Home Sport Pagina 1357

Sport

Barazzutti “Niente Usa, Fognini a Madrid, Roma e Parigi”

0

Niente Usa, la stagione di Fabio Fognini ricomincerà dalla terra. Dopo l’operazione a entrambe le caviglie, il tennista ligure è pronto a intensificare gli allenamenti in vista della ripresa, secondo un programma ben definito, anticipato a “Supertennis” da Corrado Barazzutti, capitano dell’Italdavis e coach dell’azzurro. “Domenica prossima scadranno i 40 giorni dall’operazione che Fabio ha sostenuto ad entrambe le caviglie. Da lunedì ricomincerò ad allenarlo con tutte le attenzioni. L’obiettivo è metterlo in condizione di poter competere nei primi tornei sulla terra battuta”. Niente cemento americano, dunque. “No, non ci sono i tempi. E poi, se vuoi la mia opinione, neanche si giocherà in America. La situazione mi pare troppo grave e non credo che migliorerà in tempi brevi. Dato che negli Usa non fanno alcun tipo di lock down, e non lo vogliono neanche fare, presumo che il numero dei contagi sarà sempre molto alto e quindi, secondo me, finirà che rinunceranno al torneo. Mi risulta che comunque una decisione verrà presa tra il 13 e il 15 di questo mese. Ci alleneremo e ci prepareremo per la stagione sulla terra sperando che si possa giocare come previsto a Madrid, Roma e Parigi. Per poi magari proseguire la con stagione europea indoor, fino alle Atp Finals. Vedremo se il virus consentirà di portare avanti questo programma”.
(ITALPRESS).

Scaroni “Allenatore? Su queste scelte fiducia in Gazidis”

0

“Un partitone memorabile, di quelli che ci ricorderemo per anni. Ho parlato con Pioli: gli ho fatto i complimenti, anche chi non ha giocato benissimo ha dato l’impressione di far parte di un team motivato che si diverte a giocare a calcio. Mi sembra che Pioli sia riuscito a creare una squadra vera”. Paolo Scaroni ha ancora negli occhi l’impresa di martedì quando il suo Milan, sotto di due gol contro la Juve, ha ribaltato tutto vincendo 4-2. Un’impresa che però potrebbe non bastare ad allontanare l’ombra di Rangnick. “Su queste scelte ho totale fiducia in Gazidis, che d’altra parte ha la totale fiducia dell’azionista, e che, come logico, ne porterà la responsabilità – si limita a commentare il presidente rossonero in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – Gazidis si confronta con me, ma non sulle cose tecniche, piuttosto su come gestire certe situazioni. Non credo Gazidis abbia già deciso alcuna rivoluzione. Detto questo, è doveroso che l’ad esplori nuovi orizzonti. Maldini resta? Ho eccellenti rapporti con lui. Se resta va chiesto a lui”. Fra i più decisi a riprendere dopo il lockdown (“i tifosi sognano ma se i nostri bilanci fanno acqua, non possiamo essere competitivi. La sosta ci è costata circa 30 milioni”), Scaroni insiste sulla necessità di “aumentare i ricavi”. E le strade sono sempre quelle. “Lo stadio è un ingrediente fondamentale, i diritti tv sono l’altro pilastro. Le sponsorizzazioni invece sono legate ai risultati sportivi, sono due montagne da scalare assieme”. A proposito di stadio, “credo siamo sulla strada giusta. Il Comune ci ha fatto una proposta che non ci piace molto perché ha ridotto le nostre richieste di costruzioni, ma che abbiamo accettato perché dovrebbe risolvere la parte politica della questione. Oggi sono ragionevolmente ottimista, mi sembra che il Comune abbia sposato il progetto di avere uno stadio nuovo e anche l’opposizione lo veda con favore”. Scaroni ritiene che sarà “pronto per il 2024. Ci sarà una fase in cui il nuovo stadio sarà completato e San Siro sarà ancora in piedi: deciderà il sindaco dove svolgere la cerimonia di Milano-Cortina, mi sembrerebbe strano non usare l’impianto nuovo. Poi partirà la rifunzionalizzazione di San Siro, che ci costerà 74 milioni e consentirà di salvare parti del vecchio stadio in un parco dello sport”. Avere uno stadio di proprietà rappresenterebbe una svolta. “Con i proventi ci compriamo una squadra intera. Non c’è contraddizione tra lo stadio e i risultati sportivi. È la strada di tutto il mondo”. E per quanto riguarda i diritti tv, “dobbiamo competere con gli altri sport e poi, all’interno del calcio, con gli altri campionati. Non è facile, servono professionisti. Dobbiamo far sì che la Lega figli una società commerciale responsabile dei diritti tv. Poi abbiamo due strade: fare tutto in casa, ma non abbiamo la gente e i contatti internazionali. Oppure ci scegliamo un socio che ci dia un’accelerata, ci porti competenze di governance, manageriali e internazionali”.
(ITALPRESS).

