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IANNONE SOSPESO DALLA FIM PER SOSPETTO DOPING

ROMA (ITALPRESS) – Andrea Iannone è stato temporaneamente sospeso dalla Federazione Internazionale di Motociclismo ai sensi del Codice antidoping Fim. La decisione di fermare provvisoriamente il trentenne pilota abruzzese della Aprilia si è resa obbligatoria a seguito della ricezione di un rapporto del laboratorio accreditato Wada a Kreischa b. Dresda (Germania) che indica una non negatività ad una sostanza non specificata della sezione “Steroidi androgeni anabolizzanti esogeni (AAS)” dell’elenco vietato del 2019, in un campione di urina raccolto durante un test in competizione condotto dalla Fim durante il Gp di Malesia svoltosi a Sepang lo scorso 3 novembre. Iannone ha ora il diritto di richiedere e partecipare all’analisi del suo campione B ed è sospeso a decorrere da oggi, 17 dicembre 2019. Gli è quindi vietato partecipare a qualsiasi competizione o attività motociclistica fino a nuovo avviso. Iannone può comunque chiedere la revoca della sospensione provvisoria. Ai sensi del Codice mondiale antidoping e del Codice antidoping Fim, la Federazione internazionale, fa sapere in una nota, “non è in grado di fornire ulteriori informazioni al momento”. “Sono totalmente tranquillo e ci tengo a tranquillizzare i miei tifosi e Aprilia Racing” scrive Andrea Iannone su Instagram. “Mi rendo disponibile a qualunque contro analisi in una vicenda che mi sorprende, anche perché – a ora – non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Negli anni, e anche in questa stagione, mi sono sottoposto a continui controlli, risultando ovviamente sempre negativo, per questo ho la massima fiducia nella conclusione positiva di questa vicenda” conclude il pilota di Vasto.
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OKLAHOMA VINCE IN RIMONTA, SAN ANTONIO AL TAPPETO

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Vittoria in rimonta per Oklahoma City nella notte italiana della regular-season dell’Nba. I Thunder, sotto di -26, ribaltano l’inerzia della contesa e si aggiudicano per 109-106 la sfida con i Chicago Bulls nonostante i 39 punti di Zach LaVine, top-scorer dell’incontro; grande prestazione di Danilo Gallinari, autore di 22 punti (6 rimbalzi, 4 assist in 32 minuti di impiego). Al tappeto i San Antonio Spurs di Marco Belinelli, che non sporca la sua casella nei suoi 10 minuti di partita: gli Houston Rockets la spuntano in volata per 109-107 in virtù dei 59 punti complessivi della coppia formata da Russell Westbrook e James Harden. Si ferma a 18 la striscia dei successi consecutivi dei Milkauwee Bucks: non bastano i 48 punti firmati da Giannis Antetokounmpo per evitare il ko contro i Dallas Mavericks. Affermazioni interne per i Detroit Pistons sui Washington Wizards (119-133) e per i Toronto Raptors sui Cleveland Cavaliers (133-113), i Memphis Grizzlies stoppano Miami Heat (118-111), i Portland Trail Blazers espugnano d’un soffio l’impianto dei Phoenix Suns (111-110).
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LA LAZIO PASSA IN RIMONTA AL 98′ A CAGLIARI

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Grandissima vittoria per la Lazio, che batte il Cagliari 2-1 in trasferta e vola a tre punti dalla vetta della classifica. In svantaggio per tutta la partita per il gol di Simeone all’8′, ribalta il risultato al fotofinish. Al 93′ Luis Alberto pareggio, al 98′ Caicedo regala i tre punti dopo un recupero infinito. Una bella partita alla Sardegna Arena con i sardi che trovano subito il vantaggio, grazie al guizzo di Simeone che manda in porta l’1-0 su assist di Joao Pedro. I biancocelesti mantengono il possesso palla ma non risultano mai pericolosi dalle parti di Rafael. Il Cagliari nel finale della prima frazione va vicina al raddoppio. Le due parate di Strakosha, miracoloso su Nainggolan e Joao Pedro, tengono in partita la Lazio. Meglio nella ripresa la squadra di Inzaghi, che domina per gioco e occasioni. Va vicinissima al pareggio almeno quattro volte, ben tre con Immobile stasera sfortunato, una con Leiva. Il Cagliari non riesce a chiudere il match: Simeone si divora clamorosamente la doppietta. I biancocelesti si lanciano tutti avanti in chiusura e ribaltano il risultato: al 93′ Luis Alberto trova il pareggio e al 98′ Caicedo, subentrato nel finale, regala una vittoria fondamentale.
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PETRUCCI “IL GOVERNO INTERVENGA SULLA LEGA PRO”

