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GHOULAM “TROPPE CRITICHE MA IL NAPOLI PUÒ VINCERE”

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“Il gruppo è forte e maturo, possiamo e vogliamo vincere”. Faouzi Ghoulam crede ciecamente in un Napoli che prima della sosta non è apparso brillante e che è incappato in qualche piccolo passo falso. Il difensore algerino parla ai microfoni di Radio Kiss Kiss e prende le difese del gruppo di mister Ancelotti. “In questo periodo ci sono state tante critiche, ma io le ritengo eccessive. Veniamo da due pareggi con Genk e Torino in cui avremmo meritato di vincere – sottolinea Ghoulam -. Ci è mancata la lucidità necessaria in fase offensiva, ma la squadra ha sempre fornito buone prestazioni. Siamo certi che proseguendo sulla strada del gioco possiamo arrivare in alto”. Secondo l’esterno sinistro azzurro non è un fatto soltanto di critiche. “In questo momento ci sentiamo un po’ noi contro tutti. Si è creato un clima non semplice intorno e questo lo avvertiamo, ma il gruppo è solido e unito. Continuiamo a lavorare e ad andare avanti sulla nostra strada. Noi ci sentiamo più forti di prima”.
Ghoulam fa capire che lo spogliatoio ha stretto una sorta di patto per rispondere alle critiche sul campo. “Ci siamo parlati tra di noi e ci siamo detti che vogliamo vincere. In questa rosa ci sono giocatori che sono cresciuti insieme negli anni, ai quali si sono aggiunti altri elementi di qualità – spiega -. Abbiamo una squadra che può competere con tutti e lo dimostreremo. Chiedo ai tifosi di starci vicino perchè sono una nostra forza e tutti insieme possiamo fare grandi cose”. Anche Ancelotti ha incassato qualche critica. “E’ un allenatore completo. Per vari elementi unisce le caratteristiche di Benitez e di Sarri. Noi siamo tutti attorno a lui e sappiamo che seguendo le sue indicazioni possiamo arrivare in alto”, sottolinea Ghoulam, impegnato a cercare la migliore condizione fisica. “Sto lavorando tanto, l’obiettivo è quello di tornare al top raggiungendo il rendimento che avevo prima dell’infortunio. Sono fiducioso, so che ci vorrà impegno e pazienza ma sento di poter dare ancora tanto a questa maglia. Da quando sono arrivato qui mi sono sentito subito napoletano”.
Arrivato a Napoli nel gennaio del 2014, Ghoulam sente forte il legame con la maglia azzurra. “In questa città sono cresciuto e ho vissuto i migliori anni della mia vita – spiega il classe 1991 -. Adesso vorrei ripagare l’affetto di tutti conquistando un traguardo importante. Tutti noi vogliamo scrivere la storia del Napoli. Daremo l’anima in campo per riuscire a vincere e per conquistare quello che tutti desideriamo…”.
(ITALPRESS).

