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GIORGI SI ARRENDE A SERENA WILLIAMS, MALE SINNER

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Semaforo rosso per Camila Giorgi nel primo turno del tabellone principale dell'”ASB Classic”, Wta International da 275mila dollari in corso sul cemento di Auckland, in Nuova Zelanda. Nella notte italiana la 28enne marchigiana, numero 99 del ranking mondiale e promossa dalle qualificazioni, ha ceduto per 6-3 6-2, in un’ora ed 8 minuti di partita, alla statunitense Serena Williams, numero 10 del ranking Wta e prima testa di serie. Per la campionessa americana si è trattato del quinto successo in altrettanti incontri con l’azzurra. Le due si ritrovavano un anno e mezzo dopo l’ultima sfida, giocata nei quarti di Wimbledon a luglio del 2018, con Serena che non giocava un match di singolare dagli Us Open dello scorso settembre.

Non è iniziato nel migliore dei modi il 2020 anche per Jannik Sinner. Nell’“Apis Canberra International”, ricco torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 162.480 dollari che si sta disputando sul cemento di Bendigo, in Australia, a causa degli incendi che da giorni stanno devastando Canberra e altre zone del Paese, il 18enne di Sesto Pusteria, numero 78 del ranking mondiale e terza testa di serie, è stato eliminato al secondo turno (per lui l’esordio) dal finlandese Emil Ruusuvuori per 6-3 6-4 in poco più di un’ora di partita. Una sconfitta inattesa per il tennista seguito da Riccardo Piatti, che ha steccato la prova generale in vista del primo Slam dell’anno, gli Australian Open, in programma dal 20 gennaio al 2 febbraio a Melbourne, dove sarà al via nel tabellone principale. Domani esordirà direttamente al secondo turno anche Andreas Seppi, secondo favorito del seeding: il 35enne di Caldaro troverà dall’altra parte della rete il cinese Zhe Li, ripescato in tabellone come lucky loser.
(ITALPRESS).

GALLINARI NON BASTA A OKC, VINCE PHILADELPHIA

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Danilo Gallinari in campo ma sconfitto, Marco Belinelli e Nicolò Melli semplici spettatori. Dei tre azzurri Nba scende in campo solo il lungo di Sant’Angelo Lodigiano, a referto con 18 punti (4/12 dal campo con 3/8 da tre e 7/9 dalla lunetta), sette rimbalzi, due assist e una palla recuperata nella sconfitta di Oklahoma City contro Philadelphia per 120-113. Il ritorno di Embiid, in campo nonostante un dito lussato, scuote i Sixers che venivano da 4 sconfitte di fila: 18 punti per il centro camerunense e 17 punti e 15 rimbalzi per Simmons. Si interrompe invece la striscia vincente che durava da 5 gare per OKC, dove oltre al Gallo fanno bene Adams (24 punti e 15 rimbalzi) e Paul (18 punti). Resta in panchina per scelta tecnica Marco Belinelli, che però può esultare per il successo di San Antonio su Milwaukee per 126-104. Gli Spurs fanno la differenza dall’arco (19 triple), con un DeRozan da 25 punti e un Mills da 21, e infliggono ai Bucks – imbattuti da Natale – la più pesante sconfitta stagionale nonostante Antetokounmpo chiuda comunque con 24 punti, 12 rimbalzi e 8 assist. Panchina anche per Melli, che assiste impotente al ko di New Orleans contro Utah (128-126): decisivi Gobert, che nega a Ingram (35 punti) il canestro che poteva valere l’overtime (ma per i Pelicans era fallo), e Bogdanovic, a referto con 35 punti. Per i Jazz sesta vittoria consecutiva.
A Ovest i Nuggets si confermano la seconda forza alle spalle dei Lakers grazie alla miglior prestazione in carriera di Nikola Jokic (47 punti) nel 123-115 su Atlanta mentre il solito Luka Doncic trascina Dallas: 38 punti (di cui 21 nel terzo quarto), 11 rimbalzi e 10 assist per lo sloveno, all’undicesima tripla doppia della stagione, e Bulls battuti 118-110. Nella Eastern Conference Boston non approfitta del passo falso di Milwaukee e cede per 99-94 contro Washington dove Ish Smith si riscopre protagonista a 31 anni siglando 14 dei suoi 27 punti nell’ultimo periodo. Bene Indiana: 115-104 su Charlotte con 36 punti di Warren.
(ITALPRESS).

