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SCONFITTE PER GALLINARI E BELINELLI

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Due sconfitte in altrettante partite. Bilancio negativo per i due azzurri in campo nella notte Nba con i Thunder di Danilo Gallinari che si arrendono sul parquet dei Clippers che si impongono 90-88, mentre gli Spurs di Marco Belinelli cedono ai Mavericks che davanti ai propri tifosi vincono 117-110. A Los Angeles contro la sua ex squadra il Gallo mette a referto 15 punti, 5 rimbalzi e 2 assist, ma non vive una bella serata al tiro (3/13). Oklahoma porta in doppia cifra anche Chris Paul (22 punti), Schroder (12) e Shai Gilgeous-Alexander (11), mentre Adams sfiora la doppia doppia con 10 rimbalzi e 9 punti. Tra i Clippers ottima la prestazione di Montrezl Harrell che, dalla panchina, fa registrare al suo attivo 28 punti e 12 rimbalzi. Sempre dalla panchina bene Lou Willimas che ne fa 11 e regala 9 assist, mentre nel quintetto iniziale sono 18 quelli di George e 12 (con 10 rimbalzi) Zubac.
Come detto perde anche San Antonio, ko a Dallas con il risultato di 117-110 per i padroni di casa. Belinelli gioca 19 minuti e dà un contributo di 5 punti, tre rimbalzi e tre assist in un match in cui neanche i 36 punti e 8 rimbalzi di DeMar DeRozan.
Ne fanno 16 Aldridge (9 i rimbalzi) e 13 Forbes, ma i Mavericks hanno un Luka Doncic che fa la differenza con 42 punti (massimo in carriera), 12 assist e 11 rimbalzi.
Nelle altre gare della notte vincono i Knicks (123-105 ai Cavaliers con 30 punti di Randle), i Pacers (115-86 sui Nets), i Raptors (132-108 sugli Hornets), i Bucks (115-101 sui Bulls con 33 punti di Giannis Antetokounmpo), i Celtics (99-85 sui Suns con 26 punti e 11 assist di Jayson Tatum), i Timberwolves (112-102 contro Utah con 29 punti e 13 rimbalzi per Karl-AnthonyTowns) e i Rockets che battono 132-108 i Blazers per 132-108 con Harden che mette a referto 36 punti, 6 rimbalzi e 5 assist.
(ITALPRESS).

LEGA SERIE A, SI DIMETTE GAETANO MICCICHE’

