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L’ITALIA GUADAGNA DUE POSIZIONI NEL RANKING FIFA

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Il podio resta invariato, una sola novità nella top ten e la risalita dell’Italia nel panorama calcistico mondiale che trova conferma anche nel ranking. C’è tutto questo e altro ancora nella classifica Fifa del mese di novembre con gli azzurri di Roberto Mancini, protagonisti di un girone di qualificazione a Euro2020 esaltante e fatto di sole vittorie (10 su 10), che guadagnano due posizioni portandosi al 13° posto con 1607 punti e mettendosi alle spalle Olanda (-2), Germania (+1) e Danimarca (-2). La prima Nazionale del mondo secondo i calcoli Fifa resta il Belgio che guida il ranking con 1765 punti, davanti a Francia (1733) e Brasile (1712). Si confermano rispettivamente al 4° e 5° posto Inghilterra e Uruguay, mentre l’unica novità da registrare nella top ten è la Croazia che scavalca il Portogallo portandosi al sesto posto. Alle spalle dei lusitani campioni d’Europa in carica, che scivolano al settimo posto, Spagna, Argentina e Colombia. Davanti agli azzurri Messico e Svizzera, rispettivamente 11° e 12°.
Il prossimo ranking Fifa verrà pubblicato giovedì 19 dicembre:

1. Belgio 1765 punti (–)
2. Francia 1733 punti (–)
3. Brasile 1712 punti (–)
4. Inghilterra 1661 punti (–)
5. Uruguay 1645 punti (–)
6. Croazia 1642 punti (+1)
7. Portogallo 1639 punti (-1)
8. Spagna 1636 punti (–)
9. Argentina 1623 punti (–)
10. Colombia 1622 punti (–)
13. ITALIA 1607 punti (+2)

(ITALPRESS).

NOTTE DI KO ITALIANI, JAMES SUPERA QUOTA 33MILA

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Tre su tre. Nessun sorriso e solo sconfitte per Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Nicolò Melli, ko con le rispettive squadre nel ricco programma Nba con ben 14 partite disputate nella notte italiana. Azzurri a parte, il grande protagonista è LeBron James che supera quota 33mila punti in carriera (33.008), portandosi al quarto posto nella speciale classifica dei migliori realizzatori di tutti i tempi. Davanti ha solo Kareem Abdul-Jabbar (38.387), Karl Malone (36.928) e Kobe Bryant (33.643). King James supera quota 33mila nel successo (il 9° consecutivo) che i Lakers ottengono a New Orleans in casa dei Pelicans di Nicolò Melli (9 minuti in campo e un solo rimbalzo all’attivo per lui). Per il Prescelto 29 punti, 11 assist e 5 rimbalzi, ma a rubargli la scena, almeno per una notte, è Anthony Davis, fischiatissimo dai suoi ex tifosi, ma capace di mettere a referto 41 punti, 9 rimbalzi e 1 assist. New Orleans lotta e tiene testa a Los Angeles, con Holiday (29 punti e 12 assist) e Ingram (23 punti e 10 rimbalzi) ci prova fino alla fine, ma deve arrendersi ai Lakers.
Come detto tutte ko le squadre degli italiani. Oltre ai Pelicans di Melli, perdono anche gli Spurs di Marco Belinelli fin qui protagonisti di una stagione decisamente negativa. San Antonio questa volta si arrende a Minnesota che si impone 113-101. Il Beli gioca solo 7 minuti e porta in dote 2 punti, 1 assist e 1 rimbalzo. I migliori per i texani sono Aldridge (22) e DeRozan (20), ma vincono i Timberwolves con Wiggins (26 puntio) e Towns (23 punti e 14 rimbalzi) trascinatori.
Perdono anche i Thunder di Danilo Gallinari, piegati 136-119 da Portland. Il “Gallo” gioca 27 minuti e mette a referto 14 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Vanno in doppia cifra anche Nader (23), Paul (16), Gilgeous-Alexander (11) e Schroder, ma non basta per fermare i Blazers che vincono davanti ai propri tifosi con i 27 punti di Lillard, i 22 di McCollum, i 21 di Whiteside (16 rimbalzi per lui), i 19 di Anthony e i 14 di Hood e Simons.
Nelle altre gare della notte vittorie per Orlando (116-104 ai Cavaliers), Indiana (121-102 su Utah), Boston Celtics (121-110 sui Nets con 39 punti di Kemba Walker), Philadelphia (97-91 sui Kings, 33 punti e 16 rimbalzi per Embiid), Hornets (102-101 su con i Pistons), Toronto (126-98 sui Knicks con 31 punti per Siakam), Milwaukee (11-102 su Atlanta con Giannis Antetokounmpo che mette a referto 30 punti e 10 rimbalzi), Clippers (121-119 sui Grizzlies), Houston Rockets (117-108 contro Miami, 34 punti per James Harden), Wizards (140-132 su Phoenix, 35 punti per Beal) e Golden State (104-90 sui Bulls, ko nonostante i 36 punti di Zach LaVine).
(ITALPRESS).

