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UN’ORA DI CONFRONTO DE LAURENTIIS-SQUADRA

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Un’ora di colloquio. Un’ora di discorso con il suo Napoli. Aurelio De Laurentiis è arrivato a Castelvolturno alle 12,59 per il faccia a faccia con la squadra. Alle 14 era già fuori. Sessanta minuti dove sono stati toccati i temi che hanno portato allo scontro frontale tra la società e i suoi dipendenti. Quella notte del 5 novembre dopo il pari con il Salisburgo aveva aperto una ferita ampia tra chi comanda e chi gioca. Il no al ritiro era stato un affronto troppo grande per il patron che ha fatto partire le raccomandate per il decurtamento degli stipendi per ogni calciatore fatta eccezione per Malcuit che era assente. Ad attendere il numero uno azzurro c’era tutta la dirigenza al completo e Carlo Ancelotti. Tutti chiusi nella sala conferenza ad aspettare De Laurentiis. C’era naturalmente il figlio Edo, il ds Giuntoli e l’amministratore Chiavelli. Prima i complimenti per il bel risultato contro il Liverpool poi i toni si sarebbero surriscaldati quando si è andati sul discorso delle multe. Che dovranno essere pagate. Ma si potrà trovare una soluzione in base a ciò che accadrà nelle prossime partite.
I calciatori temono una causa in Tribunale per i danni di immagine ma a quanto pare il Napoli non procederà in tal senso. De Laurentiis, poi, ha incontrato personalmente Callejon e Martens per la questione rinnovo. Difficile sapere cosa si sono detti. La cosa importante era che prevalesse il buonsenso. Ora c’è da capire cosa accadrà in futuro.
(ITALPRESS).

LETTERA DEI CLUB DI SERIE A “UNITI CONTRO IL RAZZISMO”

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Una lettera aperta “a chi ama il calcio italiano” per dire basta, per lanciare un messaggio forte. I 20 club di serie A, dopo un confronto con Lega, Figc ed esperti internazionali, hanno deciso di rimboccarsi le maniche e schierarsi attivamente contro il razzismo. “Dobbiamo riconoscere che abbiamo un serio problema con il razzismo negli stadi italiani e che non l’abbiamo combattuto a sufficienza nel corso di questi anni – si legge – Anche in questa stagione, le immagini del nostro calcio, in cui alcuni giocatori sono stati vittime di insulti razzisti, hanno fatto il giro del mondo, scatenando ovunque dibattito. È motivo di frustrazione e vergogna per tutti noi. Nel calcio, così come nella vita, nessuno dovrebbe mai subire insulti di natura razzista. Non possiamo più restare passivi e aspettare che tutto questo svanisca”. I club si dicono “uniti dal desiderio di seri cambiamenti e la Lega Serie A ha dichiarato la sua intenzione di guidare questo percorso attraverso una solida e completa politica anti-razzismo in Serie A, con nuove leggi e regolamenti più severi, assieme a un piano di sensibilizzazione mirato per tutti coloro che sono coinvolti in questo sport riguardo al flagello del razzismo. Non abbiamo più tempo da perdere – si legge ancora – Dobbiamo agire uniti con rapidità e determinazione, e così faremo di qui in avanti. Ora più che mai il contributo e il sostegno di tutti voi, tifosi dei nostri club e del calcio italiano, sarà fondamentale in questo sforzo di vitale importanza”.

“La Lega Serie A sta lavorando sodo su questo argomento ed è pronta a guidare la lotta al razzismo all’interno e all’esterno degli stadi – sono le parole dell’amministratore delegato Luigi De Siervo, in aggiunta alla lettera dei club – Qualsiasi azione, qualsiasi sforzo sarebbe nulla senza il coinvolgimento, il supporto, la responsabilizzazione di ogni singolo stakeholder – prosegue De Siervo – Siamo pronti a guidare questa campagna, animata da uno straordinario spirito di coesione, coinvolgendo tutti i club ma anche tutti i leader nella lotta al razzismo e alle discriminazioni. Leadership, unità, azione. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno adesso. Sarà una lunga strada, ma sarà sicuramente più facile da percorrere se cammineremo tutti insieme, come una squadra. We Are One Team”.
(ITALPRESS).

