Un alieno sulla Stelvio. Dominik Paris regala spettacolo a Bormio e centra un back to back da sogno: il re della discesa libera conquista la quinta vittoria su questa pista e lo fa in maniera straordinaria. Precisione, velocità, potenza: l’uragano Paris si abbatte su tutta la concorrenza e con questo risultato vola in testa alla classifica generale con 449 punti, 55 in più del norvegese Aleksander Aamodt Kilde. Tredici anni dopo Peter Fill che, il 30 novembre 2006 balzò in testa alla generale dopo la combinata di Beaver Creek, c’è di nuovo un azzurro davanti a tutti: “Quando arrivi al traguardo e vedi quel vantaggio non è male, ero molto contento e soddisfatto e questo pubblico gasa ancora più”, ha dichiarato Paris. Una vittoria con il brivido perché, quando tutto sembrava già delineato, è arrivato lo svizzero Urs Kryenbuehl a chiudere solamente con otto centesimi di ritardo dall’azzurro facendo sussultare il pubblico tricolore. Un secondo posto davvero inaspettato per l’elvetico che ha anche beneficiato di una maggiore luce e di un vento assente, al contrario di Paris: “Non so nemmeno cosa ho fatto, non so se le condizioni sono cambiate cosi tanto – ha dichiarato un incredulo Paris – Ho spinto al massimo, sono andato al limite e non me lo spiego nemmeno io”. Sul gradino più basso del podio ci finisce un altro svizzero, Beat Feuz, che viene scavalcato per quattro punti nella classifica di specialità: “Io sono soddisfatto, ma Paris ha sciato in maniera fantastica – ha sottolineato l’elvetico – sono andato a tutta, mi sono avvicinato, ho rischiato ma non è bastato”. Indietro invece gli altri italiani: il migliore è Mattia Casse, ventesimo al traguardo, mentre Matteo Marsaglia è ventiquattresimo ed Emanuele Buzzi ventinovesimo. Fuori dai punti Peter Fill, alle ultime apparizioni della sua carriera. Soddisfatto il presidente della Federazione italiana sport invernali, Flavio Roda: “Grandi campioni del valore di Paris non ce ne sono tanti – ha rimarcato il numero uno della Fisi – è un orgoglio ed è una grande fortuna avere un campione del genere”. Domani si concluderà questa tre giorni di gare con la combinata alpina e Paris proverà nuovamente a stupire: su questa pista, per lui, nulla è impossibile.
(ITALPRESS).
PARIS SHOW, L’AZZURRO CONCEDE IL BIS A BORMIO
A DUBAI SI STUDIA IL CALCIO DEL FUTURO
La 14esima Dubai International Sports Conference degli Emirati Arabi Uniti ha centrato con successo lo sviluppo dei temi più interessanti che accompagnano il calcio verso una dimensione sempre più dipendente dalla tecnologia. I campioni non sono tali se non completano il loro impegno professionale con la realizzazione di una rete social affidata ad aziende ed esperti, i tecnici lavorano con gps, tablet, droni e forse dovranno fare il mercato incrociando dati. Dubai ha scoperchiato qualche serio problema. Gli esperti della Premier (Capello, Soriano e Van der Sar), ricordando l’incredibile doppia finale europea 2019 (Liverpool-Tottenham e Chelsea-Arsenal), hanno in pratica testimoniato che la vecchia Inghilterra dei Lampard e dei Gerard non esiste più e che il prototipo del calciatore britannico è sparito dai campi di gioco unitamente agli allenatori di casa: in due lustri le panchine sono passate ad italiani, portoghesi, spagnoli, ai migliori del Mondo, e le squadre raccolgono giocatori di ogni Paese, ma il football di quelli che furono i maestri è scomparso e ha lasciato il posto a proprietà ed interpreti stranieri, globalizzato nei propri confini. La speranza per le generazioni future sono le Academy e questo lo sa bene Van Der Sar che attraverso il vivaio dell’Ajax ha portato alla luce giovani talenti del calibro di De Ligt e De Jong. C’è bisogno che i giovani atleti crescano in un ambiente che li aiuti a tirare fuori il proprio talento con passione, ma anche con disciplina. Solo così si costruisce il futuro del football.