RACCHETTE IN CLASSE PER SCUOLE PRIMARIE

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Il progetto Racchette in Classe è al suo sesto anno di attività e anche quest’anno gode del riconoscimento da parte di Sport e Salute S.p.A. e del MIUR – Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca quale attività progettuale valida per l’anno scolastico. In qualità di partner, continuerà il supporto fondamentale della Ferrero, con il progetto di responsabilità sociale Kinder Joy of moving che ha l’obiettivo di incrementare e promuovere l’attività fisica tra i più giovani.
Il progetto è indirizzato a tutti gli alunni delle classi della Scuola Primaria (Prima, Seconda, Terza, Quarta e Quinta), prevedendo un’attività educativa e di gioco-sport, con l’inserimento graduale di aspetti tecnico-tattici e di confronto.
Nasce con l’intento di avvicinare gli alunni della scuola primaria alle tre discipline sportive interessate, il Tennistavolo, il Mini Tennis e per la prima volta la
Palla Tamburello. L’iniziativa si articolerà in un totale di 10 lezioni per ciascuna delle classi coinvolte: 6 in ambito curricolare, svolte al mattino e/o nel primo pomeriggio, e
4 in ambito extra-curricolare, effettuate al termine dell’orario scolastico presso la sede dell’Associazione Sportiva e/o del Circolo di Tennis.
A conclusione di tale attività, a seguito di una fase territoriale, che potrà essere disputata a livello provinciale o inter-provinciale, sarà individuata una rappresentativa che parteciperà alla Festa Finale Nazionale in programma il 5
e 6 di maggio 2020 in concomitanza con gli Internazionali BNL d’Italia di tennis. FIT, FITET e FIPT contribuiranno alla realizzazione del progetto, incentivando e sostenendo
le proprie società, garantendo loro: materiale sportivo
didattico, protocollo di lezioni da realizzare con le classi, aggiornamento e formazione degli operatori (tecnici e/o laureati in Scienze Motorie) e incentivazioni economiche. Entro il 20 dicembre 2019 tutte le società e associazioni interessate dovranno accedere alla piattaforma d’iscrizione e formalizzare la propria disponibilità a partecipare. Tutte le informazioni e dettagli sui siti delle tre Federazioni.
(ITALPRESS).

