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DAL 13 DICEMBRE “ROMA ARCHERY TROPHY”

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La seconda edizione del “Roma Archery Trophy” è in programma dal 13 al 15 dicembre alla fiera di Roma. La manifestazione internazionale indoor di tiro con l’arco è stata presentata nella Sala Giunta del CONI. “A questa federazione sono molto affezionato per la sua storia passata e presente, l’appuntamento olimpico sarà l’apice di visibilità, ma intanto siamo molto contenti del percorso che stanno facendo. Questa è una manifestazione importante e siamo felici sia organizzata a Roma che è la capitale dello sport italiano”, ha commentato il presidente del CONI Giovanni Malagò. “Abbiamo Mauro Nespoli che è stato votato a Doha, tra gli atleti di tutte le discipline sportive, come il più rappresentativo della stagione in corso. Io ero presente e mi ha riempito di orgoglio, è l’immagine bella e pulita di questo sport”, ha aggiunto il numero uno dello sport italiano. Mauro Nespoli, vincitore quest’anno dei Giochi Europei e medaglia di bronzo nella gara mixed team ai Mondiali, parteciperà all’evento insieme al resto della nazionale azzurra. “Torno al Roma Archery Trophy dopo alcuni anni di assenza, questo evento mi servirà per mettermi alla prova su una competizione di livello importante e per mantenere alta la pressione sugli avversari. Ho una sfida aperta con Ellison, il numero uno al mondo: negli scontri diretti lui è avanti 4-3, spero di pareggiare i conti qui e superarlo poi a Tokyo”, le sue parole. Saranno 600 gli atleti in gara provenienti da tutto il mondo, “quest’anno abbiamo annullato i campionati del mondo e abbiamo voluto portare il tiro con l’arco in tutti i continenti con questo evento – ha dichiarato il presidente della Fitarco Mario Scarzella – sarà importante anche in preparazione dei Giochi Olimpici. A questo punto il nostro obiettivo è quello di qualificare le squadre maschili e femminili”.
(ITALPRESS).

DEVELOPMENT BANK OF JAPAN IN VISITA ALL’ICS

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L’istituto per il credito sportivo ha ospitato nella propria sede un secondo importante incontro con una delegazione della Development Bank of Japan (DBJ), interessata al funzionamento dell’ICS e a stabilire con la banca pubblica italiana una collaborazione che consenta a DBJ di aprire in Giappone un settore dedicato allo sviluppo delle infrastrutture sportive private. La Banca di Sviluppo del Giappone, fondata nel 2008, è gestita dal Ministero delle Finanze ed è al 100% di proprietà del Governo Nipponico. La sua attività si concentra principalmente in tre macroaree: sostegno e crescita delle comunità, sostenibilità ambientale e sviluppo tecnologico ed economico; ha 1.186 dipendenti che operano in sedi e uffici di rappresentanza in diverse città del Paese, ma anche in 4 filiali a Londra, New York, Singapore e Pechino. DBJ ha un rating “A1” di Moody’s Investors Service, “A” di Standard & Poor’s e “AAA” della Japan Credit Rating Agency, attualmente ha un attivo di 16.827.3 miliardi di Yen.
Presenti all’incontro i rappresentanti della DBJ che si occupano dello sviluppo del “progetto sportivo”, Kensuke Yabata e Takayuki Katsurada, Sawako Obara e Yosuke Takahira del gruppo Japan Economic Research Institute Inc. che segue le attività di ricerca e consulenza della DBJ e il professor Yoshiyuki Mano dell’Università Waseda di Tokyo, interessato alle linee guida seguite per la concessione dei finanziamenti e alla pianificazione degli interventi in chiave di riqualificazione urbana. “Il confronto con una realtà internazionale così qualificata – ha dichiarato Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo – rappresenta per noi, istituto pubblico dello Sport e della Cultura, motivo di orgoglio e di arricchimento. Vogliamo cogliere e valorizzare l’occasione di allargare gli orizzonti, recependo politiche, esperienze e soluzioni di un prestigioso attore del mercato internazionale, che come noi opera come banca sociale per lo sviluppo”.
“Ringraziamo il Credito Sportivo per l’incontro di oggi – ha dichiarato Kensuke Yabata, General Manager del Regional Planning Department della DBJ – nel corso del quale abbiamo molto apprezzato il know how dell’ICS, il suo modello di finanziamento sportivo e le relative modalità di rapporto con il mercato di riferimento; ci auguriamo che la collaborazione operativa tra i due istituti bancari, che hanno caratteristiche molto simili, possa contribuire allo sviluppo del sistema sportivo dei nostri rispettivi Paesi”.
(ITALPRESS).