Dobbiamo preoccuparci se Joao Felix, vent’anni che sembrano diciassette, viaggia con tre milioni di followers e una struttura al suo servizio (“l’ultima parola è sempre la mia ma ho chi propone i temi”), al pari di Pjanic e Lukaku, che ne ha 10 di milioni di followers, pari alla popolazione del Belgio, come osservato dal moderatore di turno. In realtà se si sommano i numeri a disposizione di una rosa come quella della Juventus, dove Ronaldo mira ai 400 milioni di clienti-social, i conti ci portano lontano. Il media Juve è nei Continenti del football con numeri da paura, nettamente oltre il miliardo di potenziali contatti e il suo valore decolla in modo incredibile. Uno sponsor bianconero, infiltrato nella rosa social della prima squadra, oltre a godere della casa madre, si affaccia a una platea impressionante. Il messaggio del futuro potranno permetterselo solo i nuovi giganti del web, proprio quelli che ne hanno meno bisogno. Esemplare l’assolo di Cristiano Ronaldo al centro del programma. Il mistero dei 34 anni che non pesano lo svela CR7, l’atleta che rifiuta di frequentare la comfort-zone: “Ogni anno è stato un buon anno, voglio vincere anche nel prossimo e in quello dopo, vivo per imparare e imparo per vivere. Il duro lavoro è necessario, le statistiche dimostrano questo perché vinco da 14 anni, gioco e mi diverto”. Simone Inzaghi, al fianco di Deschamps e Giggs, ha raccolto attenzione e stima, raccontando del lavoro con gps e droni. Certo la tecnologia è fondamentale nel calcio moderno, ma non bisogna dimenticare l’importanza delle percezioni dell’occhio umano. “Abbiamo più statistiche oggi che ci permettono di quantificare i carichi di lavoro – ha affermato Deschamps a riguardo – Ma questo non vuol dire che la componente umana non sia ancora fondamentale. Dobbiamo sempre ricordarci che i dati vanno interpretati nella maniera corretta”. Le donne, meravigliose e felici, hanno parlato delle loro emozioni, quasi tutte legate al pubblico e agli stadi. “Incredibile giocare davanti a 40mila persone allo Stadium”, ha detto Sara Gama riferendosi a Juve-Fiorentina; “Fantastico vedere Wembley esaurito per una partita al femminile”, ha riferito la campionessa inglese Lucy Bronze. Ma non vorrebbero un mondiale ogni due anni: sono olimpiche e temono di fare concorrenza a danno dei sogni di medaglia.
Gli investimenti sul calcio femminile sembrano destinati a crescere, insieme con l’ascesa dell’intero movimento. Ma questo è solo l’inizio e la strada è lunga prima che si arrivi ai livelli del calcio maschile. Non c’è nemmeno lontanamente parità per quanto riguarda ingaggi, numero di tifosi e sponsor, ma le prospettive di crescita sembrano esserci tutte dopo un anno cruciale come questo.
Domani Dubai volta pagina e passa agli Awards: dopo il futuro si guarda al passato, arrivano i premi del 2019. Appuntamento alle ore 20.30 locali (17.30 in Italia), con il gala dei Dubai Globe Soccer Awards che assegnerà tantissimi premi ai più grandi del football globale. Tanti i nomi tra i candidati delle differenti categorie, dai campioni Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Virgil van Dijk e Mohamed Salah, per la categoria di Best Player of the Year, fino alle campionesse del calcio femminile Alex Morgan, Megan Rapinoe, Lucy Bronze e Amandine Henry, per la nuova categoria di Best Women’s Player of the Year.
