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Festa Benevento, la Strega torna in Serie A

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Dopo il pari con tanto di fuochi d’artificio a Salerno tra Salernitana e Cremonese, match terminato 3-3, la serata del 31° turno di Serie B regala altre emozioni a cominciare dalla festa promozione del Benevento. Era una pura formalità, mancava un solo punto e tra le mille complicazioni di questa serata gli uomini di Filippo Inzaghi sono riusciti a centrare l’obiettivo battendo la Juve Stabia per 1-0 nonostante gli oltre 65 minuti in 10 per l’espulsione di Caldirola. Al 71′ è Sau a firmare il gol che vale la vittoria e la matematica promozione in A, per la prima volta dal portone principale d’accesso dopo la prima storica promozione centrata ai playoff nella stagione 2016-17. Una festa, però, contenuta in
attesa di tempi migliori per poter tornare a far emozionare dal vivo i propri tifosi, proprio come promesso dal presidente Vigorito a poche ore dal fischio d’inizio: “Io avrei aperto le
porte a tutti ma i tifosi hanno la mia parola: appena ne avremo la possibilità, prometto che la prima partita del Benevento al ‘Vigorito’ sarà gratis per tutti”. “Sono davvero felice per la promozione del Benevento in serie A. Un traguardo strameritato, raggiunto quando mancano ancora 7 giornate alla fine del campionato, eguagliando il record dell’Ascoli. Complimenti e bentornato nella massima serie, ci vediamo al derby”. Così il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, subito dopo la matematica promozione in A del Benevento.
(ITALPRESS).

 

Secondo intervento di neurochirurgia per Zanardi

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Nuova operazione per Alex Zanardi, le cui condizioni restano stabili ma gravi. L’ultimo bollettino medico diffuso dal policlinico Santa Maria alle Scotte informa che, “nell’ambito delle valutazioni diagnostico-terapeutiche effettuate dall’equipe che ha in cura l’atleta, è stata effettuata una TC di controllo. Tale esame diagnostico ha evidenziato un’evoluzione dello stato del paziente che ha reso necessario il ricorso a un secondo intervento di neurochirurgia. Dopo l’intervento, durato circa 2 ore e mezza, Alex Zanardi è stato nuovamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dove resta sedato e intubato: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata”. “L’intervento effettuato – dichiara il direttore sanitario dell’Aou senese Roberto Gusinu – rappresenta uno step che era stato ipotizzato dall’equipe. I nostri professionisti valuteranno giorno per giorno l’evolversi della situazione, in accordo con la famiglia il prossimo bollettino sarà diramato tra circa 24 ore”. Zanardi, 53 anni, è ricoverato dallo scorso 19 giugno, dopo un incidente stradale in handbike mentre stava prendendo parte a una delle tappe della staffetta di “Obiettivo tricolore”.
(ITALPRESS).

Sarri ha fiducia in Pjanic “Continuerà a dare il 101%”

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“Penso che se questo trasferimento sarà ufficializzato, Miralem sarà contento di finire in una grandissima squadra. Ma è anche un ragazzo serio e intelligente, la possibilità che non ci dia il 101% non la vedo”. Maurizio Sarri non ha dubbi sul contributo che continuerà a dare Pjanic sebbene lo scambio con Arthur sia in dirittura d’arrivo. “Si sta parlando di due ragazzi che per due mesi dovranno giocare ancora nelle rispettive squadre ed è bene che tutti e due si concentrino su quello che dovranno fare ora e non a settembre-ottobre. Non voglio spendere energie mentali e nervose sul mercato, non mi dà gusto. Qualcuno dello staff studierà Arthur per avere le idee chiarissime per quando arriverà, noi godiamoci Pjanic per questo finale di stagione”. Domani, intanto, la Juventus andrà a Marassi per affrontare il Genoa e il tecnico non pensa a un turnover massiccio. “Non è che numericamente ci possiamo permettere di alternare più di 2-3 giocatori. Nell’ultima partita avevamo fra i convocati 14 giocatori di campo, non abbiamo molte variabili per cui possiamo pensare a uno-due cambi, non vedo la possibilità di farne di più. Speriamo nei prossimi 7-8 giorni di recuperare qualcuno e avere più possibilità di scelte”. Sarri si aspetta una gara insidiosa. “Andare a giocare su quel campo è difficile per tutti – avverte – E’ una squadra che nell’ultimo anno ha fatto bene nelle gare casalinghe. Ci aspetta una partita complicata come lo sono sempre, in questa fase della stagione, quelle contro le squadre che lottano per la salvezza. I ragazzi sono consapevoli dlele difficoltà della partita, se pensiamo a qualcosa di semplice siamo sulla strada sbagliata”. Anche perchè, sottolinea il tecnico della Juve, “il fattore campo continua a esserci. Si deve fare a meno della spinta del pubblico ma si può fare affidamento a delle piccole abitudini che hai in casa che danno sicurezza ai giocatori. Magari un po’ meno rispetto a prima ma il fattore campo può incidere”. Il tecnico della Juve non si sbilancia sull’impiego di Higuain dall’inizio: “Sta meglio, l’unica incertezza riguarda la tenuta rispetto a un minutaggio più elevato”.
(ITALPRESS).

