“È arrivato l’ultimo Gran Premio del 2019”. Valentino Rossi è pronto ad archiviare un Mondiale avaro di soddisfazioni per guardare oltre il Gp di Valencia, dove ha ormai poco da chiedere alla sua Yamaha. “Non è stata una stagione facile ma nelle ultime gare siamo migliorati – spiega il fuoriclasse pesarese – In Malesia abbiamo fatto una buona gara e proveremo a fare lo stesso a Valencia, dove vogliamo provare a salire sul podio. Dopo l’ultimo Gran Premio ci saranno due test, una a Valencia e l’altro a Jerez. Queste saranno settimane molto importanti, faremo del nostro meglio”. “Sono molto felice di tornare a Valencia, sto bene fisicamente e con una mentalità positiva dopo la vittoria in Malesia – le parole dell’altro centauro della Yamaha, lo spagnolo Maverick Vinales – Stiamo lavorando molto bene con il team e tutto il duro lavoro svolto durante la stagione sta dando i suoi frutti. Abbiamo trovato la formula per continuare a sviluppare la moto per il 2020 ed è quello che stiamo facendo. Il mio obiettivo per questo fine settimana è terminare la stagione con un’altra vittoria o almeno con un altro podio, così da essere la prima Yamaha nella classifica del campionato e raggiungere la terza posizione nella classifica generale”.
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ROSSI “NON E’ STATA UNA STAGIONE FACILE”
GALLINARI NON BASTA AI THUNDER, VINCONO I PACERS
Ancora una sconfitta esterna per Oklahoma che perde nettamente sul parquet di Indiana. Non bastano i 14 punti di Danilo Gallinari (unico italiano in campo nella notte Nba) per evitare la settima sconfitta stagionale dei Thunder piegati con il punteggio di 111-85 dai Pacers. Il “Gallo” è il più prolifico dei suoi e nei 24 minuti in campo fa registrare al suo attivo anche 4 rimbalzi. In doppia cifra anche Burton (13), Shai Gilgeous-Alexander (11) e Adams (10), ma la franchigia di Indianapolis, trascinata dai 23 punti di T.J Warren e dai 20 di Brogdon, si dimostra superiore e porta a casa la vittoria anche grazie ai 18 punti di Sabonis (16 i rimbalzi) e ai 17 di Holiday.
Nelle altre gare della notte spicca la vittoria dei Lakers che si prendono la vetta della classifica della Western Conference, battendo 123-115 i Phoenix Suns. Doppia doppia per Anthony Davis e LeBron James che mettono a referto rispettivamente 24 punti e 12 rimbalzi, 19 punti e 11 assist. Importanti per il successo di Los Angeles anche i 23 punti dalla panchina di Kuzma, ma vanno in doppia cifra pure Green (14), Howard (12) e McGee (11). Phoenix lotta ma i 21 punti di Rubio (per lui anche 10 assist) e di Booker (9 assist), i 20 di Baynes, i 18 di Saric e i 16 di Kaminsky non bastano per fermare i Lakers.
Nelle altre gare della notte successi per Philadelphia (98-97 ai Cavaliers con 27 punti e 16 rimbalzi per Joel Embiid), Miami Heat (117-108 contro i Pistons), Chicago Bulls (120-102 sui Knicks), Utah Jazz (119-114 con Brooklyn), Atlanta Hawks (125-121 sui Nuggets con Trae Young che mette a referto 42 punti e 11 assist) e Sacramento Kings (107-99 contro Portland, 25 punti e 10 assist per Bogdan Bogdanovic).
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BERRETTINI LOTTA, MA CEDE A FEDERER, THIEM IN SEMIFINALE
Matteo Berrettini tiene testa a “King Roger”, ma alla fine deve cedere il passo all’ex numero uno del mondo. Il tennista romano, a differenza dell’unico precedente in carriera contro Federer, gli ottavi di finale di Wimbledon, dove aveva raccolto solo cinque game, questa volta tiene testa al 38enne di Basilea, soprattutto nel primo set, perso solo al tie-break. In serata l’italiano perdere anche le residue speranze di accedere alle semifinali, in virtù della vittoria dell’austriaco Dominc Thiem ai danni di Novak Djokovic. Tornando al match del pomeriggio, certamente il Federer visto all’Arena O2 di Londra, sede delle ATP Finals, non era quello dello scorso luglio. Ma per una buona mezzora di gioco, Berrettini è sembrato in grado di giocarsela contro il rossocrociato, fino ad arrivare al sei pari. Ma nel tie-break non ha avuto scampo. Le sue prime palle, che lo avevano aiutato fino a quel momento, con 4 ace ed il 76% dei punti ottenuti, sono venute a mancargli. Troppi errori, con anche l’unico doppio fallo del set e per il suo avversario è stato facile portare a casa il punto sul 7-2.
