Home Sport Pagina 1426

Sport

Scarso “Il rinvio di Tokyo2020 sarebbe il male minore”

0

“E’ senza dubbio una situazione assai complessa, inattesa e difficile, dinanzi alla quale lo sport a mio avviso deve porsi come alleato dell’Italia nel processo di ripresa che, prima o poi, ci sarà”. Il presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso, commenta così il momento difficile della scherma e dello sport in generale per via della pandemia di Covid-19. “Noi, come Federazione, ci siamo sin dal primo momento attenuti alle varie determinazioni governative, giungendo sino all’annullamento delle gare ed allo stop all’attività agonistica – sottolinea all’Italpress il numero uno della Fis – Poi è arrivato anche lo stop all’attività agonistica internazionale. Fortunatamente, in chiave Tokyo2020, siamo riusciti a conquistare l’aritmetica certezza della qualificazione olimpica in tutte e sei le armi, senza dover attendere le ultime tappe di Coppa del Mondo che però sono state rinviate a maggio. Adesso, però, è nostro compito, in quanto dirigenti, pensare anche a quando tutto questo sarà finalmente passato, certi che andrà tutto bene, ma soprattutto fiduciosi che quanto prima potremo tornare nelle nostre palestre, a sentire il rumore delle lame, la gioia dei più piccoli in pedana ed anche l’urlo di vittoria dei nostri atleti di punta”. Tra raziocinio e ottimismo, Scarso individua in maggio il mese in cui la situazione potrà stabilizzarsi per tornare ad una relativa normalità: “Per come sta evolvendo la pandemia – ammette il dirigente siciliano – credo che, al netto di eventuali auspicabili accadimenti, sarà difficile poter riprendere a pieno ritmo l’attività agonistica nazionale, all’indomani delle festività pasquali. Inoltre, la chiusura delle palestre comporterà anche una doverosa tempistica riservata agli allenamenti ed alla ripresa delle condizioni degli atleti che saranno chiamati ad affrontare i primi appuntamenti. Credo che il mese di aprile sarà dedicato a questo e spero che maggio possa vederci nuovamente riprendere la stagione, sebbene la parte più significativa sia stata irrimediabilmente ed inevitabilmente condizionata”. Domani il presidente del Cio, Thomas Bach, sentirà le federazioni internazionali sul tema delle qualificazioni olimpiche. E c’è chi ipotizza uno slittamento dei Giochi Estivi di Tokyo2020: “Io credo che il rinvio sarebbe il male minore. Chiaramente spero che tutto possa essere confermato, ma guardando all’evoluzione della pandemia ed al coinvolgimento di sempre più Paesi, credo sia difficile pensare che si possa andare a Tokyo già nel mese di luglio. L’auspicio – conclude Scarso – è che ogni decisione, a qualunque livello, tenga conto però della priorità della salute pubblica rispetto ad altri tipi di interessi, come ad esempio quelli economici”.
(ITALPRESS).

Tecchi “Mi auguro Olimpiadi di Tokyo si facciano”

