Vittoria dopo due supplementari ma ‘sub iudice’ per San Antonio nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Gli Spurs rimontano nel secondo tempo un -22 che sembrava definitivo e si aggiudicano per 135-133, al termine dei prolungamenti, la sfida con Houston Rockets, a cui non bastano i 50 punti del ‘solito’ James Harden. Il quale però è protagonista dell’episodio che potrebbe rimettere tutto in discussione: una sua schiacciata, non convalidata nell’ultimo quarto, accende la vibrante protesta degli ospiti. Un errore ammesso dagli arbitri e che potrebbe costringere la Lega a far rigiocare gli ultimi 7 minuti e 50 secondi di gara. Nel caso ciò non accadesse, la franchigia texana potrebbe presentare un reclamo ufficiale. Tra i padroni di casa è rimasto in panchina l’azzurro Marco Belinelli. Sconfitta interna per i New Orleans Pelicans di Nicolò Melli, superati per 118-97 dai Dallas Mavericks con 33 punti di un ispirato Luka Doncic. Per il 28enne ala grande reggiano, 7 punti, impreziositi da 8 rimbalzi e 2 assist, in 22 minuti di impiego.
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SUCCESSO ‘SUB IUDICE’ PER GLI SPURS DI BELINELLI
FIORENTINA-CITTADELLA 2-0, VIOLA AGLI OTTAVI
La Fiorentina accede agli ottavi di finale di Coppa Italia battendo 2-0 il Cittadella in una sfida decisa dalla doppietta di Marco Benassi. Il successo viola rinsalda, almeno momentaneamente, la panchina di Vincenzo Montella mentre per i veneti di Venturato, coraggiosi e allo stesso tempo sfortunati nella sfida del ‘Franchi’, risposte positive in ottica Serie B. La Fiorentina dopo un paio di spaventi procurati prima da Iori e poi da Ventola con conclusioni finite di poco sopra la traversa, è passata in vantaggio con Benassi (21’) bravo a raccogliere in area un assist di Sottil, caparbio a rubare un pallone sulla propria fascia a Mora. I gigliati però si sono poco dopo complicati le cose in virtù dell’espulsione rimediata da Venuti per fallo da ultimo uomo su Celar (26’). A farne le spese è stato Sottil sostituito sei minuti più tardi per favorire l’ingresso di Lirola, con fischi copiosi caduti sulla testa di Montella da parte del ‘Franchi’ che non ha gradito la scelta del tecnico gigliato. I viola sbandano e solo l’imprecisione di Panico e la bravura di Terracciano, impediscono al Cittadella di pareggiare.
I padroni di casa hanno chiuso la partita all’alba della ripresa ancora con Benassi, di nuovo puntuale e tempestivo a farsi trovare pronto in area stavolta su cross da destra di Ghezzal (52’). Gli ospiti a quel punto non hanno avuto più la forza per riaprire la gara, seppur in superiorità numerica, con i viola che non hanno rimpinguato il bottino per l’errore di Castrovilli (70’) su ottimo assist di Vlahovic. Dopo tre sconfitte consecutive in campionato, i gigliati si ragalano una nuova sfida in Coppa Italia contro l’Atalanta, atto che segue la semifinale della scorsa stagione fra le due squadre.
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GENOA-ASCOLI 3-2, GRIFONE AGLI OTTAVI CON IL TORO
Il Genoa batte con molta fatica un Ascoli che ha annullato la categoria di differenza tra le due squadre e con il 3-2 maturato al Ferraris supera il quarto turno di Coppa Italia e approda agli ottavi, dove affronterà il Torino. Decisivo Andrea Pinamonti con una doppietta che apre e chiude l’incontro, nel mezzo il gol di Giacomo Beretta in contropiede e un Domenico Criscito protagonista nel bene e nel male, in 5 minuti, di uno sfortunato autogol e della rete che ha successivamente posto rimedio. Sfida tra due allenatori classe ’82: Paolo Zanetti è stato protagonista di un buon avvio in B, mentre Thiago Motta è un po’ sulla graticola dopo gli ultimi risultati. Il tecnico del Grifone si affida a Pinamonti in avanti ed è proprio il numero 99 a sbloccare il match al 14′ con una spaccata vincente a pochi passi dal portiere su cross di Jagiello. Al 38′ Cassata spreca la palla del raddoppio, calciando a porta vuota ma trovando il salvataggio sulla linea di D’Elia.