BOTTAS IL PIÙ VELOCE DEL VENERDÌ A ABU DHABI

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Valtteri Bottas è stato il più veloce al termine del venerdì di prove libere del Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo appuntamento del Mondiale di Formula 1. Il finlandese della Mercedes, che in mattinata era stato davanti a tutti con 1’36″957, si è ripetuto anche nella sessione pomeridiana, quella in cui le vetture gireranno nelle stesse condizioni che incontreranno sabato in qualifica e domenica in gara. Bottas si è migliorato di sette decimi (1’36″256), tenendo il compagno di squadra Lewis Hamilton alle spalle di 310 millesimi. Poco più indietro la Ferrari di Charles Leclerc di 76 millesimi più lento del sei volte campione del mondo. A quattro decimi e mezzo da Bottas l’altra SF90 di Sebastian Vettel che sembra non aver subito grandi danni dal testacoda nel finale della FP1. Max Verstappen con la Red Bull, autore del secondo crono al mattino, scivola in quinta con un ritardo di cinque decimi e mezzo rispetto a Bottas. A chiudere la schiera dei piloti dei top team, Alexander Albon con l’altra monoposto austriaca, ma ad un secondo dal best lap di giornata.

Alla luce di quanto mostrato in questa prima giornata, le frecce d’argento sembrano le favorite sia per la pole position che per la gara. Da ricordare, però, che Bottas, avendo sostituito per la quarta volta la sua power unit, partirà in fondo alla griglia. Tornando ai tempi del venerdì, Settimo tempo per Romain Grosjean con la Haas a motore Ferrari a 1″3 di poco davanti alla Racing Point del messicano Sergio Perez. A chiudere la top ten le due Toro Rosso di Daniil Kvyat e Pierre Gasly. Indietro le due Alfa Romeo Racing, con Kimi Raikkonen diciassettesimo a 2″1 davanti al compagno di squadra Antonio Giovinazzi.
(ITALPRESS).

RIECCO MIHAJLOVIC “NON SONO EROE, BASTA LACRIME”

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Il suo cerchio si è chiuso, uscendo finalmente da quella stanza d’ospedale. Il ritorno alla vita normale sarà graduale ma, “come canta Vasco Rossi, ‘Eh già, sono ancora qua’. E lo sarò ancora”. A oltre 4 mesi da quella conferenza stampa del 13 luglio in cui annunciava di essere affetto da leucemia acuta mieloide, Sinisa Mihajlovic torna a parlare. Lo fa in conferenza stampa allo stadio “Dall’Ara”, affiancato dai medici del Sant’Orsola che lo hanno curato, a un mese esatto dal trapianto di midollo osseo a cui è stato sottoposto. Per il tecnico serbo sono stati 4 mesi e mezzo “tosti”, in cui ha esaurito le lacrime (“mi sono rotto le palle di piangere”), ma in cui “mi sono sentito molto protetto e voluto bene, sentendomi parte di una famiglia ed è stato fondamentale. Sono stato rinchiuso in una stanza di ospedale, da solo. Il mio più grande desiderio era di prendere una boccata d’aria fresca e non potevo farlo. Non mi sono mai sentito un eroe, ma un uomo, sì forte, con carattere, che non si arrende mai, ma sempre un uomo con tutte le sue fragilità”. I medici hanno spiegato che le sue condizioni sono soddisfacenti ma che serve cautela e lo stesso tecnico ammette: “Ho ancora paura, è normale, ma è una paura che ti fa rigare dritto, devo prendere tutto gradualmente. Spero però di uscirne come un uomo migliore. Nella vita precedente la pazienza non era il mio forte ma ho migliorato anche quella e mi godo ogni minuto della giornata. Ora tutto quello che sembrava normale lo vedo in un’altra maniera. Andrò avanti per la mia strada, con le mie forze, sempre con cautela ma quando potrò esserci, ci sarò. Questo mi fa sentire vivo ma non posso andare oltre le mia possibilità: ho sempre ragionato col cuore, ora devo ragionare con la testa”. Mihajlovic sa anche di aver unito il mondo del calcio (“è stato commovente e bello sentire l’affetto delle persone per le quali magari, fino a qualche mese prima, ero il nemico numero uno”) ma ora vuole essere trattato solo ed esclusivamente da allenatore del Bologna. E per i suoi giocatori, presenti a inizio conferenza stampa (“Grazie di essere tornato”, le parole di Blerim Dzemaili), arriva la prima tirata d’orecchi. “Mi sarei aspettato di più dalla squadra. Ho lottato ogni giorno, ho cercato di essere presente, con Skype, con le telefonate, andando alle partite, tutti i giorni ho fatto dei sacrifici per arrivare a un certo obiettivo. Speravo di vedere in campo questo sacrificio ma non è sempre stato così e questo mi dispiace. Sono incazzato nero per i risultati, per il comportamento della squadra, per il gioco, per l’atteggiamento. Da adesso in poi bisogna dare il 200% e abbiamo già cominciato – aggiunge – Dobbiamo ricominciare a fare punti, conosciamo la strada da seguire e dobbiamo riprenderla. Chi non lo fa, avrà problemi con me e vi assicuro che non è una bella cosa. E presto rivedremo il Bologna che io voglio vedere”. Inevitabile, infine, parlare di Zlatan Ibrahimovic che ha aperto alla possibilità di vestire la maglia rossoblù visto il suo legame con Sinisa. “Ci siamo parlati un mese fa, ci siamo risentiti una decina di giorni fa e basta, ora vediamo quello che succede. Lui è interessato, se viene, verrebbe per me, per l’amicizia che ci lega, ma capisco che ci sono altre soluzioni. Prima di prendere qualsiasi decisione, comunque, mi chiamerà ma non credo accadrà prima del 10 dicembre. Nei prossimi giorni ci risentiremo ma per ora è tutto in stand-by”.
(ITALPRESS).

