Carolina Kostner si ferma e va sotto i ferri. È la stessa pattinatrice bolzanina ad annunciare in un video sui social la decisione di sottoporsi a un’operazione per risolvere il problema all’anca “che mi ha impedito di partecipare alle competizioni e a vari gala in questo periodo – le sue parole – Mi è dispiaciuto moltissimo ed è giunto il momento di affrontare questo problema una volta per tutte. Coi miei medici abbiamo deciso di procedere all’intervento chirurgico che farò a fine gennaio”. La Kostner non si sbilancia sui tempi di recupero e si limita a dire che “vi terrò aggiornati su come procederà la riabilitazione. L’obiettivo è chiaro: tornare il più presto sul ghiaccio da voi”.
Bronzo olimpico a Sochi nel 2014, iridata due anni prima e cinque volte campionessa d’Europa, la Kostner era stata costretta a saltare lo scorso 30 novembre l’appuntamento del Golden Skate Awards all’Allianz Cloud di Milano.
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INTERVENTO ALL’ANCA PER CAROLINA KOSTNER
AZZURRI SPETTATORI MA VINCONO OKC E NEW ORLEANS
Danilo Gallinari è ai box per la quarta partita di fila a causa dell’infortunio alla caviglia sinistra, Nicolò Melli resta fuori dalle rotazioni per scelta tecnica ma anche senza i due azzurri Oklahoma City e New Orleans confermano il loro buon momento. Per i Thunder sesto successo in sette gare, stavolta contro Toronto (98-97): a prendersi la scena sono Shai Gilgeous-Alexander (32 punti, compreso il canestro della vittoria a 36″ dalla sirena) e Chris Paul (25 punti, 11 rimbalzi e 8 assist). Nei Raptors 20 punti a testa per Lowry e VanVleet. Si allunga a quattro partite la serie positiva dei Pelicans che superano 127-112 Houston grazie a un Lonzo Ball ‘on fire’ dall’arco: sette triple (massimo in carriera) e 27 punti complessivi per l’ex Lakers, che si aggiungono ai 27 di Ingram e ai 25 di Moore e Holiday. Assenze pesanti però nei Rockets, privi di Harden, Westbrook e Capela.
Continua il testa a testa nella Western Conference fra Lakers e Nuggets. Los Angeles fa sua la sfida con Dallas per 108-95 in una serata storica per LeBron James: alla vigilia del suo 35esimo compleanno ha superato quota 9000 assist in carriera. Per il Prescelto 13 punti e 13 assist contro i Mavs, 23 punti li sigla Davis, sottotono Doncic fra i texani: 19 punti ma 5/14 dal campo. Denver ha invece la meglio su Sacramento per 120-115 con 19 punti ciascuno di Porter jr e Barton e centra la nona vittoria in dieci gare. Completa il quadro delle partite giocate nella notte la sfida fra Memphis e Charlotte: 117-104 per i Grizzlies, con 20 punti di Brooks e 18 di Clarke, Hornets in serie negativa da cinque gare.
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GLOBE SOCCER AWARDS, RONALDO BEST PLAYER 2019
Si conclude con grande successo anche l’11ma edizione dei Dubai Globe Soccer Awards, al culmine di una due giorni di lavori che nella mattinata di ieri ha visto i personaggi più influenti del mondo del football internazionale alternarsi sul palco della Dubai International Sports Conference per discutere delle tematiche più attuali nel mondo del calcio. Sono stati 17 gli awards presentati quest’anno durante la serata-evento di Globe Soccer, che ha visto per la sesta volta laurearsi come Best Men’s Player of the Year il campione portoghese Cristiano Ronaldo, di nuovo protagonista durante la cerimonia degli Awars. Cristiano si aggiudica dunque ancora una volta il premio rivolto al migliore, un riconoscimento per i successi che il portoghese è riuscito a raggiungere nel corso della stagione, in Italia con la Juventus (scudetto) e in Europa con il Portogallo (Uefa Nations League). Ma questo non è stato solo l’anno di Cristiano: insieme a lui sul palco di Dubai, per l’award dedicato all’atleta migliore a livello internazionale, è stato anche il momento della campionessa inglese Lucy Bronze, che per la prima volta a Dubai solleva il premio dedicato alla Best Women’s Player of the Year.
