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Primo ranking Wta dopo 5 mesi, Camila Giorgi guadagna 18 posti

Grazie alla semifinale in terra al “Palermo Ladies Open”, Camila Giorgi conferma la leadership tricolore: nella classifica pubblicata stamane dalla Wta – la prima dopo 5 mesi di stop del circuito a causa della pandemia da Covid-19 – la 28enne di Macerata guadagna 18 posizioni e risale al numero 71. Alle sue spalle è stabile Jasmine Paolini, 95esima. Bel balzo in avanti anche per Elisabetta Cocciaretto che, grazie ai primi quarti Wta in carriera raggiunti in terra siciliana, guadagna 12 posizioni e firma un nuovo “best”, numero 144. Bene anche Sara Errani che recupera 17 posizioni – anche lei grazie ai quarti a Palermo – e rientra nel top 150. Perdono un un posto Martina Trevisan (numero 152) e quattro Giulia Gatto Monticone (numero 154): recuperano invece tre posizioni Martina Di Giuseppe (numero 191) ed una sia Martina Caregaro (numero 291) che Stefania Rubini (numero 305). Un passo indietro per Jessica Pieri (numero 310). Nessuna variazione delle top ten, che devono ancora tornare in campo. Questa la nuova classifica Wta:

1. Ashleigh Barty (Aus) 8717 (–)
2. Simona Halep (Rou) 6076 (–)
3. Karolina Pliskova (Cze) 5205 (–)
4. Sofia Kenin (Usa) 4590 (–)
5. Elina Svitolina (Ukr) 4580 (–)
6. Bianca Andreescu (Can) 4555 (–)
7. Kiki Bertens (Ned) 4335 (–)
8. Belinda Bencic (Sui) 4010 (–)
9. Serena Williams (Usa) 3915 (–)
10. Naomi Osaka (Jpn) 3625 (–)

Così le italiane:

71. Camila Giorgi 841 (+18)
95. Jasime Paolini 689 (–)
144. Elisabetta Cocciaretto 444 (+12)
150. Sara Errani 427 (+17)
152. Martina Trevisan 418 (-1)
154. Giulia Gatto-Monticone 415 (-4)
191. Martina Di Giuseppe 323 (+3)
291. Martina Caregaro 194 (+1)
305. Stefania Rubini 176 (+1)
310. Jessica Pieri 174 (-1)

Pioli “Ibra deve restare e il Milan deve tornare in Champions”