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Gaetano Miccichè si è dimesso da presidente della Lega di serie A. La decisione anticipa il procedimento della procura sportiva in merito all’indagine sulla regolarità del voto che portò alla sua elezione a presidente della Lega stessa. “Desidero annunciare, con questa dichiarazione, le mie immediate dimissioni dalla carica di Presidente della Lega di serie A. Le indiscrezioni di oggi apparse sui giornali relative alla chiusura dell’istruttoria sulla mia nomina avvenuta 20 mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono questa decisione” le parole del dirigente siciliano. “Non voglio entrare nel merito dello svolgimento dell’assemblea che mi ha eletto. Io non ero presente. Leggo solo un verbale firmato per accettazione da tutti gli azionisti presenti alla riunione alla quale hanno partecipato anche professionisti autorevoli e competenti come Gerardo Mastrandrea, Ruggero Stincardini, Ezio Simonelli, Paolo Nicoletti e il notaio Giuseppe Calafiori che, ognuno nel proprio ruolo, hanno vigilato sul corretto svolgimento dell’assemblea e nulla hanno avuto da eccepire” ha proseguito Miccichè. “Sono stato chiamato in Lega con dichiarazioni unanimi di voto e le ho dedicato molto tempo ed energie. Ho trovato una Lega commissariata, completamente disorganizzata e che non aveva nemmeno la parvenza di una realtà efficiente. Tutti insieme, perché nessuno ha sollevato la benché minima obiezione in 20 mesi, e le delibere che abbiamo preso sono state prese tutte all’unanimità, abbiamo realizzato una serie numerosa di iniziative che andavano nella giusta direzione”. Segue l’elenco dei vari punti realizzati:” Introduzione di nuovi criteri di rispetto di comportamenti e regole con l’obiettivo di operare nella ricerca dell’interesse generale; Gestione della crisi relativa ai diritti 2018/2021 assegnati a MEDIAPRO, rilevatasi contrattualmente inadempiente e conseguente decisione di risoluzione del contratto; Nuovo bando di gara, in prossimità dell’inizio del campionato, con eccellenti risultati ed offerte molto superiori a quelle precedentemente ricevute ed arrivo di nuovo operatore Dazn che oggi comunque rende più competitivo il mercato; Analisi, gestione e spesso risoluzione di numerosi contenziosi del passato; ripristino di una corretta governance della Lega con l’elezione dei consiglieri, dei consiglieri federali e del collegio dei revisori; nomina dell’Amministratore Delegato, dopo diversi mesi di stallo ed incertezze e nonostante le difficoltà derivanti da uno statuto che non consente di operare compiutamente secondo regole di normale corporate governance; negli ultimi 16 mesi il consiglio si è riunito 22 volte (una volta ogni due/tre settimane) per esaminare e discutere di ogni accadimento gestionale. Inoltre tutte le decisioni sono state sempre assunte all’unanimità, dimostrando una grande capacità di dialogo e di condivisione delle scelte. L’Assemblea dei soci, dopo il mio insediamento, si è riunita 21 volte ed ovviamente è sempre stata informata di tutto, anche di argomenti che non erano sottoposti a delibere assembleari; è stato presentato, circostanza del tutto innovativa per la Lega, un dettagliato piano industriale, regolarmente approvato e che contiene le linee guida ed i budget per i prossimi anni; si è dato corso a tutta una serie di iniziative concrete nei confronti della pirateria, con importanti seppur ancora parziali successi. Mai sinora si era operato fattivamente in tale senso e ricordo che il danno per il mondo del calcio è ingente; siamo stati artefici di iniziative anti razzismo con azioni tuttora in corso di realizzazione; abbiamo tenuto una posizione chiara, definita, nei confronti di nuove iniziative internazionali relative al futuro delle coppe europee, rappresentando comunque il nostro pieno supporto alla ricerca delle migliori soluzioni che guardino al futuro del nostro calcio; sull’area dei ricavi si è avviata l’attività (come da piano industriale) per sviluppare le nostre presenze internazionali, con eliminazione di diversi intermediari, per ottimizzare la vendita dei diritti esteri e la ricerca di nuovi sponsor. Questa è l’area che vede la Lega Italiana con maggiore gap da colmare con le altre principali leghe internazionali; con due anni di anticipo si è avviata la procedura per ricercare la migliore soluzione per la vendita dei diritti nazionali e sono in corso alcune trattative per verificare le diverse opportunità operative che il mercato può offrire; si è dato corso (sempre come da piano industriale) all’inserimento in Lega di nuove figure professionali, stabili, che assicurano ed assicureranno la capacità di internalizzare ed anche migliorare parte delle operatività che oggi vengono svolte all’esterno, spesso con aggravio di costi ed incertezze nei tempi di realizzo; si è ripreso un dialogo con tutte le altre componenti e tutti gli stake holders ridando dignità e ribadendo il ruolo fondamentale ed imprescindibile della Lega A per lo sviluppo di tutto il movimento calcistico nazionale”.
“In poche Ho lavorato in questi mesi alla trasformazione del calcio, aggiungendo ai valori agonistici e sportivi, quelli di credibilità societaria, economica e prospettica. Ciò è indispensabile e propedeutico per l’arrivo di nuovi seri investitori, nuove grandi corporation in qualità di sponsor, nuova credibilità nei mercati finanziari. Una trasformazione che ha anche l’obiettivo fondamentale di avvicinare le famiglie e gli appassionati al mondo del calcio e dello sport in generale”.
(ITALPRESS).