UN GOL DI CORREA STENDE IL CLUJ, LAZIO ANCORA A GALLA

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Di Daniele Palizzotto

La Lazio batte di misura il Cluj per 1-0 allo stadio Olimpico: basta la rete di Correa per giocarsi ogni speranza di qualificazione nell’ultima giornata della fase a gironi di Europa League. Servirà vincere con il Rennes e sperare nella sconfitta dei rumeni con il Celtic. I biancocelesti fanno la gara nei primi venti minuti e al 24′ del primo tempo Correa sblocca il risultato: Adekanye libera in area l’argentino che incrocia di mancino per l’1-0. La squadra rumena reagisce con la conclusione di Burca ma, nonostante il vantaggio, la Lazio continua a dettare i ritmi e il gioco. Alla mezz’ora tentativo di Luis Alberto dal limite per cercare il raddoppio, con gli uomini di Inzaghi che non smettono di giocare alto. Il primo vero spunto del Cluj arriva al 38′ con il palo colpito da Djokovic dalla distanza. Correa, croce e delizia, si divora clamorosamente la doppietta nel finale della prima frazione. Nella ripresa subito la punizione di Jony e l’autogol sfiorato da Acerbi. I rumeni crescono e vanno vicini al pareggio, con la doppia occasione di Paun e Omrani: Proto ribatte, Bastos si immola e salva la porta. Al Cluj viene annullato anche un gol per fuorigioco, al 70′: la rete era stata di Traore.
(ITALPRESS).

ROMA ANCORA IN CORSA IN EUROPA LEAGUE

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La Roma vince 3-0 a Istanbul contro il Basaksehir e avvicina la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. Buona la partenza dei giallorossi che, dopo due occasioni pericolose dei padroni di casa con Visca e Crivelli, sbloccano il risultato con un calcio di rigore concesso per un tocco col braccio di Topal: dagli undici metri Veretout spiazza Gunok e firma l’1-0. Al 41’ si scatena Pellegrini, autore dei due assist decisivi per il raddoppio e il tris giallorosso: prima è Kluivert a siglare il 2-0 dopo essere partito in profondità, poi sugli sviluppi di un’azione in fotocopia è Dzeko l’autore del gol che chiude i conti. Ma al 55’ Lorenzo Pellegrini è protagonista suo malgrado dell’episodio più grave della partita: il numero 7 viene colpito da un oggetto lanciato dagli spalti ed è costretto ad uscire dal campo per medicare la ferita. Si tratta dell’unico episodio degno di nota di un secondo tempo controllato dalla Roma che all’Olimpico contro il Wolfsberger avrà bisogno di almeno un punto per conquistare la qualificazione.
(ITALPRESS).