UDINESE-BOLOGNA 4-0, AGLI OTTAVI CON LA JUVE

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L’Udinese volta pagina dopo le delusioni in campionato e prosegue la propria avventura in Coppa Italia. I friulani superano per 4-0 il Bologna e si regalano un ottavo di finale contro la Juventus, squadra campione per tredici volte nella competizione. Gli ospiti, in campo con il lutto al braccio in memoria di Janich, affidano le chiavi dell’attacco al classe 2001 Juwara ma partono col freno a mano tirato ed espongono il fianco alla velocità di Lasagna nelle ripartenze. Il centravanti friulano è egoista al 13’ preferendo l’azione personale, ma al 24’ un suo recupero palla su Medel diventa un assist involontario per Barak a rimorchio che non lascia scampo a Da Costa. Il Bologna non reagisce e al 42’ incassa il raddoppio bianconero: sulla punizione battuta da Barak e la successiva sponda di Nuytinck si fa trovare pronto da pochi passi l’ex De Maio per il 2-0. Solamente nel secondo tempo i rossoblù scaldano per la prima volta i guantoni di Nicolas con una conclusione dal limite di Orsolini al 47’, che poi ci riprova spedendo alto di poco qualche minuto più tardi.
Il Bologna prova ad alzare il baricentro, dalla panchina Tanjga (con Mihajlovic assente nella fredda trasferta alla Dacia Arena) gioca la carta Destro per rinforzare l’attacco ma l’Udinese non corre alcun rischio nel difendere il doppio vantaggio prima di trovare il tris al 77’: pochi secondi dopo il palo colpito da Lasagna è Mandragora a segnare il 3-0 con un tiro di prima intenzione dal limite che sorprende Da Costa. In pieno recupero, il poker firmato Lasagna. L’Udinese festeggia la qualificazione agli ottavi con un incoraggiante 4-0, da dimenticare invece la prova di un Bologna lontano parente da quello capace di espugnare il campo del Napoli in campionato.
(ITALPRESS).

