Sfumano per Fabio Fognini i primi quarti di finale agli Australian Open. Il 32enne tennista ligure, numero 12 del ranking mondiale e del tabellone, ha ceduto in quattro set allo statunitense Tennys Sandgren, numero 100 Atp: 7-6(5) 7-5 6-7(2) 6-4 il punteggio, dopo tre ore e 27 minuti di lotta, in favore del 28enne di Gallatin, nel Tennessee, che eguaglia così il risultato ottenuto due anni fa nello Slam Down Under. L’americano, che al secondo turno aveva eliminato in cinque set anche Matteo Berrettini, numero 8 Atp e del seeding, ha così confermato il successo colto lo scorso anno al terzo turno sull’erba di Wimbledon, portando sul 2-2 il bilancio dei confronti diretti con il tennista ligure. Per Fognini, alla tredicesima partecipazione al Major Aussie, restano dunque gli ottavi, raggiunti anche nel 2014 e nel 2018, il miglior risultato in singolare a Melbourne, mentre in doppio vanta uno storico titolo conquistato nel 2015 in coppia con Simone Bolelli. Nella storia di questo torneo sono tre gli italiani ad aver raggiunto i quarti di finale: nel 1935 Giorgio De Stefani, nel 1957 Nicola Pietrangeli e nel 1991 Cristiano Caratti, unico azzurro a riuscire in tale impresa nell’Era Open. Primo set senza “strappi”, anche se Fognini può recriminare per essere stato 0-40 nel terzo game e poi per altre due chance di break non sfruttate nel settimo. Si è andati dunque al quinto tie-break fra i due, nel quale l’azzurro con un paio di gratuiti è costretto a partire in salita, trovandosi sotto 4-0, poi alzando il livello ha recuperato (3-4) riagganciando sul 5-5 lo yankee, capace però di incamerare la frazione grazie a due diritti sbagliati dal Fognini, innervositosi per un fallo di piede chiamato sulla prima di servizio nell’undicesimo punto del “gioco decisivo”. Una rottura prolungata, quella del ligure, che ha perso ben 13 punti di fila (compreso un penalty point per aver rimediato il secondo warning) e si è ritrovato in un baleno sotto 3-0 “pesante” e poi 4-0. Sbollita la rabbia e ritrovata lucidità, grazie ad uno straordinario punto in difesa, con cinque recuperi da applausi, Fognini ha recuperato uno dei due break (2-4), togliendo qualche certezza all’avversario. Sandgren ha concesso qualcosa con il diritto e l’italiano lo ha ripreso sul 4-4, per poi salire sul 5-4. Lo statunitense non ha comunque battuto ciglio, tenendo a zero il turno e poi piazzando un altro “strappo” con una risposta vincente e un passante di rovescio. E ha messo così in saccoccia anche il secondo set, prendendo un prezioso vantaggio. Pure in avvio di terza partita l’azzurro, seguito in tribuna da Corrado Barazzutti (con accanto il vice Alberto Giraudo), si è trovato sotto di un break, recuperato però immediatamente con aggancio sul 2-2. Da quel momento turni di battuta rispettati, con Fognini che ha saputo risalire da 0-30 nell’undicesimo gioco per issarsi 6-5. Il 28enne di Gallatin, anche se con un problema muscolare alla gamba sinistra, ha continuato ad essere una “macchina da guerra” al servizio e con un ace (21 alla fine per lui con il 67% di prime messe in campo e il 73% di resa) si è garantito un altro tie-break. Stavolta però è stato l’italiano a dominarlo dopo aver perso il punto di apertura, costringendo spesso al tergicristallo Sandgren, che ha scagliato in rete una risposta di diritto per il 7 a 2 in favore di Fognini. Nel quarto set è stato il servizio a farla da padrone, da ambo le parti, fino al decimo game, quando proprio Sandgren è stato capace di piazzare l’allungo decisivo e staccare il pass per i quarti di finale, proprio come due anni fa. E dove se la vedrà con lo svizzero Roger Federer, terza forza del seeding, che ha la meglio sull’ungherese Marton Fucsovics dopo una falsa partenza. Stabilito anche il quarto della parte bassa del tabellone, che vedrà il serbo Novak Djokovic, campione uscente e testa di serie numero 2, sfidare il ritrovato canadese Milos Raonic (32). Tra le donne, sbarca ai quarti la numero 1 del ranking Wta e del torneo, l’australiana Ashleigh Barty, attesa nel match per la semifinale dalla ceca Petra Kvitova (7); l’americana Sofia Kenin (14) ferma la corsa della connazionale Coco Gauff e nei quarti incrocerà la tunisina Ons Jabeur.
