al contrario quasi non ci credo: Messi Messi Suarez Ronaldo Ronaldo Messi Messi Ronaldo Messi. Ho spezzato un incantesimo, interrotto il duetto Leo-Cristiano. Per questo ho ringraziato la squadra, era il minimo che potessi fare”. Con 36 gol all’attivo, Ciro Immobile ha conquistato la ‘Scarpa d’Oro’, confermandosi bomber di razza come pochi in circolazione nel calcio moderno. Con un’altra rete sarebbe entrato da solo nella storia del calcio italiano: “Nessun rimpianto – spiega il 30enne attaccante della Lazio in un’intervista esclusiva a ‘Il Corriere dello Sport’ – Ho fatto quello che andava fatto. Se non mi fossi comportato così non avrei raggiunto la cifra record. Lo spogliatoio, i suoi equilibri prevalgono sul resto. Sono fili sottilissimi e non devono essere mai spezzati. Il calcio è un gioco collettivo, nel corso di una stagione sono tanti i momenti in cui si ha bisogno dei compagni, del passaggio in più, del pallone servito nel punto giusto e al momento giusto. Il buon gruppo ha un’ottima memoria”. Alla soddisfazione personale si accompagna però la delusione di squadra per aver sprecato un’occasione probabilmente irripetibile: “Ne siamo consapevoli, prima del lockdown eravamo a un solo punto dalla Juve e, soprattutto, mentalmente a mille – ammette la punta napoletana, che in carriera ha indossato anche le maglie di Juventus, Genoa, Torino, Borussia Dortmund e Siviglia – Le partite le vincevamo prima ancora di giocarle. La sospensione ci ha danneggiato, è stata gestita male, pur se abbiamo tentato di fare le cose al meglio. Per qualcuno rimanere bloccato a Roma non è stato un bene, ammetto di averlo pensato. In particolare per gli stranieri: tre mesi lontani dalle famiglie, per combattere la solitudine condividevano il tempo, gli spazi, ma non è la stessa cosa. La nostra ripartenza è stata pessima, la partita che ha provocato i guasti maggiori, quella di Bergamo. L’abbiamo persa nonostante il doppio vantaggio, ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano. È stata vissuta come la chiusura del ciclo più brillante che era cominciato proprio con la rimonta sull’Atalanta, il 3 a 3 della svolta”. In quell’occasione Gasperini gli diede del simulatore: “L’ennesima cazzata su di me. Due rigori netti. Gasperini deve avercela con la Lazio, noi giocatori ce lo siamo detti tante volte: vincendo puoi andare a tre punti dalla Juve eppure dichiari che l’unica cosa che ti interessa è finire davanti a noi. La Lazio non gli piace proprio. Penso che non gli sia ancora andata giù la sconfitta nella finale di coppa Italia”. Immobile è ora a un passo dal rinnovo con la società di Lotito: “Sto aspettando che mi chiamino. Nel periodo in cui si parlava del possibile acquisto del Newcastle da parte del fondo dello sceicco (Mohammed bin Salman, nda) hanno chiamato il mio agente, Alessandro Moggi. Poi la Premier non ha fatto passare quella proposta, o il fondo si è ritirato, non ricordo bene. So che stavano cercando anche un tecnico italiano, Allegri o Spalletti. Il Napoli? Ho intenzione di legarmi per sempre alla Lazio. Il rinnovo sarà triennale, quindi il contratto scadrà nel 2025 quando avrò compiuto 35 anni. Sono nato a Napoli e seguo gli azzurri sempre con affetto – conclude Immobile – ma quello che mi ha dato e mi sta dando la Lazio non ha prezzo”.
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Bayer Leverkusen ko 2-1, Inter in semifinale di Europa League
Un’Inter sprecona ma dominante batte per 2-1 il Bayer Leverkusen a Dusseldorf e accede in semifinale di Europa League. Tantissime le occasioni per i nerazzurri, che si portano subito sul doppio vantaggio con Barella e Lukaku, ma subiscono l’immediata rete di Havertz che tiene tutto in equilibrio. Ulteriori occasioni nel secondo tempo per la squadra di Conte, incapace però di chiuderla e costretta a soffrire fino al termine anche a causa di due rigori concessi e poi tolti. L’Inter affronterà adesso in gara secca la vincente di Shakhtar Donetsk-Basilea in programma domani. Interpretazione difensiva quantomeno rivedibile in avvio da parte dei tedeschi. Da un taglio in profondità di Lautaro Martinez nasce il gol del vantaggio: splendido tacco per Young che mette in mezzo, Lukaku difende la sfera ma il suo tiro viene ribattuto sui piedi di Barella che con l’esterno destro fa partire una botta perfetta che si insacca all’angolino. La squadra di Conte continua a dettare legge e al 21′ trova il raddoppio. Stavolta è Lukaku a mettersi in proprio, resistendo a una trattenuta – per la verità vicendevole – e calciando in equilibrio precario verso la porta siglando il raddoppio su Hradecky in uscita. L’Inter sembra in pieno controllo, ma nel momento migliore lascia troppo spazio a un’incursione centrale e Volland è altruista nel servire il talentuoso Havertz, che calcia potente e buca Handanovic per il 2-1 dopo appena venticinque minuti del primo tempo. I nerazzurri avrebbero una grandissima chance per tornare avanti di due gol quando l’arbitro Del Cerro Grande assegna un rigore per un presunto fallo di mano di Sinkgraven, che però tocca con la spalla: ci pensa il Var a far tornare sui propri passi il direttore di gara. Nella ripresa pioggia di occasioni per la squadra di Conte, che non riesce però a essere lucida nell’ultimo passaggio o nella conclusione verso la porta. Il risultato resta così in equilibrio e c’è da soffrire fino alla fine. A venticinque dalla fine miracolo di Hradecky su Sanchez, che calcia imbeccato da un filtrante meraviglioso di Eriksen, ma i tedeschi non si rendono più realmente pericolosi. In extremis secondo rigore concesso e poi tolto col Var ai nerazzurri, questa volta per un precedente mani di Barella: il risultato, in ogni caso, non cambia.