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“Siamo vicini al presidente Francesco Ghirelli: i problemi che porta lo sport professionistico sono seri e non si possono sottacere. È giusto che intervenga il Governo”. L’ex presidente del Coni e attuale presidente della Federazione italiana pallacanestro Giovanni Petrucci esprime così la propria solidarietà al numero uno della Lega Pro Francesco Ghirelli per la decisione di non far disputare il prossimo turno di Serie C in segno di protesta contro le mancate misure di defiscalizzazione/credito d’imposta. “Il mondo del professionismo sportivo ha molti problemi – ha osservato Petrucci nel corso di un forum nella sede romana dell’agenzia Italpress – Ci sono presidenti che investono tantissimi milioni, questo riguarda il calcio come anche il basket. In parte noi chiediamo le stesse cose: deve intervenire il Governo”. Il presidente della Fip si è poi soffermato sulla querelle tra Coni e Sport e Salute. “L’incontro che ho avuto con Giovanni Malagò e Rocco Sabelli qualcosa ha creato, abbiamo gettato i presupposti per ritrovare almeno un rapporto umano. Si sono allentate le tensioni”, ha sottolineato Petrucci, inizialmente indicato come possibile quinto membro del comitato paritetico: “Ma ci siamo trovati d’accordo sul fatto che non fosse opportuno assegnare assegnare questo ruolo a un presidente di federazione”, ha concluso.

LA SERIE C SI FERMA UN TURNO PER PROTESTA

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La serie C sciopera. Dopo le minacce degli ultimi giorni e la decisione di far iniziare con 15′ di ritardo le gare dell’ultimo turno, vista l’assenza di risposte concrete dal governo in merito alla defiscalizzazione richiesta per le proprie società, la Lega Pro si ferma. “Abbiamo deciso che il primo turno del girone di ritorno del campionato Serie C, in programma il 21 e 22 dicembre prossimo, non verrà disputato”, annunciano in una nota il presidente Francesco Ghirelli, tutti i componenti del Consiglio Direttivo e i Consiglieri Federali della Lega Pro. Le risposte attese per oggi “non ci sono, si continua con i rinvii. Ci fermiamo, il campionato di Serie C riprenderà il 12 gennaio 2020. C’è il tempo necessario perché il Governo ed il Parlamento ci diano le risposte concrete di cui abbiamo necessità. Quello che può succedere alla ripresa del campionato è facile da intuire, la nostra pazienza non c’è più e quindi continueremo la nostra battaglia”. Il numero uno della Lega Pro fa sapere che “per rispetto alla disponibilità del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che ha convocato la Figc mercoledì per discutere la tematica della defiscalizzazione per i club di Lega Pro, sarà doveroso, all’esito dell’incontro, valutare con i club quanto concretamente emerso”. Per il momento, però, c’è lo stop. “Decidere di fermarci non è stato semplice ed è stata una decisione a lungo meditata e travagliata. Devono dirci se serviamo per le funzioni che svolgiamo. La Lega Pro, dopo aver definito le regole che allontanano i banditi, ora ha chiesto un segnale per conquistare la sostenibilità dei club”.
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SORTEGGIO CHAMPIONS OK PER JUVE E ATALANTA