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FOGNINI FUORI NEGLI OTTAVI AGLI AUSTRALIAN OPEN
BASSINO SECONDA NEL SUPER G DI BANSKO
Mikaela Shiffrin si prende il successo nel superG di Bansko, valido per la Coppa del Mondo 2019/2020 di sci alpino femminile. L’olimpionica americana è perfetta e ferma il cronometro in 1’10″88, mandando in archivio il week-end bulgaro. Altro podio azzurro dopo la valanga rosa nella discesa di ieri: Marta Bassino è seconda a 0″29. Terzo posto, a 7 decimi dalla testa, per la svizzera Lara Gut-Behrami. Elena Curtoni non riesce a ripetersi e chiude con un buon settimo posto (+1″23) dietro a Petra Vlhova (+1″13). Tanta sfortuna tra le altre italiane di punta: Federica Brignone esce a pochi secondi dal traguardo (0″08 di vantaggio su Shiffrin al penultimo intermedio), senza importanti conseguenze fisiche. Non tagliano il traguardo nemmeno Francesca Marsaglia e Nicol Delago. Infine Laura Pirovano ottiene il 26° tempo (+3″09), più attardate invece Verena Gasslitter (35esima a 4″60) e Nadia Delago (36esima a 6″15). In campo maschile, Daniel Yule vince lo slalom di Kitzbuehel. Lo svizzero rimonta una posizione nella seconda manche e chiude davanti a tutti con il tempo complessivo di 1’41″50. Completano il podio l’austriaco Marco Schwarz (secondo a 0″12) e il francese Clement Noel (terzo a 0″37). Solo quarto invece il baby norvegese Lucas Braathen, leader a sorpresa della prima manche. L’oro olimpico di Vancouver 2010, Giuliano Razzoli, è il migliore degli italiani con un ottimo settimo posto a 0″53 da Yule, mentre non brilla Alex Vinatzer, che scivola dalla sesta alla 14esima posizione (+ 1″10″). Va a punti, ma non entra nei top-20 Simon Maurberger, 21esimo a +1″79.
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POKERISSIMO DI OKLAHOMA SENZA GALLINARI
Quinta vittoria consecutiva per Oklahoma City nella notte italiana della regular-season dell’Nba. I Thunder violano il parquet dei Minnesota Timberwolves per 113-104 lasciando a riposo l’azzurro Danilo Gallinari; il top-scorer dell’incontro è il ‘padrone di casa’ Karl-Anthony Towns, autore di 37 punti. LeBron James sempre più nella storia: i suoi Los Angeles Lakers cadono per 108-91 sul campo dei Philadelphia 76ers ma il fuoriclasse di Akron, infilando 29 punti, supera Kobe Bryant al terzo posto della graduatoria dei migliori realizzatori all-time in Nba. Affermazione esterna anche per i Brooklyn Nets, che piegano dopo un supplementare i Detroit Pistons per 121-111, mentre i Cleveland Cavaliers sconfiggono i Chicago Bulls per 118-106. Utah Jazz ha la meglio in volata dei Dallas Mavericks per 112-107.