Nella ripresa, dopo nemmeno tre minuti, arriva il pareggio dei marchigiani grazie a un contropiede magistrale con Beretta che scavalca Jandrei con un tocco sotto sopraffino. Quattro giri di lancette dopo Grifone vicino al nuovo vantaggio con Pinamonti che non riesce a ribadire in rete una respinta difettosa di Lanni. Al 23′ del secondo tempo i marchigiani la ribaltano: gran lavoro sull’out di destra di Gerbo, il suo cross trova la sfortunata deviazione di Criscito che infila la propria porta. Ferraris gelato, ma è proprio il capitano a sistemare le cose 5 minuti dopo firmando in prima persona il 2-2. A dieci minuti dal 90′ il Genoa torna in vantaggio con Pinamonti che con una conclusione all’angolino firma la doppietta personale e regala una qualificazione sofferta ai liguri.
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CREMONESE AGLI OTTAVI DI COPPA ITALIA CON LA LAZIO
Un gol di Claiton basta alla Cremonese per battere l’Empoli 1-0 e qualificarsi agli ottavi di Coppa Italia che vedranno gli uomini di Baroni di scena allo stadio Olimpico, contro la Lazio. Continua il momento no della formazione di Muzzi reduce da tre sconfitte e un pareggio nelle ultime 4 partite di campionato e apparsa subito in difficoltà sin dai primi minuti di gioco. E infatti nel primo tempo il migliore in campo dei toscani è il portiere Provedel, chiamato all’8’ a un intervento in tuffo su conclusione di Soddimo prima di ripetersi due minuti dopo sul diagonale di Ceravolo. Ma al 33’ non può nulla per evitare lo svantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Claiton si fa trovare pronto in area e col tacco devia alle spalle di Provedel una conclusione di Castagnetti. Per assistere al primo tiro in porta dell’Empoli bisogna aspettare il 43’: Mancuso ci prova dalla distanza e costringe Volpe a salvarsi in angolo. Non c’è la reazione dell’Empoli nella ripresa ma c’è il raddoppio sfiorato dalla Cremonese: al 60’ Renzetti ha la palla del 2-0 ma da posizione favorevole calcia alto. Alla mezz’ora Muzzi concede minuti a Merola e il cambio scuote l’Empoli: Bajrami una palla solo da appoggiare in rete ma né l’ex Inter e né Bandinelli riescono ad arrivare sul pallone. L’Empoli alza il baricentro e la Cremonese ha più spazi per far male: al 76’ Palombi si coordina da fuori area e colpisce il palo con un tiro di destro. Finisce 1-0, Cremonese-Lazio agli ottavi, mentre l’Empoli non riesce a lasciarsi alle spalle la crisi di risultati.
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F.1, BOTTAS PIU’ VELOCE NEI TEST DI ABU DHABI
Nemmeno il tempo di mandare in soffitta la stagione 2019 che la Formula Uno torna in pista. Prima giornata di test ad Abu Dhabi dove il miglior tempo porta la firma di Valtteri Bottas: per il finlandese della Mercedes ben 138 giri – solo Max Verstappen con 153 e Romain Grosjean con 146 hanno fatto di più – e un crono di 1’37″124. Alle sue spalle, due tornate in meno e 867 millesimi di ritardo, Sebastian Vettel con la Ferrari che però ha utilizzato la versione 2020 della mescola più morbida messa a disposizione da Pirelli, la C5, mentre Bottas ha ottenuto il giro veloce con la C4 utilizzata in questa stagione. Ogni team, infatti, ha avuto a disposizione 10 set di gomme che comprendono sia le mescole del 2019 che quelle previste per il prossimo Mondiale. Dietro Vettel, protagonista anche di un contatto con Sergio Perez, la Toro Rosso di Daniil Kvyat, la Racing Point del messicano e la Haas di Grosjean, tutti con la C5 del 2020. Kvyat si è diviso il lavoro con Sean Gelael, che alla fine ha chiuso con l’undicesimo tempo. Sesto Lando Norris con la McLaren davanti a Verstappen (miglior giro con la C3 medium della prossima stagione), quindi Esteban Ocon. Il pilota francese ha fatto il suo debutto al volante della Renault dove nella prossima annata prenderà il posto di Hulkenberg al fianco di Ricciardo: 77 giri per lui e 2″8 di ritardo da Bottas. Giornata di test ridotta infine per l’Alfa Romeo, con Kimi Raikkonen fermato da un problema tecnico. Domani toccherà a Giovinazzi.
