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Sticchi Damiani “Il Gp d’Italia? Sarà a porte chiuse”

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“Sono scelte che non dipendono da noi. In questo momento, con la situazione che stiamo vivendo, sarà sicuramente a porte chiuse”. Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci e vicepresidente Fia, conferma ai microfoni di RadioUno che il Gran Premio d’Italia di Formula Uno in programma il 6 settembre prossimo a Monza si disputerà senza pubblico. “Se poi dovesse accadere da qui a fine agosto un miracolo, ne saremmo felici e ci organizzeremo di conseguenza, fare un Gran Premio a porte chiuse è più complicato che a porte aperte, ci sono responsabilità e prudenze diverse”, sottolinea Sticchi Damiani, smentendo le ipotesi di calendario circolate in Germania e ribadendo le parole di Chase Carey, Ceo della Liberty Media: “Il Mondiale inizierà, se non succederà niente di nuovo, il 5 luglio in Austria e continuerà a luglio e agosto in Europa fino a Monza”. Alla Fia si sta già lavorando “a un protocollo da applicare a tutti i Gp che si terranno a porte chiuse” e ovviamente “anche i team ridurranno drasticamente il numero di persone da far entrare nel box e nel paddock”.
(ITALPRESS).

Bonaccini “Calcio patrimonio sociale e industriale Paese”

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“Abbiamo agito nel pieno rispetto del decreto e delle specificità del ministro con il quale ieri mi sono sentito al telefono. Ci siamo confrontati, altro non posso dire”. In un’intervista al Corriere dello Sport, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, rivela di aver sentito Spadafora in merito all’ordinanza che ha dato il via libera agli allenamenti individuali per gli sport di squadra. Un assist preso al balzo da Bologna, Parma e Sassuolo e poi da altre regioni. “Abbiamo usato il buonsenso, prima di arrivare all’ordinanza ho parlato con i dirigenti di Bologna e Sassuolo e ci siamo trovati su un punto, l’evidente riduzione del rischio se i calciatori si alleneranno individualmente e secondo criteri molto precisi in spazi chiusi e protetti piuttosto che in un parco pubblico. Mi ha fatto piacere che alcuni colleghi siano approdati con altrettanta rapidità e decisione alle stesse conclusioni. Non riesco a pensare a Ronaldo che corre al parco inseguito dai tifosi che gli chiedono l’autografo, non ce la faccio proprio. Buonsenso e conoscenza, niente di più. Il calcio è un patrimonio sociale del Paese, ha bisogno di attenzioni speciali per ciò che esprime e vale in termini economici e di popolarità. Non sono andato contro il ministro, che ha la mia fiducia. L’Emilia-Romagna è permeata di sport, non solo di calcio, abbiamo peraltro 4 società che ci rappresentano in A, un primato nazionale”.
“Per noi – ha aggiunto Bonaccini – lo sport è un veicolo importantissimo anche in termini di promozione del territorio, non a caso Davide Cassani collabora con noi. Siamo la regione che l’anno scorso ha organizzato il maggior numero di manifestazioni sportive, 5 tappe del Giro d’Italia con la partenza da Bologna, e non dimentico l’Europeo Under 21 con tre nostri stadi impegnati”. Calcio e pallavolo per lui “sono le passioni più forti, le più radicate”, ha giocato a calcio (“Ero un attaccante centrale”), tifa “Juve e Modena” e sulla ripartenza del campionato dice: “Se ci saranno le condizioni, per l’importanza che riveste il calcio nel sistema Italia, sono favorevole. La parola agli esperti, ma non solo. I tempi li detta il virus, è opportuno tuttavia iniziare a conviverci, non vedo alternative. Confido nel vaccino, nel fatto che presto sia scoperto ma non posso andare oltre la speranza. Viviamo una condizione di estrema incertezza e la politica ha il dovere di indicare al Paese il percorso da seguire. Mi stupisce che in due mesi lo sport non abbia ancora trovato un protocollo sanitario condiviso. L’Emilia-Romagna stanzierà 3-4 milioni per favorire le iscrizioni alle società sportive dei ragazzi dai 6 ai 16 anni. Attraverso dei voucher da 150 euro l’uno. Pensiamo di aiutare le famiglie in difficoltà che desiderano far praticare uno sport ai figli quanto le società che vivono di volontariato. La consideriamo un’idea di futuro”.
(ITALPRESS).