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FESTA AZZURRA A BANSKO, VINCE ELENA CURTONI
Un’Italia da sogno. A Bansko l’Italia festeggia una tripletta tanto bella quanto inattesa. Si conferma lo splendido momento di forma dello sci alpino femminile con un tris da urlo firmato Curtoni-Bassino-Brignone. È Elena Curtoni ad aggiudicarsi la vittoria della seconda discesa del weekend a Bansko, in Bulgaria. Primo successo in carriera e quinta presenza sul podio per l’azzurra classe 1991 che domina la scena in 1’29″31. Scesa in pista con il pettorale numero 28, Curtoni ha stupito tutti con una prova maiuscola battendo le compagne di squadra, tutte racchiuse nel giro di soli 14 centesimi. Sfiora il secondo successo in carriera Marta Bassino che comanda la gara fin dalle prime battute grazie a una straordinaria accelerazione nella seconda parte del tracciato. Dopo aver inflitto quasi due secondi di gap all’allora leader Rebensburg, Marta fa la differenza e nemmeno sua maestà Mikaela Shiffrin, vittoriosa nella gara di venerdì, è riuscita a contrastare la straordinaria performance di Bassino.
Rapida nelle curve in alto, la statunitense ha sofferto nel tratto finale perdendo gran parte del vantaggio e piazzandosi a soli 25 centesimi dall’azzurra. Poi arriva il doppio colpo azzurro e a pensarci è la solita Brignone. In un emozionante testa a testa sui vari rilevamenti cronometrici, Federica lotta sul filo dei centesimi e chiude con un beffardo +0″04 che lascia tanto rammarico ma al contempo tanta felicità di poter condividere il podio con la propria compagna. Una felicità che si triplica alla discesa numero 28 quando Curtoni lascia tutti a bocca aperta: rapida fin dalle prime curve, Elena lotta e vola leggiadra sulla neve bulgara fino al traguardo per prendersi la sua prima vittoria in carriera. Un successo da condividere con Marta e Federica e che esalta ancor di più la straordinaria stagione azzurra: quarta tripletta di sempre nella storia dello sci femminile, un risultato che mancava dal 14 gennaio del 2018 quando nella discesa di Bad Kleinkirchheim Goggia vinse davanti a Brignone e Fanchini.
Ottima anche la prestazione di Laura Pirovano che si piazza quattordicesima (+1″92) mentre Francesca Marsaglia chiude in diciottesima posizione con oltre due secondi di ritardo. Nelle retrovie Nicol Delago (40^) e Verena Gasslitter (42^) mentre Nadia Delago esce fuori dal tracciato e non chiude la propria gara, assente Sofia Goggia dopo la brutta caduta nella discesa del venerdì. Grazie a questi straordinari risultati Brignone distanzia Vlhova nella lotta al secondo posto nella classifica di Coppa del Mondo, portandosi a quota 855 con 65 punti di vantaggio dalla slovacca. Bassino, invece, scavalca Wendy Holdener a quota 540, mentre dalle retrovie risale una strepitosa Curtoni, ora tredicesima a quota 261. Comanda la solita Shiffrin con ben 1125 punti.
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L’ATALANTA UMILIA IL TORINO, 7-0 ALL’OLIMPICO
Notte fonda per il Torino, umiliato e mai in partita contro un’Atalanta capace di imporsi per 7-0 al termine di una gara a senso unico. Lo show degli uomini di Gasperini ha inizio al 15’: Palomino sradica palla a Laxalt e crossa per Belotti che non deve fare altro che appoggiare in rete. Al 29’ c’è il raddoppio: Gosens si coordina da fuori area e lascia partire un mancino al volo che non lascia scampo a Sirigu. La reazione del Torino non c’è e l’Atalanta trova il tris prima del duplice fischio: Lukic stende Ilicic, Guida concede il rigore e Zapata dagli undici metri non sbaglia. Nella ripresa inizia lo show di Ilicic: lo sloveno prima sorprende Sirigu con una conclusione da centrocampo che vale il 4-0 e poi sfrutta nel migliore dei modi un assist di Gomez per siglare il pokerissimo. Nel finale l’Atalanta infierisce ulteriormente: Meité stende in area Toloi, Guida concede il rigore e Muriel dagli undici metri non sbaglia. Poi all’88’ Muriel si ripete: Gomez serve l’ex viola che in diagonale non sbaglia e sigla il definitivo 7-0.