Dopo una stagione stellare con il suo Olympique Lyonnais, che conta in bacheca per il 2019 ben 4 trofei – Campionato francese, Coppa di Francia, Trophée des Championnes (Francia) e UEFA Women’s Champions League (Europa) – la Bronze entra nella storia di Globe Soccer come prima detentrice del premio dedicato alle donne nel football. Per il momento del Best Coach of the Year è stato invece Jurgen Klopp ad aggiudicarsi il primo premio tra i finalisti nominati dalla giuria di Globe Soccer. Già vincitore del premio FIFA ‘The Best’ Football Coach per il 2019, l’allenatore tedesco è riuscito quest’anno con il suo Liverpool a fare en plein di successi internazionali, con la vittoria di UEFA Champions League, Supercoppa UEFA e Coppa del Mondo per Club. Non a caso è stato proprio il Liverpool FC – tra i tre club finalisti selezionati dall’ECA (European Club Association) – ad essere riconosciuto quest’anno come Best Club of the Year, insieme con il suo portiere Alisson Becker, detentore per il secondo anno consecutivo del premio come Best Goalkeeper of the Year. Per quanto riguarda gli altri premi, tra gli agenti ha trionfato ancora una volta Jorge Mendes, giunto quest’anno al suo premio numero 9 dall’istituzione dei Globe Soccer Awards, un record che comincia ad essere davvero difficile da eguagliare. Insieme con lui sul palco di Globe Soccer anche il suo pupillo, la giovane promessa portoghese classe ’99 Joao Felix – vincitore del premio come Best Revelation Player – che con il suo trasferimento d’oro dal Benfica all’Atletico Madrid, ha contribuito in qualche modo anche alla vittoria del suo agente. Tra gli arbitri invece è stata di nuovo una donna ad aggiudicarsi il riconoscimento come Best Referee of the Year, la francese Stephanie Frappart, giudice di gara nonché primo arbitro donna nella storia a dirigere una finale di Supercoppa europea di calcio maschile (quella tra Liverpool e Chelsea, lo scorso 14 agosto 2019). Spazio anche ai premi assegnati in collaborazione con Kooora e dedicati ai Paesi Arabi: a spuntarla sono stati il club saudita Al-Hilal SFC come Best Arab Club of the Year e l’attaccante marocchino, punta del club saudita Al-Nassr, Abderazak Hamdallah, come Best Arab Player of the Year. “Il successo globale dei Dubai Globe Soccer Awards nel corso degli anni è la prova tangibile di come l’industria del calcio sia cresciuta con continuità nel Medio Oriente in tutti i suoi aspetti. Attraverso questi riconoscimenti abbiamo come obiettivo quello di motivare e di ispirare gli atleti, sia giovanissimi che meno giovani, uomini e donne, e di tutti coloro che lavorano senza riposo dietro le quinte, dando sempre il meglio di se stessi per la crescita continua di questo meraviglioso sport che è il calcio”, ha dichiarato Tommaso Bendoni, CEO dei Dubai Globe Soccer Awards. Considerati parte del ‘Grand Slam’ degli awards del football, insieme con il Pallone d’oro e i FIFA ‘The Best’ Awards, i Dubai Globe Soccer Awards sono stati organizzati in partnership con il Dubai Sports Council (DSC) e hanno avuto luogo in concomitanza con la Dubai International Sports Conference del DSC.