L’INTER RISPONDE ALLA JUVE, NAPOLI BATTUTO 3-1

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L’Inter batte il Napoli per 3-1 e torna in vetta alla classifica insieme alla Juventus. Nel posticipo della diciottesima giornata del campionato di Serie A i nerazzurri conquistano tre punti preziosi allo Stadio San Paolo grazie alla doppietta di Romelu Lukaku e al gol di Lautaro Martinez. È l’attaccante belga ad aprire le marcature al 14′ con una ripartenza da centrocampo sfruttando uno scivolone di Di Lorenzo: tiro dal limite dell’area che sbatte sul palo interno e termina in rete. Poi al 33′ ancora Lukaku firma la rete del raddoppio con un’altra conclusione di sinistro sulla quale, però, è grave l’errore di Meret. Al 39′ Milik riapre la partita con un facile tap-in su assist del solito Callejon ma i nerazzurri chiudono i conti nella ripresa con Lautaro che sfrutta un errore di Manolas e mette dentro col destro da due passi. Vittoria numero 100 per Antonio Conte e allo stesso tempo storica per l’Inter che sfata il tabù San Paolo con l’ultimo successo in campionato che risaliva al 1997. Niente da fare per il Napoli che tornerà in campo sabato prossimo all’Olimpico (ore 18) contro la Lazio mentre l’Inter ospiterà l’Atalanta a San Siro (ore 20.45).
(ITALPRESS).

CR7 TRASCINA LA JUVE, IBRA NON BASTA AL MILAN

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Il 2020 della Juventus non poteva cominciare meglio: 4-0 al Cagliari con un Cristiano Ronaldo super nella penultima giornata d’andata della serie A. All’Allianz Arena primo tempo di marca bianconera ma Cagliari che non rischia quasi mai, se non in occasione di una traversa colpita da Demiral. Ma a inizio ripresa, al 4′, la Juve passa grazie a un regalo dei rossoblù: sciagurato passaggio orizzontale al limite dell’area di Klavan, Ronaldo lo intercetta, aggira Olsen e insacca. Simeone sfiora il pari (incornata sulla traversa), poi al 67′ Rog stende Dybala in area e dal dischetto CR7 firma il raddoppio. Nel finale c’è gloria anche per Higuain e per il poker siglato ancora da Ronaldo, alla sua prima tripletta nel campionato italiano. Altro 5-0 per l’Atalanta, stavolta ai danni del Parma. La Dea la sblocca dopo 11 minuti, con un sinistro fulminante dal limite del Papu Gomez, che poi ci mette lo zampino sul raddoppio: splendida combinazione con Freuler e conclusione vincente dello svizzero al 34′. Prima dell’intervallo il tris di Gosens che, sul tentativo di Ilicic deviato da un difensore, si fa trovare pronto nei pressi del secondo palo. I due si scambiano il favore nella ripresa: cross di Gosens e sinistro vincente di prima intenzione di Ilicic, che firma poi la doppietta personale al 71′. Pareggio senza reti per il Milan di Ibrahimovic contro la Sampdoria. Dopo un primo tempo deludente, al 55’ Stefano Pioli manda in campo lo svedese, al ritorno a San Siro. Leao però si divora un gol, dall’altra parte Donnarumma ferma due volte Gabbiadini e così tra Milan e Sampdoria finisce 0-0. Nella gara dell’ora di pranzo, 1-1 al “Dall’Ara” nel Derby dell’Appennino fra Bologna e Fiorentina. I viola, dove faceva l’esordio in panchina Beppe Iachini, passano in vantaggio nel primo tempo con un gran gol di Benassi ma nell’ultimo minuto di recupero subiscono la beffa, colpiti dalla punizione di Orsolini che sorprende Dragowski sul primo palo. Prezioso successo infine per l’Udinese, che passa al “Via del Mare” superando il Lecce 1-0: decide la rete di De Paul a due minuti dal 90′.
(ITALPRESS).

