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Gandini eletto nuovo presidente della Legabasket

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L’Assemblea della Lega Basket Serie A che si è riunita oggi in videoconferenza ha accolto le dimissioni dell’attuale Presidente Egidio Bianchi e, avendo deciso di non effettuare modifiche al suo statuto, ha deliberato alla unanimità di nominare Umberto Gandini nuovo Presidente e non Amministratore Delegato come deliberato nella precedente Assemblea. “I club – si legge in una nota – ringraziano Bianchi per l’impegno e la professionalità mostrata in questi anni di presidenza e gli formulano i migliori auguri per la sua carriera”. Umberto Gandini è il 18° presidente nella storia della Lega Basket, fondata ufficialmente il 27 maggio 1970. Gandini ha sviluppato nel corso della sua carriera una grande esperienza manageriale sia sotto il profilo delle “best practices” di gestione di un top club che per quanto attiene alle relazioni in ambito istituzionale con gli organismi nazionali ed internazionali di riferimento.
Nato a Varese l’11 aprile 1960, laureato in giurisprudenza, dopo essere stato tra i fondatori della prima Lega Italiana di Hockey su Ghiaccio, nel 1987 Gandini entra in Fininvest (la holding delle aziende di proprietà di Silvio Berlusconi) iniziando a lavorare per Reti Televisive Italiane, prima come consulente per l’acquisizione Diritti Sportivi per le Reti del Gruppo Fininvest e poi, dal 1988, come Dirigente Esecutivo Acquisizione Diritti Sportivi, carica che ha ricoperto sino al 1998. Nel 1993 entra nel Milan dove ricopre sino al 2016 la carica di Direttore della Organizzazione Sportiva. Dal 2014 al 2016 ha assunto poi la carica di Direttore Esecutivo del club rossonero. Nel settembre 2016 ha lasciato il Milan per passare alla Roma con la qualifica di Amministratore Delegato, incarico che ha ricoperto sino al settembre 2018. E’ stato tra i fondatori del G-14 (GEIE), associazione privata dei più importanti club calcistici Europei, e dell’European Club Association della quale – dalla Fondazione nel 2008 al 2016 – è stato Primo Vice Presidente. Attualmente é membro dello Stakeholders Committee della FIFA e del Consiglio del Global Sport Management Summit (USA). Gandini è stato anche membro del Comitato Organizzatore della Finale di UEFA Champions League del 2001 a Milano, del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Milan (fino al 2013), della Commissione Marketing della Lega Calcio Serie A e della Commissione Tecnica Diritti Televisivi della Lega CalcioSerie A e del Consiglio di Amministrazione del Consorzio San Siro 2000 (Stadio Meazza di Milano).
(ITALPRESS).

Allarme coronavirus negli Usa, salta il torneo di Indian Wells

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Il coronavirus fa saltare anche Indian Wells. Il dipartimento della sanità pubblica della contea di Riverside ha dichiarato lo stato di emergenza per la salute a causa di un caso confermato di Covid-19 nella Coachella Valley, in California, sede dell’impianto che ospita il Masters 1000 Atp combined con il Premier Mandatory Wta. Il “2020 BNP Paribas Open” in programma nelle prossime due settimane, dunque, non si svolgerà a causa delle preoccupanti condizioni dell’area a causa del Coronavirus e per la salvaguardia degli spettatori e dei partecipanti all’evento. La decisione segue le indicazioni degli esperti, del Centers for Disease Control (CDC), dello stato della California. “Siamo molto dispiaciuti che il torneo non si possa disputare, ma la salute e la protezione della comunità locale, dei fan, dei giocatori, di volontari, sponsor, impiegati e di chiunque altro sia coinvolto nell’evento è di suprema importanza – fa sapere Tommy Haas, direttore del torneo – Siamo pronti a far disputare il torneo in un’altra data ed adesso valuteremo le possibili opzioni”. Fra le prime reazioni quella di Rafa Nadal: “Siamo qui e stiamo ancora decidendo il da farsi. Sono molto triste per tutto quello che sta succedendo nel mondo, speriamo in soluzioni rapide da parte delle autorità”.
(ITALPRESS).