LAUTARO BIS E LUKAKU, L’INTER VINCE E RESTA IN CORSA

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Un’Inter sfortunata ma concentrata riesce a battere in extremis lo Slavia Praga per 3-1 e resta pienamente in corsa per il passaggio agli ottavi di Champions League. I nerazzurri agganciano al secondo posto il Borussia Dortmund e per ottenere il pass i ragazzi di Conte dovranno battere il Barcellona già qualificato. Nerazzurri che passano in vantaggio in contropiede: Lukaku da fenomeno difende il pallone a centrocampo e resistendo ai tentativi di fallo lo porta fino all’area di rigore, servendo un assist al bacio per il solito uomo di coppa Lautaro, che porta avanti i suoi al 19′. Al 36′ beffa clamorosa per i nerazzurri, che passano dallo 0-2 all’1-1 in un minuto: da uno svarione della difesa ceca arriva il gol di Lukaku a porta vuota su assist di Lautaro, la rete è regolare ma nell’azione precedente c’era un fallo di De Vrij in area di rigore. Marciniak annulla il gol nerazzurro per assegnare il penalty, che Soucek trasforma per l’1-1 con cui si chiude la prima frazione. Ripresa condita da due traverse degli ospiti, poi a dieci minuti dalla fine clamoroso errore della difesa ceca che spalanca la strada a Lukaku, che salta il portiere e deposita con rabbia a porta vuota per il gol dell’1-2. A tre minuti dal termine altro contropiede perfetto orchestrato da Lukaku e Lautaro con l’argentino che firma la personale doppietta che chiude l’incontro sull’1-3.
(ITALPRESS).

NAPOLI 1-1 A LIVERPOOL, ORA BASTA UN PARI PER GLI OTTAVI

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Verdetto rinviato. All’Anfield Liverpool e Napoli non si fanno male e chiudono il big match del girone per 1-1. Mertens accende la serata, Lovren pareggia i conti: un pari che regala un punto per parte e che rimanda il verdetto del primato del girone all’ultima giornata. Buona la prestazione da parte dei ragazzi di Ancelotti che dopo il caos societario rispondono efficacemente sul campo fermando per la seconda volta in stagione i campioni d’Europa dopo il 2-0 del San Paolo dello scorso settembre. Avvio di gara di marca Reds con il Napoli che fatica a proporre gioco nella meta’ campo avversaria. Il Liverpool amministra il pallone, incrementa il possesso palla con una manovra avvolgente ma mai riesce a rendersi pericoloso di fronte a Meret. E la sorprendente sterilita’ dell’attacco del Liverpool da’ coraggio al Napoli che prima prova un affondo con Mertens senza riuscire a tirare in porta. Poi al 21′ i partenopei beffano la difesa avversaria e firmano la rete del vantaggio. Lancio lungo di Di Lorenzo che in verticale pesca Mertens sulla linea del fuorigioco. Il belga scappa via, si presenta davanti ad Alisson e calcia col destro sul secondo palo per lo 0-1. Una rete che scombussola i piani della squadra di Klopp che nel tentativo di pareggiare l’incontro s’impadronisce della meta’ campo del Napoli. Ma l’unica occasione degna di nota nel primo tempo e’ un tiro di Milner col mancino sul quale Meret respinge coi pugni. Nel secondo tempo, pero’, il Liverpool aumenta l’intensita’ e al 55′ va vicinissima al gol a causa di una papera di Meret: il portiere dei partenopei perde palla in presa alta e la lascia a Firmino ma la conclusione viene murata da Koulibaly sulla linea. Serve un calcio da fermo ai Reds per pareggiare l’incontro con un corner nel quale Lovren a centro area colpisce di testa, sovrastando Mertens, e deposita in rete il pallone dell’1-1. Dopo la rete del pareggio il match cala d’intensita’ anche se e’ sempre il Liverpool a proporsi maggiormente minaccioso in attacco. Ma il muro dei partenopei regge e al triplice fischio il pari e’ accolto quasi come una vittoria.
(ITALPRESS).