L’Atalanta sa solo vincere, riscatto per Roma e Torino

0

L’Atalanta sa solo vincere: vittima di turno la Sampdoria, mentre torna alla vittoria la Roma e vincono il Sassuolo a Bologna e il Torino nello scontro salvezza contro il Brescia.
La squadra bergamasca non conosce ostacoli, anche se contro la Sampdoria di Ranieri (espulso) fatica prima di riuscire a passare in vantaggio. Tocca a Toloi alla mezz’ora della ripresa segnare sugli sviluppi di un corner, poi Muriel arrotonda a 5′ dalla fine e regala tre punti preziosi agli orobici, ora – in attesa dell’Inter – terzi a -2 dalla Lazio seconda e -9 dalla Juve capolista contro cui giocano sabato sera.
La Roma trema all’Olimpico contro il Parma, in gol con Kucka su rigore, ma torna a vincere dopo tre ko di fila e raggiunge al quinto posto il Napoli. Nel finale di tempo è Mkhitaryan a permettere ai giallorossi di pareggiare. Poi nella ripresa, il sorpasso della squadra di Fonseca ad opera di Veretout.
Va al Sassuolo il derby contro il Bologna. Al Dall’Ara, i neroverdi passano in vantaggio al 41′ del primo tempo con Berardi. Nella seconda parte di gara, arriva il raddoppio grazie ad Haraslin che regala alla squadra di De Zerbi la terza vittoria di fila, anche se nel finale Barrow la riapre.
Alla fine il Torino la spunta sul Brescia e si allontana dalla zona calda della classifica. Rondinelle in vantaggio al 21′ con Torregrossa dopo una buona supremazia territoriale dei granata. In avvio di ripresa, arriva la rete del pari con Simone Verdi (deviazione di Mateju), poi passano solo 10′ e Belotti porta in vantaggio la squadra di Longo. Nel finale arriva la terza rete di Zaza.
(ITALPRESS).