Il secondo set è stato in bilico fino al 4-3, quando Berrettini, subito il break era avanti 40-15, e poteva ottenere il contro break, ma il suo avversario ha messo dentro la prima palla di servizio e per lui non c’è stato nulla da fare. Matteo ha perso per la seconda volta il proprio servizio e per lo svizzero è stato facile chiudere il match sul 6-3, dopo un’ora e 16′ di gioco. Per l’azzurro alla prima esperienza in una finale tra i migliori otto del mondo è arrivata, così, la seconda sconfitta; mentre per Roger Federer resta aperta la possibilità di accedere alle semifinali dopo la sconfitta iniziale contro Dominic Thiem. Lo svizzero, però, dovrà giocarsi le sue possibilità giovedì contro Novak Djokovic, ko contro l’austriaco che si è imposto con il punteggio di 6-7(5), 6-3, 7-6 (5) guadagnando l’accesso alle semifinali.
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CASTROVILLI, CISTANA, ORSOLINI E IL SOGNO AZZURRO
Sono giovani (tutti classe 1997), sono ambiziosi e oltre che giocare a calcio hanno imparato anche a… cantare. Sono i tre nomi nuovi della Nazionale di Roberto Mancini convocati per la doppia sfida di qualificazione europea contro Bosnia-Erzegovina e Armenia. La linea verde-azzurra ha i volti di Andrea Cistana (difensore del Brescia), Riccardo Orsolini (attaccante del Bologna) e Gaetano Castrovilli (centrocampista della Fiorentina). Per tutti si è schiuso un sogno, quello di entrare ancora a Coverciano ma stavolta per vestire la maglia più ambita dell’Italia. E per tutti c’è stato un rito da celebrare nel giorno della prima convocazione: cantare una canzone davanti ai compagni di squadra. Lo hanno fatto, un po’ intimiditi e un po’ divertiti. Cistana ha scelto il brano ‘Che fantastica storia è la vita’ di Antonello Venditti; Orsolini ha intonato ’50 Special’ dei Lunapop; Castrovilli è andato ancora più sul melodico con ‘Tu si a fine do munno’ di Angelo Famao. Nonostante le parole misurate da primo ritiro rilasciate in conferenza stampa, i tre nuovi azzurri alla corte del CT Roberto Mancini hanno dimostrato di aver voglia di fare molta strada in questa Nazionale maggiore.
“Per me è stato davvero emozionante ricevere questa convocazione, mi ha colpito la semplicità dei compagni nel farci integrare nel gruppo – – afferma Andrea Cistana – Si tratta di un riconoscimento per quanto ho fatto vedere negli ultimi anni. Entrare nella rosa per l’Europeo? Sarebbe un di più, non posso dire che non ci penso, diciamo che quello che sarà sarà. Essere qui a Coverciano è come toccare con mano il passato dell’Italia del calcio. Io mi ricordo il Mondiale del 2006, è stata una grandissima emozione, sarebbe un sogno far parte di un gruppo simile”. Anche per l’attaccante del Bologna Riccardo Orsolini l’approdo in azzurro è qualcosa di speciale. “Si tratta di una opportunità incredibile che mi è stata data e cerchero di coglierla al meglio – dice – La convocazione è il frutto di un lavoro che devo a Sinisa Mihajlovic, da lui avrei voluto dei consigli e una parola di sostegno da ma da tempo non lo sento perché deve seguire la sua riabilitazione. Questa Italia ha idee di gioco simili al mio Bologna e per me questo rappresenta un vantaggio”.
“Anche io ho un ricordo bellissimo del Mondiale 2006, anche se come calciatore azzurro mi piaceva Bruno Conti, penso di avere caratteristiche simili – ha proseguito Orsolini -. Da quei tempi e soprattutto negli ultimi anni il calcio italiano è cambiato parecchio, prima si faceva fatica a far debuttare un giovane, dopo le delusioni mondiali c’è stato uno scossone che ha fatto riscoprire il valore di nuovi talenti”. Un sogno azzurro che si schiude anche per il centrocampista viola Gaetano Castrovilli, protagonista con 3 gol di questo avvio di stagione in serie A. “E’ il sogno di ogni bambino indossare questa maglia – dice Castrovilli – Questo gruppo ispira allegria e spensieratezza. Il paragone con Antognoni? Che dire, Giancarlo è una bellissima persona, io sono alla prima chiamata, da lui mi separano 70 presenze, 7 gol e un Mondiale…Cercherò di mettere in difficoltà il mister in proiezione dell’Europeo. Il segreto per arrivare fin qui è non mollare mai. Io cerco ogni giorno di migliorarmi nel fare gol, poi dovrò continuare a migliorare nel difendere e nel gioco sottoporta”. Non solo calcio nella vita sportiva di Castrovilli. “Mi piace la danza, e in fondo anche il calcio è una danza, vediamo se riuscirò a trovare una scuola di ballo a Firenze” conclude.