GOLEADA ITALIA, GLI AZZURRI BATTONO 9-1 L’ARMENIA

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Di Antonio Ricotta

Arriva anche la lode. Dopo il record delle 10 vittorie consecutive e il sorpasso su Vittorio Pozzo con il successo in Bosnia, l’Italia del Mancio si migliora travolgendo l’Armenia a Palermo (9-1). Una goleada che, anche questa, entra nella storia come una delle più larghe. Sono 11 adesso le partite vinte, ma c’è dell’altro, gli azzurri chiudono per la prima volta a punteggio pieno il girone di qualificazione, il primo percorso netto della storia, e concludono l’anno solare con un altro 10: ancora quello delle vittorie su altrettante partite. Un numero nel destino di Roberto Mancini, uno dei migliori 10 italiani quando regalava gol e spettacolo da calciatore. Al Renzo Barbera c’è un’Italia con tante novità. Confermati Bonucci (95 presenze), Tonali, Jorginho e Barella. Tra i pali Sirigu, ex rosanero che fa subito il pieno di applausi, Di Lorenzo e Biraghi gli esterni, Romagnoli al fianco del capitano. Nel tridente Zaniolo, Chiesa dall’altra parte e Immobile centravanti. Si comincia con l’Armenia che prova a mettere paura agli azzurri e in effetti al 3° Sirigu deve dire no al sinistro di Babayan. Più che l’allarme, suona la sveglia perché l’Italia comincia a giocare, fioccano le verticalizzazioni e in un minuto, dall’8° al 9°, arrivano il vantaggio di Immobile e il primo gol in Nazionale di Zaniolo, servito proprio dal bomber della Lazio che poco dopo si divora il 3-0. E’ tutto facile, talmente tanto che Bonucci si distrae e concede qualche svarione, su uno di questi serve Karapetyan che inventa un bel lob, ma la traversa gli nega il gol. Il capitano si riscatta al 29°, splendido il suo assist per Barella che sfonda la morbida linea armena e sigla il 3-0. C’è tempo per un altro errore di Bonucci e per i pali di Chiesa e Barella, in mezzo (al 33°) il 4-0 di Immobile su assist di Zaniolo che ricambia il favore. La ripresa inizia con l’esordio di Orsolini (fuori Barella) e Chiesa che cerca il gol (ancora palo). E’ solo Italia, Zaniolo trova il 5-0, un gran sinistro per la doppietta personale. E’ festa al Barbera tra “Po po po po”, “Ola” e cori per Mancini che ringrazia dalla panchina. C’è spazio per i gol di Romagnoli, Jorginho (rigore), Orsolini (rete al debutto), Babayan (gol della bandiera armeno) e Chiesa (al primo gol in azzurro), ma anche per il debutto di Meret. Abbuffata azzurra, festa al Barbera, questa Nazionale fa il pieno di gol e di applausi.
(ITALPRESS).

GRAVINA “PASSIONE E IMPEGNO SOCIALE LA SVOLTA”