“Maldini, Gazidis, Massara, io: tutti siamo convinti che Ibrahimovic debba continuare con noi. Dalla trattativa economica è giusto che io resti fuori, ma siamo tutti consapevoli di quello che ha dato”. Questa la convinzione manifestata dal tecnico del Milan Stefano Pioli sull’attaccante svedese, il cui rinnovo per il prossimo anno sembra vicino. “In una stagione non tutto fila liscio, ma lui rende tutto facile – ha spiegato l’allenatore rossonero in un’intervista a La Repubblica – E’ sbagliato riferirsi all’età, è un professionista al 100%. Ha insegnato ai giovani la serietà, la competitività in ogni singolo allenamento. E’ il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Sono segnali fortissimi. Zlatan ha un grande rispetto dei ruoli. Prima che arrivasse mi informavo delle sue condizioni atletiche dopo l’inattività e in uno dei quei confronti lui mi disse: tu decidi e io rispetterò sempre le tue scelte. Tutti abbiamo imparato da lui. E’ l’esempio quotidiano di come si resta ad alto livello. Insegna a non accontentarsi mai”.
“Io all’esterno posso sembrare misuratissimo – ha proseguito Pioli – ma sono molto esigente: le motivazioni c’erano anche prima di Ibra. Però, quando c’è una presenza così carismatica, il compito è facilitato. Lui ha alzato la competitività: per un passaggio sbagliato nel torello si infuria. Lo scontro con Gazidis a Milanello? Una delle tante dinamiche in una stagione, ma un confronto positivo. Chiarirsi è sempre meglio che fare finta di niente. Il rapporto Gazidis-Maldini? Il clima è sempre stato di fiducia e di rispetto dei ruoli. C’era solo bisogno di conoscersi meglio e di mettere a disposizione le proprie competenze”. L’ottimo girone di ritorno ha regalato a Pioli un rinnovo che sembrava impossibile. “I miei genitori mi hanno insegnato a dare il massimo a testa alta, senza guardare troppo avanti. L’ad Gazidis e il fondo Elliott sono stati di parola: mi avevano detto che sarei stato giudicato alla fine – ha raccontato il tecnico del Milan – Non aveva senso, nè era il mio obiettivo, perdere energie in cose che non potevo controllare. Rangnick? Io mi sono concentrato sul mio lavoro con i giocatori, con lo staff, con Maldini, Massara, i medici e i fisioterapisti: unità e coesione, nella fase delicatissima del coronavirus. E il club ci ha sempre fatto sentire sicuri”.
“Nel 2020 solo l’Atalanta ha fatto più punti del Milan – ha ricordato con soddisfazione Pioli – Abbiamo perso solo il derby, dopo un grande primo tempo, e col Genoa, dopo le cose successe in settimana. Poi vincere contro chi ci stava davanti ci ha dato più spinta. Milan un esempio? Posso dire che abbiamo usato serietà e buon senso. Giocatori liberi per le prime 2-3 settimane, con le famiglie. Poi lavori di gruppo al video, ricondizionamento fisico e al ritorno a Milanello carichi atletici progressivi. Ma soprattutto ci siamo concentrati sulle motivazioni: sapevamo di avere qualità, non sempre dimostrate. Donnarumma? E’ già tra i primi 3-4 portieri al mondo e diventerà il migliore. Non immagino neanche il Milan senza di lui”. Da qui nascono gli obiettivi per la prossima stagione, già alle porte: “Il Milan deve tornare in Champions, però il gap col quarto posto è di 12 punti, non facile da colmare – ha ricordato Pioli – Bisogna consolidare e migliorare il livello attuale, col bel gioco. Nessun obiettivo va scartato, puntiamo anche all’Europa League: tre settimane di vacanza e subito il massimo. La squadra giovane è un vantaggio, sappiamo già che cosa ci aspetta: abbiamo preparato bene 12 partite in 40 giorni”, ha concluso l’allenatore del Milan.

