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DAL GOVERNO 1 MILIONE PER LE MAMME ATLETE

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Il Governo scende in campo a sostegno delle mamme atlete. L’ufficio per lo sport dell’Esecutivo ha infatti presentato il nuovo fondo da un milione di euro finanziato per le atlete in maternità. “È un segnale molto importante”, ha osservato il vice capo di gabinetto del ministero dello Sport Marco Salzano illustrando le modalità di accesso ai contributi stanziati per le atlete in gravidanza durante l’attività agonistica: ogni sportiva di alto livello potrà ottenere un contributo di 1.000 euro al mese per dieci mesi. L’entità del fondo sarà rivista entro febbraio in base alle richieste e alle disponibilità, ma la volontà dell’Esecutivo è quella di rafforzare, se possibile, la misura. “Il Governo vuole mandare un messaggio importante alle mamme atlete – ha dichiarato Salzano – Si può praticare sport ad alto livello, avere la gioia di avere uno o più figli e poi tornare a fare attività agonistica: questo sussidio vuole rendere questi momenti il più possibile piacevoli”.
“Questa misura ha un valore simbolico molto importante – ha osservato Luisa Rizzitelli, presidente dell’Associazione italiana atlete (Assist) – Le sportive italiane hanno bisogno di tutele e questo Governo ha fatto già un passo importante. Bisogna abbattere lo stereotipo per cui una mamma atleta non può tornare a fare performance di alto livello”. Per illustrare la misura è stata promossa una campagna di comunicazoone curata proprio da Assist e sarà inoltre trasmesso un spot promozionale sulle reti Rai con una testimonial d’eccezione, la pallavolista Eleonora Lo Bianco, da poco mamma della piccola Emma: “La maternità è assolutamente compatibile con lo sport di alto livello – ha dichiarato la palleggiatrice azzurra – Rispetto e pari opportunità sono un diritto di ogni singola atleta”.

(ITALPRESS).

BANCA CARIGE CEDE QUOTE BANKITALIA ALL’ICS

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Banca Carige ha ceduto “1.000 quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia del valore nominale di 25.000 euro ciascuna all’Istituto per il Credito Sportivo a un prezzo pari al valore nominale complessivo, pari a 25.000.000 euro, coincidente altresì con il costo storico”. Dopo questa cessione, pari allo 0,33% del capitale della Banca d’Italia, il Gruppo Carige detiene ancora 11.095 quote, pari al 3,698% (di cui il 3% fruttifero di dividendi). “Questa operazione – sottolinea una nota dell’ICS – è particolarmente significativa per l’Istituto per il Credito Sportivo che diviene a tutti gli effetti partecipante al capitale della Banca d’Italia”.
(ITALPRESS).

DOPPIETTA DYBALA, JUVE-LOKOMOTIV 2-1

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La Juventus vince e tiene il passo dell’Atletico Madrid. Nel tardo pomeriggio i Colchoneros erano riuscita a superare in casa il Bayer Leverkusen per 1-0 mentre in serata gli uomini di Sarri hanno sconfitto a Torino la Lokomotiv Mosca per 2-1, mettendo così un’ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di finale Champions League già al giro di boa della fase a gironi. Nonostante un primo tempo di totale marca bianconera, a passare in vantaggio è stata alla mezzora la Lokomotiv Mosca. La Juve, fino a quel momento in controllo del gioco, aveva un possesso palla del 67% e quel che più è saltato all’occhio, guardando i numeri della sfida dell’Allianz Stadium, è che la Lokomotiv non aveva mai neanche provato la conclusione in porta. Raccolta nella propria metà campo con un 4-5-1 che si vede sempre con meno frequenza sui campi di calcio moderni, la squadra rossoverde ha sfruttato al meglio quello che Sarri aveva preannunciato nella conferenza stampa della vigilia: “E’ una squadra che si chiude molto bene”, aveva dichiarato il ‘comandante’ juventino. Alla prima occasione, però, la squadra di Semin ha colpito: al 30′ è nato tutto da un rinvio di Guilherme. bucato da De Ligt e finito sui piedi di Miranchuk che ha allargato per Joao Mario, l’ex Inter ha calciato trovando le mani di Szczesny, la respinta del portiere polacco è finita proprio a Miranchuk che di prima intenzione ha messo dentro. In un secondo tempo in cui la Juventus ha continuato ad avere il controllo della gara e ha provato a spingere sull’acceleratore, a tratti anche un po’ disordinatamente, è stato Dybala a risolverla con due conclusioni in tre minuti. Al 32′, davanti ad un muro della Lokomotiv Mosca sempre più serrato, la Joya ha infilato Guilherme con una conclusione a giro di mancino e, al 35′, su una conclusione dalla distanza di Alex Sandro respinta dal numero uno della Lokomotiv, è stato il più lesto di tutti ad arrivare per primo sul pallone, mandando in visibilio l’Allianz Stadium e chiudendo di fatto la partita.
(ITALPRESS).