17 AZZURRI AI MONDIALI PARALIMPICI DI ATLETICA

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Saranno 17 gli azzurri impegnati nei Campionati Mondiali Paralimpici di atletica leggera in programma a Dubai dal 7 al 15 novembre. Le 6 donne e gli 11 uomini convocati dalla Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali (Fispes) sono stati ufficializzati nella conferenza stampa organizzata questa mattina presso la sede del Comitato italiano paralimpico, a Roma: si tratta di Martina Caironi, Francesca Cipelli, Monica Contraffatto, Oxana Corso, Arjola Dedaj, Assunta Legnante, Luca Campeotto, Giuseppe Campoccio, Marco Cicchetti, Raffaele Di Maggio, Emanuele Di Marino, Diego Gastaldi, Roberto La Barbera, Simone Manigrasso, Marco Pentagoni, Oney Tapia e Lorenzo Tonetto. L’obiettivo della spedizione tricolore, guidata dalle campionesse paralimpiche di Londra2012 e Rio2016 Martina Caironi e Assunta Legnante, è naturalmente vincere il maggior numero di medaglie (due anni fa a Londra gli azzurri conquistarono 4 ori, 4 argenti e 2 bronzi), ma soprattutto portare a casa i pass per le Paralimpiadi di Tokyo2020. “Vedere qui i nostri atleti con la tuta Italia è molto bello – ha dichiarato il presidente del Cip Luca Pancalli – Usciamo da un periodo molto positivo per il nostro mondo, con grandi risultati ottenuti nell’arco, nel ciclismo e lo straordinario successo del nuoto. Siamo esplosi in termini di esigenze, visibilità, aspettative, con tutto quello che ciò comporta, onori e oneri. A Dubai avremo l’occasione anche per ottenere i pass per Tokyo2020: siamo fiduciosi, sarà una grande spedizione perché la federazione del presidente Porru ha fatto un grande lavoro anche sull’attività giovanile con la Fispes Academy. Attendiamo tanti pass per le Paralimpiadi, ma voi atleti ricordate sempre che, oltre alla maglia dell’Italia, vestite una maglia importante, la maglia di tutti quei ragazzi che vi guardano e per i quali siete un esempio da seguire, un sogno da realizzare. State lavorando tanto per un obiettivo visibile, i risultati e le medaglie, ma anche per uno invisibile, la vera mission del mondo paralimpico: a voi questa responsabilità aggiuntiva”. “Questa è la squadra più competitiva da quando io guido l’atletica – ha sottolineato il presidente della Fispes Sandrino Porru – Sulla carta i nostri atleti sono tutti da finale, poi naturalmente sappiamo che ogni gara farà storia a sé e quindi incrociamo le dita. L’obiettivo primario stavolta non sono le medaglie iridate, ma l’ottenimento del maggior numero possibile di carte paralimpiche: a Dubai anche il quarto posto garantirà l’accesso ai Giochi di Tokyo, quindi per una volta vanno bene anche le medaglie di legno”. Di certo punteranno all’obiettivo massimo le due stelle della squadra azzurra, Caironi e Legnante. “Già penso a Tokyo2020, manca meno di un anno, ma a Dubai posso fare bene perché la condizione è buona”, ha sottolineato Martina, reduce da ottimi risultati anche nel salto in lungo. “Ho avuto un infortunio che purtroppo non ci voleva, ma sto provando ad arrivare a Dubai nel modo migliore – ha spiegato Assunta Legnante, che per l’occasione ha presentato anche la nuova mascherina che indosserà ai Mondiali e poi in Giappone in onore del celebre manga nipponico “L’Uomo Tigre” – Quest’anno avevo messo un pochino da parte il peso per provare a fare il disco e ci sono riuscita facendo il record europeo e la migliore prestazione del 2019: ai Mondiali voglio essere competitiva in entrambe le gare, peso e disco”.

SANZIONE DALL’ANTITRUST, FISE PREPARA RICORSO

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Un’ammenda di 450 mila euro da parte dell’Antitrust, ma la Fise è pronta a presentare ricorso nelle sedi competenti. Questa in sintesi la situazione, dopo che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “ha accertato – informa una nota – il mancato rispetto degli impegni resi obbligatori con provvedimento del giugno 2011 e un abuso di posizione dominante nei confronti di organizzazioni sportive concorrenti, in violazione dell’art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea”. In particolare, secondo l’Antitrust, la Fise “ha posto in essere una strategia abusiva volta a limitare l’ambito dell’organizzazione delle competizioni amatoriali equestri, con particolare riferimento alle specialità attacchi e salto a ostacoli. Nello specifico l’Autorità ha accertato che la strategia anticoncorrenziale si è realizzata mediante l’adozione di nuovi regolamenti maggiormente restrittivi, l’invio di lettere di diffida – a circoli, EPS, associazioni e, in generale, operatori del settore – volte a impedire lo svolgimento di manifestazioni amatoriali di cui la Federazione asserisce la natura agonistica – e la mancata stipula di convenzioni con gli EPS e le altre società ed associazioni sportive, con cui regolare lo svolgimento dell’attività amatoriale e/o agonistica”.  In tal modo, sottolinea l’Antitrust “la Fise ha ristretto in maniera sostanziale la possibilità di svolgere l’attività amatoriale, limitando fortemente l’ambito di operatività degli altri concorrenti e ampliando la propria sfera di attività. Il mancato rispetto degli impegni, finalizzati ad assicurare lo svolgimento di attività amatoriale in ambito equestre, e l’abuso accertato nei confronti delle organizzazioni concorrenti di Fise sono stati ritenuti violazioni gravi della concorrenza; pertanto, l’Autorità ha irrogato alla Federazione una sanzione pari a circa 450.000 euro”.