LECLERC “INCIDENTE BRASILE? HO CHIARITO CON SEB”

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Charles Leclerc ospite della conferenza stampa dei piloti alla vigilia dell’ultimo Gran Premio della stagione ad Abu Dhabi, torna a parlare di quanto accaduto in Brasile con lo scontro in pista con l’altra Ferrari di Sebastian Vettel, assente in conferenza perchè in ritardo per la nascita del terzo figlio. “Abbiamo guardato le immagini per cercare di capire cosa avremmo potuto fare per evitarlo. È stato un tocco lieve ma le conseguenze sono state drammatiche per noi. C’è stato un elemento di sfortuna” afferma il pilota monegasco. “Come team dobbiamo essere meno aggressivi tra di noi per evitare che possa riaccadere” aggiunge. “Ne abbiamo parlato a Maranello e credo che non ci sia più motivo di riparlarne. Possiamo gareggiare uno contro l’altro, perchè siamo due piloti competitivi e molto forti e garaggiamo per lo stesso team. Ma siamo anche aggressivi e per questo dobbiamo darci più spazio. Ma forse Mattia (Binotto, ndr) potrà spiegarvela con maggiori dettagli” dice Charles che poi sulle possibili conseguenze se dovesse ripetersi quanto accaduto a Interlagos, laconicamente risponde: “Non c’è stato detto nulla”.

Sull’ammissione di colpa da parte dei due piloti Ferrari, il monegasco aggiunge: “Credo che Seb non dovesse spostarsi sulla sinistra e io avrei dovuto lavorare meglio per evitarlo quando si è spostato a sinistra. Ma quello che è chiaro è che non deve ripetersi più”. Dovendo tracciare un bilancio sulla sua prima stagione in Ferrari, Charles Leclerc la definisce “un po’ bizzarra”, perchè “non abbiamo iniziato al livello che ci aspettavamo dopo i buoni risultati nel test pre campionato. Poi, però, ci sono stati dei progressi positivi, a parte Austin che è stata altra gara un po’ strana e non abbamo capito perchè eravamo così indietro. In Brasile però siamo tornati al livello che volevamo, a parte l’incidente finale. Io voglio proseguire di slancio su quello che ho fatto, perchè per la prima volta nella mia carriera correrò ancora per lo stesso team e questo può essere importante per lo sviluppo della macchina”.
(ITALPRESS).

LO MONACO “POTEVA SCAPPARCI IL MORTO”

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“Penso sia andata bene, poteva anche scapparci il morto. L’unica escoriazione ce l’ho dentro, nel cuore…”. È provato Pietro Lo Monaco, l’ad del Calcio Catania vittima, ieri mattina, di una violenta aggressione da parte di una quindicina di tifosi sul traghetto che collega Messina a Villa San Giovanni. L’amministratore delegato della società rossazzurra oggi è stato convocato in Prefettura per un tavolo tecnico del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Voglio sentire cosa hanno da dire loro, mi hanno convocato – ha continuato Lo Monaco -. La scorta? Sono cose che deciderà chi è competente in materia. Quello che è successo ieri è accaduto in un luogo pubblico. Vedremo…”. Lo Monaco ricostruisce la disavventura di ieri: “Sono stato aggredito alle spalle e non lo so come ho avuto la lucidità di portarli fuori sul ponte. Io per 25 minuti sono stato in balia delle frasi più becere, delle accuse più becere e delle minacce più becere. Io denunce non ne faccio perché non ci sono abituato. Chi ha fatto quello che ha fatto si è firmato: ci sono telecamere, ci sono testimoni ed è davanti gli occhi di tutti quelli che è successo”.
“Io mi auguro – ha proseguito Lo Monaco – che questo episodio sia solo uno spunto per isolare certa gente e per cercare di fare ripartire il Catania. I tifosi, quelli che si spacciano per tali, non fanno queste cose. Non portano discredito al nome del Catania. Il Catania ha tanti tifosi che non parlano, che non vengono al campo e forse questa è la parte che dovrebbe insorgere. Quello che è accaduto ieri fa parte di un meccanismo in cui si dà voce e corpo a questa gente, il risultato è questo. Chi parla, chi commenta, i personaggi pubblici che hanno un ruolo devono capire che influiscono e in qualche modo indirizzano…”.
Il presidente del Catania, Nino Pulvirenti, ieri sera, ha incontrato Lo Monaco: “Era commosso, gli sono scappate le lacrime…” ha concluso l’ad del Catania.
(ITALPRESS).