Due azzurri in campo nella notte italiana con otto partite di scena sui parquet Nba. Bilancio a metà: una vittoria e una sconfitta. A far festa è Danilo Gallinari che disputa un’ottima gara, mentre Marco Belinelli non riesce a incidere più di tanto nella sconfitta di San Antonio. Bene, dunque, il “Gallo”, protagonista nel successo casalingo che gli Oklahoma City Thunder ottengono, all’overtime, contro i Sixers. L’italiano è il miglior realizzatore dei suoi grazie ai 28 punti (il suo massimo stagionale) messi a referto e a cui vanno aggiunti anche sette rimbalzi e due assist. Decisivo nel supplementare Gallinari, ma fondamentale anche il contributo di Chris Paul, Shai Gilgeous-Alexander e Terrance Ferguson, rispettivamente con 27, 24 e 19 punti. Philadelphia se la gioca fino alla fine, ma cede nel supplementare e alla fine la doppia doppia di Joel Embiid, che fa registrare al suo attivo 31 punti e 12 rimbalzi, non è sufficiente. In doppia cifra per gli ospiti anche Richardson (28), Harris (21), Simmons (16) e Horford (12).
Niente da fare, invece, per gli Spurs di Marco Belinelli. San Antonio perde sul parquet degli Orlando Magic che si impongono 111-109 e il “Beli”, in campo per 16 minuti, va a referto con 6 punti, quattro rimbalzi e un assist. Il migliore dei suoi è DeRozan con 21 punti, ma i padroni di casa mandano tutto il quintetto iniziale in doppia cifra (ne fa 26 Fournier), più Ross (20) e Augustin (10) che si aggiungono dalla panchina.
Nelle altre gare della notte decima vittoria consecutiva per i Boston Celtics che vincono 105-100 contro i Golden State Warriors (24 per Tatum). Vincono anche gli Houston Rockets, che con il solito James Harden (44 punti) battono 111-102 gli Indiana Pacers, e i Los Angeles Lakers con la doppia doppia di LeBron James (29 punti e 11 assist) a fare la differenza nel match vinto 99-97 contro i Sacramento Kings. Vincono anche gli Hornets (109-106 sui Pistons), i Grizzlies (107-106 contro Utah Jazz) e i Washington Wizards con Bradley Beal che fa 44 punti e 10 assist nel 137-116 rifilato ai Minnesota Timberwolves.
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GALLINARI TRASCINA OKC, KO GLI SPURS DI BELINELLI
VETTEL-LECLERC, LA FERRARI DAVANTI NELLE LIBERE
Pioggia nella prima sessione, cielo nuvoloso e pista asciutta nelle libere 2. Cala il sipario su un venerdì “misto” a Interlagos con la Ferrari che detta legge e conquista le prime due posizioni della classifica tempi del Gran Premio del Brasile. Sebastian Vettel, alla presenza numero 100 a bordo della Rossa, registra il miglior tempo in 1’09″217 con appena 21 millesimi di vantaggio su Charles Leclerc. Una risposta importante per l’avvio del weekend ma soprattutto per cancellare il clamoroso flop in terra statunitense. Dopo aver faticato ad Austin, la Ferrari ritrova un’ottima performance fin dai primi giri delle libere brasiliane, confermando così la top speed soprattutto nei settori ad alta velocità (1° e 3°). Lavoro, però, rallentato da un’anomala prima sessione dove la forte pioggia abbattutasi a San Paolo ha condizionato notevolmente la simulazione di qualifica e del passo gara.
Ad avere la meglio nella mattinata brasiliana è stato Alexander Albon in 1’16″142 salvo poi cestinare quanto di buono fatto nella prima ora schiantando la sua Red Bull contro le barriere, poste in uscita dall’ultima curva, durante il tentativo estremo con gomma soft su una pista ancora bagnata. Tanti gli errori sul tracciato scivoloso, tra cui spiccano un testacoda di Verstappen e un’uscita di Leclerc, che han reso di fatto inutili le libere 1. Lavoro molto più sostanzioso nelle prove libere 2 dove Vettel piazza il miglior tempo con gomma media e poi con gomma soft portandosi molto vicino a scendere sotto il minuto e 9 secondi (1’09″217). Ma la battaglia è assolutamente aperta con Leclerc che piazza la sua SF90 a una manciata di millesimi con la consapevolezza, però, di dover subire una penalità di 10 posizioni in griglia a causa del nuovo motore (montato dopo il problema rilevato nelle libere 3 di Austin).