PILATO D’ORO NEI 50 RANA AGLI EUROPEI IN VASCA CORTA

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Partenza da sogno: doppietta nei 50 rana femminili con Benedetta Pilato e Martina Carraro e altre 4 medaglie di bronzo con Ilaria Cusinato, Gabriele Detti, Fabio Scozzoli e la 4×50 stile. L’Italnuoto non poteva chiedere di più nella prima giornata degli Europei in vasca corta al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow. A prendersi la scena sono soprattutto le due raniste, che surclassano la concorrenza sin dalle batterie. Non finisce di stupire Benedetta Pilato, 14enne pugliese che conquista così il suo primo titolo internazionale a livello senior dopo l’argento mondiale di Gwangju: finale dominata in 29″32, crono che le permette di riscrivere il primato italiano che già le apparteneva (29″41 lo scorso 8 novembre a Genova) oltre a firmare il primato mondiale juniores. “Sono super contenta, volevo fare bene – fatica a trattenere l’emozione la giovanissima azzurra ai microfoni di Rai Sport – All’inizio c’era un po’ di tensione, credevo di dover dimostrare qualcosa, ma poi ho pensato solo a divertirmi”. E si è divertita anche Martina Carraro, seconda in 29″60 davanti all’irlandese Mona McSharry. Dopo il bronzo mondiale dello scorso anno, ecco “la mia prima medaglia europea in vasca corta, e va benissimo così. È bello essere fra le migliori, è una sensazione stupenda. Ce la giochiamo fra noi due, entrambe italiane, e credo che non sia mai successo”. La prima medaglia in ordine temporale arriva da Ilaria Cusinato, che a lungo coltiva la speranza di un argento dietro l’inarrivabile Katinka Hosszu (oro in 4’25″10, quarto titolo di fila) ma nell’ultima vasca viene scavalcata anche dall’altra magiara Zsuzsanna Jakabos e deve così accontentarsi della terza piazza in 4’29″13. Per la 20enne di Cittadella – tesserata per Fiamme Oro e Team Veneto, tornata ad allenarsi con Moreno Daga – secondo bronzo in carriera nella manifestazione dopo quello conquistato in Danimarca ma nei 200 misti. “Sono contenta della gara e della medaglia – assicura l’azzurra – Ho dimostrato che sono sempre al top e in questa vasca mi sento bene”. Di bronzo anche la medaglia conquistata da Gabriele Detti nei 400 stile libero. Danas Rapsys, oro iridato lo scorso anno ad Hangzhou, fa gara a sè e stravince in 3’33″20, nuovo record dei campionati. Il livornese, campione europeo in vasca lunga, gli resta in scia per quasi tutta la finale ma nelle ultime bracciate deve arrendersi al ritorno di Thomas Dean e alla fine si mette al collo il bronzo, come a Netanya 2015, in 3’38″06 davanti all’altro azzurro in gara, Matteo Ciampi, che al mattino aveva fatto segnare il personale. “Salvo solo la medaglia e poco altro – è deluso Detti – Non ho condotto bene la gara e non so spiegarmelo: capitano giornate così. Domani ho i 1500, sono curioso di vedere come andranno perché è un po’ di tempo che non li faccio in un grande appuntamento”. Il terzo bronzo di giornata è quello conquistato dall’eterno Fabio Scozzoli nei 50 rana dominati dal russo Vladimir Morozov (25″51, nuovo primato europeo) davanti al turco Emre Sakci. Il 31enne emiliano tocca ex aequo con l’olandese Amo Kamminga in 25″84 e arricchisce la sua personale bacheca con la medaglia numero 28 fra Mondiali ed Europei. “Sono contento di salire sul podio, è sempre bello. Come primo giorno abbiamo cominciato bene, i podi sono abbastanza, la squadra è solida e il livello è alto. Siamo solo all’inizio della settimana”. Sesto l’altro azzurro in finale, Nicolò Martinenghi. Ultimo podio di giornata quello centrato dalla 4X50 stile formata da Federico Bocchia, Marco Orsi, Giovanni Izzo e Alessandro Miressi: 1’24″50 il tempo che vale la terza piazza dietro alla Russia (strepitoso Morozov, ultimo staffettista a pochi minuti dall’oro nei 50 rana) e alla Polonia. Unica finale senza medaglie quella dei 200 dorso: settimo Lorenzo Mora e quinto titolo continentale in carriera Radoslaw Kawecki, due anni fa battuto da Kolesnikov. “In un panorama internazionale competitivo, con atleti che sicuramente saliranno sul podio a Tokyo, nel continente più forte del mondo, emergere e avere buoni risultati è foriero di buone cose – il commento a fine giornata del presidente Paolo Barelli ai microfoni di Rai Sport – Ma ora piedi per terra, le Olimpiadi sono un’altra cosa. Di sicuro c’è la conferma dei giovani, ci sono prestazioni interessanti ma tireremo le somme alla fine”.

Domani si torna in vasca. Finale dei 100 dorso per Margherita Panziera e Silvia Scalia. La campionessa europea in vasca lunga nella doppia distanza conquista il pass col terzo tempo, un 56″57 che le vale anche il primato italiano cancellando il 57″35 di Elena Gemo che risaliva addirittura al 2008. “Non mi aspettavo questo tempo, significa che sto lavorando bene – esulta l’azzurra – L’importante è non mollare anche quando le cose vanno male, sono ancora qui”. Con lei in finale anche Silvia Scalia, che acciuffa il settimo tempo utile. Miglior crono per l’olandese Kira Toussaint che in 55″17 sigla il nuovo record dei campionati. Fra i migliori 8 a giocarsi una medaglia nei 100 farfalla anche Piero Codia e Matteo Rivolta. Domani pomeriggio torna in gara negli 800 stile libero anche Simona Quadarella, bronzo due anni fa a Copenaghen e vicecampionessa del mondo in carica. Per la quasi 21enne romana oggi il miglior tempo assoluto delle batterie (8’13″02) e pass per la finale assieme a Martina Rita Caramignoli, qualificata invece col terzo crono.
(ITALPRESS).