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Di Antonio Ricotta

Un anno di risultati, progetti portati a termine, altri su cui si lavora con voglia di fare, risolvere e innovare. E’ tempo di gioire per i successi delle Nazionali, da quella di Roberto Mancini a quella di Milena Bertolini, ma per la Federcalcio di Gabriele Gravina è anche arrivato il momento di un bilancio dopo un anno di lavoro, da quel 22 ottobre del 2018, giorno dell’elezione con il 97.2% dei voti, a oggi, giorno in cui l’Italia, a Palermo, conclude il suo trionfale percorso nelle qualificazioni europee. “L’aspetto più importante, al di là dei risultati che generano sicuramente entusiasmo, ma che hanno la fragilità di essere vissuti in momenti molto stretti nel tempo, è il processo che porta al risultato che è molto più duraturo – spiega Gravina in un forum all’Agenzia Italpress -. La capacità delle nostre nazionali di avere avuto il coraggio, oltre che la fortuna, di raccontare agli italiani una nuova storia, sta portando entusiasmo, questo grazie anche ai tanti giovani che vengono coinvolti. La scelta della Federazione è quella di essere aperta a un rapporto di reciprocità, la Nazionale è di tutti gli italiani, volevamo restituire alla gente la possibilità di vivere con grande partecipazione i percorsi delle nostre squadre nazionali”. Gravina ci tiene a sottolineare un aspetto a lui molto caro, il concetto legato al dono e “in questo senso avere Vialli come capo-delegazione credo sia uno dei messaggi più belli, Luca sta donando un messaggio di grande forza, capacità e speranza a tantissimi italiani”. Impegno in campo e nella politica sportiva, anche e soprattutto nel sociale. Ieri, per esempio, a Palermo Charity Dinner per raccogliere fondi in favore degli ex calciatori in difficoltà. “In Figc abbiamo potenziato l’area di responabilità sociale e abbiamo voluto che fosse presente in tanti eventi, molti nostri connazionali vivono momenti di difficoltà e sofferenza, abbiamo voluto dimostrare che la Nazionale ha la capacità di portare un abbraccio a persone meno felici, siamo stati al Bambino Gesù, siamo andati a Venezia dove abbiamo portato un momento di spensieratezza e un sorriso a chi vive momenti di grandi criticità. Ora uno dei progetti per noi importanti è quello di dare una mano a ex calciatori meno fortunati rispetto ad altri, ragazzi che hanno avuto momenti di notorietà ma non altrettanta fortuna nel sapersi gestire. Non è un problema solo di povertà, c’è anche il pericolo depressione, quando si chiude il sipario può succedere e quando è così arrivano problemi di grande disadattamento”. Ecco perchè “l’idea di costruire un centro di accoglienza è legato a un principio non legato allo scambio, vogliamo solo che questi ragazzi siano in grado di portare testimonianza nelle scuole, di partecipare ad attività sociali. Stiamo lavorando su due progetti in fase embrionale, ieri è partita da Palermo la prima serata di raccolta, ho visto tantissima sensibilità e disponibilità, come sempre il mondo del calcio è migliore rispetto a come vogliono farlo apparire”.
Il sociale è uno dei fiori all’occhiello della gestione Gravina, un presidente che ha portato a casa risultati positivi anche nella politica sportiva. “Abbiamo anticipato di circa 5-6 mesi le norme relative alle licenze nazionali e questo ci ha consentito, dando regole certe e accorciando i tempi, di partire per la prima volta dopo tantissimi anni con campionati senza penalizzazioni, abbiamo dato certezze di iscrizione, nel campionato precedente ancora non si sapeva chi era in A e chi in B, quest’anno i campionati sono partiti regolarmente e la Lega Pro a luglio aveva già fatto i calendari”. Inoltre c’è la riforma del codice di giustizia sportiva “che sarà ulteriormente rafforzata con la digitalizzazione e da questo punto di vista è stato molto apprezzato il tesseramento online”. Sempre in tema di giustizia sportiva, Gravina ricorda che “oltre alla modifica degli organi, sono stati rivisti i tempi e c’è stata la rivisitazione della responsabilità oggettiva, ovvero non l’abolizione della stessa, ma la possibilità di dare alle società tutti gli strumenti per evitare di essere colpite nel mucchio”. Gravina rende merito anche a chi lavora nel commerciale: “Dal 31 dicembre 2018 non abbiamo più un advisor, ma nonostante questo siamo passati da un minimo garantito di 50 milioni di euro a un 30% in più. Siamo una Federazione solida e dinamica, centralizzata, che attraverso questi messaggi è riuscita ad avere un ruolo centrale e che dà certezze sotto il profilo delle prospettive”. Gravina conosce la base del calcio, ha frequentato anche quella e adesso che è al vertice non dimentica che “la componente economica è tra le più importanti per il nostro movimento, però bisogna arrivare a un equilibrio tra efficienza ed equità, capire che il mondo dilettantistico è vitale per il sistema calcio. La Lega di A è la più importante, ma se non intuisce, come è già avvenuto altrove, che il rapporto di collaborazione dalla Lnd a salire è fondamentale, noi perderemo ancora terreno, eravamo al top nelle big-five, oggi siamo quinti, siamo dietro alla Spagna e alla Francia. La Premier è arrivata ai 5 miliardi di sterline. Il rapporto con loro è di 1 a 5, ma loro hanno una visione di sistema che a noi manca, serve il coinvolgimento di tutte le componenti, un interscambio con principi di equità assolutamente indispensabili”. Dalla politica sportiva al calcio giocato, Mancini infrange record e ha portato gli azzurri alla fase finale di Euro2020 in netto anticipo, il tutto giocando un ottimo calcio e dando una nuova mentalità non solo alla Nazionale, ma anche alle squadre di club, dimostrando che si può e si deve credere nei giovani. A scegliere il Mancio non fu Gravina, ma il commissario Fabbricini, eppure il rapporto tra presidente e allenatore è sempre stato ottimo. “Ho incontrato Mancini dieci giorni prima della mia elezione – dice Gravina nel corso del forum all’ITALPRESS -, gli dicevano che come primo atto io avrei cambiato ct. Non era vero, ho chiamato il mister ci siamo confrontati in maniera molto serena e tranquilla”.
Una volta eletto Gravina ha “incontrato tutte le nazionali, prima la Femminile, l’Under 21, le giovanili e poi la A con tutto lo staff. Con Mancini abbiamo avuto un bellissimo rapporto di prospettiva, abbiamo condiviso l’idea di raccontare agli italiani questa nuova storia, lui ha chiesto le massime garanzie in termine di condivisione delle sue idee, ha trovato il mio entusiasmo. Ovviamente c’è una netta separazione e il massimo rispetto dei ruoli, Mancini il ct lo sta facendo nel miglior modo possibile, noi lo stiamo mettendo nelle condizioni di lavorare al meglio. In questa Nazionale c’è un clima da grande famiglia, addirittura ci sono ragazzi dispiaciuti di dover lasciare oggi il gruppo e questa è una delle più belle testimonianze di unità e bellezza che i ragazzi possono lasciarti”. Dalla favola del Castel di Sangro, club portato dalla Terza Categoria alla B da dirigente, a numero 1 del calcio italiano. “Mi mancava solo la serie A, ora sono il presidente del Club Italia, credo che sia un’ascesa straordinariamente incredibile, credo di essere stato l’unico presidente che, partito dalla Terza Categoria, si è ritrovato a presiedere la Nazionale di calcio. Un record”.