0

“Stiamo vivendo un periodo difficilissimo per la nazione: la cosa più importante è la salute e fare quel che dice il nostro governo. Dobbiamo credere nelle nostre strutture mediche, da decenni di primordine, e continuare così”. Il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia, Gherardo Tecchi, è ottimista sulle possibilità che il Belpaese, così come il resto del mondo, esca in tempi ragionevolmente contenuti dall’emergenza legata alla pandemia di Covid-19. Anche se, ovviamente, non sarà affatto semplice superare il momento critico. “Lo sport sta soffrendo come tutti gli altri settori – sottolinea il numero uno della Fgi all’Italpress – La cosa a cui meno si pensa sono i problemi di decine di migliaia di istruttori e società sportive che tra settimane o mesi si ritroveranno senza sostentamento e senza avere qualcosa a fine mese per tirare avanti. Penso che il governo dovrà pensarci ma sarà molto difficile perché c’è tanta gente che, in queste situazione, ne approfitta”. In tema di qualificazioni ai Giochi di Tokyo2020, la ginnastica azzurra aveva in ballo due assi nella manica come Vanessa Ferrari e Lara Mori nella tappa di World Cup di Baku, annullata prima delle finali. “Avevamo mandato in Azerbaijan due atlete per una guerra un po’ fratricida, nel corpo libero una delle due aveva il posto per Tokyo assicurato – ricorda Tecchi – Prima di Baku era avvantaggiata Vanessa, dopo è nato un punto interrogativo: se annullano la prova azera, Vanessa è ancora in pole, se invece considerano valide le qualificazioni, allora passa avanti Lara, con un piccolo dispiacere per Vanessa, che aveva le aveva disputate al risparmio per poi dare tutto in finale”. La tappa di Doha è slittata al momento a giugno ed è qui che potrebbe esserci una classifica definitiva in chiave Olimpiadi: “Lì però Ferrari non può accontentarsi di un piazzamento ma deve ottenere un primo posto, mentre in difesa giocherebbe Mori… Sono due grandi atlete: da una parte Vanessa che insegue la sua quarta Olimpiade, dall’altra Lara che ha avuto una carriera prestigiosa ma, al momento delle Olimpiadi, è stata sempre sfortunata. Sono due perle di uno stesso sport che si giocano la prima fila”. Domani, sul tema delle qualificazioni, è in calendario una conference call tra il presidente del Cio, Thomas Bach, e le federazioni internazionali. E c’è chi avanza l’ipotesi di uno slittamento dei Giochi Olimpici di Tokyo2020. “Dipende dai tanti interessi che superano quelli sportivi, in primis quelli economici. Loro cercheranno di farle in ogni caso, rinviarle sarebbe un problema grosso non solo per il Cio e il Giappone, ma anche per tutti i protagonisti: un anno per un atleta è una vita. Il mio augurio è che si possano disputare, perché vorrebbe dire aver superato l’emergenza. Se non si faranno, significherà che saremo messi molto male”. Il presidente della Federginnastica, infine, rivolge un ringraziamento speciale “a tutti quelli che stanno ancora lavorando per la ginnastica e ai vari centri che tengono in forma ragazzi e ragazze di livello. E’ una dimostrazione di amore verso il nostro sport, visti anche gli stipendi e i rischi che corrono. Meriterebbero un grande applauso da tutta l’Italia”.
(ITALPRESS).

Gravina “Non escludo nemmeno un campionato su due stagioni”

0

“In questo momento qualunque ipotesi sarebbe non fondata. Stiamo lavorando sugli auspici, sulla speranza. Pensare a un campionato che possa definirsi entro giugno, entro l’estate è un auspicio che tutti si augurano ma oggi è davvero difficile ipotizzare”. Gabriele Gravina, presidente della Figc, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno non si sbilancia su quello che sarà una volta superata l’emergenza coronavirus. “Stiamo lavorando, dobbiamo pensare che dopo questo tsunami la vita continua, dobbiamo riprendere le nostre attività, il calcio è un collante sociale a cui far ritorno nel più breve tempo possibile. Stiamo navigando a vista in un clima di nebbia assoluta. Abbiamo i riferimenti dei decreti che ci portano al 3 aprile per la ripresa ma è una data troppo ravvicinata per pensare a una ripartenza immediata di tutte le attività, non solo sportiva, e per questo ho parlato dei primi di maggio anche se pure questa è una data di riferimento del tutto teorica anche se dobbiamo darci dei riferimenti altrimenti rischiamo di ritrovarci impreparati”. E se la data di ripresa è incerta, lo è anche la modalità. “Non posso escludere nulla. Dobbiamo cercare di programmare con l’idea più ottimista che è quella di portare i campionati a termine. Fra le diverse ipotesi ho preannunciato anche la possibilità di non assegnazione del titolo, di congelamento della guaduatoria o del ricorso a play-off e play-out. Se non sarà possibile portare a termini i campionati, adotteremo altre decisioni. Non è escluso anche che il campionato di oggi possa essere bilanciato su due stagioni diverse. Capisco che c’è tanta curiorità, tanta attenzione nel voler definire nel miglior modo possibile i punti di caduta finali ma nessuno oggi è in grado di dire quale sarà il nostro futuro, il nostro domani”.
(ITALPRESS).

