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POKER LAZIO SUL LECCE, PARI SAMP-ATALANTA

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Vittoria per la Lazio sul Lecce, pari senza reti dell’Atalanta in casa della Samp e tra Udinese e Spal. I biancocelesti soffrono non poco, ma alla fine riescono ad avere la meglio su un ottimo Lecce e tengono il passo dell rivelazione Cagliari issandosi al terzo posto. Lapadula riesce a pareggiare la rete iniziale di Correa, poi nella ripresa Milinkovic porta in vantaggio i laziali, Immobile su rigore segna il 3-1 e ancora Correa la rete del 4-1. In precedenza, Babacar si era visto respingere da Berisha il rigore del possibile 2-2 che poi Lapadula aveva messo in rete ma in fuorigioco, mentre nel finale La Mantia fissa il punteggio sul 4-2. A Marassi, finisce a reti inviolate tra Sampdoria ed Atalanta, con i blucerchiati rinfrancati dalla cura Ranieri che ottengono il terzo risultato utile consecutivo (5 punti) anche se restano in terz’ultima posizione in compagnia del Genoa. L’Atalanta, reduce dal pari di Champions contro il City, ha giocato gli ultimi 15′ in dieci per il rosso per somma di ammonizioni a Ruslan Malinovsky. Uno 0-0 ricco di emozioni quello tra Udinese e Spal. I friulani sprecano l’impossibile sotto porta e vengono salvati dal rigore parato da Musso al 98′ su Petagna. Secondo risultato utile consecutivo per Gotti dopo l’esonero di Tudor e il roboante 3-1 rifilato al Genoa. Lascia l’ultimo posto in classifica invece la squadra di un Leonardo Semplici in bilico, a +1 dal Brescia ma con grandi lacune in entrambe le fasi.
(ITALPRESS).

ESORDIO CON SCONFITTA PER BERRETTINI ALLE ATP FINALS

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Esordio con sconfitta per Matteo Berrettini nel Girone ‘Borg’ delle Atp Finals, scattate oggi sul veloce indoor della O2 Arena di Londra. Il 23enne tennista romano, numero 8 del ranking mondiale, si e’ arreso nettamente al serbo Novak Djokovic con il punteggio di 6-2 6-1, in un’ora e 4 minuti di gioco. Il capitolino, maglia azzurra e pantaloncini blu, sfida la tensione con il cappellino come sempre girato all’indietro ma perde i primi sei punti del match e chiude il primo set con 17 gratuiti, che pesano sui 29 punti totali che vince il serbo. E quell’ansia da prestazione, il timore di un esordio che avrebbe desiderato diverso, gli restano addosso per tutta la partita contro un avversario, ‘Nole’, che ha vinto cinque volte il ‘Masters’. Berrettini, il top 10 che ha guadagnato più posizioni rispetto all’anno scorso (46, da numero 54 a numero 8) fino a mese fa non avrebbe nemmeno immaginato di poter essere a Londra. Djokovic, alle Atp Finals per la dodicesima volta negli ultimi 13 anni, raggiunge l’ex coach Boris Becker al terzo posto per numero di successi nel torneo, 36. Solo una volta, contro Ferrer nel 2007 al suo primo match nel torneo, ha perso il match d’esordio nel girone. Esordio con ko, in serata, anche per Roger Federer. Il tennista svizzero, numero 3 del mondo, si è arreso di fronte all’austriaco Dominic Thiem, quinto nel ranking internazionale, col punteggio di 7-5 7-5. Era la seconda gara del “gruppo Borg”. Domani in scena le prime sfide del “gruppo Agassi”, ovvero Medvedev-Tsitsipas e Nadal-Zverev.

(ITALPRESS).

CAGLIARI SHOW, FIORENTINA TRAVOLTA 5-2

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Il Cagliari travolge la Fiorentina per 5-2 e si aggiudica i tre punti nel lunch match della dodicesima giornata del campionato di Serie A. Cinquina dei rossoblù di Rolando Maran che dominano l’incontro e conquistano il decimo risultato utile di fila salendo al terzo posto a quota 24 punti in attesa della risposta di Roma, Lazio e Atalanta. Tutto troppo facile per i sardi che calano il tris nel primo tempo grazie ai gol di Marko Rog, Fabio Pisacane, per altro prime firme in campionato per entrambi i rossoblù, e di Giovanni Simeone. Nella ripresa a segno anche Joao Pedro e Radja Nainggolan con il belga che ha dominato la scena firmando tre assist e partecipando attivamente a quattro delle cinque reti dei rossoblù. Per gli ospiti a segno solamente Dusan Vlahovic con una doppietta nel finale di gara. Da annotare al 13′ l’emozionante tributo di tutta la Sardegna Arena per Davide Astori, ex giocatore di Cagliari e Fiorentina scomparso tragicamente a Udine il 4 marzo 2018. Nel tredicesimo turno il Cagliari affronterà il Lecce al Via del Mare alle ore 20:45 di domenica 24 novembre mentre la Fiorentina sfiderà l’Hellas Verona al Bentegodi alle ore 15:00.