Tommasi lascia la guida dell’Aic “Ora serve unione”

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“Ciao a tutti, con queste righe vi voglio idealmente abbracciare e ringraziare. Oggi con le dimissioni dalla carica di consigliere e Presidente dell’AIC si chiude per me un percorso iniziato con l’ingresso nel Consiglio Direttivo nel lontano 1999”. Damiano Tommasi apre così la lettera con cui ha ufficializzato le sue dimissioni dall’Associazione italiana calciatori. “Non è stato per nulla semplice nel 2011 prendere il testimone da Sergio Campana, dopo 43 anni di storia, con il rischio di rovinare il lavoro svolto fino a quel giorno – racconta l’ex centrocampista – I momenti complicati sono stati tanti e ne siamo usciti con l’unione e il gioco di squadra. Tra i più complicati il calcio scommesse nel 2011, lo sciopero della Serie A all’inizio della stagione 2011/2012, la tragedia in campo di Piermario Morosini ad aprile 2012, la riforma della Lega Pro con la proclamazione dello sciopero, le ripetute elezioni federali, lo sciopero della Serie A femminile revocato all’ultimo nel 2015, la mancata qualificazione mondiale per i ragazzi del 2018, la mia candidatura federale e i mesi di quarantena che ancora ci stanno mettendo sotto pressione”.

“La squadra ha dovuto fare fronte comune e stringere le fila – spiega Tommasi – Oggi è proprio l’unione che serve ed è per questo che ritengo utile per AIC, ma soprattutto per calciatrici e calciatori, lasciare gli incarichi di consigliere e di Presidente. Quando accettai di candidarmi chiesi che fosse cambiato lo Statuto con l’inserimento del limite ai mandati per il Presidente (al massimo tre di 4 anni anche non consecutivi). Avere un “limite” è condizione essenziale per motivare e spingere a fare. Così è stato per me e sono contento di aver accelerato su tante iniziative. Questo mio ultimo mandato sarebbe dovuto terminare con le elezioni dello scorso 27 aprile.

Purtroppo anche quelle sono finite in quarantena e abbiamo dovuto posticiparle. Come già detto, però, la nostra Associazione ha bisogno di unione e voce univoca. Nell’ultimo periodo non è stato sempre così e per questo è bene che non ci siano divergenze all’interno della cabina di comando in vista dei prossimi appuntamenti”.
“Alcune mie idee e dichiarazioni, alcune riflessioni e iniziative sono state, negli ultimi mesi, troppo spesso motivo di discussione e contrapposizioni interne – osserva Tommasi – L’AIC non se lo può permettere in questo momento. Nel prossimo futuro si dovranno mettere al centro calciatrici e calciatori senza lasciarsi distrarre troppo da AIC e dalle sue dinamiche. Sembra contraddittorio ma è una differenza tanto sottile quanto fondamentale. Pensare troppo ad AIC rischia di far perdere unione, forza e indipendenza. Per qualcuno suonano come parole vuote ma sono valori vitali da difendere e lo si riesce a fare solo attraverso la partecipazione e il coinvolgimento verso posizioni unitarie di calciatrici e calciatori. Questo cambio al novantesimo, quindi, va visto nell’ottica di voler togliere qualsiasi elemento di disturbo nella quotidianità dell’Associazione. È questa, però, anche l’occasione, come detto all’inizio, per un saluto e un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno permesso di avere un’Associazione forte e soprattutto indipendente e a voi che, insieme a quanti hanno vissuto l’AIC negli ultimi 9 anni, mi hanno aiutato nel delicato ruolo di Presidente a difenderla e a mantenerla “delle calciatrici e dei calciatori”.