Belinelli batte Melli e i Pelicans salutano i play-off

Sette partite nella notte italiana di Nba e arrivano importanti verdetti nella corsa play-off a Ovest: vincono gli Spurs trascinati da un super DeRozan e in un colpo solo tagliano fuori i Pelicans di Nicolò Melli e i Sacramento Kings. Cade Memphis contro Toronto, Washington si arrende ai Thunder di Danilo Gallinari; vincono Boston e Houston, Brooklyn sorprende i Clippers nonostante i 39 punti di Leonard, mentre Damian Lillard firma 51 punti nella vittoria di Portland contro Philadelphia, che perde Joel Embiid per infortunio. Dopo il passo falso contro i Clippers, i Blazers dunque tornano al successo e si riportano vicini all’ottavo posto occupato da Memphis, con la certezza che sabato alle 20.30 italiane si disputerà almeno una partita dello spareggio per andare ai playoff (le squadre sono invece da decidere). Un successo arrivato dopo aver quasi sprecato 17 punti di vantaggio, ma tenuto stretto grazie a due liberi di Nurkic a 10.2 secondi dalla fine.
A trascinare i Pelicans è soprattutto Damian Lillard: dopo i pesanti errori contro L.A. e le bordate verbali con Beverley e George, la stella dei Blazers si sfoga mettendo 18 punti nel solo ultimo quarto e portando i suoi al successo con 16 su 28 al tiro e 15 su 16 ai liberi. Il secondo miglior realizzatore in casa Blazers è Carmelo Anthony con 20 punti, che si toglie la soddisfazione di superare John Havlicek e Paul Pierce nella classifica marcatori di ogni epoca, salendo al 15° posto assoluto. Chiudono in doppia cifra anche Nurkic (15 punti), C.J. McCollum (16) e Mario Hezonja (12). Per i Sixers la notizia peggiore della serata è però l’infortunio di Joel Embiid, costretto a uscire per un problema alla caviglia sinistra. Contro i Pelicans, in una sfida fondamentale per la corsa play-off, San Antonio fa gara di testa per tutta la partita, pur facendosi rimontare dal +17 nel terzo quarto. Poi, grazie all’esperienza di DeMar DeRozan negli ultimi minuti, gli Spurs portano a casa una vittoria importantissima: il leader di San Antonio mette a segno 14 dei suoi 27 punti nel quarto periodo, infallibile dalla lunetta (7 su 7) e preciso anche dal campo (10 su 16).
Dal canto suo Marco Belinelli ha il merito di essere in campo negli ultimi minuti attirandosi i falli dei Pelicans e realizzando 4 liberi fondamentali: un contributo prezioso alla vittoria dei texani anche in una serata non brillantissima al tiro (3 su 11 dal campo, con 2 su 6 dall’arco), chiusa dall’azzurro con 14 punti in 21 minuti. Dall’altra parte del campo Nicolò Melli saluta dunque la speranza di giocare i play-off: una decina di minuti nel primo tempo con 2 punti, poi resta a osservare la sconfitta dei compagni. Nella altre partite vince Toronto e mette ancora più nei guai Memphis. I Grizzlies cedono 108-99 e vedono l’ottavo posto vacillare, con Portland, San Antonio e Phoenix che potrebbero addirittura lasciarli fuori dallo spareggio playoff. Non bastano a Memphis un discreto inizio e un buon ultimo quarto con i Raptors ormai rilassati. Serve invece un tempo supplementare ai Boston Celtics per avere la meglio sugli Orlando Magic. Finisce 122-119, ma è l’indisciplina a costare ai Magic, con Boston che nell’overtime scappa via dalla piazzola. Miglior marcatore Gordon Hayward con 31 punti.
Cadono i Los Angeles Clippers, che cedono contro Brooklyn in un match che aveva poco da dire a due squadre già proiettate ai play-off. Ai Clippers non bastano i 39 punti di Kawhi Leonard, mentre per i Nets miglior marcatore è Caris LeVert con 27 punti. Houston batte Sacramento per 129-112 e sancisce l’addio definitivo dei Kings ai play-off. I Rockets prendono in mano la partita dal secondo quarto, sorpassano all’inizio del terzo quarto e volano via toccando addirittura il +24. Miglior marcatore Austin Rivers con 41 punti. Gli Oklahoma City Thunder di Danilo Gallinari, infine, superano senza grossi problemi i Washington Wizards imponendosi 121-100. Ottima prestazione per l’azzurro autore di 20 punti in 21 minuti giocati (6/8 per lui, con 3/5 da tre), 2 rimbalzi e 2 assist. Meglio di lui solo Darius Bazley: 23 punti con 5/8 da tre. Per i Thunder vittoria importante in chiave play-off.

Cagnotto lascia, niente Tokyo “Dura, ma scelgo la famiglia”