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SHIFFRIN E’ GIGANTE ANCHE A LINZ, BASSINO SECONDA
Sessantatre. Mikaela Shiffrin torna a vincere e lo fa a Lienz, in Austria, nello slalom gigante fornendo una prova di assoluta superiorità: l’americana, dopo una prova tutt’altro che convincente a Courchevel, è tornata a fare quello che le riesce con facilità disarmante. Ovvero vincere. Si tratta del 63esimo successo in Coppa del Mondo, un successo mai stato in discussione visto che già a termine della prima manche il distacco sulla seconda era di sei decimi e al termine dell’altra metà di gara è lievitato sino ad un 1″36. In seconda posizione c’è Marta Bassino: l’azzurra ripete la grande prova di Killington e acciuffa un podio tanto bello quanto meritato. Terza l’austriaca Katharina Liensberger, mentre c’è tanto rammarico per Federica Brignone che, complice un errore nella parte finale, chiude al quarto posto staccata di otto centesimi dall’austriaca. In classifica generale Shiffrin allunga proprio su Brignone portando il suo vantaggio a 215 punti (646 contro 431), ma l’azzurra solidifica la sua posizione visto che la terza, la slovacca Petra Vlhova, è distante 98 punti (333). E tra le prime otto della generale ci sono tre italiane: oltre a Brignone seconda, Bassino sale in quinta e Goggia in ottava piazza. La bergamasca chiude al 17esimo posto una gara dai due volti: una prima manche non sufficiente, al di sotto delle aspettative, mentre nella seconda si scatena e rischia di fare il colpaccio se non fosse che la bergamasca commette un errore nel finale di gara che non le permette di chiudere tra le prime dieci. Invece nella classifica di specialità, dopo quattro giganti, Federica Brignone mantiene la leadership con 275 punti, 21 in più di Shiffrin (254) e 37 in più di Bassino (238). Il week-end di Linz però non è ancora finito: domani tutte di nuovo in pista per lo slalom speciale (alle 10 la prima manche, alle 13 la seconda). Donna da battere? Sì, ancora lei: Mikaela Shiffrin vuole continuare a far correre il tassametro per sbriciolare tutti i record esistenti.
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VIDAL ROMPE COL BARCELLONA, INTER VICINA
Le strade di Inter e Arturo Vidal sembrano ormai destinate a congiungersi. Il 32enne centrocampista cileno, con trascorsi alla Juventus, ha infatti denunciato il Barcellona alla commissione ‘Mixta’ di Liga e Afe, il sindacato dei calciatori, per il presunto mancato pagamento di bonus, relativi alla passata stagione, per una cifra di 2,4 milioni di euro, la differenza tra i 4 richiesti e l’1,6 ottenuto. Una mossa che ha indispettito il club blaugrana, sicuro che derivi dalla volonta dell’ex bianconero di lasciare la Liga per raggiungere il suo amico Antonio Conte. Arturo Vidal ha assistito alla partita d’addio di Rodolfo Madrid, allenatore del suo club, Rodelindo Román, e del suo ex socio in Colo Colo, e ha fatto riferimento alla controversia del momento in Spagna: la sua richiesta per il Barcellona. “Il responsabile non sono io, di queste cose se ne occupa il mio legale”, ha detto ai media locali Vidal, in Cile per la partita d’addio del suo ex compagno di squadra nel Colo Colo Rodolfo Madrid. “Mi sembra ingiusto che mi manchino quei soldi – ha aggiunto il centrocampista del Barça – ma, come ho già detto, è un argomento di cui parlerò quando tornerò in Spagna. Ora sono in vacanza e voglio solo parlare di ciò che accade qui”. A riportare la risposta del Barcellona è ‘Mundo Deportivo’. “Questo è il caso più inedito di tutti – ha sottolineato il club catalano – Qualcuno ti paga un debito, a te sembra che le regole non siano rispettate, allora aspetti sei mesi senza avvertire educatamente che ci potrebbe essere stato un errore, per poi richiedere che entro 24 ore ti venga corrisposta una determinata cifra solo quando i media pubblicano la notizia di un interesse da parte di un’altra squadra (l’Inter, ndr). Gli atti del signor Vidal dimostrano che ha ricevuto pacificamente un pagamento conforme agli accordi, e solo ora, per ragioni a noi ignote e che potrebbero spiegarsi con quanto illustrato sopra, manifesta questo interesse. In questi sei lunghi mesi Vidal non ha ritenuto di doverci comunicare di essere in disaccordo”.