Spadafora a Cts “Valutare sedute individuali sport squadra”

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Valutare la possibilità che le linee guida sullo svolgimento, a partire da lunedì, degli allenamenti per gli atleti delle discipline individuali possano venire applicate anche agli atleti degli sport di squadra. Questa la richiesta avanzata dal ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, al Comitato tecnico scientifico. Lo confermano all’Italpress fonti del ministero.
Intanto dopo “l’ordinanza del 30 aprile della Regione Emilia-Romagna che consente dal 4 maggio agli atleti di allenarsi in forma individuale e nel rispetto delle norme di distanziamento sociale senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse”, Bologna, Parma e Sassuolo hanno reso noto che dalla prossima settimana (lunedì per gialloblù e neroverdi, da martedì per i rossoblù) i rispettivi centri sportivi saranno messi a disposizione dei tesserati, ma solo limitatamente ai terreni di gioco. Il Bologna, infatti, fa sapere che sarà “consentito agli atleti esclusivamente l’accesso ai campi, nel rispetto delle norme di distanziamento, mentre spogliatoi, palestra, uffici e tutti gli altri ambienti resteranno chiusi. Non saranno presenti l’allenatore e i collaboratori tecnici”. Quindi sì ad allenamenti individuali facoltativi, ma con il rispetto delle norme di distanziamento. La Spal, altro club dell’Emilia Romagna che milita in Serie A, ha invece fatto sapere che “relativamente all’ordinanza emessa dalla presidenza regionale dell’Emilia-Romagna di giovedì 30 aprile, l’attività della prima squadra biancazzurra rimarrà sospesa in attesa del protocollo sanitario e delle norme sulla definizione di ripresa delle competizioni sportive”. Nel frattempo anche il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha presentato l’ordinanza che da lunedì allenterà la morsa del lockdown. “Ho autorizzato anche, nell’ambito del proprio Comune e dunque senza vincolo dei 200 metri, la possibilità di svolgere attività motoria individuale. Consentita anche la pratica degli sport individuali all’aria aperta, come equitazione, atletica, vela, tennis, golf, tiro al piattello e altrie discipline. Ho anche autorizzato, per gli atleti di discipline sportive di squadra riconosciute di interesse nazionale, l’allenamento in forma individuale. Questo significa che il Cagliari potrà tornare ad allenarsi singolarmente”, ha spiegato Solinas.
(ITALPRESS).

Mancini “Un onore fare il ct, do il massimo per vincere”

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“E’ un grande onore allenare la Nazionale perché rappresenti il tuo Paese, il più bello del mondo nonostante tutto, e rappresenti una Nazionale che ha vinto 4 campionati del mondo. Nella vita non capita spesso e quando capita bisogna apprezzarlo al 100% e cercare di fare il massimo per poter vincere”. Così Roberto Mancini rispondendo a una domanda durante la Bfc Academy Webinar, una serie di incontri tra i ragazzi del settore giovanile del Bologna Fc. “Ci sentiamo con lo staff per preparare la nuova stagione che speriamo riparta a settembre. Abbiamo creato delle chat anche per salutare i ragazzi della Nazionale, quando riprenderà sarà un caos” le parole del ct, tecnico che ha dimostrato grande coraggio non esitando a convocare calciatori molto giovani in azzurro. “Ho visto giocare Zaniolo appena diventato ct, l’avevo visto agli Europei under 19, era sotto età. In quella squadra avevo visto Tonali, Scamacca, Kean, seguiamo anche il campionato primavera, quindi impegnatevi che se siete bravi vi chiamiamo anche senza aver giocato in serie A – dice Mancini ai ragazzi -. Quando un ragazzo è giovane e si intravedono le qualità tecniche, ha bisogno di fiducia e deve avere la possibilità di giocare in prima squadra. Anche con il rischio che nelle prime occasioni non vada bene. Se uno è bravo e ha qualità deve giocare”.
“Credo di essere l’allenatore, spero di non essere smentito, ad aver fatto giocare più giovani in tutte le mie esperienze di club – prosegue Mancini -. Tra Inter, Fiorentina, Lazio, ManCity, Galatasary, Zenit. Quando vedo un calciatore pronto per la prima squadra lo faccio entrare e se ha qualità anche giocare, non pensando alla possibilità che possa farmi perdere una gara” ha detto Mancini, che ha anche spiegato il motivo di questo suo approccio ricorrendo alla sua storia personale. “Quando Burgnich mi fece debuttare a 16 anni e mezzo, davanti a me c’erano 4-5 attaccanti molto più bravi ed esperti, non so perchè lo fece, ma mi diede la possibilità; le prime 2-3 gare entrai dalla panchina, ero emozionato, non riuscivo a giocare come volevo. Dalla quarta, feci anche gol a Como finì 2-2 e quel gol mi ha dato una spinta enorme e poi giocai quasi tutte le gare” il ricordo del ct”. Mancini non ha fatto nomi sul giocatore più forte con cui ha giocato, nè sull’allenatore più bravo che lo abbia allenato, ma ha lanciato un messaggio ai ragazzi del Bologna.
“Non ho avuto molti allenatori, con qualcuno magari non sono neppure andato d’accordo tanto, ma sono stati tutti allenatori che mi hanno lasciato qualcosa. Ricordate, davanti alle decisioni e alle scelte di un allenatore cercate ogni tanto di ragionare pensando alla squadra e non solo a voi stessi” ha detto Mancio che ha votato la Premier League come il campionato “più bello, è meraviglioso sotto tutti i punti di vista”. In Italia, invece, uno dei problemi è che “la sconfitta non è contemplata”. Il Mancio ha parlato anche di calcio femminile. “Ci vuole una grande passione e voi ragazze ne avete tanta. Vedo anche le ragazze della Nazionale. Hanno una passione pazzesca e questo fa sì che le ragazze riescano sempre a migliorare. Spero che possano crescere ancora perché adesso, rispetto a quando è iniziato, il campionato femminile è migliorato molto e così anche la Nazionale”.
(ITALPRESS).