ADDIO A BOCA E CALCIO, DE ROSSI SCEGLIE LA FAMIGLIA

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Un’accoglienza da trionfatore, un esordio da sogno, poi tanti problemi fisici, le prime voci sul suo addio e il ritorno in campo. Fino alla decisione di dire basta, di mettere fine alla sua esperienza argentina ma soprattutto alla sua straordinaria carriera per stare vicino alla sua famiglia. A 36 anni Daniele De Rossi lascia il calcio giocato. Lo annuncia da Buenos Aires dove la scorsa estate, dopo una vita alla Roma, aveva deciso di proseguire la sua carriera, convinto dall’amico Nicolas Burdisso, ds del Boca Juniors e suo ex compagno di squadra in giallorosso, e dalla sua voglia di calcio. Dopo il divorzio dalla sua Roma, non senza qualche polemica, De Rossi aveva deciso di coronare un vecchio sogno, vestire la maglia del Boca in quella Bombonera che in passato aveva applaudito le gesta di Maradona e Riquelme. “Voglio vincere tutto, sono qui per dare il mio contributo”, erano state le sue parole durante la conferenza stampa di presentazione. “Daniele mi ha riempito l’anima”, lo aveva accolto proprio l’ex Pibe de Oro. L’avventura argentina di De Rossi era iniziata nel migliore dei modi: esordio dal primo minuto nella Coppa nazionale contro l’Almagro e subito gol, di testa su cross da calcio d’angolo, anche se poi gli Xeneize erano stati eliminati ai rigori. Arriva anche l’esordio alla Bombonera in campionato, poi quello nella Libertadores, il primo Superclasico contro il River, fino all’infortunio di metà settembre che cambia tutto. Iniziano a circolare le prime indiscrezioni su un addio anticipato agli Xeneize, complici anche le elezioni di dicembre che in effetti porteranno a un cambio della guardia al vertice del club, con la vittoria di Jorge Ameal col forte sostegno dell’idolo della tifoseria Riquelme. L’ex giallorosso, costretto a saltare la doppia semifinale di Libertadores col River Plate, farà il suo ritorno in campo dopo un’assenza lunga 84 giorni assicurando però di voler onorare il suo contratto fino alla scadenza (giugno 2020) salvo ammettere che “ogni giorno è buono per prendere delle decisioni”. Durante le vacanze di Natale torna in Italia, si allena, rientra in Argentina a inizio 2020 per le visite mediche di rito che precedono il ritiro pre-campionato. “E’ un nostro giocatore e ha un contratto”, ribadisce il nuovo tecnico Miguel Angel Russo a chi gli chiede del futuro di De Rossi. Poi, nelle ultime ore, il tam-tam sui media argentini che riferiscono come il centrocampista avesse già comunicato al club di voler lasciare il Boca e il calcio giocato, citando problemi personali. “L’ho sentito una settimana fa e mi aveva parlato dei suoi infortuni, ma mi aveva detto di avere ancora voglia di giocare”, si è detto sorpreso Nainggolan mentre a stretto giro di posta Osvaldo confermava di aver saputo dallo stesso De Rossi quali erano le sue intenzioni. E a togliere ogni dubbio ci ha pensato l’ex giallorosso, nella conferenza stampa tenuta al fianco del nuovo presidente Ameal. Dopo appena 7 presenze e un gol, per un totale di 432 minuti, Daniele De Rossi si ferma. “Non ci sono problemi di salute nella mia famiglia, non ci sono malattie ma ho la necessità di stare con mia figlia e con la mia famiglia. Non c’è altro, non ho litigato con nessuno della nuova dirigenza – chiarisce – Mia figlia mi manca, io manco alla mia famiglia. Ha 14 anni e ha bisogno di un padre che le stia vicino. Non è in pericolo ma io devo essere lì. Ho bisogno di tornare a casa e per questo lascio il calcio, lascio un club che mi è entrato nel cuore, il mio sport, la mia passione”. Al ritiro e al ritorno in Italia “ci sto pensando da ottobre-novembre. Mia moglie si svegliava la notte e mi vedeva fissare il tetto. Negli ultimi mesi non riuscito a dormire, mi è costato molto lasciare il calcio e a maggior ragione in un posto magico come questo. Ma non posso giocare fino a 50 anni, ho avuto la fortuna di affrontare i migliori giocatori al mondo e sono felice di aver giocato nelle due squadre che amo. Ma la vita del calciatore ha una fine”. De Rossi, però, resterà “a lavorare nel mondo del calcio in Italia, non so in che ruolo, vivrò a Roma o in qualche città vicina. Mi piacerebbe allenare, imparare, studiare più cose di questo mondo da cui non mi allontanterò perchè è la mia vita”. Ameal ha già annunciato che lo nominerà ambasciatore del Boca Juniors in Italia mentre la Roma lo saluta: “Una carriera sportiva fantastica giunge al termine. Grazie per così tanti incredibili ricordi, Daniele”. E di ricordi ne ha lasciati davvero parecchi De Rossi, una vita in giallorosso cominciata nel 2000, un anno dopo la prima di 616 presenze, la conquista di due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana fino all’addio del 26 maggio scorso e la decisione di andare al Boca. In mezzo tanto azzurro, col Mondiale vinto a Berlino nel 2006 e la finale degli Europei persa sei anni dopo e un’ultima gara dolorosa, quella della sconfitta in Svezia nell’andata del play-off che ha negato alla Nazionale il pass per la Russia. Ora il ritorno a casa, magari per seguire le orme di papà Alberto e scrivere altre pagine di storia.
(ITALPRESS).