LA FRANCIA CONQUISTA LA FED CUP, AUSTRALIA KO

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Un doppio perfetto quello giocato da due amiche probabilmente ritrovate. Premiato il coraggio di un capitano al suo primo anno sulla panchina della Nazionale. Si è conclusa con il trionfo della Francia di Kristina Mladenovic e Caroline Garcia la finale di Fed Cup andata in scena sul cemento della “RAC Arena” di Perth. Nel doppio decisivo, infatti, la coppia francese si è imposta per 6-4 6-3, in un’ora ed un quarto di partita, su quella australiana composta da Ashleigh Barty e Sam Stosur, gelando l’entusiasmo del pubblico di casa. In precedenza infatti Alja Tomljanovic aveva riscattato la prova opaca di ieri, superando per 6-4 7-5, in poco più di un’ora e mezza di gioco, Pauline Parmentier, chiamata in extremis da capitan Benneteau, a sostituire la Garcia, assolutamente inguardabile nella prima sfida, rimettendo le cose a posto per le padrone di casa e rinviando tutto al doppio. La giornata si era infatti aperta con una sorpresa con la “S” maiuscola: “Kiki” Mladenovic, numero 40 Wta, aveva battuto in rimonta per 2-6 6-4 7-6(1), dopo oltre due ore e mezza di lotta, “Ash” Barty, numero uno del ranking, portando le ospiti in vantaggio. Ieri la prima giornata si era chiusa in parità: nel singolare di apertura la Kristina Mladenovic, numero 40 del ranking mondiale, aveva sconfitto con un doppio 61 la Tomljanovic, numero 51 Wta e fidanzata di Matteo Berrettini, mentre nel secondo match la Barty, reduce dal trionfo alle Wta Finals, si era sbarazzata con un doppio “bagel” in appena 56 minuti di Caroline Garcia, numero 45 Wta, riportando in parità le padrone di casa. Per la Francia è la terza Fed Cup della sua storia, la prima dopo 16 anni. E pensare che nelle sei sfide precedenti (nessuna disputata in finale) le australiane si erano imposte in ben cinque occasioni ma le francesi avevano vinto proprio nell’ultima, giocata all’Olympic Stadium di Mosca nel primo turno del World Group del 2000. Continua la serie negativa per l’Australia, che giocava una sfida per il titolo dopo 26 anni di digiuno e che ha perso la sua nona finale consecutiva.
(ITALPRESS).

GALLINARI TRASCINA OKLAHOMA AL SUCCESSO

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Tre azzurri in campo nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Danilo Gallinari guida alla vittoria Oklahoma City Thunder contro Golden State Warriors: di fronte agli oltre 18.000 spettatori della Chesapeake Energy Arena, la 31enne ala piccola di Sant’Angelo Lodigiano trascina i suoi al successo per 114-108, contribuendo con un bottino personale di 21 punti in 31 minuti di impiego, impreziositi da 5 rimbalzi e 3 assist. I due bomber di Golden State sono Bill Russell e Alec Burks, a referto con 53 punti complessivi. Casella immacolata per Nicolò Melli, che gioca meno di 5 minuti nell’affermazione esterna dei New Orleans Pelicans, a segno per 115-110 sul campo dei Charlotte Hornets. Top-scorer è il suo compagno di squadra Brandon Ingram, autore di 25 punti. Battuta d’arresto casalinga per i San Antonio Spurs di Marco Belinelli, messi al tappeto per 135-115 dai Boston Celtics: la 33enne guardia di San Giovanni in Persiceto colleziona 9 punti in 19 minuti, incidendo poco in un match caratterizzato dai 30 punti di Jaylen Brown. Vittorie esterne, infine, per Houston Rockets (117-94 sui Chicago Bulls) e Dallas Mavericks (138-122 sui Memphis Grizzlies).
(ITALPRESS).

SINNER TRIONFA AL NEXT GEN, BATTUTO DE MINAUR IN FINALE

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Jannik Sinner ha vinto la terza edizione delle Next Gen Atp Finals, disputato sul veloce indoor dell’Allianz Cloud a Milano. Nella finale, il 18enne altoatesino, numero 93 Atp, ha battuto in finale l’australiano Alex De Minaur, numero 1 del torneo e 18 al mondo, in tre set per 4-2, 4-1, 4-2 in 1h06′ di gioco. Aspettando Matteo Berrettini, che domani farà il suo esordio nelle Atp Finals di Londra (alle 15, contro Novak Djokovic), l’Italia del tennis si gode quanto fatto a Milano da Jannik Sinner. Il 18enne di San Candido, allenato da Riccardo Piatti, in gara grazie a una wild card, in queste Next Gen Finals ha battuto Frances Tiafoe e Mikael Ymer nel girone preliminare (prima di perdere contro Ugo Humbert) e Miomir Kecmanovic in semifinale. Un cammino splendido per l’altoatesino, come tutta la sua stagione. Sinner, che aveva chiuso il 2018 al gradino 551 del ranking Atp, ha centrato quest’anno quattro successi: due a livello Challenger, a Bergamo e a Lexington, e due nei tornei Future, a Trento e a Pula. Attualmente l’azzurro è numero 95 del mondo (miglior ranking numero 93 a ottobre).
(ITALPRESS).