LA MINACCIA SERBIA FRA L’ITALBASKET E TOKYO2020

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L’Italbasket finisce a Belgrado, se la vedrà nella prima fase con Senegal e Portorico ma sulla strada per Tokyo 2020 dovrà quasi certamente fare i conti con la Serbia. Effettuato oggi a Mies, in Svizzera, il sorteggio dei quattro tornei pre-olimpici che metteranno in palio gli ultimi biglietti per il Giappone. Gli azzurri giocheranno nella capitale serba dal 23 al 28 giugno: inseriti nel gruppo B, dovranno affrontare come detto Senegal e Portorico con gare di sola andata. Nell’altro girone, invece, ci saranno i padroni di casa, Repubblica Dominicana e Nuova Zelanda. Le prime due formazioni classificate in entrambe i raggruppamenti giocheranno semifinali e finale e la vincente staccherà il pass per i Giochi. Già qualificate a Tokyo2020 in 8: Giappone (Paese ospitante), Spagna, Argentina, Francia, Australia, Stati Uniti, Nigeria e Iran.
“Siamo finiti nel Torneo di Belgrado con la squadra più titolata fra quelle che non hanno avuto accesso diretto a Tokyo – il commento del ct Meo Sacchetti – Nel nostro girone siamo i favoriti, non possiamo nasconderlo. Senegal e Portorico sono due nazionali che abbiamo affrontato recentemente. Gli africani sono una squadra molto fisica. I portoricani, per come era cominciata l’ultima partita del Mondiale in Cina, potevano diventare il nostro peggior ricordo. Passiamo la prima fase, la semifinale e poi giochiamoci le nostre chance contro la Serbia. È la squadra favorita del nostro pre olimpico, e gioca in casa. Ma anche nel 2016 a Torino l’Italia era favorita…”.
(ITALPRESS).

INZAGHI “NOSTRA EUROPA LEAGUE COMPROMESSA”

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“Che importanza do alla sfida contro il Cluj? Sappiamo che purtroppo la nostra qualificazione è appesa a un filo, ma finché la matematica non ci condanna faremo la nostra partita sapendo che abbiamo poche possibilità di andare avanti. Abbiamo compromesso tutto nelle prime quattro partite per fattori nostri, ma anche fattori esterni”. Queste le dichiarazioni di Simone Inzaghi alla vigilia di Lazio-Cluj, quinta giornata del girone E della Europa League. La suqadra biancoceleste all’Olimpico si giocherà le ultime chance di qualificazione: “Per le nostre potenzialità potevamo fare sicuramente meglio – ha commentato Inzaghi in conferenza stampa – Ma talvolta hanno inciso alcuni fattori esterni perché contro il Celtic a 10 minuti dalla fine c’era un rigore clamoroso su Immobile che avrebbe indirizzato le cose diversamente. Con il Celtic tra andata e ritorno avremmo meritato sei punti. Ma questo è il calcio e le due partite col Celtic ci ha insegnato molto, anche quella col Cluj in Romania. Ma in tre partite hai raccolto zero punti”.
Inzaghi si sofferma sulla differenza di rendimento tra il campionato e l’Europa League: “In campionato stiamo giocando un ottimo calcio dalla prima giornata fino alla 13^ e penso che il nostro piazzamento sia ampiamente meritato. In Europa il sorteggio poteva andare meglio ma dovevamo passare il girone. Purtroppo non lo passeremo, ci prendiamo le nostre colpe e non siamo stati bravi a far girare gli episodi a nostro favore”.
(ITALPRESS).

LUIS ENRIQUE “FELICE DI TORNARE, MORENO SLEALE”