Il Napoli passa a Marassi, il Genoa è sconfitto 2-1

0

Il Napoli ottiene la seconda vittoria consecutiva dopo quella con la Roma e si lascia alle spalle il Milan in classifica: gli uomini di Gattuso si impongono per 2-1 nella mai banale trasferta di Genova: i partenopei mettono in discesa la sfida col gol di Mertens, poi il pareggio del Grifone con Goldaniga e il sigillo decisivo del neo-entrato Lozano. Per gli azzurri resta ampio il margine dal quarto posto occupato dall’Atalanta, specie dopo il ko nello scontro diretto di Bergamo del 2 luglio. Il Genoa rimane invece inguaiato in una lotta per la salvezza quantomai agguerrita: la vittoria del Lecce contro la Lazio non aiuta, anzi fa sprofondare i liguri al terzultimo posto, sempre a quota 27 punti. La sfida odierna del “Ferraris” parte col piede giusto per il Napoli. Al 7′ Elmas va a segno punendo Perin da pochi passi: trascorre però qualche minuto prima dell’annullamento a causa di un fallo di mano precedente di Manolas, rettificato grazie al Var e alla conferma del direttore di gara Mariani al monitor. Il primo tempo è dominato dagli ospiti, seppur al 35′ il Genoa sfiori il vantaggio con il tiro di Cassata, stampatosi sul palo dopo l’intervento di Meret. Pochi secondi prima dell’intervallo, ecco il gol che sblocca la gara: Mertens viene servito da Insigne dai venti metri, stoppa e indirizza la palla nell’angolino basso al 46′. Passano pochi istanti dall’inizio della ripresa e il Genoa ristabilisce gli equilibri: angolo battuto con i giri giusti da Schone, Goldaniga anticipa tutti e incorna nel sacco per l’1-1 al 49′. Nell’ultima mezz’ora Gattuso azzecca i cambi, inserendo Lozano che va in gol a 3 minuti dal suo ingresso: lancio in profondità di Fabian Ruiz per il messicano che brucia Biraschi in velocità e finalizza a tu per tu con Perin al 66′. Le sortite finali dei padroni di casa non portano al tanto sperato 2-2.
(ITALPRESS).

Fiorentina-Cagliari pari e patta, al Franchi finisce 0-0

0

Fiorentina e Cagliari fanno un altro passo verso la permanenza in serie A. Toscani e sardi si dividono la posta in palio al termine di una gara giocata su ritmi per lunghi tratti lenti e compassati ma che non ha mancato di regalare emozioni se è vero che i migliori in campo sono stati i rispettivi portieri, ovvero Cragno e Dragowski. Il primo tempo viene equamente diviso come pericolosità: l’inizio è tutto del Cagliari con anche una rete annullata per fuorigioco al 5’ all’ex Simeone, e con Nainggolan che per i rossoblu’ domina a centrocampo. La seconda parte è invece di marca viola con Ribery sugli scudi che prima serve Lirola in contropiede ma l’esterno spagnolo sbaglia (26’), poi il numero 7 gigliato impegna in prima persona Cragno su assist di Chiesa. Il classe ’97 appare come un pesce fuor d’acqua, tanto da essere sostituto all’intervallo, mentre nella rosa guidata da Iachini si distingue Duncan che centra anche un palo al 39’. Dopo due eccellenti interventi di Dragowski su Nandez, con l’uruguaiano che semina il panico nella difesa viola, Ribery si rivolge alla propria panchina quasi a sollecitare Iachini ad operare alcuni cambi, che infatti arrivano poco dopo con Pulgar e Dalbert che sostituiscono Badelj e Lirola. Ad un quarto d’ora dalla fine riassapora il campo anche a Kouame, ad oltre sette mesi dalla rottura di un legamento crociato, con Cragno che al 78’ nega la gioia del gol proprio all’attaccante della Costa d’Avorio che di testa si era fatto trovare pronto su una palla vagante. E quando Caceres a pochi secondi dal triplice fischio si vede scorrere la palla sotto le proprie gambe senza riuscire ad apoggiarla in rete, si capisce che la Fiorentina allunga la propria striscia di mancati successi casalinghi in campionato: ultimi tre punti raccolti al ‘Franchi’ nella sfida contro la Spal del 12 gennaio scorso.
(ITALPRESS).