I LAKERS VINCONO ANCHE CONTRO I PISTONS

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Sofferto successo per i Los Angeles Lakers che si impongono 106-99 contro i Detroit Pistons, grazie anche alle 20 stoppate. Novantesima tripla doppia in carriera per LeBron James, con 21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, Ma anche tre palle perse e 10/21 dal campo (0/3 da tre e solo 1/2 ai liberi) con un plus-minus finale di +23. A Detroit non bastano i 28 punti di Derrick Rose. Vittoria anche per l’altra formazione losangelina: i Clippers alla fine hanno la meglio su i New York Knicks 135-132, grazie ai 98 punti del trio George-Williams-Harrell. Per i Miami Heat la vittoria (122 a 11 sui Portland Trail Blazers) nella diciassettesima gara casalinga su 18 grazie ai 29 punti di Dragic, rovinando il ritorno di Whiteside. Per i Minnesota Timberwolves successo sui Cleveland Cavaliers (118-103). Memphis continua a vincere anche a Phoenix, i Grizzlies si impongono 121-114 sul parquet dei Suns.
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BELOTTI PUNISCE LA ROMA, IL TORINO VINCE 2-0

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La Roma cade all’Olimpico e subisce uno stop nella corsa Champions. Il Torino vince 2-0 e lo fa con una doppietta di Belotti che rilancia le chance europee dei granata. La partita segue una sceneggiatura simile nei due tempi: la Roma controlla il pallino del gioco con quasi il 60% del possesso palla ma subisce gol nel finale. Come al 47’ quando Belotti da posizione defilata lascia partire un mancino che non lascia scampo a Pau Lopez. Stesso copione nel finale della ripresa: Smalling tocca col braccio in area e Di Bello concede il rigore col var. Belotti non sbaglia e punisce una Roma costretta a fare i conti con la serata di grazia di Sirigu e con l’imprecisione sotto porta dei suoi giocatori. Decisivi gli errori nel secondo tempo di Mancini, poco freddo da due passi, e di Mkhitaryan autore di un tiro debole e facile per il portiere granata sugli sviluppi di un rigore in movimento da posizione favorevolissima.
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GENOA-SASSUOLO 2-1, VITTORIA AL DEBUTTO PER NICOLA

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Con un gol di Pandev all’86° e dopo un gol annullato a Djuricic dal Var, il Genoa batte 2-1 il Sassuolo nella diciottesima giornata del campionato di Serie A. Alla prima di Davide Nicola da tecnico del Grifone dopo l’esonero di Thiago Motta, i rossoblù ritrovano la vittoria grazie ai gol di Criscito e dell’attaccante macedone. È il Genoa a trovare il vantaggio al 29′ grazie al calcio di rigore trasformato da capitan Criscito, penalty concesso da Irrati per un dubbio contatto in area tra Sanabria e Obiang. Poi lo stesso Obiang si fa perdonare quattro minuti più tardi firmando il gol dell’1-1 con un tiro deviato dalla difesa avversaria. Tanti dubbi anche nella seconda frazione con Irrati che al Var annulla la rete del momentaneo 1-2 del Sassuolo per un sospetto tocco con la mano di Djuricic. E nel finale di gara, all’86’, Pandev trova la rete decisiva in maniera beffarda con un colpo di testa dopo esser scivolato nel duello con Consigli. Si tratta della prima vittoria dei rossoblù dopo otto match tra pareggi e sconfitte con l’ultimo successo risalente al 26 ottobre 2019 (3-1 sul Brescia). Genoa che lascia la Spal all’ultimo posto e nuovamente in campo giovedì 9 gennaio per gli ottavi di Coppa Italia contro il Torino, mentre il Sassuolo sfiderà l’Udinese in campionato domenica prossima alla Dacia Arena.
(ITALPRESS).