E allora lo sguardo va alla concorrenza con Max Verstappen che è il primo degli inseguitori della Rossa grazie al terzo tempo a soli 134 millesimi. All’inseguimento anche le due Mercedes con Valtteri Bottas quarto a +0″156 davanti al campione del mondo Lewis Hamilton che si accontenta del quinto tempo a +0″223. Cinque piloti in soli due decimi: un assaggio di qualifica che preannuncia una battaglia serrata per la pole position. Incompleta, invece, la simulazione del passo gara dove la Mercedes ha mostrato un ritmo leggermente migliore rispetto a quello di Ferrari e Red Bull. Da annotare ben tre bandiere rosse nelle libere 2 con due incidenti a muro per Daniil Kvyat (Toro Rosso) e Robert Kubica (Williams) oltre al problema al motore alla Toro Rosso di Pierre Gasly. Appuntamento rinviato alla giornata di sabato che inizierà alle ore 16:00 con la terza e ultima sessione di libere mentre dalle ore 19:00 il via alla lotta per la pole.
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QUARTARARO SFRECCIA NELLE LIBERE DI VALENCIA
Fabio Quartararo si prende la scena nel venerdì di libere sul “Ricardo Tormo” di Valencia, dove domenica si correrà l’ultima prova stagionale del Mondiale MotoGp, il Gran Premio della Comunitat Valenciana. Dopo aver stabilito al mattino il miglior tempo in 1’31″455 davanti a Jack Miller, il pilota francese della Petronas Yamaha SRT scende a 1’30″735, rifilando quasi un decimo e mezzo a Maverick Vinales, in sella alla M1 ufficiale. Alle loro spalle ecco Marc Marquez, staccato di 0″239, quindi Miller e l’altra Yamaha del team Petronas che vede in sella Franco Morbidelli. Sesto e settimo tempo per le due Suzuki di Alex Rins e Joan Mir, poi Aleix Espargarò su Aprilia mentre Andrea Dovizioso non riesce a far meglio del nono crono: per il ducatista un ritardo di oltre sei decimi da Quartararo. Va peggio a Valentino Rossi: ottavo al mattino dopo essere finito a terra alla curva 4, il Dottore è suo malgrado protagonista di un’altra caduta durante la sessione pomeridiana e chiude 14esimo, a un secondo dal miglior tempo. Domani dovrà rimboccarsi le maniche nella terza sessione di libere per conquistarsi un posto nel Q2.
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FARFALLE IN VOLO CON VISTA SUL “TROFEO 150 ANNI”
Ogni volta che scendono in pedana, l’urlo che le accompagna dalle tribune è sempre quello: “Volate, Farfalle!”. Questa volta, però, le Farfalle della ginnastica ritmica italiana hanno volato davvero. E’ successo al “Fastweb AeroGravity” di Milano, la galleria del vento verticale con la camera di volo più grande al mondo, dove le dieci ragazze della nazionale italiana di ginnastica ritmica hanno provato l’incredibile sensazione di farsi sollevare in aria spinte dal vento, in occasione della presentazione del “Fastweb Grand Prix di Ginnastica – Trofeo 150 anni”, in programma sabato 23 novembre nel nuovo Allianz Cloud di Milano. La kermesse milanese sarà aperta dal Galà, uno show mozzafiato con la presenza di tutte le sezioni della ginnastica: artistica femminile (le “Fate”, vincitrici anche loro di un bronzo mondiale a Stoccarda) e maschile, ritmica, aerobica, acrobatica e ginnastica per tutti. Ma la vera novità sarà il “Trofeo 150 anni”, una sfida su sette attrezzi tra Italia ed Europa. Sette competizioni (due di ritmica individuale, due di artistica femminile e tre di maschile) con in palio un punto ciascuna per decretare la squadra vincitrice.
“Quella di oggi è stata una sensazione incredibile – ha detto Alessia Maurelli, capitana della nazionale di ginnastica ritmica – perché è vero che siamo abituate a volare ogni giorno, ma questa è stata la prima volta che lo abbiamo fatto senza gravità”. Una piccola parentesi dedicata al divertimento prima di tuffarsi nuovamente negli allenamenti, che da qualche tempo si svolgono nella nuova “Casa delle Farfalle” di Desio, una palestra tutta per loro voluta da Giovanni Malagò per preparare al meglio gli appuntamenti agonistici. Dopo il bronzo conquistato ai Mondiali di Baku 2019, ora l’obiettivo si chiama Tokyo 2020: “E’ da due anni che siamo qualificate per Tokyo – ricorda la Maurelli -, sono quasi quattro anni che lavoriamo per questo con la nuova squadra. Abbiamo cominciato questo quadriennio con tanti successi, ma anche con qualche delusione, e questo ci è servito ad affrontare con più grinta le gare successive. Cerchiamo di arrivare a Tokyo pronte per volare, e magari di tornare un po’ più ‘appesantite’ di medaglie”. 