La F.1 ritrova Alonso: dal 2021 in pista con Renault

0

Fernando Alonso torna a casa. Dalle indiscrezioni delle ultime ore si è passati all’ufficialità: dopo due stagioni lontano dal circus, il pilota spagnolo – 39 anni a fine mese – si metterà di nuovo al volante di una Formula Uno. Appuntamento per il 2021, con quella Renault dove ha vinto i suoi due titoli mondiali nel 2005 e nel 2006. “Sono contento di tornare dove ho avuto grandi successi – confessa l’asturiano, 314 Gran Premi, 32 vittorie e 97 piazzamenti sul podio al suo attivo – Nel 2018 avevo bisogno di respirare fuori dalla Formula Uno, ero stanco di tante cose, volevo provare altre categorie. E ho respirato, ho vinto gare importanti e ora sono pronto fisicamente e mentalmente per tornare”. Alonso aveva individuato il 2021 come stagione ideale per il ritorno vista l’entrata in vigore delle nuove regole, slittata però di un anno. “Vorrà dire che prepareremo il 2022 da dentro la squadra, sarà un buon rodaggio utile per la stagione successiva che spero sia più livellata, con macchine più vicine e più spettacolo. Ringrazio tutti coloro che mi chiedevano quando sarei tornato: il giorno è questo”. Per l’ex ferrarista la Renault “è la mia famiglia. È con immenso orgoglio, ma anche grande emozione che ritrovo questo team che mi ha dato un’opportunità all’inizio della mia carriera e che mi dà oggi la possibilità di tornare ai massimi livelli”. Certo, il team transalpino non è quello dei tempi di Flavio Briatore, ma la voglia di tornare a vincere c’è ancora e l’ingaggio di un’icona come Alonso potrebbe essere sfruttato anche dal punto di vista della promozione commerciale. L’arrivo di un due volte campione del mondo certamente sarà capitalizzato, soprattutto se riuscirà a fare crescere la monoposto del 2021 tanto da portarla tra chi lotterà per la vittoria. “Ho convinzioni ed ambizioni in linea con il progetto della scuderia – conferma Alonso – La crescita che ha registrato quest’inverno rende credibili gli obiettivi della stagione 2022, e, da parte mia, contribuirò con tutta la mia esperienza nelle gare, condividendola con tutti, ingegneri, meccanici, compagni di squadra. Il team desidera tornare sul podio, ne ha i mezzi… e anch’io”. Alonso, che rileverà Ricciardo – promesso sposo della McLaren al posto di Sainz, a sua volta destinato alla Ferrari – avrà come compagno di squadra il francese Esteban Ocon, che non sembra in grado di potergli fare ombra, ma che potrebbe aiutare a crescere. La stessa scuderia, che definisce Alonso “un asso nella manica per concretizzare gli sforzi di riconquista e che darà un senso all’impegno assunto da Renault nella regina del motorsport”, ritiene di aver messo su “un team incentrato su due piloti complementari, che abbinano esperienza e gioventù”. “L’arrivo di Fernando rientra nel progetto del Gruppo Renault di proseguire il suo impegno in Formula 1 e la sua ascesa ai vertici della classifica – sottolinea Cyril Abiteboul, direttore generale di Renault Sport Racing – Indipendentemente dai successi del passato, è una scelta reciproca e audace nonché un progetto per disegnare il futuro”.
L’esilio, dunque, è finito. Via a fine 2018 dopo la delusione in McLaren, “El Nano” in questi anni si è tolto diverse soddisfazioni: due vittorie alla 24 Ore di Le Mans con la Toyota, l’esperienza alla Dakar e ad agosto andrà all’assalto della Indy 500 per chiudere la “triple crown”. Poi potrà concentrarsi sul nuovo ritorno in Renault, diverso da quello del 2008, dopo una stagione di grande contrasto in McLaren con un giovane Lewis Hamilton e conclusa col successo finale di Kimi Raikkonen in Ferrari, terzo a godere dei continui litigi tra le due prime donne di Woking. Fernando, rispetto ad allora, ha messo giudizio. Ma talento e voglia di vincere sono sempre quelle di un tempo.
(ITALPRESS).

