Inter e Roma potranno incrociarsi solo in finale in Europa League. Disegnato a Nyon il tabellone della Final Eight che si disputerà in Germania dal 5 al 21 agosto, con ultimo atto a Colonia. Nerazzurri e giallorossi disputeranno – sempre in Germania – i rispettivi ottavi con Getafe e Siviglia in gara secca mentre negli altri sei accoppiamenti sono in sospeso le sfide di ritorno, in programma fra il 5 e il 6 agosto nelle sedi originarie. Se l’Inter staccherà il biglietto per i quarti, incrocerà quasi certamente il Bayer Leverkusen (3-1 a Glasgow contro i Rangers) per poi affrontare in semifinale con tutta probabilità una fra Shakthar Donetsk (gli ucraini devono difendere il 2-1 ottenuto a Wolfsburg negli ottavi) e il Basilea, forte del 3-0 calato a Francoforte contro l’Eintracht. La Roma, dovesse superare l’ostacolo Siviglia, troverà una fra Olympiacos e Wolverhampton (il primo round in Grecia finì 1-1) e in un’eventuale semifinale il Manchester United. I Red Devils hanno infatti già un piede e mezzo nei quarti (5-0 al Lask nella prima gara degli ottavi) e partirebbero favoriti contro Copenhagen o Basaksehir: la gara d’andata in Turchia ha visto i padroni di casa imporsi di misura.
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Sorteggio Europa League, Inter-Roma solo in finale
F.1: il Mugello ospiterà il GP della Toscana Ferrari 1000
Domenica 13 settembre per la prima volta nella sua storia l’Autodromo del Mugello ospiterà una gara valida per il FIA Formula 1 World Championship. In un calendario della stagione rivoluzionato in seguito alla pandemia provocata dal virus COVID-19 si è creata l’opportunità per portare la massima competizione automobilistica in un autodromo all’avanguardia per gli standard di sicurezza e sostenibilità e su un tracciato tanto affascinante quanto impegnativo per piloti e vetture. Il nome ufficiale dell’evento, il Formula 1™ Pirelli Gran Premio della Toscana Ferrari 1000 (nono appuntamento della stagione e millesimo della Scuderia nella massima categoria automobilistica), è un omaggio alla terra che ospiterà questo appuntamento e alla ricorrenza storica che la Scuderia Ferrari, l’unica squadra presente in tutte le 70 edizioni fin qui disputate della massima competizione automobilistica, celebrerà quel giorno.
Oltre al gran premio della Toscana Ferrari 1000, che si correrà il 13 settembre al Mugello, nel calendario del Mondiale 2020 di Formula entra anche il gran premio di Russia, in programma a Sochi il 27 settembre. Al momento sono dunque 10 le gare in calendario, ma “altre verranno aggiunte nelle prossime settimane”, spiega Formula 1: l’obiettivo è disputare tra i 15 e i 18 gran premi dopo l’interruzione per la pandemia.
“Poter festeggiare un anniversario straordinario come quello dei mille Gran Premi della Scuderia Ferrari proprio a casa nostra al Mugello è un’opportunità incredibile. L’Autodromo del Mugello non è solamente uno dei tracciati più affascinanti e sfidanti per i piloti e le monoposto, ma è anche un’impianto che ha fatto della sostenibilità una sua priorità, un impegno che lo ha portato a raggiungere liivelli di eccellenza in Italia e nel mondo”. Così Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari, commenta l’ufficialità del GP della Toscana Ferrari 1000, nona prova del Mondiale 2020 che si correrà il 13 settembre. “A rendere questa possibilità una realtà hanno contribuito diversi protagonisti, cui va il nostro ringraziamento. Innanzitutto Chase Carey, Chairman e CEO di Formula 1, che conosce e apprezza il valore che la nostra squadra rappresenta per questo sport, tanto da riconoscere l’anniversario nel nome ufficiale dell’evento”, ha dichiarato Binotto.