“Nel bilancio di un percorso – conclude Tommasi – le cose positive sono esageratamente di più dei passi falsi e di questo mi sento soddisfatto e in debito con tutti quelli che hanno permesso di raggiungere determinati obbiettivi.
Sarebbero pagine da riempire che non ho qui modo e tempo di fare, ci sarà occasione per farlo. Per ora, quindi, grazie grazie grazie. Dell’attenzione, dell’appoggio, delle critiche e dei consigli. Buon finale di stagione e in bocca al lupo!”. Dopo le dimissioni dell’ex calciatore della Roma, sarà l’avvocato Umberto Calcagno, vice presidente vicario, ad assumere le funzioni statutarie fino alla data delle prossime elezioni.
(ITALPRESS).

Inzaghi “Scudetto? Nostro primo obiettivo è la Champions”

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La Lazio post Covid-19 non è la stessa squadra che tutti hanno ammirato fino a marzo, ma la mentalità vincente è rimasta, come hanno dimostrato i ragazzi di Simone Inzaghi nella partita contro la Fiorentina vincendo in rimonta da 0-1 a 2-1. “La sfida contro i viola era piena di insidie – ha sottolineato il tecnico biancoceleste alla vigilia di un nuovo impegno in campionato, stavolta con il Torino – Abbiamo affrontato un’ottima squadra cui manca qualche punto in classifica, perché meriterebbe di più. I ragazzi sono stati bravissimi e abbiamo dimostrato carattere. Dobbiamo recuperare uomini importantissimi e il tempo ce li restituirà. La condizione migliorerà di partita in partita”. Per riposare non c’è tempo, perché domani alle 19.30 la Lazio farà visita al Torino nell’anticipo della 29^ giornata. Alla squadra di Inzaghi mancano pochi punti per arrivare alla certezza matematica della qualificazione in Champions e l’allenatore piacentino sembra orientato verso questo obiettivo. (ITALPRESS) – (SEGUE). “I ragazzi hanno dimostrato di avere un grandissimo cuore e voglia di rimanere vicini alla Juventus. La vittoria di sabato ci avvicina molto alla Champions, che è il nostro grande obiettivo. Scudetto? Non siamo ancora arrivati in Champions, prima ci concentriamo su questo e poi penseremo al resto”. La Lazio può comunque ancora sognare lo scudetto. La distanza dalla Juventus capolista è di sole quattro lunghezze: i biancocelesti devono continuare a non avere cali mentali e di tensione se vogliono riportare il tricolore nella Capitale dopo vent’anni dall’ultima volta. Lo scudetto vorrebbe dire una doppia vittoria in casa dell’allenatore biancoceleste, dato che il Benevento di suo fratello, Filippo, stasera potrebbe festeggiare la matematica promozione in Serie A: “Voglio fargli i complimenti per quanto fatto. Stanno macinando vittorie e record e meritano un grande plauso, sia lui che il suo staff. Stasera penso che festeggeranno in casa con la Juve Stabia”. (ITALPRESS) – (SEGUE). Il vero problema legato alla rincorsa scudetto della Lazio, invece, sono i tanti infortuni a cui Inzaghi deve far fronte: “Giocheremo con il Torino a 48 ore dalla partita con la Fiorentina. Cataldi verrà con noi, ma sicuramente non è pronto per giocare dall’inizio: vedremo se potrà farlo nel finale. Marusic non è ancora pronto, mentre Correa è da valutare, così come le condizioni di Caicedo e Immobile”. Oggi a Formello si è svolto l’allenamento di rifinitura e i biancocelesti hanno messo in scena le ultime prove tattiche in vista della trasferta di Torino. Radu si riprenderà il posto in difesa, mentre le scelte sugli esterni ricadranno nuovamente su Lazzari e Jony. In panchina, come ha spiegato il tecnico piacentino, andrà Cataldi, con la speranza che possa giocare qualche minuto.