Ryder Cup rinviata di un anno, l’edizione di Roma nel 2023

0

La notizia era nell’aria e oggi è arrivata l’ufficialità: la Ryder Cup in programma a settembre nel Wisconsin slitta di un anno a causa dell’emergenza sanitaria, con un effetto domino sulle successive edizioni fino al 2037 che coinvolge anche Roma: la sfida fra Usa e Europa al Marco Simone Golf&Country Club di Guidonia Montecelio, inizialmente prevista dal 30 settembre al 2 ottobre 2022, passa al 2023.
Una decisione annunciata e quasi inevitabile, sulla quale ha pesato il parere del Centers for Disease Control and Prevention: appuntamento dunque dal 21 al 26 settembre 2021, sul percorso del Whistling Straits Golf Course di Kohler. Rinviata di un anno anche la President’s Cup, match tra Usa e Resto del mondo (ad eccezione dell’Europa), che si disputerà dal 19 al 25 settembre 2022. “Gli esperti sanitari e le autorità pubbliche del Wisconsin non potevano fornirci garanzie sulla possibilità di organizzare responsabilmente a settembre un evento con migliaia di spettatori – ha spiegato Seth Waugh, Ceo della PGA of America – Alla luce di queste incertezze, abbiamo deciso di ricalendarizzare la gara al 2021. Fermo restando il rammarico per la scelta presa, la nostra priorità è sempre stata quella di salvaguardare la salute di tutti. L’ipotesi di un evento a porte chiuse non è mai stata una strada percorribile dal momento che la presenza del pubblico caratterizza in maniera unica e inimitabile la Ryder Cup”. Sulla stessa linea d’onda i due capitani Steve Stricker per gli Usa (“Nonostante il dispiacere di non poter disputare la competizione quest’anno, la decisione del rinvio, viste la situazione attuale d’emergenza, è stata giusta”) e Padraig Harrington per l’Europa (“Quando si pensa alla Ryder Cup la si associa subito all’atmosfera unica creata dagli spettatori. Senza di loro lo spettacolo non sarebbe stato lo stesso”).
Roma, dunque, dovrà prolungare di un anno la sua attesa. “Prendiamo atto e condividiamo la decisione congiunta della PGA of America e della Ryder Cup Europe – commenta Franco Chimenti, numero uno della Federgolf e vicepresidente vicario del Coni – Per noi non cambia nulla perché eravamo pronti a rispettare tutte le tempistiche. La Ryder Cup di Roma rappresenta una vetrina internazionale che mette l’Italia al centro del mondo. Oggi tutti ci invidiano questo evento che contribuirà ad accrescere il prestigio dello sport italiano. Un’opportunità anche per lo sviluppo del turismo e il rilancio dell’occupazione, specialmente dopo la pandemia che sta generando una crisi economica con pochi precedenti”. Gian Paolo Montali, direttore generale del progetto Ryder Cup, sottolinea che il successo della manifestazione “dipende dalla visibilità mediatica dell’evento e dalla partecipazione degli spettatori in un clima di grande agonismo sportivo ma anche di entusiasmo popolare”.
“Non nascondo il dispiacere per lo slittamento della manifestazione, in quanto in questi quattro anni abbiamo lavorato duramente e con grande rigore affinché tutto fosse pronto e nelle condizioni migliori per allestire una Ryder Cup iconica nel 2022 – ha aggiunto – Il nostro cronoprogramma, anche per quel che riguarda i lavori sul percorso di gara e sui temi relativi alla viabilità e alle infrastrutture, è assolutamente in linea con i tempi prefissati come tutti gli impegni presi fino ad ora. Avremo maggior tempo per lavorare e rendere ancora più unico e speciale l’evento”. “La notizia che la 44esima Ryder Cup si svolgerà nel 2023 anziché nel 2022 darà all’Italia – un Paese che ha una storia straordinaria di organizzazione di manifestazioni sportive speciali – ulteriore tempo per prepararsi ad ospitare, tra poco più di 3 anni a Roma, il più grande match a squadre di golf, occasione eccezionale per la città”, la chiosa di Guy Kinnings, direttore della Ryder Cup Europe.
(ITALPRESS).