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“Eccoci qui. Vi avevo detto che verso settembre avrei deciso se continuare o meno la mia strada verso Tokyo. È stata una scelta davvero difficile. Da una parte la voglia di partecipare alla mia sesta olimpiade da mamma con il grande sogno di portare la bandiera e dall’altra il desiderio di allargare la famiglia. Ebbene sì, questa volta ho scelto la vita, la famiglia e poco dopo il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me, già felice per la mia scelta”. In un lungo post sul suo profilo Instagram, Tania Cagnotto ha annunciato il ritiro a 35 anni, alludendo a una nuova maternità (“il destino ha voluto regalarmi una nuova vita dentro di me”). Niente giochi olimpici di Tokyo dunque: come spiegato dalla tuffatrice azzurra, la scelta è stata dettata dalle novità, dal voler stare vicino alla figlia di due anni, Maya, e dal dedicarsi in toto al ruolo da madre di famiglia: “So che molti di voi volevano vedermi ancora una volta sul trampolino e mi spiace di avervi deluso, ma in questo lockdown, come sarà successo a tanti altri, ho avuto tempo di riflettere e capire cosa fosse più importante per me – ha detto la Cagnotto -. Non avevo più quella forza di volontà (che per 20 anni mi ha guidato) di impegnarmi e sacrificarmi nel modo in cui un olimpiade lo richiede”.
“Ho sempre onorato tutte le Olimpiadi e non potevo non farlo anche questa volta. Grazie a Francesca Dallapè per avermi convinta ad affrontare questa sfida pazzesca e di avermi fatto tornare a sognare qualcosa in grande come un Olimpiade da mamme – ha proseguito la campionessa azzurra -. E ancora una volta grazie a tutti voi, che avete ricreduto in me. Voi che mi avete dato la forza di rimettere in moto la macchina, voi che mi avete sempre sostenuto con messaggi di stima e affetto. Vi prometto che vi renderò ancora partecipi della mia vita e comunque questo è solo un arrivederci al mondo dei tuffi perché credo di poter dare ancora qualcosa in un altra veste. E poi a Maya servirà un allenatrice”. Cagnotto è l’unica donna italiana ad aver vinto un oro mondiale nei tuffi ed è quella che ha collezionato più podi in Europa. Alle Olimpiadi di Rio del 2016 si è aggiudicata la medaglia di bronzo dal trampolino di 3 metri e quella d’argento nel trampolino sincro in coppia con Francesca Dallapé. L’anno successivo aveva già annunciato il ritiro, ma poi è tornata sui suoi passi presentandosi con Dallapè ai campionati nazionali nel sincro da tre metri e piazzandosi al secondo posto. Proprio con la Dallapè si sarebbe dovuta presentare a Tokyo. In totale 34 ori, 15 argenti e 13 bronzi per Cagnotto in carriera.
(ITALPRESS).

Ferro trionfa a Palermo, il torneo di doppio non è azzurro

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La francese Fiona Ferro è la campionessa della 31esima edizione del Palermo Ladies Open, il primo torneo di tennis al mondo post lockdown. Tredici anni dopo Sandrine Testud, un’altra francese trionfa sui campi del Country Time Club. Davanti ad un campo centrale sold-out (327 spettatori consentiti nell’ambito delle misure di contingentamento su 1500 posti), la numero 53 del mondo ha battuto in finale Anett Kontaveit, quarta testa di serie del tabellone, con il punteggio di 6-2 7-5 in 1h45′ di gioco. Per Ferro, che nel corso del torneo ha eliminato le italiane Sara Errani e Camila Giorgi, si tratta del secondo titolo WTA in carriera, un anno dopo la vittoria a Losanna, sempre su terra battuta. Grazie a questo trionfo Ferro, domani, salirà alla posizione n. 44 della classifica mondiale, suo best ranking. “È stato un match duro, Anett Kontaveit è una tennista molto forte – ha spiegato Ferro – Ho combattuto cercando di lottare su ogni punto e alla fine ce l’ho fatta. Spero di vincere ancora tanti tornei in carriera”. Tornerà in top 20, invece, Anett Kontaveit che da n. 22 al mondo passerà a n. 20, scavalcando Angelique Kerber e Maria Sakkari.
“Congratulazioni a Fiona – ha detto la tennista estone, sostenuta in tribuna da 25 connazionali giunti nel pomeriggio da Tallin – Ha giocato un bel match. Insieme al mio coach lavoreremo per fare meglio la prossima volta”.
Nel torneo di doppio sfuma il sogno delle azzurre. Sono l’olandese Arantxa Rus e la slovena Tamara Zidansek, infatti, ad aggiudicarsi la finale. La coppia formata dalla n. 70 e dalla n. 71 del ranking mondiale del singolare è riuscita a battere le azzurre Elisabetta Cocciaretto e Martina Trevisan, entrambe alla prima finale in un torneo di doppio del circuito WTA, con il punteggio di 7-5, 7-5 in 1h39′. Un incontro particolarmente combattuto, nel quale Cocciaretto e Trevisan sono riuscite ad annullare due match point nel decimo gioco del secondo set, prima di capitolare negli ultimi due game. Per le due azzurre si tratta del miglior risultato in coppia visto che, nei due tornei precedenti insieme (ITF El Cairo 2020 e Santa Margherita di Pula 2018) erano uscite al primo turno. “Spero sia solo l’inizio di una lunga serie di doppi insieme” ha detto Trevisan nel corso della premiazione. Sia per Arantxa Rus che per Tamara Zidansek è il secondo titolo in carriera nel doppio. Rus aveva già disputato la finale del torneo di doppio ai Palermo Ladies Open nel 2019, ma perse, in coppia con la georgiana Ekaterina Gorgodze, contro la svedese Cornelia Lister e la ceca Renata Voracova.
(ITALPRESS).

