L’Italia Under 21 batte l’Armenia per 1-0 nella terza gara del girone di qualificazione agli Europei 2021. Gli azzurrini di Paolo Nicolato, in maglia verde come la Nazionale maggiore, conquistano tre punti al FFA Academy Stadium di Yerevan grazie alla rete firmata da Gianluca Scamacca. È il talento dell’Ascoli a decidere l’incontro con la rete segnata al 20′ con un colpo di testa su assist di Riccardo Sottil. Nell’undici titolare, assenze di Moise Kean (squalificato) e Sandro Tonali (aggregatosi con la Nazionale maggiore) nei cinque cambi applicati da Nicolato rispetto alla partita di giovedì scorso contro l’Irlanda terminata 0-0. Grazie a questa vittoria gli azzurrini mantengono la porta inviolata nel torneo e conquistano il secondo posto nel gruppo 1, a quota 7 punti, scavalcando l’Islanda a parità di gare. L’Italia U.21 tornerà in campo nella prossima sosta per le nazionali con due gare casalinghe: Italia-Islanda (16 novembre, ore 18:30) e Italia-Armenia (19 novembre, ore 18:30).
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EURO U.21, GLI AZZURRINI VINCONO IN ARMENIA
UVA “VIA FINALE DA ISTANBUL? È PREMATURO PARLARNE”
La Uefa osserva ma per il momento non sono previsti gesti forti. L’offensiva turca in Siria ha spinto in molti a chiedere che venga tolta la finale di Champions League assegnata a Istanbul per il prossimo 30 maggio ma Michele Uva, vicepresidente della Uefa, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su RadioUno mette in chiaro: “È ovvio che tutte le cose vanno viste e discusse dentro l’Esecutivo, revocare una finale è un atto forte e penso che adesso non siamo nelle condizioni di poterne parlare e discutere. Col Comitato Esecutivo e il presidente Ceferin valuteremo insieme le situazioni ma mi sembra prematuro parlare di sanzioni a questo livello”. Per quanto invece riguarda il saluto militare dei giocatori turchi dopo la gara con l’Albania, “il momento politico non è dei migliori e anche se c’è una separazione netta fra gli aspetti politici e quelli sportivi, il calcio non può fare finta di nulla rispetto a quello che sta succedendo. Federazioni, giocatori e allenatori sono sottoposti a regole precise e una violazione di queste regole comporta delle indagini suppletive ed eventualmente delle sanzioni. Ma di questo se ne occuperanno gli organi inquirenti e giudicanti della Uefa. Cosa mi aspetto stasera da Francia-Turchia? Una bellissima partita di calcio. Spero che i tifosi dimostrino di amare il calcio senza sconfinare nell’ambito politico”.
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BRIATORE PUNTA SU LECLERC “PRONTO PER IL TITOLO”
La Ferrari punti su Leclerc per vincere il Mondiale. O magari richiami Fernando Alonso. Team principal della Benetton del primo Schumacher e poi mentore del pilota di Oviedo alla Renault, Flavio Briatore continua a seguire da spettatore interessato una Formula Uno dove la Ferrari non riesce a mettere fine al dominio Mercedes. “Speriamo il prossimo anno, ma ogni anno dobbiamo sperare nell’anno dopo… – ironizza ai microfoni de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento – Per vincere il Mondiale devi essere perfetto, puoi sbagliare una gara ma a lungo termine devi essere perfetto, devi rimanere in pista e nei Gp dove non sei competitivo chiudere terzo, quarto. Vincere un Mondiale è un fatto di programmazione. Noi in certi Gp dove non eravamo competitivi ci accontentavamo del quarto posto”. Ma cosa non va a Maranello? “Se fossi il team principal della Ferrari parlerei a tutti quanti e che ognuno si prenda la propria responsabilità. Un team è come una società ma i bilanci si presentano una volta all’anno, in Formula Uno in ogni gara. E se qualcosa non va, bisogna cambiarla subito. Io credo che la Ferrari sia un team solido ma bisogna fare delle prove di pit-stop, avere più visione su cosa succede in gara ricordando che ci sono anche gli avversari, parlare coi piloti: certe cazzate non le possono fare, guidano la macchina del team”. E fra Vettel e Leclerc, Briatore non avrebbe dubbi su chi puntare. “Due anni fa consigliai di mettere Leclerc al posto di Raikkonen: è uno da provare subito, è come quando