Vanessa Ferrari “Obiettivo Tokyo, non dimentico Londra”

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“Il nostro è uno sport pesante, non puoi mai staccare anche nei periodi di pausa e anche adesso che devi rimanere a casa, devi restare sul pezzo”. Vanessa Ferrari non si ferma. La ginnasta azzurra continua a lavorare duramente e a inseguire i suoi obiettivi, nonostante questo periodo di stop forzato che mette a dura prova tutti, ma in particolare gli atleti come lei che, tra le altre cose, insegue la sua quarta Olimpiade della carriera. “C’è ancora una gara di qualifica, ma non sappiamo quando e devo cercare in ogni modo di tenermi concentrata e con il fisico in forma, è una cosa molto complicata. Ho avuto tanti infortuni e so che è sempre difficile tornare, servono duro lavoro e costanza così come adesso – ha spiegato in una video-intervista a Sky Sport 24 l’azzurra, tra i protagonisti della serie in sette episodi “The Unbreakable”, dedicati gli atleti del Toyota Team -. Bisogna rispettare le regole, ci si può tenere in forma a casa, ma poi bisogna fare certi esercizi e gesti atletici da portare in gara. Restare troppo tempo lontano dalle palestre è rischioso per gli atleti, oltre al timore di fare una brutta gara, si può anche andare incontro a infortuni”.
La quarta Olimpiade è un grande obiettivo, anche per cancellare brutti ricordi come quelli di Londra2012, con quella medaglia di bronzo che le fu tolta nella finale di corpo libero, nonostante il pari merito con la russa Aliya Mustafina che la spuntò per un particolare del regolamento. “Nel mio cuore sono arrivata terza, ero a pari merito e mi è dispiaciuto non salire sul podio, ma so il valore dell’atleta che sono, è stato un bruttissimo momento e ho anche pensato di lasciare, ma avevo ancora molto da dare ed è stato semplice tornare, non dimenticherò mai quello che è successo, ma fa parte della mia carriera e ci convivo. Quel podio me lo meritavo, ma ho la coscienza a posto. Ora penso a qualificarmi per Tokyo, poi scriveremo quello che c’è da scrivere”, ha concluso Vanessa Ferrari.
(ITALPRESS).

Castillejo “Al Milan voglio restare a lungo e vincere”

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“Ho sempre voluto vincere qui e voglio restare a lungo. Nel 2020 avevo iniziato bene, avevo giocato tutte le partite e a un buon livello, speriamo vada avanti così”. Un anno e mezzo da figurante o quasi, Samu Castillejo aveva finalmente iniziato a essere protagonista nel Milan prima che arrivasse lo stop a causa del coronavirus. Ma l’esterno spagnolo classe ’95, quando si ricomincerà, è pronto a riprendere da dove aveva lasciato, titolare fisso nello scacchiere di Pioli. “Chi mi conosce sa che sono uno che lavora sodo, al di là dell’impressione che posso dare per i capelli o i tatuaggi – racconta ad ‘As’ – Sono un ragazzo molto umile. Il primo anno è stato di ambientamento, è difficile mostrare le tue qualità quando giochi 15 minuti e sei titolare ogni due o tre settimane. Ma se senti fiducia, se ti fanno sentire importante e inizi a giocare, le cose cambiano”. L’ex Villarreal per adesso si allena a casa “ma si vede che non vediamo il campo da un po’. Se riparte il campionato avremo bisogno di un po’ di tempo per rimetterci a posto”. Ma quando si tornerà in campo? “Il calcio è la mia passione, quello che mi piace fare. Mi manca e ho voglia di ricominciare, spero che la situazione migliori, che è la cosa più importante, e che ci siano le condizioni per tornare a giocare”, l’auspicio di Castillejo. Al Milan ci sono stati due casi di coronavirus, Paolo e Daniel Maldini. “Ho parlato con Dani, a Paolo è andata peggio ma fortunatamente sono guariti. Ma quando il virus è così vicino, hai davvero paura”. Lo spagnolo parla poi dell’arrivo a gennaio di Ibrahimovic. “È stato un colpo geniale. È un ragazzo molto umile, davvero, Va d’accordo con tutti, fuori dal campo gli piace scherzare ed è simpatico, durante le partite sa dare consigli, si vede che è venuto per aiutarci: condividere lo spogliatoio e il campo con lui ti fa imparare molto. Theo Hernandez? Aveva dimostrato il suo potenziale in Spagna, tutti i giocatori hanno bisogno di fiducia e spazio e ora sta dimostrando il suo talento, che è tanto”.
(ITALPRESS).