“Poi ci sono due partner fondamentali per il raggiungimento di questo obiettivo – ha proseguito il Team Principal della Rossa – Innanzitutto il territorio che ci ospiterà, la Regione Toscana, una delle più belle del nostro Paese, ricca di tesori artistici e di paesaggi mozzafiato, e poi la città di Firenze, un gioiello unico al mondo per le sue bellezze architettoniche e i capolavori che vi si possono ammirare. Per me personalmente, il Mugello è legato ai ricordi di tante giornate di test passate insieme alla squadra per cercare di migliorare la monoposto, talvolta sognando di sfidare proprio lì i nostri avversari: pensare che oggi stiamo per vivere su quel tracciato un evento come un Gran Premio, perdipiù il millesimo della nostra storia in Formula 1, è un’emozione bellissima e non vedo l’ora che quello che allora era un sogno si avveri il prossimo 13 settembre”.
“Siamo lieti di dare il benvenuto al Mugello nel calendario di Formula 1 del 2020 – ha sottolineato Chase Carey, presidente e CEO di Formula 1 – Voglio ringraziare il promoter per il duro lavoro svolto al fine di realizzare questo evento. So che tutti i nostri fans sono entusiasti all’idea di assistere ad una corsa su questo fantastico circuito e per tutti i tifosi della Ferrari sarà un piacere poter celebrare così i 1000 Gran Premi della Scuderia”.
Ibrahimovic “Difficile restare al Milan, non so chi sia Rangnick”
“Vediamo come sto tra due mesi e poi vediamo cosa succede con il club. Se la situazione è questa, è difficile vedermi al Milan il prossimo anno, sono onesto. La situazione non è sotto controllo”. Queste le parole di Zlatan Ibrahimovic sul Milan. Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, l’attaccante svedese è tornato a parlare del confronto avuto con l’amministratore delegato rossonero Ivan Gazidis un mese fa: “Ho parlato per me e per la squadra, è stato un confronto necessario. Non era cattiveria la mia. Ma bisogna avere spiegazioni sul futuro, il mio e quello del Milan – ha raccontato Ibrahimovic in un’intervista che uscirà domani su ‘Sportweek’ – Ho detto che il Milan non è il mio grande Milan, è vero. Ma dobbiamo fare tutto il meglio possibile anche in questa situazione. Sino alla fine. Ibra c’è, ci pensa Ibra. Io devo esserci per forza o li perdi i tifosi. Sono qui solo per passione, sto giocando gratis: perché Ibra è nato per giocare a calcio ed è ancora il migliore a giocare a calcio”. A fine stagione, invece, lo svedese si vede lontano dal nuovo Milan che dovrebbe essere affidato al tedesco Rangnick. “Chi è Rangnick? Non so chi sia Rangnick”, ha dichiarato l’attaccante rossonero. “Ibra gioca per vincere qualcosa o sta a casa, non è un giocatore da Europa League e il Milan non è un club da Europa League. Non so se ci sarà un altro club dopo il Milan, io non chiudo mai le porte. Ma vado solo in un posto dove comando, non in un posto in cui le parole non valgono niente. Ho ancora troppa passione per quello che faccio”.
Petrucci “Senza pubblico non è sport, riaprite i palazzetti”
Il problema degli impianti sportivi chiusi al pubblico “è serio. Non ho avuto risposta dal comitato tecnico scientifico. Il calcio è ripartito, a causa dei diritti tv, con un protocollo rigido: bene ha fatto Gravina a non mollare, ma lo vedete bene che senza gente sugli spalti non è sport. Gli sport popolari hanno bisogno del pubblico. Cominciare il basket o la pallavolo senza gente sarebbe deleterio. Apriteci i palazzetti. Nessuno ci risponde ma mi batterò fino alla fine”. Questa la richiesta lanciata dal presidente della Federazione italiana pallacanestro Giovanni Petrucci. “Vorrei capire perché i teatri, per dire, sono stati riaperti, pur rispettando il distanziamento – ha sottolineato l’ex numero uno del Coni in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Il parere del Cts è importante, ma non è il Vangelo. Dicono solo no, senza motivare. Noi siamo pronti a partire anche con un torneo di 3 contro 3 al Foro Italico: nessuno ci dice nulla, intanto hanno riaperto i centri estivi”.