sacrificai Button per Alonso. È un talento, guida la macchina in modo molto aggressivo. Leclerc è più veloce di Vettel, deve avere il supporto col team. Il Mondiale lo vinci con un pilota. Poi devi avere una macchina competitiva, che è sempre più importante del pilota. Leclerc è solido, giovane, ha avuto 2-3 contrasti col team ma non si è mai piegato, ha continuato a lavorare. Non è questione di età ma di talento: Schumacher vinse con noi i primi Mondiali ed era giovane. Charles è pronto per vincere il titolo”. E se la Ferrari invece riuscisse a prendere Hamilton? “Lewis non è imbattibile. Ha molta forza perchè sbaglia molto poco e così anche il team. Ma per me Verstappen e Leclerc sono più forti, mi piacerebbe vederli competere con Hamilton su una Mercedes”. Alonso ha lasciato il circus ma per Briatore potrebbe dire ancora la sua. “L’anno scorso con Alonso la Ferrari avrebbe vinto il Mondiale – assicura – Un suo ritorno in Formula Uno? Uno torna se ha una Mercedes, una Red Bull o una Ferrari. Un pilota che ha vinto dei Mondiali non lotta per il nono posto. Di nuovo alla Ferrari? Tutto nella vita è possibile, se vogliono vincere…”. E su Mick Schumacher chiosa: “Sicuramente è bravo ma non è il padre. Poi dipende che macchina hai ma non lo vedo al livello di Michael”.
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BERRETTINI SUPERA FOGNINI ED È IL NUOVO N.1 D’ITALIA
L’Italtennis mantiene due giocatori fra i Top15 della classifica mondiale, ma il computer Atp ufficializza il sorpasso di Matteo Berrettini ai danni di Fabio Fognini. Grazie alla semifinale nel “1000” di Shanghai il 23enne romano si porta all’11^ posto mondiale, proprio davanti al ligure, diventando il 31^ numero uno d’Italia nella storia. Entrambi gli azzurri sono in corsa per le Atp Finals: Berrettini è ottavo nella Race to London, con Fognini 11^. Scende un gradino Lorenzo Sonego, ora al numero 56, stabile Andreas Seppi al 72^ posto, in leggero calo Marco Cecchinato (73^, -4), mentre risalgono due posti Stefano Travaglia (ora numero 83) e Thomas Fabbiano (89^). Ritocca ancora il suo best ranking Salvatore Caruso, salendo al numero 95, mentre il 18enne Jannik Sinner con la semifinale nel challenger di Mouilleron sale al 119^ posto migliorando ancora il proprio record in classifica.
Fra le donne, non avendo difeso i punti del successo ottenuto un anno fa a Linz, crolla Camila Giorgi: la marchigiana, che resta comunque la migliore delle italiane, scivola indietro di 29 posti fino alla 92^ piazza.
Al comando delle due classifiche restano Novak Djokovic e Ashleigh Barty.
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BUFFON “RISPETTO PER CONTE, SARRI PIGNOLO”
“Conosco alla perfezione la persona e il professionista, non potrò mai muovergli un appunto o una critica”. Intervistato a Trento, nell’ambito del Festival dello Sport, dalla compagna-giornalista Ilaria D’Amico, Gianluigi Buffon spende parole ‘al miele’ per Antonio Conte, criticato da parte della tifoseria bianconera per il passaggio sulla panchina dell’Inter. “E’ un uomo di una professionalità e correttezza unica verso i giocatori, veramente dà tutto se stesso e la notte non dorme se la squadra non mette in campo quello che richiede – ha sottolineato il 41enne campione bianconero – Capisco il tifoso della Juve che possa esserci rimasto male ed è un sentimento giusto, ma deve anche partire dal presupposto che uno come Antonio va stimato a prescindere perchè per la Juve ha dato tutto se stesso”. “Conosco Sarri da tre mesi ma posso dire già che è l’allenatore più pignolo che abbia avuto – ha proseguito – Ulivieri e Allegri sono stati i più simpatici, Scala il più serio, lo percepivo il padre-padrone di quel Parma, mentre Ancelotti è l’allenatore al quale devo di più”. Su CR7: “Gli auguro tantissimo di vincere il Pallone d’Oro, se accadrà è perchè la Juve avrà vinto qualcosa di importante in Europa…”. Infine Buffon manda da Trento un ‘bravo’ sentito al ct azzurro Mancini: “La qualificazione in anticipo agli Europei è soprattutto merito suo, che ha preso la Nazionale quasi dalle ceneri e ha dato fiducia a dei giovani che lo stanno ripagando con grandi risultati”.