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FIGC-MIUR PER PROGETTI SCUOLA E “VALORI IN RETE”
Figc e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, insieme per lo sviluppo di una progettualità dedicata alle scuole del territorio. Una collaborazione che, anche per il 2019-2020, ha dato seguito al macro progetto didattico-sportivo “Valori in rete”. Una proposta formativa presentata a Coverciano, attuata con il Settore Giovanile e Scolastico della Figc e che si articolerà in 7 progetti rivolti a tutte le scuole. “È una giornata speciale che abbiamo inseguito per diverso tempo, dedicando grande attenzione alla ricerca e alla valorizzazione della formazione e all’interscambiabilità dei mondi scuola, sport, vita sociale e politica – ha spiegato il presidente della Figc, Gabriele Gravina -. Il calcio stava vivendo gli stessi malesseri della vita economica del Paese, perdendo quelle connotazioni costitutive e fondanti del gioco e della festa. Urgeva riavvicinare i mondi e i ragazzi: il disagio giovanile è infatti dovuto alla crisi dei valori, ma anche all’esempio degli adulti”. “Essere qui – ha detto il ct azzurro Roberto Mancini – è un piacere. Ai ragazzi dico che oggi sono il ct, ho allenato grandi club, ma mi manca avere la vostra età. Mi mancano la scuola e le partite con gli amici, con la squadra della scuola. Insieme alla famiglia sono state le componenti per crescere bene. Non escludete nessuno, aiutate chi è in difficoltà e divertitevi”. “Ho la fortuna di essere qui, a Coverciano – ha sottolineato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti durante l’evento, organizzato in occasione della giornata mondiale della disabilità – per celebrare l’ottima relazione che intercorre tra istruzione, ricerca e calcio e che fa parte della spina dorsale della società. Il calcio e la scuola possono essere fattori di una società responsabile e del benessere. La nostra aspirazione è che le scuole diventino laboratori dove si faccia sport a ogni livello. Polisportive e palestre non possono essere l’unico modo, la scuola deve essere il luogo per dare a tutti accesso allo sport. Potremmo avere grandi atleti che non diventeranno tali perché non hanno la chance di scoprire il proprio talento. È sbagliato dal punto di vista morale e inefficiente da quello economico”.
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PANCALLI “DATI STRUMENTI PER POLITICHE SU DISABILITÀ”
Il rapporto Istat sul mondo della disabilità “è una sorta di risonanza magnetica che aiuta nel miglior modo possibile chi deve tradurre i numeri in politiche attive. Da domani per il Cip sarà molto più facile indirizzare le proprie politiche”. Il presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli ha introdotto con queste parole il rapporto Istat “Conoscere il mondo della disabilità” presentato a Roma, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. “L’idea di questo rapporto nasce da un’esigenza: vogliamo far sì che il nostro Paese diventi sempre più equo e democratico rispettando i diritti delle persone disabili – ha osservato il presidente del Cip – E con questo lavoro diamo a tutti coloro che operano nel settore uno strumento che non c’era mai stato”. Pancalli ha ricordato che “le persone disabili sono persone in carne e ossa, c’è sofferenza, c’è dolore: noi dobbiamo contrastare questo disagio. Serve una centralità del governo nelle politiche per aiutare le persone disabili: tutti dobbiamo scendere in campo e giocare questa partita con la stessa maglia”.