SPAL TRAVOLGE LECCE, AGLI OTTAVI CON IL MILAN

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Solida, spumeggiante e finalmente simile al calcio che Semplici vorrebbe vedere. È una Spal sorprendente quella che reagisce alla recente crisi di risultati battendo per 5-1 il Lecce nel quarto turno di Coppa Italia allo stadio “Mazza”. La formazione di Semplici segna 4 reti nei primi 45 minuti e si regala gli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Milan a scapito di un Lecce lontano parente di quello che ha battuto la Fiorentina al Franchi per 1-0 nell’ultimo turno di Serie A. Che non sarebbe stata una serata memorabile per i pugliesi, si è intuito dopo appena 4’ quando Missiroli ha sfruttato una prateria lasciata dalla difesa e si è involato verso Vigorito senza trovare la porta a tu per tu con il portiere. Ma il via libera alla festa del gol è solo rimandato al 18’: Igor salta tre avversari, entra in area e col mancino batte Vigorito. Sulla catena di sinistra il Lecce soffre ed è proprio lì che nasce il 2-0: Reca sfonda e crossa per Paloschi autore del raddoppio con un rigore in movimento. La reazione del Lecce non c’è se non con una traversa colpita da Lapadula al 35’, esattamente due minuti dopo il 3-0 firmato da Murgia con un tiro dal limite dell’area e 10 minuti prima del poker siglato da Cionek con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner.
Nella ripresa la Spal abbassa i ritmi e il Lecce ne approfitta: prima con Imbula, autore del gol della bandiera con un tiro da fuori area che sorprende Berisha, e poi con Lapadula vicino al gol al 71’ con una conclusione sporcata sul palo dall’ex Atalanta e protagonista di una rete annullata nel finale per fuorigioco. E all’83’ c’è spazio per il definitivo 5-1: Kurtic lancia Paloschi che serve il più facile dei palloni da appoggiare in rete a Floccari.
(ITALPRESS).

INCIDENTE PER LECLERC NEI TEST DI ABU DHABI

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Ancora una Mercedes davanti a tutti. Secondo e ultimo giorno di test ad Abu Dhabi e miglior tempo per George Russell, nell’ultima stagione alla Williams ma oggi al volante di una Freccia d’Argento al posto di Valtteri Bottas: 1’37″204, di poco meno di un decimo più lento rispetto al crono di ieri del finlandese. Ma se Bottas lo aveva ottenuto con la C4 usata nella stagione appena conclusa, Russell ha girato con la mescola più morbida (C5) prevista da Pirelli per il 2020. Russell, di tre secondi più veloce rispetto a ieri quando era nell’abitacolo della Williams, infligge quasi due decimi a Charles Leclerc, costretto però a chiudere con due ore di anticipo il programma. Il pilota monegasco della Ferrari è infatti finito infatti contro le barriere della curva 14, uscendone illeso ma danneggiando in maniera significativa la sua SF90. La vettura è stata riportata in garage e la squadra, valutato il lavoro che sarebbe stato necessario per rimetterla in pista, ha preferito dichiarare conclusa la due giorni di test. Leclerc al momento dell’incidente aveva comunque percorso 103 giri, praticamente il doppio della distanza del Gran Premio di domenica scorsa, permettendo alla squadra di raccogliere una buona quantità di dati. “Quella di oggi è stata l’ultima giornata di lavoro in pista, e credo che sia stata proficua nonostante l’incidente che ci ha costretto a chiuderla in anticipo – l’analisi di Leclerc – Abbiamo fatto tante prove comparative per valutare le gomme 2020 in rapporto a quelle di quest’anno e siamo stati in grado di raccogliere molti dati che verranno analizzati in profondità. Adesso stacchiamo un po’, anche se non dimenticherò mai questa prima stagione con la Ferrari. So già che presto non vedrò l’ora di tornare in pista”. Alle spalle di Leclerc, che ha ottenuto il giro più veloce con la C5 del 2019, ecco Lance Stroll con la Racing Point, a quasi otto decimi da Russell, di poco più lento Pierre Gasly con la Toro Rosso, a cui spetta il primato per giri effettuati (146, uno in più del pilota Mercedes). Carlos Sainz è sesto con la McLaren, quindi Esteban Ocon che ha continuato a prendere confidenza con la Renault. A chiudere Alexander Albon (Red Bull), Pietro Fittipaldi (Haas), Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) e i due Williams, Nicholas Latifi e Roy Nissany. Con la giornata di oggi cala definitivamente il sipario sul 2019 della Formula Uno: prossimo appuntamento in pista il 19 febbraio a Montmelò per l’inizio del primo test in vista della stagione 2020.
(ITALPRESS).