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RETI INVIOLATE IN FIORENTINA-GENOA
Al termine di una sfida comunque intensa e combattuta si sono visti zero gol in Fiorentina-Genoa. E’ finita infatti 0-0 la gara fra i gigliati e il grifone valida per la ventunesima giornata della serie A. Al “Franchi”, i viola hanno mancato la terza vittoria consecutiva in campionato ma hanno cercato a più riprese i tre punti; mentre i liguri hanno provato ad approfittare dei passi falsi di Brescia e Spal (in chiave salvezza) giocando a viso aperto e sfiorando il “colpo grosso”. I rossoblù, infatti, hanno agganciato le rondinelle e il team di Ferrara, a quota 15, ma hanno cercato addirittura il “sorpasso”, mancato soltanto per il primo errore dal dischetto della carriera di capitan Criscito e per l’ottima vena del portiere dei toscani.
Match aperto al 9′ da una traversa colpita di testa da Milenkovic. Poi, al 14′, Pezzella ha steso nella propria area Favilli e l’arbitro Schio ha decretato il penalty. Dagli undici metri Criscito si è fatto ipnotizzare da Dragowski, bravo a respingere il tiro di piede. Da inizio ripresa la Fiorentina è sembrata più pimpante: prima Cutrone ha sfiorato il gol con un bel diagonale al volo (al 54′); poi il neoentrato Eysseric (in campo al posto dell’infortunato Castrovilli) ha chiamato al grande intervento Perin (al 70′). A ruota Dragowski sugli scudi: prima ha respinto un “tentativo” di autogol di Pezzella, poi ha ha detto di no a Biraschi (gran colpo di testa) e infine si è superato su Pinamonti. Giusto il risultato finale: pareggio fra due squadre in salute. Ricordato con un minuto di silenzio Narciso Parigi.
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IL BOLOGNA VINCE IL DERBY, SPAL KO IN CASA
La Spal cade e il Bologna, in rimonta, conquista tre punti. Nell’anticipo del sabato valevole per la ventunesima giornata del campionato di Serie A, i rossoblù di Sinisa Mihajlovic battono i padroni di casa per 3-1. Al Paolo Mazza a decidere la gara è Musa Barrow, acquisto del mercato invernale dei rossoblù, subentrato nella ripresa al posto di Santander. Vantaggio della Spal con Petagna su calcio di rigore concesso da Fabbri dopo l’on field review al Var per un contatto tra Di Francesco e Paz. Ma dopo pochi secondi i rossoblù pareggiano grazie a un tiro-cross di Soriano deviato sfortunatamente in rete da Vicari. Nel secondo tempo entra Barrow e il gambiano incide subito ribadendo in rete al 59′ la respinta della difesa avversaria su cross di Berisha. Poi quattro minuti più tardi ci pensa Poli a chiudere la partita sul 3-1 con un preciso inserimento sul secondo palo. Settima vittoria in campionato per il Bologna (la prima nel 2020) che sale in nona posizione al pari del Torino, centrando per altro il quinto risultato utile nelle ultime sei gare. Per la Spal, invece, si tratta della sconfitta numero 14 che lascia i ragazzi di Semplici in diciottesima posizione. Nel prossimo turno il Bologna tornerà al Dall’Ara per affrontare il Brescia sabato 1° febbraio alle ore 15, mentre la Spal farà visita alla Lazio all’Olimpico alle 15 di domenica 2.
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MAYER VINCE SULLA STREIF, MARSAGLIA 12^
Matthias Mayer ha vinto la discesa maschile di Kitzbuehel, valevole per la tappa di Coppa del Mondo di sci alpino 2019/2020. Sulla mitica ‘Streif’ lo sciatore austriaco ha fermato il cronometro in 1’55”89 precedendo il connazionale Vincent Kriechmayr e lo svizzero Beat Feuz di 0”22, entrambi infatti chiudono secondi a pari merito. Il migliore degli azzurri è Matteo Marsaglia, dodicesimo a 0”99, quattordicesimo invece Mattia Casse a 1”06. Fuori dalla zona punti sia Emanuele Buzzi che Davide Cazzaniga mentre Peter Fill ha perso lo sci sinistro ed è finito fuori pista senza nessuna conseguenza.
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