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Sorteggio più che positivo per Juventus e Atalanta, è andata invece male al Napoli. A Nyon sono stati effettuati gli accoppiamenti per gli ottavi di Champions. I bianconeri, fra le teste di serie, hanno pescato l’avversario sulla carta più debole, il Lione allenato da Rudi Garcia e che ieri ha perso per un grave infortunio (rottura del crociato) il suo giocatore di maggior talento, Memphis Depay. È andata bene anche alla Dea, che ha evitato spauracchi come Psg e Liverpool: la banda Gasperini se la vedrà col Valencia, che assieme al Lipsia era forse la squadra più abbordabile fra le prime dei gironi. Decisamente sfortunati i partenopei, che sulla propria strada troveranno il Barcellona di Lionel Messi. Questi invece gli altri accoppiamenti: Borussia Dortmund-Psg, Real Madrid-Manchester City, Atletico Madrid-Liverpool, Chelsea-Bayern Monaco, Tottenham-RB Lipsia.
Le gare di andata si disputeranno fra il 18, 19, 25 e 26 febbraio, quelle di ritorno il 10, 11, 17 e 18 marzo. Tutte le gare inizieranno alle 21. Primo round in casa per Atalanta e Napoli, la Juve giocherà all’Allianz Stadium il ritorno.

Buone notizie dall’urna di Nyon anche per Inter e Roma in vista dei sedicesimi di Europa League. Il sorteggio ha riservato ai nerazzurri i bulgari del Ludogorets mentre i giallorossi se la vedranno con i belgi del Gent. Le partite di andata si giocheranno giovedì 20 febbraio, mentre il ritorno è previsto sette giorni dopo. I nerazzurri giocheranno la gara di ritorno al Meazza mentre la formazione di Fonseca disputerà all’Olimpico il primo atto. Fra gli altri accoppiamenti, spiccano sfide dal sapore di Champions come Bayer Leverkusen-Porto, Olympiacos-Arsenal, Bruges-Manchester United e Shakhtar-Benfica. A completare il quadro Wolverhampton-Espanyol, Sporting Lisbona-Basakshehir, Getafe-Ajax, Copenhagen-Celtic, Apoel Nicosia-Basilea, Cluj-Siviglia, Az Alkmaar-Lask Linz, Eintracht-Salisburgo, Wolfsburg-Malmoe e Rangers-Braga.
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BOBAN “SERVONO TEMPO E SOLDI PER TORNARE GRANDI”