ATALANTA TRAVOLTA A MANCHESTER, CITY VINCE 5-1

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L’Atalanta crolla all’Etihad Stadium sotto i colpi del Manchester City trascinato da uno strepitoso Sterling: 5-1 il risultato in favore dei campioni d’Inghilterra che restano a punteggio pieno e tengono inchiodati a quota zero gli orobici nel gruppo C dopo tre giornate. I nerazzurri iniziano col piglio giusto, subiscono nella fase centrale, ma passano in vantaggio nel momento migliore degli avversari: al 28’ Malinovskyi concretizza il rigore procurato da Ilicic sullo sgambetto di Fernandinho e segna l’1-0. Il City reagisce e in quattro minuti ribalta il punteggio con la doppietta di Aguero, al 34’ sull’assist di Sterling e al 38’ sul penalty conquistato sempre dall’inglese, scappato in velocità a Masiello. Nella ripresa, poi, gli uomini di Guardiola dilagano con una tripletta di uno Sterling semplicemente devastante: tripletta tra il 58’ e il 68’ con la retroguardia orobica in bambola. Nel mezzo, al 66’, annullata una rete a Freuler per una posizione irregolare di Ilicic ad inizio azione: Nel finale espulso Foden, ma il risultato non cambia: il City vince per 5-1.
(ITALPRESS).

ANCELOTTI “A SALISBURGO GARA FONDAMENTALE”

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“Quella di domani è una partita molto importante per la qualificazione, è uno scontro diretto, questo è il momento clou anche se bisogna tener conto delle due gare con loro, ma far bene qui sarebbe fondamentale per il passaggio del turno”. Carlo Ancelotti non ha problemi a riconoscere l’importanza di un match che potrebbe essere determinante nella corsa Champions del suo Napoli. Domani a Salisburgo la posta in palio sarà alta e il tecnico degli azzurri lo sa bene. “Bisognerà giocare come sempre, con coraggio, cercando di imporre il nostro gioco e le nostre idee utilizzando le qualità che abbiamo. Sarà una gara di grande intensità – ha spiegato a Sky Sport -. Lo scorso anno qui abbiamo perso, ma è anche vero che siamo passati in vantaggio mettendo al sicuro la qualificazione”, dice Ancelotti riferendosi all’Europa League della scorsa stagione. Per quel che riguarda la formazione, il tecnico degli azzurri non si sbilancia. “La squadra che ha giocato contro il Verona potrebbe essere la stessa di domani. Mertens? E’ fresco e chi non è stanco ha più possibilità di giocare. Alla fine il giudice è sempre il campo, io sono un osservatore che valuta quello che gli atleti fanno in campo e per la formazione di domani abbiamo ancora un allenamento che può determinare tante cose”. In questi giorni si è parlato molto del futuro di Mertens e Callejon e Ancelotti assicura: “Il gruppo è sereno, sappiamo tutti che si può far meglio. Io ho avuto qualche incomprensione con qualcuno, ma non con Callejon e Mertens che sono due grandi professionisti, il rinnovo non incide sul loro rendimento, anche perchè hanno procuratori che possono occuparsi della questione, loro possono concentrarsi sul campo”.
(ITALPRESS).

CONTE “PARTITA IMPORTANTE MA NON È UNA FINALE”

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“Parlare di una finale mi sembra esagerato, è una partita importante contro una squadra forte. E’ una partita, le finali arrivano dopo…”. Così il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia della sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund. “Dovremo fare attenzione a non perdere palloni, come capitato con il Sassuolo, affrontiamo una squadra molto forte nelle ripartenze – ha aggiunto il mister nerazzurro in conferenza stampa – Abbiamo avuto solo un giorno per preparare questa partita e non voglio sentir parlare delle loro assenze, così come non parlo delle mie”. “In ogni partita abbiamo necessità di fare punti, non dobbiamo aspettare gare come quella con il Borussia – ha proseguito l’ex ct della Nazionale – In Champions potevamo fare meglio contro lo Slavia Praga e meritavamo di più contro il Barcellona: ora c’è un’altra partita contro una squadra forte, ma non cambia la nostra mentalità. Domani sera dobbiamo dare tutto e non avere rimpianti a fine partita: questa è la cosa più importante per noi”. Sulle tante critiche ricevuto dall’attaccante belga Romelu Lukaku: “Si passa da momenti di crisi a momenti di celebrazione: ci vuole equilibrio. Ai miei giocatori insegno ad essere equilibrati e a valutare le prestazioni, poi se gli attaccanti fanno gol siamo molto contenti. Romelu si è integrato benissimo, questo è un gruppo di calciatori positivo e chiunque arrivi ha facilità di adattarsi”. Su Lautaro Martinez: “Deve lavorare e basta, testa bassa e pedalare. Non deve pensare che il gol sia tutto per un attaccante, per me non è così e gliel’ho detto dal primo giorno. A me piace quando gioca per la squadra e sta diventando una punta completa: deve crescere ed ha tante potenzialità. Sta a lui decidere – ha concluso Conte – se vuole diventare un giocatore top o di medio livello”.
(ITALPRESS).