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COMBINATA A PINTURAULT, TONETTI 4^, PARIS 26^
Alexis Pinturault senza rivali nella combinata alpina di Bormio. Il francese fa la differenza nello slalom e recupera quanto perso inizialmente nel Super-G. Una partecipazione, quella del campione transalpino, in dubbio fino all’ultimo: “Non ero sicuro di venire qua. Sono molto contento, era difficile battere Meillard e Kilde – ha rivelato a RaiSport Pinturault – Nello slalom ho attaccato al massimo perché era abbastanza pianeggiante. La generale? Non ci sono favoriti e per ora non mi interessa, può succedere di tutto. Bisogna restare concentrati”. Alle spalle del vincitore, a completare il podio, proprio Aleksander Aamodt Kilde e Loic Meillard. Il norvegese non mantiene il comando dopo la gara tra le porte larghe, facendosi recuperare un secondo e mezzo dal nativo di Moutiers, ma il suo può considerarsi comunque un pomeriggio trionfale visto il primo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo. Discorso diverso per lo svizzero, capace di limitare i danni e chiudere sull’ultimo gradino del podio. Che resta ancora un sogno per Riccardo Tonetti: la quarta posizione del bolzanino fa bene al morale e alla classifica nonostante il ritardo di quasi due secondi dalla testa. Dopo due giorni da sogno con le due vittorie di fila in discesa sulla Stelvio, Dominik Paris chiude invece 26esimo cedendo il primato nella generale. Non basta al campione azzurro il secondo tempo nel Super-G: fatale l’errore tra i pali stretti che gli costa un ritardo finale di 6″97 da Pinturault. Punti importanti per Florian Schieder, 25^, e Guglielmo Bosca, 27^. “Questi quattro giorni sono stati fantastici – ha ammesso il fratello di Giulio – anche se non ho fatto vedere belle cose nello slalom. Volevo restare dentro, purtroppo qui non ti inventi niente”.
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SHIFFRIN VINCE LO SLALOM DI LIENZ, BRIGNONE CHIUDE 13^
Mikaela Shiffrin fa il bis in quel di Lienz, portandosi a casa anche lo slalom dopo il gigante vinto a mani bassi nella giornata di ieri. Manifesta superiorità da parte dell’americana, nella prima e nella seconda manche, che le permette di allungare ulteriormente in una classifica generale ormai praticamente ipotecata: a quasi 300 punti una mai doma Federica Brignone. Non basta un’ottima Vlhova, sul tracciato dipinto dal suo allenatore: la slovacca è prima tra le umane, dietro solo all’extraterrestre a stelle e strisce di ben 61 centesimi. Il vantaggio sulle inseguitrici, ovvero dal terzo gradino del podio, è abissale per quanto riguarda Shiffrin e Vlhova: distacchi al traguardo oltre il secondo e mezzo dalla testa, come alla vigilia giustamente si pronosticava. In lacrime Michelle Gisin, capace di assicurarsi il terzo posto nonostante più di qualche momento complicato nelle scorse stagioni. Beffata l’austriaca Katharina Liensberger, lontana 16 centesimi dal podio. Tra le big inforcata di Wendy Holdener, il cui talento non è ancora sbocciato definitivamente. Dopo la giornata felice nel gigante con il secondo posto di Marta Bassino, i colori italiani non si ripetono nella disciplina più tecnica. Federica Brignone limita i danni con una tredicesima posizione che fa bene alla generale: continuità da vendere per la valdostana in un inizio di stagione decisamente positivo. Sorride meno Irene Curtoni, da cui nello slalom forse ci si aspettava qualcosa in più di una quattordicesima piazza: entrambe le azzurre arrivano al traguardo con oltre 3 secondi di ritardo. Chiude i discorsi per l’Italia la giovanissima Lara Della Mea, leggermente meno pimpante dello scorso anno: la classe 1999 va in ogni caso a punti, chiudendo al 24^ posto.
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POCO SPAZIO MA BELINELLI E MELLI SORRIDONO
Due azzurri in campo e due vittorie nella notte Nba anche se il loro contributo è modesto. Per Marco Belinelli appena 3 minuti in campo e zero punti nel successo di San Antonio su Detroit per 136-109: DeRozan (29 punti) e Aldridge (25 punti e 12 rimbalzi) i protagonisti fra gli Spurs che bombardano i Pistons dall’arco (18 triple) e centrano la settima vittoria in 12 gare. A livello individuale fa meglio Nicolò Melli, che gioca sì 4 minuti ma mette a referto 5 punti (0/1 da due, 1/3 da tre e 2/2 ai liberi) nel 120-98 con cui New Orleans piega Indiana. Decisivi Ingram (24 punti) e Holiday (20 punti), con i Pelicans che continuano a dare importanti segnali di ripresa (quarta vittoria nelle ultime cinque uscite) dopo i 13 ko di fila.