“La Federazione Italiana Sport Equestri prende atto della decisione dell’Antitrust nella consapevolezza che i provvedimenti sanzionatori, come le sentenze, non si commentano, ma – ove non condivisi – si impugnano”. Questa la presa di posizione della Fise dopo aver ricevuto la comunicazione del provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha irrogato una sanzione pari a circa 450 mila euro. “I legali della Federazione, infatti, sono già a lavoro per presentare ricorso presso le sedi giudiziarie competenti – informa la Fise -, poiché ritengono che nel provvedimento siano presenti diversi profili e interpretazioni non condivisibili che penalizzerebbero la professionalità degli istruttori e tecnici federali e non tutelano gli enti affiliati alla Federazione”.
(ITALPRESS).

L’ITALIA VINCE A VADUZ, MANCINI COME POZZO

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Sotto il diluvio di Vaduz un’Italia sperimentale ottiene la vittoria numero otto in altrettante partite del girone di qualificazione a Euro 2020 e, dopo aver staccato il pass per la rassegna continentale già sabato contro la Grecia, continua a dominare il gruppo J. Contro il debole Liechtenstein arriva un successo annunciato per 0-5 con il quale Roberto Mancini entra nella storia della Nazionale: è la nona vittoria consecutiva (8 match ufficiali e l’amichevole con gli Stati Uniti) sotto la gestione del tecnico marchigiano, che eguaglia il record di Vittorio Pozzo risalente al lontano 1939. Azzurri che passano in vantaggio dopo appena due minuti con Federico Bernardeschi che col mancino raccoglie un bel cross arretrato di Biraghi e batte Buchel. L’Italia conserva il predominio territoriale, ma non riesce più a rendersi particolarmente pericolosa fino all’intervallo. Nella ripresa Salanovic chiama Sirigu a un intervento prodigioso, poi a venti minuti dal termine Andrea Belotti firma il raddoppio con un colpo di testa ben indirizzato all’angolino, il tris arriva con il primo gol con la maglia azzurra di Alessio Romagnoli, ancora di testa. Il rientrante Stephan El Shaarawy cala il poker, ancora il Gallo Belotti firma nel recupero la sua doppietta personale per il definitivo 0-5. Il nuovo obiettivo per la Nazionale è adesso quello di chiudere il girone a quota 30 punti.
(ITALPRESS).

CEFERIN “NAZIONALISMO ALIMENTA IL RAZZISMO”

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“Fino a non molto tempo fa, la famiglia del calcio pensava che la piaga del razzismo fosse un ricordo lontano. Gli ultimi due anni ci hanno insegnato che un pensiero del genere era quanto meno compiacente. L’ascesa del nazionalismo in tutto il continente ha alimentato comportamenti inaccettabili e qualcuno ha pensato bene che lo stadio fosse il posto giusto per dar voce a queste orrende convinzioni”. Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin ribadisce l’impegno dell’organo di governo del calcio europeo a lottare contro il razzismo. “In qualita’ di organo di governo, so che non vinceremo mai un concorso di popolarita’, ma alcune dichiarazioni sull’approccio della Uefa nella lotta al razzismo sono state decisamente fuori luogo – sottolinea Ceferin, il giorno dopo i gravi fatti di Sofia che hanno turbato il
regolare svolgimento di Bulgaria-Inghilterra – La Uefa, in collaborazione con la rete Fare (Football Against Racism Europe), ha istituito un protocollo a tre fasi per identificare e
contrastare le condotte razziste durante le partite. Le sanzioni imposte ai club e alle federazioni quando si verificano episodi di razzimo nelle partite organizzate dalla Uefa sono tra le piu’ dure nel mondo dello sport”.
“La sanzione minima e’ la chiusura parziale dello stadio, che costa centinaia di migliaia di euro in profitti alla squadra di casa e ne stigmatizza i tifosi. La Uefa e’ l’unico organo calcistico a squalificare un giocatore per 10 partite per condotta razzista: si tratta della punizione piu’ severa in questo sport. La Uefa si impegna a fare tutto quello che puo’ per eliminare questo problema dal calcio. Non possiamo permetterci di accontentarci e dobbiamo lottare sempre per rafforzare la nostra determinazione”. “In un contesto piu’ ampio – prosegue il numero
uno dell’Uefa – tutta la famiglia del calcio, dagli amministratori ai giocatori, dagli allenatori ai tifosi, deve lavorare con i governi e le ONG per fare guerra ai razzisti e marginalizzare le loro idee ripugnanti. Da sole, le federazioni non possono risolvere il problema. I governi devono fare di piu’ in questa area. Solo lavorando insieme nel nome della decenza e dell’onore
faremo progressi.
(ITALPRESS).