Conte carica l’Inter “Possiamo puntare al massimo”

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Ci crede Antonio Conte, ci credono i giocatori, ci crede tutto l’ambiente. Archiviato il campionato con la sua coda di polemiche tra allenatore e dirigenza, l’Inter si ritrova unita e compatta con l’obiettivo di provare a vincere l’Europa League, sapendo che la strada è ancora lunga ma che le possibilità ci sono: “Sicuramente bisogna essere positivi – ha dichiarato Conte nella conferenza della vigilia -, lavoriamo duramente ogni giorno per l’obiettivo massimo. Da lì ad arrivare in fondo ce ne passa, però. Non dovremo avere recriminazioni, dobbiamo dare tutto e se tutto basterà per arrivare anche fino alla vittoria finale saremo tutti contenti, altrimenti ci fermeremo dove è giusto fermarsi ma senza recriminazioni”. Una squadra che ha trovato solidità difensiva e non ha perso la vena offensiva e che proprio per questo ha raggiunto un equilibrio che le permette di capire e leggere la partita nel migliore dei modi: “E’ cambiato che ogni partita dove non prendi gol aumentano autostima e confidenza – ha spiegato Handanovic -, ti carichi e ti senti più forte. Abbiamo cambiato assetto, poi per non subire gol deve esserci anche un momento che ti accompagna, in passato magari prendevamo gol malgrado giocassimo bene”.
La sfida contro il Leverkusen presenta molte insidie, a cominciare dal talento Havertz che può fare la differenza. Conte lo sa e ha preparato bene la gara, con la consapevolezza che mostrando la maturità delle ultime uscite il cammino europeo potrebbe proseguire fino in fondo: “Ogni squadra ha le sue caratteristiche – ha detto Conte parlando degli avversari -, quando abbiamo parlato del Getafe abbiamo detto che era una squadra molto temperamentale e quindi avremmo dovuto essere bravi ad usare le loro stesse armi e siamo stati bravi a rispondere colpo su colpo e a scendere in un terreno dove loro hanno sempre fatto le loro fortune. Il Bayer ha diversi talenti, bisognerà stare attenti a non prendere ripartenze perché sono letali. Al tempo stesso noi dobbiamo fare la nostra gara usando le nostre caratteristiche, facendo quello che sappiamo fare per metterli in difficoltà. Se c’è un favorito? No, non ci sono favoriti in queste gare quando si arriva ai quarti di finale. Noi dobbiamo dimostrare di meritare di andare avanti”.
Se l’Inter dovrà tenere d’occhio Havertz, in casa Bayer l’incubo si chiama Lukaku, 30 reti stagionali e tanta voglia di non fermarsi.
Conte sa di poter contare su un reparto in grande forma, con giocatori che si trovano a occhi chiusi e che in questo momento possono mettere in difficoltà qualunque difesa: “Io penso che se la squadra fa bene, Romelu, Lautaro e anche Alexis hanno sempre fatto bene. La bravura dei singoli dipende dal contesto di squadra, dal supporto che dà la squadra. La grande stagione di Lukaku è merito della squadra, di come lo sta supportando. Anche Lautaro sta vivendo una grande stagione, ricordiamo che è stato al centro di voci di mercato. I complimenti a loro vanno fatti, ma subordinati al lavoro della squadra. Sono contento dell’ambientamento di Lukaku, favorito dal fatto di trovare bravi ragazzi coi quali si è formata una bellissima alchimia”.
L’ultima battuta la dedica alla notizia di Andrea Pirlo nuovo allenatore della Juventus: “Sicuramente sono molto contento per Andrea, oltre a quello che mi ha dato calcisticamente è una persona eccezionale per la quale ho grandissimo affetto. Per il resto questa cosa che giocatori che prima allenavo sono diventati a loro volta allenatori mi fa pensare che sto diventando vecchio”.
(ITALPRESS).