In testa alla Western Conference si confermano i Lakers, che cancellano la sconfitta nel derby superando 128-120 Portland (24 punti per Kuzma, 21 punti e 16 assist per LeBron James) ma dietro non molla Denver, trascinata da Jokic (31 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, settima tripla doppia della stagione, la 35esima in carriera) nel 119-110 su Memphis. Tengono il passo anche Houston (108-98 su Brooklyn, 44 punti e 10 rimbalzi per Harden) e Dallas, dove brilla sempre di più la stella di Luka Doncic: 31 punti, 15 assist e 12 rimbalzi in appena 30 minuti nel 141-121 su Golden State. Passo falso invece per i Clippers, battuti allo Staples Center da Utah per 120-107: per i Jazz 30 punti di Mitchell ma 19 anche da Clarkson, arrivato martedì da Cleveland.
La prima forza a Est resta invece Milwaukee dove, out Antetokounmpo, sale in cattedra Khris Middleton: 21 punti nel 111-110 su Orlando, ma fanno la loro parte anche Ilyasova, Lopez e Hill con 17 punti a testa. Al secondo posto ecco Miami, che la spunta all’overtime per 117-116 su Philadelphia con un Jimmy Butler da 25 punti, 9 rimbalzi e 9 assist mentre Toronto si prende la sua rivincita su Boston dopo il ko a Natale: 113-97 con 30 punti di Lowry e 20 di Ibaka e striscia positiva dei Celtics che si interrompe dopo 5 gare.
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VIA THIAGO MOTTA, NICOLA NUOVO TECNICO DEL GENOA
Nuovo cambio in panchina al Genoa: via Thiago Motta, dentro Davide Nicola. Ufficiale l’ingaggio come nuovo allenatore del 46enne piemontese, ex giocatore rossoblù negli anni Novanta (166 presenze in campionato), vincitore di una Coppa Anglo-Italiana allo stadio di Wembley. Nicola, che nella sua carriera da tecnico ha guidato Lumezzane, Livorno, Bari, Crotone e, nella scorsa stagione, l’Udinese, domani dirigerà il primo allenamento al Centro Sportivo “Signorini”. Il nuovo tecnico ha comunque avuto modo di riprendere confidenza con l’ambiente già oggi, trascorrendo la giornata a Pegli assieme all’amministratore delegato Zarbano e al ds Marroccu. Ad accoglierlo c’erano il capitano Criscito e il difensore Zapata che hanno anticipato la ripresa degli allenamenti.
Si chiude invece dopo appena 9 gare di campionato (più una in Coppa Italia, 3-2 sull’Ascoli) l’esperienza di Thiago Motta: arrivato al posto dell’esonerato Andreazzoli, dopo il successo all’esordio contro il Brescia ha collezionato 3 pareggi e 5 sconfitte, l’ultima a San Siro contro l’Inter (0-4) prima della sosta, facendo precipitare la squadra all’ultimo posto in classifica.
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LA FIORENTINA A IACHINI “PER ME UNA SECONDA CASA”
“Sono felice di essere tornato in quella che è la mia seconda casa. Ho tanti ricordi qui, ci sono tante persone che conosco, ho un grande rapporto di stima e affetto con la città e i tifosi che mi hanno sempre apprezzato”. Beppe Iachini è pronto. Conferenza stampa di presentazione per il nuovo tecnico della Fiorentina, un passato da giocatore nei viola e ora chiamato a risollevare le sorti della squadra dopo l’esonero di Montella. “Ringrazio il presidente Commisso, una persona appassionata, un tifoso, un combattente: dice che ci somigliamo molto e mi auguro di poter ripagare la sua stima e la sua fiducia così come la stima e la fiducia della città con l’entusiasmo e il lavoro, il nostro è un legame che esiste da tantissimi anni”. Fatto l’in bocca al lupo a Montella (“è un collega col quale ho un buon rapporto”), Iachini si rimbocca già le maniche: “Cercherò di creare una squadra organizzata che sappia cosa fare in campo, con mentalità, che si faccia onore su tutti i campi e vada sempre alla ricerca della vittoria. Chiedo attaccamento alla maglia e professionalità”. Ma anche pazienza: “Non ho la bacchetta magica e non getto fumo negli occhi, credo solo nel lavoro perchè la squadra possa avere l’atteggiamento giusto”.
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