RANIERI “LA SAMP MI HA CHIAMATO PER SALVARLA”

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“Devo ringraziare il presidente Ferrero che mi permette di allenare un club così prestigioso. Sono un tifoso della Roma ma la Sampdoria mi è sempre stata simpatica e vicina a me”. Così il nuovo tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, nel giorno della sua presentazione ufficiale. “Sono stato chiamato in una squadra ultima in classifica e sono venuto perché sono sicuro che questo non è il reale valore della Sampdoria. Sarò il garante dei tifosi, chi darà il massimo giocherà, gli altri aspetteranno”, ha aggiunto Ranieri, che prende il posto, così come gli capitò con la Roma, dell’esonerato Eusebio Di Francesco. “Sostituirlo nuovamente è bizzarro – ha ammesso l’ex allenatore di Chelsea, Juventus e Leicester – Lo stimo tantissimo e spero non mi odi, gli auguro di trovare presto una squadra perché lo merita”. Ranieri ha già le idee chiare su ciò che lo attende: “Dovremo giocare da squadra e tutti i compagni hanno il dovere di aiutare il singolo: dovrò vedere la voglia di lottare, la voglia di restare in Serie A. Non sono venuto qua per far crescere i giovani o per far esaltare le caratteristiche del singolo, sono stato chiamato per salvare la Sampdoria e per questo dovremo trascinare il pubblico, facendo vedere ai nostri tifosi che non molleremo mai”. “L’ultima mia squadra e’ stata la Roma e
ricomincio la Roma, e’ un’altra bella cosa della mia carriera – ha aggiunto Ranieri – Dovremo ridare fiducia e convinzione alla squadra, voglio che i miei giocatori non si arrendano mai. So accettare la sconfitta solo quando un’altra squadra ha dimostrato di essere piu’ forte della mia, ma come voglia e determinazione nessuno dovra’ batterci”. Una battuta su Quagliarella: “E’ un calciatore che fa la differenza, l’anno scorso ha vinto il titolo di capocannoniere ma e’ lui che deve aiutarsi per primo: e’ il simbolo della Sampdoria, e’ il punto di riferimento per i suoi compagni”.
(ITALPRESS).

ECCO IL TOUR 2020, IL VIA DA NIZZA IL 27 GIUGNO

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Svelato a Parigi il tracciato della 107esima edizione del Tour de France, che l’anno prossimo
strizzera’ l’occhio agli scalatori-attaccanti come, ad esempio, i ‘padroni di casa’ Julian Alaphilippe e Thibaut Pinot. Sono infatti 29 le salite classificate e sei gli arrivi in montagna, c’e’ lo sterrato ma, rispetto al passato, diminuiscono i chilometri a cronometro (36), tutti nella penultima frazione nella ripida salita verso Planche des Belle Filles. Non c’e’ la cronometro a
squadre e, quando si sale in quota, il terreno non sembra favorire la progressione dei vari Chris Froome e Egon Bernal, quest’ultimo maglia gialla 2019. Mancano infatti le mitiche rampe dell’Alpe d’Huez e del Monte Ventoux: gli organizzatori dell’Aso hanno invece inserito le meno note ma ugualmente storiche salite sul Puy Mary, nel profondo del Massiccio Centrale, e sul Col de la Loze, nel cuore delle Alpi. Grande Partenza a Nizza, previsto a Pau l’omaggio a Felice Gimondi, la tappa piu’ lunga (mai cosi’ breve, ‘solo’ 218 chilometri) sara’ la dodicesima, la Chauvigny-Sarran. La Grande Boucle, nel 2020, iniziera’ da Nizza una settimana prima del solito, e cioe’ sabato 27 giugno, per terminare domenica 19 luglio, al fine di consentire ai corridori di volare a Tokyo per la corsa su strada dei Giochi Olimpici in programma sabato 25.

