L’Italia dello sci sorride con la vittoria a Sestriere di Federica Brignone e il secondo posto di Dominik Paris a Wengen. La valdostana si è imposta ex aequo con la slovacca Petra Vlhova nel gigante al Sestriere con il tempo di 2’21″15, precedendo di appena un centesimo Mikaela Shiffrin. Finale thriller con l’azzurra che perde tanto nella parte centrale ma poi recupera alla grande sul finale facendo esplodere di gioia il numerosissimo pubblico accorso al Sestriere. “Una gara da infarto, non sentivo altro che gente urlare da stamattina: è stata una giornata estenuante e ce l’ho messa tutta. Una gara sul filo del rasoio, vincere davanti a tutta questa gente è stato magnifico”. Chiudono tra le prime dieci anche Sofia Goggia e Marta Bassino. Con questo risultato Federica Brignone è nettamente al comando della classifica di specialità con 375 punti davanti a Mikaela Shiffrin (314) e Marta Bassino (264).
In campo maschile, sulla mitica pista del Lauberhorn a Wengen, solo Beat Feuz riesce a fare meglio di Dominik Paris. Lo sciatore di casa vince la discesa e lo fa mettendo il suo timbro. Preciso, veloce, superiore soprattutto nella parte alta dove ha fatto la differenza: un successo che lo proietta in testa alla classifica di specialità proprio davanti a Dominik Paris. L’azzurro comunque ottiene un altro podio stagionale, piazzandosi dietro di soli 29 centesimi e salendo al quarto posto in classifica generale.
(ITALPRESS).
BRIGNONE VINCE A SESTRIERE, PARIS 2° A WENGEN
SARRI “PAURA DELL’INTER? DOBBIAMO PENSARE A NOI”
“Paura dell’Inter considerando il mercato? Paura è una parola grossa, stiamo parlando di sport. Non seguo il nostro mercato, figuriamoci quello dell’Inter. Non mi interessa. Così come siamo abbiamo la ferma convinzione di essere protagonisti, dobbiamo pensare a noi e dare il 100% che abbiamo, cosa che non abbiamo sempre fatto ma i segnali ultimamente sono positivi”. Maurizio Sarri non si lascia impressionare dai movimenti dei rivali, che si sono già assicurati Young e sono a caccia di Eriksen e Giroud. La Juve deve andare avanti per la propria strada e anche lo scontro diretto dell’1 marzo è qualcosa a cui il tecnico non intende pensare. “Per me già Juve-Roma è lontana nel tempo. Ora penso solo al Parma, bisogna pensare di partita in partita, alle tabelle non credo, sono una delle più grandi cazzate nella storia del calcio. Bisogna avere la testa per affrontare il Parma in maniera giusta. Un mese e mezzo nel calcio è una vita, può succedere di tutto”. A proposito della sfida contro i ducali, sulla possibilità di schierare insieme Dybala, Ronaldo e Higuain, Sarri ribadisce che “vogliamo essere una squadra che domina la partita ma senza mettersi nelle condizioni di rischiare. La difficoltà spesso sta in questo. Solo Higuain ha un ruolo ben preciso, gli altri due sono giocatori di un livello straordinario, più istintivi, che non hanno una collocazione ben definita in campo. C’è da trovare un equilibrio forte”. Di sicuro per il tecnico bianconero non ci sono problemi di compatibilità fra Dybala e Ronaldo. “Paulo le cose migliori le sta facendo con tutti, in tutte le soluzioni. Con lui e Ronaldo abbiamo meno riferimenti per via centrale ma è un falso mito che non possono giocare insieme”. Infine, sull’avversario di domani, avverte: “Il Parma merita la classifica che ha, giovedì ha fatto riposare quasi tutti i titolari e si presenterà in buone condizioni. È una squadra insidiosa, che sa raccogliersi e ripartire bene. Ha fatto buoni risultati, anche in trasferta. A livello difensivo sono abbastanza solidi, stanno mettendo dentro giocatori fisici come Kucka e Kurtic, hanno attaccanti di ottimo livello. È una partita in cui il nostro tipo di atteggiamento deve essere attento per non concedere quello in cui loro sono bravissimi. La loro classifica è sorprendente fino a un certo punto”.
(ITALPRESS).