THIAGO MOTTA NUOVO ALLENATORE DEL GENOA

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Thiago Motta è il nuovo allenatore del Genoa. L’ex centrocampista del Grifone è stato scelto dal presidente Enrico Preziosi per sostituire l’esonerato Aurelio Andreazzoli, licenziato dopo il 5-1 incassato in casa del Parma domenica. Salgono così a tre i cambi in panchina nella massima serie dopo quelli di Milan (Pioli per Giampaolo) e Sampdoria (Ranieri per Di Francesco). Motta ha già diretto la ripresa odierna degli allenamenti al centro sportivo Signorini e sarà presentato domani. Nella Genova rossoblù, dove si era rilanciato come calciatore, proverà ora a spiccare il volo come tecnico. Classe ’82, brasiliano di nascita e poi naturalizzato italiano, Thiago Motta è cresciuto nel vivaio dei brasiliani della Juventus prima di arrivare nel ’99 nella Masia del Barcellona. In blaugrana resterà fino al 2007, poi una stagione all’Atletico Madrid e soprattutto tanti infortuni a impedirgli la definitiva consacrazione. Scommette su di lui il Genoa e gli basta una sola annata per confermare che le sue qualità di regista sono ancora intatte. In rossoblù arriva così la svolta, passa all’Inter dove vince tutto e poi, nel gennaio 2012, al Psg dove chiude la carriera sei anni dopo per iniziare subito un nuovo percorso. Nell’estate 2018 il club francese gli affida la guida dell’Under 19 con cui chiude al secondo posto il gruppo A, a un passo dalla Final Four. Poi la separazione, prima della chiamata di Preziosi e del richiamo del Grifone.
(ITALPRESS).

F.1. VETTEL “ALTITUDINE AVRÀ IMPATTO SULLA VETTURA”

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“Il fatto di gareggiare a oltre duemila metri ha ovviamente un forte impatto sul comportamento della vettura”. In vista del Gran Premio del Messico, Sebastian Vettel non trascura le condizioni ambientali che andranno ad influire sulla performance della Ferrari. “Scendiamo in pista con la configurazione a massimo carico aerodinamico ma, a causa dell’altitudine, l’aria è talmente rarefatta che l’effetto che otteniamo in termini di efficienza è minimo – spiega il pilota tedesco della ‘Rossa’ – Proprio per questo è sul rettilineo di Città del Messico che si ottengono le punte massime di velocità di tutta la stagione. La conseguenza in negativo di tutto ciò è che la vettura è molto difficile da gestire in curva, perché non c’è il carico aerodinamico che normalmente ci aiuta ad avere una monoposto stabile e precisa. Su questa pista la macchina si muove molto, fatica a far lavorare nella maniera corretta le gomme ed è complicata da interpretare anche nelle sensazioni che comunica al pilota”.

“Il giro di pista è piuttosto breve ma non è affatto semplice azzeccare tutto nel migliore dei modi. Negli scorsi anni siamo sempre stati competitivi in Messico anche se la Red Bull lo è stata di più. Siamo tuttavia fiduciosi di potercela giocare – conclude Vettel – vediamo cosa succede quando scendiamo in pista”.

“Il circuito del Messico è del tutto particolare. Si gareggia oltre i duemila metri e tutti i team scendono in pista con il massimo carico aerodinamico ma, nonostante questo, la vettura si comporta in maniera strana e il livello di grip è sempre molto basso” aggiunge l’altro ferrarista Charles Leclerc. “Su questa pista ho avuto modo di disputare una sessione di prove libere nel 2017 e la gara dello scorso anno, quindi posso dire che si tratta di uno dei tracciati che conosco di meno – ha spiegato il pilota monegasco -. Detto questo, per le caratteristiche che lo contraddistinguono questo circuito mi piace, anche per via dei muretti che sono sempre molto vicini e a me come pilota piacciono parecchio. Anche l’atmosfera è speciale, come lo è guidare nella zona dell’Arena nella quale è possibile vedere le due ali di pubblico che fa il tifo sugli spalti”.

“Dopo due gare nelle quali avremmo potuto fare meglio, ci presentiamo in Messico con la voglia di portare a casa il massimo risultato. Cercheremo di conquistare la sesta pole position consecutiva per poi puntare alla vittoria” afferma il Team Principal della Ferrari, Mattia Binotto. “Quella messicana è tuttavia una pista ricca di insidie, alcune delle quali sono legate al fatto che si gareggia a oltre duemila metri, il che rende la messa a punto dell’asseto e dei settaggi della Power Unit molto difficile con regolazioni specifiche – spiega ancora Binotto – Il circuito propone curve di diverso genere ma anche lunghi rettilinei sui quali di anno in anno vengono battuti i record legati alle velocità di punta. Il compromesso tra top speed e velocità in curva detterà le scelte di carico aerodinamico con le quali scenderemo in pista”.

(ITALPRESS).