L’Italia riparte il 4 settembre a Firenze con la Bosnia

0

Firenze, Amsterdam, Parma, Danzica e Milano ospiteranno le prossime gare della Nazionale che torna in campo tra settembre e novembre, a quasi un anno di distanza dall’ultima uscita (9-1 all’Armenia lo scorso 18 novembre a Palermo), per un vero e proprio tour de force: 8 gare in due mesi, tra il 4 settembre e il 18 novembre, tra la nuova edizione della UEFA Nations League 2020/21 e due amichevoli con vista su Euro 2020 posticipato al 2021. Proprio ieri sono state definite le sedi degli incontri di settembre e ottobre (kick off per tutte alle 20.45): gli Azzurri riprendono dalle prime due sfide di Nations League, con la Bosnia Erzegovina venerdì 4 allo stadio ‘Artemio Franchi’ di Firenze e con i Paesi Bassi lunedì 7 alla ‘Johan Cruijff’ ArenA di Amsterdam. A ottobre tre impegni: prima un’amichevole, con la Moldova, mercoledì 7 ottobre allo Stadio “Ennio Tardini” di Parma, poi le due gare di UNL con la Polonia domenica 11 alla ‘Energa Arena’ di Danzica e con l’Olanda mercoledì 14 allo Stadio “Giuseppe Meazza” di Milano. Si chiude l’anno con altre 3 gare a novembre delle quali le prime due in casa (sedi da stabilire entro la fine di questo mese): test con l’Estonia mercoledì 11 prima delle ultime due sfide che decideranno le sorti del girone di Nations League, con la Polonia domenica 15 e con la Bosnia Erzegovina mercoledì 18.

L’Italia è imbattuta a Firenze, dove ha giocato 26 incontri: 20 vittorie e 6 pareggi. Risale a cinque anni fa l’ultimo match disputato al Franchi: un gol di Graziano Pellé regalò agli Azzurri il successo per 1-0 su Malta e tre punti preziosi per la qualificazione a EURO 2016. A Parma, dove gli Azzurri di Mancini hanno rifilato 6 reti al Liechtenstein nel marzo 2019, sarà invece l’ottava gara per gli Azzurri: finora 6 vittorie e un ko (con la Francia nel 2012). Milano aggancerà Roma nella classifica delle città che hanno ospitato più volte la Nazionale (59) e potrà così celebrare gli Azzurri nel 110° anniversario del loro esordio all’Arena Civica. Nelle 58 gare disputate nel capoluogo lombardo l’Italia ha affrontato 23 avversarie (due volte in amichevole i Paesi Bassi, due successi nel 1928 e nel 1979 per 3-2 e 3-0), con uno score di 37 vittorie, 18 pareggi e 2 sconfitte e una media di 2.24 punti a partita (130 punti in 58 gare). Gli Azzurri non perdono a Milano da 95 anni e sono imbattuti nelle 45 gare disputate nello Stadio di San Siro poi “Meazza”.

Sarà per gli Azzurri l’11^ volta ad Amsterdam: oltre ai confronti con i Paesi Bassi (5, 2 vittorie e 3 pareggi), si contano anche le 5 gare disputate nelle Olimpiadi del 1928, chiuse con la medaglia di bronzo (4 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta). A Danzica un’unica uscita: 1-1 con la Spagna nella fase a gironi di Euro 2012. Tre i precedenti con la Bosnia Erzegovina: dopo la sconfitta (2-1) in amichevole nel novembre 1996, la Nazionale ha vinto il doppio confronto nelle qualificazioni a EURO 2020 (2-1 a Torino e 3-0 a Zenica). Bilancio positivo anche con i Paesi Bassi: 21 i precedenti, 9 successi, 9 pareggi e 3 sconfitte, l’ultima gara, a Torino nel giugno 2018, coincise con la prima uscita in casa per l’allora neo CT Roberto Mancini, finì 1-1 (reti di Zaza e Ake’). Nelle 16 gare giocate con la Polonia 6 successi, 7 pareggi e 3 sconfitte; con i polacchi c’è, tra l’altro, l’unico precedente in Nations League: nel 2018 0-0 a Bologna e 0-1 a Chorzow. La Nazionale ha sempre vinto infine nei 4 precedenti con la Moldova e nei 6 confronti con l’Estonia.