CONTE “SARÀ DURA RIPETERE IL GIRONE D’ANDATA”
“Dal girone di ritorno mi aspetto la stessa predisposizione, la stessa concentrazione che i giocatori hanno avuto nella prima parte di campionato ma ripetere il girone d’andata non sarà semplice, anzi, sarà molto difficile. Per riuscirci dovremo allenarci ancora di più e fare le cose con lo stesso entusiasmo, la stessa voglia”. Antonio Conte mette le mani avanti: i 46 punti ottenuti nelle prime 19 gare di campionato non sono stati casuali e per farne altrettanti o magari di più servirà un grande sforzo da parte di tutti. A partire dalla trasferta di domani a Lecce, contro una squadra che “fa un calcio propositivo e cerca attraverso questo di raggiungere il risultato. Auguro loro ogni bene essendo io di Lecce ma dopo la partita contro di noi”. Gara da non prendere sottogamba. “Di abbordabile questa partita non ha niente, dobbiamo rimanere concentrati e avere la stessa voglia e determinazione delle ultime partite. Affrontiamo una squadra che ha voglia di fare punti e gioca in casa. È una partita in cui bisogna alzare l’asticella dell’attenzione e tenerla altissima”. In Salento non ci sarà il neo acquisto Ashley Young: “E’ appena arrivato, questa squadra lavora da sei mesi su dei meccanismi, su un’idea, per cui farà allenamento oggi e domani e la prossima settimana inizierà ad allenarsi con noi per entrare dentro la nostra idea e poi sarà eventualmente a disposizione col Cagliari”. Ma il tecnico nerazzurro si aspetta tanto dall’ex Manchester United: “E’ un giocatore esperto, ha avuto un percorso importante, per il suo ruolo le difficoltà tattiche saranno nulle nel passaggio dalla Premier alla serie A. Ha voglia ed entusiasmo ed è la cosa che conta di più”. Young non dovrebbe essere l’unico rinforzo in un mercato di gennaio dove l’Inter dovrebbe muoversi anche in uscita. Questi periodi “comportano dei virus da gestire nella giusta maniera – ammette Conte – Non è semplice, bisogna confidare nella bravura di questi ragazzi di stare sul pezzo, concentrati. In questo momento stanno giocando per una squadra e non devono farsi trascinare in altre situazioni. Questo per noi allenatori è il momento più difficile da gestire”. A questo proposito, sul mancato scambio Politano-Spinazzola, aggiunge: “I calciatori sanno che era stata fatta una scelta tecnica ed erano d’accordo e io sono rimasto a quella. Per altre cose dovete chiedere ad altri”. Nessuna replica a Mourinho, che lo ha intimato di non parlare di Eriksen fino a quando sarà un giocatore del Tottenham. “Penso che questa sia normale amministrazione, con Josè ci conosciamo, non c’è nessun problema”.
(ITALPRESS).
UN SUPER GALLINARI NON BASTA, THUNDER BATTUTI
Una bella prova di Danilo Gallinari non basta agli Oklahoma City Thunder, sconfitti in casa per 115-108 da Miami. A fare la differenza è il rookie Kendrick Nunn, 22 punti con 9/17 dal campo, supportato da Adebayo (21 punti e 8 rimbalzi) e Butler (14+10). Il lungo di Sant’Angelo Lodigiano è il migliore dei suoi: 27 punti (0/3 da due, 7/12 da tre, 6/7 ai liberi), 6 rimbalzi, 4 assist, una palla recuperata e due perse lo score in 33′. Seconda sconfitta di fila per OKC, che resta però in zona play-off a differenza di San Antonio, che si fa rimontare da +14 nell’ultimo quarto e cede per 121-120 contro Atlanta dove Trae Young sfodera una performance da 31 punti. Aldridge (30 punti) e DeRozan (24 punti) non bastano ai texani, alla terza sconfitta in 4 gare, e anche Marco Belinelli non vive una gran serata: 17 minuti in campo e 9 punti (4/10 al tiro con 1/4 dall’arco), un rimbalzo e due assist per la guardia di San Giovanni in Persiceto. Gli Spurs vedono allontanarsi l’ottava piazza a Ovest occupata da Memphis, che supera Cleveland per 113-109 (26 punti per Brooks e 16 per Morant), poco più su c’è invece Dallas: 120-112 su Portland con un Doncic che infila otto triple e chiude con 35 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, 29 punti per Hardaway, fra i Blazers 34 punti di Lillard e 22 di Anthony. A Est prova di forza per Toronto: 140-111 contro Washington con 20 punti di Marc Gasol, a segno con sei triple, e 28 di Powell. Canadesi in quarta piazza nella Conference, seguiti da Indiana e Philadelphia. I Pacers hanno la meglio in volata su Minnesota (116-114, canestro decisivo di Brogdon a 18″ dalla sirena) e centrano la quarta vittoria di fila, successo Sixers contro Chicago per 100-89 nel segno di Korkmaz, che colpisce per sei volte dall’arco e mette a referto 24 punti, massimo in carriera.