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VETTEL E LECLERC PRONTI A STUPIRE A INTERLAGOS
“Quando si gareggia a San Paolo, in Brasile, è sempre un’incognita, può sempre succedere di tutto. Non so per quale motivo ma c’è qualcosa di particolare su questa pista e in questi luoghi. Ad ogni occasione qualcosa di pazzo succede e se non accade allora puoi star certo che succederà l’anno successivo”. Sebastian Vettel presenta così il fine settimana del Gran Premio del Brasile a Interlagos. “Si tratta di un’altra pista che nel recente passato è stata amica della nostra squadra: ricordo, per esempio, che lo scorso anno qui Kimi (Raikkonen, ndr) era salito sul podio, mentre due anni fa fui io a conquistare la corsa – sottolinea il pilota tedesco della Ferrari – Di sicuro, a livello di atmosfera, è una corsa speciale: i brasiliani sono probabilmente il pubblico più rumoroso tra quelli delle gare che abbiamo in calendario. Gridano talmente forte dagli spalti che anche noi in macchina riusciamo a sentirli. I tifosi brasiliani sembra veramente che salgano in macchina con te”. “Il Brasile non è solo una nazione nella quale c’è una enorme passione per il nostro sport: è anche la patria di Ayrton Senna, ovvero il pilota al quale probabilmente mi sono ispirato di più. Era un gran talento e una persona speciale e questo Gran Premio ci porta sempre alla mente la sua leggenda – le parole dell’altro pilota della ‘Rossa’, il giovane monegasco Charles Leclerc – Il circuito è estremamente divertente, si tratta di un giro corto nel quale comunque trovano posto curve molto diverse fra loro oltre che rettilinei di discreta lunghezza. Il layout della pista è cambiato parecchio nel corso dei decenni fino a diventare quello attuale. Quando giocavo con i videogame da bambino sceglievo sempre questa pista, per cui posso dirmi un grande appassionato. Il meteo a San Paolo è sempre imprevedibile e questo influisce, come è ovvio, sulle condizioni del tracciato che cambiano di giorno in giorno e in determinate condizioni possono risultare una variabile che rimescolano le carte in tavola”. “Arriviamo al penultimo Gran Premio della stagione dopo la frustrante gara di Austin nella quale non siamo stati in grado di portare a casa il risultato che sentivamo di poter raccogliere. Al sabato con Vettel abbiamo mancato la settima pole position consecutiva per appena un centesimo, ma se non altro avevamo avuto la conferma che a livello di performance eravamo competitivi come sempre – sottolinea il team principal della Ferrari, Matteo Binotto – La domenica il passo gara di Leclerc nel primo stint è stato mediocre, anche se la prestazione della sua vettura è tornata normale dopo la prima sosta ai box. Con lui cercheremo di gettarci tutto alle spalle e di ripartire dal Brasile – prosegue Binotto – Charles potrà disporre di una Power Unit nuova dal momento che la sua si è danneggiata nel sabato di Austin e questo lo ha costretto a montare una unità usata e meno potente per il resto del weekend. Equipaggiare la sua SF90 con una nuova Power Unit significa prendere penalità in griglia, ma se non altro a San Paolo ci aspettiamo di tornare ai livelli consueti di performance e di poter lottare con spirito combattivo per finire in crescendo la stagione. Questo sarà importante per cercare la conferma del fatto che stiamo facendo progressi con la nostra vettura e per provare a portare questo stato di forma nella pausa invernale. So che i nostri piloti e tutto il team – conclude Binotto – sono assolutamente concentrati su questo”.