(ITALPRESS).

ECCO LA COMMISSIONE CIO PER MILANO-CORTINA 2026

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Il Cio ha svelato oggi la composizione della commissione di coordinamento che affiancherà gli organizzatori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. A guidarla sarà la 52enne finlandese Sari Essayah, membro Cio dal 2016, e ne faranno parte Richard L. Carrion (Portorico), Tricia Smith (Canada), Jiri Kejval (Repubblica Ceca), Daina Gudzineviciute (Lituania) e Kee Heung Lee (Corea del Sud). All’interno della commissione anche Kikkan Randall (Usa) in quota atleti, Jan Dijkema (Olanda) in quota Federazioni, Alejandro Blanco (Spagna) a rappresentare i Comitati olimpici, e Marianna Davis (Usa) per l’Ipc. “Il progetto di Milano-Cortina, grazie al vantaggio di avere strutture e competenze già esistenti, è perfettamente allineato con l’Agenda Olimpica 2020 e la sua visione di un’Olimpiade efficiente sotto il profilo dei costi – ha sottolineato in una nota il presidente del Cio, Thomas Bach – La commissione di coordinamento, sotto la guida di Sari Essayah, possiede il necessario mix di conoscenze e abilità per collaborare con gli organizzatori in modo da far emergere il potenziale di questo progetto. Lavoreranno fianco a fianco per fornire un’esperienza indimenticabile ad atleti e tifosi e lasciare un’indelebile e positiva eredità agli italiani”. “Non vediamo l’ora di mettere la nostra esperienza a disposizione degli organizzatori di Milano-Cortina 2026 – ha aggiunto dal canto suo la Essayah – Sappiamo che c’è grande sostegno da parte della popolazione italiana e questa energia ci motiverà tutti”.
La prima visita della Commissione di Coordinamento nel Nord Italia è prevista per la seconda metà del 2020 mentre il 10 e 11 dicembre prossimi ci sarà un incontro fra Cio e organizzatori per porre le basi della futura collaborazione da qui all’inizio dei Giochi.
(ITALPRESS).

