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ALLA VLHOVA LO SLALOM DI ZAGABRIA

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Petra Vlhova e Mikaela Shiffrin gareggiano a parte a Zagabria, conferendo distacchi abissali alle inseguitrici. Ad imporsi sulla pista croata è questa volta la slovacca, capace di mantenere e aumentare il vantaggio acquisito nella prima manche. Dopo la doppietta di Lienz, l’americana costretta ad abdicare per mano della diretta rivale (se mai ce ne fosse una) nelle discipline tecniche. Qualche sbavatura nella prima manche per la leader della classifica generale, cui distacco da Vlhova è di oltre 300 punti. La prima tra le umane è Katharina Liensberger: l’austriaca recupera una posizione è precede una Wendy Holdener ancora alla caccia dell’exploit. Per la svizzera, nonostante le grandi potenzialità, sembra ancora utopia raggiungere la diarchia di Vlhova e Shiffrin. Giornata positiva per le azzurre con due atlete in top-15.

Irene Curtoni (tredicesima) raccoglie un altro discreto piazzamento ed è la migliore per quanto concerne l’Italia: “Oggi non ero tanto in forma, però riesco a mantenere una certa costanza di risultati con ampio margine di miglioramento – ha rivelato alla Fisi – Sicuramente non sono questi i risultati a cui ambisco, però mantenendo la continuità posso puntare più in alto. Ora arriva la gara di Flachau, dove lo scorso anno mi ero arenata. Quest’anno punto ad un risultato nelle prime cinque”. Miglior risultato in carriera per Martina Peterlini, quattordicesimo posto e importante iniezione di fiducia per il proseguo della stagione: “Sono felicissima, è davvero bello – ha ammesso tra l’euforia – Sapevo che stavo sciando bene. Finalmente sono riuscita a fare due manche anche se partivo con un pettorale piuttosto alto. Sapevo di avere dentro un bel risultato e ora mi dà molta fiducia”. Infine altri punti per la classe 1999 Lara Della Mea, ventiquattresima al traguardo con un ritardo complessivo di 6″50 dalla testa: “Un’altra gara positiva – ha detto la tarvisiana – adesso voglio provare a dare di più nella seconda manche, dove non riesco a mantenere bene il ritmo e ad osare di più. Sarà un mese intenso perché faremo anche delle gare di Coppa Europa e il programma sarà molto fitto”.
(ITALPRESS).

NEW ORLEANS CEDE AI LAKERS, MELLI SOLO IN PANCHINA

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In panchina per scelta tecnica, a Nicolò Melli non resta che fare da spettatore davanti allo show di Anthony Davis contro la sua vecchia squadra. New Orleans cade allo Staples Center contro i Lakers per 123-113 e a prendersi la scena è il 26enne centro di Chicago con 46 punti e 13 rimbalzi (16esima doppia doppia della stagione). In grande serata anche Green (25 punti), per LeBron James 17 punti e 15 assist mentre i migliori nelle fila dei Pelicans sono Ball (23 punti) e Ingram (22 punti). Quarto successo di fila per i gialloviola, sempre in testa alla Western Conference dove sale al quarto posto Houston: 118-108 su Philadelphia con un James Harden stellare (44 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, 43esima tripla doppia in carriera) e un Clint Capela da 30 punti e 14 rimbalzi. Si avvicina alla zona play-off Portland, che batte 122-103 Washington con 35 punti di Lillard, 24 di McCollum e 23 (oltre a 21 rimbalzi e cinque stoppate) di Whiteside. Seconda forza a Est si conferma Boston, sotto di 18 nel primo quarto ma alla fine vittoriosa per 109-106 su Atlanta: 24 punti e 10 rimbalzi per Jaylen Brown ma è decisiva la stoppata di Theis sul tentativo da tre di Young (28 punti e 10 assist) a tre secondi dalla sirena. Cade invece Miami, che paga un pessimo quarto quarto (appena 6 punti) e cede per 105-85 contro Orlando (25 punti di Ross, 20 di Vucevic), a completare il quadro delle gare giocate nella notte il successo di Phoenix su New York per 120-112 (38 punti per Booker).
(ITALPRESS).