Il mondo dello sport sta affrontando diversi problemi in questo periodo di ripresa dopo l’emergenza sanitaria. Tra questi c’è l’utilizzo delle palestre scolastiche per l’attività di base di società e associazioni dilettantistiche: “La ministra Azzolina ha detto che si impegnerà. Bene, ma poi qual è la risposta ufficiale? Bisognerebbe ricordarsi che lo sport è il settore del volontariato più potente d’Italia”, ha rimarcato Petrucci, che sul tema del credito d’imposta sulle sponsorizzazioni è invece fiducioso. “Grazie soprattutto all’intervento del ministro Spadafora sono convinto che alla fine ci sarà. Non conosco l’importo finale, ma è una norma che serve come l’ossigeno”, ha osservato il presidente della Federbasket lanciando un altro monito: “La monocultura calcistica sta uccidendo lo sport, qualcosa dovrà cambiare nella mentalità di tante persone e nell’opinione pubblica. In Francia, Inghilterra e Spagna non è certo così”.
Petrucci si è poi soffermato sull’organizzazione della stagione 2020/2021. “Il coronavirus ci ha fatto spostare le date di iscrizione al 31 1uglio, quindi è normale che ancora non si conoscano le squadre che faranno la Serie A. Però in tutti gli altri campionati ci sono più richieste di ingressi che posti disponibili e quindi posso dire che la crisi non c’è – ha dichiarato il numero uno della Fip – In A invece c’è questo problema inverso che, attraverso la Lega presieduta da Umberto Gandini, speriamo di risolvere. La situazione di Torino? Se si liberasse un posto, mi auguro che possa fare la A. Sono certo che il presidente Sardana abbia già l’acquirente. Io non me la sento di criticare Gandini: per la prima volta la Lega aveva una responsabilità diretta perché doveva decidere l’organico, con Gandini tutti i club non hanno più scusanti. Dovranno essere uniti pur nella divisione dei pensieri. Tornare sul discorsi passati è inutile, i filosofi dicono sempre che la realtà effettuale è quella che c’è, non quella che vorresti fosse. È facile parlare come fanno i patetici o quelli che dicono sempre ‘ai miei tempi’, oppure come gli allenatori licenziati che sanno sempre tutto, ma poi non hanno lavoro”.
L’intenzione forte della Lega è quella di tornare ad avere un numero pari di squadre. “La logica vorrebbe così, io non posso prevedere cosa succederà – ha rimarcato Petrucci – Tanti club di A2 hanno rifiutato il passaggio in A? È realismo. Certo, se ora hanno detto no sarà difficile cambiare idea anche già solo il prossimo anno. In A c’è il professionismo che ritengo sia logico ed è una cosa seria. Non sarei d’accordo a tornare indietro ma se i club lo vorranno accetterò la loro decisione. Il concetto di franchigia? Ad oggi questa possibilità non è prevista, nessuno può eliminare il diritto sportivo – ha concluso Petrucci – In futuro tutto può accadere”.