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La strada per tornare in cima al mondo è ancora lunga e tortuosa. Il Milan ha celebrato ieri i suoi 120 anni, una festa in parte rovinata dal Sassuolo che ha negato ai rossoneri la vittoria, e sicuramente senza i fasti che hanno contraddistinto l’era berlusconiana. Esclusa la Supercoppa Italiana di tre anni fa, l’ultimo grande successo è lo scudetto del 2011 e da tempo manca anche il palcoscenico della Champions. Il fondo Elliott subentrato a Yonghong Li si è affidato due leggende rossonere come Paolo Maldini e Zvonimir Boban per riportare in alto il Milan ma nessuno, nemmeno i diretti interessati, possono prevedere quando succederà. “Purtroppo per vedere quel Milan lì ci vuole tanto tempo, bisogna bruciare le tappe, bisogna tornare a essere almeno una squadra competitiva – confessa a ‘Radio Anch’io Sport’, su RadioUno, il Chief Football Officer Boban – È difficile dire quando e come, quel Milan lì si è visto una volta in 120 anni, ma è giusto sognare, avere l’idea di un grande Milan. Dopo il Real, il Milan è la squadra più vincente nella storia del calcio, l’obiettivo è sempre pensare in grande ma bisogna capire dove siamo e andare passo dopo passo”. Per intenderci, è meglio evitare i paragoni con l’era Berlusconi. “Lui si è trovato in casa già dei fenomeni, per ripercorrere quella strada ce ne vuole – prosegue l’ex numero 10 rossonero – Era un calcio diverso, oggi tutti seguono tutto e quelli potenti si sono sganciati da tutti gli altri. Servono tempo e tanti, tanti soldi. Berlusconi ha speso tanto ma non aveva paletti come il fair-play finanziario della Uefa e non c’era tanta concorrenza in giro”. In questa stagione le difficoltà non sono mancate, dopo i successi con Parma e Bologna è arrivato lo 0-0 di ieri col Sassuolo “ma è stata una partita interessante, il Milan ha fatto bene, solo che per vincere in Italia devi fare benissimo, in ogni partita devi fare qualcosa di più rispetto a quello che pensi sia sufficiente per vincere”. Di sicuro l’arrivo di Pioli ha migliorato le cose (“C’è completa sintonia fra dirigenza, giocatori e allenatore. Ha capito tante cose e in fretta, anche se è arrivato in un momento delicato. Siamo contenti del suo lavoro”), tanto che Boban stoppa sul nascere chi con nostalgia rivedrebbe volentieri Ancelotti al timone. “Questa è sempre la sua casa ma non trovo appropriato accostare oggi Carlo alla panchina del Milan”. Per tornare a vincere, dunque, servono tempo e soldi. Ma anche campioni e il Milan ne corteggia da tempo uno, quell’Ibrahimovic che però nelle ultime ore sembra allontanarsi. E se non arrivasse lo svedese? “Bisogna vedere come andranno le prossime partite – fa spallucce Boban – Ibra è una soluzione diversa, che a corto termine può darti tanto e per questo è unico. Vedremo se ci sarà la necessità assoluta di intervenire adesso o a fine campionato. Anche se non ha più 28 anni, Ibrahimovic poteva dare una sterzata a tutto l’ambiente che però, quando abbiamo cominciato la trattativa, era molto più giù di adesso”. Ma i big sono ancora alla portata dei rossoneri? “Il Milan ha sempre un fascino forte su tanti giocatori e continuerà a essere così, poi ci sono anche altre realtà più importanti e attraenti e bisogna quindi tornare a essere importanti per mantenere questo fascino. Stiamo lottando per questo dopo una brutta partenza”. Nessuna invidia per i cugini dell’Inter, “che stanno meritando di lottare per lo scudetto, finalmente la Juve ha una concorrente e speriamo di essere anche noi molto presto lì”, l’auspicio di Boban. Che si aspetta di vedere presto anche il connazionale Rebic protagonista (“il cambio dal calcio tedesco a quello italiano è grande ma si allena seriamente e sta facendo tutto per convincere l’allenatore a farlo giocare”) e conta di confermare Donnarumma fra i pali del Milan ancora a lungo: il contratto scade nel 2021 ma “speriamo di trovare un accordo, l’intenzione è questa. Ci siederemo e approfondiremo la cosa”.
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PELICANS IN CRISI NERA MA MELLI ANCORA IN PANCHINA

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Seconda gara di fila da spettatore per Nicolò Melli ma anche tenendo in panchina il lungo emiliano le cose non cambiano per New Orleans: Orlando vince 130-119 con 21 punti di Isaac e 20 di Vucevic e per i Pelicans arriva la 12esima sconfitta consecutiva, record negativo nella storia della franchigia. Fra i pochi a salvarsi Holiday (29 punti) e Redick (23 punti).
Per quanto riguarda le altre gare della notte, i Lakers continuano a dominare nella Western Conference allungando a sette gare la propria striscia vincente: vittima di turno è Atlanta, battuta 101-96 con 32 punti e 13 rimbalzi di LeBron James, in doppia doppia anche Anthony Davis (27+13). Al quarto posto a Ovest risale Denver, grazie al successo per 111-105 su New York: decisivo Nikola Jokic, che sigla 11 dei suoi 25 punti complessivi nell’ultimo quarto rimediando a un terzo periodo in cui i Nuggets, avanti +16 all’intervallo lungo, avevano consentito ai Knicks di ritornare in partita (20-33 il parziale). Fuori Embiid per problemi respiratori, Philadelphia incassa la prima sconfitta dopo 5 successi per mano di Brooklyn (109-89) dove Spencer Dinwiddie (24 punti), Joe Harris (16 punti) e DeAndre Jordan (13 punti e 11 rimbalzi) fanno la voce grossa, soprattutto nel pitturato. A completare il quadro, vittoria di Indiana su Charlotte per 107-85 (23 punti per Aaron Holiday) mentre Bogdanovic (25 punti) e Hield (19 punti) trascinano Sacramento nel 100-79 su Golden State.
(ITALPRESS).