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STERLING CACCIATO DALLA NAZIONALE INGLESE
Raheem Sterling è stato cacciato dal ct della nazionale inglese Gareth Southgate per il match di qualificazione agli Europei del 2020 contro il Montenegro, in programma giovedì alla Wembley Arena. L’attaccante del Manchester City, secondo quanto fa sapere la federcalcio inglese, è stato escluso “per aver creato confusione in un’area privata della nazionale”. Secondo le ricostruzioni dei tabloid inglesi, Sterling avrebbe aggredito il difensore del Liverpool Joe Gomez, con cui aveva avuto già uno screzio nel match di Premier League di domenica scorsa vinto 3-1 dai Reds. La 24enne punta dei Citizens avrebbe cercato di afferrare Gomez per il collo nella mensa di St George’s Park, il centro sportivo di addestramento dei ‘Tre Leoni’. Una mossa che ha sorpreso non poco i suoi compagni di squadra, che inizialmente pensavano ad uno scherzo prima di capire che Sterling aveva perso il controllo e farsi così avanti per dividere i due giocatori. “Il nostro è uno sport dalle forti emozioni e sono abbastanza grande da riconoscere quando le emozioni prendono il sopravvento”, si è scusato sui social Sterling, prima di minimizzare l’accaduto. “Joe e io siamo passati dalle parole ad altro. Ciò che è fatto è fatto, andiamo avanti e non esageriamo su quanto successo. Rimaniamo concentrati sul nostro match di giovedì”. Un match a cui Sterling, 12 goal in 55 presenze con la sua nazionale, non parteciperà.
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TUTTI AL TAPPETO I TRE AZZURRI DELL’NBA
Tutti battuti i tre italiani impegnati nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Finisce al tappeto in volata Oklahoma City Thunder, sconfitto sul parquet di casa dai Milwaukee Bucks per 121-119: la 31enne ala piccola di Sant’Angelo Lodigiano termina a referto con 14 punti in 30 minuti di impiego, impreziositi da 7 rimbalzi e 3 assist. Top-scorer dell’incontro, con un bottino di 35 punti, il greco Giannis Antetokounmpo. Battuta d’arresto interna anche per i San Antonio Spurs di Marco Belinelli, che nella serata del ritiro della maglia di Tony Parker si arrendono per 113-109 ai Memphis Grizzlies, trascinati dai 24 punti di Jaren Jackson. Solo 7 punti in 17 minuti per la guardia bolognese. Non sorride nemmeno Nicolò Melli: i ‘suoi’ New Orleans Pelicans cedono sul campo amico per 122-116 a Houston Rockets, con l’ala reggiana che resta inutilizzato in panchina. Grande protagonista James Harden, autore di 39 punti.
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CASASCO “SERVE CORRETTA PRESCRIZIONE ATTIVITÀ FISICA”
Rischi di allenamento, incidenza dell’inattività fisica nei livelli di mortalità, controllo delle malattie non trasmissibili sono alcuni punti della relazione tenuta dal presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco. Intervenuto all’università degli studi di Palermo in occasione degli esami finali di conferimento del titolo di specialista in medicina dello sport. Una attenta analisi sul presente ed il futuro della medicina dello sport in Italia e in Europa, partendo proprio dal ruolo rivestito dello specialista. “Il riconoscimento dell’inattività fisica come patologia potrebbe essere la prima pietra affinché i sistemi istituzionali favoriscano la possibilità di fare attività fisica correttamente prescritta. – ha detto Maurizio Casasco, presidente FMSI – Solo uno specialista in medicina dello sport conosce la corretta prescrizione dell’attività fisica. La Federazione Medico Sportiva vuole portare a conoscenza di tutto il sistema sanitario nazionale, dei medici di base, dei pediatri e dei laureati in scienze motorie, la corretta prescrizione che deve essere fatta”.
Ad essere analizzati, inoltre, i dati diffusi dall’Istat nel recente report sull’obesità infantile. “I Paesi come l’Italia, la Grecia e Malta sono al primo posto per l’obesità infantile, questo è un dramma. Non riguarda solamente l’alimentazione ma è un problema di educazione e dei corretti stili di vita. – ha sottolineato Casasco – La lotta al fumo, all’abuso dell’alcol, all’utilizzo improprio dei farmaci. Una serie di corretti stili di vita dove l’integrazione tra l’attività fisica e l’alimentazione è la pietra miliare di ogni aspetto. Una corretta informazione che non deve partire solo dalla scuola e dalle famiglie. Lo sport, le federazioni, svolgono in questo un ruolo estremamente importante”. Per Vittorio Virzì, coordinatore formazione Sicilia FMSI, il futuro della medicina dello sport “non è solo quello della messa in sicurezza degli atleti. Ma occuparsi della salute di tutti. La medicina dello sport presuppone un controllo medico in età giovanile, quindi in soggetti sani, è un primo momento di prevenzione. Questo significa costruire delle informazioni che ci dicono se esistono delle patologie”.
Non solo prevenzione di patologie. Ad essere sottolineata l’incidenza che può avere un corretto stile di vita insieme allo sport sui livelli di mortalità. “L’inattività fisica è indice di cattivo vissuto, quindi anche di aumento di mortalità per incidenza di patologie. – ha precisato e concluso Virzì – L’attività fisica fatta in maniera uniforme corretta porta a beneficio verso patologie che possono sorgere, alla salute in genere”.
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