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“Un giorno speciale”, la “vita che deve andare avanti”, l’orgoglio “per la forza della famiglia”, il “ritorno a casa”, senza gente “sleale” nel suo staff. Luis Enrique ha tanto da dire, ne ha passate tante negli ultimi mesi, ha vissuto la tragedia peggiore che possa capitare a un padre con la morte della figlia di appena 9 anni, ma per se stesso, per la sua Xana che non c’è più e per i suoi cari, ha deciso che era arrivato il momento di tornare a lavorare, a vivere. Lo farà ripartendo da dove aveva lasciato, dalla guida della nazionale spagnola, ma questa volta senza Robert Moreno, il vice che lo aveva sostituito dopo le sue dimissioni e che ha portato “La Roja” agli Europei. A spiegare il motivo della rottura, a raccontare la sua verità, è lo stesso Luis Enrique in conferenza stampa, ma prima una doverosa premessa. “Oggi è un giorno speciale per me e per la mia famiglia, torno a casa per portare a termine un progetto iniziato”, dice per poi affrontare di petto il caso Moreno. “So che l’attenzione mediatica è rivolta a quanto avvenuto negli ultimi mesi, mi vedo costretto a dover dare molte spiegazioni, sono una persona che non ama le polemiche e chi mi conosce lo sa, ma mi ritrovo coinvolto in un caso che vede protagonista una persona che ha lavorato con me per tanti anni”.
“L’unico responsabile dell’assenza di Moreno nel mio staff sono io – ha sottolineato Luis Enrique -. La Federazione non c’entra. Il problema con lui nasce il 12 settembre, nell’unico contatto che abbiamo avuto. Facciamo una riunione a casa mia, capisco che vuole fare gli Europei da ct e poi, eventualmente, tornare a fare il mio vice. Mi metto nei suoi panni, capisco che per lui sia l’occasione della vita, l’ambizione per me è una virtù, ma finisce di esserlo quando è smisurata, allora diventa un difetto. Per me è un comportamento sleale, io non mi sarei comportato così e non voglio gente con queste caratteristiche nel mio staff. Gli dico che non lo voglio e che ho intenzione di tornare a lavorare, anche se non so quando. La riunione è finita in maniera cordiale. Sia chiaro che io non ho mai chiamato la Federazione nè ho permesso che eventuali terzi si muovessero per me. A fine ottobre mi hanno chiamato il presidente Rubiales e il direttore Molina, sono sempre stati affettuosi e leali. Gli ho subito detto che non avevano impegni con me. Abbiamo parlato, mi hanno proposto di tornare e tutti sapete come è andata. Mi sento responsabile e non orgoglioso di come sono andate le cose, ma ora ho voglia di pensare solo alla Nazionale, di parlare con i giocatori, non ci saranno stravolgimenti anche se qualche scelta sarà diversa”.
Luis Enrique assicura che non ci saranno altre versioni, che la verità è quella raccontata da lui e che la scelta di chiamarlo per gli Europei “è stata della Federazione”. Gli chiedono se non sia triste per la rottura dei rapporti con Moreno. “Nella vita sono le situazioni che vivi che ti permettono di conoscere meglio le persone, è il modo migliore per capire chi è tuo amico e chi no. Dal punto di vista professionale non ho nessuna critica per lui, è un allenatore molto preparato e i risultati lo dimostrano, come persona non ho mai avuto dubbi su di lui, ma poi le sue parole non hanno più trovato riscontro nei comportamenti. Non voglio aggiungere altro, dico solo che non sono il buono, ma neanche il cattivo del film”. Luis Enrique rivela di aver ricevuto un’offerta da un club straniero, spiega che Jesus Casas sarà il suo secondo e su quello che sta vivendo la sua famiglia dopo la tragedia della morte della bambina dice: “Sono diversi i modi di affrontare certe cose, noi lo stiamo facendo in maniera naturale, sono orgoglioso della forza e del carattere di tutta la mia famiglia”.
Il contratto di Luis Enrique sarà fino al 2022. “Non sono solito firmare lunghi accordi, ma in questo caso sono felice di averlo fatto per tre anni e non chiudo la porta per allungare ancora questa avventura, ma allo stesso modo non avrei problemi se un giorno il presidente Rubiales mi dicesse di andar via”. Chiusura ancora su Robert Moreno. “Abbiamo valori diversi, ho deciso in un certo modo e sono orgoglioso della mia scelta. Non mi pento di nulla, ma non vado fiero della situazione che si è venuta a creare”.
(ITALPRESS).