BELLA PROVA PER MELLI, SORRIDONO I PELICANS

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Nicolò Melli sfodera la sua miglior prestazione in Nba e dà una mano ai New Orleans Pelicans nel successo per 108-100 su Golden State. Il 28enne lungo emiliano colleziona 27 minuti sul parquet e ripaga la fiducia con 16 punti con 0/1 da due ma 5/7 da tre e 1/1 ai liberi, a cui aggiunge anche 5 rimbalzi e 3 assist oltre a una palla persa. Protagonisti anche Redick (26 punti con sei triple) e Holiday (22 punti), nei Warriors – alla settima sconfitta di fila e privi ancora di Curry e Thompson – si salva Paschall (30 punti).
A Ovest comandano i Lakers, che spazzano via Atlanta per 122-101 con 33 punti di LeBron James (12 dei quali nei primi 9 minuti di partita) sotto gli occhi di Kobe Bryant, per l’11esima vittoria in 12 gare. Terza forza della Conference si conferma Denver, trascinata da Jamal Murray (39 punti e 8 assist) nel 131-114 su Memphis, mentre a Est Boston cade dopo dieci successi di fila: finisce 100-99 per Sacramento, con i liberi decisivi di Holmes a 13″3 dalla sirena e 35 punti di Hield. Per i Celtics, la cui ultima sconfitta risaliva al 23 ottobre scorso, 18 punti di Brown. Sorride Philadelphia, che supera per la seconda volta in pochi giorni Cleveland (114-95) con 27 punti di Harris, 14 di Embiid e la doppia doppia (10 punti e 11 assist) di Simmons mentre completa il quadro delle gare giocate nella notte il successo di Orlando su Washington per 125-121: dominanti Vucevic (30 punti e 17 rimbalzi) e Fournier (25 punti e 9 assist), bene anche Fultz (19 punti).
(ITALPRESS).

SHOW VERSTAPPEN IN BRASILE, HARAKIRI FERRARI

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Benvenuti allo show. Un incredibile Gran Premio del Brasile incorona Max Verstappen re di Interlagos. Straordinaria prestazione da parte dell’olandese della Red Bull che torna sul gradino più alto del podio vincendo nelle mille difficoltà della tappa brasiliana. La Ferrari si auto-distrugge con il contatto tra Sebastian Vettel e Charles Leclerc mentre la Mercedes pasticcia con il contatto di Lewis Hamilton (penalizzato nel post gara di 5 secondi e indietreggiato in settima posizione) su Alexander Albon e con il ritiro di Valtteri Bottas per un problema al motore. Verstappen, invece, quasi passeggia sui carboni ardenti difendendo la prima posizione lungo tutta la gara e sorpassando Hamilton per ben due volte solamente per effetto delle strategie pit-stop anticipate in casa Mercedes. E nel caos generale a festeggiare è soprattutto la Toro Rosso con Pierre Gasly che al termine di un duello emozionante all’ultima curva beffa Hamilton e conquista il primo podio della sua carriera in F1.

Disastro più totale, invece, per la Rossa che vive un incubo nel duello tra i due Cavallini cestinando così le grosse chance di podio nel finale di gara. Al termine di una rimonta straordinaria dalla quattordicesima posizione, complice la Safety Car chiamata in pista per la rottura del motore di Bottas, Leclerc riprende Vettel e ingaggia un duello aggressivo nel post gara. Un duello che tramuterà nel disastro più completo con i due ferraristi che entrano in collisione e chiudono la gara con un doppio ritiro. “Chi ha la colpa? No comment – ha dichiarato Leclerc nell’immediato post gara – Entrambi siamo maturi e questo non inficerà il nostro rapporto ma dovremo parlarne con il team”. Dichiarazioni pacate anche da parte del tedesco che nel fine gara però si sgrava delle colpe: “Non ho chiuso Leclerc, andavo dritto e non ho capito come siamo arrivati al contatto. È un peccato per la squadra”.