Vincono Gallinari e Melli, ai Lakers il derby di Los Angeles

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La giocata di Schroder a 8″5 dalla sirena – palla rubata a Kemba Walker e layup vincente – regala in volata ai Thunder il successo per 105-104 su Boston. Out per un problema all’anca Gilgeous-Alexander, sono Chris Paul (28 punti e 7 assist) e Schroder (27 punti) a trascinare Oklahoma City ma risponde presente anche Danilo Gallinari: 18 punti (4/10 da due, 2/7 da tre, 4/5 ai liberi), sei rimbalzi e una palla persa in 34 minuti. Per Boston 24 punti di Hayward e 19 a testa per Tatum e Smart. Sorride anche Nicolò Melli, protagonista nella vittoria di New Orleans su Minnesota per 120-107. Per il lungo emiliano 11 punti con 3/7 dal campo (1/4 dall’arco) e 4/7 dalla lunetta oltre a 4 rimbalzi, 3 assist, una stoppata, una palla persa e una recuperata in 26 minuti. Il migliore dei Pelicans è Holiday, a referto con 37 punti, mentre Williamson si ferma a 23. Con Marco Belinelli ancora indisponibile, San Antonio affonda a Cleveland all’overtime: 132-129 per i Cavs, dove Drummond al rientro firma 28 punti e 17 rimbalzi. Fra le altre gare della notte spicca il successo dei Lakers nel derby di Los Angeles per 112-103: conferma il suo grande momento LeBron James (28 punti, 7 rimbalzi e 9 assist), ben spalleggiato da Davis (30 punti) e Bradley (24 punti). Per i gialloviola quarta vittoria di fila, l’11esima in 12 gare e primo posto a Ovest consolidato davanti agli stessi Clippers, che erano in serie positiva da sei partite e ai quali non bastano i 31 punti di George e i 27 di Leonard. Nella Eastern Conference guidano sempre i Bucks nonostante la sconfitta contro Phoenix (140-131, 36 punti per Booker e tripla doppia per Rubio), arrivata senza l’infortunato Antetokounmpo. Restano comunque distanti i Raptors, vittoriosi su Sacramento (118-113, 30 punti per Lowry e 23 per Siakam), quindi Boston, quarti gli Heat (100-89 su Washington, 27 punti e 14 rimbalzi per Adebayo) davanti ai Pacers (112-109 contro Dallas, 20 punti e 17 rimbalzi per Sabonis, nei Mavs 36 punti di Doncic). Crisi Houston, al quarto ko di fila, stavolta per mano di Orlando: 126-106 per i Magic (24 punti di Augustin e 19 di Gordon), per Westbrook 24 punti ma anche 8 palle perse, Harden ne sigla 23 ma con 6/19 dal campo.
(ITALPRESS).

La Juve batte l’Inter 2-0 e si riprende la vetta

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Nel recupero della 26esima giornata di campionato, la Juventus è tornata al comando della classifica battendo in un Allianz Stadium di Torino a porte chiuse l’Inter per 2-0. Nonostante un clima surreale con l’atmosfera delle grandi sfide decisamente offuscata, la partita di per sé è stata piacevole, le due squadre non si sono risparmiate e la sensazione è che l’abbiano giocata comunque a tutta seppur consapevoli che la stagione italiana potrebbe essersi chiusa qui. La Juventus delle ultime uscite, tanto criticata per un gioco lento e macchinoso, ha lasciato spazio a una squadra dinamica e vivace, rapida nel far girare palla e in grado di produrre occasioni da gol, cosa non scontata a distanza di 11 giorni dalla sconfitta di Lione in Champions League quando non aveva mai tirato in porta. Sarri ha stravolto quella che era la formazione attesa, ha lasciato fuori Danilo, Pjanic e Dybala mettendo al loro posto Cuadrado, Ramsey e Higuain. L’Inter è stata brava a raccogliersi nella propria metà campo soprattutto nel primo tempo, provando la ripartenza veloce e la finalizzazione della ditta Lukaku-Lautaro. A sorpresa dietro è stato inserito Bastoni per Godin e l’italiano alla lunga ha pagato dazio. C’era tanta attesa per il ritorno di Conte allo Stadium ma ovviamente è stata rimandata alla prossima stagione quando lo scenario dovrebbe essere decisamente più piacevole. A sbloccarla è stata proprio una delle sorprese della serata, quell’Aaron Ramsey che al 9′ della ripresa ha siglato la sua quarta rete stagionale tra campionato e coppe: cross basso di Matuidi dalla sinistra per Ronaldo che è stato contrastato da un avversario, sul pallone si è avventato il gallese che con un rasoterra ha messo sotto la pancia di Handanovic. Da cineteca il raddoppio di Dybala al 22′: con un grande controllo la Joya ha fatto fuori Young, si è accentrato, ha scambiato con Ramsey e dopo aver dribblato due avversari ha depositato in rete di esterno sinistro rasoterra.

(ITALPRESS).