PERUGIA AGLI OTTAVI COL NAPOLI, SASSUOLO FUORI

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Un Sassuolo al di sotto delle proprie possibilità e in formazione rimaneggiata viene sconfitto per 1-2 dal Perugia ed eliminato al quarto turno di Coppa Italia. Agli ottavi ci vanno gli umbri che annullano la categoria di differenza, come successo già col Brescia, e passano grazie ai gol nel primo tempo di Mazzocchi e Nicolussi Caviglia su punizione, poi nel finale sempre da piazzato la rete inutile di Bourabia: a gennaio il Grifo se la vedrà contro il Napoli al San Paolo. De Zerbi propende per un massiccio turnover: in avanti c’è il solo Raspadori, con Obiang nella linea difensiva in un inedito 3-5-1-1; Oddo risponde con il solito 4-3-2-1 e in campo al Mapei Stadium c’è qualche titolare in più. E’ anche per questo motivo che l’inizio è tutto di marca umbra: al 10′ Mazzocchi porta in vantaggio il Perugia con un colpo di testa che batte l’esordiente Russo, in campo al posto dell’altro baby Turati. Al 17′ arriva il raddoppio dei biancorossi con la punizione non irresistibile di Hans Nicolussi Caviglia che sfrutta l’errore della barriera neroverde che si apre lasciando passare il pallone. A pochi giri di lancette dall’intervallo ancora Nicolussi Caviglia, ma questa volta il tiro a porta vuota va fuori. Al 12′ della ripresa occasione clamorosa per Duncan, che si incunea in area e colpisce il palo da due passi. A meno di dieci dal termine Bourabia riapre il match con una punizione splendida che non lascia scampo a Fulignati, nel recupero mischia furibonda in area biancorossa col portiere che si ritrova miracolosamente la sfera tra le mani sulla linea. Nel frattempo si accende una rissa in area, l’arbitro riporta la situazione alla normalità e il risultato non cambia. Perugia agli ottavi col Napoli, Sassuolo a casa.
(ITALPRESS).

IBRAHIMOVIC HA SCELTO “CI VEDIAMO PRESTO IN ITALIA”

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“Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora… Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia… Ci vediamo presto in Italia”. E’ il messaggio lanciato sulle pagine di GQ Italia da Zlatan Ibrahimovic, 38enne attaccante svedese in cerca di nuovi stimoli dopo l’addio alla Major League Soccer. “Sono molto contento di aver fatto questa esperienza a Los Angeles, anche perché dopo l’infortunio molti dicevano che non sarei più stato in grado di giocare, invece ho dimostrato che posso ancora fare la differenza – ha proseguito il fuoriclasse ex Inter, Milan e Juventus, che con i Galaxy ha segnato 52 gol in 58 partite disputate – Ma dopo due anni ho detto basta. Qui a livello tecnico e tattico devono ancora crescere. Per correre, corrono, fisicamente sono delle bestie. Ma non sono abituati a giocare con i piedi, perché in tutti i loro sport tradizionali, baseball, football, basket, usano le mani”. Ibra, accostato in Italia a Milan, Bologna e Napoli, parla anche del problema del razzismo negli stadi di calcio: “Mettere la maglia ‘No al razzismo’ e sventolare la bandiera ‘No al razzismo’ è bello, ma non risolve il problema. Meglio togliere tre punti, sospendere la partita e perdere l’incasso, così rischi di andare in serie B. Devi essere severo, la gente non capisce fino a quando non paga le conseguenze. Quando ero in Italia mi gridavano ‘Zingaro!’. È razzismo anche quello, è ignoranza, anche se poi quando mi vedono fuori dallo stadio mi fanno i complimenti e vogliono farsi una foto con me”.
(ITALPRESS).