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U.21 IN ARMENIA, NICOLATO “FAREMO UNA BUONA GARA”
Da Dublino a Yerevan per ritrovare la vittoria. Dopo il pari di giovedì contro l’Irlanda, l’Italia Under 21 tornerà in campo domani per sfidare i pari età dell’Armenia nel gruppo 1 di qualificazione agli Europei del 2021. Quattro i punti degli azzurri raccolti nelle prime due uscite, in un raggruppamento – vedi il 5-0 rifilato dalla Svezia all’Islanda seconda in classifica – più equilibrato del previsto. “Si sono visti dei risultati un po’ altalenanti – l’analisi del ct degli azzurrini, Paolo Nicolato, ai microfoni di Radio Rai – L’inizio di un biennio è sempre particolare, bisogna restare tranquilli e sereni e proseguire sul nostro cammino, pensando che ogni partita riserva una storia a sè. Siamo al termine di dieci giorni complessi, con tanti viaggi e sbalzi di temperatura che qualche problemino ce l’hanno creato. Speriamo di fare domani una buona partita, e abbiamo voglia di farla”. L’Armenia è reduce dal successo sul Lussemburgo, prima gioia dopo le sconfitte con Irlanda (0-1) e Islanda (1-6). “E’ una squadra di gamba, molto tignosa – avverte Nicolato – e avremo delle difficoltà anche domani. Dobbiamo essere pronti, in questa fase dobbiamo aspettarci dei problemi che cercheremo di risolvere: nessun buon lavoro viene fatto senza superare dei problemi”. Rispetto a Dublino mancheranno Marchizza infortunato, Kean per squalifica e Tonali, aggregato alla Nazionale maggiore. “Ma forse ci sarà anche qualche cambio in più, dobbiamo valutare qualche situazione a livello influenzale, decideremo la formazione solo all’ultimo – precisa il tecnico – Ancora 4-3-3? Penso che la base resti questa, siamo all’inizio di un percorso e dobbiamo lavorare insieme su questa strada. Per fare un buon lavoro ci vuole del tempo”. Un’altra preoccupazione di Nicolato riguarda la difesa. “Questo è un biennio in cui dobbiamo cercare di trovare qualche altro difensore centrale – ammette – La rosa al momento è abbastanza povera di centrali, è un lavoro da portare avanti in questi due anni”.
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BOTTAS VINCE A SUZUKA DAVANTI A VETTEL
Prima la doppietta in qualifica, poi l’illusione in gara. Tramonta il sole su Suzuka e cala il sipario su una domenica altalenante per la Ferrari, che si esalta in qualifica conquistando la prima fila con Sebastian Vettel in pole position e Charles Leclerc secondo per poi cestinare il tutto dopo una manciata di secondi dallo spegnimento dei semafori. Tra errori e sfortuna delle due SF90 è Valtteri Bottas a centrare una vittoria inattesa che prende la forma di un vero e proprio riscatto, contro la Ferrari e contro Lewis Hamilton che chiude terzo col broncio in una giornata di festa per la Mercedes, che centra il sesto titolo costruttori consecutivo. Partenza cruciale per il finlandese, devastante per il duo Rosso: Vettel, da pole-man, sbaglia completamente lo stacco della frizione, rischia la penalità per jump start e perde l’attimo distraendo a sua volta Leclerc, che dalla seconda casella della griglia parte in ritardo. Un disastro sfruttato alla perfezione da Bottas che supera Vettel all’esterno. Anche Leclerc sopravanza il tedesco ma nella serie di curve del primo settore viene infilato all’esterno da Verstappen: un duello che si conclude con il contatto e con la penalità a fine gara da 5 secondi per il monegasco.
E mentre Bottas vola via inseguito da Vettel e Hamilton, Leclerc gira con l’ala danneggiata sulla parte sinistra e dopo un richiamo della Fia, per ragioni di sicurezza, entra ai box per la sostituzione finendo così in fondo al gruppo, episodio che gli costerà altri 10 secondi di penalità e la retrocessione dal sesto al settimo posto finale. Costretto alla rimonta, Leclerc dà comunque vita a una gara da cuore in gola superando gli avversari come dei birilli, prendendosi il sorpasso anche su Verstappen che al 16° giro alza bandiera bianca a causa dei danni eccessivi alla sua Red Bull: “Che altro potevo fare? – ha commentato l’olandese nel post gara – Leclerc ha avuto sovrasterzo e mi è venuto addosso, non si può guidare irresponsabilmente”. Nel gruppo davanti, invece, è Vettel a dare il via alla girandola dei pit-stop al 17° giro seguito da Bottas (18°) e da Hamilton (21°). Ma dopo aver montato gomma soft, stessa mescola utilizzata a inizio gara, Vettel da regolamento è stato costretto a una seconda sosta al 32° giro. E a causa dell’alto degrado delle mescole anche Bottas cambia le gomme al 37° giro imitato da Hamilton, nel frattempo diventato leader del GP, solamente a 10 giri dalla fine.