Dovizioso operato alla clavicola: sarà in pista a Jerez

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Andrea Dovizioso ha già messo alle spalle l’intervento alla clavicola sinistra fratturata dopo una caduta domenica mentre partecipava ad una gara regionale di motocross. Il ducatista, infatti, è concentrato sul riprendersi in tempo per il via del Gran Premio di Spagna del 19 luglio che, darà la nuova luce verde alla MotoGP dopo la lunga sosta per il lockdown dovuto al Covid-19. “L’intervento è andato bene e voglio ringraziare tutta la squadra medica che ha seguito l’operazione così rapidamente. Non sento molto dolore e questo mi rende molto ottimista. Sono tornato a casa questa mattina e nel pomeriggio pianificherò la riabilitazione. Sono fiducioso che in queste settimane possa essere in grado di recuperare per arrivare in piena forma in tempo per il primo Gran Premio del 2020 a Jerez” ha dichiarato il campione forlivese.
“Pur sapendo che il motocross è un’attività che presenta diversi rischi, avevamo comunque permesso ad Andrea di partecipare a questa gara regionale, perché ci aveva spiegato che aveva bisogno di riscoprire quegli stimoli e quelle sensazioni che solo una vera competizione può dare” rivela Paolo Ciabatti, direttore sportivo Ducati Corse. “D’altra parte, il motocross è anche la disciplina con cui molti dei piloti del MotoGP si allenano regolarmente. Quindi, alla fine, dobbiamo essere sollevati dal fatto che l’infortunio non ha avuto gravi conseguenze e che Andrea potrà essere regolarmente all’inizio del campionato 2020 a Jerez”. Infine tocca al professor Giuseppe Porcellini, del Policlinico di Modena, raccontare l’intervento al quale è stato sottoposto Andrea Dovizioso: “è stato operato per correggere una frattura scomposta della clavicola. Abbiamo proceduto col fissaggio interno di una placca attraverso sei viti e con la riduzione anatomica e, dal punto di vista meccanico, siamo soddisfatti dell’esito dell’intervento” afferma Porcellini.
“Oltre a me, l’equipe medica era composta dal Professor Fabio Catani, che ha seguito personalmente l’operazione, dal Professor Luigi Tarallo e dal Dottor Andrea Giorgini. Voglio ringraziare la Direzione del Policlinico di Modena che ha messo a disposizione la sala operatoria in tre ore e tutto il personale che ha reso possibile l’intervento in tempi così brevi” conclude il professot Porcellini.
(ITALPRESS).

Gravina “Riapertura stadi? Noi pronti, aspettiamo ok Cts”

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“Riapertura degli stadi? Siamo legati all’andamento dell’epidemia e alle decisioni degli esperti del Comitato tecnico scientifico. Quando ci daranno il via libera ci faremo trovare pronti con una quota percentuale di ingressi che consentirà di assistere all’evento in sicurezza: il pubblico è l’anima di questo sport”. Queste le parole del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina sulla possibile parziale riapertura degli stadi nelle prossime settimane. In un’intervista a “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il numero uno della Figc ha raccontato le emozioni vissute alla ripresa del calcio. “Sensazioni positive, chi ama il calcio vuole giocare e veder giocare a pallone – ha dichiarato Gravina – Dopo un rodaggio iniziale, il livello delle partite si sta alzando, fra poco torneremo a vedere uno spettacolo straordinario. Dopo mesi di dolori e sofferenza per l’Italia, l’emozione più grande l’ho provata durante il minuto di silenzio in Coppa Italia e nella prima giornata alla ripresa del campionato. Quello che è successo ha scosso nell’intimo tutti gli italiani”. Con la stagione prorogata fino ad agosto per permettere la conclusione dei campionati e delle coppe europee, la prossima si aprirà a settembre e avrà tempi ristretti, anche perché nel giugno 2021 sono in programma gli Europei rinviati per la pandemia. “Sarà una stagione molto congestionata – ha ammesso il presidente della Federcalcio – ma se si partisse intorno alla metà di settembre non ci sarebbero problemi. Altrimenti ci faremo trovare pronti con soluzioni alternative”. E poi, l’11 giugno 2021, sarà proprio Roma a ospitare, come già sarebbe dovuto accadere quest’anno, la partita inaugurale degli Europei tra Italia e Turchia: “Tutta l’Europa aspetta con ansia di sconfiggere il virus definitivamente. Gli Europei devono essere una festa dello sport e lo saranno – ha osservato Gravina – Le ambizioni dell’Italia? Siamo una squadra giovane che ha bisogno di esperienza. Mister Mancini è molto ottimista e la Figc con lui, la qualità e la voglia di affermarsi dei nostri ragazzi faranno il resto”.