L’Inter scivola al quarto posto, a Verona solo 2-2
La reazione dell’Inter non c’è. Almeno non nella misura che Antonio Conte avrebbe voluto dai suoi giocatori dopo la sconfitta subita contro il Bologna per 2-1. La formazione nerazzurra al Bentegodi non va oltre un 2-2 contro un Hellas Verona che resta a -6 dal Milan settimo in classifica, mentre l’Inter scivola al quarto posto. Un risultato che lascia tanti rimpianti ai nerazzurri capaci di rimontare dall’1-0 all’1-2 prima di subire nel finale il gol del definitivo pareggio di Veloso. Che la serata non sarebbe stata delle più positive per l’Inter, lo si è intuito nel corso di un primo tempo all’insegna del nervosismo (con tanto di battibecco tra Juric e Conte) e che ha messo in discussione gli ottimi numeri dell’Inter in trasferta: nessuno ha subito meno gol (15) dei nerazzurri lontano dalle mura amiche. Eppure dopo appena due minuti di gioco, l’Hellas Verona è in vantaggio: Lazovic sfugge a Skriniar sulla sinistra, rientra sul destro e batte Handanovic. La reazione dell’Inter non c’è. Anzi, la manovra nerazzurra è a tratti macchinosa e prevedibile. Tutto il contrario dell’Hellas che per brillantezza atletica sembra essere tornata al formato pre lockdown: al 19’ al termine di un’azione prolungata, Miguel Veloso lascia partire un tiro che si stampa sul palo. Ma le occasioni dell’Hellas non sono finite: un minuto dopo Amrabat pesca Dimarco che al volo sfiora il palo. Nella ripresa è un’altra Inter e nel giro di dieci minuti la rimonta nerazzurra è già completata: al 49’ Candreva si fa trovare al posto giusto per mettere in rete dopo un precedente palo colpito da Lukaku; al 55’ è ancora Candreva protagonista con un tiro cross deviato da Dimarco nella propria porta con la complicità di Silvestri. Nel finale c’è la beffa per l’Inter: Rrahmani in progressione offensiva serve Miguel Veloso che da posizione centrale batte Handanovic e fissa il punteggio sul 2-2.
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De Paul-Okaka-Lasagna, l’Udinese passa in casa Spal
L’Udinese affonda la Spal e conquista tre punti fondamentali per la salvezza. I friulani chiudono la gara del ‘Paolo Mazza’ nel primo tempo con i sigilli di De Paul e Okaka, poi il gol di Lasagna nel finale sancisce lo 0-3 finale. Il massimo risultato con il minimo sforzo per gli uomini di Gotti che senza strafare scavalcano nuovamente il Torino e si mettono al quattordicesimo posto con 8 punti di margine sulla terzultima piazza occupata dal Genoa. Sprofonda invece la Spal, sempre più ultima e incapace di muovere in maniera importare la casella dei punti, ferma a 19: gli uomini di Di Biagio ora sono veramente un passo e mezzo nel campionato cadetto. Sin dai primi minuti si nota la superiorità tecnica degli ospiti, a proprio agio nel palleggio e nella costruzione da dietro. Dopo qualche attacco sporadico e un tiro di Murgia di poco lato al 17′, l’Udinese si porta in vantaggio al 18′: errore da matita blu di Bonifazi, che stecca il rinvio e regala palla a De Paul, il quale non può far altro che scaricare un destro in porta dal limite dell’area. La sfiducia aumenta nella Spal, generando vari errori individuali. Il raddoppio porta la firma di Stefano Okaka al 35′ dopo un contropiede letale guidato da De Paul: l’argentino con un pizzico di fortuna serve l’ex Roma che da pochi passi punisce per la seconda volta Letica. Al 45′ i padroni di casa ci provano con un paio di conclusioni potenzialmente pericolose, ma nulla di troppo concreto. Dopo un primo tempo da incubo, Di Biagio cambia qualcosa tra gli interpreti nella ripresa. Complice anche un Udinese a ritmo più blando, la Spal si fa vedere maggiormente in avanti creando qualche timida chance. La squadra di Gotti è invece più cinica che mai e archivia definitivamente la pratica con il gol di Lasagna da posizione defilata per il definitivo 3-0 al minuto 81.