Spadafora “Giocare da irresponsabili”, calcio verso stop

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Il calcio italiano riparte tra le polemiche ed è già pronto a fermarsi nuovamente. E stavolta non sarebbe per un periodo breve. La domenica della Serie A a porte chiuse e del big match Juventus-Inter è stata caratterizzata da un durissimo scontro istituzionale: Governo e Associazione Italiana Calciatori da una parte, Lega di Serie A dall’altra, con la Federcalcio a cercare una difficile mediazione. La giornata è cominciata con l’appello del presidente del sindacato calciatori Damiano Tommasi per lo stop al campionato, “l’atto più utile al Paese in questo momento”. Una posizione subito sposata dal ministro per le politiche giovanili e per lo sport Vincenzo Spadafora, che a pochi minuti dal fischio d’inizio di Parma-Spal, prevista per le 12.30, ha chiesto alla Federcalcio di fermare subito il campionato. Al Tardini le due squadre, pronte a entrare in campo, sono state rimandate negli spogliatoi e lì sono rimaste per tre quarti d’ora, prima della decisione finale della Lega di A: si gioca.
Mentre le partite del pomeriggio si svolgevano a porte chiuse e in un clima surreale, lo scontro istituzionale è andato avanti salendo sempre più di livello. Il ministro Spadafora ha lanciato un appello senza peraltro nascondere l’irritazione per quanto accaduto nei giorni scorsi sul tema della trasmissione delle gare in chiaro: “Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici e dei tifosi”, ha osservato Spadafora, rimarcando come, “ancor prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà”.
Lega di A e Sky hanno presto replicato a Spadafora. “Le dichiarazioni del Signor Ministro dello Sport non corrispondono alla verità dei fatti – ha sostenuta la piattaforma televisiva in un comunicato – Infatti Sky da molti giorni aveva dato la piena disponibilità sia alla visione di Juventus-Inter sui propri canali in chiaro (TV8 e Cielo) che alle partite di cui detiene i diritti a pagamento. Le norme e leggi attuali non sono superabili e la Lega di A lo ha più volte chiarito”. Sui diritti televisivi “Lega, Sky e Dazn si sono attenute alle disposizioni in essere – ha osservato anche la Lega di A in un successivo comunicato – Le reiterate e contrastanti dichiarazioni governative contribuiscono soltanto ad accrescere lo stato di confusione generale”. L’organo presieduto da Paolo Dal Pino ha anche attaccato l’Associazione calciatori per la richiesta di sospendere il campionato, arrivata a pochi minuti dall’inizio di Parma-Spal “contravvenendo alle previsioni contenute nel decreto” del Governo, “una richiesta che ha messo a serio rischio la tenuta del sistema”.
Ma lo scontro non si è esaurito così, perché nel pomeriggio Spadafora ha prima precisato la sua richiesta sulla trasmissione delle partite in chiaro spiegando che, per superare i vincoli normativi, “c’era la possibilità di diffondere le immagini in differita, liberamente, a tutti gli operatori televisivi interessati senza preclusioni”. E poi è tornato nuovamente all’attacco della Lega di A, definendo “irresponsabile” la scelta di giocare le partite odierne, fatta da “un mondo che si sente immune dal virus e dal contagio”. “Mi sembra che il presidente Dal Pino non sia in alcun modo consapevole della gravità della situazione”, ha tuonato Spadafora, promettendo poi una futura modifica alla legge Melandri per la disciplina dei diritti televisivi “perché ho visto che il mondo del calcio sta continuando a dare solo un pessimo esempio”. Dichiarazioni che Dal Pino ha commentato definendole “sbagliate nel merito e nella sostanza”: “Il ministro ignora le norme e rifiuta la responsabilità del suo ruolo – ha osservato il presidente della Lega di A – Invece di fare demagogia, sia coerente con le proprie azioni di governo e se necessario emani un decreto”.
Uno scontro durissimo, dunque, nel quale si è nuovamente inserito Tommasi – peraltro insultato pesantemente sui social network da tifosi contrari allo stop del campionato – ribadendo la richiesta di sospendere il campionato: la proposta verrà discussa martedì nel Consiglio federale convocato dal presidente della Figc Gabriele Gravina. “Confido in lui – ha ammesso Spadafora – e dunque il Governo aspetterà le decisioni che verranno prese martedì”. Con i contagi in continua ascesa e un Paese in grande emergenza, sembra davvero difficile che il campionato possa andare avanti regolarmente, seppur a porte chiuse. Sul tema, il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli in mattinata aveva chiesto di giocare:”Bisogna che il calcio viva per intero questo momento molto particolare, che si metta in sintonia con il Paese, fermo restando l’osservanza delle norme per la salvaguardia della salute che resta prioritaria. Noi come Lega Pro – ha detto all’Italpress – abbiamo anche aperto alla tv in chiaro queste gare perche’ il calcio ha anche la missione sociale di assicurare e dare tranquillita’, deve essere una trincea avanzata di valori, un momento per liberarsi dalle paure e dalle preoccupazione”..
Gli arbitri, da parte loro “si atterranno ai decreti governativi e noi l’abbiamo fatto fin da subito. Noi ci atteniamo alle disposizioni che ci da’ il Governo e alle disposizioni della Figc, sempre nel rispetto ed a salvaguardia della salute” ha detto all’Italpress il presidente dell’Aia Marcello Nicchi.
(ITALPRESS).