Queste le tappe del 107esimo Tour de France:
1a tappa, sabato 27 giugno: Nizza-Nizza (156 km)
2a tappa, domenica 28 giugno: Nizza-Nizza (187 km)
3a tappa, lunedi’ 29 giugno: Nizza-Sisteron (198 km)
4a tappa, martedi’ 30 giugno: Sisteron-Orcieres Merlette (157 km)
5a tappa, mercoledi’ 1° luglio: Gap-Privas (183 km)
6a tappa, giovedi’ 2 luglio: Le Teil-Mont Aigoual (191 km)
7a tappa, venerdi’ 3 luglio: Millau-Lavaur (168 km)
8a tappa, sabato 4 luglio: Cazeres-Loudenvielle (140 km)
9a tappa, domenica 5 luglio: Pau-Laruns (154 km)

Lunedi’ 6 luglio: riposo
10a tappa, martedi’ 7 luglio: Ile d’Oleron-Ile de Re’ (170 km)
11a tappa, mercoledi’ 8 luglio: Chatelaillon-Poitiers (167 km)
12a tappa, giovedi’ 9 luglio: Chauvigny-Sarran (218 km)
13a tappa, venerdi’ 10 luglio: Chatel-Guyon-Puy Mary/Pas de Preyrol (191 km)
14a tappa, sabato 11 luglio: Clermont Ferrand-Lione (197 km)
15a tappa, domenica 12 luglio: Lione-Grand Colombier (175 km)

lunedi’ 13 luglio: riposo
16a tappa, martedi’ 14 luglio: La Tour du Pin-Villard de Lans (164 km)
17a tappa, mercoledi’ 15 luglio: Grenoble-Meribel (168 km)
18a tappa, giovedi’ 16 luglio: Meribel-La Roche sur Foron (168 km)
19a tappa, venerdi’ 17 luglio: Bourg en Bresse-Champagnole (160 km)

20a tappa, sabato 18 luglio: Lure-La Planche des Belles Filles (crono individuale, 36 km)
21a tappa, domenica 19 luglio: Mantes la Jolie-Parigi/Champs Elyse’es (122 km)
(ITALPRESS).

MANCINI “IO COME POZZO? MI MANCANO DUE MONDIALI”

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“Io come pozzo? Mi manca una partita vinta e due mondiali. Pozzo è un mito, due mondiali e
un’olimpiade, inutile parlare di niente”. Lo ha detto il ct azzurro Roberto Mancini, alla vigilia del match in casa del Liechtenstein. In caso di vittoria, Mancini eguaglierebbe le nove vittorie di fila conquistate da Pozzo, leader di questa speciale classifica. “L’obiettivo è far bene per arrivare testa di serie all’Europeo. Mi piacerebbe gratificare quelli che hanno giocato meno, ma che si sono sempre preparati per giocare e che hanno risposto con gioia alle  convocazioni, mi piacerebbe trovare qualche giovane per il dopo Europeo, ma mi piacerebbe anche essere testa di serie all’Europeo, è il primo obiettivo e quindi dobbiamo cercare di far bene nelle prossime gare” le parole del ct, che ritiene la sua Nazionale in grado di superare le difficoltà che si possono presentare. “Nelle amichevoli di marzo mi piacerebbe giocare contro squadre del nostro livello, ma attenzione perchè tutte le partite van giocate. Norvegia-Spagna sembrava una partita scontata, ma è finita 1-1. All’Europeo ci saranno sicuramente delle difficoltà, ma credo che per noi sia un vantaggio trovare una squadra che se la gioca a viso aperto. A parte la Francia, che è una nazionale molto giovane e con enormi talenti, non vedo selezioni che hanno Messi. Se miglioriamo come squadra possiamo giocarcela con tutti”.
(ITALPRESS).