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Leclerc “Podio? Difficile ma porteremo aggiornamenti”
“Questo weekend porteremo alcuni aggiornamenti, non sappiamo quanto guadagneremo e se questo ci metterà in lotta per il podio. Ma realisticamente sarà molto difficile perché le Mercedes e le Red Bull sono molto veloci”. Così Charles Leclerc alla vigilia del Gran Premio di Stiria, seconda tappa del Mondiale di Formula 1. “Penso che sarà importante che questi aggiornamenti funzionino nel modo corretto e che ci portino a fare progressi, altrimenti sarebbe un cattivo segnale. Sono fiducioso che questi aggiornamenti possano portare maggiore prestazione nella macchina – ha aggiunto il monegasco della Ferrari in conferenza stampa -. Il podio ci ha dato un’iniezione di fiducia come team perché se facciamo tutto alla perfezione possiamo raggiungere i risultati. La Safety Car ci ha aiutato ma abbiamo sfruttato tutte le opportunità: è importante avere fiducia anche nei momenti negativi”, ha concluso Leclerc.

Aspettative diverse per Sebastian Vettel che domenica scorsa ha chiuso al decimo posto “Credo che sia un’opportunità enorme avere un’altra gara sullo stesso circuito, in modo da poter avere una risposta immediata per quanto riguarda gli aggiornamenti. Abbiamo trovato un paio di cose che potrebbero aver contribuito alla mia prestazione negativa in gara nel weekend scorso: ho un vivido ricordo di quanto fatto pochi giorni fa e spero che gli aggiornamenti possano contribuire a fare il passo avanti che ci aspettiamo”. Il pilota della Ferrari confida negli aggiornamenti portati da Maranello per poter far meglio rispetto allo scorso weekend: “Siamo ancora in una fase iniziale, non sappiamo quanto sarà lunga questa stagione. Questa gara potrà essere un indicatore per capire se questa è la giusta direzione – spiega il piota tedesco nella consueta conferenza stampa del giovedì – ci sono tante aspettative ma la miglior risposta la darà il cronometro in pista, ma conteranno anche le nostre sensazioni. Siamo entusiasti – conclude Vettel – sarà interessante vedere i nostri risultati paragonati a quelli dello scorso weekend”.
Il quattro volte campione del mondo, poi, ha risposto alle domande sul suo futuro. “Conosco ovviamente bene la Red Bull. La recente apparizione in un video Red Bull non ha nulla a che vedere con un mio potenziale ritorno. So che erano forti quando c’ero io e so che lo sono ancora. Sono qui per competere, quindi probabilmente accetterei un sedile Red Bull qualora dovesse arrivasse la chiamata”. Il pilota tedesco lascerà la Ferrari a fine anno e sta cominciando a guardarsi intorno: “La Racing Point? Non ci sono notizie – spiega il pilota della Ferrari nella consueta conferenza stampa del giovedì – come ho già detto ancora non so cosa accadrà. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi vedremo quali opportunità si potranno presentare. La Racing Point mi ha fatto un’ottima impressione, conosco parte del team per via del mio passato e sono competitivi”.
Per la decisione definitiva sul suo futuro, però, bisognerà attendere: “Non ho preso una decisione, non voglio sovraccaricarmi di pressione. Ho parlato anche con la Renault – rivela Vettel – ma non ci sono state discussioni concrete e loro hanno preso una decisione diversa: è positivo che Alonso sia tornato, mi fa piacere. Io guardo a me stesso, mi prenderò tutto il tempo necessario per prendere una decisione: continuare, pausa o ritiro, dipenderà da quali opzioni avrò. Non è un segreto che io sono competitivo, ho raggiunto grandissimi risultati e non sono qui solo per partecipare”, conclude Vettel.