Sotto la guida di Emanuela Maccarani, direttrice tecnica della Nazionale (oltre che allenatrice italiana più vincente di sempre), le “Farfalle” hanno già iniziato la lunga marcia di avvicinamento ai Giochi. “Sicuramente arriveremo pronte e cercheremo di fare del nostro meglio – dice Martina Centofanti -, in questi anni si è allargata molto la concorrenza, le squadre sono sempre più forti e il livello della ginnastica ritmica si sta alzando sempre di più. Novità per Tokyo? Stiamo lavorando ai nuovi esercizi, abbiamo appena finito di montarli, grazie a Manuela (Maccarani, ndr) che riesce a fare sempre dei capolavori. C’è ancora molto lavoro da fare, ma saranno sicuramente bellissimi”.
L’ITALIA VINCE 3-0 IN BOSNIA, RECORD MANCINI
Italia testa di serie al sorteggio e con un ct da record. Gli azzurri vincono 3-0 in Bosnia, mettendo in fila la decima vittoria consecutiva, un dato che permette a Roberto Mancini di superare il primato di Vittorio Pozzo, stabilito nel 1939. Decidono le reti di Acerbi, Insigne e Belotti per una Nazionale che, già qualificata a Euro2020, continua la propria marcia a punteggio pieno con 9 successi in altrettante partite nel girone J. Ancora risposte positive, dunque, da un’Italia che gioca e vince anche quando non c’è l’assillo di portare a casa il risultato.
Mancini va avanti con il 4-3-3 e le novità sono in difesa, con il rientro di Florenzi, e a centrocampo, con Tonali al debutto dal 1° (seconda presenza) al posto dell’assente Verratti. Tridente con Bernardeschi, Belotti e Insigne. Dall’altra parte Prosinecki si affida a tre italiani: lo juventino Pjanic, il milanista Krunic e il romanista Dzeko. Ritmi subito alti con Dzeko fermato in offside e Bonucci (oggi alla gara numero 94, raggiunto Facchetti) che ci prova sugli sviluppi di un corner. Match vivo, Donnarumma presente su Bicakcic e Dzeko, ma l’Italia c’è e cerca sempre il gioco come vuole il Mancio. Bene Bernardeschi. Per lo juventino assist per Insigne, gol sfiorato e poi la gran giocata che, al 21°, permette a Barella di servire Acerbi che realizza una rete da attaccante di razza e qualità. La Bosnia ci prova ma non fa male, l’Italia sì e al 37° raddoppia con Insigne, servito da Belotti. Lo 0-2 ferisce nell’orgoglio i bosniaci, ma tra i pali c’è un grande Donnarumma che dice no a Cimirot e Kovacevic, immediata risposta azzurra con Belotti che impegna Sehic.
Nella ripresa, all’8°, il “Gallo” chiude definitivamente la partita con un bel destro dal limite su assist di Barella. Succede poco altro, l’Italia domina, la Bosnia perde Pjanic per infortunio (allarme Juve) e poi c’è spazio per due debutti in azzurro: Gaetano Castrovilli e il terzo portiere Pierluigi Gollini. Finisce 3-0, azzurri belli, vincenti e convincenti, tanto da uscire dal terreno di gioco tra gli applausi dei bosniaci.
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MELLI A SECCO MA NEW ORLEANS BATTE I CLIPPERS
Nicolò Melli non trova il canestro ma ci pensa Jrue Holiday a rovinare il debutto in maglia Clippers di Paul George. Bel successo per New Orleans: 132-127 il finale con 36 punti di Holiday, che nei minuti conclusivi ruba tre palloni a George, a referto comunque con 33 punti in 24 minuti alla prima con la sua nuova squadra. Nei Pelicans anche 20 punti e 20 rimbalzi di Favors mentre Melli, in campo per 17 minuti, resta a secco (0/1 da due e 0/1 da tre) ma colleziona due rimbalzi, un assist e una palla recuperata. Fra i Clippers, orfani di Leonard tenuto a riposo, anche 31 punti di Lou Williams.
A Est Miami si conferma la seconda forza alle spalle di Boston dopo il successo per 108-97 su Cleveland (23 punti per Nunn, 16+15 per Adebayo) mentre Milwaukee vola sulle ali dei soliti Antetokounmpo (38+15) e Bledsoe (31 punti), superando Chicago 124-115. Brooklyn, alla quarta trasferta in sette giorni, cede per 101-93 contro Denver (18 punti e 10 rimbalzi per Jokic) nonostante un Irving da 17 punti e 9 assist seppur dolorante alla spalla destra. Oubre Jr. (30 punti) e Booker (27 punti) trascinano Phoenix contro Atlanta (128-112), ritorno amaro da ex a New York per Porzingis: 20 punti e 11 rimbalzi non bastano a Dallas contro i Knicks (106-103), così come la quinta tripla doppia stagionale di Doncic (33 punti, 11 assist e 10 rimbalzi).