“Il sostegno convinto dell’Inail al Cip nasce dalla consapevolezza dei grandi benefici che le persone con disabilità possono ricavare dall’esercizio dell’attività sportiva -è intervenuto il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – Da qui in avanti ci impegniamo per rafforzare il ruolo dell’Inail come punto di riferimento per politiche di prevenzione, ricerca e riabilitazione in stretta collaborazione con le parti sociali e le istituzioni”.
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MESSI CONQUISTA IL SUO SESTO PALLONE D’ORO
E sono sei. Il Pallone d’Oro 2019 va a Lionel Messi, premiato al “Theatre du Chatelet” di Parigi nella serata di gala organizzata da “France Football”. Quella che era da giorni una voce è diventata realtà: sesto sigillo per il 32enne fuoriclasse argentino del Barcellona, che si riprende lo scettro dopo tre anni di digiuno (Ronaldo per due volte e Modric i vincitori delle ultime edizioni) nonostante un’annata avara di soddisfazioni, almeno a livello collettivo. Il suo Barça si è confermato campione di Spagna ma ha fallito ancora una volta in Champions, fermato in semifinale nell’incredibile rimonta di Anfield, oltre a perdere la finale della Coppa del Re col Valencia. Anche con l’Argentina le cose non sono andate meglio, con l’Albiceleste fermata in semifinale dal Brasile e Messi espulso nella finalina per il terzo posto col Cile, con tanto di lunga squalifica per lo sfogo contro gli arbitri. Ma i 211 giornalisti chiamati a scegliere il miglior giocatore dell’anno hanno visto oltre, riconoscendo la grandezza di un calciatore che, pur passando gli anni, resta di un altro pianeta facendo sempre la differenza.
“Ieri era il decimo anniversario dal mio primo Pallone d’Oro – ha ricordato dal palco di Lionel Messi – Avevo 22 anni ed era impensabile per me arrivare oggi a vincere il sesto, in un momento totalmente diverso della mia vita. Ma non ho mai smesso di sognare, di essere quello che sono, di migliorare ogni giorno. Sono consapevole dell’età che ho, il tempo vola e proprio per questo bisogna gustarsi questo momento”. Messi ha ringraziato giornalisti e compagni, ricordando che “i premi individuali sono importanti ma sono sempre secondari rispetto a quelli di squadra, ogni anno mi preparo per lottare per tutto”. Capocannoniere dell’ultima Liga con i 36 gol che gli sono valsi la sesta Scarpa d’Oro, miglior realizzatore della passata Champions con 12 reti e nella sua bacheca personale anche il premio Fifa come miglior calciatore del 2019, Messi non può non considerarsi il giusto vincitore. Con buona pace dell’eterno rivale Cristiano Ronaldo, ora staccato nel computo dei Palloni d’Oro (6-5 per l’argentino) e che ha snobbato la cerimonia di Parigi preferendo andare a raccogliere personalmente quanto seminato nella sua prima stagione juventina al Gran Gala del Calcio. CR7, a dispetto di alcune indiscrezioni circolate nelle scorse ore, è comunque salito sul podio, da dove non manca dal 2010, sebbene dietro anche Virgil Van Dijk, protagonista del Liverpool campione d’Europa.
Aver vinto scudetto e Supercoppa Italiana oltre alla Nations League col Portogallo non è bastato a battere Messi. Il terzo posto di CR7 permette comunque alla nostra Serie A di rispondere presente, senza dimenticare anche il 15esimo posto di Matthijs De Ligt, passato in estate dall’Ajax alla Juve, e il 24esimo di Kalidou Koulibaly. Per il 20enne centrale olandese c’è però il Trofeo Kopa come miglior under 21 dell’anno. “E’ un onore essere in mezzo a tutti questi grandi giocatori”, le parole di De Ligt, accompagnato a Parigi dal vicepresidente bianconero Pavel Nedved, che succede a Mbappè mentre Moise Kean si piazza ottavo. Nella serata parigina c’è gloria anche per Alisson, che riceve il trofeo Yashin come miglior portiere dell’anno (in lizza c’erano anche Szczsesny e Handanovic, finiti rispettivamente nono e decimo). Infine, fra le donne, Pallone d’Oro alla stella degli Usa campioni del mondo in Francia, Megan Rapinoe.
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