Pasticcio che costa caro alla Rossa e che ha causato la sfuriata del team principal Binotto: “Così non va, i piloti hanno danneggiato l’intera squadra. Erano liberi di gareggiare e hanno sbagliato entrambi. Non faremo il debriefing per dare un segnale forte”. Un mix di eventi che ha reso ancor più agevole la corsa di Verstappen: l’olandese, grazie alle gomme nuove montate con la Safety Car sul finale di gara, sfreccia sulla Mercedes di Hamilton e vola al traguardo per un trionfo da urlo: “È stata una gara davvero incredibile e divertente ed è grandioso averla vinta. Ho spinto forte e ho dovuto superare Hamilton con due super manovre”. Ancor più entusiasmo, invece, per Gasly che incredibilmente si ritrova secondo e nell’ultima curva batte il sei volte campione del mondo Hamilton: “Non dimenticherò mai le emozioni di questa giornata. Sfidando Hamilton ho pregato che il motore Honda desse tutto”.

Il britannico, dal canto suo, si scusa con Albon per il contatto finale con il quale ha cestinato un weekend complicato finendo successivamente settimo: “Mi dispiace, mi scuso con Albon. Avevo margine, è stata colpa mia”. E nella crazy race Carlos Sainz da ventesimo chiude in terza posizione usufruendo della penalità di Hamilton mentre Antonio Giovinazzi registra il miglior risultato della sua carriera portando l’Alfa Romeo in quinta posizione. Una gara infinita che ha lasciato emozioni e rimpianti che si trascineranno fino al Gran Premio di Abu Dhabi, ultima tappa di una stagione entusiasmante.

MANCINI “RISULTATI CONSEGUENZA DEL GIOCO”

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Di Antonio Ricotta

“Detto da Arrigo fa piacere, grazie”. Roberto Mancini incassa i complimenti di Sacchi e, alla vigilia di Italia-Armenia in programma domani sera al Barbera di Palermo, ultima gara del girone di qualificazione agli Europei del 2020, parla della sua Italia che sta andando al di là di ogni più rosea previsione. “Mi aspettavo di qualificarmi – ha dichiarato il Mancio – non le 10 vittorie (9 nel cammino verso gli Europei, più una nell’amichevole con gli Usa, ndr). L’obiettivo era quello di fare qualcosa di diverso per riavvicinare i tifosi con un gioco decente, giocando un calcio offensivo e senza speculare sull’avversario, magari prendendoci anche qualche rischio. I giocatori hanno fatto tutto questo e i risultati sono la conseguenza. Non importa l’avversario, potevamo vincere anche con il Portogallo, la mentalità non cambia in base all’avversario”.
Mancini è soddisfatto del lavoro che hanno fatto gli azzurri in questo anno e mezzo di lavoro. “I ragazzi hanno formato un bel gruppo, c’è un buon feeling, sia in campo che fuori. Mi hanno sorpreso, pensavo che arrivassimo pronti verso marzo-aprile del 2020. Jorginho e Verratti erano già straordinari, ma avevano giocato solo una gara insieme, mentre i giovani, che hanno dimostrato di avere qualità, sono stati bravi a cogliere al volo le occasioni che hanno avuto. Possiamo fare qualcosa di bello. Non sarà facile scegliere, sarà un problema lasciare a casa alcuni ragazzi quando bisognerà fare le convocazioni per gli Europei”. Pochi indizi sulla formazione anti-Armenia, Mancini spiega che ci saranno alcuni cambi rispetto alla gara con la Bosnia, che c’è un po’ di stanchezza e annuncia che giocherà Chiesa. Venduti oltre 20mila biglietti e Mancini augura al Palermo di tornare “presto in serie A, la città lo merita”.
(ITALPRESS).