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Al via Educamp 2020, Malagò “Da qui nuovi campioni”
“Dal Gioco ai Giochi”: questo il claim di Educamp, una frase che sintetizza perfettamente lo spirito dell’iniziativa che torna anche per l’estate 2020. Il Coni rilancia così il progetto che coinvolge i centri sportivi estivi che promuovono l’attività sportiva dai 6 ai 14 anni, proponendo un percorso multidisciplinare per ampliare il bagaglio motorio degli iscritti e favorire l’orientamento legato alle scelte future e l’adozione di stili di vita corretti. Organizzato dal Comitato olimpico nazionale, attraverso la Preparazione olimpica e l’Istituto di Scienza dello Sport, Educamp assume, oggi, un valore ancora più forte, simbolo della ripartenza dopo il lockdown per l’emergenza Coronavirus. “Un progetto storico che si svolge su tutto il territorio nazionale”, ha ricordato il segretario generale del Coni, Carlo Mornati, nel corso della presentazione alla stampa che si è svolta questa mattina. Un progetto che, a Roma, è arricchito da una sede inedita: il Coni, infatti, per la prima volta ha aperto le porte del Centro di Preparazione olimpica “Giulio Onesti” Acqua Acetosa all’Educamp organizzato dal Comitato Regionale Coni Lazio. “Abbiamo deciso di cogliere l’occasione che questo anno particolare ci ha dato e aprire le porte del Centro che di solito in questo periodo è affollato dagli atleti che partono per Mondiali, Europei, Olimpiadi – ha spiegato Mornati – Ci sembrava bello, dunque, ospitare i ragazzi con questi programmi di orientamento sportivo, gestiti da tecnici di alto livello”.
Oltre 170 le sedi di Educamp Coni in tutta Italia, grazie alle sinergie fra Comitati Regionali Coni, Regioni ed Enti Locali, che accoglieranno a turno ragazzi dai 6 ai 14 anni per 6/8 settimane. A Roma i giovani sportivi potranno praticare tante discipline presenti nel Centro di Preparazione olimpica: scherma, rugby, calcio, hockey, pallacanestro, taekwondo, baseball/softball, ginnastica e triathlon, guidati da istruttori qualificati indicati dalle rispettive federazioni e da educatori di Scienze Motorie. “Gli Educamp sono il fiore all’occhiello del nostro mondo, la speranza è che contribuiscano a far crescere i nuovi campioni e ci portino in futuro una medaglia. Dunque quale luogo migliore per supportare e favorire lo sport, se non un posto storico come il Centro di Preparazione olimpica Giulio Onesti?”, ha evidenziato il Presidente del Coni, Giovanni Malagò nel corso della presentazione del progetto. “Il nostro intento è far capire ai ragazzi quale può essere il loro percorso e avvicinarli allo sport. Noi siamo la colonna vertebrale dello sport, che in questo momento è in difficoltà, con problemi di carattere pratico ed economico. Per questo dobbiamo offrire una possibilità concreta”. Educamp, ha ricordato ancora Malagò, “è possibile anche grazie alla storica collaborazione tra Regione Lazio e Comitato Olimpico”. “Lo sport è inclusione sociale e come amministrazione vogliamo garantire l’attività laddove è possibile. Abbiamo incamerato l’idea di dare un’opportunità in più alle persone con un disagio socio-economico e, quindi, la possibilità di accedere all’Educamp a tutti i ragazzi ospiti delle case famiglia. Saranno circa 100-150 ragazzi”, ha sottolineato l’Assessore alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti locali della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli. Accanto al Coni, infine, c’è ancora una volta “Kinder Joy of Moving”, il progetto di responsabilità sociale del gruppo Ferrero, partner del Comitato Olimpico per lo sviluppo dell’attività sportiva giovanile. “È un marchio che non è negli scaffali ma dà un supporto sociale al terzo settore e allo sport, ed è formidabile averli vicino – ha aggiunto Malagò -.Questa Joy of Moving devono sentirla i ragazzi che vengono qui”. Il progetto Educamp – che si svolgerà in 15 regioni italiane – è stato adeguato alle Linee Guida Nazionali e alle prescrizioni che riguardano la tutela della salute e il contenimento del contagio da Covid-19 ed è stato avviato attraverso un percorso di informazione e formazione gratuita, realizzato in collaborazione con la Federazione Medico Sportiva Italiana, che ha coinvolto, ad oggi, oltre 1400 operatori dello sport.
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