Tommasi “Speriamo di poter giocare a fine maggio”

0

“La Formula 1 ha già messo in forse i gran premi di maggio, da noi invece stiamo ancora parlando di giocare il 5 aprile. È chiaramente impossibile: l’auspicio è quello di poter tornare in campo forse a fine maggio, magari a giugno. Ci riusciremo se tutto va bene e se facciamo il nostro dovere e restiamo a casa”. Queste le parole del presidente dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi sulla situazione nel mondo del calcio per l’emergenza coronavirus. “Abbiamo denunciato il comportamento di alcuni club, per tanti motivi fuori luogo, perché vogliono far allenare i calciatori anche in questi giorni – ha sottolineato Tommasi, ospite della trasmissione ‘Che tempo che fa’ su Rai 2 – Ci sarà tempo per recuperare, ora concentriamoci su altre squadre, quelle che sono negli ospedali e stanno lavorando per restituirci la sicurezza che ci manca”.

In vista della riunione di martedì in cui l’Uefa dovrà decidere, tra le altre cose, se rinviare Euro2020 vista l’emergenza coronavirus, Tommasi ha detto:”Obbligare i giocatori a scendere in campo è stata una forzatura, anche i calciatori devono restare a casa in questa situazione. Ora finalmente l’ha capito anche l’Europa. Speriamo lo capisca l’Uefa e rimandi gli Europei per permettere alle leghe nazionali di terminare i campionati. Peraltro gli Europei quest’anno hanno una formula particolare e si devono giocare in dodici Paesi diversi. È improbabile pensare che ci siano dappertutto le condizioni ideali a giugno per giocare oltretutto in stadi pieni”.

(ITALPRESS).

Mancini “Se rinviano Euro2020 vinciamo lo stesso”

0

“Oggi la cosa più importante è tutelare le persone che sono in ospedale: non possiamo perdere vite umane in questo modo. Se sarà necessario rinviare l’Europeo, noi ci adatteremo: avremmo vinto quest’anno, vinceremo il prossimo anno”. Questa la promessa lanciata dal commissario tecnico della nazionale di calcio Roberto Mancini per Euro2020, il cui regolare svolgimento è messo in dubbio dall’emergenza coronavirus. “Martedì c’è una riunione dell’Uefa e sapremo meglio le cose e magari anche come andrà a finire questa stagione, se decideranno di rinviare l’Europeo o meno”, ha osservato il ct azzurro a 90^ minuto commentando poi anche le ipotesi sul tavolo della Figc per concludere la stagione. “Io penso che si debba superare il picco dell’emergenza, poi parleremo del resto – ha dichiarato Mancini – Ora dobbiamo tutelare la salute dei giocatori: decideremo più avanti, si può farlo anche ad aprile, quando sarà tutto più bello”. Augurandosi che l’emergenza sanitaria finisca presto, Mancini ha poi tracciato un’ipotetica griglia di partenza per l’Europeo: “La Francia è la squadra più collaudata, campione del mondo in carica, dunque partirà per vincere – ha sottolineato il ct azzurro – Tutte le altre nazionali sono ripartite come noi o poco prima: penso a Germania, Spagna e anche Inghilterra”.
(ITALPRESS).

Gandini “Obiettivo resta finire la stagione”

0

“Il nostro obiettivo resta quello di poter completare la stagione, anche arrivando eventualmente oltre il 12 giugno e ipotizzare, come sta già facendo il calcio, anche una conclusione entro la fine di quel mese”. Lo ha dichiarato il neo presidente della Lega Basket di serie A Umberto Gandini intervenuto alla trasmissione “Domenica Sport” su Radio Uno Rai.  “Si tratta di una situazione certo imprevista ed imprevedibile dove siamo costretti a navigare a vista cercando di fare le scelte giuste. Sono arrivato da poco nel basket e cercherò, per quanto possibile, di mettere a disposizione di questo sport la esperienza che ho accumulato nel calcio. Tra questi due mondi vi sono certo differenze di dimensione, anzitutto finanziarie, ma il basket, grazie anche alla dimensione globale assunta dalla Nba, ha un posizione di riguardo nei confronti degli sportivi di tutto il mondo. Non dimentichiamo mai che in Italia il basket è l’unico sport di squadra professionistico al di fuori del calcio: questo viene spesso dimenticato dalle nostre autorità, per cui quando si affrontano le problematiche di questi due sport, esse dovrebbero sempre essere considerate insieme. Siamo uno sport che rispetto al calcio vive sugli incassi e non sui diritti tv, sono gli introiti da botteghino a sostenere il movimento cestistico e certo il fatto di non poter giocare sta incidendo pesantemente sulle casse dei club perchè continuano a sostenere costi di salari di dipendenti e collaboratori per una attività che al momento non possono svolgere per una legittima e necessaria decisione governativa. Per questo mi auguro che vengano subito varati aiuti immediati tramite provvedimenti del Governo per garantire liquidità ai club per poi calcolare insieme i danni che questo stop imprevisto ha provocato. Di certo un sostegno al basket andrà assicurato”.