SZCZESNY “VINCERE TUTTO E DIMENTICARE SUPERCOPPA”

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“La delusione c’è ancora perché abbiamo perso un trofeo. Abbiamo parlato tra di noi e siamo pronti a ripartire con tante fame e voglia di vincere tutti i trofei possibili in questo 2020”. Ai microfoni di Sky Sport, il portiere della Juventus, Wojciech Szczesny, ritorna sulla sconfitta di fine anno contro la Lazio nella finale di Supercoppa, assicurando che la squadra è pronta per riprendersi, già dalla prossima gara di campionato, lunedì alle 15 all’Allianz Stadium contro il Cagliari. “Si deve migliorare in difesa, perché solitamente il campionato lo vince la squadra che subisce meno gol – sottolinea il portiere polacco -. Noi abbiamo la qualità per farlo, dobbiamo ritrovare la voglia di soffrire e lottare per non prendere gol. Conoscendo i miei compagni, so che riusciremo a farlo molto presto. Contro il Cagliari sarà una partita tosta, loro hanno dimostrato di essere una delle squadre più forti di questo campionato. Hanno fatto un gran mercato la scorsa estate, hanno in rosa tanti giocatori di talento specialmente in attacco. È una partita molto incerta, anche perché sarà la prima dopo la sosta, ma ci prepareremo al meglio per portare a casa i tre punti”.
Szczesny ha poi detto la sua sulle pretendenti allo Scudetto: “Per il titolo in corsa c’è anche la Roma, che sta molto bene. Qualche settimana fa nessuno parlava della Lazio che è una delle squadre più forti del nostro campionato. Direi che in corso ci sono Inter, Lazio e Roma. I miei obiettivi? Voglio vincere tutto, alla Juve è sempre così. Poi c’è l’Europeo, ci sono tanti trofei da vincere e punto a vincere tutto”. Chiusura dedicata al calciomercato, con l’acquisto da parte della Juventus di Kulusevski, che però rimarrà a Parma fino a fine stagione: “È un giocatore forte, di grande talento. La Juve ha fatto un gran colpo. Giusto che sia tornato a Parma, per prendere maggiore esperienza nel nostro campionato” le parole del portiere bianconero, che a proposito di acquisti ha commentato il ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan: “È sempre bello per il campionato quando giocatori così forti tornano in Serie A. Due anni fa è arrivato Cristiano, adesso è tornato Ibrahimovic, giocatori che alzano il livello. Sarà una bella sfida affrontare un Ibra più vecchio ma che ha sempre tanta qualità” ha concluso.
(ITALPRESS).

ADRENALINA IBRA “VOGLIO IL MASSIMO PER IL MILAN”

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L’Ibra day è finalmente arrivato e lo sanno bene i tifosi milanisti che di buon’ora si sono dati appuntamento a Casa Milan per provare a vederlo, a fargli una fotografia, a fargli capire quanto sia importante il suo ritorno. Ma lui per primo lo sa bene, così come è consapevole delle tante aspettative che vengono poste su di lui, per ridare un senso a una stagione fino a questo momento molto lontana dalle aspettative: “Il Milan è sempre il Milan – ha detto Ibrahimovic in conferenza -, la storia non si cambia. La squadra non è quella di prima, ma sono successe tante cose dopo l’addio di Berlusconi. Io sono un calciatore, devo pensare solo a quello che succede in campo. Sono sempre positivo, se non credessi in questo progetto non sarei tornato”. E se lo ha fatto è anche perché sa di poter ancora fare la differenza, nonostante i 38 anni di età e le ultime due stagioni passate negli Stati Uniti. Poco importa, Ibra su questo ha mostrato di avere le idee molto chiare: “Finché riuscirò a giocare, lo farò. Ho grande voglia, con spirito e mentalità si può giocare ancora ad alti livelli. Chiaramente non posso giocare come quando avevo 28 anni, ma so quello che posso fare. Non bisogna esagerare quando giochi, invece di correre puoi tirare da 40 metri”.
Ride Zlatan, ma difficilmente riderà davanti ai suoi compagni se non mostreranno la sua stessa voglia: “Come sarò con i giovani, buono o cattivo? Molto più cattivo. Adesso che ho due bimbi ho capito come farli crescere. Scherzi a parte, sarò sempre me stesso. I compagni lo sanno come sono, come mi alleno e come gioco le partite. Bisogna lavorare duro e forte, saper soffrire, chi non sa soffrire non può tirare fuori il massimo. Io mi aspetto tanto dai miei compagni, anche di più di quello che hanno. L’importante è dare sempre il massimo, poi si vedrà cosa succede”. Sa bene qual è il suo ruolo e che cosa ci si aspetta da lui. Per riportarlo a Milano, Maldini e Boban sono riusciti a far cambiare filosofia di investimento anche al fondo Elliott, che si è finalmente convinto del fatto che con una rosa troppo giovane e inesperta difficilmente possono arrivare i risultati. Ecco perché la dirigenza rossonera ha puntato forte su Zlatan: “Dopo l’ultima partita con i Galaxy mi ha chiamato Maldini e abbiamo parlato un po’ – ha raccontato Ibra -. A 38 anni ho avuto più richieste di quando ne avevo 28. Sono stato onesto, cercavo l’adrenalina e lo stimolo per poter fare il massimo. A questa età non cerchi i soldi, ma una sfida. Ho parlato tanto anche con Boban, dopo l’Atalanta le chiamate sono aumentate”. “Non è stata una scelta difficile perché io non avrei voluto andare via nel 2012. Sono andato via senza dare l’ok perché la situazione era strana. Ora farò di tutto per migliorare le cose al Milan, che è come casa mia perché quando sono arrivato dal Barcellona mi ha ridato la voglia di giocare al calcio”. Non da meno, però, le parole di Boban, che nonostante la festa e l’entusiasmo non vuole dimenticare il momento negativo della squadra: “Siamo super positivi per l’effetto di Zlatan sulla squadra e sull’ambiente – ha detto -, poi bisogna fare risultati. Non vorrei che ci scordassimo Bergamo, quella orrenda e inaccettabile sconfitta, non dobbiamo nasconderci dietro le spalle larghissime di Zlatan. Dobbiamo sperare che cambi il corso di questa stagione, speriamo che Zlatan ci aiuti”. Potrebbe farlo fin da subito, almeno a sentire il diretto interessato: “Sto bene, dopo l’ultima partita non ho smesso di allenarmi. Non ho toccato il pallone, ma è quello di cui ho meno bisogno. Per me sono pronto. Voglio fare la differenza e stare in campo per portare risultati, non tanto per esserci. L’obiettivo è continuare a fare la differenza”.
(ITALPRESS).