(ITALPRESS).
E’ SCOMPARSO PIETRO ANASTASI
È scomparso all’età di 71 anni Pietro Anastasi, attaccante della Juventus e della Nazionale degli anni ’60-’70. Nato a Catania il 7 aprile del 1948, è scomparso oggi a Varese dopo una lunga malattia. Anastasi esordì come giocatore nella Massiminiana, società appartenente al futuro istrionico presidente del Catania. Il passaggio al Varese lo mise in mostra e gli valse l’approdo in casa Juventus, squadra nella quale militò per otto stagioni a cavallo tra il 1968 ed il 1976. Con la maglia bianconera vinse tre scudetti (1971-72, 1972-73 e 1974-75), disputando inoltre le finali di Coppa delle Fiere, nel 1971, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, queste ultime entrambe nel 1973. Considerato uno dei migliori centravati della sua generazione, giocò 258 partite in Serie A con la Juve, realizzando 78 reti, laureandosi capocannoniere della Coppa delle Fiere 1970-1971 e della Coppa Italia 1974-1975. Nel 1976 il passaggio all’Inter, dove rimase poer due stagioni, quindi la parabola discendente con Ascoli e Lugano. Ha disputato complessivamente 338 gare in Serie A siglando 105 gol. Anastasi vestì per 25 volte la maglia della Nazionale, realizzando 8 reti e vincendo il Campionato Europeo del 1968, realizzando la rete del 2-0 nella replica della finale all’OIlimpico di Roma contro la Jugoslavia (la prima finì sullo 0-0, ndr). Saltò i Mondiali di Messico 1970 a causa di un colpo al basso ventre datogli per scherzo da un massaggiatore nel corso del ritiro di preparazione e fu costretto a operarsi ai testicoli e a saltare la competizione iridata. Al suo posto furono chiamati Boninsegna e Prati, con la conseguente esclusione dalla rosa del centrocampista Lodetti.
(ITALPRESS).
MAYER VINCE COMBINATA WENGEN, TONETTI QUINTO
Un grande Matthias Mayer fa sua la combinata alpina di Wengen. In Svizzera, nella mitica pista di Lauberhorn, il velocista austriaco domina la manche di discesa con una prova superlativa e poi difende il vantaggio nello slalom centrando un successo che non era di certo atteso. Beffato per soli sette centesimi il grande favorito di giornata, Alexis Pinturault: il transalpino prova a recuperare nella manche di slalom ma si arrende per pochissimo ma comunque conquista punti preziosi per la classifica generale di Coppa del Mondo dove adesso è nuovamente leader con 613 punti, due in più del norvegese Henrik Krisotffersen. A completare il podio della combinata ci pensa un altro francese, Victor Muffat-Jeandet, che termina a 67 centesimi da Mayer. Prosegue la maledizione podio per Riccardo Tonetti: l’azzurro, settimo dopo una grande manche di discesa, non riesce a fare la differenza nello slalom complice un paio di errori importanti e termina al quinto posto a quasi sei decimi da quel podio tanto sperato e voluto. “Sono partito con il piglio giusto per attaccare quel podio – ha commentato a caldo Tonetti – Purtroppo ho fatto un po’ di errori in cima e nel muro che mi sono costati tanto. Sono quinto, va bene e sono contento della gara che ho fatto e come l’ho approcciata, ma volevo che risultato fosse un altro”. Termina dodicesimo Dominik Paris che comunque prende punti importanti: l’azzurro infatti nella generale è quarto. “Sono abbastanza contento della discesa, meno dello slalom dove non sono stato abbastanza veloce”, ha affermato al termine della gara. Vanno a punti anche altri due italiani: Alexander Prast, ventottesimo, e Florian Scheider, trentesimo. Il week-end di Wengen però è solamente all’inizio visto che domani si disputa l’attesissima discesa libera con inizio alle 12,30, mentre domenica sarà il momento dello slalom speciale con le due manche fissate per le 10,15 e per le 13,15.
(ITALPRESS).