La Premier League valuta una ripresa in 8-10 stadi

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L’obiettivo della Premier League resta quello di portare a termine la stagione ma per centrarlo bisogna far giocare le 92 gare rimanenti in un massimo di 8-10 stadi e circa 40 mila test. È quanto emerso dalla riunione di ieri fra i 20 club, compatti nel voler riprendere il campionato ma consapevoli che bisognerà limitarsi a un certo numero di stadi ‘autorizzati’ sia dal punto di vista sanitario che dell’ordine pubblico. La Lega inglese, al termine della riunione, ha ribadito che la salute e la sicurezza di calciatori e staff restano le priorità e che il ritorno agli allenamenti e alle gare avverrà solo col via libera del governo e previa consultazione di medici, giocatori e tecnici. Ma per allora la Premier vuole farsi trovare pronta, per questo porta avanti il “Project Restart”. Il piano per la ripartenza prevede, fra le altre cose, test per tutti 48 ore prima del ritorno al lavoro e poi due volte a settimana, e la possibilità di rendere obbligatorio l’uso di mascherine. Ad oggi l’ipotesi di non ripartire non è presa in considerazione sebbene il completamento della stagione sia legato a una selezione di un numero ristretto di impianti: da escludere, insomma, che ciascuna delle 20 squadre possa giocare le gare casalinghe nel proprio stadio ma piuttosto si percorrerà la strada del ‘campo neutro’, tutto ovviamente a porte chiuse. Per saperne di più appuntamento a giovedì prossimo, quando il governo annuncerà i prossimi passi in termini di lockdown e contemporaneamente i club si ritroveranno in videoconferenza. Sospesa da metà marzo, la Premier spera di poter ripartire il 12 giugno.
(ITALPRESS).

Lega A, avanti dialogo con governo sulla ripresa

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Un dialogo “in ottica costruttiva e collaborativa”. È quello che intendono portare avanti le società di serie A col Governo in vista della possibile ripresa di allenamenti e competizioni. Ieri mattina si è riunita in videoconferenza l’Assemblea della Lega Serie A “con tutte le società presenti – il resoconto in una nota di via Rosellini – Il presidente Paolo Dal Pino ha riportato in riunione quanto espresso ieri sulla disponibilità a un dialogo col Governo in ottica costruttiva e collaborativa, ottenendo su tale posizione la piena condivisione da parte di tutte le società”.

Intanto c’è una regione dell’Italia dove i calciatori potranno tornare ad allenarsi da lunedì. È l’Emilia-Romagna dove giovedì il governatore Stefano Bonaccini ha firmato una nuova ordinanza che, a partire dal 4 maggio, dà il “via libera anche all’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato Italiano Paralimpico e dalle rispettive Federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali”. Una disposizione di cui club come Bologna, Parma, Sassuolo e Spal potrebbero approfittare in serie A anche se qualcuno frena. La stessa società estense ha messo le mani avanti precisando che “l’attività della prima squadra biancazzurra rimarrà sospesa in attesa del protocollo sanitario e delle norme sulla definizione di ripresa delle competizioni sportive”.

Anche il Napoli potrebbe riaprire il centro di Castelvolturno prima del previsto. Vincenzo De Luca, governatore della Campania, ha definito “estremamente interessante” la proposta ricevuta da Aurelio De Laurentiis per consentire la ripresa degli allenamenti del Napoli. “Avendo tre campi a Castelvolturno, mi ha scritto che la squadra può fare gli allenamenti con distanziamento degli atleti di 20 metri, per fasce orarie, senza uso comune delle docce, con il trasporto individuale”. Per questo, secondo De Luca, “ci sono tutte le condizioni per consentire gli allenamenti della squadra. Ho detto a De Laurentiis che avremmo valutato la sua richiesta, sottoponendola alla Task force regionale. Ma sono convinto che se vengono garantite tutte le norme di sicurezza, e De Laurentiis mi ha anche garantito i tamponi per i calciatori e il resto dello staff due volte a settimana, sia ragionevole consentire gli allenamenti del Napoli”.
(ITALPRESS).