BELINELLI IN PANCHINA, GALLINARI VINCE IL DERBY

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Era la notte del derby azzurro. Lo è stata, ma coach Popovich lo ha svuotato di contenuti e non gli è andata neanche bene visto che il risultato non ha pagato. I Thunder di Danilo Gallinari, infatti, hanno vinto in casa degli Spurs di Marco Belinelli, costretto a fare da spettatore per scelta tecnica. Oklahoma si è imposta 109-103 sul parquet degli Spurs in una notte che non ha visto il “Gallo” brillare particolarmente, ma comunque mettere a referto 13 punti, 5 rimbalzi e 2 assist. Ha brillato invece la stella Shai Gilgeous-Alexander con i suoi 25 punti, 7 rimbalzi e 5 assist, ma fondamentale è stato anche il contributo di Schroder dalla panchina (19 punti) e quello di Chris Paul con i suoi 16 punti, 8 rimbalzi e il ruolo di trascinatore nel finale del match. Bene anche Adams con 14 punti e 9 rimbalzi. Dall’altra parte resta fuori Belinelli e gli Spurs portano in doppia cifra solo tre giocatori: ne fa 30 DeRozan, doppia doppia per Aldridge con 22 punti e 11 rimbalzi, dalla panchina sono 16 quelli di Walker.
Nove le gare in totale. I Mavericks battono in casa Brooklyn, con Luka Doncic che fa la differenza con i suoi 31 punti, 13 rimbalzi e 7 assist. Per i Nets ben 7 in doppia cifra (Dinwiddie il più prolifico con 19 punti), ma non basta anche perchè Dallas può contare sui 25 di Curry dalla panchina.
Nelle altre gare della notte vincono Hornets (109-106 sui Cavaliers, 30 punti per Rozier), Nuggets (124-116 sui Pacers), Heat (84-76 contro i Raptors), Timberwolves (99-84 su Golden State), Utah (102-98 ai danni dei Bulls), Kings (128-123 sui Grizzlies) e Clippers (126-112 contro i Pistons).
(ITALPRESS).

È L’IBRA-DAY, IL MILAN RITROVA LA SUA STELLA

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Il giorno atteso è arrivato: Zlatan Ibrahimovic è, per la seconda volta, un giocatore del Milan. Il 38enne attaccante svedese ha messo ufficialmente la firma sul contratto che lo legherà ai rossoneri fino alla fine della stagione, con un’opzione di rinnovo per il prossimo anno. L’Ibra-day è iniziato intorno a mezzogiorno con lo sbarco a Linate, dove ad aspettarlo c’erano Zvonimir Boban insieme a un centinaio di tifosi milanisti. “Sono tornato qui finalmente, a casa mia. Farò saltare ancora San Siro come una volta, vi aspetto tutti lì”, le prime parole di Zlatan in rossonero che chiamano alla riscossa già dalla pista di atterraggio. L’arrivo del fuoriclasse svedese è stato un vero toccasana per l’ambiente rossonero, depresso da un inizio di campionato negativo, con la squadra che ha già cambiato allenatore, Pioli per Giampaolo, ed è undicesima con 21 punti insieme al Torino. La coppia di testa Inter-Juventus ha il doppio dei punti e il quarto posto dista quattordici lunghezze. L’Ibra-day è proseguito con le visite mediche alla clinica La Madonnina, con i primi dribbling, ma in auto, costretta a fare due giri per trovare spazio tra i tifosi in attesa del suo arrivo.  In seguito, trasferimento in un altra clinica, l’Ambrosiana, per l’idoneità sportiva. E infine, la firma sul contratto a casa Milan. Sulla maglia, il club rossonero annuncia che ci sarà il numero 21, dopo l’11 dell’ultima esperienza, quando con Ibra arrivò l’ultimo scudetto, quello della stagione 2010/2011 al suo primo anno in rossonero dopo l’esperienza di Barcellona. Ora a 38 anni, ritorna per aiutare il suo vecchio club in difficoltà. E allora subito a Milanello, dove Ibrahimovic ha concluso la sua giornata riprendendo confidenza con le strutture e lo staff (la squadra era già andata via perchè l’allenamento era terminato nel primo pomeriggio) per poi allenarsi da solo. C’è già il primo obiettivo da centrare: essere disponibile a far “saltare di nuovo” San Siro per Milan-Sampdoria di lunedì prossimo.
(ITALPRESS).