NAPOLI-GENOA 0-0 TRA I FISCHI DEL SAN PAOLO

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Il Napoli non scaccia la crisi generale e si ferma sullo 0-0 nella dodicesima giornata di campionato di Serie A contro il Genoa. Scialbo pareggio per gli uomini di Ancelotti, in un ambiente piuttosto teso con entrambe le curve in protesta. Perde altro terreno la squadra partenopea, attualmente al settimo posto. I liguri conquistano un punto d’oro, che non smuove però più di tanto la classifica. I fischi del San Paolo vengono subito smorzati, almeno momentaneamente, al 2′: Lozano scatta in profondità, ma perde il tempo per tirare. Sulla ribattuta arriva Insigne che spedisce in fondo al sacco col mancino. In fuorigioco tuttavia la posizione di partenza del messicano, si resta sullo 0-0. Buon piglio dei partenopei nonostante la settimana tribolata che li ha visti grandi protagonisti soprattutto fuori dal campo. Zielinski si mette in luce al 16′ con un missile di sinistro vanificato da Radu. Al 32′ invece enorme chance per i liguri: Pandev spedisce alle stelle un ottimo servizio di Agudelo a pochi passi dalla porta, tradito da un falso rimbalzo. Porte inviolate al duplice fischio, a cui segue il continuo dissenso dei tifosi di casa. Nella ripresa prosegue sulla stessa linea d’onda il “Grifone”, sfiorando il vantaggio negato solamente da un intervento miracoloso di Koulibaly: il senegalese al 62′ vanifica la conclusione di Pinamonti sulla linea di porta ad Ospina battuto. In maniera frettolosa attacca il Napoli, che a sua volta va ad un passo dall’1-0 con il colpo di testa di Elmas al 86′: Radu vola e ferma lo score sullo 0-0. 
(ITALPRESS).

VECINO E BARELLA, RIMONTA E PRIMATO INTER

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Lo sfogo di Antonio Conte scuote l’Inter. La squadra nerazzurra contro l’Hellas Verona vive una partita all’opposto rispetto a quella persa contro il Borussia Dortmund in Champions League: Lautaro e compagni passano in svantaggio e chiudono il primo tempo sullo 0-1, poi c’è la reazione e infine la rimonta completata solamente all’83’. Alla fine l’Inter vince 2-1 e Conte, reduce dalle lamentele su una rosa giudicata troppo corta, scopre di avere a disposizione più di un elemento pronto ad incidere fin da subito sugli obiettivi stagionali. Su tutti Nicolò Barella, giudicato dal tecnico poco esperto in conferenza stampa in Germania ma autore del gol decisivo per il 2-1. Ma anche Matias Vecino al secondo gol consecutivo dopo un inizio di stagione sottotono e Alessandro Bastoni, autore di una prova solida e di personalità. Ma a passare in vantaggio a San Siro alla prima chance è l’Hellas grazie ad un calcio di rigore: Empereur si inserisce sulla trequarti, serve in profondità Zaccagni steso da Handanovic in uscita. Valeri concede il calcio di rigore e Verre dal dischetto non sbaglia. La reazione dell’Inter non si fa attendere. Anzi la squadra nerazzurra è padrona del campo e meriterebbe il pareggio in più di un’occasione. Ma prima la traversa, scheggiata da Brozovic con un tiro da fuori area, e poi Silvestri, provvidenziale con un intervento sulla linea sul tocco di Vecino e con una parata su Lukaku, negano a Conte il pareggio prima dei quarantacinque minuti. Nonostante lo svantaggio, l’Inter torna negli spogliatoi tra gli applausi e San Siro è subito trascinante nei primi minuti della ripresa. Sembra beneficiarne la squadra nerazzurra subito pericolosa con Lukaku: al 52’ l’ex United ci prova con un tiro da posizione defilata che termina la corsa sull’esterno della rete. Perfino Lazaro, sotto tono nei primi quarantacinque minuti, sembra un altro giocatore: al 61’ Biraghi disegna un cross in area, l’austriaco di testa non trova la porta a causa di una deviazione di Gunter. Ma al 65’ l’assedio nerazzurro porta i suoi frutti: Lazaro crossa in area, Vecino di testa sovrasta Gunter e mette in rete. Al 73’ è Bastoni a rendersi pericoloso con una conclusione di mancino che Silvestri devia in calcio d’angolo in tuffo non senza qualche difficoltà. Nel finale la stanchezza si fa sentire, soprattutto sul lato psicologico: Amrabat regala palla a Lukaku ma l’attaccante belga, a tu per tu con Silvestri, è poco lucido e regala palla al portiere avversario con un colpo di testa debole. All’81’ Conte si gioca la carta Esposito ma il gol del 2-1 è siglato da uno dei calciatori citati da Conte in conferenza stampa in Germania: Nicolò Barella si accentra al limite dell’area e col mancino trova l’incrocio dei pali. Antonio Conte si gode la rimonta e il primato momentaneo a 31 punti, due in più rispetto alla Juventus impegnata domenica sera contro il Milan.

(ITALPRESS)