Quanto alla possibile ripresa delle attività, Gandini ha posto come obiettivo il completamento della stagione sapendo di avere davanti due paletti. “Il primo è la disposizione governativa che ferma tutto lo sport sino al 3 aprile: questo è il primo spartiacque ma ovviamente saranno le autorità a dirci se davvero nel week end del 5 aprile si potrà tornare in campo. L’altro aspetto da considerare sono le date del Preolimpico di basket che, come potrebbe succedere nel calcio con i campionati Europei, potrebbe subire ritardi o rinvii”. In merito alla ripresa degli allenamenti dei club, “come LBA non abbiamo autorità per intervenire in merito a quanto individualmente deciso dagli stessi club. Certo possiamo dare alle società delle linee guida ad esempio utilizzando quelle della Federazione dei medici sportivi ed è quello che abbiamo fato. La salute resta l’aspetto più importante, non credo che nessun club voglia imporre direttive che esulano da queste indicazioni ma al tempo stesso stiamo parlando di professionisti che hanno comunque una attività da svolgere, magari inizialmente anche non attraverso allenamenti collegiali ma individuali, con l’obiettivo di farsi trovare pronti non appena ci sarà consentito riprendere a giocare”.

Infine sulla situazione delle competizioni europee, Gandini ha aggiunto: “Sto studiando attentamente l’evoluzione che ha attraversato in questi anni l’organizzazione delle competizioni europee per club e i rapporti tra Fiba, Euroleague, Uleb e singole leghe europee per poter agire in modo organico. La Euroleague ha dovuto fronteggiare una situazione difficile per portare avanti la stagione, facendo fronte a casi di differenti decisioni governative nei vari Paesi e con alcuni club costretti in quarantena: tutte situazioni che l’hanno convinta a sospendere la competizione. Mi auguro che prima o poi tutto evolva verso una soluzione definitiva con i club parte sempre più attiva in ogni decisione con l’obiettivo di far crescere tutto il movimento
(ITALPRESS).

Gravina “Chiederemo di non giocare ora Euro2020”

0

“Proporremo all’Uefa di soprassedere alla disputa dell’Europeo per portare a termine i campionati: riteniamo che sia più giusto e più corretto dare l’esatta definizione a tanti sacrifici, impegni, investimenti portati avanti dalle nostre società”. Gabriele Gravina spiega così la posizione che la Federcalcio terrà martedì nella riunione convocata in videoconferenza dall’Uefa con le 55 federazioni affiliate per discutere come ridisegnare il calendario vista l’emergenza coronavirus. “L’Italia è due settimane avanti rispetto alle altre nazioni, quindi ciò che riusciremo a programmare noi oggi per gli altri sarà complicato, perché non hanno ancora l’esatta dimensione del problema – ha spiegato il numero uno della Figc in collegamento a SportMediaset XXL – Noi vogliamo completare i campionati ed è chiaro che la discriminante è la presenza dell’Europeo, un evento sul quale anche noi abbiamo investito tante energie e sacrifici. Martedì affronteremo questo tema”.
Gravina si è poi soffermato sull’ipotesi portata avanti per concludere i campionati di calcio. “Noi abbiamo ipotizzato una deadline al 30 giugno, ma non escluderei neppure la possibilità di avere una leggera proroga con l’adozione di provvedimenti urgenti sia sotto il profilo sportivo che governativo – ha osservato il presidente della Figc – Dobbiamo lavorare su questa ipotesi di calendario, senza dimenticare che oltre alla Serie A abbiamo altri campionati che devono avere la loro definizione. E non dobbiamo trascurare l’idea del completamento delle competizioni internazionali, Champions ed Europa League”.

(ITALPRESS).