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Atalanta e CR7 all’attacco, Inter km e velocità
La Serie A dà i numeri. Al termine della stagione, la Lega dei club del massimo campionato ha analizzato con dati e infografiche i dati della stagione.
Delle 380 partite disputate il 41,58% (158) ha registrato una vittoria della squadra in casa, 137 i successi esterni, mentre i pareggi sono stati 85 (la Fiorentina e l’Hellas Verona sono le squadre con più X, 13 a testa). La Juventus, Campione d’Italia per la nona volta consecutiva, ha stabilito il record di successi tra le mura amiche (16), mentre l’Inter ha collezionato più punti di tutti in trasferta (13 vittorie).
Anche quest’anno è stata superata la soglia dei 1.000 gol realizzati (ben 1.154), con una netta prevalenza delle marcature di destro (588) e dall’interno dell’area di rigore (985). Si segna di meno a inizio gara e di più nei finali di tempo (il massimo tra la mezz’ora della ripresa e il triplice fischio con 262 reti). Il più veloce a sbloccare un match è stato Danilo D’Ambrosio, a segno contro l’Atalanta dopo soli 51 secondi nell’ultima giornata di Campionato.
Il calciatore della Lazio Ciro Immobile, nominato miglior attaccante della stagione 2019/2020, è il capocannoniere del torneo con 36 gol (7 doppiette, 2 triplette e 14 trasformazioni dal dischetto). Le triplette sono state 10, mentre le doppiette totali 88.
Analizzando le rilevazioni statistiche di squadra si possono intuire le caratteristiche di gioco delle nostre formazioni. La squadra più pericolosa del Campionato è stata l’Atalanta, che ha creato ben 301 occasioni da gol: i nerazzurri vantano anche il miglior attacco (98 reti) e detengono il record di tiri effettuati (534, di cui 313 nello 83 specchio della porta). Il Napoli è al primo posto per possesso palla medio a incontro (30′ 40”), il Lecce ha utilizzato molto le fasce (282 cross riusciti), mentre la Roma ha battuto 266 calci d’angolo.
Per quanto riguarda i recordman, l’attaccante della Juventus Cristiano Ronaldo ha chiuso il torneo con il record di conclusioni (138), Luis Alberto si è messo in evidenza nel numero di assist forniti (15), mentre Musso ha realizzato 169 parate e ha giocato più di tutti (3.680 minuti).
In totale hanno giocato almeno un minuto 572 calciatori sui 700 inseriti in distinta gara, provenienti da 59 Paesi (dopo l’Italia con 238 calciatori c’è il Brasile con 37 rappresentanti). Gli Under 21 scesi in campo sono stati 114, tra i quali 83 esordienti in assoluto in Serie A, con il Bologna a schierare il numero più alto di giovani, 12. La minore età al debutto appartiene al difensore del Sassuolo Stefano Piccinini (17 anni), mentre Buffon (41 anni) è il più esperto del nostro Campionato. Gianluigi Donnarumma, classe ’99, è l’Under 21 più utilizzato (3.427 minuti), mentre il miglior giovane del torneo è stato Kulusevski (10 gol realizzati).
In merito ai chilometri percorsi dai calciatori (rilevati tramite apposite telecamere da Netco Sports) l’Inter è la squadra che guida questa speciale classifica con 111.751 km in media a partita. I nerazzurri vanno più forte di tutti in alta velocità (28.1 km), mentre la Lazio in altissima velocità (quasi 3 km). Il Brescia, grazie ai suoi scattisti, compie il maggior numero di accelerazioni (990). A livello individuale spiccano i risultati ottenuti da Brozovic (12.256 km a gara), Lirola (picco di velocità più elevato mantenuto per 3 secondi di 29,73 km/h) e Orsolini (picco di velocità mantenuto sui 30 metri di 29,28 km/h).
In merito alla copertura televisiva la Serie A TIM nel mondo viene distribuita in 7 continenti da 60 broadcaster che coprono 220 territori. Per quanto riguarda le presenze negli stadi e gli ascolti in tv, sono Inter e Juventus le protagoniste della gara top della stagione: il match di San Siro, disputato lo scorso 6 ottobre, ha registrato 75.923 spettatori ed è stato visto sulle tv a pagamento da una media di 3.242.759 appassionati, con oltre il 13% di share.
(ITALPRESS).