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VITTORIA ALL’OVERTIME DI OKLAHOMA NELLA NOTTE NBA
Successo in trasferta e all’overtime per Oklahoma City nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Ancora privi dell’infortunato Danilo Gallinari, i Thunder si impongono in volata, per 104-102, sul parquet dei Charlotte Hornets, trascinati dai 27 punti del canadese Shai Gilgeous-Alexander. Tutte a segno le prime tre della Eastern Conference: nette affermazioni per Boston Celtics (129-117 sui Cleveland Cavaliers) e Milwaukee Bucks (112-86 nell’impianto di Atlanta Hawks), Miami Heat la spunta solo nel finale su Indiana Pacers (113-112). Quarta vittoria di fila per i Golden State Warriors, che si impongono per 105-96 sui Phoenix Suns.
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UFFICIALE IL RITORNO DI IBRAHIMOVIC AL MILAN
Il Milan ha ufficializzato il ritorno di Zlatan Ibrahimovic. Il club rossonero ha reso noto “di aver concluso un accordo per il diritto alle prestazioni sportive del calciatore. L’attaccante svedese ha raggiunto un accordo fino al termine di questa stagione, con l’opzione di estenderlo per la stagione successiva”. Zlatan Ibrahimovic, nato a Malmoe (Svezia) il 3 ottobre 1981, fa ritorno al Milan dopo aver scritto pagine importanti nella storia rossonera, collezionando, nelle stagioni 2010/11 e 2011/12, 85 presenze e 56 reti e contribuendo nel 2011 in maniera decisiva alla conquista del diciottesimo Scudetto e della Supercoppa Italiana. “Sto tornando in un club che rispetto enormemente e in una città che amo – ha dichiarato Zlatan Ibrahimovic -. Lotterò con i miei compagni di squadra per cambiare il corso di questa stagione e farò di tutto per centrare i nostri obiettivi”. Ibrahimovic sarà a Milano giovedì 2 gennaio per sostenere i test medici necessari alla regolare formalizzazione dell’accordo, per poi unirsi ai nuovi compagni di squadra per i primi allenamenti.
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PARIS DOMINA LA PRIMA DISCESA LIBERA DI BORMIO
Impressionante, dominante, potente, a tratti addirittura perfetto. Dominik Paris torna a illuminare le scene nella discesa di Bormio, su quella Stelvio che nel 2012 tenne a battesimo il suo primo trionfo (dei diciassette) in Coppa del Mondo. Nella gara che ha aperto la tre giorni valtellinese, che recuperava la discesa annullata settimana scorsa in Val Gardena e che aveva la partenza abbassata alla Rocca, il campione della Val d’Ultimo ha dato una clamorosa dimostrazione di superiorità nei confronti della concorrenza, dominando dalla prima all’ultima curva, per uno show che ha entusiasmato i numerosi tifosi presenti sul percorso e sulle tribune poste sul traguardo. Le sue linee sono risultate inavvicinabili da qualsiasi avversario, le sue qualità su uno dei pendii più impegnativi al mondo si sono esaltate: i numeri parlano di una Stelvio addomesticata per la quinta volta, addirittura la terza nelle ultime tre gare disputate in ordine cronologico. Lo svizzero Beat Fuez, che era alla vigilia il più accreditato avversario per la vittoria insieme a Paris, è riuscito solamente a limitare i danni, classificandosi al secondo posto con un ritardo di 39 centesimi, mentre l’austriaco Matthias Mayer ha completato il podio a 42 centesimi con il terzo posto. Fuori dal podio il norvegese Aleksander Aamodt Kilde, i francesi Matthieu Bailet e Maxence Muzaton e lo statunitense