Prende il via la campagna Figc #leregoledelgioco

0

Prende il via oggi la campagna di comunicazione #leregoledelgioco, promossa dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio che attraverso gli Azzurri e le Azzurre vuole contribuire a sensibilizzare i cittadini sulle regole da seguire per contenere la diffusione del Covid-19. In un momento particolarmente difficile per il Paese, i calciatori e le calciatrici delle Nazionali vogliono sostenere i comportamenti positivi indicati dalle istituzioni. La campagna #leregoledelgioco, promossa oggi sulle testate sportive, si svilupperà sui canali ufficiali della Figc e delle Nazionali italiane maschile e femminile: una social activation in cui molti protagonisti Azzurri scenderanno in campo per affrontare una partita diversa dalle altre, attraverso 11 regole del gioco. Ciascun protagonista della campagna realizzerà una storia e un breve video in cui racconterà la propria regola e inviterà il pubblico a condividere il messaggio e ad interagire con l’hashtag ufficiale della campagna. Si parte oggi con l’intervento del ct Roberto Mancini: “Regola #1. Il nuovo schema della Nazionale è 1-1-1: per combattere la diffusione del Coronavirus manteniamo almeno un metro di distanza l’uno dall’altro”. Hanno aderito alla campagna della Figc i commissari tecnici Milena Bertolini e Roberto Mancini e saranno coinvolti tanti calciatori e calciatrici: i primi a scendere in campo saranno Leonardo Bonucci, Federico Chiesa, Gianluigi Donnarumma, Alia Guagni, Manuela Giugliano, Cristiana Girelli, Ciro Immobile, Jorginho, Nicolò Zaniolo. Seguiranno nei prossimi giorni altri Azzurri e Azzurre che stanno aderendo al progetto. Ai Capitani Giorgio Chiellini e Sara Gama sarà affidata poi la conclusione della campagna. La campagna, inoltre, ha l’obiettivo di sostenere le strutture sanitarie in prima linea in questa emergenza invitando tutti gli italiani a devolvere; al riguardo, la Figc ha deciso di donare un contributo di 100.000 euro all’Istituto Nazionale per le malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma. “Grazie al coinvolgimento delle Azzurre e degli Azzurri – dichiara il presidente federale Gabriele Gravina – la Figc intende dare il proprio contributo nel promuovere comportamenti responsabili, sostenere moralmente il personale sanitario che sta fronteggiando questa emergenza, con grande professionalità e disponibilità, e supportare economicamente le strutture ospedaliere. Il calcio può fare molto anche quando non scende in campo, con #leregoledelgioco invitiamo tutti gli italiani a giocare e a vincere insieme la partita contro il Coronavirus”. Queste le 11 regole del gioco degli Azzurri e delle Azzurre. Regola #1. il nuovo schema della nazionale è 1-1-1: per combattere la diffusione del Coronavirus manteniamo almeno un metro di distanza l’uno dall’altro. Regola #2. Gioca solamente in casa: Prova a utilizzare questo tempo per scoprire il piacere di stare in casa. Regola #3. Tratta le tue mani con i guanti: Per combattere la diffusione del Coronavirus ricorda di lavare bene le mani con regolarità. Regola #4. Difendi anche l’altra porta: Anziani, famiglie, vicini. In questo periodo aiutiamoci a vicenda. Regola #5. Evita le mischie in area: Per limitare la diffusione del Coronavirus dobbiamo evitare assembramenti soprattutto in luoghi chiusi. Regola #6. Migliora nel fraseggio: Per limitare la diffusione del Coronavirus dobbiamo convincere tutti ad essere più responsabili. Regola #7. Non farti prendere in contropiede: Sul Coronavirus circolano tante fake news. Verifica sempre la provenienza delle notizie. Regola #8. Limita le fughe sulla fascia: Per limitare la diffusione del Coronavirus dobbiamo limitare gli spostamenti. Regola #9. Sfrutta tutti gli spazi: Anche se restiamo in casa dobbiamo sempre cercare di fare attività motoria. Regola #10. Punta tutto sulla fantasia: Per trascorrere al meglio questo periodo di quarantena, non dobbiamo mai perdere il buonumore. Regola #11. Fai di tutto per far vincere la squadra: Per limitare la diffusione del Coronavirus dobbiamo tenere duro e tifare l’uno per l’altro.
(ITALPRESS).