Capolavoro Verstappen a Silverstone, Leclerc quarto

Un super Max Verstappen trionfa al Gran Premio del 70° Anniversario della Formula Uno. Sul circuito di Silverstone è il pilota olandese della Red Bull, al nono successo in carriera, a porre fine al dominio Mercedes nella quinta gara stagionale con una vittoria di forza e di strategia. Seconda posizione per Lewis Hamilton mentre è terzo il pole-man Valtteri Bottas con entrambi i piloti Mercedes in grossa difficoltà nella gestione gomme. Sorprende, invece, Charles Leclerc che con un’unica sosta porta a casa un ottimo quarto posto dopo esser partito dalla ottava casella della griglia di partenza. A punti anche Alexander Albon, Lance Stroll, Nico Hulkenberg, Esteban Ocon, Lando Norris e Daniil Kvyat mentre chiude in dodicesima posizione l’altra Ferrari di Sebastian Vettel, protagonista di un testacoda al via della gara.
(ITALPRESS).

Binder sfreccia a Brno, primo podio Morbidelli, Rossi 5^

Brad Binder vince il Gran Premio della Repubblica Ceca, terza prova stagionale del Mondiale MotoGp. Primo successo in carriera nella classe regina per il pilota sudafricano della Ktm, che precede un ottimo Franco Morbidelli (Petronas Yamaha), secondo e al primo podio in MotoGp, e Johann Zarco (Esponsorama Racing Ducati), che era partito dalla pole position.
Gioia meritata per Binder, che ha un ritmo nettamente superiore a tutti e si porta in testa a dieci giri dal termine, gestendo poi il finale con maturità. Il rookie conquista così un successo storico, strappando la vittoria a Franco Morbidelli che sale però con merito sul secondo gradino del podio a coronamento di un weekend superlativo. Alle spalle dell’italiano, come detto, Zarco, che anche se a fatica riesce a tenere dietro Alex Rins (Suzuki). Il leader del Mondiale Fabio Quartararo, dopo aver dominato nei primi due appuntamenti, fatica a trovare il passo ed è solo settimo, ma incrementa comunque il proprio vantaggio in classifica piloti su un deludente Maverick Vinales, soltanto quattordicesimo. Un ottimo Valentino Rossi, che può recriminare per una qualifica negativa, risale fino alla quinta posizione con l’altra Yamaha ufficiale, mentre la gara di rimonta per Andrea Dovizioso non frutta al forlivese della Ducati nulla di meglio rispetto all’undicesimo posto.
(ITALPRESS).