“Ma potevo continuare con le gomme del secondo stint – ha commentato un amareggiato Hamilton – Potevo sicuramente andare fino alla fine e vincere la gara”. Infatti, con la seconda sosta, Hamilton scivola terzo alle spalle di Vettel senza riuscire a sopravanzare il tedesco che chiude i giochi con un buon secondo gradino del podio. “Non è di certo un buon weekend perché volevamo vincere – ha spiegato Vettel nel post gara – La partenza è stata pessima, poi non abbiamo avuto lo stesso passo della Mercedes”. Bottas, invece, esalta il sesto titolo della Mercedes: “Sono davvero fiero di far parte di questo team. Siamo riusciti a cogliere anche questa chance”. Seconda vittoria di fila per le Frecce d’argento e testa al Gran Premio del Messico dove Hamilton potrebbe festeggiare il sesto titolo iridato. La Ferrari chiude con Vettel secondo e Leclerc settimo: la tappa messicana sarà un’altra occasione di riscatto per cancellare la grossa delusione di una doppietta sfumata senza possibilità di risposta.
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LA VESPA SFILA A TRENTO, LAMBRI “ICONA MONDIALE”
Rombano i motori delle Vespa, almeno quelle ‘tradizionali’, che hanno conquistato il mondo e anche il cinema. “Vespa, il mito delle due ruote”, e’ il tema di un incontro a Trento, in occasione della seconda edizione del Festival dello Sport. E’ un tripudio di suoni e colori, grazie anche al Vespa Club di Trento e ad una madrina d’eccezione come Cristiana Capotondi, attrice romana con un grande amore per un ‘marchio’ che ha 73 anni di storia e oltre diciotto milioni di esemplari diffusi sulle strade di tutti i continenti. E’ lei ad aprire il ‘corteo’ di Vespa che, da Piazza Dante, raggiunge il Muse, sede del convegno. Una passerella degna di una superstar a due ruote il cui fascino non fa che aumentare con il tempo e che, in piu’ di 150
modelli, ha sempre rappresentato lo stato dell’arte della tecnologia. “Quando nacque non fu un successo immediato, perche’ come ogni novita’ non fu subito compresa – ricorda Marco Lambri, responsabile Centro Stile Gruppo Piaggio – Era un oggetto comodo, rivoluzionario, che non aveva i difetti di una moto”. Lambri fa fatica a chiamarla “scooter” perche’, assicura, “la Vespa e’ la Vespa ed un percorso su di essa e’ un’esperienza, mentre su un’altra due ruote e’ spostarsi da A a B”.
“Andare in Vespa mi da’ un senso di fanciullezza e mi consente di tornare a sentirmi leggera – le parole della Capotondi – Muoversi con la Vespa e’ diverso da ogni altro mezzo e la sua forza e’ la capacita’ di rinnovarsi nella tradizione, che e’ il motore del nostro Paese. E’ la metafora di cio’ che va conservato trasferendo una visione del futuro”. La Vespa ha attraversato gli anni Sessanta, quelli del boom, gli anni Settanta, della rivoluzione culturale e, step by step, e’ arrivata ai tempi moderni senza disperdere, strada facendo, un grammo di popolarita’. Anzi, acquisendone, tanto da diventare ‘musa’ cinematogrica e protagonista di celebri brani, da ‘Bollicine’ di Vasco Rossi a ’50 special’ dei Luna Pop. “I’m the power”, recita l’ultimo spot sulla Vespa elettrica, un brand calato alla perfezione nel quotidiano. “Il futuro di Vespa e’ nella capacita’ di adattare e interpretare le esigenze di una comunita’ che sta cambiando – sottolinea ancora Lambri – Vespa e i vespisti non hanno paura dei cambiamenti”. Il futuro e’ dietro l’angolo, e con una Vespa sotto i piedi, come cantava Cesare Cremonini, ci si arriva puntuali e in tutta sicurezza.
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