Rizzoli “Progetto Var è giovane e va perfezionato”

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“Sicuramente il protocollo Var va perfezionato. Ricordiamo che è un progetto giovane e per migliorare bisogna sbagliare e fare esperienza”. Questa l’idea del designatore degli arbitri di Serie A, Nicola Rizzoli, sull’utilizzo della tecnologia in campo dopo le ultime polemiche seguite alla ripresa del campionato. “Il momento non è semplice – ha ammesso l’ex fischietto ai microfoni di ‘Radio anch’io sport’ su Rai Radio 1 – c’è una grande differenza dovuta agli stadi vuoti: hanno un impatto molto forte sui giocatori e sui loro comportamenti, che comunque mi sembra siano positivi. Ma il rovescio della medaglia è che dal campo si sente tutto: prima qualche parola poteva essere nascosta dal rumore, ora è tutto evidente”. In questo scenario, c’è chi si lamenta dello scarso utilizzo della tecnologia. “Perché non si va sempre a vedere le immagini? Si sente spesso come concetto, soprattutto ultimamente. Se usassimo il Var per sciogliere tutti i dubbi, gli interventi potrebbero essere tanti – ha rimarcato Rizzoli – Per non incidere sui tempi delle partite e per non impattare troppo sulla regolarità del gioco, si è deciso di andare a correggere soltanto gli errori chiari ed evidenti”. Il designatore degli arbitri di Serie A, del resto, non è contrario all’idea di un Var a chiamata, una sorta di challenge a disposizione degli allenatori come avviene in altri sport. “Personalmente non sono contrario, è solo una scelta fatta da un ente che gestisce le regole e il protocollo. Peraltro – ha comunque sottolineato Rizzoli – è un problema che viene riscontrato maggiormente in Italia rispetto ad altre nazioni e non perché la qualità degli arbitri sia inferiore, ma è un discorso di approccio alla materia. In ogni caso dobbiamo sempre pensare che siamo all’interno di uno sport mondiale e dunque le regole devono essere uguali ovunque: forse il Var a chiamata toglierebbe alcune polemiche, ma al momento non è un argomento in discussione a livello internazionale e noi in Italia non possiamo fare scelte personalizzate”. Se ci fosse stato il Var a chiamata, sicuramente sabato sera lo avrebbe utilizzato la Fiorentina, infuriata per il rigore concesso alla Lazio. “Se guardiamo la dinamica dell’azione, Caicedo anticipa il portiere avversario e c’è un impatto. È difficilissimo giudicare dal campo – ha osservato Rizzoli – presumo che nessuna persona presente allo stadio non abbia pensato al rigore. Non voglio fare il fenomeno e dire che avrei visto diversamente: come dinamica si propende per il rigore. Poi tutti hanno parlato di malizia e furbizia dell’attaccante della Lazio, aggiungendo però che il contatto c’è. Parliamo di un giudizio estremamente complicato”. In attesa di novità regolamentari e perfezionamento del Var, Rizzoli ha comunque alcune idee per migliorare. “Intanto mi auguro che il progetto del presidente Nicchi e della Lega Serie B per l’utilizzo della tecnologia possa essere messo in piedi dalla prossima stagione perché più facciamo esperienza e meglio è. Non a caso in Spagna sono già partiti anche nel campionato cadetto – ha osservato l’ex fischietto – E poi la strada presa dalla Figc e dall’Aia sta portando alla crezione di veri e propri professionisti del Var, come è già successo per i guardalinee”.