Il Genoa espugna San Siro, al Milan non basta Ibra

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Il Genoa sorprende il Milan in uno Stadio San Siro deserto, cornice singolare del recupero della ventiseiesima giornata della Serie A 2019/2020. Il campionato per il momento prosegue, al contrario degli uomini di Stefano Pioli, che si fermano allontanandosi dalla zona Europa League. Difesa ferma, attacco impreciso: i rossoneri cadono senza pubblico, ma non può essere una scusante. L’emergenza Coronavirus non distrae invece Davide Nicola che prepara perfettamente la trasferta di Milano tra voci, restrizioni e scioperi: Pandev e Cassata mettono in discesa la sfida, Ibrahimovic accorcia, finisce 1-2. Nessuna stretta di mano dopo il consueto inno della Serie A, che si interrompe a metà per poi riprendere dall’inizio qualche secondo dopo. Il silenzio tombale della Scala del Calcio accompagna il fischio d’inizio dell’arbitro Doveri. Respira il Genoa con tre punti vitali per il discorso salvezza; in casa rossonera, forse, influiscono i problemi societari.

(ITALPRESS).

Udinese-Fiorentina finisce a reti inviolate

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Termina con un pareggio a reti bianche sostanzialmente giusto per quanto visto alla Dacia Arena il match salvezza tra Udinese e Fiorentina, disputato a porte chiuse e a otto giorni di distanza dal rinvio per via dell’emergenza coronavirus. Uno 0-0 che serve poco a entrambe viste le vittorie di Genoa e Sampdoria che hanno risucchiato ulteriormente friulani e toscani nella lotta per non retrocedere. Nel primo tempo Okaka sfiora il vantaggio con un colpo di testa che termina alto per un soffio dando l’illusione del gol, rispondono gli ospiti con il palo pieno centrato da Milenkovic dagli sviluppi di un piazzato a pochi giri di lancette dall’intervallo. Nella ripresa i padroni di casa ancora vicini al gol con De Paul che calcia da fermo e sfiora l’incrocio e poi col neo entrato Lasagna che si mette in proprio e trova i guantoni di Dragowski, mentre i viola ci provano in contropiede ma con troppa frenesia e imprecisione. Nel finale cambi offensivi da parte di Gotti e Iachini, ma non sortiscono gli effetti sperati (negli ultimi secondi Chiesa impegna Musso) e così entrambe conquistano un punto che consente ai bianconeri di portarsi a quota 28 punti e ai viola di salire a 30: la zona calda, però, non è distante.
(ITALPRESS).

Doppietta Quagliarella, la Samp batte 2-1 il Verona

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Quagliarella trascina la Sampdoria. La formazione di Claudio Ranieri batte 2-1 in rimonta l’Hellas Verona e conquista tre punti fondamentali in ottica salvezza. Nella cornice di un Ferraris a porte chiuse per l’emergenza coronavirus, la partita si indirizza sul binario giusto per la squadra di Juric dopo 32’: Lazovic crossa in area, Zaccagni anticipa Augello e tocca il pallone poi spinto in rete da Audero autore dell’autogol che vale l’1-0. Nella ripresa la Sampdoria cresce sul piano del gioco e va vicina al pareggio al 68’ con un colpo di testa di Depaoli sugli sviluppi di un calcio d’angolo che trova pronto Silvestri bravo a deviare in corner. Ma la rete è solo rimandata: al 77’ Depaoli crossa per Quagliarella che anticipa Rrahmani e batte Silvestri con un grande destro in diagonale. All’85’ la Samp completa la rimonta: Dawidowicz rifila una gomitata ad Ekdal, Valeri concede il rigore col Var e Quagliarella dagli undici metri firma il gol del definitivo 2-1.
(ITALPRESS).