Travis Ganong. Gli altri azzurri hanno lottato, senza tuttavia riuscire a strappare piazzamenti importanti, eccezion fatta per Mattia Casse. Il piemontese prosegue il suo percorso di crescita, stavolta con un diciottesimo posto a 2″19. Emanuele Buzzi è finito 29esimo a 3″, fuori dalla zona punti Peter Fill (alla presenza numero 350 in carriera e festeggiato al traguardo da tutta la famiglia), 31esimo a 3″10, Matteo Marsaglia, 37esimo a 3″46, Guglielmo Bosca, 40esimo a 3″57, Davide Cazzaniga, 56esimo a 5″92, e Henri Battilani, 58esimo a 7″37. La classifica generale aggiornata vede Henrik Kristoffersen al comando con 379 punti, seguito da Paris con 349 e Aleksander Kilde con 344. Domani, sabato 28 dicembre, si replica, stavolta dalla partenza originale: sognare a questo punto di vedere il campione azzurro indossare il pettorale di leader della generale non è reato.
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PALERMO LADIES OPEN PRESENTAZIONE A NEW YORK
La macchina organizzativa dei Palermo Ladies Open 2020 è già in moto. Dopo il successo dell’edizione numero 30 del 2019 con 7 milioni di telespettatori, 20.000 spettatori e 120.000 euro di incasso, sono tanti i progetti sul tavolo in vista della 31esima edizione del torneo in programma sui campi del Country Club del capoluogo siciliano dal 18 al 26 luglio prossimi. “Siamo in partenza per la nuova avventura dove pensiamo di confermare non solo il parterre delle giocatrici top 10 e top 20 ma abbiamo anche previsto un rifacimento totale del villaggio che sarà riallestito in maniera diversa con un direttore artistico che curerà gli eventi” le parole di Oliviero Palma, direttore del torneo, nel corso di un forum all’Italpress. Sono già 500 i biglietti venduti a otto mesi dall’inizio del torneo, che dal 22 al 28 marzo prossimi sarà anche presentato nella Grande Mela. “Vogliamo portare il brand Palermo davanti ai tour operatori di New York per allestire un programma di pacchetti, soprattutto per chi arriva dall’estero, che comprenda percorsi culturali, gastronomici e paesaggistici, oltre al torneo ed alle attività che offrirà il torneo”. L’evento negli States, che sarà realizzato in sinergia con Gesap (dal 20 maggio sarà operativo un volo diretto United Airlines Palermo-New York) e Teatro Massimo, permetterà di gettare le basi per un torneo tra giovani tenniste italoamericane e la vincitrice potrà partecipare al master siciliano che metterà in palio una wild card per il tabellone di qualificazione al tabellone di singolare ed una per quello di doppio. “Oltre ad essere internazionale per le giocatrici e la risonanza sportiva, riteniamo che il torneo debba essere internazionale anche come pubblico e quindi vogliamo presentare il torneo a York, visti i tanti risultati social ottenuti, e lo presenteremo presso l’accademia di John Mc Enroe”. Il pubblico palermitano, esigente ma anche competente, si aspetta le migliori giocatrici possibili e dopo Kiki Bertens, che nell’ultima edizione ha perso in finale contro la svizzera Jil Teichmann, gli organizzatori puntano ad avere in tabellone nel 2020 un’altra top ten. Anche se il sogno si chiama Maria Sharapova. “E’ una possibilità ancora oggi in piedi, siamo in trattativa con i suoi manager. A fine gennaio, dopo gli Australian Open, ci incontreremo per verificare se questa possibilità e speranza può diventare realtà”.
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