Sul fronte mercato, dopo oltre un anno lontano dai campi, si appresta a tornare Carmelo Anthony: stando alla “Espn” è fatta per il suo approdo a Portland. Decisivo il colloquio avuto nelle ultime ore con Neil Olshey, presidente dei Blazers che lo aveva già cercato ai tempi dei Knicks, e l’allenatore Terry Stotts. Con Collins ko e un avvio di stagione al di sotto delle attese (4 vittorie e 8 sconfitte), Portland punta sulla voglia di riscatto del 35enne Anthony, uno dei quattro giocatori nella storia Nba con oltre 25 mila punti e 6500 rimbalzi a non aver mai vinto il titolo. Reduce dall’infelice esperienza della passata stagione a Houston, durata appena 10 partite, avrà ora la chance di rilanciarsi al fianco di Lillard e McCollum.
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MANCINI E BONUCCI “VINCERE ANCHE IN BOSNIA”
“E’ più probabile che parta dall’inizio Belotti”. Roberto Mancini sceglie il “Gallo” per la sfida di domani, a Zenica, contro la Bosnia, match valido per le qualificazioni agli Europei del 2020 con gli azzurri già qualificati e le speranze di Dzeko e compagni appese a un filo. “Per il resto ho due dubbi, uno per il terzino destro, l’altro per il centrocampista, ma decideremo domani mattina dopo l’allenamento”, ha spiegato Mancini in conferenza stampa. A Zenica la Bosnia ha sempre vinto. “Sicuramente è uno stadio dove si trovano bene, domani noi faremo del nostro meglio perchè anche noi vogliamo vincere, sarà una bella partita, vedremo alla fine chi sarà stato più bravo tra noi e loro, se vinceranno loro gli faremo i complimenti, ma di sicuro per batterci la Bosnia deve giocare bene”.
“C’è voglia di continuare questo percorso perchè abbiamo margini di miglioramento e queste partite ci permetteranno di misurarci con giocatori di livello internazionale come Dzeko e Pjanic”. Leonardo Bonucci esclude un’Italia ‘distratta’ domani a Zenica contro la Bosnia. “Il mister ci ha dato un’identità ben precisa e domani dovremo fare le stesse cose che abbiamo fatto nelle gare precedenti e che ci hanno portato a qualificarci con largo anticipo senza mai perdere – sottolinea il capitano -. Vogliamo mettere in difficoltà la Bosnia. Dzeko è un grandissimo giocatore che ha dimostrato in campionati diversi di saper far male, di avere grande tecnica e fisicità. Ci aspetta un match difficile: all’andata la Bosnia ci ha messo in difficoltà, soprattutto nel primo tempo, ma abbiamo studiato dove fare meglio”.
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VITTORIA STORICA PER BERRETTINI ALLE ATP FINALS
Matteo Berrettini saluta Londra e il gruppo Borg uscendo dalla porta principale. Sconfitto da Djokovic prima e Federer poi e ormai fuori dalla corsa alle semifinali, il 23enne romano si congeda dalle Atp Finals con una vittoria: battuto per 7-6(3) 6-3 Dominic Thiem, al contrario già certo invece di un posto fra i migliori 4 “Maestri”. Quello di Berrettini è un successo storico per il tennis azzurro visto che nè Panatta nè Barazzutti, gli altri due italiani arrivati a disputare il Masters di fine anno, erano riusciti a vincere un incontro. Ce l’ha fatta Berrettini, arrivato alla O2 Arena da numero 8 del mondo dopo aver iniziato il 2019 fuori dai primi 50, e dopo una stagione in cui ha conquistato i tornei di Budapest e Stoccarda oltre a centrare la prima semifinale in uno Slam (Us Open) e in un Masters 1000 (Shanghai). “Sono davvero fiero di me, ma lo sono ancora di più per il mio team, per la mia famiglia, per i miei amici. È stata una stagione incredibile, non mi aspettavo di essere qui a inizio anno ma spero di tornarci l’anno prossimo”. Via da Londra con 200 punti in più per la classifica Atp e 215 mila dollari in tasca, Berrettini si appresta ora a fare rotta su Madrid in vista delle finali di Coppa Davis.
Nell’altro incontro del gruppo Borg, Roger Federer batte Novak Djokovic 6-4 6-3 e si qualifica così alle semifinali assieme a Dominic Thiem. Resta fuori il serbo, che perde anche la chance di riprendersi la testa della classifica Atp: Nadal resterà numero uno fino a fine anno.
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