KULUSEVSKI ALLA JUVE MA FINO A GIUGNO AL PARMA

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Giornata molto movimentata su diversi fronti in casa Juventus. Oggi la squadra ha svolto il primo allenamento del 2020: dopo il giorno di pausa concesso dal tecnico Maurizio Sarri ai giocatori per trascorrere il Capodanno con famiglie e amici, i calciatori si sono ripresentati al Training Center della Continassa dove nel pomeriggio sono stati impegnati in una intensa sessione di lavoro che li ha visti impegnati in una prima fase di riscaldamento seguita da esercizi atletici, esercitazioni con il pallone, tiri in porta, tattica e partitella. Domani la squadra sarà nuovamente in campo al pomeriggio nel prosieguo dell’avvicinamento alla partita del 18esimo turno di campionato in programma lunedì 6 gennaio alle 15 all’Allianz Stadium contro il Cagliari. Nel vicino J Medical, intanto, è stato il giorno di Dejan Kulusevski: il centrocampista svedese ha sostenuto le visite mediche quindi si è fermato con i tifosi bianconeri concedendosi ad autografi e selfie di rito. In serata è arrivata l’ufficialità dell’acquisto dall’Atalanta, per “un corrispettivo di 35 milioni di euro pagabili in cinque esercizi. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di massimi 9 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale”. Kulusevski ha firmato con la Juve un contratto fino al 2024 ma si unirà ai suoi nuovi compagni solo dalla prossima stagione: fino a giugno rimarrà in prestito al Parma. Sul fronte partenze, invece, ha salutato Mattia Perin: il 27enne portiere originario di Latina ha lasciato dopo una stagione e mezza, per tornare in prestito al Genoa da dove era andato via nel giugno 2018. Infine, sul fronte societario, la Juventus ha annunciato che si è concluso l’aumento di capitale da 300 milioni di euro con la sottoscrizione integrale delle azioni ordinarie offerte in opzione.
(ITALPRESS).

KEAN “ANCELOTTI UN GRANDE, IMPARERÒ MOLTO CON LUI”

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“Imparerò molto con lui. È un grande allenatore”. Sono le parole di Moise Kean sul suo allenatore, Carlo Ancelotti, rilasciate a Everton Tv. L’ex tecnico del Napoli è da tre turni di Premier League sulla panchina dei Toffees e in tutte e tre le gare ha utilizzato Kean (una volta dall’inizio). Ieri l’Everton è stato sconfitto per 2-1 all’Etihad di Manchester con City dopo le due vittorie consecutive arrivate col tecnico di Reggiolo: “Abbiamo giocato bene a calcio con Ancelotti – ha proseguito Kean – e ci è piaciuto tenere la palla. Il mister mi ha chiesto di godermi quello che sto facendo, di lavorare duro ed essere professionale. Per lui è molto importante. Parliamo della squadra e di dove posso giocare. Giocare da titolare contro il Newcastle è stato positivo: sarò pronto per tutte le partite e dimostrerò perchè sono qui”. Dopo aver affrontato i campioni in carica del Manchester City, domenica pomeriggio (ore 17) l’Everton se la dovrà vedere con il Liverpool in FA Cup: “Abbiamo giocato bene contro una buona squadra – il riferimento al City – e abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Giorno dopo giorno e partita dopo partita cresciamo. Sarà una bella partita ad Anfield. Siamo entusiasti per la partita ed è sempre bello giocare un derby. Ora stiamo pensando al Liverpool e saremo pronti per questa partita. Cercheremo sempre di fare del nostro meglio. Ho lavorato sodo, tenendo la testa alta. Quando scendo in campo cerco di fare del mio meglio e di essere pronto. Sempre”.
(ITALPRESS).