GATTUSO “CON LA FIORENTINA GARA IMPORTANTISSIMA”
“Non abbiamo fatto grandissimi numeri in casa da quando sono arrivato io. Domani giochiamo contro una squadra difficile per noi in questo momento, ma è una gara importantissima”. Gennaro Gattuso freme in vista della gara di domani sera al San Paolo contro la Fiorentina. Gli azzurri hanno perso le ultime due gare di campionato e ora sono chiamati a dare un segnale per iniziare a risalire la classifica. La squadra di Gattuso segna poco rispetto alle occasioni create: “Abbiamo avuto altre priorità su cui lavorare, ma non è una questione solo degli attaccanti – ha spiegato Gattuso – La difesa ad esempio, deve permettere alla squadra di giocare nella metà campo avversaria. La Fiorentina subisce pochi tiri? Dobbiamo arrivarci con il gioco, puntiamo a migliorare la presenza in area con la mezzala opposta o con l’altra ala. Le occasioni ce le abbiamo ma le sbagliamo. Siamo la squadra in Europa ad aver preso più pali”. Domani sera sicuri assenti Koulibaly, Meret e Mertens ma con un Demme e un Lobotka in più: “Mertens e Meret hanno lavorato in campo. Per Koulibaly dobbiamo valutare le sue impressioni. Nessuno di loro sarà disponibile per domani. Ghoulam ancora non è al massimo. Demme e Lobotka hanno qualità di palleggio. Il primo puo’ giocare a due l’altro può fare la mezzala. Possono darci una mano, si vede che hanno qualità. La palla adesso scorre più veloce, come piace a me. Nessuno ha il posto assicurato, gioca chi merita. Il problema più grande lo abbiamo in difesa, mancano uomini importanti”. Lorenzo Insigne sta attraversando un buon momento di forma: “E’ il nostro capitano, si deve assumere le responsabilità come gli altri. Sta giocando bene, deve dare continuità, ma tutti devono farlo. I giocatori stanno dando il massimo e qualcosa si comincia a intravedere”.
(ITALPRESS).
SAINZ VINCE A 57 ANNI LA SUA TERZA DAKAR
Carlos Sainz vince a 57 anni suonati la sua terza Dakar. Dopo i trionfi datati nel 2010 con la Volkswagen e nel 2018 con la Peugeot, il fuoriclasse madrileno si aggiudica anche l’edizione 2020, la prima in Arabia Saudita, al volante della Mini del team X-Raid. Al via della 12esima e ultima tappa con oltre 10 minuti di vantaggio su Nasser Al-Attiyah e Stephane Peterhansel, Sainz è stato bravo a gestire la situazione e limitare i danni. A spuntarla nell’ultima prova, 429 chilometri fra Haradh e Qiddiyah di cui 167 di speciale, è proprio il pilota qatariota della Toyota, che rifila 3’56” al madrileno, un gap che non basta a sovvertire l’ordine della classifica generale. Sainz, che in questa edizione si è imposto in 4 tappe, chiude così al primo posto con 6’21” su Al-Attiyah mentre completa il podio con l’altra Mini “Monsieur Dakar” Peterhansel (13 successi nel mitico rally), a 9’58”. Sainz batte anche il proprio record come pilota più vecchio a vincere la Dakar e fra gli spagnoli solo Marc Coma vanta un maggior numero di successi (5) nel raid.
Può dirsi soddisfatto della sua prima esperienza alla Dakar Fernando Alonso. Il due volte campione del mondo di Formula 1 ha portato a termine la sua partecipazione, chiudendo l’ultima tappa a 3’25” da Al-Attiyah.
Fra le moto, invece, trionfa Ricky Brabec. Il centauro statunitense difende con successo il primato in classifica generale nell’ultima prova vinta da un altro pilota della Monster Energy Honda, il cileno Jose Ignacio Cornejo. Brabec ha chiuso al secondo posto, in ritardo di 53 secondi, e diventa il primo americano nella storia ad aggiudicarsi la Dakar. Vincitore di due tappe e al comando dalla terza, il 28enne californiano regala anche alla Honda il sesto successo di sempre, il primo fuori dall’Africa e dopo un’attesa lunga 3
1 anni: prima di Brabec, la casa giapponese era salita sul gradino più alto del podio in tre occasioni con Ciryl Neveu (1982, 1986, 1987) e poi con Edi Orioli (1988) e Gilles Lalay (1989). Nel 2013 il ritorno alla Dakar dopo 23 anni di assenza e da allora due secondi posti, prima con Paulo Gonçalves (2015) e poi con Kevin Benavides (2018). Mancava ancora l’acuto finale, quello centrato oggi da Brabec. A completare il podio fra le moto il cileno Pablo Quintanilla, in sella alla Husqvarna, e l’australiano Toby Price con la Ktm, staccati rispettivamente di 16’26” e 24’06” dal vincitore.
(ITALPRESS).










